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1891 Attacco a New York

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Davide Pastore

unread,
Feb 10, 2004, 4:46:02 PM2/10/04
to
Per la serie "Serendipity", guarda che perla di scenario ti
vado a trovare in un libro insospettabile ["Ghosts of the
Confederacy: Defeat, the Lost Cause, and the Emergence
of the New South"]:

Southerners who sought both to vindicate the Confederate
soldier and to reunify the nation might have staged the
Spanish-American War if it had not come along when it did.
As early as the 1870s one argued that a foreign war would
foster reunion, and in 1887 John B. Gordon [ex- Maj. Gen.
C.S.A., all'epoca Governatore della Georgia, NdR.] told a
Cleveland audience, "I have sometimes thought that I would
be willing to see one more war, that we might march under the
stars and srtipes, shoulder to shoulder, against a common foe".
A few southerners hoped the opportunity for reunion by fire
had arrived in 1891 when tensions arose between the United
States and Italy over the lynching of Italians in New Orleans.
Several groups of ex-Confederates offered their services to
the War Depatment. One Georgian wired for permission
"in event of war with Italy [...] to raise a company of unterrified
Georgia rebels to invade Rome, disperse the mafia [ci eravamo
già fatti conoscere, NdR.] and plant the star and stripes on
the dome of St.Peters". But the crisis passed quickly, and the
South had to wait for another chance to prove its military
mettle and dedication to the Union.


Dunque, vediamo un po' un what-if degli eventi del 1891:


1) gli americani linciano alcuni italiani a New Orleans

2) il governo italiano, capitanato da un personaggio certo
non accusabile di eccessivo pacifismo come Crispi [#1],
prontamente chiede soddisfazioni, scuse, riparazioni,
genuflessioni, tributi, etc.

[#1] Lo so che a Gennaio 1891 Giolitti gli fa le scarpe e ne
prende il posto, ma Crispi (amico e ammiratore di Bismarck)
mi sembra più adatto al ruolo, per cui la mozione di fiducia
su cui è caduto - e che suppongo ci abbia evitato la guerra
qui illustrata... - viene rimossa dalla storia patria.

3) il governo americano non può fare a meno [#2] di reagire
in modo esemplarmente vigoroso, compiendo qualche gesto
esemplare (es. sequestro di qualche bene italiano, rogo in
effige di Crispi e/o del Papa, defenestrazione del console).

[#2] Era presidente Harrison, con cui i Repubblicani avevano
ripreso nel 1888 - con grande fatica - la Casa Bianca, battuti dal
voto popolare 49% a 51% ma vincitori per merito del sistema
delle elezioni. Impensabile che Harrison adottasse una posizione
debole e compromissoria, rischiando il suicidio politico nelle elezioni
dell'anno dopo. Harrison ed il suo Segretario di Stato Blaine erano
anzi convinti espansionisti, e durante questo periodo gli USA
stabiliscono un condominio con i tedeschi sulle Samoa, tentano
di annettersi le Hawaii, e fanno in genere la voce grossa. E' inoltre
avviato un considerevole programma di costruzioni navali, che
purtroppo (per loro) nel 1891 non aveva ancora dato i suoi frutti.

4) Crispi dichiara guerra, ed una squadra navale italiana
salpa da la Spezia per dare una lezione agli americani.
Bisogna lavare l'affronto al tricolore!

In questo periodo di felice e spensierata espansione coloniale,
l'ovvia soluzione sarebbe la conquista di qualche possedimento
nemico. Purtroppo l'unico lembo di territorio americano separato
dalla madrepatria è l'Alaska, leggermente fuori mano e anche
leggermente ostica (il Klondyke non era ancora famoso).

Perciò, agli italiani non rimane che bombardare New York.
Magari distruggendo il Ponte di Brooklyn (1883) per spregio.
Così gli ex-confederati sono doppiamente contenti...


----------------------------------------

Forze Italiane

Siamo nell'epoca d'oro della Regia Marina, con navi che tutto
il mondo ci invidia. Nel 1880 davanti al Congresso un senatore
aveva dichiarato: "La sola Duilio potrebbe distruggere tutta la
nostra flotta!", e oggi ne abbiamo SEI.

