Grazie
Ciao a tutti,
Paolo
--
"A little less conversation, a little more action"
Elvis Presley
>E' un corso strano, perchè oltre a materie come Relazioni internazionali,
>diritto internazionale ci mettono materie come matematica, fisica, chimica.
>Un mio amico che ci si era iscritto ha detto che il programma di queste
>materie strane era generico, quindi non applicato a cose concrete di
>interesse "militare". Di interessante c'è che alcune materie sono insegnate
>da militari, ma si limitano ad esempio alla storia delle istituzioni
>militari e alle operazioni di peace keeping, senza pensare chissà cosa
però.
>Sostanzialmente questo corso non mi convince, ma posso sbagliarmi.
No, non ti stai sbagliando.
La mia domanda voleva semplicemente confermare questo.
Sono in possesso di due Lauree, una in ingegneria e la seconda acquisita per
DL (un falso clamoroso ma legale ottenuto in qualità di ex ufficiale di
accademia in congedo) in Scienze Strategiche.
Siccome nel mondo dell'industria sta veramente buttando male, mi chiedevo se
questa pseudolaurea servisse a qualcosa: che so io qualche concorsino per
ritornare per un pò di anni sotto mamma Stato.
Giusto così per riciclarsi un pò... non è un peccato lo fanno un pò tutti...
Interrogando la gazzetta ufficiale non esistono concorsi che richiedano
questa pseudolaurea e non è riconosciuta nemmeno l'equiparabilità ad altri
titoli in sede di concorso, come si evince dal link:
http://www.murst.it/cun/novita/notizie-112.html
Equiparazione che invece accade regolarmente per i "normali" corsi di
Laurea.
A prescindere dalla considerazione che, il mondo accademico e civile, ha
della stessa, come si evince dal link:
http://www.iac.rm.cnr.it/~spweb/spazio%20dibattiti/responsabilita.html#mart2
non mi sembra un titolo spendibile: semplicemente aria fritta che serve a
concede il gusto a qualche rincoglionito in pensione di farsi chiamare
"Dottò".
All'università vige ormai il motto: "Un tozzo di pane e del Dottore non si
nega mai ad alcuno". In questa sede è perfettamente applicato.
A pensare che ho investito 500.000 vecchie lire....
Oh, lo dico semplicemente per coloro che pensano di avere tra le mani
qualcosa di negoziabile nel mondo del lavoro civile...
Ma forse quando ci sarà qualche richiesta papabile, genereranno la leggina
ad hoc...
speriamo di rientrarci come per la pseudolaurea in Scienze Strategiche
;-))))
Saluti
Il corso di Laurea Interfacoltà di Scienze Strategiche, nata inizialmente a
fine del '99 come una costola di Scienze Politiche, è una vera e propria
laurea rilasciata dall'Università degli Studi di Torino.
Questo tipo di laurea nasce da un accordo tra le Università di Modena (città
in cui ha sede l'Accademia Militare, ove gli allievi svolgono i primi 2 anni
di corso e conseguono il grado di Sottotenenti) e di Torino (città in cui ha
sede la Scuola di Applicazione, ove i neo Ufficiali svolgono ulteriori 3
anni di corso e conseguono contemporaneamente la laurea suddetta e il grado
di Tenente) con lo Stato Maggiore dell'Esercito (SME), per dare la
possibilità di fornire agli Ufficiali in servizio permanente della Forza
Armata la possibilità di conseguire un titolo di studio adeguato alla nuova
professionalità a cui le FFAA sono oggi chiamate, oltre che garantire (non è
scritto da nerssuna parte, ve lo dice un addetto ai lavori) il trattamento
economico dirigenziale al futuro grado di Uffiali superiori (da maggiore in
sù, per intenderci).
Perchè proprio una Laurea in Scienze Strategiche? Beh, la storia in breve è
questa: da circa 15 anni l'iter formativo degli Ufficiali dell'E.I.
prevedeva la possibilità di conseguire la laurea a seconda dell'indirizzo di
studio scelto al momento dell'ingresso nell'Accademia di Modena e
compatibilmente alla mostrina indossata (es. Scienze dell'Informazione per
trasmettitori e artiglieri, Ingegnieria per i genieri, Economia e Commercio
per glim amministratori, Scienze Politiche per i fanti e cavalieri, etc..).
Il titolo di laurea si conseguiva, come a tutt'oggi, in modo gratuito.
