Spesso si nota il tentativo, da parte di scrittori disinformati (o
disinformanti), di far apparire questo contributo come fondamentale per la
tenuta della fronte e per i successi del 1918; tuttavia, quasi nessuno cita
l'armata che l'Italia, su pressante richiesta del Comando Supremo
Interalleato, invio' ai primi del '18 sul fronte occidentale e che combatte'
in prima linea contro i tedeschi sino alla fine della guerra.
Inoltre, nessuno cita le decine di migliaia di lavoratori italiani
militarizzati che operarono in Francia a ridosso della prima linea.
Se su alcuni testi italiani queste forze vengono citate, sono invece
misconosciute dalla quasi totalita' dei libri stranieri pubblicati dopo gli
anni '40.
A dire il vero, una parte di colpa l'ha anche l'Italia che, a differenza
degli anglosassoni e dei francesi, inizio' a pubblicare testi e documenti
ufficiali solo dopo la II GG.MM., lasciando cosi' agli altri il compito di
descrivere il contributo italiano allo sforzo bellico.
Se qualcuno fosse interessato ad approfondire l'argomento, saro' ben lieto
di pubblicare qualche notizia.
Ivan K.
> Quando si parla della I GG.MM. si arriva, inevitabilmente, a Caporetto
(ora
> in Slovenia), alla battaglia d'arresto del Piave ed all'invio in Italia di
> forze britanniche e francesi.
I Francesi inviarono truppe in Italia in cambio di altre truppe Italiane; mi
pare 2 divisioni francesi in Italia in cambio di 2 divisioni italiane in
Francia (o forse erano corpi d'armata...)
> Spesso si nota il tentativo, da parte di scrittori disinformati (o
> disinformanti), di far apparire questo contributo come fondamentale per la
> tenuta della fronte e per i successi del 1918; tuttavia, quasi nessuno
cita
> l'armata che l'Italia, su pressante richiesta del Comando Supremo
> Interalleato, invio' ai primi del '18 sul fronte occidentale e che
combatte'
> in prima linea contro i tedeschi sino alla fine della guerra.
Verissimo. La battaglia di Vittorio Veneto e la precedente resistenza
durante tutta la battaglia del solostizio sono dovute alle truppe italiane.
L'apporto alleato fu ben poca cosa. Ricordiamoci piuttosto quante volte
Cadorna ha lanciato offensive sull'isonzo per permettere agli alleati di
meglio resistere alle offensive austro-tedesche sul fronte occidentale.
>
> Inoltre, nessuno cita le decine di migliaia di lavoratori italiani
> militarizzati che operarono in Francia a ridosso della prima linea.
E pure quelli che andarono in Macedonia e in Turchia.
> A dire il vero, una parte di colpa l'ha anche l'Italia che, a differenza
> degli anglosassoni e dei francesi, inizio' a pubblicare testi e documenti
> ufficiali solo dopo la II GG.MM., lasciando cosi' agli altri il compito di
> descrivere il contributo italiano allo sforzo bellico.
Purtroppo la I GM in Italia è stata abbuiata dalla dittatura fascista che
con la sua retorica ha condotto gl'Italiani a legare la grande guerra alle
grandiosità propagate dal fascismo. In altri paesi europei la grande guerra
è tutt'oggi ricordata per quello che in realtà fu e non per quello che
l'hanno fatta essere. In francia si trovano monumenti ai caduti in cui la
guerra viene condannata come mezzo di strage di massa. Prova a cercarne uno
in Italia... Furono tutti costruiti negli anni del fascismo con le
conseguenze che ciò portò alla memoria storica della Nazione.
Saluti.
--
=====================================================
Sghiò - Italy
E-mail: sg...@postino.it
=====================================================
L'importanza esagerata attribuita all'apporto alleato in Italia deriva da
molti fattori, dei quali la retorica del Ventennio è solo uno dei tanti.
Lo svilimento del contributo altrui alle vittorie militari e l'esaltazione
del proprio è una costante delle storiografie militari tedesca, francese e
inglese, nel caso specifico aggravate anche da una delle poche decisioni
discutibili prese da Diaz, e questa addirittura all'insaputa del governo,
ovvero di dare il comando di Corpi d'Armata misti a generali stranieri,
nel caso specifico un francese per il corpo italo-francese e un inglese
per quello italo-inglese, in occasione della battaglia di Vittorio Veneto:
quante volte ho letto in libri inglesi e francesi che il passaggio del
Piave avvenne grazie a questi due CdA!!!!
Ciao
Guido
Sghiò wrote:
> Saluti.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Caro Ivan K.,
Grazie ad aver dato il la a questo thread,
Posso concordare sul fatto che la pubblicistica alleate non fosse molto
benevola nei confronti italiani, questo in parte per la non conoscenza dei
fatti ed in parte anche per elogiare i propri fanti anche a discapito anche
degli alleati.
