"QUEGLI IRRIDUCIBILI NELL'ISOLA-BUNKER CHE NON VOLEVANO CEDERE AGLI ALLEATI"
Sulla costa della Normandia c' era anche una piccola armata di connazionali
schierata con i tedeschi: la loro vicenda si era persa nel caos dell'
armistizio. Alcuni di loro si asserragliarono a Cézembre. E fu per
costringerli alla resa che gli americani sperimentarono il napalm
4 GIUGNO 1944 LA LIBERAZIONE DI ROMA. GLI ITALIANI
Quella mattina sulle coste della Normandia c' erano anche loro. Una piccola
armata di italiani che per scelta, per convenienza o per obbligo era
schierata dalla parte dei tedeschi. Migliaia di uomini impegnati lungo il
«vallo atlantico»: ventimila secondo alcune stime, addirittura 40 mila
secondo altre. Basta guardare alle spiagge del primo sbarco: all' alba del
D-Day negli scacchieri di Omaha, Utah, Juno e Gold c' erano almeno cinque
unità italiane in armi. Invece gli alpini della «Trento», costretti a
lavorare per l' organizzazione Todt, approfittarono del caos e fuggirono
verso casa. «E' stato un inferno - ricorda Antonio Cipriani -. A mezzanotte
sembrava di essere in pieno giorno tante le bombe che cadevano: i morti non
si contavano. Nella confusione dell' attacco, io e tre miei compaesani siano
scappati». Durante i raid si diedero alla macchia anche i camionisti
piemontesi che per uscire dal lager avevano accettato di servire con la
colonna mobile della 716ma divisione. Invece i mitraglieri aggregati al
736mo granatieri, quasi tutti bersaglieri, tentarono un disperato
contrattacco. E gli artiglieri del 1261mo restarono ai pezzi, sparando
contro la più grande flotta di tutti i tempi. Nel settore Utah, in un bosco
dietro al forte di Marcouf, la quarta batteria - personale italiano e
comando tedesco - distrusse un cacciatorpediniere: «Centrammo un colpo dopo
l' altro - ha scritto il colonnello Triepel -. Uno spezzò il timone, perché
la nave cominciò a sbandare. Poi sprofondò di prua».
STORIA DIMENTICATA - La storia di questi soldati si è dissolta, persa nel
grande caos seguito all' armistizio. Esiste un' unica traccia certa: gli
archivi della Feldpost, il servizio postale germanico che permettono di
ricostruire movimenti e composizione delle forze armate hitleriane. Uno
storico - Gianni Giannoccolo - è riuscito a selezionare un elenco di unità
tedesche composte anche da militari italiani. Evidenzia almeno 60 reparti
attivi sul fronte atlantico. Berlino dopo l' 8 settembre aveva inquadrato
gli «alleati» in piccoli nuclei, compagnie o al massimo battaglioni. I
compiti erano scelti in base all' affidabilità. In prima linea chi si era
immediatamente mostrato fedele al Reich: in Normandia armavano ben 24
batterie di artiglieria pesante. Chi invece aveva «aderito» alla Rsi dopo la
cattura, andava nella contraerea o nei trasporti. I prigionieri leali ai
Savoia invece finivano nei cantieri della Todt: furono loro a costruire la
fortezza di Longues sur Mer - oggi trasformata in museo - che tenne sotto
tiro Omaha e Gold. Parecchi autisti italiani guidavano le colonne dei
rifornimenti. Persino le tre divisioni corazzate delle SS mandate da Hitler
per «ricacciare in mare» l' armata anglobritannica avevano dei contingenti
di volontari di Salò. E in tanti non tornarono. Tra il 19 e il 27 giugno a
Montebourg tre reggimenti di artiglieria (1261, 1262 e 1709) furono
distrutti nel tentativo di fermare i tank inglesi: un terzo dei soldati
erano italiani.
IL COMANDO DI BETASOM - Dopo l' 8 settembre l' unica eccezione alla
dispersione dei «collaborazionisti» riguardò la base sottomarini di
Bordeaux, in codice Betasom. Diecimila uomini guidati da Enzo Grossi - con
una discussa fama di asso dei sommergibili - che si erano guadagnati la
stima dell' ammiraglio Doenitz. Gli fu concesso di arruolare altri
volontari: 4.000 figli di immigrati, giovani cresciuti in Francia che del
fascismo avevano conosciuto solo la propaganda. Già dall' autunno del ' 43
crearono la «Divisione atlantica» e il battaglione «Longobardo» di fanteria
di marina. Le foto mostrano file di ragazzi con divise improvvisate e
sguardi poco marziali. Ma nelle settimane successive allo sbarco anche la
«Divisione atlantica» - come ha ricostruito Marino Perissinotto su «Storia e
Battaglie» - venne smembrata.