Nell'ultimo scorcio degli anni '90 però accadde qualcosa che non faceva
quadrare i conti allo SME : e cioè la vera e propria "fuga" dalla Forza
Armata di decine e decine di giovani Ufficiali (nei gradi di Capitano e
Tenente, circa 200 in soli 7 corsi da una mia stima), guarda caso tutti in
possesso di quel titolo di laurea conseguito sì col vero e proprio sudore
della fronte (e non scherzo mica...) ma in modo gratuito (anzi, con un
rispettabile stipendio, soprattutto per coloro che come il sottoscritto
provengono al buon 80% dei casi dal Sud) e che, allo scadere della ferma
minima obbligatoria prevista (ma aggirabile col meccanismo
dell'aspettativa), hanno trovato un più conveniente, in termini di libertà
personale, e meglio ancora retribuito, posto di lavoro nel mondo civile (a
onor del vero i più avvantaggiati sono gli informatici, seguono poi gli
altri).
Una "fuga", è bene precisarlo, resa più accentuata dallo sfascio sistematico
a cui la nostra valorosa Forza Armata si è trovata a fronteggiare durante
l'abbondante quinquennio della sinistra al potere (e chiedo scusa a chi non
la pensa come me), dove, in un infernale e dissennato turbinio di
scioglimenti di reparti e enti, accorpamenti di regioni militari e
trasferimenti indiscriminati (e con le inevitabili problematiche di
sistemazione presso le nuove sedi, incertezze sulla vita professionale
futura, pendolarismo esasperato e, in certi casi, di dissoluzione di nuclei
familiari) la domanda più ricorrente per questi giovani Ufficiali, magari
non proprio sorretti da un garibaldino spirito d'amor patrio, era : "ma
perchè non provarci, e al diavolo disagi e incertezze?"
Da qui l'idea della creazione di questo corso di Laurea, ben accolto dalle
suddette Università per la pioggia di fondi che ricevono dalle iscrizioni
(lo spieghierò poco più avanti), che pur conservando all'interno degli
indirizzi di tipo tecnico o umanistico (e quindi le materie sono diverse da
indirizzo a indirizzo), unifica tutti i futuri Ufficiali dell'Esercito con
tale titolo che, è qui il colpo di genio vero e proprio, non risulta
spendibile verso il mondo di fuori (almeno per ora, perchè eccettuata la
carriera diplomatica(!), non ho notizia di nessuna istituzione statale o
privata che cerca laureati in Scienze Strategiche).
Al corso interfacoltà di Scienze Strategiche sono iscritti, come spiegato
fin qui, gli Ufficiali in servizio permanente dell'Esercito, ed e aperto
anche a tutti i civili che vogliono farlo (pagando le tasse, ovvio); qui a
Torino sono inoltre iscritti molti civili provenienti dal corso di Laurea in
Scienze Politiche, ma anche diplomatiche, che hanno l'occasione di prendere,
con un conguaglio di pochissimi esami, una seconda laurea valida atutti gli
effetti di legge.
Le lezioni si tengono proprio presso gli Istituti militari che menzionavo
prima, e a Torino, quindi, presso la Scuola di Applicazione di via Arsenale
22, proprio nelle stesse aule gomito-a-gomito con gli Ufficiali (loro
comunque indossano la divisa, per i civili è solo richiesto un abbigliamento
consono all'onorabilità dell'Istituto - e non sono accettate "okkupazioni"
stile '68 ! Scherzo...).
I docenti sono tutti civili, e di elevatissimo prestigio a livello nazionale
(fra questi, lo storico Prof. Giorgio Rochat, l'Ing. Balossino e il Fisico
Prof. Barberis studiosi anche della Sindone, la Prof.ssa e sociologa Marina
Nuciari, e molti altri).
Presso l'Università di Torino è comunque attivo uno sportello
informativo-segreteria in via Verdi 15 (011-6703033); altre informazioni si
possono comunque avere presso la stessa Scuola di Applicazione o l'Accademia
Militare di Modena (anche sullo stesso sito dell'E.I. :
www.esercito.difesa.it).
Dimenticavo : il titolo di laurea è stato conferito, ed è questa l'unica
indigeribile stranezza, a tutti gli Ufficiali dell'E.I. che hanno
regolarmente frequentato gli istituti miliatri dell'Accademia e della Scuola
di Applicazione fino, mi pare, al 1987: gli iter di allora prevedevano 2
anni a Modena e 2 anni a Torino, si conseguivano deglia esami in diversi
indirizzi, ma non si otteneva la Laurea, e il raggiungimento di essa era
ottenibile solo se l'interessato aveva cura di iscriversi di tasca propria
(quindi solo in pochissimi casi). A seguito dell'opportuna creazione di
questo nuovo corso di laurea, dimostrando di avere un curriculum militare in
regola, di aver frequentato entrambi gli Istituti prima della data
summenzionata, e pagando una modica tassa di 500.000 Lire (fatevi il calcolo
in euro, e pensate ai bei sodini piovuti per l'università di Torino...), la
Scuola di Applicazione, per tramite della stessa Università di Torino, ha
rilasciato la bella pergamena attestante il titolo di Laurea. Bello, vero?
