Grazie a tutti
Ciao
L'Antipatico ( malgrado il nick....)
> Cerco quindi di raccogliere delle notizie su queste installazioni
> dismesse.
> Qualcuno di voi ha notizie? Da chi erano in effetti presidiate? Quali
> missili schieravano? Quali reparti le sorvegliavano?
Sembrerà assurdo, e probabilmente lo è, ma le basi dei Nike sono
sempre state un argomento molto delicato per l'AMI, anche oggi nel
2005. Tutte le informazioni sono sempre state pubblicate goccia
a goccia, o non pubblicate per nulla. Vorrei aiutarti, ma preferirei
che lo facesse qualche _civile_.
--
Davide
"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."
(Massima Zen)
http://www.cansiglio.it/Immagini/alan.htm
--
L'Antipatico (buon sangue non mente)
Beh mi pare logico, almeno per quelle attive e in funzione (non mi sognerei
neanche di pensarci). Ma per quelle ormai dismesse da più di 15 anni - e
passate praticamente alle amministrazioni civili - non ci dovrebbero essere
problemi. Comunque è chiaro che un appartenente alle Forze Armate non può
rivelare particolari ancora riservati. Ovviamente io voglio limitare il
campo a quelle installazioni che potrebbero essere riciclate come musei o
testimonianze della guerra fredda, cioè aperte ai civili perché prive ormai
di tutto (e già saccheggiate, come è successo alle opere terrestri di
fortificazione del nord-est). Intanto metto a disposizione del NG questo
articolo sulle basi dei missili balistici in Puglia degli anni Sessanta:
Anni '60: la storia dei missili a testata nucleare sulla Murgia
Chi sale da Gravina, in provincia di Bari, verso il "Bosco", in località
"Difesa grande", e si guarda intorno con un poco di pazienza, trova, in
mezzo agli alberi, una casetta abbandonata e tre piattaforme rotonde di
cemento armato, ormai coperte di sterpi. Nessuna indicazione che si è di
fronte ad una delle pagine drammatiche della guerra fredda che ha portato in
Puglia trenta missili Jupiter, con testate nucleari ciascuna cento volte più
potente delle bombe atomiche esplose a Hiroshima.
La storia era cominciata nel settembre 1958 quando gli americani, allora era
presidente Eisenhower, insistettero presso il governo italiano perché
accettasse l'installazione di alcuni missili a gettata intermedia, con
testate nucleari, in grado di colpire i paesi satelliti dell'Unione
sovietica come Albania, Romania, Bulgaria, e alcune partii occidentali della
stessa URSS. Le trattative durarono a lungo (rigorosamente segrete) non
certo per ottenere garanzie sulla sicurezza del popolo italiano, ma per
cercare di spillare più quattrini dagli americani in cambio di questa nuova
servitù militare.
La storia è stata raccontata con grandi dettagli, ricavati dai documenti
segreti militari, resi accessibili grazie ad una speciale legge americana
sulla "Libertà di accesso alle informazioni", dal prof. Leopoldo Nuti, dell'
Università Roma Tre, in vari articoli che sono stati anche utilizzati per un
recente libro di Philip Nash sui "Missili di ottobre", pubblicato dall'
Università della North Carolina.
Come località per l'installazione dei missili fu scelta la Puglia, per la
sua posizione orientale, più vicina al "nemico"; il quartier generale fu
installato a Gioia del Colle dove i primi missili arrivarono dal febbraio al
settembre 1960; oltre che a Gioia, i trenta missili furono schierati in
altre nove postazioni, quasi allineate da nord-ovest a sud-est: Spinazzola,
Gravina, Acquaviva delle Fonti, Altamura (due postazioni), Irsina, Matera,
Laterza, Mottola.
I missili usavano come carburante cherosene e come ossidante ossigeno
liquido e ciascuno era dotato di una bomba a fusione, una bomba H, insomma,
da 1,45 megaton, con una potenza distruttiva, come si è detto, cento volte
superiore a quella delle bombe che rasero al suolo Hiroshima e Nagasaki.
