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Annuario Regio Esercito

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Davide Pastore

unread,
Oct 7, 2007, 1:23:40 AM10/7/07
to
Mi è capitato di consultare [presso la Biblioteca della
Scuola di Applicazione di Torino] gli Annuari del R.E.
per gli anni di guerra (1941 e 1943) ed ho notato con
sorpresa che questi includono solo gli ufficiali fino al
grado di colonnello: mancano tutti i generali.

Questo contrasta sia con gli annuari gemelli della Regia
Marina (che includono gli ammiragli) sia con gli stessi
del R.E. per gli anni antecedenti la guerra.

Mi domando:

1) per quale motivo durante la 2GM i nomi dei generali
sono stati rancati via? (segreto militare?)

2) esiste qualche altra fonte ufficiale che riporti grado e
anzianità dei generali R.E. guerra durante?

--

Davide

"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."

(Massima Zen)

Sisto

unread,
Oct 7, 2007, 4:02:02 AM10/7/07
to
Davide Pastore ha scritto:

> Mi domando:

> 1) per quale motivo durante la 2GM i nomi dei generali
> sono stati rancati via? (segreto militare?)

Perche' erano troppi , non sono sicuro ma i dati relativi ai generali
vennero tolti da prima della guerra

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

Giuseppe De Micheli

unread,
Oct 7, 2007, 6:51:54 AM10/7/07
to

"Sisto" <six...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:fea3pq$sq4$1...@news.newsland.it...

> Davide Pastore ha scritto:
>
>> Mi domando:
>
>> 1) per quale motivo durante la 2GM i nomi dei generali
>> sono stati rancati via? (segreto militare?)
>
> Perche' erano troppi ,

L'esercito della via Pal?

G. De M,

--
Granelli di sabbia: La fantascienza non racconta un pauroso futuro, ma
l'insopportabile oggi
http://www.delosstore.it/librinuovi/scheda.php?id=24874
recensioni: http://emanuelemanco.splinder.com/archive/2007-06
http://www.fantascienza.com/magazine/libri/9611/


p.gif

Davide Pastore

unread,
Oct 7, 2007, 1:25:44 PM10/7/07
to
"Sisto" <six...@gmail.com> ha scritto

> Perche' erano troppi

?????
Il posto per cinquecento (+ o -) pagine di sottotenenti c'era.

Sisto

unread,
Oct 7, 2007, 1:43:07 PM10/7/07
to
Davide Pastore ha scritto:

> "Sisto" <six...@gmail.com> ha scritto

> > Perche' erano troppi

> ?????
> Il posto per cinquecento (+ o -) pagine di sottotenenti c'era.

ehm , il problema non era lo spazio sull annuario bensi' l' imbarazzo di
far vedere che l' esercito " abbondava " di generaloni !
Ecco cosa si legge nel libro " le guerre del duce " di D.M Smith
________
"Farinacci arrivo' a lamentarsi che , con la sua abbondanza di galloni d'
oro , il regio esercito sembrava divenuto un esercito messica.
Dopo il 1938 il numero degli ufficiali superiori dovette essere tenuto
segreto per evitare critiche "
________

Davide Pastore

unread,
Oct 7, 2007, 2:13:01 PM10/7/07
to
"Sisto" <six...@gmail.com> ha scritto

> ehm , il problema non era lo spazio sull annuario bensi'
> l' imbarazzo di far vedere che l' esercito " abbondava "
> di generaloni !

Dubito che il problema fosse quello (anche perchè il
notare che il problema esisteva avrebbe comportato
una dose di autocritica abbastanza non in sintonia con
le tradizioni militari italiane!).

Casimiro

unread,
Oct 9, 2007, 6:55:47 AM10/9/07
to
Forse perchè erano tutti negli elenchi dei CRIMINALI DI GUERRA?

Davide Pastore

unread,
Oct 9, 2007, 11:52:45 AM10/9/07
to
"Casimiro" <fa.m...@yahoo.it> ha scritto

> Forse perchè erano tutti negli elenchi dei CRIMINALI
> DI GUERRA?

Devo ridere?

[Ah Ah, ho riso]

Insomma, ragazzi, se ho chiesto quella cosa il motivo è
che mi servono quelle informazioni. C'è qualcuno che mi
può aiutare, o volete continuare con le battute?

