ciao,
Mauro A.
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http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,92160,00.html
L'esorcista contro Harry Potter
Ancora polemiche sul piccolo mago più famoso del momento.
Il presidente dell'Associazione degli esorcisti afferma che nel film
"c'è la firma del diavolo".
di Claudia Cipriani
LA DIFESA DEI CATTOLICI
MODENA - Il successo di Harry Potter sembra indispettire molti. Contro
il caso cinematografico del momento si sono scagliati religiosi,
insegnanti, maghi celebri e meno celebri. La polemica, che fino a ieri
preoccupava soprattutto gli Stati Uniti, ha varcato i nostri confini.
Dopo il Mago Zurlì che, citando la signora Ciampi, ha accusato di
scarsa intelligenza la favola di Harry , si è pronunciato con rabbia
anche padre Gabriele Amorth, presidente dell' Associazione
internazionale degli esorcisti. Mettendo in guardia genitori e bambini
ha sentenziato: ''In Harry Potter c' è la firma del re delle tenebre,
il diavolo''. Il religioso modenese ha tenuto a precisare che ''La
morale e l' insegnamento etico di questo libro-film si riassume in più
punti. Per esempio, le regole si possono tranquillamente infrangere se
non sostengono i proprio interessi, mentire è giustificato, efficace
ed accettabile per raggiungere il proprio scopo''.
Per l'esorcista, il messaggio ingannevole e pericoloso di Harry Potter
passa all'azione con l'utilizzo sfacciato della magia, arte satanica
per eccellenza. ''Harry, che frequenta la miglior scuola di magia e
stregoneria del suo mondo - ha commentato Amorth - ha degli
antagonisti talmente malvagi e repellenti da far sembrare lui virtuoso
e buono. Il risultato è una tacita accettazione dei personaggi meno
cattivi che sono scambiati per buoni. In sintesi, libro e film sono
imperniati sulla lotta tra la magia bianca e quella nera''.
Ma al di là degli attacchi è dubitabile che i genitori italiani
seguano questi consigli astenendosi dall'accompagnare i figli a vedere
il sospirato film di Natale. D'altronde, è alquanto incomprensibile
l'accanimento nei confronti di Harry Potter, che come tutte le fiabe
che si rispettino, ha per protagonista un personaggio valoroso che
riesce a riscattarsi da una situazione sfortunata combattendo e
vincendo la malvagità dei suoi oppositori.
(04 DICEMBRE 2001, ORE 12:49)
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,92160,00.html
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> riporto questo articolo non tanto perche' me ne freghi di Harry Potter,
> personaggio fiabesco ma perche' riguarda un personaggio
> purtroppo reale, ossia il solito p. Amorth,
> degno rappresentante degli esorcisti cattolici,
>[...]
A Porta a porta P.Amorth e il mago Otelma si sono confrontati su questo tema
insieme ad altri ospiti, comprendo che il pto di vista di P.Amorth possa non
essere condiviso, ma se avete seguito i servizi di Striscia la notizia
sull'equipe di Vanna Marchi, su come hanno 'ottenuto' il denaro a non si sa
quanta gente semplice con
la scusa della magia, allora ci pensereste un minuto forse prima di fare
spallucce sulle parole del sacerdote-esorcista . In altre parole possiamo
dibattere sull'esistenza del diavolo quanto si vuole ma i maghi esistono :-(
con tutto cio' che la loro attivita' comporta e che ogni tanto grazie anche a
programnmi come striscia viene a galla. Ma quanto sommerso che nessuno conosce,
che nessuno denuncia, quasi che chi cade nei raggiri si pensa che se le e'
voluto.
Imho la legislazione italiana e' troppo debole in questo campo, non tutela per
nulla la gente semplice. Ciao Claudio Pace.
--
Posted from [217.58.46.90]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Imho la legislazione italiana e' troppo debole in questo campo, non
> tutela per nulla la gente semplice.
Condivido. L'abuso della credulita' popolare andrebbe punito con piu'
forza. In tutti i campi.
--
Ciao - I never drink water: fish fuck in it...
Massimo C. - http://web.tiscali.it/massimo250870/
> ciao,
> Mauro A.
Direi che la prima frase dell'intervista spieghi tutto benissimo.
> MODENA - Il successo di Harry Potter sembra indispettire molti.
Il problema e' questo: il successo del film.
Tieni conto di una cosa, ci sono due metodi per calcare un palcoscenico:
1)Avere qualcosa di interessante da dire.
2)Insultare chi parla su quel palcoscenico.
Ecco, Amorth non puo' salire sul palcoscenico di celebrita' di quel
film dicendo delle cose interessanti. Non ne ha.
E cosi', sale sul palcoscenico insultando il film.
Per quanto riguarda il demonio, ricordati che e' la creatura
sopranaturale piu' amata dai cattolici: se dici che dio non esiste
ti chiamano ateo e non ti fanno niente, se dici che il demonio
non esiste ti saltano alla gola.
Per un motivo molto semplice: i nome di dio devono amare, e non
rende un cazzo, mentre per lottare contro il demonio hanno bisogno
di mezzi e potere.
E questo rende molto.
Lev
--
######################################################################
Messaggio postato attraverso il gateway NNTP Http://news.streghe.cc
A cura dell' Associazione Culturale Hermes & Afrodite (www.streghe.cc)
>> Imho la legislazione italiana e'
troppo debole in questo campo, non
>> tutela per nulla la gente semplice.
>Condivido. L'abuso della credulita' popolare andrebbe punito con piu'
>forza. In tutti i campi.
Anch'io sono d'accordo. Far credere che con un
esorcismo di Padre Amorth il ba bau scappa via è abuso della credulità
popolare. Concordo.
Silvestro
>--
>Ciao - I never drink water:
fish fuck in it...
>Massimo C. - http://web.tiscali.it/massimo250870/
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
> "Mauro Arcisatese" <nos...@galaxycorp.com> wrote in message
> news:92e9766eb0ad7d12...@arcisate.somewhere.net...
> Imho la legislazione italiana e' troppo debole in questo campo, non tutela
per
> nulla la gente semplice.
Ah ah ah...la gente semplice...
Credi davvero che difendere la gente semplice dall'abuso di credulita'
popolare vada a danno loro?
Non credo.
Ti faccio qualche esempio:
Il tuo medico di base ogni anno riceve dalla casa farmaceutica
un "gradito omaggio". Un orologio, un computer, una "conferenza" a
rio de janeiro fatta di 3 ore di conferenza (con buffet) e 7 giorni
di spiaggia, eccetera.
Sai perche' li riceve?
Per la quantita' di farmaci che ha prescritto.
Gia', perche' non sempre c'e' bisogno di farmaci.
Se vai dal medico pe run raffreddore, qualsiasi medico dotato di buon
senso mi dice "giovanotto, lei ha 30 anni, di sana costituzione, si metta
a letto e domani e' a posto, che non ha NIENTE che necessiti di cure".
Risultato: vado a letto, gratis, e domani sto bene.
Un medico medio invece mi prescrive 50 carte di farmaci
inutili.
Risultato: prendo i farmaci, spendo 50 carte, e domani sono a posto.
A questo punto, arriva il santone, ti mette le mani in testa,
e mi dice " il tuo n-esimo chakra ora eà a posto. Vai a casa, mettiti a
letto
e domani sei a posto"
Come vedi, il risultaoto e' identico nei tre casi.
Ma si da' il caso che il medico e il santone si sono comportati allo
stesso modo.
Cioe', un medico ha avvalorato la tesi che un raffreddore vada curato,
(perche' ha un accordo con le case farmaceutiche)
a questo punto la persona semplice e' in balia di chiunque le dice
di poterla "curare".
Stessa cosa le previsioni di borsa a lungo termine.
Matematicamente parlando, e tu lo sai, prevedee lo stato di un sistema
caotico
a lungo termine e' impossibile.
Allora, a Londra ci sono studi di consulenti con tanto di laurea che
ti prevedono la borsa a lungo termine.
Efficienza: il 50% (se va bene ci azzecchiamo, se va male no)
Ovviamente.
A questo punto arriva l'astrologa di borsa, che si mette li e spara
cazzate.
Efficienza: 50%. (a volte ci prendo e a volte no)
E bada bene, l'anno scorso hanno fatto un test a doppio cieco paragonando
le previsioni della piu' CARA agenzia di consulenze blasonata da tanto di
lauree e masters , confrontando i risultato cin dei bimbi di 4 anni che
tiravano a casaccio, e hanno guardagnato le stesse identiche cifre.....
(in quel momento le cose andavano bene in borsa, suppongo)
Allora, la mia tesi e' : ogni volta che un ambiente accademico
sfrutta la propria credibilita' per raccontare una bufala,
produce il mercato per un nuovo modello di ciarlataneria.
Quando i medici di campagna curavano SOLO casi di malattia REALE,
perche' la gente chiamava il dottore solo in casi gravi,
per il ciarlatano c'era MOLTO da sudare per accreditarsi.
Perche' una malattia VERA o la curi o non la curi, e poche balle.
Adesso, il 70% dell'azione del medico di base e' inutile.
Ovvio che in quel mercato di malattie inesistenti si inserisce
un qualche ciarlatano: se una persona guarisce lo stesso
anche senza cure, distinguere la guarigione da farmaco inutile
rispetto a quella da cerimonia inutile e' impossibile.
Stessa cosa per le previsioni di borsa: sono impossibili.
A questo punto, distinguere un ciarlatano senza laurea
che legge tra le stelle e tra un ciarlatano con la laurea
che dice le stesse cazzate con metodi pseudoscientifici,
come e' possibile?
Sei un matematico?
bene, prendiamo il lotto.
Supponiamo che una riga (ruota) contenga un ambo.
COme puo' essere quest'ambo?
Diciamo che ci sono 8010 combinazioni, tenendo conto che
un numero non puo' uscire due volte.
Allora, vai in TV.
Di' che sei un matematico e sai far vincere al lotto le persone.
Basta chiamarli e tu gli dai i numeri vincenti.
A quel punto, se ti chiamano almeno 8010 persone, e le tue segretarie gli
danno tutte le permutazioni di due elementi diversi di 90 numeri,
allora faranno 25 ambi per ogni ruota.
Puoi esibire ben 25 vittorie VERE ogni volta che compari in televisione.
Non c'e' bisogno di mentire, puoi andare da quelli che hanno vinto
e intervistarli davvero.
Con il terno le cose sono piu' difficili, ma non impossibili.
705000 persone (calcolo a mente quindi non mobbare la minchia)
Se vai su una tv nazionale, potresti raccattare un numero simile di
chiamate..... volendo si.
si tratta di un centinaio di terne (sempre a mente) e una quantita' che
non mi viene in mente di ambi.