Elenco solo le forze moderne, adatte ad una spedizione oceanica
(che cmq avrebbe richiesto qualche carbonamento intermedio,
nonostante la velatura).


1) Doria [varo 1876]
2) Duilio [1878]
Corazzate
11.000t c.n., 12.000t p.c., 15-15,6kts
4x450mm RML (2 torri), 3x120mm QF (Duilio), 3x356mm TLS
Protezione max 550mm

3) Italia [1880]
4) Lepanto [1883]
Corazzate
13.500t c.n., 15.500t p.c., 17,8-18,4kts
4x431mm BL (2 torri), 8x150mm BL, 8x120mm BL, 4x356mm TLS
Protezione max 480mm
[N.B. - ognuna di queste due navi è teoricamente in grado di
imbarcare una intera divisione di fanteria, 10.000 uomini]

5) Ruggiero di Lauria [1884]
6) Francesco Morosini [1885]
7) Andrea Doria [1885] (non pronta. In servizio dal 15/05/1891)
Corazzate
9.900t c.n., 11.000t p.c., 16-17kts
4x431mm BL (2 torri), 2x150mm BL, 4x120mm BL, 4x356mm TLS
Protezione max 450mm

8) Flavio Gioia (1881)
9) Amerigo Vespucci (1882)
Incrociatori-avvisi
2.700t c.n., 2.900t p.c., 13,5-14kts, vele quadre
8x150mm BL, 3x75mm BL, 2x356mm TLS

10) Giovanni Bausan (1883)
11) Etna (1885)
12) Vesuvio (1886)
13) Stromboli (1886)
14) Ettore Fieramosca (1888)
Arieti-Torpedinieri
3.100-3.600t c.n., 3.300-3.900t p.c., 16,6-18kts, vele auriche
2x254mm BL, 6x152mm BL, 4-6x57mm QF, 2-3x356mm TLS

15) Dogali (1885)
Ariete-Torpediniere
2.000t c.n., 2.200t p.c., 17,5-19,5kts, vele auriche
6x152mm BL, 9x57mm QF, 4x356mm TLS

16) Piemonte (1888)
Ariete-Torpediniere
2.400t c.n., 2.600t p.c., 20,5-22kts, vele auriche
6x152mm QF, 6x120mm QF, 10x57mm QF, 2x356mm TLS

17) Tripoli (1886)
18) Goito (1887)
19) Monzambano (1888)
20) Montebello (1888)
21) Confienza (1889)
22) Partenope (1889)
23) Euridice (1890) (non pronta. In servizio dal 01/05/1891)
Incrociatori-Torpedinieri
850t c.n., 950t p.c., 17,5-20,8k, vele auriche
1-120mm BL, 6x57mm QF, 5x356mm TLS (450mm Partenope)

----------------------------------------

Forze Americane

La politica tradizionale della U.S.N. durante il XIX secolo era
incentrata, in caso di guerra contro la Gran Bretagna (avversario
tradizionale) su una linea di difesa costiera (fortificazioni più
cannoniere e/o monitori) più una serie di navi da crociera che
sarebbero state lanciate sulle linee di comunicazione inglesi,
per fare strage di mercantili. Contro l'Italia, però, la seconda
parte della strategia avrebbe avuto qualche problema (per
grave carenza di bersagli, a meno che la U.S.N. non se li
andasse a cercare nel Tirreno).

Considerando il probabile atteggiamento difensivo americano,
elenco anche i pezzi da museo.


