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Amanita Muscaria e religioni

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Parodi Giuseppe

unread,
Nov 24, 2002, 5:39:17 PM11/24/02
to
IL FUNGO MAGICO

Forse Grace Slick non lo sospettava(1), ma il fungo che Alice
sgranocchiò nel Paese delle Meraviglie non era né il celebrato "fungo
magico" d'origine messicana né un fungo di fantasia sbocciato dal ricco
humus dell'immaginazione di Lewis Carroll. Era invece un buon vecchio
fungo gringo ed era reale. Piú precisamente era l'Amanita muscaria dei
cui curiosi effetti Carroll aveva letto in una recensione del libro
British Fungi di M.C. Cook, pubblicato nell'ottobre del 1862 dal
Gardener's Chronicle and agricultural Gazette.
Come ricorderete, quel boccone di fungo provocò in Alice alcuni violenti
cambiamenti. Ora, esistono delle prove che l'Amanita muscaria abbia
provocato nella razza umana alterazioni altrettanto potenti; prove che
indicano come quel comune fungo tossico abbia avuto per gli esseri umani
un ruolo superiore a qualsiasi altro organismo con cui essi abbiano mai
diviso il Pianeta. Ne ha modellato il pensiero, ha dato forma alla
concezione del sé e della divinità; inoltre esistono prove che esso
abbia avuto un impatto culturale piú grande del grano o del cotone, del
tabacco o del mais; prove (temo che tutto questo inizi a suonare come un
esagerato messaggio promozionale d'orticultura) che un fungo "velenoso"
sia stato l'ispiratore diretto di tutte le religioni principali della
Terra Buddismo escluso, e il fatto che Buddha abbia scelto di suicidarsi
mangiando un fungo pare un modo di rendergli omaggio o di fargli
dispetto.
Non sto raccontando storie. Le prove vengono da fonti diverse e
insospettabili: micologi, etnobotanici, studiosi classici,antropologi e
filologi. E negli ultimi anni tutte queste testimonianze vanno
combaciandosi. C'è una nuvola a forma di fungo che lancia la sua ombra
sulla nostra epoca, è vero, ma potrebbe non essere lo spettro simbolico
della distruzione nucleare quanto un vero fungo. Perché un fungo
allucinogeno minaccia di riscrivere la storia della nostra civiltà.
Ehi, non sto dicendo che le ipotesi storiche ufficiali stanno per essere
sostituite da qualcosa di magico, meno che mai da un fungo. C'è
piuttosto da considerare un qualcosa di drammatico, e anche se questo
qualcosa tende a sfuggire di mano, se tende a immergersi nel bagno caldo
del sensazionalismo, se tende ad abbandonare la pagina e schizzare nel
cielo come un razzo, dobbiamo provare verso di esso indulgenza.
Perché non abbiamo a che fare con le solite cospirazioni o con notizie
tenute nascoste, quanto col comportamento di un organismo i cui poteri
naturali non sono stati diminuiti né dal tempo né dalle calunnie.
Dobbiafno affrontare, una volta per tutte, l'Amanita muscaria, il cibo
per la mente che finisce tutti i cibi per la mente.

Il piú grande di tutti i funghi.
Il picchio di Marte.
Il fungo velenoso che ha conquistato l'
universo.

L' Amanita muscaria, o fly agaric (in italiano ovolaccio) (2) come è
chiamato familiarmente, è comune nella maggior parte dell'Europa, in
Asia e in Nord America.
Nella regione dei Grandi Laghi, cresce in giugno e all'inizio di luglio,
e ancora a tardo agosto e settembre.E' presente nelle Montagne
Rocciose e nel New England alla fine dell'estate mentre nella costa del
Pacifico spunta in autunno e resiste sino all'arrivo del gelo invernale:
cresce nell'impasto vivace che forma il suolo del bosco, vivendo in
delicata simbiosi con certi alberi come la betulla e il pino a est delle
Grandi Pianure, l'abete nell'ovest. Al suo primo stadio di sviluppo, la
muscaria assomiglia a un uovo semisotterrato,dato che è racchiuso da un
involucro cremoso conosciuto come "velo universale".Crescendo verso
l'alto, il fungo tondo rompe il velo,lasciandone metà nell'humus con la
forma di una coppa o di una vulva, e disperdendo il resto sulla cappella
sotto forma di fiocchi o "verruche". Brandelli di velo sciolto possono
attaccarsi al gambo formando un anello valutato. La cappella è composta
da lamelle, e al momento della maturazione è quasi piatta.
Può raggiungere il diametro di venticinque centimetri. La
caratteristica peculiare è il suo colore che può spaziare dall'arancio
dorato,al cremisi abbacinante.
A causa dei suo aspetto straordinario, la muscaria è stata considerata
il prototipo del fungo velenoso. Sembra una mela candita affetta da un
grave caso di forfora. Le sue immagini abbondano nelle pagine della
letteratura dell'infanzia, particolarmente cara agli illustratori
europei di fiabe: ogni bambino in grado di leggere sa che l'Amanita
Muscaria Club è il posto dove ciondolano gli elfi.
I contadini gli hanno affibbiato deliziosi soprannomi; uno dei piú
affascinanti è "picchio di Marte" (allusione alla sua testa rossa e agli
effetti guerreschi che talvolta provoca sui suoi consumatori). Ha
inoltre guadagnato il nomignolo di fly agaric perché per secoli era
credenza comune che un intruglio a base di latte e di amanita provocasse
la morte delle mosche. Recentemente, ricerche piú accurate hanno
stabilito che il fungo non ammazza le mosche, semplicemente le rintrona,
facendole sonnecchiare. La scienza va avanti.
Il genere Amanita include alcune tra le piú apprezzate specie
commestibili oltre ad alcune tra le piú mortali.La Phalloide e la Verna
sono conosciute, rispettivamente, e con ragione, come coppa della morte"
e "angelo vendicatore". Che carine! Considerare la muscaria
commestibile o meno dipende dall'orientamento di ciascuno. Alcune guide
del campo l'etichettano come killer, ma i manuali di micologia tendono a
essere un po' paranoici e d'altro canto nessun fungo ha mai sporto
denuncia contro un autore di libri.
Il fatto è che la muscaria è stata mangiata dall'uomo almeno dal 4000
a.C., per ottenere quegli stessi effetti che secondo le guide ci
garantirebbero attenzione medica.
In tempi ancora abbastanza recenti, sin a quando il puritanesimo
comunista e le pressioni delle industrie di vodka hanno imposto uno
stop, il consumo di fly agaric era parte integrante della vita dei
popoli indigeni della Siberia. Nel 1730, Philìp John von Strahlenberg,
un ufficiale dell'esercito svedese reduce da un periodo di prigionia in
Siberia, scrisse il primo dettagliato resoconto delle "orge" da fungo.
Successive ricerche rivelarono che almeno otto tribú siberiane
trangugiavano regolarmente la muscaria durante alcune cerimonie.
Gli Ostiachi e i Vogul, dopo essere venuti in contatto con la vodka
all'inizio di questo secolo, dichiararono che il fungo era infinitamente
superiore alla bevanda alcolica.
Gli anziani della tribú mangiavano la muscaria per primi. La loro urina
veniva poi conservata e bevuta dagli altri uomini, e pare che l'effetto
dell'urina fosse meglio dell'originale.
Le donne non potevano avvicinarsi alla sostanza, e occasionalmente anche
qualche uomo.