Quindi, per fare una terna devi solo avere 705000/100 e rotte persone,
intorno alle 6000 ad occhio e croce.
Cazzo, basta che 6000 chiamino , e tu puoi VERAMENTE esibire delle VERE
vittorie tra i tuoi clienti.
Questo e' quello che fanno i metodi "matematici" per vincere al lotto:
distribuiscono tutte le permutazioni possibili ad un numero molto alto
di persone.
Ma il problema e' un altro: tu, matematico, hai usato la tua credibilita'
scientifica per dire che e' possibile un metodo "scientifico" per vincere
al lotto.
A quel punto, una volta convinte le persone che sia POSSIBILE, ogni
ciarlatano
ha la porta aperta a fare previsioni del lotto.
Allora, i ciarlatani sono dei pagliacci, ma sono sostenuti da un insieme
di false speranze create, -spesso- da persone con una credibilitaà
scientifica.
Se Di Bella fa credere alle persone che sia possibile vincere il cancro,
con una "formula" , quanti ciarlatani potrenno affermare di avere la
stessa formula?
Dal momento che la formula NON esiste, e' solo questione di quanto siamo
bravi a far credere di averla.
Quindi, quando punti il dito, puntalo da TUTTE le parti dove c'e' colpa.
cut
hai ragione.
vedere che ieri sera su un'emittente nazionale si DISCUTEVA basandosi su ciň che
diceva un ESORCISTA e un MAGO mi ha fatto ribollire il sangue.
PS a proposito: perchč padre Amorth non ha provveduto a dare al mago ciň che gli
spettava.?
ma fra P. Amorth e il Mago Otelma che differenza c'č, oltre nel vestiario?
G
PS ma p. Amorth č modenese????? oibň, che vergogna ......
>Ancora polemiche sul piccolo mago più famoso del momento.
>Il presidente dell'Associazione degli esorcisti afferma che nel film
>"c'è la firma del diavolo".
>di Claudia Cipriani
>
>LA DIFESA DEI CATTOLICI
>
>MODENA - Il successo di Harry Potter sembra indispettire molti. Contro
>il caso cinematografico del momento si sono scagliati religiosi,
>insegnanti, maghi celebri e meno celebri.
Visto che si parla di "difesa" dei cattolici, un po' macchiettizzandoli
in verita', riporto gli interventi recentemente apparsi sul quotidiano
cattolico Avvenire in merito al maghetto Harry Potter, che, nel
complesso, presentano le varie posizioni.
Salutissimi.
"Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo".
(GMG 2000)
________
\ /\ /
\/ \/ T R X
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/ \/ \
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DIBATTITO Escono i film di Harry Potter e Tolkien. E i critici
cattolici si dividono
BABBANI O MAGHETTI?
Cattolici: meglio babbani o maghetti? C'era da prevederlo che la saga di
Harry Potter - la quale anche in Italia ha già mietuto allori di vendite
nella versione cartacea - sarebbe sconfinata nella polemica di
religione, ora che siamo prossimi all'uscita del film sui grandi schermi
natalizi. L'«apprendista mago» è il cavallo di Troia dell'esoterismo
nelle testoline dei nostri figli, protestano da tempo certi censori
anglosassoni: e così in Australia gli avventisti hanno espulso i
fortunatissimi libri di Joanne K. Rowling dai loro collegi, lo stesso è
avvenuto in alcune scuole religiose dei pur sempre puritani Usa, e si ha
notizia di predicatori evangelici che dal pulpito telematico hanno
puntato l'indice contro la diseducativa stregoneria del maghetto.
Niente di meno! Nello stesso tempo, l'altro kolossal pure in uscita
cinematografica - Il Signore degli anelli - rastrella critiche
preventive per la sua eccessiva violenza: e sì che è derivato dall'opera
di un credente di sicura fede romana come J. R. Tolkien. Morale:
dobbiamo prepararci a negare il cinema ai nostri figli durante le
prossime feste, rassegnandoci a restare «babbani» (ovvero estranei alla
confraternita dei maghetti) per ragioni di ortodossia?
Tra i cattolici, però, le schiere si dividono e il dibattito è senza
quartiere. In Messico, per esempio, la rivista Desde la fe ha appena
stigmatizzato un personaggio «apparentemente inoffensivo» come Harry
Potter, che invece esprimerebbe «un certo gnosticismo in sintonia con la
corrente New Age». Da noi, la rivista di indicazioni librarie
"eticamente corrette" Il Segnalibro di Milano ha recensito positivamente
il quarto volume della serie, avvertendo tuttavia il lettore che «gli
ultimi capitoli assumono note molto cupe e cruente... Un libro perciò
forse più adatto a un pubblico adulto».
Ancora: alla tv satellitare cattolica Sat 2000 non più tardi di lunedì
sera Cino Tortorella - in arte Mago Zurlì - ha potuto accusare il
piccolo Potter del grande schermo di essere solo «chewing gum degli
occhi e del cervello: non coinvolge lo stomaco», ovvero manca di
contenuti reali che possano aiutare i bambini a crescere. Mentre
l'antropologa Cecilia Gatto Trocchi ha rincarato sulla medesima linea:
«Qualcuno debole di mente potrebbe correre dei rischi. Non mi
preoccupano i piccini, che sono bravissimi a capire che è una finta, ma
i genitori: se sono New Age rischiano di inquinare il contesto di Harry
Potter ai loro figli».
All'opposto, una rivista di sicura ortodossia come il bimestrale di
apologetica Il Timone ha segnalato la saga del maghetto inglese come
«consigliabile soprattutto perché trasmette, in modo naturale e senza
retorica, valori umani... che sono base imprescindibile delle virtù
soprannaturali»; anche «l'ambientazione nel mondo della magia» risulta
fatta «senza inutili concessioni al sincretismo». In un numero
successivo della rivista, però, l'autrice della recensione Paola Premoli
ha dovuto difendersi dalle obiezioni di preoccupati lettori che avevano
protestato: «Se si ritiene che ogni uso della magia in letteratura sia
pericoloso per la fede, allora la metà delle favole classiche dovrebbe
essere rifiutata... Non è vero che i romanzi della Rowling presentano in
modo confuso la demarcazione tra bene e male e non è neppure vero che
sia assente la famiglia. È invece vero che non si parla di Dio, ma
questo mi sembra un pregio, perché farlo porterebbe al rischio di
confondere religione e magia».
Nei reggimenti dei difensori di hobbit e apprendisti stregoni s'arruola
senz'altro il nome prestigioso di Massimo Introvigne, lo studioso di
sette che già un paio d'anni or sono aveva sostenuto come «molti dei
valori che annuncia Harry Potter sono sostanzialmente cristiani»: per
esempio la capacità di perdono. Oggi l'esperto torinese conferma: «Che
il piccolo lettore si senta spinto dalle avventure del suo eroe a
passare dal cristianesimo all'occultismo mi sembra statisticamente un
rischio inesistente. Del resto la letteratura popolare per l'infanzia ha
sempre fatto ricorso a temi magici, da Biancaneve a Peter Pan: i
satanisti dovrebbero dunque essere milioni... Bisogna piuttosto rendersi
conto che, a partire dalla Rivoluzione francese, la cultura popolare ha
avuto modi di produzione quasi sempre estranei al cristianesimo; di
fronte a questo dato possiamo dunque reagire in due modi: o rifiutare
totalmente tale letteratura, costruendoci dei piccoli ghetti un po'
talebani dove non entra nulla eccetto le vite dei santi (conosco una
predicatrice americana che esorta i genitori a fare grandi roghi coi
libri dei loro figli); oppure giudicare i romanzi in modo critico,
distinguendo finzione da realtà. Peraltro, mi pare che nel diluvio di
buonismo post-moderno Harry Potter introduca una chiara distinzione tra
bene e male che è senz'altro positiva».
Pure Carlo Climati è un esperto di giovani ed esoterismo, tema sul quale
ha scritto un fortunato saggio. Lui Tolkien lo userebbe come libro di
testo a scuola; però, quanto a Harry Potter, nutre perplessità: «Il
ragazzino usa una magia diversa da quella degli hobbit, che la
sottomettono sempre a un principio supremo. Lui fa credere ai fans che
esista una magia buona con cui combattere quella cattiva, mentre
l'esoterismo rimane sempre tale. Con questo non voglio dire che i
romanzi della Rowling siano da mettere sul piano del satanismo; però
Potter si inserisce in un bombardamento esoterico che oggi colpisce
massicciamente i giovani: tra rock satanico, giornalini spiritisti per
ragazze, telefilm sulle streghe e feste di Halloween... Insomma, non
credo che si debbano censurare certi prodotti (anche perché il
proibizionismo aumenta la curiosità); il problema è piuttosto stare
vicini ai ragazzi: oggi si trovano da soli davanti alla tv, al
videogioco, al computer. Nessuno li aiuta a capire e allora è più facile
essere che siano strumentalizzati, deviati, "comprati"».
Avendo recentemente scritto un saggio per dimostrare la religiosità di
Tolkien, Paolo Gulisano difende anche il Il Signore degli anelli
cinematografico: «Ho visto quasi tutto il nuovo film ed è vero che ci
sono battaglie campali con spade e asce. Ma io ritengo che un bambino
rimanga assai più impressionato dall'idea di un terrorista-kamikaze che
non da una guerra medievale. La quale, anzi, potrebbe avere una funzione
catartica: è più pedagogico infatti mostrare ai bambini che il male
esiste, piuttosto che negarlo a priori. Harry Potter? Io non ci vedo
tutta questa magia. Nei suoi romanzi non esiste nessuna ambiguità tra
bene e male, né manicheismo, né istigazione all'esoterismo: alla fine,
infatti, Harry riesce sempre a risolvere i suoi casi grazie
all'intelligenza, all'amicizia e anche alla virtù. Niente allarmismo
dunque: Potter è nient'altro che un brutto anatroccolo che diventa
cigno, è il ripetersi di una grande fiaba archetipica. Certo, non è così
religioso come l'opera di Tolkien; ma ha dentro di sé valori umani
certamente positivi».
(c) Avvenire, http://www.avvenire.it
CINEPRIME Il film che uscirà in Italia il 6 dicembre dosa con efficacia
humour inglese e spettacolarità hollywoodiana
Harry Potter fa volare la fantasia
La regia di Columbus dà il giusto risalto alla trama e alle divertenti
trovate del maghetto della Rowling
Francesco Bolzoni
Ecco, dopo tanti clamori, Harry Potter e la pietra filosofale, il primo
episodio della saga dell'orfanello inglese con la vocazione del mago,
che J. K. Rowling ha inventato assicurandosi un venduto di cento milioni
di copie. Che cosa dire a botta calda? Divertente, piuttosto divertente.