In sostanza "elogio" sopra ogni limite il fante avversario piuttosto che il
fante amico che ricordiamocelo fin prima di Caporetto ha ottenuto migliori
risultati in un fronte , quello italiano, definito di secondaria importanza.
Per quanto riguarda i testi , in parte, non sono d'accordo con Te.
Infatti e' vero che documenti ufficiali mancano , ma questo lo si deve
principalmente all'assenza da parte dello stato italiano dagli anni '60 in
poi.
A parte poche case editrici molto specializzate poco e' stato pubblicato e
poco , ancora peggio, e' stato insegnato.La situazione sembra cambiare solo
in questi ultimi anni, ma purtroppo sono andati perduti troppi ricordi e
troppi "cimeli".
C'e' da dire comunque che la menorialistica stampata negli anni 1917-1940
non mancava ed era molto numerosa, lo possiamo vedere nelle bancarelle (es.
Fratelli Treves -Mondadori ect.) dei mercatini, effetivamente e' stata
accantonata x un alone "fascista" ,dalla repubblica dopo gli anni '50, che
ha voler leggere alcune opere proprio non aveva.A dir la verita' ci
sarebbero tutte le menorialistiche delle associazioni ex combattenti
dell'epoca (anni '20-'30) a a mano di poderose botte di .... devi andare
davanti alle bancarelle sfoderando fogli da 100.000 ed e' un peccato che ad
esempio a Vittorio Veneto esista un museo con centinaia di libri chiusi a
doppia mandata li' a marcire in scaffali dal 1950....
Ma questo riguarda un thread che abbiamo gia' trattato.
Un saluto.
Diego
In particolare fu De Gasperi, se non ricordo male, a disporre che venissero
riordinati e pubblicati i documenti.
Prima di allora, al contrario di quanto accadeva in Gran Bretagna ed in
Francia, da parte italiana erano disponibili solo pubblicazioni non
ufficiali (memorie ed archivi privati).
Questo "vuoto" ha fatto si' che per decenni le uniche fonti ufficiali sugli
eventi relativi alla I GG.MM. fossero quelle degli alleati o degli
ex-nemici.
Ecco' il perche' di tanta disinformazione, presente anche nei testi
scolastici nazionali (trascurando le motivazioni politiche legate al
fascismo ed all'anti-fascismo).
Dati e notizie circa l'impegno delle forze armate nazionali in Francia e nei
Balcani sono quasi del tutto assenti dalla storiografia estera.
Ivan K.
> <cut>
>> A dire il vero, una parte di colpa l'ha anche l'Italia che, a differenza
>> degli anglosassoni e dei francesi, inizio' a pubblicare testi e documenti
>> ufficiali solo dopo la II GG.MM., lasciando cosi' agli altri il compito di
>> descrivere il contributo italiano allo sforzo bellico.
>
>---CUT---
> Per quanto riguarda i testi , in parte, non sono d'accordo con Te.
> Infatti e' vero che documenti ufficiali mancano , ma questo lo si deve
> principalmente all'assenza da parte dello stato italiano dagli anni '60 in
> poi.
>---CUT--
> Un saluto.
> Diego
> Quando si parla della I GG.MM. si arriva, inevitabilmente, a Caporetto (ora
> in Slovenia), alla battaglia d'arresto del Piave ed all'invio in Italia di
> forze britanniche e francesi.
>
> Spesso si nota il tentativo, da parte di scrittori disinformati (o
> disinformanti), di far apparire questo contributo come fondamentale per la
> tenuta della fronte e per i successi del 1918; tuttavia, quasi nessuno cita
> l'armata che l'Italia, su pressante richiesta del Comando Supremo
> Interalleato, invio' ai primi del '18 sul fronte occidentale e che combatte'
> in prima linea contro i tedeschi sino alla fine della guerra.
>
Che vuoi, i nostri alleati di allora continuano a "rosicare" per il fatto
che l'Italia fu l'unica nazione che concluse la I guerra mondiale con
una larga vittoria sul campo (Vittorio Veneto). Sugli altri fronti
invece la situazione era di stallo.
Comunque le truppe italiane inviate in Francia mi pare fossero meno di
un'armata, forse un paio di reggimenti????
Saluti
Antonio
--
Posted from [213.26.132.205]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Prima di allora, al contrario di quanto accadeva in Gran Bretagna ed in
> Francia, da parte italiana erano disponibili solo pubblicazioni non
> ufficiali (memorie ed archivi privati).
>
In effetti sulle foti ufficiali inglesi sono abbastanza schettico, a sentir
loro solo due/tre squadriglie sul fronte Veneto avrebbero abbattuto in 2/3
settimane tutti gli aerei austro-tedeschi del fronte conpresui quelli in
costruzione nell'impero........
> Questo "vuoto" ha fatto si' che per decenni le uniche fonti ufficiali
sugli
> eventi relativi alla I GG.MM. fossero quelle degli alleati o degli
> ex-nemici.