L'Amanita muscaria aveva anche un ruolo importante nello sciamanismo
nordico. La nostra parola berserk(3) deriva dai guerrieri norvegesi che
venivano assaliti da frenesie violente e distruttive dopo aver ingerito
il picchio marziano. I vichinghi lo mangiavano prima di andare in
battaglia (se ne fa cenno anche nei fumetti del Principe Valiant): era
questo, ragazzi, che li faceva cosí feroci. Si sospetta che anche le
streghe medievali usassero questo fungo, perché è risaputo che la
stregoneria (bianca) era un' attività psichedelica e che la caccia alle
streghe del Medio Evo non era altro che una campagna antidroga seconda
soltanto a quella dei nostri giorni per isteria e trappole legali. Il
balsamo di belladonna era l'agente preferito dalle streghe: se lo
spalmavano sul corpo nudo cosí che, quando cavalcavano la scopa, esso
veniva spinto nella vulva dove entrava immediatamente in circolo nel
sangue. Alcune streghe andavano cosí fuori che credevano realmente di
volare. Il mito popolare della scopa volante, è un'accurata allegoria
del viaggio psichedelico. Non si sa ancora se la muscaria fosse una
delle pietanze base dei menú di Halloween, ma moderne congreghe inglesi
affermano di si, e tra loro è d'uso sgranocchiare il fungo durante i
riti d'iniziazione.
In termini di impatto storico, i piú importanti consumatori del
misterioso fungo rosso furono gli antichi seguaci dei culti della
fertilità del Medio Oriente e gli ariani di lingua sanscrita che
migrarono in India tra il 2000 e il 1500 a. C. Se queste popolazioni non
fossero state cosí entusiaste dei fungo, il Vaticano non sarebbe mai
stato costruito, il Gange sarebbe sacro quanto l'East River e Billy
Graham sarebbe ancora in North Carolina a vendere macchinette da golf.
Un'altra indicazione della durevole influenza del fungo: la parola greca
kannabis - la nostra cannabis deriva dall'antica parola gan, che stava a
indicare la testa del pene, a cui la giovane amanita assomiglia cosí
tanto. Quindi la marijuana stessa deve il suo nome al fungo, dato che i
blandi effetti dell'erba ricordavano alla lontana le proprietà ben piú
potenti della muscaria.
Non è una storia affascinante?
John M. Allegro è un filologo. Vale a dire un'tipo che studia e mette
in relazione i linguaggi scritti. Specializzato in lingue antiche,
teneva lezioni sul Vecchio Testamento all'Università di Manchester. E'
stato il primo britannico selezionato per far parte dei team
internazionale di studiosi incaricati di analizzare i rotoli dei Mar
Morto. Educato per diventare un pastore metodista dedito ai sermoni
contro i fumatori di roba, Allegro non è un tipo che si possa sospettare
di simpatie ateistiche o psichedeliche. Ciò,nonostante, quattro anni fa
(nota 5) ha dato uno scossone alla teologia e alla filologia con
l'annuncio che l'origine della religione giudaico-cristiana era da
ricercarsi nei culti misterici orgiastici eseguiti da seguaci in preda
alle droghe. Questi culti veneravano un certo fungo sacro, e Allegro è
arrivato ad affermare che Gesù Cristo non era un uomo ma il nome in
codice di questo fungo.
Inutile dire che la sua teoria ha avuto un effetto devastante tra gli
studiosi tradizionalisti e i preti. Tutti in un primo momento gli si
sono scagliati contro con rabbia, poi hanno finito per ignorarlo con
ostinazione. Cosí va il mondo. Ma Allegro, che era arrivato alle sue
conclusioni dopo quattordici anni di attente ricerche, non ha mollato e
ha dato alle stampe la sua teoria.
La chiave dei suo studio è stata l'intuizione dei fatto che il sumero,
il piú antico linguaggio scritto conosciuto,sia direttamente collegato
con le lingue semitiche del Vecchio Testamento, l'aramaico e l'ebraico,
cosí come con quelle di origine indoeuropea del Nuovo Testamento, latino
e greco. Il sumero è un ponte linguistico. Nella lingua sumera (che
data dal 4000 a.C.) ci sono moltissime terminologie micologiche,
impregnate di riferimenti sessuali. Quando Allegro trovò le stesse
parole riferite ai funghi, appena alterate e a volte celate da metafore
e giochi di parole, nei testi biblici del Mar Morto, mise insieme due
piú due ed ebbe lo scandalo.
La parola stessa cristiano (dal greco kristionos) dai suoi studi risultò
essere derivata da un' espressione erotica sumera, riferita al fungo,
"macchiato di seme".
Se qualcuno avesse una minima conoscenza dei culti legati alla
vegetazione, la teoria di Allegro suonerebbe meno sballata di quel che
sembra. Cercate di vederla in questo modo. Nell'antichità l'umanità
era virtualmente nelle mani della natura. La sua dipendenza dalle forze
esterne era particolarmente pesante nelle regioni della Terra soggette a
scarse precipitazioni, come a esempio il Medio Oriente: niente pioggia,
niente cibo.
Le popolazioni primitive videro il problema in termini di fertilità, o
sessualità; bisogna tener presente che allora il sesso era completamente
libero da ogni contaminazione morale. Una tribú non poteva avere futuro
se non aveva progenie, cosí come non ci sarebbe stata caccia se gli
animali non continuavano a procreare. La fertilità era per quella gente
un fattore primario e la maggior parte dei loro riti e della loro magia
era indirizzata a provocare lussuria per promuovere la fecondità negli
uomini, nelle bestie e nelle piante. Influenzare i vegetali era la
parte piú dura. Voglio dire, come si può fare per far arrapare un
fagiolo? Bene, i primi uomini videro le piante come i bambini della
Terra. La Terra era una specie di grembo, a volte dava frutti, altre
volte era completamente sterile. Lo zampillare della pioggia faceva
generare la Terra, cosí come lo schizzo dei seme faceva generare uomini
e animali.
Dio si sporgeva dal cielo, dove la punta del suo pene era chiaramente
visibile - noi moderni lo chiamiamo Sole. Quando Dio si univa alla
Terra, irrorava i colli e i campi col suo vitale seme-pioggia. Cosí,
attraverso l'arte, la danza, il canto ed elaborate scopate all'aperto,
cercavano di sedurre Dio e Madre Terra affinché ci dessero dentro.

Sforzandosi di guadagnare maggior influenza sulle passioni divine, gli
antichi provarono a trovare tracce di Dio sulla Terra. Essi
considerarono sacri i luoghi dove c'era acqua, non solo per il loro
ruolo vitale ma perché in essi vedevano i segni dell'eiaculazione
celeste. Ora, tra tutti i bambini di Dio, nessuno come i funghi
rispondeva al suo orgasmo cosí prontamente e drammaticamente. Saltavano
fuori dal terreno nel giro di poche ore dall'irrorazione. E, a
differenza delle altre piante, comparivano direttamente - mistero dei
misteri - senza l'ausilio di semi. Inoltre, il fungo era carico di
allusioni sessuali. Si allungava dal terreno come un fallo eccitato.
Piú tardi, la sua cappella, appiattendosi, assomigliava a una vagina
nell'atto di accogliere un pene eretto. Il fungo era insieme cazzo e
figa. Spesso era ricoperto da un muco appiccicoso. Diamine! Aveva
anche un odore sexy! (Il letto in cui Billy Pilgrim ebbe una polluzione
notturna viene descritto da Kurt Vonnegut j r. odoroso come una cantina
piena di funghi)
C'era un fungo con una brillante cappella rossa che in particolar modo
rassomigliava al sole-cazzo. E quando qualcuno mangiava quel fungo:
wow! Forza! Estasi! Colori e suoni assumevano dimensioni extra, gli
oggetti parevano allungarsi e restringersi davanti ai suoi occhi. "Vai
domanda ad Alicel io penso che lo sappia"(6). Quel fungo riempiva
l'essere con lo spirito divino. Senza seme - questo è straordinario, di
nascita vergine Misterioso, santo e potente, l'Amanita muscaria era il
figlio di Dio.
Preso da solo, quello che sin qui avete letto farebbe fatica ad andare
oltre la pura speculazione. Allegro però, scavando,oltre il significato
e il contesto di superficie delle parole bibliche, connettendole con le
loro radici sumere, dà vita a una dotta e inoppugnabile teoria (di cui
non era a conoscenza prima di imparare il sumero): l'Amanita Muscaria
come entità centrale di un culto ampiamente diffuso.
Allegro sostiene che i riti collegati al culto del fungo fossero
strettamente tenuti segreti, principalmente a causa dei carattere
elitario dei sacerdoti guaritori che li amministravano, poi per
l'avversione nutrita nei suoi confronti dai nemici. A seguito di un'
aspra repressione dei culti misterici da parte dei Romani dopo la
rivolta degli Ebrei dei 66 d.C.(le autorità non potevano tollerare la
presenza tra di loro di un mucchio di attivisti mistici fatti di droga)
i segreti, "per evitare di essere dimenticati per sempre, dovevano
essere trasformati attraverso la scrittura, e qualora fossero stati
scoperti non dovevano essere comprensibili".
I seguaci seguirono semplicemente l'esempio dei Vecchio Testamento, che
secondo quanto riferisce Allegro non è altro che una raccolta di
leggende popolari che trasmettono, attraverso fiabe e parabole,
informazioni mediche, politiche e occulte, un sacco delle quali hanno a
che fare con i funghi. Imitando quel metodo, gli autori del Nuovo
Testamento cercarono di preservare la conoscenza della fede nel fungo,
camuffandola nella storia di un rabbino straordinario chiamato Yeshua
ben Miriam (alias Gesù). Che milioni di cristiani non macchiati dal
seme se la siano bevuta è una delle supreme ironie della Storia.
Allegro afferma che l'intera Bibbia non è altro che un documento in
codice del misticismo legato alla muscaria. La storia della
Resurrezione, ad esempio, è un'allegoria per la rinascita spirituale che
segue i rigori di un "viaggio" strippacervello provocato dal fungo. I
dieci comandamenti sono giochi di parole sui due nomi principali del
fungo in sumero (Mosh, come Cristo, era una delle sue personificazioni).
Pietro, la pietra su cui Gesù solennemente promise di edificare la sua
Chiesa, deriva dal sumero pitra che significa fungo.
La croce? Tagliate a metà una muscaria, cappella e gambo, ed
esaminatene la forma. La muscaria nasce da una vulva velata, un cesto
coperto: ecco la mangiatoia.
Quell'albero della conoscenza del bene e del male era un fungo, come è
dimostrato in un affresco nella cappella di Abbave de Plaincourault, in
Francia, che rappresenta vividamente la muscaria come la famigerata mela
del giardino dell'Eden.
E cosí via... il libro di Allegro, Il Fungo Sacro e la Croce, pubblicato
da Doubleday nella collana tascabili Anchor (7), è pieno di referenze
bibliche al fungo. Ogni esempio è suffragato da prove linguistiche.
Al lettore attento non sfuggirà il fatto che alcune conclusioni sono un
po' sballate, la logica dell'autore è spesso presuntuosa; salta da un
minuscolo appiglio a conclusioni caleidoscopiche. Numerose le omissioni
di dati. D'altra parte a Cristo calza a pennello il milieu religioso
levantino della sua epoca, diversi profeti-messia erano in giro
contemporaneamente, ciascuno di loro interpretava ruoli descritti in
antichi miti eroici di lontanissime origini. Ebbene, se solo una delle
molte traduzioni di Allegro fosse valida, ce ne sarebbe abbastanza per
porre l'intero Cristianesimo sotto una luce particolare di sospetto. Se
un singolo fungo allucinogeno è stato contrabbandato nel Buon Libro, che
cosa altro potrebbero aver nascosto gli autori?
Ciò che dà credito al lavoro di Allegro, in ogni caso, sono le
conclusioni raggiunte in modo indipendente da autorevoli studiosi
riguardanti l'influenza spirituale dell'Amanita muscaria in altre parti
del mondo.
Il nostro picchio cosmico è stato un "uccelletto indaffarato".

L' lnduismo ha ottenuto una popolarità superficiale in occidente in anni
recenti, i suoi orpelli sono stati trasportati in giro nel bagaglio
multicolore del misticismo collegato alla cultura della droga e del
rock. Giusto un mese fa ho ascoltato una girl scout che stava
discutendo dei suo karma con un autista di autobus di Seattle, e ognuno
di noi ha avuto a che fare con quei questuanti vestiti di zafferano che
hanno sacrificato i loro capelli e chissà cosa altro all'amore di
Krishna.
Come coloro che hanno flirtato con la "madre di tutte le religioni"
sanno bene, esiste un corpo di scritture chiamate Veda, che sono piú o
meno per l'Induismo quello che il Vecchio Testamento è per il
Cristianesimo. I Veda sono i piú antichi testi religiosi di cui si
abbia conoscenza e dei quattro Veda il Rig-Veda è il piú antico.
Il Rig-Veda è un libro che raccoglie 114 inni in onore del Soma, un
leggendario divino Dio-pianta o pianta-Dio il cui succo veniva offerto
in sacrificio e bevuto dai sacerdoti dei primi Ariani, gli invasori
euroasiatici che diedero all'India sia il loro linguaggio che la loro
religione.
L' identità del Soma ha fatto scervellare gli indologi per un sacco di
anni. Sebbene il Rig-Veda non risparmi le lodi poetiche alla pianta del
Soma e allo stato mentale che rende simili a Dio provocato dal suo
succo, c'è una sorprendente totale assenza di accenno alle sue foglie,
semi, radici, frutti o fiori. Per di piú, non si fa menzione dei suo
essere verde, ma è piuttosto descritto come dorato o rosso.
Mhmmm!