L' ISOLA DI FUOCO - La battaglia più sanguinosa fu combattuta a Cézembre, l'
isoletta-bunker che «copriva le spalle» alla cittadella di St. Malo: una
Maginot in miniatura, con tre livelli di sotterranei. Lunga 500 metri e
larga poco più di 250, ha conquistato il terribile primato di «terra più
bombardata della storia»: in un mese 120 mila tonnellate di ordigni.
Nonostante questo inferno, l' isola difesa da tedeschi e marinai di Salò ha
continuato a fare fuoco sugli americani. L' assedio cominciò ai primi di
agosto: navi, obici semoventi, bombardieri la bersagliano senza sosta. Il 17
agosto Saint Malo alza la bandiera bianca, ma l' isola resiste ancora. È a
questo punto che gli alleati decidono di usare un' arma mai sperimentata
prima: il napalm. Molti italiani sono terrorizzati: il 20 agosto tre marò
disertano e raggiungono la costa a nuoto. Descrivono agli americani le
condizioni della guarnigione: nei rifugi ci sono 277 feriti, tra cui 17
repubblichini, manca l' acqua potabile e scarseggia il cibo. Eppure, il 28 i
bunker rispondono con l' artiglieria a una nuova richiesta di cedere le
armi. Dicono che Patton fosse infuriato: il generale ordina di spazzare via
Cézembre. Due giorni dopo, l' apocalisse: 265 bombardieri sganciano migliaia
di bombe perforanti e barili di napalm. Dall' isola si leva una nuvola di
fuoco, simile al fungo di un' atomica: il calore piega persino le canne dei
cannoni, cancella ogni forma di vita dalla superficie. Il 1° settembre l'
ammiragliato germanico dà il permesso di resa al presidio. Dalle caverne
escono anche 69 italiani: «Camminavano a testa bassa come gente che viene
dall' altro mondo, parevano degli zombie». Appena arrivati sulla spiaggia,
gli americani rendono l' onore delle armi a questi «uomini che sembravano
delle ombre». Molti dei loro commilitoni rimasero nei cunicoli devastati. E
mai più esplorati: ancora oggi Cézembre è «una terra desolata», vietata a
tutti per la presenza di mine e ordigni inesplosi. In uno dei fortini
crollati, sotto una croce incisa nel cemento - riporta uno speleologo
francese - c' è una scritta spezzata da una granata: «Giovanni F...». Poi un
numero e la parola «Nap...». Forse l' ultimo saluto a uno di quei marinai
senza nome.
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Qualcuno è in grado di aggiungere qualcos'altro? Questa storia dei soldati
RSI in Normandia mi era letteralmente sconosciuta.
E cosa sull'assedio di Cezémbre?
Grazie
>> -----------
> Qualcuno è in grado di aggiungere qualcos'altro? Questa storia dei
soldati
> RSI in Normandia mi era letteralmente sconosciuta.
> E cosa sull'assedio di Cezémbre?
> Grazie
Ho provato a fare una ricerca sui siti francesi ma della presenza di
soldati italiani non ho trovato traccia(si parla solo dei tedeschi).
Mi pare di capire che l' attenzione dei francesi sia rivolta piu' che
altro a cosa accadde alla vicina citta' di Saint Malo.
Consiglio di guardare queste foto per capirne il perche'
http://www.carphaz.com/album_1944/
--
Saluti
Maximus
Inviato da www.mynewsgate.net
> Qualcuno è in grado di aggiungere qualcos'altro? Questa storia dei soldati
> RSI in Normandia mi era letteralmente sconosciuta.
> E cosa sull'assedio di Cezémbre?
> Grazie
Tranne che della base di Bordeaux, era storia sconosciuta anche a me.
Pagine di storia scomoda che si è preferito sacrificare alla facile
retorica, senza comprendere che è proprio il nemico che onora la vittoria.