Soprattutto nella prima parte quando il regista e produttore Chris
Columbus, sceneggiatore dei Gremlins e dei Goonies e inventore di Mamma
ho perso l'aereo, «fa» l'inglese. Deve essere vero che ha amato la
vecchia produzione cinematografica britannica.
Fare l'inglese al cinema vuol dire cautela, naturalezza e una
professionalità che non ama gli eccessi; vuol dire considerare la trama
l'autentica protagonista di un film. Lo studente in magia, i suoi amici
e avversari, i professori della scuola di Hogwarts non sono che dei
mezzi messi al servizio della «storia». Questa fu, del resto,
l'intuizione della scrittrice J. K. Rowling il cui lavoro Columbus ha
strettamente rispettato. Sì, in Harry Potter e la pietra filosofale (dal
6 dicembre in 350 o addirittura 400 sale: la Warner deciderà lunedì)
domina la sintesi dei materiali del romanzo. Non poteva non essere così;
tuttavia il passaggio dall'uno all'altro episodio non è quasi mai
brusco.
Nei capitoli iniziali delle avventure di Harry Potter il regista
Columbus si attiene, dunque, a un tono tranquillo, disteso. Cosa che,
fra l'altro, gli consente di far risaltare i momenti più fantasiosi, i
brani più estrosi del romanzo. E sono parecchi: l'incontro con il
serpente che dà una lezione al viziato cugino di Harry; l'invasione
delle lettere che sommergono la casa degli zii; la visita al centro
commerciale dei maghi con gli gnomi-banchieri che, al contrario dei
clienti che sciamano nelle strade e nelle botteghe, hanno un aspetto
buffo come si conviene a chi si è sempre e solo visto nelle stampe dei
libri per ragazzi.
Per intendere che cosa si vuol dire parlando di narrazione tranquilla,
«tradizionale», si tengano presenti alcune scene. Nella prima Harry
prende il treno alla King's Cross Station di Londra al binario 9 e 3/4.
Un muro gli si para davanti. Incoraggiato da altri studenti, l'aspirante
mago lo supera di getto. Nessun trucco, nessun effetto speciale. Eppure
l'immagine si carica di suggestione. Un'altra scena descrive il
comportamento anomalo delle scale della scuola di magia che amano
cambiare di posizione. È il tipico nonsense inglese: Chris Columbus lo
inserisce, per farlo meglio risaltare, nella corsa dei ragazzi che vanno
in aula.
Columbus, dunque, non sottolinea gli aspetti «misteriosi» della scuola
di magia. Racconta dei collegiali Harry e Ron che, dopo uno screzio
iniziale (ma in principio la saputella Hermione è proprio petulante),
stringono una forte amicizia con una ragazzina e, con lei, scoprono e
svelano tanti misteri. Questa amicizia include anche alcuni degli
insegnanti (osservazione molto pertinente) e viene cementata
dall'antipatia per il componente di un altro gruppo scolastico, la gara
sportiva dove gli atleti si sfidano a bordo di scope (brano assai
efficace) e il girovagare notturno nelle zone vietate del maniero.
A Columbus le cose vanno benissimo quando «fa» l'inglese e un po' meno
allorché, da americano doc, insiste sugli espedienti del «grande
spettacolo». La ricerca della pietra filosofale nei sotterranei della
scuola, pur abilmente articolata nella partita a scacchi e nello scontro
con il mortale nemico di Harry, ricorda troppo i finali catastrofici,
con tutta l'esplosione dei fuochi d'artificio, di altre produzioni
hollywoodiane. Columbus, tutto sommato, non ne ha abusato e ha saputo
portare a termine un'impresa proibitiva: trasferire sullo schermo
l'inizio della saga di Harry Potter senza scontentare i tanti ammiratori
dell'aspirante mago. Via, diciamolo: merita proprio il successo.
Francesco Bolzoni
Oggi approda nelle sale cinematografiche il film sul maghetto
Evviva Harry Potter Abbasso il potterume
Umberto Folena
Figurine. Videogiochi e giochi da tavolo. Calendari. Portachiavi.
Pupazzetti (nelle confezioni di Cocacola da dodici lattine). Agende
elettroniche stile Ricordella. Merendine: le mitiche Cioccorane.
T-shirt. Bagnoschiuma e saponette, forse perché l'igiene, per i genitori
dei maghetti in erba, è una magia: i nostri figli puliti, possibile?
Era arrivato Harry Potter il libro. Anzi, i libri. Buoni prodotti
d'artigianato, con tutti gli ingredienti giusti al posto giusto e
un'autrice, J. K. Rowling, affermatasi per i suoi esclusivi meriti,
senza lobby, salotti e spintarelle. Comunque, una semplice montatura
priva di qualità non regge per quattro volumi e 116 milioni di copie in
200 Paesi.
Poi è arrivato Harry Potter il film. Discreto. Forse, a dar ascolto ai
critici più smagati, con mezz'ora di troppo. Infine stiamo per essere
travolti dai gadget. E qui sorge qualche problema.
Leggere i libri? Benissimo. Non entriamo nel dotto dibattito se Potter
sia morale o amorale, cristiano o esoterico-massonico-ateo-satanista,
educativo o pericoloso. Il primo grande spartiacque, in un certo senso
l'unico davvero sensato, è tra buoni libri e libri cattivi, tra libri
che raccontano bene delle belle storie, e libri scritti male con storie
mediocri; libri con protagonisti veri, tutti d'un pezzo, che vivono e
patiscono e gioiscono coinvolgendoci, e libri con pallide figurine
amorfe, inodori e insapori, che ci emozionano mai e poi mai. Harry
Potter appartiene alla prima schiera, e per il momento basti.
Andare al cinema? Ma sì, anche se andrebbe consentito solo a chi ha già
letto i libri e nella mente e nel cuore custodisce il proprio personale
Potter nato dalla propria fantasia, che il Potter sullo schermo potrà
forse affiancare, mai scalzare.
Riempirci la casa di gadget? Mai. E per tanti motivi che elenchiamo alla
rinfusa, così ognuno è libero di metterli in fila secondo il proprio
personale ordine d'importanza. La moltiplicazione degli inviti
all'acquisto di prodotti di moda è a tal punto compulsivo da non poter
non inquietare uno spirito minimamente libero e critico. Non crediamo
che la Rowling abbia inventato Harry Potter pensando di arricchirsi a
dismisura. È successo, complimenti. I gadget sono invece costruiti con
l'unico scopo di spremere denaro ai consumatori più consumisti, che
prima acquistano e poi, forse, semmai, chissà, pensano, ma appena un
poco. E poi va bene una raccolta di figurine, un pupazzetto, una
caramella. Ma quando Harry Potter ficca i suoi occhialini tondi ovunque,
dalla cucina al bagno, dallo zainetto al salotto, in modo pervasivo,
diventa nauseabondo. Basta: un cioccolatino va bene, ma una dieta fatta
di soli cioccolatini provoca, come minimo, una brufolosi diffusa.
Finché Harry Potter è discreto, bene. Quando ci avvolge stile polipone,
male. E poi possiamo capire (non giustificare) il merchandising
esasperato applicato a prodotti di consumo di bassa lega, come i cartoni
giapponesi, che anche in tv sanno di plastica e coloranti. Ma Harry
Potter che cosa c'entra? Lui tutti questi gadget non li comprerebbe mai.
Forse una figurina, un pupazzetto, una caramella. E stop. Harry Potter
disapproverebbe il consumismo assatanato fondato sul possesso di oggetti
al solo scopo di averne uno in più dell'amico, del compagno di scuola,
del vicino. In simili atteggiamenti riconoscerebbe forse l'azione del
male. Fanatica dei gadget, piuttosto, sarà la tontolona famiglia
Dursley, ipercalorica e superficiale.
Viva Potter, abbasso il potterume.
Umberto Folena
Cmq nn lo proibiscono se no andrebbe in galera il governo.....
Ma gli hobbit sono nati cristiani, la Rowling invece è agnostica
Alessandro Zaccuri
E' inutile nasconderselo: la vera differenza tra Il Signore degli anelli
e le avventure del maghetto Harry Potter sta nel diverso rapporto che le
rispettive saghe intrattengono con il cristianesimo. Tolkien - e con lui
C.S. Lewis, Charles Williams e gli altri scrittori del cosiddetto
circolo degli «Inklings» - vedeva nella letteratura fantastica un
formidabile strumento apologetico. Con un modello dichiarato, e cioè il
ciclo arturiano della ricerca del Graal, che non a caso trova puntuali
riscontri nelle peripezie degli hobbit.
Se l'immaginario del Signore degli anelli discende direttamente dalla
tradizione medievale, di tutt'altro tipo sono le fondamenta su cui
poggia l'ormai celeberrima scuola di magia di Hogwarts. La serie ideata
da J.K. Rowling è un prodotto della secolarizzazione più avanzata e
allude a un mondo - che è poi il nostro - in cui le preoccupazioni
religiose rimangono, nel migliore dei casi, inespresse. Un agnosticismo
di fondo che non sottintende però un atteggiamento anticristiano. Letti
nel modo giusto, anche i romanzi di Harry Potter possono trasmettere un
insegnamento morale che va al di là della prevedibile rappresentazione
della lotta del Bene contro il Male, dimostrando piuttosto che il male
(il peccato?) è in agguato in ciascuno di noi.
Dal punto di vista teologico, il vero punto debole dei libri della
Rowling non è tanto l'ironico riferimento alla metafora delle arti
magiche, quanto l'evocazione di un dualismo originario che contrappone,
appunto, il Bene al Male. Ma si tratta di un espediente narrativo dal
quale, a ben vedere, neppure l'ortodosso Tolkien riesce del tutto ad
affrancarsi.
Alessandro Zaccuri
Sei d'accordo con chi? :D Cmq se ci hai un po' di fegato partecipa ad uno
di questi esocismi e poi sappimi dire, sei stato in Vaticano (dici) non
puoi andare a vedere un povero prete esorcista? Ciao Claudio Pace.
--
Inviato il ven 07 dic 2001 21:59:15 CET da ppp-80-150.27-151.libero.it
[151.27.150.80]
http://www.neuromante.net/
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
>cut
>hai ragione.
>vedere che ieri sera su un'emittente nazionale si DISCUTEVA
basandosi su
>ciò che
>diceva un ESORCISTA e un MAGO mi ha fatto
ribollire il sangue.