E' stato Aldous Huxley, che ne aveva preso in prestito il nome per
chiamare il narcotico ufficiale della società descritta nel suo romanzo
"Il mondo nuovo", il primo a teorizzare che la super pianta indú potesse
essere un fungo allucinogeno. Huxley lo suggerí alla piú alta autorità
nel campo della etnomicologia, R. Gordon Wasson. Wasson, che aveva
passato quarant'anni della sua vita studiando le relazioni tra funghi e
popoli della Terra, ne fu subito intrigato.
Assistito dal dott. W.D.O'Flaherty dell'Università di Londra, da Louis
Renou della Sorbona e da altri specialisti dei Veda, Wasson iniziò un'
investigazione esaustiva del Rig-Veda. Dopo alcuni anni di ricerca,
l'etnomicologo stabilí, senza ombra di dubbio, che il Soma era l'Amanita
muscaria.
In India il fungo cresce solo nelle montagne piú alte dove si trovano
betulle e abeti. La cultura ariana si diffuse partendo dalle montagne
del nord sino alle grandi pianure del sud e alla pianura del Gange.
Allontanandosi dalle zone alte la sua provvista di amanita andò
esaurendosi. Gradualmente, attraverso i secoli, l'uso di bere il Soma
scomparve. Ma esso non venne dimenticaio. Ancora oggi, esistono
cerimonie indú in cui si assumono sacramenti organici. Il piú comune di
questi sacramenti è una pianta della famiglia delle Asclepiadacee,
succosa e priva di foglie, una pianta che non possiede proprietà
intossicanti ma che rassomiglia vagamente al fungo, di cui è il
sostituto simbolico.
Wasson ha esposto minuziosamente le origini fungoidi dell'Induismo in un
libro intitolato Soma: Il Fungo Divino dell'immortalítà. Il testo è un
inno al Soma. Gli stati mentali visionari ottenuti bevendo il succo del
fungo (gli Ariani erano anche a conoscenza del trucchetto della raccolta
dell'urina) non erano incidentali, ma erano alla base dello sviluppo di
quella vasta, contorta, fremente panoplia di divinità maschili e
femminili, demoni e santi che è l'Induismo.
Come è scritto nel Rig-Veda (libro VII, Inno 48): "Abbiamo bevuto il
Soma, siamo divenuti immortali, siamo giunti alla luce, abbiamo trovato
gli dei".
Oh Soma, oh Fungo!
Sino ad ora, abbiamo collegato l'Amanita muscaria con le origini del
Giudaismo, del Cristianesimo e dell'Induismo. Indirettamente, abbiamo
incluso il Buddismo, essendo questo una derivazione dell'Induismo.
Rimane fuori l'Islamismo, la piú rigida e puritana delle grandi
religioni. Pare che non ci sia posto per lo stupido fungo sotto
l'albero genealogico dell'Islam. Ma siamo sicuri?
Nell'Xl e XII secolo, ebbe vasta divisione una setta di musulmani
fanatici conosciuta col nome di "Assassini". Esattamente la parola che
noi usiamo in inglese per indicare coloro che ci tolgono di mezzo i
nostri uomini politici piú illuminati. Gli Assassini erano noti
consumatori di khashish o, come lo chiamiamo noi, di hashish. In arabo
col termine khashish si indicano le erbe medicinali essiccate, non
specificatamente la pianta della canapa. In Siria e Persia erano
conosciuti diversi tipi di khashish, incluso uno a base di belladonna e
funghi essiccati.
Il modo di comportarsi degli Assassini, quando si mettevano in moto per
spazzare via ogni opposizione ai voleri di Allah,era selvaggio,
sanguinario e isterico. Vi sembra che fossero stornati di fumo, i cui
effetti sono rilassanti e pacifici, o sotto l'effetto di "qualche tipo
di fungo', come ad esempio uno scarlatto, che portava al delirio i
Vikinghi e i Berserks?
L'uso della muscaria da parte dei piú fervidi aderenti all'Islam
suggerisce la possibilità che anche quest' ultimo trovi le sue origini
nei culti della fertilità del Medio Oriente che veneravano il messaggero
di Dio, il tempestoso fungo.

E non abbiamo ancora finito.

Robert Graves, poeta ed esperto di cultura classica, ha scoperto che le
iniziali sei supposti ingredienti dell'ambrosia ("il cibo degli Dei")
formano la parola greca che designa il fungo (8); e lo stesso succede
unendo le iniziali del nettare, "la bevanda degli dei che dona la
vita"(9). In precedenza, Graves aveva scoperto che esistevano delle
similitudini negli attributi divini di Dioniso, il dio greco
dell'ebbrezza, e Tlaloc, la divinità messicana precolombiana dei funghi
magici, che tra l'altro avevano in comune l'emblema del rospo. La
festività in onore di Dioniso, durante,la quale veniva ingerita da pochi
eletti l'ambrosia, si teneva in ottobre, il culmine della stagione dei
funghi.

Andando piú a fondo, Graves trovò legami tra il fungo e Zeus, Demetra e
altre divinità; scavando scavando arrivò alla conclusione che quel fungo
non poteva essere altro che l'Amanita muscaria.
Possiamo quindi aggiungere ora la mitologia greca alla lista delle
imprese del picchio e sperare che tutti questi trionfi culturali non gli
(o le) abbiamo dato alla testa, già sufficientemente infiammata.
Ho mangiato l'amanita tre volte. La seconda non ho provato nient'altro
che una leggera nausea. Le altre volte mi sono ritrovato sbronzo, in un
modo glorioso e colossale. Dico "sbronzo" invece che "stonato" perché
non ho provato l'esperienza di venire illuminato da una dolce
elettricità oceanica, a cui avevo il privilegio di fare da conduttore
dopo aver ingoiato mescalina o LSD-25. In acido provavo la sensazione
di essere parte integrante dell'universo. Sotto l'effetto dell'amanita
avevo la sensazione che io ero l'universo.
Non c'era un senso di perdita dell'ego: giusto l'opposto, io ero un
supereroe in grado di battere qualsiasi arcangelo si fosse presentato in
città, lui e tutto il ferrugginoso carro merci con cui era arrivato.
Cercate di capirmi, non ero ostile ma mi sentivo forte, invincibile e
perfettamente in grado di dare una lezione al mobilio che stava andando
a pezzi e sciogliendosi ai miei piedi in rigagnoli di colore. Sebbene i
miei bicipiti siano piú simili a limoni che a pompelmi, io avrei potuto
accettare una sfida da parte di Muhammad Alí (come Cassius Clay è
conosciuto da quando ha abbracciato quell'antico culto del fungo), e
sono sicuro ancora oggi, alla luce sobria di due anni dopo, che avrei
potuto metterlo al tappeto. (Gli scienziati stanno vagliando la
possibilità che la muscaria possa accrescere le capacità fisiche
dell'uomo. Che pillola vigorosa sarebbe per il mondo gasato dello
sport!).
Un'energia euforica mi riempiva, ma all'inizio e verso la fine
dell'intossicazione provavo sonnolenza a sbalzi. Pare che le mie
reazioni siano tipiche. Periodi di mugghiante iperattività intercalati
da momenti di torpore sembrano essere i sintomi dell"avvelenamento"da
Amanita muscaria. Una volta ho visto una studentessa di una scuola
d'arte di Seattle dormire per ventotto ore di fila dopo aver consumato
un fungo intero di misura media. Si svegliò in perfetta forma, ma non
si ricordava nulla del vecchio tuono rosso che l'aveva scaraventata nel
sonno. Questo è un caso di overdose. (Incidentalmente, la parola:
sonnanbulismo, il camminare dormendo, deriva dal sanscrito soma, il
vecchio voi-sapete-cosa).
Non è che l'amanita sia incapace di connettere il cervello a quei canali
sinaptici non autorizzati, quelle stazioni pirata della psiche che noi
chiamiamo "coscienza allargata". Ovviamente, essa ha spinto un numero
incalcolabile di persone a sperimentare di prima mano e senza
intermediari quello che si trova interiormente, quel qualcosa che se
proprio non vogliamo chiamare divinità ne è quantomeno la sua
consapevolezza olistica. Ma nel fare questo non si comporta con
delicatezza. Invece di infilarci nel tessuto cosmico con un ago
argentato, lo fa con un palo di legno. E, naturalmente, il palo è
smussato. Non fu solamente la volubilità psichedelica a consigliare
agli antichi Greci e ai Messicani di lasciar perdere l'Amanita muscaria
quando scoprirono che la piccola Psilocybe dall'apparenza innocua poteva
supplire con grazia alle esagerazioni dell'altra.