Ciao
Ad'I
Mio nonno, alpino italiano, era a Le Havre durante lo sbarco. Era lě perň
come prigioniero di guerra dopo l'armistizio del 43 usato come manovalanza
gratis per costruire il vallo atlantico.
Sai dirci qualcosa di piů?
Nell'articolo si parla di alpini della "Trento".
Grazie
Poco altro; non parlava volentieri di quella esperienza. Di più posso solo
dirti che il giorno dello sbarco era impegnato con altri prigionieri di
guerra a scavre un campo per livellarlo e trasformarlo in base di lancio per
una V-1.
Quando iniziarono i bombardamenti lui e altri italiani si infilarono in una
buca per poi essere buttati fuori dai tedeschi che vi entrarono al loro
posto; pochi secondi dopo una bomba centrò in pieno la buca uccidendo i
tedeschi.....
Loro scapparano e girovagarano nella penisola vivendo di espedienti finchè
non incapparono in una pattuglia inglese entrata nella sacca dopo la resa
dei tedeschi. Vennero mandati in inghilterra in un campo dove erano solo
italiani e rimpatriati nel 46.
> Invece i mitraglieri aggregati al 736mo granatieri, quasi tutti
bersaglieri.
Avevo vagamente sentito raccontare di questo contrattacco, ma avevo sempre
pensato che fosse una esagerazione, le poche, vaghissime, notizie che avevo
parlano di un attacco condotto da due compagnie di bersaglieri, aggregate al
comando di un reggimento di Panzergrenadier, nel settore Utah.
Confermi il settore ?
Hai qualche altra notizia ?
> ...Evidenzia almeno 60 reparti attivi sul fronte atlantico. Berlino dopo
l' 8 settembre aveva inquadrato
> gli «alleati» in piccoli nuclei, compagnie o al massimo battaglioni
Sarebbe interessantissima una ricerca in merito...
> L' ISOLA DI FUOCO - La battaglia più sanguinosa fu combattuta a Cézembre,
l'
> isoletta-bunker che «copriva le spalle» alla cittadella di St. Malo...
> Nonostante questo inferno, l' isola difesa da tedeschi e marinai di Salò
ha
> continuato a fare fuoco sugli americani.
Sull'assedio di Cézembre ho trovato una infinità di notizie e sapevo anche
che c'erano degli italiani, ma avevo sempre letto che erano personale della
Todt non reparti combattenti.
Milord
Per quel che riguarda il contrattacco dei bersaglieri, se davvero erano
aggregati al Granadier-Regiment 736, allora il settore è Sword.
Scusami, volevo dire Juno. Il Grenadier-Regiment 736 fu protagonista di un
contrattacco contro i canadesi nella notte tra il 6 ed il 7 giugno.
Quando gli superuomini ariani cominciarono a scarseggiare, dovettero
arruolare gli Untermensch senza badare troppo alle razze.
Per esempio tra le divisioni schierate sull'Atlantico vari eramo i reparti
di Osttruppen:
243° ID Ost-Bataillon 561 di russi.
709° ID Ost-Bat 649 e Gerog-bat 795 di gerorgiani.
716° ID Ost-Bat 439, Ost-Bat 441 di Cosacchi ukraini e Ost-Bat 642 di russi.
17° Luft.Div. Ost-Bat 835 di nord caucasici.
ecc..
Gli italiani erano mischiati con gli altri Untermensch nei reparti tedeschi
in particolare d'artiglieria. Esempio il 1/HKAR aveva in dotazione quattro
cannoni da 10,5 cm. K332 (f), che poi sono i fransesi da 105L13 simili agli
italiani da 105/28, un proiettore da 60 cm e una forza di 2 ufficiali, 17
sottoufficiali, 83 soldati e 5 italiani.
Su l'Ile de Ré (di fronte alla Rochelle) su 2500 tedeschi 400 erano
italiani. Alla resa di questo Festung il 9 maggio 1945 di italiani
sull'isola ne rimanevano solamente 150 (vedi foto). Dato che questo
Stuzpunktgruppe non fu investito da nessun combattimento dove finirono gli
italici mancanti? Magari finirono dall'altra parte nella "compagnia Gabutti"
del 38°Bataillon del 108° RI. Poi magari con gli italiani del "Detachement
Garibaldiens Italiens" di Pointe a Grave, oppure nel RMME (Régiment Mixte
Marocaine et Etrangèrs), che con la "5° Brigade Garibaldiens" di Grenoble
furono incamerati nella 13° Demi Brigate de Légion Etrangères della 1 DMI
(ex DFL) che si scontrarono con i "camerati" della Littorio a Sespoul e
Lausfer nelle Alpi Marittime nell'aprile 1945.
