E' noto che nel corso degli anni 30 la Regia Marina intraprese grossi
lavori di modifica ed ammodernamento delle 2 corazzate classe Cavour (
navi Cavour e Cesare ) e delle 2 corazzate della classe Duilio (
navi Duilio e Doria ) .
Si trattava di navi entrate in servizio nel periodo precedente la prima
guerra mondiale o durante la stessa .
Gia' durante la prima guerra mondiale erano obsolete sotto l' aspetto
della corazzatura e dell armamento rispetto alle piu' alle piu'
moderne navi degli altri belligeranti .
I lavori di ammodernamento / ricostruzione iniziarono nel 1933 e si
conclusero nel 1937 per le navi della classe Cavour , i lavori per le 2
Duilio iniziarono nel 1937 e terminarono nel 1940 .
I costi per questi lavori ?
Per ognuna delle 2 Cavour vennero spesi circa 160 milioni di lire dell
epoca .
Per le 2 Doria i costi le spese furono enormemente superiori , circa 302
milioni per ognuna delle 2 navi .
Per avere un punto di riferimento occorre tener conto che una moderna
corazzata della classe Littorio costava 800 milioni di lire .....
Ecco che ha scritto lo storico navale Augusto del Toro riguardo all
ammodernamento / ricostruzione delle Duilio :
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La decisione lascia oggettivamente perplessi. Essa trasse origine dalla
svolta impressa da Cavagnari nel 1934 a favore del potenziamento della
squadra da battaglia, dalla possibilità di disporre di altre due
corazzate a costi
contenuti e dalla constatazione che la quasi totalità delle navi da
battaglia
possedute dalle altre potenze era di vecchio tipo e che, quindi, valesse
la pena
modernizzare materiale antiquato, dal momento che le vecchie corazzate
delle
altre potenze avrebbero formato per molti anni ancora, al di là degli
esiti della
conferenza di Londra, il grosso delle squadre da battaglia.
(12)
Non tenne, invece, conto che dopo la seconda conferenza navale di
Londra stava ripartendo il riarmo navale e che le nuove costruzioni
avrebbero
inesorabilmente svalutato i tipi “Cavour” e “Duilio” ricostruiti, come
divenne
evidente alle prime esperienze di guerra; che in un frangente di difficoltà
finanziaria per l‟Italia, specie con riguardo alle importazioni di
materie prime, l e
forniture per queste due corazzate avrebbero interferito negativamente con
quelle dei ben più importanti “Littorio”; che si sarebbe realizzato un
intasamento nell‟industria siderurgica nelle lavorazioni dell‟acciaio
per le
corazze; che, infine, gli oneri per ricostruire queste unità sarebbero
stati quasi
pari a quelli della realizzazione di un “Littorio”.
Le risorse e le energie destinate al rifacimento di due
corazzate, presto rivelatesi di seconda linea, e senza considerare il
rottame che
si sarebbe potuto ricavare dalla loro demolizione in epoca di
ristrettezze,
sarebbero state meglio destinate alla costruzione di altro naviglio o
all‟accelerazione del completamento delle corazzate maggiori
In buona sostanza, se il radicale ammodernamento dei due “Cavour”
poteva avere un senso, perché cadeva in un periodo in cui erano ancora
incerte
le sorti del disarmo e delle grandi navi, nel 1937, quando venne decisa la
ricostruzione dei “Duilio”, lo scenario politico, militare e tecnico era
radicalmente mutato e non deponeva più in favore di operazioni di questo
tipo.
Oltretutto, se si esclude un piccolo gruppo di unità francesi e
statunitensi, tutte
le altre vecchie corazzate erano in partenza di molto superiori alle
corrispondenti italiane, perché assai più grandi, armate e protette e più
suscettibili di utile rimodernamento.
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In pratica , almeno per le Duilio , vennero sprecati soldi e risorse che
si sarebbero potuti impiegare meglio .
Quando in Italia si spendevano soldi per le Duilio altrove si
costruivano super navi come le Bismarck , le KGV , le Richelieu , le
Yamato , etc .
Di fronte ad avversari come questi a che potevano servire le Duilio ?
Per approfondire la questione consiglio di leggere
Dalle “Littorio” alle “Impero” Navi da battaglia, studi e programmi
navali in Italia nella seconda metà degli anni Trenta
di A. de Toro
http://www.marina.difesa.it/documentazione/editoria/bollettino/Documents/2012/de_toro.pdf