adoeno <sav...@tin.it> wrote in message
cY2D6.13730$lu5.3...@news1.tin.it...
Ciao
Marco
adoeno <sav...@tin.it> wrote in message
cY2D6.13730$lu5.3...@news1.tin.it...
Marco S. <se...@tin.it> wrote in message
SOeD6.33683$r67.7...@news2.tin.it...
"Marco S." wrote:
> E' un aspetto della guerra particolarmente cinico, ma mi sorge spontanea una
> domanda: chi dei due vinse ? (cioe', non dico che uccise l'altro cecchino,
> ma perlomeno lo costrinse a desistere).
>
Sul libro di Beevor (STALINGRADO), se non ricordo male, c'e' scritto che il
duello non e' mai avvenuto..
ciao
S.
> Sul libro di Beevor (STALINGRADO), se non ricordo male, c'e' scritto che il
> duello non e' mai avvenuto..
Vero, dice Beevor che non ne ha trovato traccia ne negli archivi tedeschi ne in
quelli sovietici. Non solo, non avrebbe nemmeno trovato traccia della scuola per
tiratori scelti presso la quale, secondo la leggenda, il maggiore tedesco prestava
servizio come istruttore.
Sempre secondo Beevor potrebbe essere una ''leggenda'' creata ad arte dalla
propaganda sovietica per sostenere, o per servirsi aggiungo, della straordinaria
diffusione e popolarita' delle tecniche di cecchinaggio nell'armata rossa durante
la battaglia di Stalingrado.
Oppure, dico io a titolo di pura supposizione, potrebbe essere una versione
''bellica'' delle moderne leggende metropolitane.
Comunque una storia, anche una storia di guerra, perche' sia bella non c'e'
bisogno che sia vera. Basta dirlo.
Ciao
Ale
--
*La sconfitta reclama ad alta voce perche' esige spiegazioni; mentre la
vittoria, come la carita', nasconde un gran numero di peccati*
Alfred T. Mahan
David Robbins
War of the Rats (The novel of Stalingrad)
Orion Paperbacks 1999
£ 5.99
Ol.
>Grazie così poi al cinema perdo il thrilling...:)
Per usare un termine tecnico.. il film è di una pallosità mostruosa.
Si salvano soltanto i dieci minuti iniziali (l'arrivo a stalingrado e
il primo assalto russo). Dopo c'è il nulla, salvo qualche scena qua e
là.
Non aspettarti un film su Stalingrado (.. tipo stalingrad insomma),
questa è solo una storia di cecchini. La città fa da contorno: avrebbe
potuto essere Sarajevo o simili e nessuno se ne sarebbe accorto. (o
quasi)
Ciao
Luc4
ps sono ovviamente tutte opinioni personali e come tali largamente
opinabili
ho trovato questo su http://it.news.yahoo.com/010418/83/xnte.html
Duello a Stalingrado
A cura di Marco Curatolo
Jean-Jacques Annaud presenta Il nemico alle porte, il suo kolossal sulla
battaglia di Stalingrado costato 180 miliardi e in uscita il 20 aprile nei
cinema italiani. Il film è interpretato da Jude Law, Joseph Fiennes, Rachel
Weisz e Ed Harris e racconta la storia vera dell'eroe sovietico Vassili Zaitsev
e del suo duello con un tiratore scelto dell'esercito nazista. "Mi sono ispirato
ai western di Sergio Leone", dice il regista e polemizza per l'accoglienza
ricevuta dal suo film in Germania.
"E' stato un errore portare Il nemico alle porte al festival di Berlino".
Jean-Jacques Annaud ha ancora il dente avvelenato per le critiche che hanno
accolto il suo film in Germania. Ai tedeschi il racconto dell'eroica resistenza
russa a Stalingrado durante la II guerra Mondiale non è andato giù. "Il bello -
dice Annaud - è che molti hanno criticato il film in quanto tale, la fotografia,
la recitazione degli attori e non la cattiva immagine che nel film i tedeschi
danno di sé. Qualcuno ha trovato scandaloso che io non abbia raccontato il
sacrificio tedesco, ma solo quello russo. Ma a Stalingrado sono stati i tedeschi
ad andarci, i russi si sono difesi". La vis polemica non fa difetto ad Annaud,
in questa breve parentesi legata alla presentazione italiana del film. Il
regista francese difende la sua scelta di raccontare quella parte della guerra
che il cinema americano sembra avere dimenticato; quella che, sul fronte russo,
ha causato milioni di morti e infiacchito in modo determinante le armate di
Hitler. Dice Annaud: "Gli americani si interessano solo a se stessi e fanno
credere a tutti di aver vinto la guerra da soli con lo sbarco in Normandia. Ma
sul fronte russo si sono verificati eventi altrettanto importanti". E non
risparmia altre frecciate alla "Grande Germania", oggi di nuovo unita, e alla
volontà tedesca di rimuovere un passato storico ingombrante: "Solo dieci anni fa
non era così. Oggi, invece, in Germania c'è chi pensa che l'interesse per
l'Olocausto sia solo un grande business". In compenso, si dice orgoglioso del
successo che il film sta ottenendo in Russia e sorpreso dagli incassi americani.