Casimiro

unread,
Oct 9, 2007, 2:07:07 PM10/9/07
to
Ridi ridi, ma esiste un bell'elenco di generali richiesti da Francia,
Grecia, Albania e Jugoslavia
nel '45, che la nostra diplomazia salvò. Noi non facemmo mai un
processo di
Norimberga. E NON CONSEGNAMMO NESSUNO.
Anzi, molti furono reintegrati nei ranghi.
Quaroni suggerì di non richiedere i criminali di guerra tedeschi per
non
estradare i nostri.
Poi la guerra fredda cancellò tutto...
Ma nell'"armadio della vergogna" quel passato è venuto alla luce ...
Ora è stato tutto "archiviato".
Forse per questo l'oblìo che lamenti.

Sisto

unread,
Oct 9, 2007, 1:31:48 PM10/9/07
to
Davide Pastore ha scritto:


> Insomma, ragazzi, se ho chiesto quella cosa il motivo è
> che mi servono quelle informazioni. C'è qualcuno che mi
> può aiutare, o volete continuare con le battute?

Mi pare di averti fornito qualche info utile al riguardo citandoti un
brano di D.M.Smith
Se la memoria non mi tradisce pure Bocca nel suo "Storia dell'Italia nella
guerra fascista " sosteneva l' affermazione dello Smith

Davide Pastore

unread,
Oct 9, 2007, 2:26:12 PM10/9/07
to
"Sisto" <six...@gmail.com> ha scritto

> Mi pare di averti fornito qualche info utile al riguardo

Ti chiedo scusa, ma mi era parso che la tua fosse una
battuta!


> citandoti un brano di D.M.Smith

Che i generali italiani fossero troppi possiamo essere
d'accordo; che i loro nomi siano stati rimossi per motivi
di pudore mi pare, detto francamente, una leggenda
metropolitana.

Davide Pastore

unread,
Oct 9, 2007, 2:38:51 PM10/9/07
to
"Casimiro" <fa.m...@yahoo.it> ha scritto

> Ridi ridi

Ho fatto una (mezza) risata perchè mi pareva evidente
che la tua fosse una battuta. Mai avrei immaginato che
qualcuno seriamente potesse sostenere una simile
teoria.

Casimiro

unread,
Oct 10, 2007, 11:50:07 AM10/10/07
to
...(ne)gli Annuari del R.E.
per gli anni di guerra (1941 e 1943) (ed) ho notato con

sorpresa che questi includono solo gli ufficiali fino al
grado di colonnello: mancano tutti i generali....

La "carità di Patria" ti ha salvato dall'elenco.
NON STO SCHERZANDO.
Dovresti sapere cosa successe dei nostri
generali nel dopoguerra.
Perchè la guerra non è una partita di pallone,
lascia dietro una scia di sangue che non
si può facilmente cancellare.

"....Le accuse contro gli italiani erano state raccolte dai paesi
già in guerra con l'Italia fascista e inviate alla Commissione delle
Nazioni Unite per i Crimini di Guerra (United Nations War Crimes
Commission)
con sede a Londra.

In una prima fase, al governo italiano furono chieste dagli Alleati
solo indagini conoscitive sui nominativi degli elenchi consegnati.
Gran Bretagna e Stati Uniti procedettero però, per proprio conto,
in Italia all'azione punitiva per i crimini commessl contro i
prigionieri di guerra.
Furono comminate ed eseguite anche alcune sentenze di morte,
fra cui ebbe una certa risonanza quella contro il generale Nicola
Bellomo,
fucilato dagli inglesi l'11 settembre 1945.

Il governo e il Ministero degli Esteri italiani mostrarono presto una
grande
preoccupazione per le sorti dei presunti criminali di guerra italiani
richiesti
dai Paesi ex-nemici.
Nel gennaio 1946, ad esempio, uno dei diplomatici italiani piu
prestigiosi,
Pietro Quaroni, allora ambasciatore a Mosca, mise in guardia sul
rischio di
procedere nella richiesta di criminali di guerra tedeschi,
poichè ciò avrebbe potuto avere un "effetto boomerang" sui criminali
di guerra italiani (doc. 1).