Queste sono le navi deputate alla difesa costiera:


1) Camanche (1864)
2) Catskill (1862)
3) Lehigh (1863)
4) Montauk (1862)
5) Nahant (1862)
6) Nantucket (1862)
7) Passaic (1862)
8) Sangamon (1862)
9) Canonicus (1863)
10) Mahopac (1864)
11) Manayunk (1864)
12) Manhattan (1863)
13) Tippecanoe (1864)
Monitori
1.900-2.100t, 6-8kts
2x381mm SB (torre)
Protezione max 279mm (ferro fucinato)
[N.B. - Reduci ACW. Camanche a San Francisco, gli altri dodici
distribuiti tra i vari porti atlantici-caraibici]

14) BM5 Miantonomoh (1876) (non pronta. In servizio 27/10/91)
Monitore
4.000t, 12kts
4x254mm BL (2 torri), 2x57mm QF
Protezione max 290mm
[N.B. - Questa è l'unica delle numerose navi moderne della U.S.N.
in costruzione con qualche possibilità di essere ultimata in tempo]

15) TB1 Cushing (1890)
Torpediniera
120t, 23kts
3x57mm QF, 3x457mm TLS
[N.B. - Questa è l'unica nave U.S.N. armata con siluri]


Le navi precedenti sono una delle due componenti della difesa
costiera; la seconda sono le fortificazioni (circa 200 di varie
dimensioni) che risalivano al periodo ACW o precedente.
Tutte i forti erano concettualmente simili a Fort Sumter
(spessi muri in muratura, due o tre livelli sovrapposti di
postazioni per cannone) e proprio Sumter aveva dimostrato
chiaramente che il loro metodo costruttivo era obsoleto:
pertanto inizialmente non erano state sprecate energie
per aggiornrarli. Solo nel 1883 era stato avviato un
programma di ricostruzione e modernizzazione, ma il primo
mattone non era stato mosso prima del 1888 e all'epoca
della guerra del 1898 i lavori erano ancora in alto mare.

L'armamento era ancora quello del periodo ACW, cioè
principalmente 381mm SB.

Nella baia di New York erano presenti, come minimo:
- Fort Hamilton a Brooklyn;
- Fort Wadsworth (e/o Fort Tompkins) su Staten Island, che
insieme al precedente sorge ad uno degli estremi dell'attuale
ponte Verrazzano, come difesa esterna;
- Castle Williams [molto grosso], su Governor's Island,
di fronte a Manhattan, come difesa interna.

Quelle che seguono sono invece le navi costruite per la lotta
al traffico (il che non vieta di poterle impiegarle, se necessario,
a difesa dei porti):


16) Atlanta (1884)
17) Boston (1884)
Incrociatori
3.200t, 13k, vele quadre
2x203mm BL, 6x152mm BL, 2x57mm QF

18) Chicago (1885)
Incrociatore
4.500t c.n., 4.850t p.c., 14-15,4kts, vele quadre
4x 203mm BL, 8x152mm BL, 2x127mm BL, 2x57mm QF

19) C1 Newark (1890)
Incrociatore
4.100t c.n.., 4.600t p.c., 18kts, vele quadre
12x152mm BL, 4x57mm QF

20) C2 Charleston (1888)
Incrociatore
3.700t c.n., 4.200t p.c., 18,9kts, vele auriche
2x203mm BL, 6x152mm BL, 4x57mm QF

21) C3 Baltimore (1888)
Incrociatore
4.400t c.n., 5.400t p.c., 19kts, vele auriche
4x203mm BL, 6x152mm BL, 4x57mm QF

22) C4 Philadelphia (1889)
Incrociatore
4.300t c.n., 5.300t p.c., 19kts, vele auriche
12x152mm BL, 4x57mm QF

23) C5 San Francisco (1889)
Incrociatore
4.100t C.N., 4.600t p.c., 19kts, vele auriche
12x152mm BL, 4x57mm QF

24) PG1 Yorktown (1888)
25) PG3 Concord (1890)
26) PG4 Bennington (1890)
Cannoniere
1.700t c.n., 1.900t p.c., 16kts, vele auriche
6x152mm BL, 2-4x57mm QF

27) PG2 Petrel (1888)
Cannoniera
900t, 11,4kts, vele auriche
4x152mm BL


Inoltre, nel settore Asia-pacifico-Sudamerica erano ancora in
circolazione questi veterani:


28) Lancaster (1858)
29) Pensacola (1860)
1st class Sloops
3.000-3.200t, 9-10kts
circa 12x 229mm SB

30) Omaha (1869)
1st class Sloop
2.400t, 11,5kts, vele quadre
1x203mm RML, 1x135mm BL, 10x229mm SB

