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Affondamento del General Belgrano

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seren...@my-deja.com

unread,
Nov 3, 2000, 4:35:28 AM11/3/00
to

Confesso che, al riguardo, l'unica cosa che mi veniva in mente era
una frase di una canzone dei Pink Floyd in cui dicevano
"Meggi (=Tatcher) took a cruiser with all the men"
ho quindi letto con una certa sorpresa il Corsera del 19 Ottobre,
pagina 11.

Falkland, l'abbraccio degli ex nemici
"un ufficiale britannico trova i sopravvissuti della nave che siluro':
'e' stato un crimine'"

In pratica si dice che, al momento dell'affondamento, la mediazione
stesse procedendo bene e che detta nave era comunque al di fuori
della zona di esclusione dichiarata dagli inglesi.
DI questo fatto era a conoscenza l'equipaggio del Conqueror a cui e'
stato comunque esplicitamente ordinato di procedere all'attacco.
Si dice anche che "la Tatcher ha passato giorni difficili addirittura
in patria, di fronte alle prove presentate da un deputato laburista".
Per inciso i familiari (argentini) delle vittime hanno presentato
denuncia presso la corte europea dei diritti umani di Strasburgo ma
questa e' stata rifiutata per... decorrenza dei termini (!??!?!)

detto questo vorrei sapere dai piu' addentro alla questione se
questo articolo del Corsera sia veritiero o meno.

saluti,
Claudio


Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Alberto

unread,
Nov 3, 2000, 8:12:45 AM11/3/00
to
Personalmente ritengo che gli argentini abbiano poco da lamentarsi.

Fare uscire in mare un incrociatore scortato da due cacciatorpediniere
lanciamissili mentre il nemico schiera una flotta per riconquistare delle
isole che hai appena occupato è indubbiamente un atto militare.
Inoltre la manovra del gruppo argentino faceva parte di un'azione più
complessa che vedeva il Belgrano provenire da sud delle Falklands e il
gruppo della portaerei 25 de Mayo da nord. In mezzo c'era la flotta inglese.
Non si trattava certamente di un giro turistico.

Il fatto è avvenuto indubbiamente fuori dalla zona di interdizione delle 200
miglia ma non dimentichiamo che, anche se non formalmente, le due nazioni
erano in guerra.

Riguardo alla volontà di minare le trattative da parte inglese mi sembra che
i generali argentini facendo uscire la flotta non stavano manifestando
grande disponibilità.
Infine il giorno prima dell'affondamento (2 maggio) la Royal Navy aveva
subito il danneggiamento di tre navi ad opera dell'aviazione argentina, due
giorni dopo perdeva lo Sheffield.

Grande rispetto e cordoglio quindi per i marinai morti ma la colpa della
loro morte è di chi ha provocato quella guerra e li ha fatti poi uscire in
mare su una nave sopravvissuta a Pearl Harbour.

Saluti

Alberto

Andrea Losi

unread,
Nov 4, 2000, 3:00:00 AM11/4/00
to
Il General Belgrano e la sua scorta erano considerati un vero pericolo
per le teste di sbarco questo grazie alla gittata dei cannoni
dell'Incrociatore.
A poco tempo di distanza si parla di ore un'altro Snn britannico aveva
inquadrato nel suo periscopio nientedimeno che la Venticinco de Mayo
quando mancavano poche miglia al lancio dei siluri la portaerei
Argentina forse avvertita dell'affondamento del General Belgrano inverti
improvvisamente la rotta .
Se siete interessati vi daro' il nome del SSN britannico e la fonte
della notizia; adesso purtoppo sono al lavoro.

Ciao a tutti

Alberto wrote:

> Fare uscire in mare un incrociatore scortato da due cacciatorpediniere
> lanciamissili mentre il nemico schiera una flotta per riconquistare delle
> isole che hai appena occupato è indubbiamente un atto militare.

--
Andrea Losi

Alberto

unread,
Nov 4, 2000, 3:00:00 AM11/4/00
to

Andrea Losi <and...@balto63.com> wrote in message
3A03D702...@balto63.com...

> A poco tempo di distanza si parla di ore un'altro Snn britannico aveva
> inquadrato nel suo periscopio nientedimeno che la Venticinco de Mayo
> quando mancavano poche miglia al lancio dei siluri la portaerei
> Argentina forse avvertita dell'affondamento del General Belgrano inverti
> improvvisamente la rotta .
> Se siete interessati vi daro' il nome del SSN britannico e la fonte
> della notizia; adesso purtoppo sono al lavoro.
>

Gli argentini da parte loro hanno sostenuto di aver colpito entrambe le
portaerei britanniche, addirittura circolavano delle foto della Invincible
in fiamme.
Pare che due sm type 209 fossero riusciti ad avvicinarsi al gruppo inglese e
a lanciare una decina di siluri che però non sarebbero esplosi ma avrebbero
comunque provocato una falla nella Hermes.

Il condizionale è d'obbligo in quanto gli inglesi non hanno mai confermato
nulla in proposito (se consideriamo che alcune perdite inglesi della II GM
sono a tutt'oggi non confermate...) mentre sono documentati con molta
precisione tutti i danni subiti a bordo delle altre unità.

Saluti

Alberto

Antonio Maraziti

unread,
Nov 5, 2000, 3:00:00 AM11/5/00
to
In article <3a044...@news.telnetwork.it>,
"Alberto" <pas...@shineline.it> wrote:

> Il condizionale è d'obbligo in quanto gli inglesi non hanno mai
confermato
> nulla in proposito (se consideriamo che alcune perdite inglesi della
II GM
> sono a tutt'oggi non confermate...)

Puoi fare qualche esempio?

