Che fu in Marocco per iniziare.
P.S. come ti hanno fatto già notare lo sbarco avvenne in Algeria e Marocco
Un classico (popolare, ma ben fatto) in lingua inglese e' William B. Breuer,
Operation Torch, St. Martin Press 1985. Non so se e' stato tradotto in
italiano.
Haydn
Un classico (popolare, ma ben fatto) in lingua inglese e' William B. Breuer,
L'operazione partě all'inizio di Novemre 1942 (e non nel 1943) senza
quasi resistenza da parte della Francia di Vichy. Giŕ il 13 novembre ad
Algeri č siglato il cessate il fuoco.
E con le solite fregnacce da quattro soldi sugli italiani che scappano.
Secondo lui i tedeschi, visto che com'e' noto in Tunisia l'Asse aveva
munizioni da sprecare, sparavano con gli 88 sugli italiani che scappavano.
Quanto alla bibliografia, Atkinson un testo italiano non sa nemmeno come sia
fatto.
Haydn
Haydn
Ma non l'avevi pubblicato tu un post, qualche tempo fa, su una massa di
imbelli codardi?
Comprendo come resoconti storici del genere abbiano nessuna consistenza.
Secondo te, tuttavia, per quale ragione leggende di questo tipo fioriscono e
vengono riportate solo nel caso del regio esercito?
Visto che si parlava del maggio 1915, una cosa che lascia sconcertati č uno
dei motivi che Giolitti addusse a Salandra per sconsigliargli l'entrata in
guerra. Giolitti avvertiva il suo successore che l'esercito era uno
strumento cosě penoso che nella campagna di Libia si era stati costretti a
modificare tutti i bollettini perchč non venisse fuori che gli unici casi in
cui si vinceva era quando si era 10 a 1 rispetto ai libici, e se possibile
aiutati da bombardamento navale.
E' difficile che Salandra non fosse nella posizione di appurare in pochi
minuti se Giolitti non lo avesse edotto di fatti veri.
Saluti cordiali.
Si', sotto l'effetto di una raccolta di testimonianze orali di reduci
toscani dai Balcani. Una lettura agghiacciante, veramente terrificante
credetemi. Da sudare freddo, di muta vergogna, al pensiero che dei soldati
di una nazione in guerra abbiano potuto veramente vivere quell'esperienza
nel modo che raccontano. Lo stesso curatore della raccolta mi ha
privatamente espresso la sua desolazione. Ringraziamo il buon Dio che (si
spera) il libro non sara' mai tradotto in altre lingue.
Non c'e' dubbio, purtroppo, che una parte dei soldati italiani fosse proprio
come quei reduci. I tedeschi che sparano con gli 88 sugli italiani che
scappano e' una stupidaggine razzista inventata forse da qualche tedesco e
ripetuta a pappagallo da qualche angloamericano, ma lasciatemi dire una
cosa: quei reduci toscani qualche proietto da 88 se lo meritavano.
> Comprendo come resoconti storici del genere abbiano nessuna consistenza.
> Secondo te, tuttavia, per quale ragione leggende di questo tipo fioriscono
> e vengono riportate solo nel caso del regio esercito?
Perche', a dispetto di tutte le attenuanti che si possono portare e che io
stesso porto con convinzione, alcune porzioni del Regio Esercito erano
peggio del peggio di Franceschiello. E non solo per colpa di pessimi
ufficiali. E le leggende calzano spaventosamente bene. Ci sono in giro
parecchie, troppe foto di prigionieri italiani dove alcuni sventurati
accolgono il fotografo con un sorriso beota stampato sulla faccia. Non
accade quasi mai con prigionieri di altre nazioni. Alcune di quelle foto,
chissa', saranno state "pagate" con qualche sigaretta e qualche pezzo di
cioccolata. Ma alcune sembrano fin troppo spontanee.
Haydn
> Haydn
Quel libro ce l'ho anchio, letto e riletto e non c'è traccia di quel che
dici.
Anzi ho apprezzato molto il riconoscimento del valore di tedeschi ed
italiani.
E' vero che vi sono dei momenti, penosi per il lettore italiano, in cui si
narra della 'caccia' al soldato italiano che dorme ancora nei propri
accampamenti che facevano gli americani a mo' di bravata. Partivano con
pochi mezzi e piombavano sugli italiani ancora a nanna e li ammazzavano
quasi tutti, quasi per 'sport'. Poi però ... arrivavano i tedeschi ed
allora la musica cambiava. Gli italiani sono descritti generalmente come
privi di mezzi (la verità no?), ma in alcune circostanze combattenti con
valore.
L'Asse in Tunisia non ha mai avuto niente da sprecare, a parte alcuni
momenti di superiorità aerea, ed in ogni caso sempre poca benzina.
Comunque tutta strategia errata ed ottimi soldati sprecati. Gli americani
del resto, dice il libro, hanno lì imparato ad odiare il nemico (cosa che
mancava loro) e a temere i tedeschi.
I tedeschi, lo si sa, sono dei professionisti della guerra, e non so se
sia una nota positiva.
Saluti a tutti.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it