31) Galena (1879)
32) Marion (1873)
33) Mohican (1883)
2nd class Sloop
1.900t, 10-11kts, vele quadre
1x203mm RML, 1x135mm BL, 6x229mm SB

34) Adams (1876)
35) Alliance (1875)
36) Enterprise (1874)
37) Nipsic (1878)
38) Essex (1875)
2nd class Sloops
1.400t, 10-11kts, vele quadre
1x203mm RML, 1x135mm BL, 4x229mm SB

39) Kearsarge (1861)
2nd class Sloop
1.500t, 11kts, vele quadre
2x203mm RML, 1x135mm BL, 4x229mm SB
[N.B. - Sì, propria _quella_ Kearsarge]

40) Alert (1874)
Cannoniera
1.000t, 10kts, vele quadre
1x279mm SB, 1x135mm BL, 2x229mm SB

41) Yantic (1864)
Cannoniera
900t, 10kts, vele quadre
1x203mm RML, 1x135mm BL, 2x229mm SB

42) Tallapoosa (1863)
Cannoniera a ruote
1.200t, 12kts, vele auriche
1x203mm RML, 5x135mm BL

43) Monocacy (1864)
Cannoniera a ruote
1.400t, 11kts, vele auriche
2x135mm BL, 4x203mm SB

-----------------------------------------

Per l'armamento le abbreviazioni sono:

SB (SmoothBore) = Canna liscia, Avancarica
RML (Rifled Muzzle-Loader) = Canna rigata, Avancarica
BL (Breech-Loader) = Retrocarica (carica separata)
QF (Quick-Fire) = Tiro Rapido (caricamento simultaneo)

Vele quadre = Attrezzatura velica completa, in grado di
muovere la nave a velocità non troppo diversa da quella
ottenibile con l'apparato motore. Ingombrante e onerosa.

Vele auriche = Attrezzatura velica ridotta, che permette
alla nave di sviluppare solo pochi nodi. Poco ingombrante
e semplice da manovrare.


Fonti:
Conway's All The World Fighting Ships 1860-1905
Silverstone - Civil War navies 1855-1883
Friedman - U.S. Warships Serie
Giorgerini - Storia della Marina F.lli Fabbri
U.S.M.M. - Gli Incrociatori Italiani
Konstam - American Civil War Fortifications

--

Davide

"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."

(Massima Zen)

Dott. Piergiorgio

unread,
Feb 11, 2004, 6:10:17 AM2/11/04
to
Il Tue, 10 Feb 2004 21:46:02 +0000, Davide Pastore ha scritto:

> Per la serie "Serendipity"

Conoscevo già questa faccenda e penso che 731 si farà presto vivo
dicendo "peccato che le Armi italiane non abbiano ranzato l' America,
oggi staremmo tutti molto meglio ecc.ecc."

Devo solo dire che la Gemella della prima Duilio non era la Doria besi la
Dandolo, e che nel computo ci devi mettere anche le Torpediniere classe
"Euterpe" che erano trasportabili dalle Navi Maggiori (ed in questo caso,
avremmo probabilmente iniziato prima la nostra Tradizione di attacco nei
porti)

Per il resto: Una magnifica occasione sprecata.... Anche per il forgiare
la Giovane Marina Italiana.

Saluti,
Dott. Piergiorgio.

Alberto Daidone

unread,
Feb 11, 2004, 6:12:40 AM2/11/04
to
Mi pare di capire che poi l'attacco non si concretizzò... Che successe?

Davide Pastore

unread,
Feb 11, 2004, 10:30:35 AM2/11/04
to
"Dott. Piergiorgio" <pg...@libero.it> ha scritto

> dire che la Gemella della prima Duilio non era la Doria

Agh. Eppure l'avevo riletta tre volte...