Non raccomando l'Amanita muscaria come divertimento. Se qualcuno
volesse provare l'esplosione micologica, potrei suggerirgli una delle
numerose varietà di Psilocybe come esempi piú tranquilli, sicuri, dotati
di una maggiore capacità di introspezione. Naturalmente se il prodotto
ci arriva da un santo ben introdotto fornitore di fiducia, possiamo
andar tranquilli; in caso contrario, affidandoci al mercato nero tutto
quello che potremmo ottenere saranno dei funghi da supermercato
sminuzzati trattati con LSD scadente di quinta categoria. Ma la
Psilocybe - il "fungo magico"- cresce negli Stati Uniti e nel Messico e,
con un po' di compitini di micologia, ognuno potrebbe procurarselo.
D'altro canto, mi rendo conto che molti di voi signore e signori
potrebbero tranquillamente tracannare sudore freddo di cobra se solo
sospettaste che questo possa "farvi", per cui, fatemi un piacere, se e
quando avrete a che fare con l'amanita, state attenti. Potreste per
sbaglio raccogliere l' "Amanita pantherina", che le somiglia molto,
eccetto che per il colore, che spazia dal giallo acceso al beige. In
questo caso potreste stare seriamente male. La pantherina contiene lo
stesso "veleno" della muscaria, solo in dosi piú massicce.
A voi drogati fradici assicuro che non avrete nessuna voglia di
aumentare la dose: ciò che questo può significare è un lungo periodo di
incoscienza, forti spasmi muscolari e un mal di testa assassino, un mai
di testa da un mondo al di là dell'aspirina.
Vi sconsiglio altresí dal consumarlo in situazioni sociali in cui
potreste avere dei diverbi, una qualsiasi offesa reale o immaginaria
potrebbe farvi venir voglia di devastare il vicinato.
Il piano piú intelligente è quello di assumere piccole quantità di fungo
(o di sorseggiarne il succo) a intervalli di mezz'ora, dato che è
impossibile determinarne il dosaggio esatto. Geneticamente, l'Amanita
muscaria è straordinariamente complessa, e nessun altro affare che
cresce (a eccezione di qualche rara orchidea) è cosí sensibile alle
condizioni ambientali. Di conseguenza , esistono ampie variazioni nella
chimica dell'amanita. L'ammontare del "veleno" può variare di molto da
posto a posto, da stagione a stagione, persino da fungo a fungo.
Questa discrepanza spiega perché la studentessa d'arte di cui parlavo
prima ha avuto una overdose, mentre il mio secondo volo in muscaria non
si è mai staccato da terra.
Bene, che cosa è questo "veleno" dell'agarica che fa sentire alla gente
la sensazione di aver subíto una trasfusione di sangue dal braccio
destro di Dio? Per 150 anni si pensava che l'ingrediente attivo fosse
la muscarina, una forte tossina fungoide. La muscarina fu isolata per
prima nell'Amanita muscaria, da cui ha acquisito il nome.
Tuttavia, il Drug Plant Laboratory dell'Università di Washington ha
concluso una ricerca durata dodici anni in cui è stato determinato che
il ammontare di muscarina nella muscaria è cosí piccolo da risultare
trascurabile.
I risultati di questi studi non sono circolati molto. L'antidoto usuale
per la muscarina è l'atropina. Ma l'atropina,esalta gli effetti
dell'Amanita muscaria. Un raccoglitore di piante allucinogene
disinformato potrebbe ingerire la muscaria, sviluppare dei sintomi e
interpretarli come un avvelenamento, farsi prendere dal panico e correre
da un dottore.
Il dottore dice: "Uhm! sí, intossicazione da funghi", ed essendo
ignorante in campo micologico somministra atropina.
Il paziente peggiora.Viene data piú atropina.
Il paziente muore.
Ogni decesso attribuito all'Amanita muscaria nelle regioni del nord
ovest del Pacifìco è, in effetti, il risultato di una overdose di
atropina iniettata da un medico.
Certo, le guide dedicate ai funghi continuano a indicare l'atropina come
la cura per l'Amanita muscaria. Lo stesso ha fatto un inaccurato,
scandalistico articolo pubblicato su un giornale di Seattle. Gli
scrissi sperando che correggessero l'errore, un atto che potrebbe
costare qualche vita in futuro.
Il progetto dell'Università di Washington, guidato dal dott. Robert C.
Benedict, è arrivato alla conclusione che è attualmente impossibile
eseguire un'analisi quantitavia definitiva del fungo, essendo la
struttura della piccola testa rossa cosí complessa. Ma si è riusciti a
isolare un composto, conosciuto come acido ibotenico-muserolo, che nella
struttura molecolare non è simile a nient'altro in natura, e che si
crede possa essere lo stimolante energetico psichico. Il composto non
esiste separato nel fungo, ma nel 1967 il dott. Peter Wasser
dell'Università di Zurigo riuscí a isolarlo in laboratorio, e durante un
periodo di una settimana ne ingerí quantità crescenti (ombre di Albert
Hofmann: gli scienziati svizzeri sono dei duri). Trovò che l'acido
ibotenico aveva degli effetti poco piacevoli sulla circolazione locale,
ma che il muserolo produceva sintomi simili a quelli descritti dagli
sciamani siberiani, solo un po' piú blandi. Sia Wasser che Benedict
hanno il sospetto che ci debba essere un'altra proprietà psicoatriva nel
fungo. Se c'è è cosí misteriosa, cosí elusiva, cosí timida verso gli
umani, cosí straordinariamente complessa che anche le piu accurate
investigazioni scientifiche non saranno capaci in mille anni di farle
cacciare fuori la testa.
L'ovolaccio che ha conquistato l'universo? Provate a pensare ai nostri
antenati primitivi, brancolanti sul loro cammino, che conducevano
un'esistenza precaria, tentando disperatamente di comprendere le
imponenti forze della natura. Un giorno, dopo una tempesta di pioggia,
nell'aria filtrata di lucertola della preistoria, la fame o,la curiosità
o tutt'e due le cose insieme li inducono a provare a dare un morso a un
brillante, enigmatico, proibito frutto di terra.
Che finestre cosmiche si spalancarono dinanzi a loro! Vennero
trasportati a livelli di sensibilità lontanissimi da qualsiasi altra
cosa conosciuta nella loro crudele esistenza quotidiana. Lacrime di
estasi bagnarono i loro volti. Gli venne concesso un concetto di
divinità piú stabile. E c'era qualcosa dentro di loro che gli dei
attraverso il fungo attivarono e fecero sí che si espandesse. Piú
tardi, gli uomini avrebbero chiamato quel qualcosa "anima".

Essi trovarono conforto immediato nell'apprendere che il mondo dello
spirito non era loro precluso, che il fungo poteva metterli
temporaneamente in contatto con esso, e che forse, quando avessero
abbandonato il loro corpo terreno, le loro anime sarebbero andate a
stabilirsi per sempre in quel mondo, quel Felice Territorio di Caccia,
Nirvana, Paradiso.
Cosí costruirono rozzi altari come ringraziamento. Quando crebbero di
numero e acquistarono maggiore sofisticazione, sostituirono gli altari
con templi. I rituali divennero stilizzati. Fiorirono i simboli. Ci fu
un'indulgenza verso le astrazioni.
I templi divennero cattedrali.
Si costruirono imperi, furono riempite stanze del tesoro,incoronati re,
fatti partire eserciti, firmati documenti, bruciati eretici, pellegrini
sbarcarono, bambini vennero battezzati, libri vennero scritti, film
vennero girati, bombe gettate ("Il Vietnam è una guerra di Gesù", disse
il cardinale Spellman) e, naturalmente, il piccolo fungo scarlatto che
diede inizio a tutto cadde nell'oblio.
Aveva conquistato l'universo solo per perderlo?
Anche alla luce dei fatti su cui ho attirato l'attenzione in queste
pagine, l'Amanita muscaria non sembra dover riguadagnare il legittimo
posto nella gerarchia dello sviluppo umano. Abbiamo semplicemente
investito troppo in quella roba che Sir Kenneth chiama "civiltà" per
scombussolare le nostre convinzioni storiche e teologiche e conformarle
con la nozione di una pianta sacra, per quanto questa nozione possa
essere valida e veritiera.

Ma le scoperte sono davanti ai vostri occhi, sono spuntate di colpo e
inaspettatamente, come ovolacci dopo la pioggia.
E qualcuno di noi le esaminerà con meraviglia, allo stesso modo in cui i
nostri avi esaminarono il fungo. E ci frantumeremo con il blues
metafisica della Via Lattea della dorata eternità che scompare per
contemplare che tutto ciò avrebbe potuto essere un fungo.
Tutto.
Un fungo.

1- Si là riferimento all'inno psichedelico del gruppo californiano dei
jefferson Airplane, White Rabbít. Contenuto nell'album Surrealistic
Pillow, pubblicato nel 1967, è liberamente ispirato ad Alice nel Paese
delk Meraviglie. Grace Slick era la straordinaria vocalist del gruppo.
La canzone, per i suoi aperti riferimenti al "viaggio", fu accusata
dall'allora vice-presidente Spiro Agnew di corrompere la gioventú (il
che naturalmente la fece schizzare nella top ten USA), in Gran Bretagna
la radio si rifiutò di mandarla in onda.

2. Nel testo spesso l'autore chiama il fungo col nome popolare inglese
di toad stoo4 sgabello del rospo. li rospo è una delle figure simboliche
'dell"'esperienza7 comune a diverse culture, da quella greca a quella
messicana. li rospo quando è irritato secerne una sostanza tossica, la
bufotenina, che se ingerita può avere effett' allucinogeni. Cosa ben
nota alle streghe che, come ognuno sa, nelle loro pozioni magiche non
fanno mai mancare un po' di coda di rospo.

3. Berserks erano i temibili guerrieri medievali scandinavi. Spaventosi
sul campo di battaglia, erano in preda a una follia devastante,
ululavano,mordevano gli scudi, avevano la bava alla bocca, erano
considerati invulnerabili e dotati di una forza sovrumana. Furono
proscritti da proclami regali, in Norvegia nel 1015 e in Islanda nel
1123.

4. Billy Graham, predicatore televisivo fondamentalista cristiano.
5. 1970.
6. Parole tratte da White Rabbit di Grace Slick, quella che segue è la
traduzione dell'intero testo:
'Una pillola ti fa piú grande, e una ti fa piú piccolo / e quelle che ti
dà tua madre / non ti fanno proprio nulla / vai a domandarlo ad Alice
quando è alta 10 piedi / E se vai a caccia di conigli e sai che stai per
cadere/ di' loro che un bruco che fumava il narghilé / ti ha chiamato /
chiama Alice, quand'era proprio piccola / Quando gli uomini sulla
scacchiera / si alzano e ti dicono dove andare / e tu hai appena preso
un certo tipo di fungo / e la tua mente si muove con lentezza / vai a
domandarlo ad Alice, penso che lo sappia / quando la logica e la
proporzione / sono cadute fradice e morte / e il Cavaliere Bianco sta
parlando alla rovescia / e la Regina Rossa ha perso la sua testa /
Ricorda cosa disse il ghiro: / nutri la tua mente / nutri la tua mente".