> Ecco' il perche' di tanta disinformazione, presente anche nei testi
> scolastici nazionali (trascurando le motivazioni politiche legate al
> fascismo ed all'anti-fascismo).
>
Qui sostanzialmente ce lo siamo voluto anche' perche' chi redige i
"sussidiari" di storia dubito che sia entrato mai in un archivio storico
militare.Non sono un esperto ma all'epoca quando si cominciava a parlare di
Reggimenti battaglioni artiglieria ect ect erano in piu' d'uno a sgranare
gli occhi e guardarti come fossi venuto da Marte...............
> Dati e notizie circa l'impegno delle forze armate nazionali in Francia e
nei
> Balcani sono quasi del tutto assenti dalla storiografia estera.
>
> Ivan K.
>
In effetti mancando i riferimenti italiani nel settore dubito che possano ,
a meno di essere inseriti in opera piu' " strategiche" , essere interessanti
x un grande pubblico che a malapena conosce e capisce il fronte italiano
principale.
Mie opinabilissime deduzioni comunque
Un saluto.
Ciao.
Diego
> Che vuoi, i nostri alleati di allora continuano a "rosicare" per il fatto
> che l'Italia fu l'unica nazione che concluse la I guerra mondiale con
> una larga vittoria sul campo (Vittorio Veneto). Sugli altri fronti
> invece la situazione era di stallo.
>
> Comunque le truppe italiane inviate in Francia mi pare fossero meno di
> un'armata, forse un paio di reggimenti????
Era il II Corpo d'Armata, del generale Albricci (non ricordo quali
divisioni). Si batte' bene durante le ultime offensive tedesche del 1918; si
ricordano in particolare i combattimenti nella zona di Bligny.
Da qualche parte nella mia biblioteca c'e' il volume ufficiale
dell'Esercito, pubblicato negli anni '30, su "Le Truppe Italiane in
Francia", ottima monografia (della stessa serie de "Le Tre Battaglie del
Piave" di Caviglia). Come al solito, non so dove sia e sono troppo pigro per
cercarlo...
Haydn
Hai perfettamente ragione, si trattava del II Corpo d'Armata, composto
dalle divisioni 3a (brigate Napoli e Salerno) e 8a (brigate Udine e Brescia).
In tutto circa 40000 uomini. Le perdite, alla fine, furono pesantissime: 4500
morti, 7000 feriti, 3500 dispersi.
Fonte: articolo "Italiani in Francia" di S. Pelagalli, Storia Militare n. 94
(luglio 2001)
Ciao a tutti
Antonio
--
Posted from [212.171.215.226]
Il 18 aprile 1918 il II Corpo d'Armata inizio' le operazioni di partenza da
Lonato (BS) verso la Francia, impegnando 92 treni inviati sulle linee di
Ventimiglia e Modane.
Ultimato il trasferimento, il II Corpo d'Armata, al comando del maggiore
generale Alberico Albricci, disloco':
- la 3 divisione, con le brigate Napoli (comandante colonnello di brigata
Emilio Maggia) e Salerno (comandante colonnello di brigata Giovan Battista
Giri) agli ordine del maggiore generale Vittorio Emanuele Pittaluga, nelle
localita' di Arcis-sur-Aube, Mailly, Sommesous
- l'8 divisione, con le brigate Brescia (comandante colonnello di brigata
Guglielmo Cartia) e Alpi (comandante colonnello di brigata Giuseppe
Garibaldi) agli ordine del maggiore generale Giovanni Beruto, nei pressi di
Brienne-le Chateau, Chavanges e Gigny-Brandon.
- Gli elementi non inquadrati nelle divisioni (comando di Corpo d'Armata,
artiglierie pesanti, reparti di sanita', genio, polizia e reparti logistici
alle dirette dipendenze del Corpo d'Armata, nonchè il 64' reggimento di
marcia agli ordini del colonnello Enea Chiodelli), presso Troyes e Romilly.
Il Corpo d'Armata, inoltre, aveva a disposizione due squadriglie ed un
gruppo aerostatico francese per l'osservazione aerea.
Al II Corpo d'Armata venne assegnata un tratto di circa 12 km di fronte che
tenne con vigore, respingendo i reiterati assalti tedeschi sino alla fine
della guerra.
Il rimpatrio avvenne verso la fine del mese di gennaio 1919.
Fonte principale: "Soldati per la Patria" - Luigi Marzano - Editrice Mursia
Si tratta di un libro di memorie scritto da un tenente del 10' reggimento di
artiglieria da campagna, inquadrato nel II C.d'A.
Ivan K.
Se passi dalle mie parti a Pederobba troverai un imponente ossario\monumento
francese che custodisce le spoglie dei soldati francesi morti combattendo
in Italia, soprattutto nella battaglia di attraversamentpo del Piave e
sfondamento delle linee austriache a San Vito.
Giovanni