> ci devi mettere anche le Torpediniere classe
> "Euterpe" che erano trasportabili dalle Navi Maggiori

Nella seconda puntata ho citato la 11T (ex Clio) caricabile
dentro la Duilio, ma non mi ero assolutamente reso conto
che le Euterpe fossero imbarcabile (c'era scritto, bastava
leggere: imbarcabili in due esemplari sulle Duilio e, suppongo,
anche sulle corazzate successive). Per il pubblico, la classe
Euterpe è identificata nel mio post come torpediniere di
4a classe, con questo nome (dopo il ribattesimo del 1886):

3T ex-Euterpe, 4T-talia, 5T-erato, 6T-Melpomene, 7T-Tersicore,
8T-Polimnia, 9T-Urania, 10T-Calliope, 16T-Lucciola, 17T-Formica,
18T-Cicala, 19T-Locusta, 20T-Grillo, 21T-Zanzara.

I pennant mancanti sono: 1T-Nibbio, 2Y-Avvoltoio, 11T-Clio,
12T-Mosca, 13T-Ape, 14T-Vespa, 15T-Farfalla, leggermente
diverse e più grandi e, forse?, non trasportabili a bordo.

Davide Pastore

unread,
Feb 11, 2004, 10:45:18 AM2/11/04
to
"Alberto Daidone" <adaid...@virgilio.it> ha scritto

> Mi pare di capire che poi l'attacco non si concretizzò...
> Che successe?

Ehm... ma tu, il mio post, lo hai letto, o ti sei fermato al titolo?

Cmq, nel caso ci fosse bisogno di chiarirlo esplicitamente:
- nel 1891 Crispi NON ha dichiarato guerra agli USA;
- nel 1891 Harrison NON ha dichiarato guerra all'Italia.

In effetti, i fatti di New Orleans non sembrano aver avuto un
grande peso sulla, o lasciato una grande traccia nella, storia
degli U.S.A. Le quattro pagine che la World Book Encyclopedia
dedica alla presidenza Harrison non ne fanno parola.

Alberto Daidone

unread,
Feb 11, 2004, 12:04:24 PM2/11/04
to
> Cmq, nel caso ci fosse bisogno di chiarirlo esplicitamente:
> - nel 1891 Crispi NON ha dichiarato guerra agli USA;
> - nel 1891 Harrison NON ha dichiarato guerra all'Italia.

Scusa, è evidente che ho letto con superficialità... quando ho letto era
anche sera tardi...quindi magari un po' di stanchezza.

Haydn

unread,
Feb 11, 2004, 1:21:55 PM2/11/04
to

"Davide Pastore" <davide....@aliceposta.it> ha scritto nel messaggio
news:uicWb.292077$_P.10...@news4.tin.it...

> Dunque, vediamo un po' un what-if degli eventi del 1891:
....

> Siamo nell'epoca d'oro della Regia Marina, con navi che tutto
> il mondo ci invidia.

Ce le avra' anche invidiate, ma i testi del tempo e gli studi storici
odierni rimandano l'immagine, molto piu' vera della retorica ufficiale, di
un'Italia semplicemente terrorizzata dalla eventualita' di una guerra contro
la Francia. Che infatti eravamo abbastanza destinati a perdere, e perdere
molto male, se fosse scoppiata. La flotta francese avrebbe fatto a pezzi la
Regia Marina se questa si fosse avventurata nel Tirreno. Poi sarebbero
cominciati gli sbarchi, teste di ponte in Toscana, nel Lazio, in Sicilia, ad
libitum. Un disastro. E quella era l'epoca d'oro della Marina.

>Nel 1880 davanti al Congresso un senatore
> aveva dichiarato: "La sola Duilio potrebbe distruggere tutta la

> nostra flotta!"...

Il senatore esagerava, naturalmente. Lo scenario di una guerra navale
Italia-America per i fatti di New Orleans e' intrigante per la fantasia, ma
storicamente aveva meno possibilita' di verificarsi che sparare un proietto
sulla Luna con un supercannone come nell'epica di Giulio Verne. All'Italia
ufficiale (senza badare alla retorica dei giornali) degli emigranti non glie
ne poteva fregare di meno, anzi era un bene che quel po' po' di gentaglia se
ne andasse, cosi' in Italia si stava piu' larghi e c'erano meno bocche da
sfamare per la politica ferocemente, anche se ineluttabilmente,
industrialista, dazista, protezionista e antisociale dei governi di sinistra
fino a Giolitti (non che quelli di destra fino al 1876 avessero moltissimo a
cuore i poveracci meridionali e veneti, intendiamoci. Certo e' che, sara' un
caso o no, l'emigrazione, gia' abbondante, esplode proprio a partire dal
cambio di regime).