>PS a proposito: perchè padre Amorth non ha
provveduto a dare al mago ciò
>che gli
>spettava.?
perchè sennò quella
pirla di f.i. doveva denunciare padre amorth per abuso della credulità
popolare. E poi, mica padre amorth può rininciare ai diritti d'autore di
cinquantamila copie a botta dei suoi libri... Certo che per lui il diavolo
èun affare... ANzi, il miglior alleato per la vita della chiesa E' il
diavolo...
Silvestro
Silvestro
cristiano un Hobbit????
Ma hai letto i libri di Tolkien?? C'e forse del cristianesimo li dentro o
volete infilarcelo per forza?
raffaele
> Visto che si parla di "difesa" dei cattolici, un po' macchiettizzandoli
> in verita', riporto gli interventi recentemente apparsi sul quotidiano
> cattolico Avvenire in merito al maghetto Harry Potter, che, nel
> complesso, presentano le varie posizioni.
>
> Salutissimi.
>
> "Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo".
> (GMG 2000)
Questo duemila anni fa, oggi hanno inventato efficienti sistemi per
combattere gli incendi...
Raffaele
> Visto che si parla di "difesa" dei cattolici,
> un po' macchiettizzandoli in verita',
macchiettizzandoli ?
non vi sembra che sia p. Amorth a macchiettizzarvi a voi cattolici ?
e' o non e' il capo degli esorcisti cattolici italiani ?
nell'articolo si parla di lui come presidente dell' Associazione
esorcisti.
ma approffito di questo post per evidenziare un
punto che mi sta a cuore ossia p. Amorth aveva dichiarato:
"Per esempio, le regole si possono tranquillamente
infrangere se non sostengono i proprio interessi".
Ora un punto che rende impossibile il mio
ritorno al cattolicesimo e' proprio questo:
ossia una delle regole della vostra religione del
catechismo e' il non esercitare atti di autoerotismo,
atti che invece sono da me vissuti come necessari,
come lo e' il soffiarsi il naso di tanto in tanto.
Eppure non avevo e non ho ancora letto di Harry Potter,
avendo "programmato" di noleggiare il relativo DVD quando e se uscira'.
Sono pure io colpevole, secondo p. Amorth,
di non rispettare le regole ? regole del catechismo
opvviamente che su questo argomento non c'e'
assolutamente nulla di biblico.
E che dice p. Amorth dei tanti cattolici che
non rispettano le regole per esempio fiscali ?
questo e' il punto che volevo evidenziare,
punto che p. Amorth ha espresso con le sue parole
e che io esprimo ora invece con le mie:
ossia mi sento libero di non rispettare le regole,
se queste regole mi fanno stare *male*
e se comunque non ledo gli altri.
ciao,
Mauro A.
> non vi sembra che sia p. Amorth a macchiettizzarvi a voi cattolici ?
> e' o non e' il capo degli esorcisti cattolici italiani ?
Ma non era quello che elaborava i motori delle cinquecento? No, quello
era padre Abarth, scusa.
--
«Il contrario della violenza NON è la debolezza, è il pensiero»
(Étienne Beaulieu, scrittore)
>> Ma gli hobbit sono nati cristiani, la Rowling invece è agnostica
> cristiano un Hobbit????
> Ma hai letto i libri di Tolkien?? C'e forse del
> cristianesimo li dentro o volete infilarcelo per forza?
per questo c'e' stato chi ha persino visto nella
"regina degli elfi" una rappresentazione della "madonna".
:-)
in Tolkien c'e' la lotta fra il Bene e il Male,
c'e' col "il ritorno del re" la speranza in
una "eta' dell'oro" prossima ventura
che i cristiani identificano col "regno di Cristo".
Tutto qui,
Comunque IMHO, da ex-cristiano e usando la terminologia
cattolica, definirei gli hobbiti non tanto cristiani ma simili
a cio' che i cattolici chiamano "buoni pagani".
Gli hobbiti non sono cristiani, tantomeno cattolici,
e se lo fossero peccherebbero di gola :-)
ciao,
Mauro A.
> "Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo".
(bin laden)
mi pare più appropriato.
ciao, darik
>
> Il 07 Dic 2001, 20:46, "Giangia" <bli...@piediaboomerang.it> ha scritto:
> >PS a proposito: perchè padre Amorth non ha
> provveduto a dare al mago ciò
> >che gli
> >spettava.?
> perchè sennò quella
> pirla di f.i. doveva denunciare padre amorth per abuso della credulità
> popolare.
scusa, ma perchè adesso non si potrebbe fare?
sparare cagate su satana, esorcismi e possessioni diaboliche di bambini che
dicono "culo" non è abuso della credulità?
> E poi, mica padre amorth può rininciare ai diritti d'autore di
> cinquantamila copie a botta dei suoi libri...
certo che cinquantamila gonzi a botta .......
cmq ciò che mi chiedevoio è: perchè Amorth non ha provveduto ad arrostire
Otelma, come la Bibbia richiede? sarebbe stata la sua unica iniziativa sensata
.-P
G
scusate, qualcuno ha avvertito che andrebbe esorcizzato Walt Disney? Visto
che non c'è filmetto che sia uscito con la sua firma in cui non compaia
qualche magia (streghe maligne, specchi e topi che parlano, zucche che si
trasformano e sirene). Ma dove siamo?
:-)))
cfc
>> (tratto da Avvenire del 05/12/2001)
>> Ma gli hobbit sono nati cristiani, la Rowling invece è agnostica
>
> cristiano un Hobbit????
>Ma hai letto i libri di Tolkien?? C'e forse del cristianesimo li dentro o
>volete infilarcelo per forza?
Io personalmente non ho mai letto Tolkien. Ma da quel che so l'autore
era una persona profondamente cattolica e dichiaro' egli stesso che la
sua era un'opera cattolica.
Le risposte alle tue domande le trovi nell'articolo di Avvenire che ti
allego piu' sotto.
Salutissimi.
________
\ /\ /
\/ \/ T R X
/\ /\ -------- (c)
/ \/ \
^^^^^^^^
=====================< allegato >=================
(tratto da Avvenire del 4/11/2001)
INTERVISTA Nel «Signore degli anelli» una profonda religiosità: parla
l'esperto Gulisano
La Bibbia degli hobbit
Cresce l'attesa dei fans per il film che esce in Usa a dicembre (e a
gennaio arriva in Italia)
«Il grande autore fantasy è tutto teso fra mito e grazia Paganesimo e
New Age non c'entrano con le sue storie»
Roberto Beretta
Il Signore degli anelli come una Bibbia. Iluvatar è il Dio creatore e
Sauron rappresenta Satana. Il mago Gandalf al posto dell'angelo custode.
E - già che ci siamo - la saggia regina degli elfi Galadriel che adombra
la Madonna...
Ma davvero? Paolo Gulisano, medico docente universitario a Milano nonché
tra i più autorevoli esperti di Tolkien nel Belpaese, ci prova. E,
proprio alla vigilia dell'uscita del film che rinverdirà il successo
planetario della «compagnia dell'anello», dà alle stampe (per Ancora) il
primo tentativo italiano di lettura «religiosa» del padre degli hobbit:
Tolkien, il mito e la grazia (pp. 202, £. 29.000). Niente di
fondamentalista: anzi, un saggio che ha il merito di dipanare biografia,
opere e fonti dello scrittore inglese anche per gli ignari, condendole
di ipotesi interpretative senza dubbio stimolanti.
Tolkien è considerato il «padre» della «fantasy» e lei, Gulisano, invece
lo accredita come esempio di «realismo cristiano». Come concilia due
giudizi tanto diversi?
«Noi per fantasy intendiamo la letteratura dell'immaginario, e Tolkien è
sicuramente un esponente di questa narrativa del fantastico. Però, più
che fantasy, egli ha inteso realizzare una riproposizione moderna del
genere epico. Non è letteratura d'evasione, la sua, alla fine ne viene
fuori un grandissimo quadro epico: una rivisitazione simbolica della
storia umana».
Ma siamo sempre nella mitologia: e il realismo cristiano?
«I contenuti della saga degli anelli sono di un realismo profondamente
umano e cristiano, opposto agli incubi di tutte le utopie. Tolkien
immagina un mondo, quello della Terra di Mezzo, che è la nostra Terra
come avrebbe potuto essere. La trama, i personaggi anche immaginari sono
una rappresentazione di ciò che si agita nel cuore dell'uomo:
l'amicizia, il male, la tentazione, il potere... Per paradosso, un'opera
di fantasy ha rappresentato tutta la modernità».
Tolkien però era un anti-moderno, un «conservatore».
«Sì, se il termine significa conservare il bello. Tolkien considerava il
mondo moderno un corruttore dell'animo umano: "La nostra è un'epoca di
mezzi migliori per fini peggiori", scrisse. Non era però contro la
scienza, bensì contro il suo uso distorto».
Lei cita una lettera in cui lo scrittore sembra prefigurare (e
condannare) quella che oggi chiamiamo «globalizzazione».
«È vero, nelle sue lettere Tolkien critica la tendenza verso un mondo
sempre più appiattito, dove le piccole realtà vengono schiacciate. Ed è
difficile dargli torto in questa denuncia della corruzione dell'animo
umano».
Quindi era pessimista sul futuro?
«Realismo è anche rendersi conto che le cose peggiorano. "Non tocca a
noi - dice a un certo punto Gandalf - dominare tutte le maree del mondo,
il nostro compito è fare il possibile per la salvezza degli anni nei
quali viviamo". Compiere ognuno il proprio dovere rivela la concezione
tolkeniana dell'eroismo: i suoi protagonisti non sono supereroi come di
solito nella fantasy, la sovrumana impresa è affidata ai piccoli e buffi
hobbit. Vuol dire che ognuno può essere grande: e questo è uno
straordinario manifesto di realismo».
Sembra di parlare di uno scrittore «di sinistra». Invece Tolkien è
sempre stato accusato - almeno in Italia - di simpatie destrorse.
«Un vecchio equivoco. In realtà, è difficile potersi appropriare di
Tolkien. Lui sta in un'altra dimensione, nella dicotomia fra modernità
illuministica e tradizione. Tolkien può essere sicuramente definito un
autore tradizionale, che affonda le radici nel Medioevo e da lì critica
i totalitarismi di destra e di sinistra».
Lei cita tra l'altro una lettera in cui lo scrittore, nel 1941, accusava
Hitler di pervertire il «nobile spirito nordico, supremo contributo
all'Europa»...
«Oggi a parlare di valori della nordicità si passa per leghisti... Ma
solo in Italia Tolkien è stato sottoposto a queste letture ideologiche,
che all'estero risultano incomprensibili».