Ct affondato a cannonate davanti le coste normanne... ma!
Per quanto gli affondamenti sulle coste normanne dal giugno al settembre
1944 allego tabella.
Peccato che il cav. oggi avesse altri impegni e ha dovuto declinare il
cordiale invito francese alle cammemorazioni del D-DAY. Avrebbe avuto il
diritto di stare in prima fila. Presumibilmente i suoi dipendenti incaricati
della riscrizione della storia conoscono solamente quella a senso unico, non
riuscendo (qualcuno si recò a Canossa qualcun altro a Gerusalemme, ma poi la
sostanza rimane sempre quella) ad uscire dal loro essere sempre dei
neofasc.... (ho pardon! AAPPE) ed esprimono solamente del rancore, acritico
ed apologetico.
Nelle successive ondate sulle spiagge normanne sbarcarono le "Engineer
Company" del 7558 ISUS (Italian Service United States). Queste unità furono
costituite in nord Africa reclutanto specialisti tra i prigionieri italiani
(in applicazione delle clausole armistiziali).
Buona parte di questi appartenevano alla divisione Centauro, con mansioni di
meccanici e autisti. Queste unità seguirono le armate americane fino alla
fine del conflitto e furono congedate nell'autunno del 1945.
Se andate in Normandia, non dimenticate l'ombrello e la giacca a vento, che
c'è sempre un tempo cane!
Saluti commemorativi
Koll Kurtz
http://mio.discoremoto.virgilio.it/gica-47/
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Hero <fiengiu...@hotmail.com> wrote in message
68Gwc.417020$rM4.17...@news4.tin.it...
Mmmhhh...
L'eccezionale lavoro di Niklas ZETTERLING, *Normandy 1944: German Military
Organization, Combat Power and Organizational Effectiveness*, J.J.
Fedorowicz, Winnipeg, Canada, 2000, alle p. 8 e 297-300 descrive organico,
prestazioni e risultati ottenuti dalla 716° Infanterie-Division, in cui era
inquadrato il Grendier-Regiment 736, e la forza di cui disponevano i suoi
tre battglioni e gli armamenti a disposizione.
Non si fa cenno alla presenza di italiani. Comunque, l'unita' era una delle
piu' deboli presenti in Normandia al momento dello sbarco alleato. Priva di
esperienza di combattimento prima del 6.6.1944 ( costituita nel maggio '41
era stata in Francia sin dal giugno '42), al 6 giugno '44 contava su una
forza di 7242 uomini, ma per il 15 giugno la sua capacita' operativa era
scesa a livelli pressoche' insostenibili.
Il 15 giugno fu ritirata dal fronte e distaccata presso la Prima Armata, nel
sud della Francia. Ritornata in linea a fine mese per un breve periodo (fra
l'altro furono di nuovo impegnati il I e il III btg. del Grenadier-Regiment
736) alla fine, in luglio, fu inviata in Provenza.
All'11 agosto segnalava una forza di 7382 uomini, ma nel frattempo (sino
all'11 luglio) aveva avuto 6621 tra morti, feriti, prigionieri e dispersi.
Sono a disposizione (grazie al lavoro di Zetterling...) per approfondire
organico e perdite di ogni unita' tedesca in Normandia.
Sottolineo comunque che un'altra fonte (BENAMOU, Jean-Pierre, *Normandy
1944: An Illustrated Field Guide*, Heimdal, Brest. 1982, circa i
combattimenti intorno al fiume Orne scrive a p. 8 che *la 711° divisione di
fanteria tedesca, con i suoi 14.000 uomini sparsi lungo venticinque
chilometri di costa ad est del fiume Orne non avrebbe potuto fare molto con
i suoi 60 cannoni semoventi ed i suoi 25 obsoleti carri francesi R-35.
Inoltre, essa era in larga parte ippotrainata*.
A parte dati discordanti in specie sui mezzi corazzati rispetto alle
ricerche di Zetterling (basate su fonti primarie ineccepibili), questa fonte
cita una forza di... 14.000 uomini, ossia quasi il doppio di quelli
menzionati dalle fonti usate da Zetterling!