E comunque non e' immaginabile una guerra su larghissima scala globale
iniziata dall'Italia per che cosa? Un linciaggio a New Orleans. Caspita.
Altro? No. Assolutamente nulla. Nessun attrito di nessun genere - stiamo
parlando di due Stati distanti qualche piccolo migliaio di chilometri l'uno
dall'altro. Non male, come motivo per una guerra. In confronto, il "posto al
sole" di Mussolini spicca come una motivazione profonda e meditata. Una
guerra contro una potenza gia' mondiale, e poco dopo anche oceanica, che
stava soppiantando la Gran Bretagna, con un PIL, un commercio su scala
mondiale e una produzione industriale che gia' allora facevano impallidire
quelli dell'Italietta - col che, e siccome le nostre corazzate, bene che
andasse, potevano imbastire qualche azione controcosta e stop, l'esito della
guerra era segnato: alla fine ci avrebbero strangolato e/o schiacciato. Con
la Francia, oltretutto, che proprio allora sfornava piani di guerra contro
di noi a tutto spiano e un'Inghilterra neutrale finche' l'Italia stava a
cuccia, ma che non avrebbe certo tollerato un casino del genere da parte
nostra per pura ripicca. Crispi sara' stato un guappo, ma del tutto scemo
non era.

Cio' detto, ribadisco che il fantasioso what-if e' interessante. Non so come
la Regia Marina avrebbe potuto condurre alcunche' di simile ad una campagna
oceanica seria, ma Davide lo sa meglio di me, penso...

Haydn

Antonio M

unread,
Feb 11, 2004, 3:56:41 PM2/11/04
to
Ma l'Italia aveva i mezzi logistici (ancoraggi, navi appoggio
e quant'altro) per una missione a lungo raggio in oceano?

Antonio

--
Valzer!...

Michelazzo

unread,
Feb 11, 2004, 5:19:03 PM2/11/04
to

"Haydn" <fob...@iperbole.bologna.it> ha scritto nel messaggio
news:7puWb.221672$VW.90...@news3.tin.it...

All'Italia
> ufficiale (senza badare alla retorica dei giornali) degli emigranti non
glie
> ne poteva fregare di meno, anzi era un bene che quel po' po' di gentaglia
se
> ne andasse,

Niente affatto. L'emigrazione fu il motivo per mantenere una presenza navale
nelle acque latino-americane (fine '800). Nel 1895-96 il governo italiano
(presidente del consiglio Francesco Crispi) progettò addirittura una
spedizione navale nelle acque del brasile, per punire i residenti locali di
prepotenze contro immigrati italiani. Si trattava, nientemeno, che di
occupare Rio de janeiro, Santos e altre zone costiere. Più o meno
contemporaneamente, aggiungo, alla penetrazione in Etiopia. Alla spedizione
avrebbero dovuto partecipare le corazzate Italia e Lepanto, 8 incrociatori e
naviglio minore. Più che le difficoltà tecnico e logistiche fu il timore di
complicazioni internazionali a far rinunciare alla spedizione.

Michelazzo

Alessandro Santini

unread,
Feb 11, 2004, 5:26:12 PM2/11/04
to
Michelazzo wrote:
>
> Niente affatto. L'emigrazione fu il motivo per mantenere una presenza navale
[CUT]

Progetti a parte, la Regia Marina tardo-ottocentesca si addestrava in
Atlantico? Perche' a quanto leggo la Regia Marina di 30/40 anni dopo non
lo faceva se non in occasione di crociere straordinarie.

Ciao

Ale

Davide Pastore

unread,
Feb 12, 2004, 1:23:53 AM2/12/04
to
"Antonio M" <anto...@despammed.com> ha scritto

> Ma l'Italia aveva i mezzi logistici (ancoraggi, navi appoggio
> e quant'altro) per una missione a lungo raggio in oceano?