Se penso al sangue versato sulla mia tesi...
Scusate se v'ho annoiato. Ciao a tutti
Credo vi sia anche dell'altro. Corsi simili (cioe' "strani") sono presenti
anche nelle universita' americane. Se ne servono come fonti di
reclutamemento sia l'FBI che la CIA.
Quindi credo che il corso in "scienze strategiche" sia un ottimo trampolino
di lancio per giovani coraggiosi, con senso del dovere e che abbiano la
fedina penale pulita. Se sono pure bravi e capaci e' ancor meglio.
Se ho ragione, non si tratta certamente di un corso inutile
Ciao Francesco
>Al corso interfacoltà di Scienze Strategiche sono iscritti, come spiegato
>fin qui, gli Ufficiali in servizio permanente dell'Esercito, ed e aperto
>anche a tutti i civili che vogliono farlo (pagando le tasse, ovvio);
Domanda stupida: sei sicuro che sia aperto anche ai civili?
Qualche anno fa avevo contattato l'uni di Torino e mi era stato
risposto che si trattava di un corso riservato unicamente ai militari.
Grazie in anticipo.
BYe
Damnpuck
--
It.Cultura.Storia.Militare On-Line: www.icsm.it
Ciao a tutti e fatemi sapere se avete bisogno di qualche altra info.
"Damnpuck" <damn...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:t4nh1vkv49idkklmk...@4ax.com...
> Rispondo sia a Francesco che a Damnpuck :
> 1°) non ho detto che il corso sia stupido e inutile, anzi ci si fa un bel
> mazzo, ve l'ho assicuro e dà moltissime soddisfazioni;
> 2°)che sia apertissimo ai civili è sicuro come il sole : io ci lavoro nella
> Scuola di Applicazione...
Il corso in Scienze Stategiche è riservato agli Allievi Ufficiali
dell'Accademia Militare di Modena.
Saluti
Antonella Quarta
uo...@unimo.it
Questo post è del 21/4/2001 in risposta ad una mia richiesta.
E' dunque cambiato qualcosa?
Stiamo passando un momentaccio, speriamo che finisca.
Ciao,
Confermo: di nome, è una laurea, di fatto è una ameba.
Apro una parentesi specificando, che ancora una volta
l'istituzione è arrivata tardi cercando, non di accrescere la propria
immagine, ma emulando il mondo del privato che a sua volta non
brilla per successo:
oggi il valore di scambio di tutte le lauree è molto basso a causa
dell'eccesso di laureati in tutti i settori.
Oggi il sistema produttivo (di manifattura e di servizi) espelle le
professionalità (a tutti i livelli) per effetto dell'incremento
dell'efficienza e del trasferimento produttivo in zone dell'est.
L'uscita dal mondo dell'industria va ad alimentare, accrescendo
competizione, settori legati ai servizi ad esempio le università e le
scuole.
A loro volta stanno generando:
- un incremento di istituti formativi (le università oggi sono in ogni
capoluogo di provincia) "rubandosi" la materia prima (studenti),
obbligandosi così a fornire un elevato numero di laureati con un livello di
preparazione più basso;
- assorbono le professionalità (parte dei laureati) che nel mondo del
privato risultano in eccesso.
L'istituzione delle lauree brevi e l'esplosione dei corsi di laurea ha
amplificato poi l'effetto.
In fin dei conti le nostre aziende non richiedono elevata qualificazione in
quanto si investe poco o nulla in ricerca e sviluppo.
Talvolta il valore della laurea e del diploma viene drogato con aggiunte di
corsi e/o master con il solo scopo di alimentare l'altro mercato (sempre dei
servizi) che è rappresentato dal business (fondi per chi li organizza) di
corsi e master. Non voglio approfondire oltre l'argomento perchè estraneo al
NG e mostrerebbe in modo inequivocabile la deriva della nostra cultura.