Cordialita'
Giuseppe Stilo
Pinerolo (Torino)
> Nelle successive ondate sulle spiagge normanne sbarcarono le "Engineer
> Company" del 7558 ISUS (Italian Service United States). Queste unità furono
> costituite in nord Africa reclutanto specialisti tra i prigionieri italiani
> (in applicazione delle clausole armistiziali).
> Buona parte di questi appartenevano alla divisione Centauro, con mansioni di
> meccanici e autisti. Queste unità seguirono le armate americane fino alla
> fine del conflitto e furono congedate nell'autunno del 1945.
Beh, se si va a vedere, scommetto che in quasi tutti gli eserciti
coinvolti nei combattimenti del D-day figuravano a vario titolo degli
italiani... :)
Il fatto e' che comunque, ufficialmente, le forze armate italiane non
hanno partecipato in nessun modo a quei combattimenti, e questo spero si
possa affermare come cosa certa.
Hero <fiengiu...@hotmail.com> wrote in message
TNHwc.291469$hc5.12...@news3.tin.it...
> "Silvia" <silvg...@libero.it> ha scritto:
[...]
> > A parte dati discordanti in specie sui mezzi corazzati rispetto alle
> > ricerche di Zetterling (basate su fonti primarie ineccepibili), questa
> fonte
> > cita una forza di... 14.000 uomini, ossia quasi il doppio di quelli
> > menzionati dalle fonti usate da Zetterling!
> Scusami, Giuseppe, ma si tratta di un tuo errore di battitura o,
> effettivamente, i dati sono discordanti perchè Benamou si riferisce alla
> 711^ divisione invece che alla 716^?
Orpo!
Trattasi di caso di pirlaggine acuta (la mia). Ecco cosa fa la fretta nel
rispondere al ng al rientro da una mostra di ricami nel cuneese in compagnia
della moglie...
>
>>
>Peccato che il cav. oggi avesse altri impegni e ha dovuto declinare il
>cordiale invito francese alle cammemorazioni del D-DAY. Avrebbe avuto il
>diritto di stare in prima fila. Presumibilmente i suoi dipendenti incaricati
>della riscrizione della storia conoscono solamente quella a senso unico, non
>riuscendo (qualcuno si recò a Canossa qualcun altro a Gerusalemme, ma poi la
>sostanza rimane sempre quella) ad uscire dal loro essere sempre dei
>neofasc.... (ho pardon! AAPPE) ed esprimono solamente del rancore, acritico
>ed apologetico.
>
tu invece sei uno che non sa evitare di parlare di politica, sempre e
solo insultando gli avversari, anche se sai benissimo, ma te freghi
perchè gente della tua risma rispetta le regole solo quando gli fanno
comodo, che di poltica su questo ng non si dovrebbe parlare!
d'altra parte i tuoi compagni di merende hanno sempre avuto
l'abitudine di riscrivere la storia a loro uso e consumo, salvo
ammazzare chi non la pensava come loro, e questa, caro mio, è STORIA!
[Koll Kurtz]
>>Peccato che il cav. oggi avesse altri impegni e ha dovuto declinare il
>>cordiale invito francese alle cammemorazioni del D-DAY. Avrebbe avuto il
[Franz]
>d'altra parte i tuoi compagni di merende hanno sempre avuto
>l'abitudine di riscrivere la storia a loro uso e consumo, salvo
Secondo il Manifesto di It.Cultura.Storia.Militare "Le note politiche
ammesse (a parte il lontano passato) devono riguardare esclusivamente
gli armamenti e in generale le FFAA. Si rimanda a it.politica per la
discussione politica e a it.politica.internazionale per l'attualità
internazionale."
Siete quindi caldamente invitati a 1. non discutere di politica in
questo newsgroup e 2. evitare qualsiasi riferimento all'attualità
politica.
Per il gruppo di moderazione: Damnpuck
-segue su it.news.moderazione
Lessi in un articolo di "Storia e Battaglie" questa notizia e ricordo solo
di due compagnie di bersaglieri aggregate a un reggimento di granatieri
tedeschi nel settore Utah... non mi pare che fosse citato il numero del
reggimento, o perlomeno non lo ricordo... o potrebbe anche essere sbagliato
l'articolo... che si citasse "Utah" sono sicuro...
Milord
L'isola e visitabile dai turisti durante la stagione estiva, vi è anche un
piccolo bar. Riamagono sull'isola, ricordati da una lapide, i corpi di 50
dispersi.