Reclamare i tedeschi avrebbe, infatti, legittimato le richieste
avanzate nei confronti degli italiani.
La preoccupazione fu condivisa dal Ministero degli Esteri
che limitò la propria azione rivendicativa nei confronti dei
criminali tedeschi e predispose
- nonostante le esplicite clausole armistiziali in proposito -
un'azione di salvataggio degli italiani accusati di crimini di
guerra,
azione che contemplava la "resistenza passiva" alle richieste
di consegna e la raccolta di una documentazione atta a rovesciare
sugli accusatori piu accaniti (Jugoslavia, URSS, Grecia, Etiopia)
la responsabilità di aver commesso crimini di guerra (doc. 2).

I propositi così formulati alla fine del gennaio 1946 trovarono
poco dopo una traduzione operativa.
Il Ministro della Guerra, Manlio Brosio, propose in febbraio al
Presidente del Consiglio De Gasperi di istituire, presso il suddetto
Ministero,
una Commissione d'inchiesta che indagasse sui presunti criminali di
guerra italiani,
al fine di "poter giudicare, con i propri normali organi giudiziari
e secondo le proprie leggi, quelli che risultassero fondamentalmente
accusati da altri Stati" , onde "eliminare la possibilità di arresti
e di
consegne di italiani agli Stati richiedenti, senza il concorso dello
Stato Nazionale" .

Dopo che fu ventilata da agenzie di stampa l'ipotesi di una prossima
consegna di italiani alla Jugoslavia da parte delle autorita alleate,
De Gasperi annunciò, in una lettera inviata il 9 aprile 1946 al
Capo della Commissione Alleata Ammiraglio Ellery W. Stone,
l'inizio da parte del Ministero della Guerra di una "severa
inchiesta"
sulla candotta delle forze armate nei paesi occupati volta ad
accertare le responsabilità individuali e consentire la punizione
di quanti si fossero macchiati di crimini di guerra (doc. 4).

Ricevuta una risposta neutra da parte di Stone, che chiese
di essere tenuto informato sui risultati raggiunti (doc. 5),
il governo italiano procedette il 6 maggio 1946 all'istituzione
della Commissione d'inchiesta, che fu inizialmente presieduta
dall'ex Ministro della Guerra, il senatore liberale Alessandro Casati
(doc. 6).

A Casati, quando la Commissione divenne operante nell'autunno 1946,
subentrò Luigi Gasparotto, ex Ministro dell'Aeronautica e futuro
Ministro della Difesa.

... Come già scritto nella lettera di De Gasperi a Stone, l'Italia
contestava
le garanzie di imparzialità offerte dai tribunali jugoslavi
(la Jugoslavia era l'accusatore principale),
faceva presente che la consegna di cittadini italiani a Belgrado
avrebbe scatenato gravi reazioni nell'opinione pubblica esacerbata
per i crimini contro gli italiani commessi dagli jugoslavi nelle zone
di confine, rivendicava quindi il proprio diritto di giudicare in
patria
i presunti colpevoli di crimini di guerra (nota 5).

Tale richiesta si basava, dal punto di vista giuridico,
su una interpretazione della dichiarazione finale della
Conferenza di Mosca del 30 ottobre 1943,
che distingueva fra criminali tedeschi e criminali italiani.

Mentre a proposito dei criminali tedeschi la dichiarazione di Mosca
aveva previsto che essi fossero riportati nei luoghi dove avevano
commesso i propri delitti per essere processati secondo le leggi
locali,
nel caso invece dei criminali italiani diceva solanto genericamente
che
essi dovevano essere "consegnati alla giustizia".

... cib veniva interpretato come un riconoscimento della competenza
dell'Italia a giudicare sui crimini di guerra commessi da militari e
civili italiani.

Quanto affermato a Mosca sarebbe stato un premio all'Italia
cobelligerante
e avrebbe reso inoperante l'articolo 29 del "lungo armistizio",
in base al quale l'Italia sconfitta si era precedentemente impegnata
a consegnare agli Alleati "Benito Mussolini, i suoi principali
associati
fascisti e tutte le persone sospette di aver commesso crimini di
guerra o reati analoghi".

Secondo l'argomentazione degli esperti del contenzioso diplomatico di
Palazzo Chigi,
si escludeva che alcun italiano avesse commesso "crimini contro
l'umanità"
e si faceva notare che "crimini contro la pace" erano ascrivibili solo
a Mussolini
e ai suoi piu stretti gerarchi, già puniti dallo stesso popolo
italiano.
...La pretesa di Roma di giudicare in Italia i propri criminali di
guerra
u messa a repentaglio dalla presentazione del progetto
di trattato di pace approvato il 18 luglio 1946 dai sostituti
dei Ministri degli Esteri delle quattro grandi Potenze
(Stati Uniti, URSS, Gran Bretagna e Francia).