>Questo tipo di laurea nasce da un accordo tra le Università di Modena
(città
>in cui ha sede l'Accademia Militare, ove gli allievi svolgono i primi 2
anni
>di corso e conseguono il grado di Sottotenenti) e di Torino (città in cui
ha
>sede la Scuola di Applicazione, ove i neo Ufficiali svolgono ulteriori 3
>anni di corso e conseguono contemporaneamente la laurea suddetta e il grado
>di Tenente) con lo Stato Maggiore dell'Esercito (SME), per dare la
>possibilità di fornire agli Ufficiali in servizio permanente della Forza
>Armata la possibilità di conseguire un titolo di studio adeguato alla nuova
>professionalità a cui le FFAA sono oggi chiamate, oltre che garantire (non
è
>scritto da nerssuna parte, ve lo dice un addetto ai lavori) il trattamento
>economico dirigenziale al futuro grado di Uffiali superiori (da maggiore in
>sù, per intenderci).
Infatti è un artificio perfettamente studiato per garantire in modo
indiscriminato un trattamento economico che spesso è spropositato per
prestazioni offerte e i risultati ottenuti.
Per carità so benissimo che per alcuni ufficiali superiori, il trattamento
anche se a livello dirigenziale è veramente misero. Ma per la stragrande
maggioranza rappresenta una enormità, sempre rispetto a prestazioni e
risultati ottenuti, soprattutto se paragonato al mondo del privato.
Tuttavia mi rendo conto che, non essendo misurabili le mie affermazioni,
quello che dico è aria fritta.
>Perchè proprio una Laurea in Scienze Strategiche? Beh, la storia in breve è
>questa: da circa 15 anni l'iter formativo degli Ufficiali dell'E.I.
>prevedeva la possibilità di conseguire la laurea a seconda dell'indirizzo
di
>studio scelto al momento dell'ingresso nell'Accademia di Modena e
>compatibilmente alla mostrina indossata (es. Scienze dell'Informazione per
>trasmettitori e artiglieri, Ingegnieria per i genieri, Economia e Commercio
>per glim amministratori, Scienze Politiche per i fanti e cavalieri, etc..).
>Il titolo di laurea si conseguiva, come a tutt'oggi, in modo gratuito.
In parte falso. Fino alla fine degli anni 80. Gli unici che arrivavano in
prossimità della Laurea erano gli allievi dei Carabinieri ai quali mancavano
1 o 2 esami + tesi per conseguire la laurea in Giurisprudenza-
Commissariato/Sussistenza Armi varie ecc...
mancavano 5-6 esami alla Laurea in Economia Commercio ecc...
Nel caso della laurea in ingegneria mancavano a seconda dell'università in
cui ci si iscriveva dai 16 esami in sù + tesi di laurea
Poi c'è stato un breve periodo (ma io ero già out) durante il quale
si usciva già dottori ma questo per pochi corsi.
In genere dall'Accademia e Scuola di Applicazione non si usciva laureati ma
mancavano un certo numero di esami.
Questo fino all'introduzione della laurea in scienze strategiche che ha
benedetto Dottori cani e porci, del presente e del passato.
Una benedizione quella riconosciuta al vecchio ordinamento (ufficiali già
usciti dall'accademia o addirittura dal servizio attivo), che può anche
essere giusta, in quanto gli studi sostenuti sono stati realmente e
duramente superati, ma praticata, in malo modo:
formalmente e giuridicamente scorretta.
Formalmente, perchè è un maresciallo scoglionato che ti incorona dottore e
già questo è tutto un dire ed un valorizzare (senza nulla togliere al
maresciallo ovviamente).
Giuridicamente, in quanto sulla pergamena risulta che in quel giorno si era
a Torino per sostenere l'esame generale (tesi di laurea). Ovviamente per
tutti coloro che si sono vista riconosciuta la Laurea per DL risulta
difficile provare che quel giorno ed in tale data si trovavano a Torino per
discutere
la tesi.
Pertanto la Laurea si svalorizza da sè e siccome non c'è scritto se chi
l'ha sostenuta sia del vecchio o nuovo ordinamento.... insomma ci siamo
capiti.
>Nell'ultimo scorcio degli anni '90 però accadde qualcosa che non faceva
>quadrare i conti allo SME : e cioè la vera e propria "fuga" dalla Forza
>Armata di decine e decine di giovani Ufficiali (nei gradi di Capitano e
>Tenente, circa 200 in soli 7 corsi da una mia stima),
C'ERO ANCH'IO, C'ERO ANCH'IO ma un pò prima!!!!
Secondo me la fuga era già in atto alla fine anni 80 e nel primo
quinquennio degli anni 90.