Spiacente, ma non riesco a caricare le foto, Virgilio avrà le "sue cose" .
Appena gli passano provvederò
Saluti
Koll Kurtz
Non specificano i reparti d'appartenenza delle varie nazionalità. Nelle foto
appaiono tutti in uniforme tedesca.
L'unico particolare è la presenza di ufficiali italiani, che farebbe
presupporre ad reparti autonomi italiani.
Sull'isola (Ra 277) era in forza il Marine Artillerie Abteilung 608,
comandato dall'Oberleutnant Seuss e che era anche il comandante di tutta
l'isola. Per i russi: era schierato su quel tratto di costa con la 77°ID il
602° Ost-Bat.
Trovo una qualche differenza tra gli slavi e gli asiatici arruolati per
amore o per forza nella Wehrmacht e le truppe repubblicane. Queste ultime
erano parte delle forze armate di uno Stato alleato riconosciuto
ufficialmente dalla Germania. Che poi i tedeschi in generale non ne avessero
grande stima, salvo eccezioni, e' un altro discorso, e si potrebbe discutere
se la scarsa stima fosse cosi' motivata o se proprio la scarsa stima sia
stata all'origine di certe mediocri o cattive prestazioni.
In particolare le truppe repubblicane nelle basi navali in Francia non erano
state semplicemente "arruolate" come carne da cannone, ma avevano seguito,
chi con piu' chi con meno convinzione ma con disciplina, la decisione dei
rispettivi comandanti di aderire alla RSI e di continuare la guerra al
fianco dei tedeschi.
Haydn
Io ho trovato notizie su volontari Italiani in alcune divisioni delle Waffen
SS che furono in Normandia nel 44.
Una cinquantina fù distaccata dalla LSSAH alla 12 SS Pz Div Hitlerjugend, di
questi, una decina di superstiti rientrò in Italia nel 45.
Circa 500 invece furono volontari nella 17 SS Pz Gren Div Gotz von
Berlichingen, dopo i combattimenti in Normandia un centinaio di superstiti
Italiani venne rimpatriato ed inquadrato nella 29 SS Waf Gren Div Italien.
Saluti Luke
I tedeschi catturarono i Francia circa 41000 italiani della 4° Armata a
questi furono poste tre alternative.
Divenire combattenti volontari delle forze armate tedesche (Kampfwillg),
divenire volontari per il lavoro (Hilfswillige) (di questi 10000 saranno
inviati in Germania, 5000 saranno inseriti nella Todt)i restanti prigionieri
di guerra (Kriegsgefangenen).
salve
sono l'autore dell'articolo sul Corriere. Vi ringrazio per l'attenzione e per
le critiche al mio testo. Ho cercato di verificare tutte le informazioni che ho
rriportato - in gran parte provenienti da testimonianze inedite -
confrontandole con i classici sulla Rsi e la battaglia di Normandia - da Nino
Arena a Paul Carell - e con i testi più recenti - come quelli di Zetterling
Nikas -. Su Cezembre il lavoro migliore anche se datato resta quello del numero
33 di After the battle dedicato alla battaglia di St Malò.
Come spesso accade, dopo la pubblicazione dell'articolo ho ricevuto molte
notizie che spero di utilizzare per un secondo testo. In particolare, gli
italiani di Cezembre erano una unità della Divisione Atlantica della Rsi,
creata dal comandante Enzo Grossi con marinai <fermati> dai tedeschi in Veneto
e Friuli dopo l'8 settembre. Si trattava soprattutto di artiglieri, tutti
veterani e con una buona esperienza bellica, che seguirono Grossi, l'unico
ufficiale ad avere una fama (probabilmente frutto solo della propaganda) vicina
a quella di Borghese.
Erano inquadrati - a quello che ha lasciato scritto uno dei reduci - in un
<secondo battaglione Longobardo>, creato a Bordeaux con fanti di marina e
artiglieri. Indossavano divise della Regia Marina o tedesche, con le mostrine
della Regia poichè non avevano mai ricevuto quelle di Salò.