L'articolo 38 prevedeva, infatti, che l'Italia avrebbe preso
le misure necessarie "per assicurare l'arresto e la consegna"
delle persone accusate di "aver ordinato,
commesso o essere state complici" di "crimini di guerra",
di "crimini contro la pace" e di "crimini contro l'umanità".

...Anche il Ministro di Grazia e Giustizia, il comunista Fausto
Gullo,
contestò il contenuto dell'articolo 38,
a suo giudizio frutto di una "interpretazione aberrante" del diritto
internazionale,
che rendeva "perseguibili dai vincitori anche semplici militari o
funzionari
che si siano limitati ad applicare le leggi dello Stato italiano
e le leggi e gli usi del diritto bellico" (doc. 11).
...
Nei giorni in cui la Conferenza dei Ventuno discuteva gli emendamenti
italiani,
Palazzo Chigi si era rivolto, il 22 agosto 1946,
al Ministero della Guerra perchè perchè sollecitasse i lavori
della Commissione d'inchiesta sui criminali di guerra italiani.
Si riteneva, infatti, che un'azione solerte della Commissione
avrebbe costituito prova della buona volontà italiana di fare
giustizia e giocato a favore del punto di vista italiano.

Dopo quest'intervento, De Gasperi inviava una seconda lettera
all'Ammiraglio Stone, in cui denunciava che la Commissione
d'inchiesta aveva individuato quaranta fra civili e militari italiani
passibili di essere posti sotto accusa presso la giustizia penale
militare,
in quanto nella loro condotta erano
"venuti meno ai principi del diritto internazionale di guerra e ai
doveri dell'umanità" (doc. 12).

Solo successivamente,.. il governo di Roma iniziò a rendere
noti i nominativi delle persone che,
su indicazione della Commissione d'inchiesta,
sarebbero dovute essere deferite alla Procura militare.

Un primo comunicato del 23 ottobre 1946 indicava fra gli inquisiti
il generale Mario Roatta, l'ambasciatore Francesco Bastianini,
i generali Mario Robotti e Gherardo Magaldi,
il tenente colonnello Vincenzo Sorrentino.

A quell'epoca, Roatta e Robotti erano latitanti,
Bastianini si era rifugiato in Svizzera,
mentre Sorrentino si trovava già agli arresti in Jugoslavia, dove fu
poi fucilato.
Il sesto indagato, Pietro Caruso, era già stato giustiziato in
Italia
nel settembre del 1944 per le sue attività di Questore durante la
RSI.

Un secondo comunicato del 13 dicembre 1946 comprendeva altri otto
accusati,
fra cui l'ex-Governatore della Dalmazia Francesco Giunta,
il generale Alessadro Pirzio Biroli (ex governatore del Montenegro),
Emilio Grazioli (ex Alto Commissario di Lubiana),
i generali Gastone Gambara e Renato Coturri.

Dal gennaio al maggio 1947 seguirono altri comunicati che portarono
il numero degli indagati considerati deferibili ad un tribunale
militare a un totale di ventisei.
...
Sicuramente da parte italiana vi era la più ferma determinazione
ad evitare la consegna dei criminali di guerra agli Stati esteri,
primo fra tutti alla Jugoslavia.
Ciò fu ribadito con fermezza dal Ministero degli Esteri nelle
disposizioni inviate alle principali ambasciate nel marzo 1947 (doc.
14).

Dopo aver riannodato le relazioni con Belgrado (23 gennaio 1947)
e firmato il trattato di pace (10 febbraio 1947),
Palazzo Chigi comunicava, infatti, a Londra,Parigi e Washington
l'assoluta
"indisponibilità italiana a consegnare i presunti criminali di guerra
alla Jugoslavia
e chiedeva a ciascuna delle tre Potenze la rinuncia unilaterale
all'applicazione dell'articolo 45 del traltato di pace, che
riproduceva senza
modifiche (gli emendamenti non erano passati) il dettato dell'articolo
38 del draft.
... contrariamente agli Stati Uniti che rinunciarono all'applicazione
dell'articolo 45 (14 agosto 1947) - Francia e Gran Bretagna
condizionarono
la loro rinuncia ad una concreta azione punitiva
del governo di Roma contro i criminali di guerra italiani.
.
... Nel sollecitare l'azione della Commissione d'inchiesta e lo
svolgimento dei processi,
il Ministero degli Esteri non mancò di far presente come le
istruttorie
fossero utili a raccogliere materiale di prova sui crimini commessi
non
dagli italiani bensì dai loro accusatori.