Tutte vittime del mito efficientista, tecnocratico e finanziario.
Una bufala tremenda!!! A mesi ne vedremo gli effetti.
>guarda caso tutti in
>possesso di quel titolo di laurea
Assolutamente falso. Molti di quelli che fuoriuscivano se ne andavano,
spesso depressi :-(( addirittura prima dello scadere della ferma, senza
nulla e senza prospettive in tasca.
Ma perchè ci si chiederà? E diciamolo una volta per tutte il perchè!!!!
Non è normale farsi un culo della madonna per 4 anni più periodo di comando
e poi mandare a cacare una istituzione che in fondo è una buona
istituzione!!
La ragione è semplice: già nel periodo di tenenza c'era gente molta gente
figlia di papabili, che comandava
virtualmente la compagnia e trovava il modo di fare corsi, corsi di lingua,
studiare all'università per completare gli studi ecc....
Sfruttava poi la famosa (allora) legge 100 con giochini sui trasferimenti
che puntualmente avvenivano ogni 2 anni (e qui ci siamo capiti).
Questi ufficiali accumulavano punteggio e danari che sarebbero
venuti buoni in fase di valutazione alla successiva scuola di guerra mentre
c'erano colleghi che si snervavano (per carità il tutto per dovere) nel
gestirsi frustrati militari di leva scoglionati fino al midollo.
Spesso il problema principe, era montare coreografia e scenografia
per pseudoesercitazioni che servivano più per giustificare i
travel sheets per lo staff (e anche qui ci siamo capiti) che per verificare
l'efficienza.
Ma quel che peggio è che presso reparti, gli altrettanto frustrati Generali,
Colonnelli, Maggiori insomma la crema della dirigenza (quella che variava
dai 4 ai 6 milioni al mese senza il conto dei benefits a inizio anni 90)
appena conoscevano la tua aspirazione a conseguire la laurea ti davano
addosso.
Quindi oltre la frustrazione anche il danno con presa per il culo mentre i
colleghi
avanzavano....
Poi non faccio fatica a capire che la gente se ne andava.
A me è capitato proprio così.
Mi è rimasto impresso un giorno, il Generale comandante della Caserma
(poveretto spero sia morto di cancro al pisello) sapendo che la notte,
i sabati e le domeniche studiavo per laurearmi (e questi erano cazzi miei in
quanto nel mio tempo libero faccio quel che mi pare), mi chiamò a rapporto e
disse con tono minaccioso:
"ma perchè invece di studiare non vai a puttane?" Da quel giorno è stato
l'inferno una rottura di coglioni continua sicchè laurea o non laurea mandi
a cacare questo sistema dove invidia e la falsità dominano su tutto.
Altri 3 ex ufficiali che conosco hanno subito identica sorte.
Ovviamente è tutta questa stramaledetta società decadente che è così, ma con
un pò di pazienza ci si adegua.
Io mi sono adeguato a modo mio:
uscii dall'esercito che mi mancavano 17 esami (dei quali 9 pesantissimi)
+tesi+esame di stato.
In 3 anni mi sono laureato e ho chiuso il conto.
>conseguito sì col vero e proprio sudore
>della fronte (e non scherzo mica...) ma in modo gratuito (anzi, con un
>rispettabile stipendio,
Lo stipendio è stato istituito in tempi relativamente recenti ma ai miei
tempi c'era una squallida ma giusta decade...
>soprattutto per coloro che come il sottoscritto
>provengono al buon 80% dei casi dal Sud
Diciamo pure 90%... anche se coloro che sono fuoriusciti sono principalmente
settentrionali....
Quelli del sud che sono fuoriusciti ben difficilmente si sono ricollocati
nel privato:
avevano già il posticino nel pubblico.
>e che, allo scadere della ferma
>minima obbligatoria prevista (ma aggirabile col meccanismo
>dell'aspettativa), hanno trovato un più conveniente, in termini di libertà
>personale, e meglio ancora retribuito, posto di lavoro nel mondo civile (a
>onor del vero i più avvantaggiati sono gli informatici, seguono poi gli
>altri).
Sulla retribuzione avrei qualcosa da dire avendole vissute entrambe.
Diciamo che nell'immediato e per brevi periodi l'industria, può
apparentemente risultare maggiormente vantaggiosa.
Ma nel lungo periodo non c'è paragone: il pubblico paga anzi strapaga.
Grazie poi al governo d'alema (governo sinistro al quale i militari non
hanno reso- per fortuna -la cortesia alle ultime elezioni) hanno avuto in
termini di crescita economica e di carriera riconoscimenti davvero
significativi.