Secondo After the battle, dopo la diserzione dei tre marò scappati via mare, i
tedeschi <processarono> gli italiani, minacciando di disarmarli. Ma la cosa non
avvenne e il reparto rimase in armi e sotto comando di ufficiali italiani fino
al momento della resa. Seuss condusse le trattative alla presenza dei due
ufficiali italiani. Gli italiani, inoltre, sarebbero stati gli ultimi a fare
fuoco contro gli alleati, poichè i loro cannoni da 75 mm erano gli unici
rimasti in funzione. Per risparmiare i colpi, però, dalla metà di agosto ci si
sarebbe limitati a un unico tiro al giorno. In genere - sempre secondo la
stessa testimonianza - verso l'ora di pranzo, in segno di sfida per le batterie
di Patton.
Secondo una fonte francese, dopo la diserzione i tedeschi chiesero al loro
comando di <cacciare gli italiani> dall'isola e risparmiare così acqua e cibo.
Ma il comando dalle Isole del Canale negò l'autorizzazione. Secondo una fonte
americana, invece, dopo la diserzione i due ufficiali italiani dimostrarono la
volontà di combattere offrendosi di rimanere allo scoperto durante uno degli
attacchi aerei. Gesto che convinse Seuss. Ma sinceramente non so quale
affidabilità dare a queste ultime due ricostruzioni.
Al momento della resa, gli italiani furono consegnati dagli americani agli
inglesi che posero formalmente il problema delle mostrine della Regia Marina -
all'epoca cobelligerante - indossate dalla guarnigione di Cezembre. Chiarito
l'equivoco, furono trasferiti nel campo di concentramento di Nottingham.
Grazie ancora
Gdf
Ps In merito alla precisazione di Koll Kurtz: la storia del cacciatorpediniere
affondato è tratta da Sie Komenn di Paul Carell, testo vecchio ma che credevo
affidabile. Evidentemente i dati non erano corretti.
--
gianluca
Inviato da www.mynewsgate.net
> In merito alla
> precisazione di Koll Kurtz: la storia del cacciatorpediniere
> affondato è tratta da Sie Komenn di Paul Carell, testo vecchio ma che
> credevo affidabile. Evidentemente i dati non erano corretti.
Gianluca,
ormai in questo ng se ne è parlato parecchio, di Carell, c'è a chi piace e
chi non lo sopporta, ma è ormai assodato che i suoi libri, come le braci
ardenti, bisogni prenderli con le pinze....
Senza cattiveria, ma e' meglio sempre verificare quello che scrive, il Paul!
--
A. Ball - Punico aviatore
''I capi combattono per la vittoria, gli uomini per il loro capo"
Tacito
Caro Gianluca da Solferino, innanzi tutto benvenuto nel "nostro" "piccolo"
"campo di Marte".
> sono l'autore dell'articolo sul Corriere. Vi ringrazio per l'attenzione e
per
> le critiche al mio testo.
Critiche.. ! Non mi pare di averne lette! Il c.t. cannoneggiato! Quella era
una precisazione. Le "critiche" in questo n.g. normalmente si protraggono in
sfibranti duelli virtuali che terminano solamente per lo sfinimento dei
contendenti, senza spargimento di sangue .
Ho cercato di verificare tutte le informazioni che ho
> rriportato - in gran parte provenienti da testimonianze inedite -
> confrontandole con i classici sulla Rsi e la battaglia di Normandia - da
Nino
> Arena a Paul Carell -
Per Paolo Carrello ti ha già risposto Ball.
Per i classici della rsi ci andrei con molta cautela.
Sto memorizzando, ma non mi viene il titolo. C'è un libro inerente l'ultimo
conflitto mondiale che fa riferimento alle "sacche atlantiche". Mi ricordo
solo che è in francese ed è alla Sormani.
in special modosulla veridicità
e con i testi più recenti - come quelli di Zetterling
> Nikas -. Su Cezembre il lavoro migliore anche se datato resta quello del
numero
> 33 di After the battle dedicato alla battaglia di St Malò.
Sulla documentazione (francese) consultata, precisa che in After the Battle
n° 33 vengono indicati tre cannoni su rotaia a sud dell'isola, il commento è
"mais cela parait fort peu probable!".
> Come spesso accade, dopo la pubblicazione dell'articolo ho ricevuto molte
> notizie che spero di utilizzare per un secondo testo. In particolare, gli
> italiani di Cezembre erano una unità della Divisione Atlantica della Rsi,
> creata dal comandante Enzo Grossi con marinai <fermati> dai tedeschi in
Veneto
> e Friuli dopo l'8 settembre. Si trattava soprattutto di artiglieri, tutti
> veterani e con una buona esperienza bellica, che seguirono Grossi, l'unico
> ufficiale ad avere una fama (probabilmente frutto solo della propaganda)
vicina
> a quella di Borghese.