7. Il libro è stato pubblicato in Italia da Cesco Ciapanna Editore, Il
Fungo Sacro e la Croce, Roma 1979.

8. Meli Udor Karpos Elaios Turos Alphita=muketa, accusativo di mukes. E'
un tipico esempio di espediente per nascondere una parola scomponendola
nelle iniziali di altre parole di uso comune: miele - acqua - frutta-
olio - formaggio e orzo perlato.

9. Muk.


















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Marko

unread,
Nov 24, 2002, 5:43:30 PM11/24/02
to
In 75961dd9f35c072f436...@mygate.mailgate.org, Parodi
Giuseppe, parod...@katamail.com, il 24-11-2002 23:39 ha scritto:

> IL FUNGO MAGICO

imho Allegro si e' mangiato il fungo il quale ne ha preso possesso
obbligandolo a fargli propaganda.

Marco

Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar

unread,
Nov 25, 2002, 3:06:03 AM11/25/02
to

> Come ricorderete, quel boccone di fungo provocò in Alice alcuni violenti
> cambiamenti. Ora, esistono delle prove che l'Amanita muscaria abbia
> provocato nella razza umana alterazioni altrettanto potenti;

Qui si fa dell'ignoranza, e dell'ignoranza PERICOLOSA.

Come qualsiasi micologo vi potra' confermare, il fungo in questione NON
ha effetti allucinogeni, bensi' e' velenoso, ovvero causa morte o gravi
traumi
chimici a reni e fegato.

Quella dell'amanita muscaria e' una frottola che gira da tempo in molti
ambienti, e che ha portato solo pochi mesi fa all'avvelenamento alcuni
hippies noti come "elfi di pistoia".

Il fungo allucinogeno ad uso sciamanico, ben presente in'italia, e' un'altro
e NON ha nulla
a che fare con la famiglia delle amanite. (si chiama Stropharia Melasperma).
NON, e ripeto *NON*, provate ad ingerire amanita muscaria: e' possibile che
abbiate delle allucinazioni, cosi' come la tubercolosi causa nella fase
terminale
uno stato di euforia.
Tuttavia, si tratta di esperienze che non racconterete a nessuno,
quindi non vi so dire di preciso che tipo di allucinazioni siano:
la dose che le produce e' MORTALE.

Il fatto che la stampa "mille lire cento pagine" dica il contrario e'
irrilevante.
Il fungo usato dagli sciamani NON e' l'amanita muscaria e non lo e' MAi
stato.

Tra l'altro, riconoscere la Stropharia Melasperma e' difficile, in quanto e'
quasi identica all'agarucus semotus. Indubbiamente, essendo l'agaricus
commestibile, il massimo che puo' succedere nella confusione e' di farsi un
risotto,
ma quando uno fa confusione tra i funghi e per di piu' cerca funghi
allucinogeni,
il consiglio e' di stapparsi una fanta e affittarsi un DVD.

Io non capisco perche' la gente si diverta a far crepare gli altri
diffondendo ste notizie
del cazzo.

Lev

Raffaele Benzi

unread,
Nov 25, 2002, 3:16:38 AM11/25/02
to

"Parodi Giuseppe" <parod...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:75961dd9f35c072f436...@mygate.mailgate.org...

> IL FUNGO MAGICO
>
> Forse Grace Slick non lo sospettava(1), ma il fungo che Alice
> sgranocchiò nel Paese delle Meraviglie non era né il celebrato "fungo
> magico" d'origine messicana né un fungo di fantasia sbocciato dal ricco
> humus dell'immaginazione di Lewis Carroll. Era invece un buon vecchio
> fungo gringo ed era reale. Piú precisamente era l'Amanita muscaria dei
> cui curiosi effetti Carroll aveva letto in una recensione del libro
> British Fungi di M.C. Cook, pubblicato nell'ottobre del 1862 dal
> Gardener's Chronicle and agricultural Gazette.

Indizi sul fatto che il pitecantropo divenne uomo dopo aver conosciuto i
funghi allucinogeni ce ne sono a bizeffe.
Ma e' scomodo raccoglierle, non vengono accettate e le prove non vengono
neanche viste.

Pensa al sacro haouma dei riti dionisiaci: non poteva essere vino. Vasi e
statue lo dimostrano e cattedrali gotiche contengono il segno dei funghi
psilocinici.

Ma nessuno vuole ascoltare questo filone di notizie..In ogni caso, una
tisana fatta con la pellicola della muscaria , puo' veramente far vedere la
madonna...come altri funghi possono dare accesso ad altri specifici settori
delle religioni. Pero' se lo racconti si arrabbiano. Valli a capire...

Raffaele


Marko

unread,
Nov 25, 2002, 7:08:27 AM11/25/02
to
In arslli$lqo2a$1...@ID-53026.news.dfncis.de, Levoivoddin Eskeddan Thornassin

an Cinnabar, L...@streghe.cc, il 25-11-2002 9:06 ha scritto:

> Quella dell'amanita muscaria e' una frottola che gira da tempo in molti
> ambienti, e che ha portato solo pochi mesi fa all'avvelenamento alcuni
> hippies noti come "elfi di pistoia".

Cecchi e gli elfi del gran burrone? ma dai!

Marco

Marko

unread,
Nov 25, 2002, 7:11:13 AM11/25/02
to
In G%kE9.19193$3l.5...@twister1.libero.it, Raffaele Benzi,

ism...@libero.it, il 25-11-2002 9:16 ha scritto:

> Ma nessuno vuole ascoltare questo filone di notizie..In ogni caso, una
> tisana fatta con la pellicola della muscaria , puo' veramente far vedere la
> madonna...come altri funghi possono dare accesso ad altri specifici settori
> delle religioni. Pero' se lo racconti si arrabbiano. Valli a capire...

ci sono persone ipersensibili che effettivamente risentono in modo peculiare
di erbe, funghi, e cose del genere.

Ma non certo tutti e non certo la maggioranza delle persone.

Marco


voyager

unread,
Nov 25, 2002, 9:17:48 AM11/25/02
to
gli "elfi" di pistoia sono una "qualità" di hippies che si definiscono tali,
in quanto cercano di sopravvivere in comunione totale con la natura,
rifacendosi al mito del popolo dei boschi.
quello che racconta Lev è una fatto accaduto quest'estate durante uno dei
loro raduni.
alcuni ragazzi avevano consumato il fungo velenoso, proprio un'amanita, ma
nel folto del bosco i soccorsi non sono arrivati in tempo per salvargli la
vita.

quella dell'amanita muscaria non è una "frottola che gira".

è vero che alcune specie di amanita sono velenose, per esempio l'amanita
falloide, che è letale.
il 95% delle morti per ingestione di funghi sono dovute a specie
appartenenti alla famiglia Amanita.

nessuno ha però ancora dimostrato che lo sia l'amanita Muscaria, anche se
gli effetti derivanti dall'intossicazione possono essere assai sgradevoli o
dannosi (nausea, vomito, tremore, tossicità a livello epatico, etc.).
bisogna inoltre dire che il periodo, il luogo di raccolta ed il dosaggio
possono farne una sostanza molto tossica che può portare ad uno stato
comatoso.
de facto non abbiamo casi di morte in cui si è risaliti all'amanita
Muscaria.
il fungo è molto simile ad altri della stessa specie, letali.
che dire, vogliamo rischiare? direi di no.

è vero però che gli sciamani delle tradizioni nordiche (siberia, lapponia,
finlandia, russia) per secoli hanno utilizzato la pellicina che si stacca
dalla sua cappella per preparare un tè o una polvere da fumare che hanno
proprietà allucinogene.
è altrattanto vero che da molti studi botanici e antropologici l'amanita
muscaria è stata identificata come il Soma, bevanda degli dei, di cui si
parla nei testi del rig-veda.

questi sono i fatti.


"Marko" <marco...@tin.it> wrote in message
news:BA07D13F.4379%marco...@tin.it...

Marko

unread,
Nov 25, 2002, 9:20:12 AM11/25/02
to
In giqE9.20495$2B1.5...@twister2.libero.it, voyager,

RIMUOVIva...@QUESTOyahoo.it, il 25-11-2002 15:17 ha scritto:

> è vero però che gli sciamani delle tradizioni nordiche (siberia, lapponia,
> finlandia, russia) per secoli hanno utilizzato la pellicina che si stacca
> dalla sua cappella per preparare un tè o una polvere da fumare che hanno
> proprietà allucinogene.

grazie, credevo fosse un agarico.

Marco

voyager

unread,
Nov 25, 2002, 9:39:21 AM11/25/02
to


>
> ci sono persone ipersensibili che effettivamente risentono in modo
peculiare
> di erbe, funghi, e cose del genere.

ipersensibili? devi essere ipersensibile per sentire gli effetti dei
porcini, non di quello di cui si sta parlando quì.

>
> Ma non certo tutti e non certo la maggioranza delle persone.

Marco, si sta parlando di funghi allucinogeni, A L L U C I N O G E N I.
Sono stati definiti tali nei libri che hai studiato anche tu a scuola, non
perchè ad un tizio ipersensibile una volta hanno fatto vedere le lucine nel
cielo, ma perchè causano nel cervello dell'uomo percezioni ASSAI diverse da
quelle comuni.
questo a causa di precise combinazioni neurochimiche.
CHIMICA, non sensazione.
ci sei?
non la camomilla in scatola del supermercato, i funghi (e le piante)
allucinogeni.

Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar

unread,
Nov 25, 2002, 9:42:17 AM11/25/02
to
> gli "elfi" di pistoia sono una "qualità" di hippies che si definiscono
tali,

So benissimo chi siano e in cosa credano e ne conosco personalmente diversi
anche perche' casa mia e' in mezzo agli stessi boschi.

Tuttavia, l'idea di farsi la muscaria e' stata sbagliata: se avessero usato
un
vero fungo psilocibico, come appunto quello che ho indicato, non sarebbe
loro successo nulla.
A patto di saperlo riconoscere, of course.

> alcuni ragazzi avevano consumato il fungo velenoso, proprio un'amanita, ma
> nel folto del bosco i soccorsi non sono arrivati in tempo per salvargli
la
> vita.

Eh, gia', trattasi di veleno, yes.