Quando ho visto per la prima volta la piazzola abbandonata di Gravina mi
sono chiesto chi ricordasse, in Puglia, questa importante pagina della
storia militare della guerra fredda, un periodo in cui sulla testa degli
abitanti della regione sono state sospese bombe H per una potenza
distruttiva equivalente a quella di 50 milioni di tonnellate di tritolo. Una
drammatica situazione, ben nota al governo italiano che sapeva che si
trattava di "missili obsoleti, pericolosi e non molto efficaci".
Senza contare che le basi missilistiche americane in Puglia erano sotto il
tiro diretto dei missili collocati nelle simili basi, collocate nell'Europa
orientale, e che la popolazione della Puglia sarebbe stata immediatamente
colpita dalle bombe atomiche sovietiche se anche un solo missile, anche per
errore, fosse partito da Gioia del Colle o Gravina o Spinazzola.
Per la costruzione delle piazzole e dei depositi del carburante e delle
bombe, devono pur essere stati impiegati muratori, operai, imprese di
costruzioni, devono pur essere circolati, per mesi, camion carichi di
cemento e degli stessi missili, devono pure essere andati avanti e indietro,
soldati americani e italiani. Le piazzole di Gioia del Colle erano dentro la
base militare, ma le altre erano in aperta campagna, in zone impervie; i
missili erano in postazione verticale, pronti al lancio, visibili dalle
strade vicine. Possibile che nessuno ricordasse niente ? Ho interpellato
tante persone, anche i comunisti, quando ancora c'erano, gli unici che a suo
tempo avevano protestato contro i missili in Italia, ma senza successo. Dopo
la pubblicazione di un articolo sulla "Gazzetta del Mezzogiorno", alcuni
giornalisti pugliesi, Pasquale Doria, Emilio Oliva, Armando Fizzarotti, sono
andati a cercare e hanno fotografato quel poco che resta delle basi nucleari
pugliesi e hanno intervistato poche persone che ricordavano i missili e
tante altre che non sapevano niente. Gli articoli sono stati pubblicati
nello stesso quotidiano dal 7 al 12 febbraio 1999. Forse sarà pubblicato un
libro su tali eventi.
Le ricerche del prof. Nuti spiegano bene che tutte le operazioni di
installazione dei missili Jupiter in Puglia furono condotte sotto un
rigoroso segreto.
I militari americani erano meno di quattrocento e in ogni piazzola l'
eventuale lancio poteva avvenire soltanto con l'uso di due "chiavi" di
sicurezza, nelle mani di due ufficiali, uno americano e uno italiano.
Nel gennaio del 1961 al presidente americano Eisenhower, che aveva insistito
per l'installazione di bombe atomiche nei paesi europei, successe Kennedy,
con una nuova politica di distensione nei confronti dei sovietici e del loro
presidente Krusciov.
La storia di quei trenta missili nucleari in Puglia finisce con la crisi
cubana; come i lettori ricordano, nell'ottobre 1962 gli americani scoprirono
che una nave sovietica stava trasportando dei missili nucleari a Cuba e
Kennedy minacciò la guerra contro l'URSS se le navi fossero arrivate nell'
isola caraibica.
Si ebbero frenetici contatti fra Kennedy e Krusciov e intervenne anche il
Papa Giovanni XXIII: alla fine i missili sovietici tornarono indietro e l'
America si impegnò a ritirare i trenta missili Jupiter dalla Puglia e gli
altri quindici installati in Turchia.
Veloci e segreti come erano arrivati, i missili delle basi pugliesi furono
smantellati fra l'aprile e il giugno 1963, lasciando i ruderi delle piazzole
di lancio; durante i movimenti pacifisti degli anni ottanta, quando Reagan
voleva installare i missili americani a Comiso, il deputato, poi senatore,
pugliese Lops (ora morto) ed io proponemmo che i ruderi della base di
Gravina, quelli forse meglio conservati, fossero trasformati in un parco
nazionale dalla pace, a dimostrazione che i missili possono anche essere
installati, ma possono anche andarsene, se vi è una volontà politica. Nel
caso dei missili pugliesi, a dire la verità, per quanto ne so, una volontà
politica e una protesta popolare per liberarsi dei missili non c'è stata,
anche perché, a quanto pare, ben pochi in Puglia si resero conto del
pericolo a cui erano esposti.