Ciò - ricordiamo - era in linea con i propositi manifestati
dai vertici degli Esteri fin dal gennaio 1946,
allorchè era stata prevista la raccolta di una "
larga documentazione" sulle atrocità commesse dalle Nazioni
accusatrici.

... il responsabile degli Esteri Castellani replicava che "il mettere
in luce le atrocità commesse dagli jugoslavi nei confronti degli
italiani"
era uno degli scopi perseguiti al fine di "creare le premesse
necessarie
per rifiutare la consegna di italiani alla Jugoslavia" (doc. 15).

...

Dopo l'entrata in vigore del trattato di pace (15 settembre 1947) e la
notifica
al governo italiano, nel dicembre dello stesso anno, di una serie di
note verbali
con cui la Jugoslavia, Albania e Francia chiedevano la consegna
di criminali di guerra italiani, il Ministero degli Esteri parve
condividere le riserve allo svolgimento dei processi.

Lo attesta il promemoria redatto dal conte Zoppi,
Direttore Generale agli Affari Politici del Ministero degli Esteri,
dove venivano riassunti i risultati di una riunione interministeriale
tenuta
il 3 gennaio 1948 (doc. 16).
....
...La decisione sull'avvio o meno dei processi era una
decisione delicata che Zoppi rimandava al supremo vertice politico.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 16 febbraio 1948,
comunicava che si procedesse come suggerito da Zoppi,
secondo le indicazioni emerse nella riunione del 3 gennaio (doc. 18).

Come dimostra un importante documento dell'agosto 1949 (doc. 19),
nessuno dei pur pochi indagati considerati dalla Commissione
d'inchiesta
deferibili alla giustizia fu mai giudicato.

Nei confronti di alcuni fu spiccato un mandate di cattura
da parte della magistratura italiana,
ma venne dato a tutti il tempo di mettersi al riparo.

Qualcuno lo fece rifugiandosi all 'estero .
La tattica dilatoria delle autorità italiane ebbe quindi pieno
successo.
Ciò anche in ragione dei mutamenti internazionali avvenuti nel 1948.

La rottura fra Jugoslavia ed URSS del giugno 1948 privò, infatti,
Belgrado dell'appoggio dell'unica delle
quattro grandi potenze dimostratasi fino ad allora
disposta a sostenerne le rivendicazioni.

Delle centinaia di civili e militari italiani posti
sotto accusa per crimini di guerra (doc. 17),
i soli a venire condannati e puniti furono dunque quei pochi
catturati
e giudicati direttamente nei paesi vittime dell'agyressione fascista
e coloro che furono processati dagli Alleati in Italia
per delitti commessi contro i prigionieri di guerra.

--------------------------------------------------------------------
In conclusione...a Commissione d'inchiesta sui criminali di guerra
italiani
rappresentò nei fatti uno strumento assai utile a procrastinare sine
die
la consegna dei civili e militari italiani incriminati dai
Paesi vittime dell'aggressione fascista (in primis dalla Jugoslavia),
e un mezzo efficace per raccogliere prove che attestassero
la malvagità degli accusatori e scagionassero gli accusati. "

FINE DELLA CITAZIONE

Casimiro

unread,
Oct 10, 2007, 2:20:20 PM10/10/07
to
il documento postato prima è tratto dal
"Fondo Affari Politici del Ministero degli Affari Esteri italiano"
pubblicati in
"La questione dei "criminali di guerra" italiani e una
Commissione di inchiesta dimenticata",
a cura di Filippo Focardi e Lutz Klinkhammer,
in Contemporanea, a. IV, n.3, luglio 2001,
pp. 497-528.