> quella dell'amanita muscaria non è una "frottola che gira".
>
> è vero che alcune specie di amanita sono velenose, per esempio l'amanita
> falloide, che è letale.
> il 95% delle morti per ingestione di funghi sono dovute a specie
> appartenenti alla famiglia Amanita.

Ma va la'....

> nessuno ha però ancora dimostrato che lo sia l'amanita Muscaria, anche se
> gli effetti derivanti dall'intossicazione possono essere assai sgradevoli
o
> dannosi (nausea, vomito, tremore, tossicità a livello epatico, etc.).

O la morte.

Invece, il fungo che ho indicato e' psilocibico, e tendenzialmente innocuo
a meno di non usarne dosi pazzesche.

> è vero però che gli sciamani delle tradizioni nordiche (siberia, lapponia,
> finlandia, russia) per secoli hanno utilizzato la pellicina che si stacca
> dalla sua cappella per preparare un tè o una polvere da fumare che hanno
> proprietà allucinogene.

Questa e' un'illazione: si sa che usassero un fungo, ma non si sa
di preciso quale in tutte le zone. In alcune si e' risaliti alla muscaria,
in altre si eì risaliti ad altri funghi, in altre ancora e' ignoto.

Chi sostiene la tesi muscaria come fungo divino, invece, la spalma
ovunque....

C'erano anche gruppi che mangiavano la muscaria, ma non per farsi il the
o fumarla: la tecnica di ingestione era che una persona assuefatta ne
mangiasse,
pisciasse urina contenente dosi non letali di principio attivo, e poi gli
altri
la usassero mischiata ad altri ingredienti per sballare a loro volta.

In alternativa, si usavano interiora di animali cui venivano fatt ingerire,
come la capra che non muore della muscaria, ma i cui rognoni si impregnano
di principio attivo per espellerlo. Oltre al fatto che se ne puo' usare
l'urina,
come dicevo. Una bonta', eh?

LA cosa stramba e' che quei libercoli che trattano la muscaria e il suo
uso tra gli sciamani poi tendono ad addolcire la pillola per rendere
attraente
l'uso della muscaria alle persone......

E' il classico esempio di come un'usanza nativa si occidentalizza
fino ad essere atraente, per poi essere riattribuita agli antichi,
bella ripulita e politicamente corretta.

> è altrattanto vero che da molti studi botanici e antropologici l'amanita
> muscaria è stata identificata come il Soma, bevanda degli dei, di cui si
> parla nei testi del rig-veda.

> questi sono i fatti.

Molto occidentalizzati: i metodi di ingestione della muscaria, laddove
era usata, non ti piacerebbero affatto, come ho gia' spiegato.


Lev

voyager

unread,
Nov 25, 2002, 9:57:32 AM11/25/02
to

"Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar" <L...@streghe.cc> wrote in
message news:artcsd$m4pma$1...@ID-53026.news.dfncis.de...

cut

> Tuttavia, l'idea di farsi la muscaria e' stata sbagliata: se avessero
usato
> un
> vero fungo psilocibico, come appunto quello che ho indicato, non sarebbe
> loro successo nulla.
> A patto di saperlo riconoscere, of course.

of course.
di certo ha fatto leva il fattore "colore".
fa tanto bello farsi il fungo dei puffi, sai.

> > il 95% delle morti per ingestione di funghi sono dovute a specie
> > appartenenti alla famiglia Amanita.
>
> Ma va la'....

sono dati relativi agli stati uniti, ma reali. :)

>
> > nessuno ha però ancora dimostrato che lo sia l'amanita Muscaria, anche
se
> > gli effetti derivanti dall'intossicazione possono essere assai
sgradevoli
> o
> > dannosi (nausea, vomito, tremore, tossicità a livello epatico, etc.).
>
> O la morte.
>
> Invece, il fungo che ho indicato e' psilocibico, e tendenzialmente innocuo
> a meno di non usarne dosi pazzesche.

concordo.

> > è vero però che gli sciamani delle tradizioni nordiche (siberia,
lapponia,
> > finlandia, russia) per secoli hanno utilizzato la pellicina che si
stacca
> > dalla sua cappella per preparare un tè o una polvere da fumare che hanno
> > proprietà allucinogene.

> Questa e' un'illazione: si sa che usassero un fungo, ma non si sa
> di preciso quale in tutte le zone. In alcune si e' risaliti alla muscaria,
> in altre si eì risaliti ad altri funghi, in altre ancora e' ignoto.

non è un'illazione. l'uso è tuttora documentato o lo era fino a qualche
decennio fa nelle zone che ho citato.
è l'uso da parte delle popolazioni ariane del rig-veda che non lo è, ma è
solo una ipotesi.

> C'erano anche gruppi che mangiavano la muscaria, ma non per farsi il the
> o fumarla: la tecnica di ingestione era che una persona assuefatta ne
> mangiasse,
> pisciasse urina contenente dosi non letali di principio attivo, e poi gli
> altri
> la usassero mischiata ad altri ingredienti per sballare a loro volta.

a dir la verità questo è esattamente l'uso originario.
non l'ho citato per non far del male agli stomaci dei loorkers.


cut

Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar

unread,
Nov 25, 2002, 10:12:29 AM11/25/02
to
Allora, il principio attivo della muscaria NON e' uno psilocibinico,
quindi NON somiglia per un cazzo a quello che provano gli sciamani
del messico.

PEr la precisione sono due, l'acido ibotenico e il muscazone.
L'essiccazione NON riducegli effetti. Si calcola circa 5 KG di fungo fresco,
come dose certamente mortale, 2 kg come dose invalidante,
considerando che l'essiccazione toglie quasi il 95% della massa,
un pugno e' sufficente a distruggere le vostre cellule epatiche.
Tuttavia, la quantita' di principio attivo e' variabile: ce ne sta di piu'
nei funghi giovani che in quelli vecchi, e ce ne sta di piu' in alcune
stagioni
e in alcune condizioni climatiche e in alcuni luoghi di crescita.

Il problema dell'acido ibotenico e' che e' un precursore, ovvero
il vostro corpo lo trasformera' in muscinolo. Siccome il vostro corpo
lo fara' "quanto gli pare", puo' succedere che la volta prima siate stati
bene
e la volta dopo ci lasciate le penne, a seconda dello stato iniziale del
vostro organismo: stress, stanchezza, dieta, altre sostanze ingerite tipo
alcool:
in piu' avete l'incertezza di non sapere quanto principio attivo c'e' nei
funghi.

In generale, quando raggiungete la quantita' che potrebbe darvi qualche
allucinazione, a seconda del vostro organismo potreste anche produrre
una dosa di muscinolo letale o per lo meno devastante sulla salute del
sistema nervoso,
cosa che vi produrra' una sindrome panterinica, o sindrome neurotossica
anticolerginica.

L'unico fungo che cresce in italia e' che sia psilocibinico e' come ho detto
la
stropharia melasperma, il quale contiene sia psilocibina che psilocina,
sostanze comunque 10.000 volte meno potenti dell'LSD.

Questo e' l'unico fungo italiano che vi puo' dare gli stessi effetti dei
funghi degli
sciamani messicani.

Per la precisione, vi dara':

Dolori addominali e gastrici con diarrea e vomito non sempre presenti.Di
norma: cefalee, brividi, vertigini, respiro accelerato, difficoltà di
accomodazione (messa a fuoco delle immagini), perdita equilibrio, turbe
psichiche con agitazione psicomotoria di tipo maniacale o depressione.
Logorrea (cascata di parole senza senso), riso immotivato, delirio,
litigiosità, disforia (cambiamento dello stato di umore), atti di violenza,
ebbrezza, euforia o angoscia, impulsi erotici, disorientamento
spazio-temporale, visioni colorate, distorsione degli oggetti, allucinazioni
sensoriali, fenomeni di depressione, torpore.

Il tutto termina dopo 6-10 ore dall’assunzione.

Lev

Marko

unread,
Nov 25, 2002, 11:41:44 AM11/25/02
to
In tCqE9.20576$2B1.5...@twister2.libero.it, voyager,

RIMUOVIva...@QUESTOyahoo.it, il 25-11-2002 15:39 ha scritto:

>> Ma non certo tutti e non certo la maggioranza delle persone.
>
> Marco, si sta parlando di funghi allucinogeni, A L L U C I N O G E N I.
> Sono stati definiti tali nei libri che hai studiato anche tu a scuola, non

> perchč ad un tizio ipersensibile una volta hanno fatto vedere le lucine nel
> cielo, ma perchč causano nel cervello dell'uomo percezioni ASSAI diverse da


> quelle comuni.
> questo a causa di precise combinazioni neurochimiche.
> CHIMICA, non sensazione.
> ci sei?
> non la camomilla in scatola del supermercato, i funghi (e le piante)
> allucinogeni.

Mi sono guardato delle sperimentazioni ottocentesche di agaricus muscarius.
le allucinazioni che tu dici le provarono solo una minoranza degli
sperimentatori. La maggioranza provo' sintomi fisici.

Marco

Marko

unread,
Nov 25, 2002, 11:47:55 AM11/25/02
to
In wTqE9.20623$2B1.5...@twister2.libero.it, voyager,

RIMUOVIva...@QUESTOyahoo.it, il 25-11-2002 15:57 ha scritto:

>> C'erano anche gruppi che mangiavano la muscaria, ma non per farsi il the
>> o fumarla: la tecnica di ingestione era che una persona assuefatta ne
>> mangiasse,
>> pisciasse urina contenente dosi non letali di principio attivo, e poi gli
>> altri
>> la usassero mischiata ad altri ingredienti per sballare a loro volta.
>
> a dir la verità questo è esattamente l'uso originario.
> non l'ho citato per non far del male agli stomaci dei loorkers.

di' la verita': non l'avevi fatto per non evocare G.Paolo...

Marco

max man

unread,
Nov 25, 2002, 1:09:30 PM11/25/02
to

"Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar" ha

> Tra l'altro, riconoscere la Stropharia Melasperma e' difficile, in quanto
e'
> quasi identica all'agarucus semotus. Indubbiamente, essendo l'agaricus
> commestibile, il massimo che puo' succedere nella confusione e' di farsi
un
> risotto,
> ma quando uno fa confusione tra i funghi e per di piu' cerca funghi
> allucinogeni,
> il consiglio e' di stapparsi una fanta e affittarsi un DVD.

grazie

max


darik

unread,
Nov 25, 2002, 4:48:53 PM11/25/02
to

"voyager" <RIMUOVIva...@QUESTOyahoo.it>
ha scritto nel messaggio news:giqE9.20495$2B1.5...@twister2.libero.it...