Per carità tutto legittimo, però non stiamo a piangere sul brodo grasso.
Per tenere conto degli stipendi nel privato, bisogna precisare che, come ho
accennato, siamo nel bel mezzo della 3^ rivoluzione industriale: vi è un
incremento di efficienza pazzesco e questo comporta un crollo degli stipendi
e delle
condizioni contrattuali.
Le aziende si stanno svuotando per automazione o per trasferimento in area
orientale. Vi è una fuoriuscita da aziende manifatturiere e di servizii che
è a dir poco spaventosa e che le autorità per dovere e per ottimismo folle
continuano a nascondere o ad ammortizzare con forme contrattuali alternative
al ribasso.
La fuoriuscita dal mondo delle aziende manifatturiere è compensata solo in
parte dal mondo dei servizi pertanto c'è una marea di gente che è a spasso
(a tutti i livelli).
Morale le aziende oggi dispongono di un serbatoio di addetti ai lavori che
è
notevole e ovviamente possono scelgliere al ribasso.
E' impensabile che nell'area privata a seguito di operazioni, ad esempio di
informatizzazione, rimanga costante il numero di persone a parità di
domanda.
Nel pubblico invece permane questa possibilità e di questo puoi
baciarti i gomiti.
Nel privato, industria o servizi che sia, si sta ripetendo quello che è
accaduto nella 1^ e 2^ rivoluzione industriale. Il tutto non avverrà in modo
indolore per questo prevedo ottime possibilità di applicazione delle
prestazioni di difesa in ambito nazionale.
Quindi la convenienza nel pubblico per stabilità ed interesse economico è
fuori discussione. Questo allora (inizio anni 90) e ancor di più oggi.
>Una "fuga", è bene precisarlo, resa più accentuata dallo sfascio
sistematico
>a cui la nostra valorosa Forza Armata si è trovata a fronteggiare durante
>l'abbondante quinquennio della sinistra al potere (e chiedo scusa a chi non
>la pensa come me),
Ma se è quella che vi ha dato di più in termini economici!!! Ha tentato di
comprarvi e non c'è riuscita!!!
Non bisogna avere pregiudizi. Capisco che la formazione militare non è di
sinistra, ma sarebbe bene essere riconoscenti, almeno nelle dichiarazioni,
a colui/coloro che hanno dato.
>dove, in un infernale e dissennato turbinio di
>scioglimenti di reparti e enti, accorpamenti di regioni militari e
>trasferimenti indiscriminati (e con le inevitabili problematiche di
>sistemazione presso le nuove sedi, incertezze sulla vita professionale
>futura, pendolarismo esasperato e, in certi casi, di dissoluzione di nuclei
>familiari)
La chiamano reingegnerizzazione di processo. Io ne sono un fan e oggi sono
un pentito anche se purtroppo non esiste alternativa.
Nel mondo privato le azioni di re-engeenering comportano tagli di personale
fino al 60%.
Quando dico tagli, parlo di gente che viene messa a casa definitivamente e
la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro viene definitivamente
esclusa.
La piccola percentuale che riesce a rientrare nel circolo accede a
condizioni economiche e di stabilità contrattuale decisamente peggiori.
Nel mondo del pubblico si soffre per carenze di efficienza e coordinamento,
ma non ci sono stati tagli.
Coloro che sono stati trasferiti hanno subito il disagio profumatamente
pagato tra una legge 100 e l'altra (o equivalente se è stata soppressa).
Si è mantenuto posto, non c'è stata interruzione di contributi, pensione,
nessuna cassa integrazione, nessuna mobilità, ecc...
Leggo poi incertezze sulla vita professionale? Vabbè ti mandi giù un pò di
magoni (come in qualunque settore-sottolineo qualunque) ma nel pubblico il
lavoro, ma sarebbe più corretto dire lo stipendio, non te lo toglie alcuno:
male che vada ti girano alla carriera prefettizia con un concorsino ad hoc.
Nel privato invece?
Vuoi che ti dia una dozzina di nomi di
40enni laureati in ingegneria ed economia, alcuni con tanto di master e 2^
laurea (non ex ufficiali) che sono a spasso?
Torno a ripetere non lamentiamoci del brodo grasso.
Non solo, coloro che sono fuoriusciti hanno fatto un vero e proprio piacere
all'istituzione che si tolta di mezzo dei costi anche se, forse in futuro,
si troverà un problema sociale.