Casimiro

unread,
Oct 9, 2007, 5:06:42 PM10/9/07
to
. Mai avrei immaginato che > qualcuno seriamente potesse
sostenere una simile > teoria.
>

Teoria?
Ecco la teoria ... in pratica:

Traggo da
LA QUESTIONE DEI CRIMINALI DI GUERRA ITALIANI
E UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA DIMENTICATA


a cura di Filippo Focardi e Lutz Klinkhammer

in rivista CONTEMPORANEA /a. IV, n. 3, luglio 2001

CRIMINALI DI GUERRA ITALIANI, inclusi nella lista della Commissione
delle Nazioni Unite per i crimini di guerra (C.N.U.C.G.), richiesti
dai vari
paesi al Ministero Affari Esteri con Note Verbali in applicazione
Trattato
di Pace art. 45

Jugoslavia:
su 729 criminali elencati dalla C.N.U.C.G.
27 criminali richiesti in date 16, 18, 27, 30 dic. 1947, ed altri 18
criminali
richiesti il 10 e 21 genn. 1948

Grecia:
74 criminali richiesti sui 111 criminali elencati dalla C.N.U.C.G.

Francia:
34 criminali richiesti in data 24 dic. 1947 su 9 criminali elencati
dalla C.N.U.C.G.

Alleati:
circa 600 criminali giudicati dai Tribunali Alleati su 833 criminali
elencati dalla C.N.U.C.G.

URSS:
nessuna richiesta per i 12 criminali elencati dalla C.N.U.C.G. (!)

Albania:
142 criminali richiesti in data 10 febb. 1948 su 3 criminali elencati
dalla C.N.U.C.G.

Sisto

unread,
Oct 10, 2007, 6:41:51 AM10/10/07
to
Davide Pastore ha scritto:

> "Sisto" <six...@gmail.com> ha scritto

> > Mi pare di averti fornito qualche info utile al riguardo

> Ti chiedo scusa, ma mi era parso che la tua fosse una
> battuta!


La versione ufficiale del Regio Esercito parlava di " ovvi motivi di
riservatezza "

Damnpuck

unread,
Oct 10, 2007, 4:46:46 PM10/10/07
to
Post integrale.

===

---------------------------------------------------------------------------------------------
NOMINATIVI SOTTOPOSTI ALLA COMMISSIONE D'INCHIESTA
PER I PRESUNTI CRIMINALI DI GUERRA ITALIANI
(situazione al 12 gennaio 1948)

Deferiti
Gen. ROATTA Mario
BASTIANINI Giuseppe
Gen. ROBOTTI Mario
Gen. MAGALDI Gherardo
T.Col. SORRENTINO Vincenzo (deceduto)
T.Col. CARUSO Pietro (deceduto)
GIUNTA Francesco
ALACEVICH Giuseppe
1° Sen. ROCCHI Armando
Gen. PIRZIO BIROLI Alessandro
GRAZIOLI Emilio
Gen. GAMBARA Gastone
Gen. ZANI Francesco
Gen. COTURRI Renato
T.Col. SESTILLI Gualtiero
Col. DAL NEGRO Pierluigi
Magg. BRUNELLI Roberto
Magg. SPITALERI Salvatore
Maresc. FAIS Giovanni
V.Brig. VISCARDI Giuseppe
Carab. DE LOGU Giuseppe
Capo sq. SARTORI Giuseppe
BARBERA Gaspero
Ten. GAETANO Giuseppe
Capit. RONCORONI Alfredo
TESTA Temistocle
Gen. FABBRI Umberto
T.Col. GIORMEO Armando