Anche lei, però, lo vuol far passare per «scrittore cattolico»...
«No, per me non è un autore "cattolico" (anche se era fedelissimo a Roma
ed ha più volte dichiarato che la sua è un'opera cattolica) bensì uno
scrittore "religioso". Nei suoi libri non ci sono espressioni
esplicitamente cristiane, ma moltissime domande religiose; è un mondo
pre-cristiano, addirittura pre-biblico. Dio non è rivelato ma è cercato.
E questo è uno degli aspetti più struggenti dell'opera tolkeniana».
Però le sue storie rivelano frequenti richiami biblici: il peccato
originale, Babele....
«Sì, nel Silmarillion si ritrovano il tema della creazione (risolta
nella musica), della caduta degli angeli come introduzione del caos
nell'ordine del mondo, della colpa, del mito di Atlantide o di Babele
culmine dell'arroganza umana... E poi l'eroismo come sacrificio e
rinuncia, il tema medievale della "cerca" (svolta tuttavia al contrario
e in modo ancor più cristiano: anziché conquistare un oggetto di potere,
si tratta di eliminarlo)».
Lei parla di «dimensione teologica» di Tolkien: ma dov'è la rivelazione?
Dov'è la grazia?
«Tolkien è tutto teso tra mito e grazia. In lui si legge infatti la
consapevolezza che la vittoria finale spetta a Dio, nonostante le
tragedie della storia. La grazia è rappresentata dalla bellezza, che può
sollevare l'uomo dalla caduta. La grazia è il desiderio che un Dio - non
nominato - ha messo nel cuore degli hobbit perché andassero alla ricerca
della verità».
Ma davvero si può dire - come lei sostiene - che la sinistra italiana ha
ostracizzato Tolkien perché odiava il suo cristianesimo?
«Negli anni Settanta la sinistra, che dominava la nostra scena
culturale, fu di grande miopia. Un'interpretazione sbrigativa di Tolkien
le fece pensare che si trattava di letteratura non "impegnata", inoltre
le storie erano ambientate nel Medioevo e Umberto Eco non aveva ancora
sdoganato quel periodo...».
Quali furono invece le reazioni dei cattolici italiani a Tolkien?
«L'uscita del libro passò quasi inosservata. D'altronde, la cultura
cattolica italiana era in crisi e s'interessava semmai di autori
francesi. Tuttavia il cardinale Biffi, in un convegno del 1992, ha
rivelato di aver scoperto Tolkien quando ancora era parroco, e di
esserne divenuto un estimatore. Il gesuita Guido Sommavilla fu tra i
primi a interpretare gli hobbit in chiave religiosa. Ma ci fu anche chi,
in ambienti tradizionalisti, criticò duramente Tolkien perché - con
tutti quegli elfi e gnomi - era troppo "pagano"».
E oggi, Tolkien non rischia di diventare funzionale alla New Age?
«Sì, una New Age che si pasce di folletti e di culto degli alberi è in
effetti interessata agli hobbit. Però la bellezza difesa da Tolkien non
è affatto l'armonia predicata dalla New Age, non è star bene con la
natura, bensì un segno visibile della grazia che trova la sua origine
solo in Dio».
Roberto Beretta
(da: www.avvenire.it)
>ma approffito di questo post per evidenziare un
>punto che mi sta a cuore ossia p. Amorth aveva dichiarato:
>
>"Per esempio, le regole si possono tranquillamente
>infrangere se non sostengono i proprio interessi".
>
Ma guarda che dall'articolo quella non risulta essere una affermazione
del suo pensiero ma e' invece la critica che sembra muovere al libro.
Ovvero: secondo lui nel libro viene proposta un'etica negativa che
insegna che le regole si possono tranquillamente infrangere, che mentire
e' giustificato, ecc.
Questo e' arci-noto.
> e dichiaro' egli stesso che la
> sua era un'opera cattolica.
Quando lo dichiaro' e in che senso?
> Le risposte alle tue domande le trovi nell'articolo di Avvenire che ti
> allego piu' sotto.
Ciao Claudio Pace.
>> ma approffito di questo post per evidenziare un
>> punto che mi sta a cuore ossia p. Amorth aveva dichiarato:
>> "Per esempio, le regole si possono tranquillamente
>> infrangere se non sostengono i proprio interessi".
> Ma guarda che dall'articolo quella non risulta essere
> una affermazione del suo pensiero ma e' invece la critica
> che sembra muovere al libro.
> Ovvero: secondo lui nel libro viene proposta un'etica negativa che
> insegna che le regole si possono tranquillamente infrangere,
> che mentire e' giustificato, ecc.
appunto.
Ossia le regole del Catechismo si possono tranquillamente infrangere ?
per esempio puo' un ex-giovane single suo malgrado infrangere quella
regola catechistica-magisteriale che dice che l'autoerotismo
e' sempre e comunque un atto di peccato ?
e' questo il punto che mi preme sottolineare,
ossia ho vissuto in una religione che dice di se stessa
di essere la "religione dell'Amore e non della Legge",
che parla di un "rapporto personale con Dio" (?)
ma quando sono venuto in attrito con una piccola
*regola* catechistica non c'e' stata nulla da fare.
Ossia le *regole* vanno rispettate, *tutte*,
pure quelle non bibliche ma catechistiche.
Proprio come dice p. Amorth.
ciao,
Mauro A.
> Io personalmente non ho mai letto Tolkien.
> Ma da quel che so l'autore (...)
> Le risposte alle tue domande (....)
mi ricordo di quando, tempo fa, un TdG parlava
di Orwell e di "1984" senza avere letto il medesimo,
ma solo qualche paginetta di qualcuno che ne parlava.
stesso stile ;-)
ciao,
Mauro A.
>
>e' questo il punto che mi preme sottolineare,
>ossia ho vissuto in una religione che dice di se stessa
>di essere la "religione dell'Amore e non della Legge",
>che parla di un "rapporto personale con Dio" (?)
>ma quando sono venuto in attrito con una piccola
>*regola* catechistica non c'e' stata nulla da fare.
>
Perchè? cosa ti è successo?
Ti è esploso il salterio tra le mani?
Ti hanno cacciato in malo modo da un confessionale?
Sei sicuro di esserti fermato davanti ad un ostacolo vero?
Ciao
Pietro Solito
> Ti è esploso il salterio tra le mani?
quello (rito ambrosiano) l'ho regalato a Sini
(i tre volumi in mio possesso sui cinque totali,
costo ai tempi di 100klire cadauno).
> Ti hanno cacciato in malo modo da un confessionale?
il rifiuto dell'assoluzione tu come lo chiami ?
> Sei sicuro di esserti fermato davanti ad un ostacolo vero?
ricordati del rispetto delle regole,
un bravo cattolico non e' mica un maghetto alla Harry Potter,
un bravo cattolico le regole le rispetta *tutte*,
comprese quelle non bibliche ma catechistiche
relative alla castita' assoluta.
Mica le aggira come fa(rebbe) Harry Potter,
mica strappa pagine dei libri come fa il protagonista de "l'attimo fuggente".
Ovviamente io non sono piu' un bravo cattolico.
E non sono nemmeno Harry Potter ;-)
ciao,
Mauro A.
>TRX ha scritto:
Non credo.
Io non ho parlato di Tolkien. Ne parlava l'articolo di Avvenire insieme
a Harry Potter. Poi un interlocutore ha polemicamente attribuito a me un
passaggio dell'articolo, ponendo una domanda.
A quella domanda ho risposto per quello che sapevo: ho precisato di non
conoscere il libro e ho postato un articolo di giornale che avevo letto
e che rispondeva alla domanda dell'interlocutore.
Salutissimi.
>> e dichiaro' egli stesso che la
>> sua era un'opera cattolica.
>
>Quando lo dichiaro' e in che senso?
Non lo so. Viene affermato dall'esperto di Tolkien intervistato
nell'articolo. Poiche' quella persona ha scritto un libro sulla
religiosita' di Tolkien ("Il mito e la grazia"), suppongo che li dentro
venga precisato meglio.
Se sapro' qualcosa piu' in dettaglio, ti faro' sapere.
Salutissimi.
>> Ma guarda che dall'articolo quella non risulta essere
>> una affermazione del suo pensiero ma e' invece la critica
>> che sembra muovere al libro.
>> Ovvero: secondo lui nel libro viene proposta un'etica negativa che
>> insegna che le regole si possono tranquillamente infrangere,
>> che mentire e' giustificato, ecc.
>
>
>appunto.
>Ossia le regole del Catechismo si possono tranquillamente infrangere ?
In nessun punto dell'articolo e' possibile inferire che p. Amorth
sostenga questo.
>per esempio puo' un ex-giovane single suo malgrado infrangere quella
>regola catechistica-magisteriale che dice che l'autoerotismo
>e' sempre e comunque un atto di peccato ?
Mi sfugge in modo totale la connessione tra un articolo su Harry Potter
e questa domanda.
>e' questo il punto che mi preme sottolineare,
Non colgo cosa c'entra Harry Potter e Padre Amorth con il punto che ti
preme sottolineare.
>ossia ho vissuto in una religione che dice di se stessa
>di essere la "religione dell'Amore e non della Legge",
>che parla di un "rapporto personale con Dio" (?)
>ma quando sono venuto in attrito con una piccola
>*regola* catechistica non c'e' stata nulla da fare.
????
>Ossia le *regole* vanno rispettate, *tutte*,
>pure quelle non bibliche ma catechistiche.
>Proprio come dice p. Amorth.
Mah, di p. Amorth nell'articolo c'e solo qualche breve frase, troppo
poco per farne un'esegesi sui massimi sistemi. Da quel poco io comprendo
solo che egli critica una certa leggerezza presente, a suo dire, nel
comportamento di Harry Potter, il quale a seconda delle proprie
convenienze del momento compie e giustifica azioni scorrette o sleali.
>Pietro Carena ha scritto:
>
>> Ti è esploso il salterio tra le mani?
>
>quello (rito ambrosiano) l'ho regalato a Sini
>(i tre volumi in mio possesso sui cinque totali,
>costo ai tempi di 100klire cadauno).
>
>> Ti hanno cacciato in malo modo da un confessionale?
>
>il rifiuto dell'assoluzione tu come lo chiami ?
>
Se il problema era quello che credo di aver capito, il confessore
doveva essere un idiota.
Poco male.
Di confessori patentati da Santa Madre Chiesa sono pieni i
confessionali del mondo.
Gli idioti sono pochi. Io non ne ho mai conosciuti, per esempio.
E di confessori ne conosco ben più della media dei praticanti.
>> Sei sicuro di esserti fermato davanti ad un ostacolo vero?