La nostra proposta, naturalmente, non ebbe seguito. Una iniziativa del
Comune di Gravina di acquisire lo spazio della base abbandonata fu bloccata
dai militari e i ruderi sono ancora lì. Peccato, perché la conoscenza e il
ricordo del passato possono evitare errori futuri. In un mondo in cui
esistono ancora trentamila testate nucleari, 5000 delle quali pronte a
partire, una domanda di pace e di disarmo nucleare proprio dalle città
pugliesi, che le bombe nucleari hanno avuto nel proprio territorio e che
sono state esposte, quarant'anni fa, ad un grave pericolo, avrebbe avuto (e
avrebbe ancora oggi) un significato importante.
Giorgio Nebbia
Ciao a tutti
L'Antipatico (quando il nick dice già tutto....)
Potresti citare anche la fonte per favore?
> certo per ottenere garanzie sulla sicurezza del popolo italiano, ma per
> cercare di spillare più quattrini dagli americani in cambio di questa nuova
> servitù militare.
Lascia perdere, ho capito.
A parte il punto politico che c'è nell' articolo, è indubbio che l'
argomento sia interessante; ad esempio a me ha sempre incuriosito sapere
dei Lance in Veneto puntati verso le direttrici del Friuli... Cmq se i
mod ritengono che sia un argomento troppo recente per entrare nella
discussione del NG lo dicano!
Ciao,
Ander
ciao
Amedeo
P.S. Mi sembra strano che nessuno o quasi ricordi i missili Jupiter a Gioia
del Colle visto che erano talmente visibili ed esposti che gli americani
erano parecchio preoccupati della relativa facilità di possibili operazioni
di sabotaggio.
P.P.S. Per quanto concerne la riservatezza dell'AMI sui Nike, mi sono sempre
chiesto se tale riservatezza fosse più dovuta alla possibilità di impiego
superficie-superficie con testata nucleare per tali missili, piuttosto che a
nascondere segreti di pulcinella riguardo un sistema SAM relativamente
obsoleto.
>Cmq se i mod ritengono che sia un argomento troppo recente per
>entrare nella discussione del NG lo dicano!
Risposta breve. L'argomento del thread è In Tema (IT), ovviamente
finchè si discute serenamente di storia militare e di armamenti.
Risposta lunga. Il Manifesto di it.cultura.storia.militare
(http://digilander.iol.it/icsm.moderato) elenca fra gli argomenti
di interesse del newsgroup:
<< 1. La storia degli armamenti, nel loro sviluppo tecnologico e nel
ruolo che tale progresso ebbe ai fini dell'arte della guerra
2. La storia della tattica e della strategia nei loro aspetti
dottrinali: dall'uso della cavalleria presso le società antiche fino
alle dottrine sulla guerra aerea; da Clausewitz a Sun-Tzu; dalle
teorie sulla guerriglia alla guerra nucleare.
3. La storia del pacifismo e del bellicismo, del riarmo e del disarmo
soltanto nella misura in cui la discussione sia rilevante per la
comprensione di eventi militari, fermo restando il carattere
storiografico e non ideologico o propagandistico della discussione. >>
Il gruppo di moderazione ritiene di conseguenza l'argomento IN TEMA
sul newsgroup tuttavia, considerando che la presenza di basi Nato /
Usa in territorio italiano è oggetto del dibattito politico attuale,
richiama l'attenzione sui punti b.1 , b.2 e b.3 del Manifesto:
<< b.1. Storia e attualità.
[...]
Le discussioni relative ad avvenimenti recenti saranno considerate In
Tema purchè propongano una lettura esclusivamente tecnica priva di
qualsiasi riferimento al dibattito politico attuale.
[...]
b.2. Storia e etica.
Gli interventi dovranno essere finalizzati unicamente all'indagine
storica e storiografica evitando di concentrarsi sui risvolti etici
degli eventi in discussione. Non saranno in nessun caso ammessi
articoli volti a esaltare o condannare culture, ideologie, dottrine
politiche e morali.
Interventi volti ad affermare il primato morale di una parte
sull'altra e, relativamente ai crimini di guerra, paragoni tesi a
giustificare o condannare le azioni di una parte sulla base della
condotta della controparte saranno considerati Fuori Tema.
b.3. Storia politica.