Discriminati
Gen. ARMELLINI Quirino
Gen. ORLANDO Taddeo
Gen. BERARDI Paolo
Gen. BONINI Silvio (deceduto)
Gen. MENTASTI Luigi
Magg. MANDEL Maurizio
Cap. BIAGI Gino
Col. MONTUORO Vittorio
Cap. BUNGARO Giuseppe
S.Ten.TERRANOVA Ignazio
Gen. CERIANA MAYNERI Carlo
Col. FLAMMINI-MINUTO Domenico
Col. COCCHIARELLA Vincenzo
Gen. BRANCATI Corrado
T:col. TORSIELLO Mario
Col. LODI Giorgio
Cap. DI FURIA Fernando
Gen. LERICI Roberto
T. Col. GIANNETTI Bernardo
Cap. GRAPPELLI Luigi
Gen. PIVANO Angelo Giovanni
Gen. PIAZZA Mariano
Magg. BIASOTTI Luigi Giovanni
Ten. BARILE Renato
Gen. TARNASSI Paolo (deceduto)
T.Col. ROMAGNOLI Romolo
S.Ten. CASTAGNOLI Bruno
Gen. CANTATORE Vittorio
Gen. ROMERO Federico
Magg. SETTECASI Emanuele
Cap. ROCCAFORTE Filadelfio
Ten. TESTA Mariano
Col. FARINA Guido
Gen. DALMAZZO Lorenzo
VILLA SANTA Carlo
BINNA Manlio
Membri Tribunale Cattigne (1)
T.Col. MANGO Lorenzo
Gen. PIAZZONI Sandro
Gen. CERRUTI Guido
Col. LUCINI Bruno
Magg.LIGAS Efisio
Col.GUAZZO Angelo
T. Col. DE MARTINO Gioacchino
Col. DESTINO Antonio
T.Col. GUTIERREZ Antonio
Cap. SCAVO Salvatore
T.Col. GIAMMORETTI Carlo
Col. CRICELLI Francesco
Magg. PUNTINI Luigi
T.Col. ROSSI Ermanno
T.Col. AGOZZINO Francesco
Col. ROSCIOLI Giuseppe
Gen. CORONATI Emilio
T.Col. BELLERI Saverio
T.Col. CARTELLA Emanuele
Cap. TANCORRA Giuseppe
T.Col. RAMPONI Mario
Brig. MENALDO Luigi
T.Col. GANDINI Tommaso
T.Col. CANNADA Calcedonio
Cap. CONZINA Giovanni
S.T.en. VALPREDA Francesco
T.Col.PAGNIN Vittorio
Gen. PIZZI Enrico
frate SIMAS Paolo
Magg. MICHELINI Michele
Ten. BRUNO Mario
Ten. PUDDU Giovanni
Brig. CARLETTI Nello
Col. PEDERZANI Adelmo (sospeso per altri fatti)
GENOVESE Vincenzo
Capo Man. RUNCO Antonio
Gen. PITTAU Beniamino
Gen. ZATTI Vittorio
Gen. TOSI Angiolo
Gen. SCIPIONE Pietro
Col. ADABBO Michele
Col. BESTA Fabio
Col. FERRONI Renzo
T.Col. BORGHETTI Alessandro
Col. BUTTI Giuseppe
Personale del Campo Concentramento di Arbe
Gen. MACCARIO Alessandro
Col. SORDI Giuseppe

Carabinieri del Montenegro (2)
T.Col.PIZZI Giuseppe
Magg. GEMELLI (deceduto)
Col. PERNA Umberto
Uff., sott. e truppa della Div. "Re"
Cap. GIUNTA Mario
Cap. ANCONA Francesco
Gen. QUARRA SITO Edoardo
Col. BRUNO Aldo
Col. TONIZZI Ermanno
Gen. RUGGIERO Vittorio
Gen. RONCAGLIA Ercole
Col. CIANCABILLA Fulvio

Sospesi
Cap. IOVINNO Dante
T.Col. MARCONI Raffaele


(1) Membri del Tribunale Militare di Cettigne

Gen. MAROTTA Antonio (deceduto)
Magg. SCALZO Michele
Magg. SEPPILLI Icilio
Cap. BIANCHI Guido
Cap. FRISARI Vito
Gen. CHINNICI Domenico
Col. TOSCANO Gaetano
Cap. LANDINI Luciano
Magg. NICOSIA Salvatore

(2) Carabinieri del Montenegro
Magg. SIRAGUSA Vincenzo
Dott. DE MARCO G.Battista
Mar. MALENTACCHI Crazio
Mar. VIRGILIO Giuseppe
Carab. FICINI
Carab. MARINI Mario

Riepilogo:
Deferiti 28
Discriminati 111
Sospesi 2
totale 141
................................................................

non è teoria purtroppo!
==

Davide Pastore

unread,
Oct 10, 2007, 9:05:54 PM10/10/07
to
"Casimiro" <fa.m...@yahoo.it> ha scritto

> Teoria?
> Ecco la teoria ... in pratica:

> La "carità di Patria" ti ha salvato dall'elenco.
> NON STO SCHERZANDO.

Ai fini delle mie richieste iniziali, le tue affermazioni
sono altrettanto rilevanti quanto le seguenti:
- "i generali italiani portavano il cappello"
- "oggi ho mangiato le lasagne"
- "non ci sono più le mezze stagioni"

Davide Pastore

unread,
Oct 10, 2007, 9:07:20 PM10/10/07
to
"Sisto" <six...@gmail.com> ha scritto

> La versione ufficiale del Regio Esercito parlava di
> " ovvi motivi di riservatezza "

Ah, allora non ero molto lontano dal vero ipotizzando
il segreto militare!