Ehm, temo di no.
Avrebbe dovuto improvvisarli (affittare qualche carboniera
da un altro paese e simili. Del resto, anche i russi si sono
affidati ai fornitori tedeschi per arrivare a Tsushima) e non
so dire con quante possibilità di successo.

Inoltre, ho intenzionalmente glissato sui problemi di trovare
un ancoraggio in cui carbonare (essendo escluso il poterlo
fare in mare aperto, specie per una marina non oceanica come
la nostra). Qualunque nazione che avesse messo a disposizione
il suo territorio si sarebbe automaticamente trovata in guerra,
o poco meno, con gli USA (tranne probabilmente gli inglesi,
ma riesce difficile ipotizzare un qualche motivo per cui
avrebbero dovuto appoggiarci). Gli spagnoli erano quelli con
i rapporti peggiori con gli USA della zona (nel 1873 circa c'era
stata un'altra quasi-guerra dopo che le autorità cubane avevano
passato per le armi l'equipaggio di una nave americana sorpresa
a contrabbandare armi ai ribelli) ma non so se avrebbero rischiato
di aiutarci. Anche perchè ho immaginato un raid di rappresaglia,
dopodichè gli italiani, avuta soddisfazione, se ne tornano a casa
e tanti saluti - non l'ideale per infondere sicurezza negli alleati.

LB

unread,
Feb 12, 2004, 3:34:07 AM2/12/04
to
> Cmq, nel caso ci fosse bisogno di chiarirlo esplicitamente:
> - nel 1891 Crispi NON ha dichiarato guerra agli USA;
> - nel 1891 Harrison NON ha dichiarato guerra all'Italia.
>
> In effetti, i fatti di New Orleans non sembrano aver avuto un
> grande peso sulla, o lasciato una grande traccia nella, storia
> degli U.S.A. Le quattro pagine che la World Book Encyclopedia
> dedica alla presidenza Harrison non ne fanno parola.

La "Encyclopedia of American History" cita l'episodio. Le indagini sulla "mano
nera" (la Mafia) a New Orleans, il linciaggio di 11 persone (3 cittadini
italiani). Le proteste del governo italiano. Il ritiro dei minister.

Harrison condanna il linciaggio nel discorso annuale del 9 dicembre 1891 e si
scusa con l'Italia. L'incidente si chiude con l'offerta americana di 25mila
dollari, indennità accettata dal governo italiano.

Questa e altre controversie oltremare di quegli anni spingono gli USA al
potenziamento della loro marina. L'efficacia della nuova "steel navy" si vede
poi nella guerra ispano-americana del 1898. Questa guerra si apre con
l'affondamento proprio del "Maine", che era in costruzione in quegli anni, come
dici nel tuo secondo messaggio.

Ciao

Dott. Piergiorgio

unread,
Feb 12, 2004, 7:42:24 AM2/12/04
to
Il Thu, 12 Feb 2004 06:23:53 +0000, Davide Pastore ha scritto:

> Inoltre, ho intenzionalmente glissato sui problemi di trovare
> un ancoraggio in cui carbonare (essendo escluso il poterlo
> fare in mare aperto, specie per una marina non oceanica come
> la nostra).

La Regia Marina un 15 anni domo (inizi del secolo scorso) riusci' a creare
un efficace sistema di carbonamento in mare aperto. Venne anche
sperimentato su Nb della Classe Brin (il che porta la data dopo il 1905) e
si rivelo' efficace.

Saluti,
Dott. Piergiorgio.

Davide Pastore

unread,
Feb 12, 2004, 8:05:17 AM2/12/04
to
"Dott. Piergiorgio" <pg...@libero.it> ha scritto

> La Regia Marina un 15 anni domo riusci' a creare


> un efficace sistema di carbonamento in mare aperto.

D'accordo, ma intendi "mare aperto" = "Mediterraneo"?
Perchč sospetto che "mare aperto" = "Atlantico" sarebbe
stata tutta un'altra gatta da pelare.