Fatte salve le indicazioni precedenti, le discussioni relative
all'operato di personaggi politici, governi e istituzioni sono da
considerarsi In Tema soltanto se connesse ad un argomento di carattere
storico militare.
Si rimanda a it.politica e it.politica.internazionale per il confronto
ideologico e l'attualità politica e a it.cultura.storia e
it.cultura.storia.moderato per la storia politica. >>
Per il gruppo di moderazione: Damnpuck
### segue su it.news.moderazione ###
Scusate avevo dimenticato la fonte:
Giorgio Nebbia articolo per www.altramurgia.it
Il link esatto dell'articolo č:
http://www.altramurgia.it/html/modules.php?name=News&file=print&sid=53
Nel web qualcosa si trova, appena raccolgo dati vi faccio conoscere dati e
fonti
L'Antipatico
> piuttosto che a
> nascondere segreti di pulcinella riguardo un sistema SAM relativamente
> obsoleto.
Difatti io ho beccato un passato un sito web in cui era detto proprio di
tutto sui Nike, fin nei minimi dettagli.
purtroppo non ho più il link, comunque vale la pena cercarlo.
(Mi sembra di ricordare che il Link fosse segnalato in
designation-systems.net ma non ci giurerei...)
Saluti,
Dott. Piergiorgio.
> Difatti io ho beccato un passato un sito web in cui era detto proprio di
> tutto sui Nike, fin nei minimi dettagli.
> purtroppo non ho più il link, comunque vale la pena cercarlo.
> (Mi sembra di ricordare che il Link fosse segnalato in
> designation-systems.net ma non ci giurerei...)
Immagino fosse
http://www.nikemissile.org/index.html
Oppure uno di quelli segnalati nello stesso, voce "Links".
Ovviamente, c'è un piccolissimo dettaglio: _NON_ è un sito italiano.
> P.P.S. Per quanto concerne la riservatezza dell'AMI sui Nike, mi sono
> sempre
> chiesto se tale riservatezza fosse più dovuta [...]
Direi che ti sei risposto da solo.
Pippo
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Mah, più che altro le prestazioni e la dottrina di impiego. Ma è un
interesse a livello di curiosità, perciò se devi stare a fare ricerche
non ti preoccupare!
Ander
> Per chi fosse interessato, ve ne sono un paio in zona Scorzè e Peseggia,
> non so se siano attive, ma ultimamente sono state pagate agli abitanti
> della zona le "indennità missili" per la vicinanza delle lora case alle
> basi.
>
> Pippo
Le città di Scorzè e Peseggia sono in Provincia di Venezia.
Le basi sono in mezzo ai campi e sono difficili da vedere,
però non si sa se sono in disuso o no. So che ogni tanto dei
militari fanno manutenzione alle strutture.
Invece una base la quale è in disuso e dove c'erano 3 batterie
di missili Nike si trova a fianco della statale che va da Portegrandi
a San Donà di Piave provincia di Venezia. Qualche km dopo Portegrandi
troviamo sulla sx questa base la quale è in completo stato di abbandono
e dove su un muro c'è ancora l'insegna della NATO.
Ciao
>
>Nel web qualcosa si trova, appena raccolgo dati vi faccio conoscere dati e
>fonti
>
qui c'e' un elenco, non completo, delle basi in Italia:
http://ed-thelen.org/loc-i.html#Italy
Saluti
Stefano
http://www.caisomma.it/fotografie4.asp?idimg=200408&titolo=Ronc%C3%A0%20-%20Verona
Le ultime al fondo della pagine: c'č anche la foto di una piazzola di lancio
del missile. Qualcuno di voi č salito fin lě?. Ci potremmo fare una gita...
L'Antipatico
>P.P.S. Per quanto concerne la riservatezza dell'AMI sui Nike, mi sono sempre
>chiesto se tale riservatezza fosse più dovuta alla possibilità di impiego
>superficie-superficie con testata nucleare per tali missili
Per caso conosci la gittata per l'impiego superficie-superficie?
Ciao, F.
it.cultura.storia.militare
> Le città di Scorzè e Peseggia sono in Provincia di Venezia.
Per la precisione la base, che dista circa 300 mt in linea d'aria da
casa mia e' una sola e si trova a Peseggia (che e' poi frazione di
Scorze').