Per carità all'inizio erano un investimento, ma alla fine, ti assicuro,
l'istituzione ci ha guadagnato.
Quelli che se ne sono andati si sono apparentemente appagati, ma
inconsciamente sacrificati, per ridurre i costi del sistema: bisognerebbe
predisporre lapide e picchetto d'onore.
Ovviamente con trombettiere di rito:
pa parapaaa pa parapaaaaaa pararappppapppppapappppppppppaaa
Del resto per ricuperare il tentativo di fuoriuscita, l'istituzione non ha
fatto nulla. Segno evidente che le si faceva un ricco piacere.
Infine una puntualizzazione sullo sfoltimento di reparti (apparente in
quanto l'organico è rimasto pressochè inalterato se si escludono i militari
di leva) che si è verificato: ERA ORA!!!
Io rimango dell'opinione (ma è una mia gratuita opinione) che in questi 50
anni sarebbe costato meno subappaltare in outsourcing la difesa agli Stati
Uniti.
Rimaneva però il problema sociale (non trascurabile) di come collocare le
buon anime in cerca di lavoro....
>la domanda più ricorrente per questi giovani Ufficiali, magari
>non proprio sorretti da un garibaldino spirito d'amor patrio,
Amor patrio? Suvvia viviamo in un civiltà dell'avere, efficientista,
edonistica, tecnologica, finanziaria, individualista, arrivista, avida come
non mai,
bastarda dentro fino al midollo (la quale tra l'altro lo nega spudoratamente
a se stessa con artifici psico-religiosi) e continuiamo ancora con le
ipocrisie e le canzonette? No, guarda non le raccontiamo ste storie.
Lasciamole alle fiction-ceremonials delle alte cariche dello stato.
>era : "ma
>perchè non provarci, e al diavolo disagi e incertezze?"
Te l'ho spiegato sopra, come si è articolata la dinamica. Poi certe scelte
si fanno
da giovani non quando si ha famiglia. Quando si ha famiglia e figli si è
ricattabili
e deboli.
>Da qui l'idea della creazione di questo corso di Laurea, ben accolto dalle
>suddette Università per la pioggia di fondi che ricevono dalle iscrizioni
>(lo spieghierò poco più avanti), che pur conservando all'interno degli
>indirizzi di tipo tecnico o umanistico (e quindi le materie sono diverse da
>indirizzo a indirizzo), unifica tutti i futuri Ufficiali dell'Esercito con
>tale titolo che, è qui il colpo di genio vero e proprio,
A me non sembra un colpo di genio, comunque....
Anche perchè a qualunque appartenente delle forze armate per ragioni
personali, psico-fisiche, volontarie od involontarie potrebbe capitare di
dovere uscire indipendentemente dall'interesse che ne ha.
>non risulta
>spendibile verso il mondo di fuori (almeno per ora, perchè eccettuata la
>carriera diplomatica(!), non ho notizia di nessuna istituzione statale o
>privata che cerca laureati in Scienze Strategiche).
E mai ne cercherà fino a quando non ci sarà il rampollo di qualche generale
che, stanco della vita militare, dirà: papà, papà, perchè non interessi il
Ministro di quel dicastero per indire un concorsino ad hoc.
Per coprire l'interesse individuale si creerà una funzione ad hoc e si
estenderà a più concorrenti. E ZAC il gioco è fatto!!!
...cut
>Dimenticavo : il titolo di laurea è stato conferito, ed è questa l'unica
>indigeribile stranezza, a tutti gli Ufficiali dell'E.I.
Se ci pensi bene non è una stranezza ma una conseguenza logica (logica
statale e di debolezza umana si intende ma sempre logica) anche se per come
è stata
formalmente rilasciata rappresenta un falso.
Non si può mettere in discussione il fatto che sicuramente l'Ufficiale ha
una formazione superiore a quella del Diploma.
Ma formalmente, agli occhi del mondo civile che valorizza lo straccetto di
carta oltre misura, un Generale che è geometra, rimane geometra. Cosa ben
diversa dal punto di vista dell'immagine (per adesso), se è dottore.
Il contenuto di prestigio, che questa sintetica società assegna al titolo di
studio formale è, nell'immaginario popolare, ancora alto. Io stesso ne sono
stato vittima.
Tuttavia l'immaginario popolare che si tenta invano di soddisfare, si chiede
ma che è sta laurea? E non trovando conferme equivalenti al mondo civile,
questa
laurea assume il medesimo valore di prima: valore nullo.