> mentre sono documentati con molta
> precisione tutti i danni subiti a bordo delle altre unità.
>

Secondo me, per quanto riguarda la Seconda GM, a quasi sessant'anni
di distanza, ha poco senso parlare ancora di "perdite non confermate",
gli archivi sono oramai aperti a chiunque. Le "perdite non confermate"
vanno a mio parere definitivamente classificate come "errate
rivendicazioni"

Per quanto riguarda la guerra delle Falkland, credo che ancora gli
archivi siano coperti dal segreto militare, ma quello che tu stesso
dici, riguardo al fatto che i danni subiti da altre unita' sono
perfettamente documentati, fa capire che probabilmente si tratta di
successi erroneamente rivendicati dagli argentini.

Saluti

Antonio


--
"Manco' la fortuna, non il valore"
El Alamein, 1-7-1942

Alberto

unread,
Nov 5, 2000, 3:00:00 AM11/5/00
to
>
> Puoi fare qualche esempio?
>
> > mentre sono documentati con molta
> > precisione tutti i danni subiti a bordo delle altre unità.
> >
>
> Secondo me, per quanto riguarda la Seconda GM, a quasi sessant'anni
> di distanza, ha poco senso parlare ancora di "perdite non confermate",
> gli archivi sono oramai aperti a chiunque. Le "perdite non confermate"
> vanno a mio parere definitivamente classificate come "errate
> rivendicazioni"
>

Mi scuso ma per fare esempi dovrei eseguire una lunga ricerca.
Come lettore di Rivista Marittima mi è capitato di imbattermi in riferimenti
a mancate conferme britanniche di fatti dati come certi. Certo non si
tratta dell'affondamento del Prince of Wales ma di episodi minori.

Per quanto riguarda le Falklands, la foto dell'Invincible in fiamme che ho
visto sembra molto un fotomontaggio, e probabilmente lo è, si vede il ponte
e la torre della portaerei avvolti in un grande fumo nero. Decisamente
improbabile che gli inglesi fossero riusciti a tenere nascosto un fatto così
grave specie considerando che ad agosto la nave rientrava in un porto
inglese, presumo intatta.
Riguardo alla Hermes, sarebbe stata vista dai Venezuelani vicino all'isola
di Curacao presa a rimorchio.
Il che potrebbe confermare la falla provocata dal siluro non esploso ma,
sempre ammettendo la veridicità del fatto, ciò avrebbe potuto essere dovuto
anche ad un banale guasto alle macchine (si tratta di una nave entrata in
servizio negli anni '50 che stava, già allora, per essere trasferita
all'India, come
poi fatto nell'86), altre fonti parlano invece di danni cagionati da un
attacco aereo.
Peraltro, data la distanza dalla zona di guerra dell'isola venezuelana anche
questa notizia mi sembra improbabile (si tratta di almeno 10.000 KM di
navigazione!).

Resta il fatto che gli argentini affermano di avere a propria volta tentato
di silurare le grandi navi inglesi, il che mi sembra del tutto ovvio in uno
scenario di guerra, anche i transatlantici utilizzati quali trasporto
truppe avrebbero potuto costituire dei bersagli legittimi.
D'altronde non vedo grande differenza tra il tentare di affondare una nave
con un siluro o con un missile.
Per questo non comprendo il tenore dell'articolo del Corriere della sera,
mentre capisco benissimo il sentimento dell'ufficiale inglese che sente il
peso di quei morti.

Per la cronaca i siluri inesplosi sarebbero stati dei moderni SST-4
(versione da esportazione della tedesca AEG) mentre gli inglesi hanno
utilizzato dei vecchi Mark-8 (II GM, portata 4500 metri! i caccia di scorta
dell'incrociatore non hanno fatto molto bene il proprio lavoro, si trattava
comunque di due unità ex americane classe Sumner). Due di questi hanno
colpito esplodendo l'incrociatore, un terzo, fatto anche questo non
confermato, avrebbe colpito il caccia Hipolito Bouchard non esplodendo.
Numerosi sono inoltre stati gli episodi (almeno 8) di bombe argentine che
pur colpendo i bersagli navali non esplosero. Probabilmente una migliore
regolazione delle spolette avrebbe cambiato il corso di quella guerra.
Qualcuno è in grado di spiegare il perché di un tale errore?
La mia ipotesi è che si sia trattato di impiego di equipaggi e velivoli non
addestrati per l'attacco navale ma terrestre, con conseguente regolazione
delle spolette per esplodere all'impatto con il terreno non con una sottile
lamiera d'alluminio.

Saluti

Alberto

Antonio Maraziti

unread,
Nov 6, 2000, 3:00:00 AM11/6/00
to
In article <3a054...@news.telnetwork.it>,
"Alberto" <pas...@shineline.it> wrote:

> Numerosi sono inoltre stati gli episodi (almeno 8) di bombe argentine
che
> pur colpendo i bersagli navali non esplosero. Probabilmente una
migliore
> regolazione delle spolette avrebbe cambiato il corso di quella guerra.
> Qualcuno è in grado di spiegare il perché di un tale errore?
> La mia ipotesi è che si sia trattato di impiego di equipaggi e
velivoli non
> addestrati per l'attacco navale ma terrestre, con conseguente
regolazione
> delle spolette per esplodere all'impatto con il terreno non con una
sottile
> lamiera d'alluminio.

Ho letto che le bombe venivano sganciate da quota troppo bassa e
non facevano in tempo ad armarsi. Non so pero' se questa spiegazione
ha un senso, non conoscendo i meccanismi di sicurezza delle bombe.

Antonio

--
"Manco' la fortuna, non il valore"
El Alamein, 1-7-1942

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