Il nemico alle porte racconta una storia vera, quella del cecchino Vassili
Zaitsev (Jude Law), un tiratore infallibile diventato tra i sovietici una vera
leggenda, abilmente utilizzata a scopo propagandistico per tenere alto il morale
degli assediati. Un eroe la cui memoria ancora oggi, in Russia, viene custodita
e celebrata. Per contrastare Zaitsev, i nazisti inviano a Stalingrado un loro
tiratore scelto, il maggiore Koenig (Ed Harris); il silenzioso duello tra i due
è uno dei motivi conduttori del film. L'altro è l'amore tra Vassili e la giovane
soldata russa Tania (Rachel Weisz) di cui è vanamente invaghito anche il
funzionario politico Danilov (Joseph Fiennes). Il nemico alle porte è ispirato a
un romanzo di William Craig che Annaud ha arricchito con lunghe ricerche sul
campo. Dei fatti e dei personaggi narrati il regista difende la veridicità,
niente affatto romanzesca. "Non solo è reale il personaggio di Vassili, ma anche
quello di Tania e la storia d'amore che li unisce. Esistono lettere di Tania
scritte a Vassili nel dopoguerra da Israele, dove forse si era trasferita. Del
resto la presenza femminile sul fronte è una precisa realtà di quei giorni:
c'erano tante donne che combattevano accanto agli uomini e tanti amori che
nascevano in quel contesto. Quanto al maggiore Koenig, il suo mirino è persino
conservato in un museo".
Il nemico alle porte ha un cast composto in larga misura di attori europei.
L'unico americano, nei ruoli principali, è Ed Harris. Annaud spiega che gli
attori americani, soprattutto quelli giovani cresciuti con la cultura
televisiva, hanno qualche problema con il "linguaggio corporeo". Sarebbero stati
poco credibili nei panni di europei di 60 anni fa. Perché, allora, non usare
attori russi? Annaud, in proposito non si nasconde: "Se avessimo usato un cast
russo, il film sarebbe stato visto solo in Russia e nei cinema d'essai. Anche
David Lean, quando girò Dottor Zivago usò un cast internazionale nonostante il
film fosse ambientato in Russia. Ci sono però russi tra le comparse. Abbiamo
girato il film nell'est della Germania, dove vivono ancora molti immigrati
dall'ex Urss".
Il regista ricorda anche di aver pensato spesso, mentre lavorava al film, a
Sergio Leone e al suo progetto incompiuto di un film sull'assedio di Leningrado.
"Quando Leone morì - ricorda Annaud - il suo produttore mi telefonò e mi disse
che Leone mi riteneva il più adatto a portare avanti quel progetto. Ma non c'era
ancora una sceneggiatura, solo un'idea e un protagonista designato, Robert De
Niro. E poi si trattava di Leningrado e non di Stalingrado. L'idea cadde, ma
devo dire che girando Il nemico alle porte, e particolarmente le scene del
duello tra i due tiratori, ho pensato a lui, alle inquadrature dei suoi
western".
Delle difficoltà tecniche legate alla realizzazione di Il nemico alle porte,
Annaud ricorda la faticosa ricerca di un corso d'acqua adatto a simulare il
Volga ("alla fine abbiamo scelto un lago artificiale; siamo stati costretti a
trasportare 85 barche via terra, alcune smontandole pezzo per pezzo"). "Alle
scene di massa, quelle con grandi inquadrature e tante comparse, ormai sono
abituato e non mi spaventano più". E, con chi gli chiede di parlare dei suoi
progetti futuri, Annaud, regista poco prolifico, si schermisce: "Non ne ho
ancora. Fare un film è come avere un figlio. Sono troppo preso dal figlio che ho
appena avuto".
S.
Alessandro Santini wrote:
> sergio wrote:
>
> > Sul libro di Beevor (STALINGRADO), se non ricordo male, c'e' scritto che il
> > duello non e' mai avvenuto..
>
> Vero, dice Beevor che non ne ha trovato traccia ne negli archivi tedeschi ne in
> quelli sovietici. Non solo, non avrebbe nemmeno trovato traccia della scuola per
> tiratori scelti presso la quale, secondo la leggenda, il maggiore tedesco prestava
> servizio come istruttore.
Mi dici, cortesemente, in quale capitolo del libro lo scrive? Perche' sulla mia copia
della Bur, a parte una traduzione fatta un po' con i piedi, l'indice dei nomi mi
riporta il nome di Zaitsev solo una volta (p.175), mentre continuando a 'scannare' il
libro ho visto che compare di nuovo in un altra pagina, dove pero' non nega l'episodio
ma si limita a dire nel cap.12 che l'episodio "non e' del tutto convincente"
(malgrado il trofeo che effettivamente ho visto nel museo di Mosca qualche annetto fa)
ma non che e' falso...
ciao
S.