Non sono a conoscenza di altre basi nei vicini paraggi.
> Le basi sono in mezzo ai campi e sono difficili da vedere,
> però non si sa se sono in disuso o no. So che ogni tanto dei
> militari fanno manutenzione alle strutture.
La base e' in disuso ormai da anni, ed e' visibile dalla strada quando
il grano non e' in stagione.
Hanno persino aperto un'attivita produttiva confinante con le
recinzioni della base stessa.
Altra prova dell'abbandono definitivo, e' stata la comunicazione che le
indennita' per la vicinanza alla base sono terminate.
La struttura pero' sembra essere soggetta a manutenzioni saltuarie.
A questo proposito, ne approfitto per chiedere il significato del
cartello con la scritta "2010" (se non ricordo male) che indica
l'ingresso della base.
--
Nicola
In soldoni i vettori (circa cento) erano in dotazione al 3° Gruppo Missili
(facente parte della Brigata Missili) articolato su tre batterie da tre
lanciatori l'una.
La gittata del missile era di 150km e l'utilizzo era (principalmente)
nucleare contro le colonne avanzanti del PdV (preferibilmente non su
territorio italiano). Le testate convenzionali con submunizioni erano di
proprietà dell'EI mentre quelle nucleari (settabili a 20/40/60kt) rimanevano
sotto custodia USA fino all'ora R. Da quel momento venivano messe a
disposizione degli italiani.
ciao
Amedeo
"Ander" <anderdo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:34ps8bF...@individual.net...
ciao
A.
Però, non era simpatico abitare vicino a una base missilistica, anche se
c'era l'inndenità di vicinanza. Meno male che ora sembra dismessa. Hai mai
visto i missili schierati sulle rampe di lancio? Mi hanno detto che a Passo
Coe talvolta li tiravano fuori dagli shelter e li schieravano, ma quando ciò
avveniva le auto non si potevano fermare sulla strada provinciale e li
vedevi solo se eri nei campi circostanti.
Comunque se fanno ancora manutenzione è sotto controllo delle forze armate,
conviene aspettare che la dismettano del tutto per visitarla.
Ciao e grazie
L'Antipatico
> La gittata del missile era di 150km e l'utilizzo era
> (principalmente) nucleare contro le colonne avanzanti del
> PdV (preferibilmente non su territorio italiano). Le
> testate convenzionali con submunizioni erano di proprietà
> dell'EI mentre quelle nucleari (settabili a 20/40/60kt)
> rimanevano sotto custodia USA fino all'ora R. Da quel
> momento venivano messe a disposizione degli italiani.
Che cos'è l'ora R?
--
Non ho fatto il .
> > Per la precisione la base, che dista circa 300 mt in linea d'aria da
> > casa mia e' una sola e si trova a Peseggia (che e' poi frazione di
> > Scorze').
> > Non sono a conoscenza di altre basi nei vicini paraggi.
>
> Però, non era simpatico abitare vicino a una base missilistica, anche
> se c'era l'inndenità di vicinanza.
Assolutamente no.
Sapevamo che, probabilmente, in caso di attacco saremmo stati tra i
primi ad andarcene. :-L
> Hai mai visto i missili schierati sulle rampe di lancio? Mi hanno
> detto che a Passo Coe talvolta li tiravano fuori dagli shelter e li
> schieravano,
No, ma un paio di volte ho visto che li spostavano a coppie al traino.
:)
--
Nicola
> Che cos'è l'ora R?
L' inizio della Fine della Civiltà, ossia la Terza Guerra Mondiale come era
intesa durante la Guerra Fredda.
Saluti,
Dott. piergiorgio.
>> Che cos'è l'ora R?
>
> L' inizio della Fine della Civiltà, ossia la Terza Guerra
> Mondiale come era intesa durante la Guerra Fredda.
Due domande:
1. perché R e non S o T?
2. quando scattava esattamente, trattandosi di _ora_ e non
di _giorno_?
Grazie.
> 1. perché R e non S o T?
Non so; penso, data la natura, che R venga da Revelation, cioe' il Libro
dell' Apocalisse.
> 2. quando scattava esattamente, trattandosi di ora e non
> di _giorno_?