>
>ricordati del rispetto delle regole,
>un bravo cattolico non e' mica un maghetto alla Harry Potter,
>un bravo cattolico le regole le rispetta *tutte*,
Un bravo Cattolico non è un maghetto, infatti.
Un bravo Cattolico è un Cristiano di Rito Romano.
Cioè una persona che sa che un Dio si è incarnato per lui.
Liberandolo, come scrive San Paolo ai Romani ed ai Galati, dalla
legge.
Un bravo Cattolico ha letto anche la seconda lettera ai Corinzi,
quella in cui Paolo implora Dio di liberarlo da "una spina" (una
tentazione? un difetto?).
Vatti a leggere la risposta di Dio.
E manda a fare in culo il tuo vecchio confessore.
(Cristianamente parlando, naturalmente).
>comprese quelle non bibliche ma catechistiche
>relative alla castita' assoluta.
>Mica le aggira come fa(rebbe) Harry Potter,
>mica strappa pagine dei libri come fa il protagonista de "l'attimo fuggente".
>Ovviamente io non sono piu' un bravo cattolico.
>E non sono nemmeno Harry Potter ;-)
Ripeto, leggiti la seconda lettera ai Corinzi.
Alla luce della quale, scusami, queste tue considerazioni sono
sciocchezze.
Con rabbiosa simpatia.
Pietro Carena.
Eccoti il passo che il tuo confessore non conosceva:
(II corinzi 12, )
7]Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni,
mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana
incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. [8]A
causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che
l'allontanasse da me. [9]Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia;
la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi
vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me
la potenza di Cristo. [10]Perciò mi compiaccio nelle mie infermità,
negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce
sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte".
> On Sun, 9 Dec 2001 18:46:21 +0100, "Mauro Arcisatese"
> <nos...@galaxycorp.com> wrote:
>
> >il rifiuto dell'assoluzione tu come lo chiami ?
> >
>
> Se il problema era quello che credo di aver capito, il confessore
> doveva essere un idiota.
> Poco male.
Pietro non formulare giudizi basandoti su una fonte cosi poco attendibile. Io
non ho mai conosciuto ne sentito confessori che rifiutano l'assoluzione. So che
e' possibile rifiutarla per casi molto gravi o semplicemente perche' il
penitente mostra di non essere pentito.;-) Saluti Claudio Pace
--
Posted from [217.58.46.90]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Io sě! Ad una mia amica che voleva separarsi al
confessionale del Santuario del Frassino, e i altre due occasioni, sempre a
donne e sempre per la separazione. Questi direttamente, altri casi mi sono
stati riportati.
>So che
>e' possibile rifiutarla per casi molto gravi
o semplicemente perche' il
>penitente mostra di non essere pentito.;-)
Saluti Claudio Pace
Ahhh, beata innocenza.
Silvestro
>--
>Posted
from [217.58.46.90]
>via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
Cosa voleva la tua amica il perdono per un evento ancora da compiersi? :-(
Non e' ancora contemplata una cosa simile nella CC. :-) Saluti Claudio
Pace
> Ahhh, beata innocenza.
> Silvestro
Ah beata ignoranza.
Claudio
--
Inviato il lun 10 dic 2001 12:08:52 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
Peccato che molti lo fanno invece. Santuario di Madonna
della Corona. Il mio amico si chiama Renzo, degno di credibilità e
religiosissimo.
>Ah beata ignoranza.
>Claudio
Quella tua
chiaramente, che vivi nel paese dei campanelli. Guarda che l'assoluzione te
la danno con leggerezza, così come non te la danno per ignoranza. Il mondo
della confessione è variegato. Prova leggerti "Sesso in confessionale" e
poi ne riparliamo, prima di dare dell'ingorante a qualcuno. E come hanno
detto i fichi d'india ieri sera: "Prima di guardare la pagliuzza nei miei
occhi, guardati la trave che ci hai nel culo":
Silvestro
>--
>Inviato il
lun 10 dic 2001 12:08:52 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
>http://www.neuromante.net/
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
E che il tuo tenore culturale sia quello dei fichi d'india, non ne avevo
alcun dubbio. Cmq personalmente non credo che abbia nessun valore, per
nessuno una confessione in cui dico 'sto per ammazzare il gatto
silvestro', ma se i fichi d'india dovessero garantirmi che ha valore stai
certo che lo faro'. :-))) Saluti Claudio Pace.
--
Inviato il lun 10 dic 2001 13:00:44 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
>E
che il tuo tenore culturale sia quello dei fichi d'india, non ne avevo
>alcun dubbio. Cmq personalmente non credo che abbia nessun valore, per
>nessuno una confessione in cui dico 'sto per ammazzare il gatto
>silvestro', ma se i fichi d'india dovessero garantirmi che ha valore stai
>certo che lo faro'. :-))) Saluti Claudio Pace.
Come no? I papi non sono
Dio in terra? Non sono perfetti (ex cathedra, ad orario di ufficio
praticamente) NOn sono saggi? Filosofi?
E non fece un papa illuminato
dallo spirito santo, una serie di personi per i peccati futuri con le
indulgenze? Non scrisse " chi pensa di commetter omicidio durante l'anno
paghi tot... e sarà..." Ti ricorda nulla questo? Un certo Pio...
Silvestreo
>--
>Inviato il lun 10 dic 2001 13:00:44 CET da
217.58.46.90 [217.58.46.90]
>http://www.neuromante.net/
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
> Il 10 Dic 2001, 13:00, "Claudio Pace" <ccp...@libero.it> ha scritto:
>
> >E
> che il tuo tenore culturale sia quello dei fichi d'india, non ne avevo
> >alcun dubbio. Cmq personalmente non credo che abbia nessun valore, per
> >nessuno una confessione in cui dico 'sto per ammazzare il gatto
> >silvestro', ma se i fichi d'india dovessero garantirmi che ha valore stai
> >certo che lo faro'. :-))) Saluti Claudio Pace.
>
> Come no? I papi non sono Dio in terra?
No.
>Non sono perfetti (ex cathedra, ad orario di ufficio
> praticamente)
No.
>NOn sono saggi?
Dipende.
>Filosofi?
Beh quello attuale ha conoscenze di filosofia non indifferenti, non e' un caso
che al dibbattito sulla sua 'fides e ratio' hanno partecipato molti
intellettuali. Lo stesso Scalfari ha curato una prefazione della stessa (ed.
piemme). I fichi d'India no, mi pare che non abbiano partecipato a questo
dibattito troppo impegnati a togliere le travi dai culi degli altri. :-)
> E non fece un papa illuminato
> dallo spirito santo, una serie di personi per i peccati futuri con le
> indulgenze? Non scrisse " chi pensa di commetter omicidio durante l'anno
> paghi tot... e sarà..." Ti ricorda nulla questo? Un certo Pio...
> Silvestreo
Cosa e' un'altra citazione alle 'femmine sono tutte buttane' che hai attribuito
a Sant'Agostino, giustificandola con l'estarpolazione di un'altra? :D Anche
fosse una simile corbelleria, non avrebbe nessun valore
dogmatico, non e' ne documento conciliare ne dichiarazione ex cathedra. I papi
non sono Dio in terra sono uomini, investiti di carisma, il carisma di Pietro,
. . ., che non significa essere infallibili in ogni cosa che dicono e che
fanno, se cosi fosse non sarei cattolico stanne certo. Il domino di
infallibilita' e'assai ristretto, questo non toglie che i discorsi del papa per
me sono piu' autorevoli di quelli che leggi tu ossia dei fichi d'India. ;-)
Saluti Claudio Pace.
> Pietro non formulare giudizi basandoti su una fonte cosi poco attendibile. Io
> non ho mai conosciuto ne sentito confessori che rifiutano l'assoluzione. So
che
> e' possibile rifiutarla per casi molto gravi o semplicemente perche' il
> penitente mostra di non essere pentito.;-) Saluti Claudio Pace
mi viene in mente una scena di "continuavano a chuiamarlo trinità", quando
Bambino va a confessarsi al temine fa l frate "E ADESSO ASSOLVIMI" :-))
>> appunto.
>> Ossia le regole del Catechismo si
>> possono tranquillamente infrangere ?
> In nessun punto dell'articolo e' possibile
> inferire che p. Amorth sostenga questo.
chi mai ha detto questo ?
p. Amorth dice l'opposto,
ossia critica il fatto che nel libro di Harry Potter
viene proposta un'etica negativa che insegna
che le regole si possono tranquillamente infrangere.
>> per esempio puo' un ex-giovane single suo malgrado
>> infrangere quella regola catechistica-magisteriale
>> che dice che l'autoerotismo e' sempre
>> e comunque un atto di peccato ?
> Mi sfugge in modo totale la connessione tra
> un articolo su Harry Potter e questa domanda.
ti sfugge il nesso ?
si parla di *regole*, regole catechistiche nel mio caso.
Regole che io da cattolico non potevo infrangere.
Comunque vedo che hai preso le difese di p. Amorth,
del resto e' uno dei vostri cavalli da battaglia.
ciao,
Mauro A.
>> stesso stile ;-)
> Non credo.
> (....)
> ho postato un articolo di giornale che avevo letto
> e che rispondeva alla domanda dell'interlocutore.
come il TdG.
:-)
ciao,
Mauro A.
> Pietro non formulare giudizi basandoti
> su una fonte cosi poco attendibile.
vergognati.
> Io non ho mai conosciuto ne sentito
> confessori che rifiutano l'assoluzione.
su ICC c'era stata la testimonianza di un'altra
persona a cui il suo confessore aveva negato
cio', persona che tu conosci, di persona.
Anche se in questo caso mi pare di avere capito
che il rifiuto dell'assoluzione fosse stato
parziale e non drammatico.
> So che e' possibile rifiutarla per casi molto
> gravi o semplicemente perche' il penitente
> mostra di non essere pentito.
stai gia' smentendo quanto avevi detto poco fa.
ricordo che nel mio caso si tratta
di autoerotismo moderato da parte
di un single controvoglia.
A proposito tempo fa ti avevo chiesto come avevi
vissuto tu la tua sessualita' "pre"matrimoniale.
Vuoi rispondere ?
oppure preferisci dare giudizi ?
Mauro A.
> Se il problema era quello che credo di aver capito, il confessore
> doveva essere un idiota.
> Poco male.