La storia del "super-checchino tedesco delle SS mandato da Berlino per
uccidere Zaitzev" non è un'invenzione della propaganda sovietica, ma una
storia (quasi una leggenda metropolitana) che girava fra sia fra i soldati
russi che fra quelli tedeschi impegnati nell'assedio. A tutti gli effetti,
furono i racconti dei prigionieri tedeschi ad alimentarla. Adesso: non
esiste una prova certa che questo famoso "super-checchino" sia esistito ma:
1) Duelli come quelli descritti nel film furono piuttosto comuni durante
l'assedio (e dopo!)
2) Un tiratore russo di nome Kulikov (accompagnato da Zaitzev, e di lui
allievo) effettivamente "duellò" per alcuni giorni con un misterioso
tiratore tedesco, che finì poi per uccidere. "Radio Scarpa" russa
identificò lo sconfitto con il suddetto "super-checchino", e il fucile
conservato a Mosca sembra sia stato il suo. Questo non vuole assolutamente
dire, ovviamente, che la storia del misterioso tiratore berlinese fosse
vera. Ma un duello del genere quasi certamente è avvenuto.
Il libro di Beevor è avvincente e scritto bene, ma non è di grande utilità
come documento storico. Contrariamente a quanto affermato dall'autore, è
basato in genere su fonti secondarie, e ha una sua matematica tutta
particolare, il più delle volte diretta a dimostrare a priori le tesi di
Beevor. Comunque, il fatto che non si conoscano fonti archiviali tedesche
che provino l'esistenza del "maggiore Konig" non significa che il maggiore
non esistesse sul serio.
La situazione descritta in "Il Nemico Alle Porte" (che come film non è
particolarmente interessante) è basata su un romanzo di David Robbins dal
titolo "War Of The Rats" (che ha un tono modello "Barbara Cartland sul
Fronte Russo con scene a luci rosse"). Per inciso, il film esagera il ruolo
avuto da Kruschev nella battaglia, e sembra prendere per buone una serie di
pretese avanzate dallo stesso alla fine degli anni '50, pretese poi
totalmente ridimensionate. La cosa più ridicola del film è comunque la
pretesa che ai russi servisse un "eroe" per vincere la battaglia: eroi veri
o fabbricati dalla propaganda sovietica erano materiale assai comune durante
l'assedio, come e assi più di Zaitzev.
Luca Signorelli
--
Posted from [151.4.147.231]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Mi dici, cortesemente, in quale capitolo del libro lo scrive? Perche'
sulla mia copia
> della Bur, a parte una traduzione fatta un po' con i piedi, l'indice dei
nomi mi
> riporta il nome di Zaitsev solo una volta (p.175), mentre continuando a
'scannare' il
> libro ho visto che compare di nuovo in un altra pagina, dove pero' non
nega l'episodio
> ma si limita a dire nel cap.12 che l'episodio "non e' del tutto
convincente"
> (malgrado il trofeo che effettivamente ho visto nel museo di Mosca qualche
annetto fa)
> ma non che e' falso...
>
> ciao
> S.
...un altro congegno fu escogitato da Vasilij Ivanovic Zaitsev, che divenne
ben presto il cecchino più famoso di Stalingrado,...
Il libro non mi ha convinto più di tanto, poi Antony Beevor ex Uff.le di sua
maestà.
> Mi dici, cortesemente, in quale capitolo del libro lo scrive? Perche' sulla mia copia
> della Bur, a parte una traduzione fatta un po' con i piedi, l'indice dei nomi mi
Mi sono fatto ridare Stalingrad dall'amico che me lo aveva prestato e, in effetti, le cose
stanno come dici tu. Devo aver letto quello che ti ho detto da qualche altra parte
(libro?, sito web? articolo di giornale su ''Il nemico alle porte''? Boh!) e ho confuso le
fonti. Scusa.
Comunque sono sicuro di aver letto da qualche parte quello che ho scritto, controllo e, se
ritrovo la fonte, ti faccio sapere.
> ...un altro congegno fu escogitato da Vasilij Ivanovic Zaitsev, che divenne
> ben presto il cecchino più famoso di Stalingrado,...
Si, un cannone anticarro con applicato un mirino telescopico da fucile .
> Il libro non mi ha convinto più di tanto,
Perche'? E' vero che Beevor non e' uno storico professionista, ma il libro mi
pare plausibile e ben documentato. Che difetti vi trovi?
> poi Antony Beevor ex Uff.le di sua maestà.
E che male c'e'?
Alessandro Santini wrote:
>
>
> > poi Antony Beevor ex Uff.le di sua maestà.
>
> E che male c'e'?
forse DECIMA ha vecchi problemi pendenti con la "perfida Albione".... :)
ciao
S.