(resta da capire perchè il segreto non valga per la
R.M. e, magari, nemmeno per la R.A.)

Casimiro

unread,
Oct 11, 2007, 10:46:39 AM10/11/07
to

>
> (resta da capire perchè il segreto non valga per la
> R.M. e...
> --
Ovviamente perchè non erano forze di occupazione!
Erano solo forze combattenti.

Davide Pastore

unread,
Oct 11, 2007, 2:30:46 PM10/11/07
to
"Davide Pastore" <davide....@alice.it> ha scritto

> Ah, allora non ero molto lontano dal vero ipotizzando
> il segreto militare!
>
> (resta da capire perchè il segreto non valga per la
> R.M. e, magari, nemmeno per la R.A.)

Desidereri archiviare il capitolo "perchè" (che del
resto mi interessava solo a titolo di curiosità) per
tornare sul "dove" sia possibile reperire i dati su
rango ed anzianità dei generali R.E. guerra durante.

Ammesso e non concesso che i loro nomi siano stati
omessi dall'Annuario per motivi di riservatezza [#1],
mi riesce assai difficile - per non dire impossibile -
credere [*conoscendo i miei polli*] che i nostri
generali abbiano potuto sopravvivere durante tre
anni di guerra senza il conforto spirituale di una
pubblicazione ufficiale che riportasse i loro nomi
nell'ordine corretto, davanti a qualche loro odioso
nemico personale.

[#1] Ricordo che già di suo l'Annuario era classificato.
Posso immaginare che la parte relativa i generali sia
stata stralciata ed inserita in un annesso con classifica
superiore, sebbene la cosa mi paia di sapore leggermente
paranoico.

Per cui ri-chiedo: mi sapete indicare qualcosa?
Esiste, e se esiste come si chiama, questa pubblicazione
dedicata loro?

Davide Pastore

unread,
Oct 11, 2007, 2:32:53 PM10/11/07
to
"Casimiro" <fa.m...@yahoo.it> ha scritto

Che dire?
Credo sia meglio che mi fermi qui.

dido

unread,
Oct 11, 2007, 4:33:55 PM10/11/07
to
Casimiro wrote:

...zip...


> In una prima fase, al governo italiano furono chieste dagli Alleati
> solo indagini conoscitive sui nominativi degli elenchi consegnati.
> Gran Bretagna e Stati Uniti procedettero però, per proprio conto,
> in Italia all'azione punitiva per i crimini commessl contro i
> prigionieri di guerra.
> Furono comminate ed eseguite anche alcune sentenze di morte,
> fra cui ebbe una certa risonanza quella contro il generale Nicola
> Bellomo,
> fucilato dagli inglesi l'11 settembre 1945.
>

...zippone...

C'e' qualcuno che puo' illustrare con qualche dettaglio questa vicenda?
Qualcuno che magari ha potuto leggere: F. Bianco IL caso Bellomo. Un
generale condannato a morte, 1995 Milano?
Qualcuno che possa valutare la condanna del generale italiano, giustificata
dai documenti di archivio britannico, ma in realta' piu' che sospetta, alla
luce del comportamento del colonnello A.H. Wilson e del sergente maggiore
Beatson colpevoli di aver ucciso i capitani Pio Viale e Ercole Rossi
perche' avevano gridato "viva il Re, viva il Duce"?
Piu' in generale mi interesserebbe sapere se lo stesso rigore e' stato usato
dalla giustizia britannica per i tanti omicidi avvenuti nei campi di
prigionia di sua maesta'.

Saluti, Dido.

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Casimiro

unread,
Oct 12, 2007, 12:41:40 AM10/12/07
to
On 12 Ott, 00:31, Ciabattone <allebombedelca...@bim.bum.bam> wrote:
> 16:46, giovedì 11 ottobre 2007, Casimiro:
> Però potrebbero aver bombardato civili anche loro.
>


Ah, i bombardamenti...
Quelli non sono considerati "crimini", ovviamente.
Altrimenti l'arma aerea intera di qualsiasi paese
dovrebbe essere considerata associazione criminale.

Il bombardamento terroristico aereo e navale è considerato
"normale" azione di guerra.

E' la guerra stessa il crimine, secondo me.
Per altri è un'arte...

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