Detto ciò: secondo te come potevano accettare tenenti colonnelli,
colonnelli, ufficiali generali superiori di stanza a ministeri, stato
maggiore ecc.. di
rilasciare il pezzo di carta ai marmocchi e non a loro stessi? Nel migliore
dei casi si sono cuccati la 2^ laurea che fa sempre immagine e
punteggio:-))))
Quando uscì la storia della laurea in Scienze Strategiche e dapprima non
rientravo, mi sono detto:
aspettiamo, prima o poi qualcuno che conta più di me, romperà il cazzo.
Si tratta solo di mantenersi aggiornati perchè sicuramente sarà
condizionata ad una data di scadenza.
Internet è stata una benedizione in tal senso.
Vuoi che l'istituzione si sia data da fare per informare i suoi figli in
congedo?
Manco per il cazzo. Del resto vige che l'ignoranza giuridica non è ammessa.
Fatto ed ottenuto.
>che hanno
>regolarmente frequentato gli istituti miliatri dell'Accademia e della
Scuola
>di Applicazione fino, mi pare, al 1987: gli iter di allora prevedevano 2
>anni a Modena e 2 anni a Torino, si conseguivano deglia esami in diversi
>indirizzi, ma non si otteneva la Laurea, e il raggiungimento di essa era
>ottenibile solo se l'interessato aveva cura di iscriversi di tasca propria
>(quindi solo in pochissimi casi). A seguito dell'opportuna creazione di
>questo nuovo corso di laurea, dimostrando di avere un curriculum militare
in
>regola, di aver frequentato entrambi gli Istituti prima della data
>summenzionata, e pagando una modica tassa di 500.000 Lire (fatevi il
calcolo
>in euro, e pensate ai bei sodini piovuti per l'università di Torino...), la
>Scuola di Applicazione, per tramite della stessa Università di Torino, ha
>rilasciato la bella pergamena attestante il titolo di Laurea. Bello, vero?
>Se penso al sangue versato sulla mia tesi...
La tesi è una formalità. Questo, per tutte le lauree.
Sulla tesi si può versare sangue o no. Esistono tesi compilative
di minor impegno (in 15 gg si preparano anche con le lauree per così dire
normali) e tesi di ricerca di maggior
impegno (uno o due anni). E' una scelta.
Comprendo la necessità di prendere una posizione a difesa degli studi
intrapresi ma il titolo non è comunque spendibile al di fuori
dell'istituzione.
Rimane quindi un riconoscimento limitante e limitato.
Ad oggi è una patacca buttata lì.
Ma confido nel rampollo :-))))
>Scusate se v'ho annoiato. Ciao a tutti
Anzi.....
Ciao
Beh, non penso che mi vogliano più. Sono diventato un kattivone.
Quando si esce sbattendo la porta.... Piuttosto mi fucilerebbero.
A pensare che nelle valutazioni sono sempre risultato superiore alla media -
eccellente, tranne nell'ultimo anno quando sono entrato in conflitto con
l'istituzione: mi hanno messo nella media :-((( kattivoni!!!
La critica al sistema non è mai premiante.
Per evitare l'analisi dei problemi, vige l'accusa:
"sputi nel piatto in cui mangi".
Invece di far tesoro delle critiche... mah
Nel mondo dell'industria (industria intelligente soprattutto giapponese) si
fa tesoro dei reclami dei clienti e dei dipendenti: servono a migliorarsi
(Kaizen strategy)
Però dico io, almeno qualche concorsino (non dico per me per carità) ma che
si veda che sta laurea in scienze strategiche serva a un cippo di qualcosa.
In modo che quando metto sul biglietto da visita "INGEGNER STRATEGA" ci sia
una reazione:
almeno una risata.
Invece no, son li curiosi e non capiscono con chi hanno a che fare e
confondono la strategia militare con la strategia di marketing. Anche se
devo dire ci sono molteplici affinità.
>Qui lo dico e
>qui lo nego, perchà la Pubblica Amministrazione ha dato prova di essere
>molto indietro con il riconoscimento dei nuovi titoli di studio, tanto che
>un mio collega non ha potuto fare domanda nel corpo tecnico a causa di un
>diploma universitario di 3 anni invece che di una laurea di 4, ed ha retto
>per 3 anni una compagnia Comando e Servizi di un Battaglione abbastanza
>impegnato, anche all'estero, ed ora lavora negli USA, ehm...
>
>Stiamo passando un momentaccio, speriamo che finisca.
>
Mah è da 20 anni che è un momentaccio....
Ciao
Un saluto
Ne ho appena 24, sorry, ciao
Paolo