> Di confessori patentati da Santa Madre Chiesa sono pieni i
> confessionali del mondo.
a pare mio sono idioti quelli che, ex cathedra, stillano le regole *accessorie*
sulle quali devono regolarsi i confessori.
ciao
G
> E come hanno
> detto i fichi d'india ieri sera: "Prima di guardare la pagliuzza nei miei
> occhi, guardati la trave che ci hai nel culo":
è quello che avrei dovuto dire la prima volta a Nicola Bulla ;-)
ciao
G
>"Pietro Carena" <Car...@libero.it> wrote in message
>news:3c13e035...@news.libero.it...
>
>> On Sun, 9 Dec 2001 18:46:21 +0100, "Mauro Arcisatese"
>> <nos...@galaxycorp.com> wrote:
>>
>> >il rifiuto dell'assoluzione tu come lo chiami ?
>> >
>>
>> Se il problema era quello che credo di aver capito, il confessore
>> doveva essere un idiota.
>> Poco male.
>
>Pietro non formulare giudizi basandoti su una fonte cosi poco attendibile. Io
>non ho mai conosciuto ne sentito confessori che rifiutano l'assoluzione. So che
>e' possibile rifiutarla per casi molto gravi o semplicemente perche' il
>penitente mostra di non essere pentito.;-) Saluti Claudio Pace
>
Nel caso in esame, se nessuno ha rifiutato assoluzioni, nessuno č
idiota, ed il mio giudizio non rileva.
Se č successo, e la motivazione vera era un'altra, il mio giudizio non
rileva.
Sono in una botte di ferro.
Ciao
Pietro Carena
>Claudio Pace ha scritto:
>
>> Pietro non formulare giudizi basandoti
>> su una fonte cosi poco attendibile.
>
>vergognati.
>
>
Non credo che Mauro mi annoveri fra i suoi amici.
Ma di una cosa sono piuttosto convinto.
Non mente.
Ha atteggiamenti provocatori, ma non è un provocatore.
So di altre persone che si sono sentite rifiutate dalla Chiesa per
motivi analoghi a quelli che lui dichiara.
E so che spesso si tratta di persone con una sensibilità religiosa
vera, e con una intransigenza verso se stessi che impedisce loro di
essere flessibili nei confronti della propria etica personale.
E sono situazioni che fanno soffrire davvero.
Non si continua a frequentare argomenti religiosi senza una
motivazione autentica.
Forse diversa dalla mia o dalla tua. Ma non meno seria della mia e
della tua.
Inoltre, mi pare che la bellissima pagina di Corinti, che ho citato
ieri, dovrebbe essere presa sul serio da tutti.
Specie da chi, forse, rifiuta una Fede per cose che - forse - con la
fede c'entrano poco.
Non litigate, per favore.
Ciao
Pietro Carena
>Beh quello attuale ha conoscenze di filosofia non
indifferenti, non e' un
>caso
>che al dibbattito sulla sua 'fides e
ratio' hanno partecipato molti
>intellettuali.
AH, anche alle riunioni
di condominio ci sono degli intellettuali, ma dai...
come Rino Camilleri?
(buono quel leccaculo...)
Lo stesso Scalfari ha curato una prefazione
della stessa
>(ed.piemme).
Già quella che ha pubblicato l'edulcorata
storia dell'inquisizione e i libri inquisitoriali con "in fondo non è
successo niente" ma va, dai...
>I fichi d'India no, mi pare che non
abbiano partecipato a questo
>dibattito troppo impegnati a togliere le
travi dai culi degli altri. :-)
Ma almeno fanno ridere. Questo papa è uno
zombi che cammina.
>Cosa e' un'altra citazione alle 'femmine sono tutte
buttane' che hai
>attribuito
>a Sant'Agostino, giustificandola con
l'estarpolazione di un'altra?
Sant'Agostino è stato ampiamente spiegato
che consderava le donne puttane. Se io ti dico bocciato vuol dire respinto.
SOno state riportate anche tutte le sue frasi.
>Anche
>fosse una simile
corbelleria, non avrebbe nessun valore
>dogmatico, non e' ne documento
conciliare ne dichiarazione ex cathedra. I
>papi non sono Dio in terra
sono uomini, investiti di carisma, il carisma di Pietro,
Leggiti tutte le
indulgenze di Leone X allora, poi parlami del carisma di Pietro... oppure
di quel papa che scrisse la summa desiderantes affectcibus... spirito santo
in vacanza? QUanti uomini sono stati uccisi in nome di quella bolla? Poca
saggezza allora. E non erano nemmeno uomini per scrivere quelle cazzate. Ma
dei grossi stronzi.
>. . ., che non significa essere infallibili in ogni
cosa che dicono e che
>fanno, se cosi fosse non sarei cattolico stanne
certo. Il domino di
>infallibilita' e'assai ristretto, questo non toglie
che i discorsi del
>papa per
>me sono piu' autorevoli di quelli che leggi
tu ossia dei fichi d'India. ;-
"Chi non crede nella possibilità delle
donne di volare, fare fatture, ecc.. sia considerato alla stessa stregua
degli eretici"
"Nella chiesa non c'è democrazia - da un discorso del tuo
Karolino ai vescovi austriaci".
"Caro Caravaggio, visto che c'è stata la
strage di San Bartolomeo, oltre a fare un giubileo straodinario,
festeggiamo la cosa con un bel dipinto".
Non basterebbe Internet a
contenere tutte le vaccate dei papi di oggi e di ieri...
Saluti. Silvestro
>Saluti Claudio Pace.
>--
>Posted from [217.58.46.90]
>via
Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
Senti, io non sono nč un santo nč un asceta.
La mia frequenza dei confessionali, nei quasi quarant'anni dalla prima
confessione, č andata da un minimo di una volta all'anno ad un massimo
(in questo periodo) di un paio di volte al mese.
Conosco piů confessori che tranvieri, per esempio.
E idioti non ne ho ancora conosciuto neanche uno.
So che ne esistono, per esperienza diretta di persone che conosco.
Li ho sempre evitati.
E nei confessionali, ho sempre trovato non l'aria pesante del giudizio
poliziesco, ma la brezza leggera di un Dio che ci cerca.
Saluti
Pietro Carena
Strano, con tutti i
tremila santi fatti da Karolino potevi starci anche tu in mezzo :o)))
>La
mia frequenza dei confessionali, nei quasi quarant'anni dalla prima
>confessione, è andata da un minimo di una volta all'anno ad un massimo
>(in questo periodo) di un paio di volte al mese.
Si vede che stai
peccando più adesso che allora...
>Conosco più confessori che tranvieri,
per esempio.
Già confessarsi con un tranviere risulta difficile. Anch'io
conosco più ornitorinchi che parenti di Buttiglione
>E idioti non ne ho
ancora conosciuto neanche uno.
Certa gente ha un culo. Leggiti le
interviste registrate di "Sesso in confessionale, poi ne parliamo".
>So
che ne esistono, per esperienza diretta di persone che conosco.
Sfigati ad
incontrarli e tu fortunato?
>Li ho sempre evitati.
>E nei confessionali,
ho sempre trovato non l'aria pesante del giudizio
>poliziesco, ma la
brezza leggera di un Dio che ci cerca.
Non ha bisogno, Dio, che tu vada da
uno che non sa cos'è il calore di un corpo di una donna per sentirti dire
dove sbagli se gli racconti di aver toccat una passerina.
Silvestro
>Saluti
>Pietro Carena
>
Intervento più grossolano che spiritoso, direi.
Hai, in passato, scritto meglio.
E non ti sai emendare dalle solite banalità sulla confessione.
Ciao
Pietro Carena
>> ho postato un articolo di giornale che avevo letto
>> e che rispondeva alla domanda dell'interlocutore.
>
>come il TdG.
>:-)
:-)
>TRX ha scritto:
>
>>> appunto.
>>> Ossia le regole del Catechismo si
>>> possono tranquillamente infrangere ?
>
>> In nessun punto dell'articolo e' possibile
>> inferire che p. Amorth sostenga questo.
>
>chi mai ha detto questo ?
>p. Amorth dice l'opposto,
>ossia critica il fatto che nel libro di Harry Potter
>viene proposta un'etica negativa che insegna
>che le regole si possono tranquillamente infrangere.
Appunto, mi pareva che fosse cosi.
>> Mi sfugge in modo totale la connessione tra
>> un articolo su Harry Potter e questa domanda.
>
>ti sfugge il nesso ?
>si parla di *regole*, regole catechistiche nel mio caso.
>Regole che io da cattolico non potevo infrangere.
Dove si parla di regole catechistiche nell'articolo?
Il nesso continua a sfuggirmi.
>Comunque vedo che hai preso le difese di p. Amorth,
>del resto e' uno dei vostri cavalli da battaglia.
No, Mauro.
Ho risposto ad affermazioni che mi hai replicato. Se dici (riporto
testuale):
---
ma approffito di questo post per evidenziare un
punto che mi sta a cuore ossia p. Amorth aveva dichiarato:
"Per esempio, le regole si possono tranquillamente
infrangere se non sostengono i proprio interessi".
---
chi legge, io compreso, interpreta che la persona citata abbia fatto
quella affermazione come se fosse il suo pensiero. Ma cosi non era e ho
corretto quella che appariva come una attribuzione fuorviante.
Che questa semplice e doverosa precisazione diventa un "prendere le
difese di p. Amorth" facendolo magari per partito preso in quanto "e'
uno dei vostri cavalli da battaglia" mi sembra un'altra conclusione che
ha poco a che fare con le premesse.
Se ti piace pensare una cosa del genere, fai pure. Ma sappi che nel mio
caso caschi male, semplicemente perche' cosi' non e'.
Se lo dici tu. :-)
>[...]
> Non si continua a frequentare argomenti religiosi senza una
> motivazione autentica.
> Forse diversa dalla mia o dalla tua. Ma non meno seria della mia e
> della tua.
Forse, ma alle volte da l'impressione di un disco incantato. Sesso,
Katechismo, Kattolici, possibile che nella vita non ci siano altri
interessi, altre cose da dire, salvo quella di sentirsi ingannato. Ho
capito, ti senti ingannato e allora? Va avanti, esprimi le tue, ma cammina
per dincibacco, ... ;-), oltretutto vale la pena ricordare il manifesto
prevede in questo gruppo un confronto tra varie spiritualita' e invece
sembra essersi trasformato in un it.cultura.anticattolicesimo, tra
Arcitatese, Saseanna e San Silvestro e qualche altro amico mi pare che non
ci sia il benche' minimo sforzo di rispetatre il manifesto del Ng.
> Inoltre, mi pare che la bellissima pagina di Corinti, che ho citato
> ieri, dovrebbe essere presa sul serio da tutti.
> Specie da chi, forse, rifiuta una Fede per cose che - forse - con la
> fede c'entrano poco.