> quella dell'amanita muscaria non è una "frottola che gira".

ke sarebbe il classico fungo "rosso con i puntini bianki" ke tutti
gli illustratori inseriscono sconsideratamente nelle pubblicazioni
per bambini............................ke diventati grandi.........
ciao, darik

Eleonora Cavallini

unread,
Nov 25, 2002, 8:23:26 PM11/25/02
to
"Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar" <L...@streghe.cc> wrote in message news:<arslli$lqo2a$1...@ID-53026.news.dfncis.de>...
> > Come ricorderete, quel boccone di fungo provocň in Alice alcuni violenti

> > cambiamenti. Ora, esistono delle prove che l'Amanita muscaria abbia
> > provocato nella razza umana alterazioni altrettanto potenti;
>
> Qui si fa dell'ignoranza, e dell'ignoranza PERICOLOSA.

Forse l'identificazione tra il fungo di Alice e la Muscaria nasce da
una forzatura degli illustratori di Carroll. A causa dei suoi
bellissimi colori, la Muscaria ha sempre esercitato un certo fascino
visuale sugli illustratori della letteratura fiabesca.


>
> Come qualsiasi micologo vi potra' confermare, il fungo in questione NON
> ha effetti allucinogeni, bensi' e' velenoso, ovvero causa morte o gravi
> traumi
> chimici a reni e fegato.

Senza dubbio. La Muscaria č tossica e molto pericolosa.

>
> Tuttavia, si tratta di esperienze che non racconterete a nessuno,
> quindi non vi so dire di preciso che tipo di allucinazioni siano:
> la dose che le produce e' MORTALE.

Ecco, a me risulta che la Muscaria sia tossica ma solo eccezionalmente
mortale (a differenza della Phalloides che č SEMPRE letale). Credo
che, opportunamente essiccata, la Muscaria fosse in uso come sostanza
allucinogena (a fini rituali) presso antichi popoli nordici. Ma forse
questi ultimi stavano un po' piů attenti di certi moderni hippies.


>
> Il fatto che la stampa "mille lire cento pagine" dica il contrario e'
> irrilevante.

Pienamente d'accordo.

> Tra l'altro, riconoscere la Stropharia Melasperma e' difficile, in quanto e'
> quasi identica all'agarucus semotus. Indubbiamente, essendo l'agaricus
> commestibile, il massimo che puo' succedere nella confusione e' di farsi un
> risotto,

Ha altre denominazioni l'Agaricus Semotus?

> ma quando uno fa confusione tra i funghi e per di piu' cerca funghi
> allucinogeni,
> il consiglio e' di stapparsi una fanta e affittarsi un DVD.

Si puň anche stappare una bottiglia di Chianti e accompagnarlo con un
risotto a base di Boletus Edulis (naturalmente tutto dipende dai
referenti culturali delle singole persone).


>
> Io non capisco perche' la gente si diverta a far crepare gli altri
> diffondendo ste notizie
> del cazzo.

Pensa un po' alle cose che gli autori di certi libercoli scrivono a
proposito dell'aids...:-( Comunque, ben venga la tua segnalazione. Un
conto č l'interesse storico nei confronti delle antiche religioni, un
altro č il tentativo maldestro di imitarle.
>
Eleonora

Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar

unread,
Nov 26, 2002, 3:37:19 AM11/26/02
to
> > Tuttavia, si tratta di esperienze che non racconterete a nessuno,
> > quindi non vi so dire di preciso che tipo di allucinazioni siano:
> > la dose che le produce e' MORTALE.
>
> Ecco, a me risulta che la Muscaria sia tossica ma solo eccezionalmente
> mortale (a differenza della Phalloides che è SEMPRE letale). Credo

> che, opportunamente essiccata, la Muscaria fosse in uso come sostanza
> allucinogena (a fini rituali) presso antichi popoli nordici. Ma forse
> questi ultimi stavano un po' più attenti di certi moderni hippies.

Loro erano piu' furbi.
Facevano mangiare il fungo ad un tizio assuefatto, e poi aspettavano che
pisciasse e usavano le urine.
Siccome l'organismo del tizio aveva gia' trasformato l'acido
ibotenico in muscinolo, e se il tizio era ancora vivo lo aveva fatto in dosi
accettabili, loro avevano la sostanza attiva gia' pronta, e , specialmente
"colludata".

Secondo te, se il tizio schiattava, la cerimonia continuava?

ehehehehe..... erano antichi, ma non scemi.

> > commestibile, il massimo che puo' succedere nella confusione e' di farsi
un
> > risotto,
>
> Ha altre denominazioni l'Agaricus Semotus?

Si, ma qui torniamo al punto di partenza.
Non causare l'effetto stramonio: tempo alcuni deficenti pubblicarono
alcune pagine sul meraviglioso uso psicotropo dello stramonio.
Il risultato fu un insolito affollamento negli ospedali.

A me non va di causare disastri lanciando tutti gli sciamani della
domenica italiani nei boschi ad ammazzarsi.

Esistono un sacco di sostanze naturali che possono fungere da
allucinogeni, e questo per un semplice motivo: quando stai male,
spesso hai allucinazioni, se stai abbastanza male.

Anche il disseccante per topi produce allucinazioni, qualche ora
prima della morte. Ma non bisogna confondere le allucinazioni
perche' stai male con le allucinazioni perche' hai usato una sostanza
psicotropa come una psilocibina.

> Pensa un po' alle cose che gli autori di certi libercoli scrivono a
> proposito dell'aids...:-( Comunque, ben venga la tua segnalazione. Un

> conto è l'interesse storico nei confronti delle antiche religioni, un
> altro è il tentativo maldestro di imitarle.

Ma il tentativo di imitarle se rimane personale va benissimo.

LA cosa che mi sta su e' questa gente che arriva e dice:

drogarsi cuoi funghi e' bello, facile e una volta lo facevano tutti
e non si rischia nulla.

E' bello, ma NON e' facile, e si rischia la pelle.

Poi, se sei cosciente di questo e a casa tua ti vuoi fare le cose
con le erbe, sei libero di farlo. MA non lanci decine di sciamani
della domenica a spasso per i boschi ad avvelenarsi perche' ti piace
"fare controcultura".

Lev


voyager

unread,
Nov 26, 2002, 3:50:45 AM11/26/02
to

"Marko" <marco...@tin.it> wrote in message
news:BA08114C.45A3%marco...@tin.it...

Mi riferivo non alla singolarità dell'agaricus (mi fido di quanto tu riporti
a riguardo) ma alla totalità in generale di piante e funghi definiti
"allucinogeni o psicotropi" la cui esperienza psichedelica tu avevi detto
dipendere dall'ipersensibilità di alcuni individui.
Forse non ci eravamo capiti.


voyager

unread,
Nov 26, 2002, 4:15:56 AM11/26/02
to

"Eleonora Cavallini" <leon.ca...@virgilio.it> wrote in message
news:1c00f5ed.0211...@posting.google.com...

> "Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar" <L...@streghe.cc> wrote in
message news:<arslli$lqo2a$1...@ID-53026.news.dfncis.de>...

cut

> Un conto è l'interesse storico nei confronti delle antiche religioni, un
> altro è il tentativo maldestro di imitarle.
> >
> Eleonora

Sottolineando che non si tratta solo di "antiche religioni" ma che queste
pratiche sono tuttora in essere pienamente conservate da alcune popolazioni,
convergo con voi nel ritenere "il tentativo maldestro di imitarle"
assolutamente falsato all'origine (sotto molti aspetti) e per questo foriero
di pericoli (materiali e no).
Questo non solo per quanta riguarda il tentativo da parte di qualche
intrepido ma anche nelle forme di alcune componenti new-age e dei loro
sciamani improvvisati.
Le popolazioni che nei millenni hanno osservato queste pratiche ne hanno
mantenute e conservate con una tradizione ininterrotta le caratteristiche,
preparando fin dall'infanzia per il loro ruolo figure come quelle degli
sciamani, esperti garanti della preparazione e della consumazione, degli
aspetti "medici" e di quelli spirituali dell'esperienza.
Altro che scampagnata o corso di sciamanesimo in tre week-end.

Messi i dovuti puntini sulle i, vorrei ora insieme a voi cercare di
affrontare l'aspetto intrinseco della questione: in tutto il mondo antico o
primitivo (eccetto per quanto riguarda l'estremo oriente di cui non so
nulla) l'approccio al divino o agli aspetti trascendentali è avvenuto almeno
in una sua fase attraverso la mediazione di piante definite "maestre",
assunte all'interno del gruppo dagli esponenti o guide spirituali (sciamani,
sacerdoti), da una parte selezionata della popolazione (iniziati, guerrieri,
re o figure con compiti comunque di responsabilità nei confronti della
comunità) o, in altri casi, da qualunque membro della comunità in momenti
ritenuti critici o sacri (a scopi curativi, sia a livello fisico che
spirituale, durante cerimonie di rilevanza comune, riti di passaggio).
Suggerisco la lettura di Mircea Eliade o di Ott, non dei millelire.
Il fenomeno non è definibile come eccezionale nè come limitrofo in quanto
troppo diffuso nello spazio e nel tempo ed in quanto costituiva/sce per le
comunità coinvolte il punto centrale di convergenza del loro rapporto col
sacro.
Ora, stiamo parlando evidentemente di un pezzo di storia dell'uomo (con
tutti i distinguo del caso), un pezzo di storia di tutti noi, storia che per
alcuni uomini è ancora attuale, nella sua accezione tradizionale.
L'Uomo ha affidato per un certo periodo la parte più importante della sua
esperienza vitale (il sacro) al confronto con una pianta o un fungo
psicotropi.
Perchè?
Mi piacerebbe avere le vostre opinioni.


Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar

unread,
Nov 26, 2002, 4:25:41 AM11/26/02
to
> Perchč?

> Mi piacerebbe avere le vostre opinioni.

perche' significa che cerchi uan siegazione razionale.