Anche qui non so dire; determinare l' orario di un attacco nucleare globale
tra due blocchi che occupano diversi fusi orari dipende da una serie di
fattori tra di cui la natura dello stato di crisi antecedente allo
"showdown".
Saluti,
Dott. Piergiorgio.
Amedeo Matteucci wrote:
> Ma no, quali ricerche! Te l'avevo chiesto perché in passato me ne ero
> interessato anch'io ed avevo tirato fuori qualche cosa.
Grazie per la risposta!
Ander
>> Per caso conosci la gittata per l'impiego superficie-superficie?
> Cento miglia nautiche.
Nel post pubblicato ieri da Antipatikos si specificava che:
> Maximum range of the Hercules missile in the surface-to-surface
> mode was slightly over 110 miles, and was limited by the effective
> transmission range of the Missile Tracking Radar (MTR).
Mi chiedo se lo "effective" di cui sopra sia legato alla potenza di
emissione, oppure all'orizzonte visibile dal sito, essendo la Terra
rotonda. In questo secondo caso, se si solleva il sito...
In effetti, a me lasciava una strana impressione l'idea di una base per i
Nike sulla cima del Grappa... ;)
Mi ricordo che li' c'era una palazzina piuttosto mesta, un grosso traliccio
per un'antenna, una piccola baracca in lamiera... forse all'epoca della mia
visita m'era sfuggito qualcosa (c'era nebbia fitta, quel giorno), oppure
sono a ricordare male, ma non ce lo vedo molto lo spazio per scaricare e
mettere in batteria i Nike (almeno, non all'interno dell'area recintata).
Che quella base funzionasse come una sorta di "stazione d'illuminazione"?
ciao. dino.
--
Remove "no" and "spam" to e-mail
La base Nato del massiccio del Grappa se non ricordo male era formata da tre
o quattro segmenti.
1) La caserna posta a Nord vicino al sacrario se non erro con il radar da
scoperta.
2) La base con gli schelder ed i missili piu' a nord ancora vicino
all'osteria forcelletto (non si sa mai generi di conforto)
3) una base piu' in basso degli schelder con posti di guardia ed una pista
elicotteri , non so se utilizzavano una quarta parte interrata o in grotta.
Ma vado a ricordo, il "comico" e' che x la bonifica dei capannoni e degli
schelder avrebbero dovuto asportare il materiale mentre la ditta ha fatto
3-4- montagnole con sotto il materiale e sopra la terra asportata da poco
lontano , non andateci a funghi..........
Ciao
>
>In effetti, a me lasciava una strana impressione l'idea di una base per i
>Nike sulla cima del Grappa... ;)
>
>Che quella base funzionasse come una sorta di "stazione d'illuminazione"?
>ciao. dino.
Ho visitato pure io il posto, dopo l'abbandono.
Da quello che ho sentito dire, si trattava di un sito radar per il
"tracking" dei bersagli.
Saluti
Stefano
Se c'erano gli shelter e le rampe dovevano eserci quindi per forza i Nike
Hercules. Passo Coe aveva tre rampe di lancio, penso che anche la base del
Forcelletto ne avesse tre, ma disposte su altopiani sfalsati. Uno dei motivi
che ha spinto il genio militare ad intraprendere la bonifica dell'area
sembra che sia stata proprio la presenza degli shelter sotterranei, i cui
portelloni erano diventati pericolosi e qualche visitatore, penetrato nella
base attraverso la recinzione ormai bucata in piů punti, poteva cadervi
dentro. Mi hanno anche detto che la base Forcelletto era diventata il
rifugio dei tossici e dei no-global che vi avevano anche fatto varie feste
rave.
L'Antipatico
Ok, sono io che mi sono perso qualcosa... :)
> 3) una base piu' in basso degli schelder con posti di guardia ed una pista
> elicotteri , non so se utilizzavano una quarta parte interrata o in grotta.
La base era contigua (pochi metri) alla galleria della prima guerra
mondiale...
ciao
Amedeo
ciao
A.
> Credo che non sia l'orizzonte radar a causare la limitazione di gittata
> [...] piazzare i siti Nike su alture è più per
> avere comunque una LOS sui possibili bersagli
A me sembra esattamente la stessa cosa.
ciao
A.