Sono il meno indicato per giudicare questi due personaggi, ma ritengo che il
paragone non si possa fare. Grossi era solamente uno che al massimo del
tripp la sua scimmia erano corazzate americane, mentre il "principe nero"
era altra cosa!
Una domanda per gli esperti in onorificenze. Grossi la sua Medaglia d'Oro
l'ha dovuta restituire, Borghese no! Avendola ottenuta quando era ancora in
carico alla regia.
E' cosi?
Seuss condusse le trattative alla presenza dei due
> ufficiali italiani. Gli italiani, inoltre, sarebbero stati gli ultimi a
fare
> fuoco contro gli alleati, poichè i loro cannoni da 75 mm erano gli unici
> rimasti in funzione. Per risparmiare i colpi, però, dalla metà di agosto
ci si
> sarebbe limitati a un unico tiro al giorno.
Sull'isola esistevano 30,000 colpi da 75 mm.
L'artiglieria sull'isola era così composta:
6 cannoni ex francesi da 194 mm. mod. 70/93 su affusto M1886 PC (pivot
central), per i tedeschi 195 cm. 93 (f).
1 cannone tedesco da 15 cm L/45 mod. 17 , all'origine era l'armamento
secondario delle vecchie n.b..
6 cannoni francesi contraerei da 75 mod. 32 per i tedeschi 7,5 FlaK 32 (f).
Tutta l'artiglieria era in postazioni all'aperto, solo depositi e rifugi
erano in caverna.
>salve
>sono l'autore dell'articolo sul Corriere.
Mi inserisco soltanto per darti il benvenuto e
farti i complimenti per l'articolo.
Benvenuto su icsm! ^_^
Ciao, F.
In hostem celerrime volo
> Una domanda per gli esperti in onorificenze. Grossi la sua Medaglia d'Oro
> l'ha dovuta restituire, Borghese no! Avendola ottenuta quando era ancora
in
> carico alla regia.
> E' cosi?
Se non ricordo male, Grossi di MOVM ne ha dovute restituire due.
Dal sito del Quirinale, non risulta presente la MOVM del comandante
Borghese; quindi presumo gli sia stata revocata (ma quando?)
Segnalo fra l'altro che è da poco uscita una sua biografia firmata da Sergio
Nesi (solo sfogliata, mi è sembrata piuttosto apologetica).
Ciao.
Lutjens
--
"Il controllo dei mari con i loro orizzonti conferisce ai popoli marittimi
questi importanti tratti di carattere che sono l'audacia, la resistenza e la
prospettiva."
(Friedrich Ratzel)
A differenza di Grossi, a Borghese la MOVM non è stata ritirata, vedi:
http://www.quirinale.it/onorificenze/DettaglioDecorato.asp?idprogressivo=146
86&iddecorato=14266
> A differenza di Grossi, a Borghese la MOVM non è stata ritirata, vedi:
Grazie per la segnalazione.
Comunque, nell'elenco generale, che avevo consultato io, il suo nome non c'è
(vedi:
C'č, c'č... č solo che sono ordinate per data dal decreto e, all'interno
della stessa data decreto, per ordine alfabetico: clicca su "Nominativo"
nel campo "Visualizza i risultati ordinati per" e vedrai anche la MOVM
del nostro.
Saluti,
---------------------------
Luca Morandini
lmora...@ieee.org
http://www.lucamorandini.it
---------------------------
L'argomento MOVM confesso di non conoscerlo. L'unica conoscenza è la
medaglia di bronzo del nonno di mia moglie (Piave 1918). Oltre questa
medaglia e al diploma non vi è stato altro beneficio, se non il diritto alla
prima fila nelle manifestazioni del fascio dell'epoca.
Che come abitante di Sesto San Giovanni, poi, c'è stato anche qualche
"problema" per queste "prime file".
Quella d'Oro comprendeva anche un beneficio economico?
> C'č, c'č... č solo che sono ordinate per data dal decreto e, all'interno
> della stessa data decreto, per ordine alfabetico: clicca su "Nominativo"
> nel campo "Visualizza i risultati ordinati per" e vedrai anche la MOVM
> del nostro.
Vero.
Grazie e ciao.