Ti basta osservare la struttura cognitiva dell'uomo del periodo.

Egli divideva il mondo in due categorie: visibile ed invisibile.
Il secondo era magico-divino.

Se una persona veniva colpita da una lancia morendo e un'altra
veniva colpita da una lancia e sopravviveva, allora il motivo, essendo
invisibile, era divino-magico.

Tutto cio' che era invisibile, era divino magico, e viceversa.

Chi vedeva cose invisibili, vedeva cose magiche o divine.
Chi si droga vede cose invisibili (agli altri) e dunque vede cose
divine-magiche.

Se vuoi risposte valide sul piano umanistico, e' inutle chiedere "il
perche'".

Chiediti come e cosa.

Lev

voyager

unread,
Nov 26, 2002, 4:37:01 AM11/26/02
to

"Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar" <L...@streghe.cc> wrote in

message news:arvemm$mhqaq$1...@ID-53026.news.dfncis.de...

>
> Se vuoi risposte valide sul piano umanistico, e' inutle chiedere "il
> perche'".
>
> Chiediti come e cosa.
>
> Lev

il mio perchè voleva proprio vertere al "come e cosa".
all'utilità di una riflessione, umanistica e scientifica, su ciò che la
nostra mente vive come realtà e di conseguenza quale diventa il suo divino.

> Chi vedeva cose invisibili, vedeva cose magiche o divine.
> Chi si droga vede cose invisibili (agli altri) e dunque vede cose
> divine-magiche.

perchè alcune cose non ci sono "visibili" in uno stato "normale".
perchè quell'invisibile cui accediamo rappresenta un'esperienza per lo meno
mistica?
cosa scopriamo con l'intervento di uno psicotropo?
quali sostanze generano l'esperienza, e sono proprio tutte o solo esogene?
forse c'è un "visibile" che ci sfugge?
non sono domande ma spunti di riflessione.


Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar

unread,
Nov 26, 2002, 4:46:21 AM11/26/02
to
> il mio perchè voleva proprio vertere al "come e cosa".
> all'utilità di una riflessione, umanistica e scientifica,

Dall'era dei lumi in poi, "umanistico e scientifico" e' diventato
impossibile:
o meglio e' cosi' ma gli scientisti dicono di no e ti gridano addosso.

> > Chi vedeva cose invisibili, vedeva cose magiche o divine.
> > Chi si droga vede cose invisibili (agli altri) e dunque vede cose
> > divine-magiche.
>
> perchè alcune cose non ci sono "visibili" in uno stato "normale".
> perchè quell'invisibile cui accediamo rappresenta un'esperienza per lo
meno
> mistica?

E' un'assioma.
E' indipendente da tutto il resto.

E' cosi' perche' loro vedevano cosi' il mondo.

Lev

Marko

unread,
Nov 26, 2002, 11:05:28 AM11/26/02
to
In FBGE9.23877$2B1.6...@twister2.libero.it, voyager,

RIMUOVIva...@QUESTOyahoo.it, il 26-11-2002 9:50 ha scritto:

>> Mi sono guardato delle sperimentazioni ottocentesche di agaricus
> muscarius.
>> le allucinazioni che tu dici le provarono solo una minoranza degli
>> sperimentatori. La maggioranza provo' sintomi fisici.
>>
>> Marco
>
> Mi riferivo non alla singolarità dell'agaricus (mi fido di quanto tu riporti
> a riguardo) ma alla totalità in generale di piante e funghi definiti
> "allucinogeni o psicotropi" la cui esperienza psichedelica tu avevi detto
> dipendere dall'ipersensibilità di alcuni individui.
> Forse non ci eravamo capiti.

E' una questione di grado, di dose e di sensibilita' individuale. Ci sono
sostanze che sono allucinogene per la maggioranza di quelli che le assumono,
a dosi non letali. Ci sono sostanze, e sono molto piu' numerose, la cui dose
allucinogena e' vicina alla dose letale o almeno abbastanza tossica da
provocare lesioni fisiche.

Tuttavia persone ipersensibili possono assumere dosi relativamente piccole
in modo da correre meno rischi e nel contempo godere dei "benefici"
allucinogeni.

per esempio leggevo recentemente di una molecola simile alla melatonina, che
in alcune popolazioni dell'Africa si usa comunemente per effettuare "viaggi
sciamanici". Le dosi impiegate sono relativamente sicure, ma non avrebbero
effetto se gli adepti non fossero iniziati con una dose decisamente alta e
pericolosa, che "apre" una volta per sempre le "porte della percezione". In
pratica queste persone sviluppano artificialmente (e non senza rischi)
quella ipersensibilita' che in questo caso e' quasi necessaria.

Marco

Eleonora Cavallini

unread,
Nov 27, 2002, 8:49:16 PM11/27/02
to
"Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar" <L...@streghe.cc> wrote in message news:<arvbs0$m0djk$1...@ID-53026.news.dfncis.de>...

>
> Secondo te, se il tizio schiattava, la cerimonia continuava?
>
> ehehehehe..... erano antichi, ma non scemi.

Se ti rivolgi a me, sfondi una porta aperta:-)


> Esistono un sacco di sostanze naturali che possono fungere da
> allucinogeni, e questo per un semplice motivo: quando stai male,
> spesso hai allucinazioni, se stai abbastanza male.

Infatti, ora che mi ci fai pensare, la sacerdotessa di Apollo a Delfi
(Pizia) dava la stura ai suoi deliri profetici dopo essere stata per
un bel po' in un ambiente chiuso, avvolta da vapori ignei scarsamente
salubri. Doveva arrivare al limite del soffocamento, e a quel punto
sospetto che l'intossicazione causata dai vapori agisse sui meccanismi
biochimici del suo cervello fino al punto di farle pronunciare i
famosi (o piuttosto 'fumosi'?) vaticini.
Durrenmatt, ne _La morte della Pizia_, smitizza il tutto insinuando
che la profetessa si limitasse a recitare, un po' confusamente, testi
oracolari predisposti dagli accorti sacerdoti del tempio. Ma questo
discorso ci porterebbe troppo lontano.
Resta il fatto che la Pizia doveva essere ben allenata ai vapori
mefitici, perché di solito prendeva servizio intorno ai cinquant'anni
d'età e moriva decrepita.
Anche in questo caso, gli antichi facevano le cose con attenzione: se
la Pizia fosse morta soffocata, il santuario di Delfi avrebbe perso
quel prestigio che invece conservò per moltissimi secoli.
Eleonora

Levoivoddin Eskeddan Thornassin an Cinnabar

unread,
Nov 28, 2002, 3:36:23 AM11/28/02
to
> > Esistono un sacco di sostanze naturali che possono fungere da
> > allucinogeni, e questo per un semplice motivo: quando stai male,
> > spesso hai allucinazioni, se stai abbastanza male.
>
> Infatti, ora che mi ci fai pensare, la sacerdotessa di Apollo a Delfi
> (Pizia) dava la stura ai suoi deliri profetici dopo essere stata per
> un bel po' in un ambiente chiuso, avvolta da vapori ignei scarsamente
> salubri. Doveva arrivare al limite del soffocamento, e a quel punto
> sospetto che l'intossicazione causata dai vapori agisse sui meccanismi
> biochimici del suo cervello fino al punto di farle pronunciare i
> famosi (o piuttosto 'fumosi'?) vaticini.

Teoricamente si.
Ma questo non e' un problema e io non sono un moralista.

Il mio problema e': se diffondo la notizia secondo la quale bersi
l'acquaragia sia benefico , sballoso e innocuo, probabilmente
qualcuno lo fara'.

Con risultati tremendi.

Quindi, prima di diffondere tali notizie ci penso.

Se la sacerdotessa di delfi disponeva di una tecnica da sballo
per la quale vaticinava in maniera controllata , innocua o addirittura
benefica,
e' perche' avevano provato che fosse cosi'.

MA nessuno ha mai provato che bere acquaragia o mangiare amanita muscaria
sia completamente innocuo *per chiunque*, quindi dare una notizia del
genere su un massmedia secondo me e' sbagliato.

Poi, se vogliamo discutere di come si produca l'unguento di belladonna,
o la tintura di Artemisia, si puo' discutere, a patto che bambini ed
imbecilli
siano nella stanza accanto ad ascoltare mozart.


> Anche in questo caso, gli antichi facevano le cose con attenzione: se
> la Pizia fosse morta soffocata, il santuario di Delfi avrebbe perso
> quel prestigio che invece conservò per moltissimi secoli.

Lo sospetto anche io.

:-)

Lev

Seastorm

unread,
Nov 28, 2002, 11:06:26 AM11/28/02
to
leon.ca...@virgilio.it (Eleonora Cavallini) wrote in
<1c00f5ed.02112...@posting.google.com>

>Infatti, ora che mi ci fai pensare, la sacerdotessa di Apollo a Delfi
>(Pizia) dava la stura ai suoi deliri profetici dopo essere stata per
>un bel po' in un ambiente chiuso, avvolta da vapori ignei scarsamente
>salubri. Doveva arrivare al limite del soffocamento,

E' quanto narra Plutarco, ma dopo che gli archeologi non trovarono tracce dei
famosi vapori, la cosa divenne dubbia. Una nuova ipotesi emerge da recenti
studi in loco:

<<Basandosi sulle asserzioni degli antichi, secondo cui il gas fuoriusciva da
delle fenditure nel terreno, J. Z. de Boer dell'Università di Wesleyan e i
suoi colleghi hanno individuato numerosi difetti geologici che corrispondono
alla descrizione. Secondo gi scienziati gli idrocarburi provenienti dal
pavimento in calcare bituminoso sono stati la causa più probabile delle
trance di Pizia. Infatti i ricercatori hanno trovato tracce di etano, metano
ed etilene nella sorgente d'acqua in prossimità dell'oracolo. L'etilene,
utilizzato in passato come anestetico, è in grado di produrre effetti
euforici simili a quelli descritti da Plutarco.>>

Per cui presumibilmente non si trattava di trance da soffocamento, come nelle
famose "tende indiane", ma di vapori abbastanzi contenuti in cui predominava
un vero e proprio effetto farmacologico.

--
Nessuno rispetta tutte le norme
Nessuna norma viene sempre rispettata

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