Haydn

unread,
Feb 12, 2004, 2:06:55 PM2/12/04
to

"Michelazzo" <giuseppe....@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:tTxWb.35710$VS6....@tornado.fastwebnet.it...

>L'emigrazione fu il motivo per mantenere una presenza navale
> nelle acque latino-americane (fine '800).

Suona come dire che il naso e' li' sulla faccia per reggere gli occhiali. Mi
sapresti citare qualche fonte dalla quale si evinca che per l'Italia era un
essenziale obiettivo di politica estera favorire l'emigrazione di milioni di
italiani per "mantenere una presenza navale nelle acque latino-americane"?

>Nel 1895-96 il governo italiano
> (presidente del consiglio Francesco Crispi) progettò addirittura una
> spedizione navale nelle acque del brasile, per punire i residenti locali
di
> prepotenze contro immigrati italiani. Si trattava, nientemeno, che di
> occupare Rio de janeiro, Santos e altre zone costiere.

Non credo che Crispi facesse sul serio, perche' se faceva sul serio dovremmo
pensare che era pazzo e la documentazione attuale non ci autorizza a
crederlo.

>Più che le difficoltà tecnico e logistiche fu il timore di
> complicazioni internazionali a far rinunciare alla spedizione.

Io aggiungerei il timore del ridicolo. L'Italia che occupa Rio de Janeiro.
Per farsene che? Umberto I, Re d'Italia e Imperatore del Brasile (e
Presidente del Libero Stato di Bananas). Nel cortile di casa degli Stati
Uniti, che certamente avrebbero gradito moltissimo la politica delle
cannoniere del Regno d'Italia in Sudamerica. L'Italia poi, avendo pochi
problemi a casa sua e alle frontiere, poteva sicuramente imbarcarsi nella
semplice e poco costosa impresa di conquistare l'America Latina, con lo
scontato beneplacito della Royal Navy, che non vedeva l'ora di godersi un
bel casino internazionale piantato da un Paese di straordinario peso
politico e militare.

Haydn

Michelazzo

unread,
Feb 12, 2004, 2:28:42 PM2/12/04
to

"Haydn" <fob...@iperbole.bologna.it> ha scritto nel messaggio
news:j9QWb.303206$_P.10...@news4.tin.it...

>
> "Michelazzo" <giuseppe....@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
> news:tTxWb.35710$VS6....@tornado.fastwebnet.it...
> >L'emigrazione fu il motivo per mantenere una presenza navale
> > nelle acque latino-americane (fine '800).
>
> Suona come dire che il naso e' li' sulla faccia per reggere gli occhiali.
Mi
> sapresti citare qualche fonte dalla quale si evinca che per l'Italia era
un
> essenziale obiettivo di politica estera favorire l'emigrazione di milioni
di
> italiani per "mantenere una presenza navale nelle acque latino-americane"?

Non ho detto che l'Italia fasvoriva l'emigrazione per "mantenere una
presenza navale nelle acque latino-americane", ma solo che "utilizzava"
l'emigrazione per. ecc.
Sono cose ben diverse.

I governi Crispi avevano mire imperialistiche. Qualunque paese del terzo
mando andava bene per piantarci la bandiera. I destini imperiali di Roma non
sono nati con Mussolini. Ovvio che queste mire facessero ridere i polli.
Così, dopo Custoza e Lissa aggiungemmo anche Adua alla collezione delle
disfatte da Guinness dei primati.


> >Nel 1895-96 il governo italiano
> > (presidente del consiglio Francesco Crispi) progettò addirittura una
> > spedizione navale nelle acque del brasile, per punire i residenti locali
> di
> > prepotenze contro immigrati italiani. Si trattava, nientemeno, che di
> > occupare Rio de janeiro, Santos e altre zone costiere.
>
> Non credo che Crispi facesse sul serio, perche' se faceva sul serio
dovremmo
> pensare che era pazzo e la documentazione attuale non ci autorizza a
> crederlo.

La documentazione ufficiale testimonia che la Marina preparò il piano e che
il governo insistette per attuarlo. Probabilmente al Ministero degli Esteri
c'era qualcuno non totalmente pazzo e la cosa sfumò.

Michelazzo


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