Bhisma, 09:23, gioved� 7 febbraio 2013:
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> Cambiando un po' discorso, secondo voi gli ordini di Gariboldi
> che inchiodano gli Alpini sul Don sino al 17 Gennaio, con le
> note conseguenze, furono uno sbaglio al limite del criminale,
> come sostiene quasi tutta la memorialistica che ho letto (e
> che d� anche l'impressione di un collasso della linea di
> comando, vedi i ripetuti ordini di puntare su localit� gi� in
> mano ai Russi) o un senso tattico ce l'avevano?
Leggo sullo Scotoni ("L'Armata rossa e la disfatta italiana",
ed. Panorama)
"... il 21 dicembre Cavallero viene informato che i tedeschi
hanno avanzato proposta di sostituzione per l'ARMIR, ma
Gariboldi ha rinunciato. Il rifiuto del comandante dell'armata
sembra confermare che sul Don � in corso una crisi
circoscritta."
" ... Alla fine della prima decade di gennaio la posizione delle
divisioni alpine sull'alto Don appare ai comandanti di Corpo
ancor pi� precaria. (sapute le notizie ottenute informalmente
sull'andamento delle operazioni altrove) La minaccia di un
accerchiamento del CAA era molto grave. (relazione comandante
Battisti della Cuneense)
Il 10 gennaio il comando dell'8.a armata diram� una circolare
del comando gruppo armate B in cui si dice che il CAA e
l'armata ungherese devono mantenere la linea del Don sino
all'ultimo uomo e all'ultima cartuccia. Nessun arretramento
poteva essere fatto, neppure dai battaglioni, senza l'ordine
del comando gruppo armate B. Responsabili personalmente i
comandanti di divisione.
il 10 gennaio [...] a Rossosch il comando alpino si orienta
all'idea di un ripiegamento in profondit�, [...] almeno un
centinaio di chilometri. [...] il generale Battisti (Cuneense)
tenta di bypassare il comando d'armata, appellandosi in via
informale ai vertici del RE perch� premano sul comando
hitleriano. (fonte: Rasero, l'eroica Cuneense: Battisti invia
l'aiutante di campo Lequio da Umberto di Savoia, [...] senza
alcun esito.)
Il 12 gennaio il comando di Rossosch adotta le prime misure per
predisporre un immediato ripiegamento su Rovenki, 100 km a SO.
Il 13 gennaio Moskalenko attacca a nord gli ungheresi e sfonda
con un giorno d'anticipo puntando su Ostrogozshk e Alekseevka.
[Il 15] Nasci chiede al comando d'armata l'autorizzazione a
trasferirsi a nord [da Rossosch ormai sempre pi� precaria] nel
settore tenuto dalla Tridentina. Il gen. Gariboldi informa che
da sud stanno arrivando su Rossosch ingenti forze nemiche e,
pur ribadendo che l'ordine � tenere ad ogni costo le posizioni
sull'alto Don, dirama disposizioni per predisporre il CAA a un
arretramento a nord di qualche decina di km [la balka di
Podgornoje a ovest del torrente Rossosch, riducendo il saliente
sul Don abbandonando il territorio a est della linea
Rossosch-Podgornoje]
Nasci ordina il trasferimento del comando a Podgornoje e
dell'ospedale nelle retrovie.
[Il 16] le div. alpine restano in posizione sul Don, fronte a
est, mentre l'Armata Rossa le sopravanza di decine di km a nord
e a sud. Il comando di Corpo e il comando dell'8.a armata
continuano a rifiutare l'autorizzazione a sganciarsi: "resta
valida la direttiva impartita il 10 gennaio"
[verso le 3 del 17] la Tridentina informa il comando alpino che
gli ungheresi [a nord] hanno ricevuto l'ordine di ripegamento e
si sganceranno dal Don [lasciandoli scoperti sul fianco
sinistro]
Alle 6 del mattino del 17 il comandante Gariboldi invia la
risposta: "Lasciare la linea del Don senza preciso ordine
dell'armata � assolutamente proibito. Alt. Vi faccio
responsabile personalmente dell'esecuzione."
[Solo] alle 11 il comando alpino a Podgornoje riceve l'ordine di
ripiegamento dal Don in stretto contatto con il VII corpo
d'armata ungherese. Alle 12.30 il comando di corpo comunica con
fonogramma l'ordine alle divisioni, che sar� eseguito la sera e
la notte.
La sera del giorno dopo 18 gennaio il 12� corpo corazzato
sovietico prende Karpenkovo. Il cerchio � chiuso.
Nel resoconto di Moskalenko:
"Un dettaglio curioso: i prigionieri furono cos� tanti, che non
fummo in grado di scortarli tutti. Per questo vennero creati
dei cos� detti punti di raccolta. I nostri soldati si
limitavano a spiegare ai prigionieri dove andare. Questi si
avviavano nella direzione indicata, chiedendo a chi
incontravano dov'era il punto di raccolta."
Per chi fosse interessato queste sono le coordinate della
battaglia di Nikolajewka:
(il paese oggi si chiama Livenka)
Coordinate 51�56 N 38�36 E