Ognuno e' libero di dichiarare di aver fede, di dichiarare di non averla,
di confrontarsi sui 'si' sui 'no', tutto cio' imho fa parte della
spiritualita', anche un non credente puo' manifestare una spiritualita'
alle volte anche superiore a quella dei credenti, ma alcuni interventi qui
sembrano da . . . gossip per non dire peggio. ;-)
> Non litigate, per favore.
Con il cognome che mi ritrovo come potrei? :D
Ciao Claudio Pace.
--
Inviato il mar 11 dic 2001 09:32:11 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
> Un bravo Cattolico è un Cristiano di Rito Romano.
cactus ;-)
allora era questo il problema :-)
infatti io ero un Cattolico di Rito Ambrosiano.
:-)
per quanto riguarda il resto del
tuo post ne ho gia' parlato con altri su ICC
ma a quanto pare il Cattolicesimo
e' ben diverso dal film "l'attimo fuggente"
e la Legge, ossia il Catechismo, rimane Magistero.
ciao,
Mauro A.
>> che le regole si possono tranquillamente infrangere.
> Dove si parla di regole catechistiche nell'articolo?
> Il nesso continua a sfuggirmi.
si parla di *regole*
ricordo che p. Amorth critica il fatto che nel libro di Harry Potter
viene proposta un'etica negativa che -insegnerebbe-
che le regole si possono tranquillamente infrangere
Questo e' il punto, ossia il discorso generale.
E le regole "catechistiche" sono il mio caso,
l'esempio, il discorso particolare.
tutto cio' per precisazione.
Ma per non ripetere le stesse cose aggiungo domandomi
chissa' cosa dicevano i p. Amorth di duemila anni fa
su un certo Gesu' Cristo. E chissa' cosa dicevano
i p. Ratzinger di duemila anni fa.
ciao,
Mauro A.
> oltretutto vale la pena ricordare il manifesto prevede
> in questo gruppo un confronto tra varie spiritualita' e invece
> sembra essersi trasformato in un it.cultura.anticattolicesimo,
> tra Arcitatese, Saseanna e San Silvestro e qualche altro amico
> mi pare che non ci sia il benche' minimo sforzo di rispetatre
> il manifesto del Ng.
intervengo per notare che come avevi fatto in
occasione del Natale dell'anno scorso anche
quest'annno tu pervarso dal tuo "spirito natalizio"
colgi l'occasione per denigrare "gli altri".
L'anno scorso avevi parlato di "branco"
fatto da me, Silvestro e Lirioflor.
Quest'anno al posto di Lirioflor citi invece "Saseanna"
Ma lasciamo perdere Silvestro e Saseanna,
mi fanno ridere piuttosto le tue accuse nei
mie confronti di non rispettare il "manifesto".
Ti provoca fastidio forse il fatto che io
abbia iniziato questo thread su p. Amorth ?
Ti provoca il fastidio che io porti sul nesgroup
la mia testimonianza di ex-cattolico per motivi sessuali ?
Testimonianza di chi, cattolico dalla "nascita",
si ritrova ad apostare dalla fede cucitagli addosso
perche' una pagina catechistica, una *regola* catechistica,
e' per lui un *ostacolo insormontabile* ?
E a chi dice che non e' vero ricordo Ratzinger
e il suo atteggiamento nei confronti
dei teologi morali come Marciano Vidal.
>> Non litigate, per favore.
> Con il cognome che mi ritrovo come potrei?
da migliaia di anni sono proprio quelli
come te che alimentano le guerre.
Voglio vedere se vivessimo in Israele-Palestina
quale sarebbe il tuo ruolo nel processo di "pacificazione"
Avremmo, dico io, delle belle sorprese:
gli operatori di pace si riconoscono in guerra,
non nelle chiacchiere dei newsgroup
e durante le omelie di lontane chiese.
Sotto le bombe, fra il fuoco,
li' si riconosco gli "operatori di pace".
Operatori di pace, ossia coloro che "fanno la pace",
che non sono i "pacifici" come invece traducono i TdG.
E che non sono nemmeno quelli che si chiamano "pace"
di cognome e tutti gli anni, a "Natale", offendono sui newsgroup.
Mauro
>Forse, ma alle volte da l'impressione di un disco incantato. Sesso,
>Katechismo, Kattolici,
>(...)
Non credo che ci siano equivoci possibili sul fatto che non condivido
il taglio polemico che Mauro dà nel confutare il Cristianesimo.
Ma i motivi dell'accettazione o del rifiuto della fede partono sempre
da qualcosa di nostro. Di così profondamente nostro che a noi stessi
sfuggono le ragioni.
Perchè non c'è solo ragione, nel rapporto con Dio, e non c'è solo
sentimento. C'è anche psicanalisi, solitudine, sesso, poesia, bisogno,
ideale....
Secondo me i motivi per cui uno crede o non crede sono sempre
serissimi.
Ed al di là della nostra maggiore o minore finezza nel presentarli (e
nel confutarli) DEVONO sempre essere presi sul serio.
Non si può nascondere Dio dietro una battuta o dietro la derisione.
Anche questo è nominare Dio invano, secondo me.
Fra l'altro, nel caso particolare, l'esagerata importanza del sesso
nelle questioni religiose non mi sembra inventata da Mauro.
Molti catechismi ne sono stati pieni per decenni.
>
>> Inoltre, mi pare che la bellissima pagina di Corinti, che ho citato
>> ieri, dovrebbe essere presa sul serio da tutti.
>> Specie da chi, forse, rifiuta una Fede per cose che - forse - con la
>> fede c'entrano poco.
>
>Ognuno e' libero di dichiarare di aver fede, di dichiarare di non averla,
>di confrontarsi sui 'si' sui 'no', tutto cio' imho fa parte della
>spiritualita', anche un non credente puo' manifestare una spiritualita'
>alle volte anche superiore a quella dei credenti, ma alcuni interventi qui
>sembrano da . . . gossip per non dire peggio. ;-)
>
Lo stile polemico, che io non condivido, non è stato introdotto in
Usenet da Mauro.
>> Non litigate, per favore.
>
>Con il cognome che mi ritrovo come potrei? :D
>
Ti ho dato ragione molte volte, e credo che ancora non mancherà
occasione in futuro.
Ma in questo caso, il tuo atteggiamento mi sembra di stizzita
derisione.
Non lo condivido.
Ciao
Pietro Carena
>Pietro Carena ha scritto:
>
>> Un bravo Cattolico è un Cristiano di Rito Romano.
>
>cactus ;-)
>allora era questo il problema :-)
>infatti io ero un Cattolico di Rito Ambrosiano.
>:-)
>
>
Lo so che sei un bauscia. Ma questo tuo difetto non rileva, in questo
caso.
>per quanto riguarda il resto del
>tuo post ne ho gia' parlato con altri su ICC
>ma a quanto pare il Cattolicesimo
>e' ben diverso dal film "l'attimo fuggente"
>e la Legge, ossia il Catechismo, rimane Magistero.
>
>
>ciao,
>Mauro A.
>
Mannaggia! Leggiti la lettera ai Romani, perdinci!
E pensa al gesto di Cristo che scrive (cosa?) per terra, nel suo
intelligentissimo espediente che salvò la vita all'adultera.
O alle Sue parole a Zaccheo.
Ma come fai a non cogliere la sproporzione fra le argomentazioni che
porti, e quello che si legge nel Nuovo Testamento?
E' davvero così arcigna, la Chiesa Ambrosiana, da aver fatto sbiadire
il senso di tutta un'Incarnazione?
Ciao
Pietro Guerra.
Lo vedo. Ed anche il senso della realtà.
Si vede che conosci la Confessione per sentito dire.
Personalmente non ho MAI incassato un giudizio, in un confessionale.
E guarda che sono una persona ed un cristiano mediocrissimo.
Ciao
Pietro Carena
[...]
>Questo e' il punto, ossia il discorso generale.
>E le regole "catechistiche" sono il mio caso,
>l'esempio, il discorso particolare.
Le regole sono tali perche' c'e' un senso che le determina. Il loro
significato, la loro ragione di essere precede la loro formulazione, ne
determina il contesto e ne qualifica il valore.
Da un certo punto di vista e' tautologico che le regole non si debbano
infrangere, perche' sono le conclusioni di premesse gia' affermate. Allo
stesso tempo, e paradossalmente per lo stesso motivo, le regole in se'
non sono degli assoluti. Che valore hanno senza le premesse che ne
stanno alla base? Diventano una gabbia senza senso.
Giocando a basket la regola e' di non toccare il pallone con i piedi. La
regola non va infranta e sbaglia chi insegnerebbe in tale contesto che,
a propria convenienza si puo' anche calciare la palla. Ma non toccare la
palla con i piedi, pur essendo una regola, non e' in se un assoluto. Ha
infatti senso nell'ottica complessiva del gioco della pallacanestro
mentre non l'ha in quella del calcio.
Proporre nel basket di non rispettarla in modo sistematico non e'
soltanto un violare ripetutamente una regola. E' qualcosa di molto piu'
profondo e devastante: e' cambiare l'intero gioco. E il gioco viene
prima delle regole.
Che cosa significa? Prenderli sul serio? Condividere la visione derisoria della
CC di chi li propone? UNa volta scoperto che certe visioni sessuofobe sono di
origine platonica e non Cristiana se ne prende atto e si va avanti. Certo il
cattolicesimo considera la sfera della vita sessuale nel matrimonio, valorizza
imho il sesso che in piu' parti e' ormai solo un prodotto commerciale, si puo'
accettare o respingere e irridere ognuno faccia quel che vuole perdincibacco.
> Non si può nascondere Dio dietro una battuta o dietro la derisione.
> Anche questo è nominare Dio invano, secondo me.
> Fra l'altro, nel caso particolare, l'esagerata importanza del sesso
> nelle questioni religiose non mi sembra inventata da Mauro.
> Molti catechismi ne sono stati pieni per decenni.
Figurati, anch'io ho avuto una catechista pre-conciliare e dovrei ancora aver
conservato quei librettini di una volta, ..., non ho mai messo in discussione
il problema discuto il farne un'alibi per prendere in giro chi conserva la fede
cattolica.
> Lo stile polemico, che io non condivido, non è stato introdotto in
> Usenet da Mauro.
Senza dubbio, ma Mauro sui ICR e su ICC e' uno dei rappresentanti piu'
significativi di questo stile. :-)Lurkando su ICC, a lui tanto cara,tempo fa'
ho letto
di un suo intervento in cui invitava Casini a ritornare su ICR, con che spirito
lo faceva ognuno lo puo' immaginare. :D
> >> Non litigate, per favore.
> >
> >Con il cognome che mi ritrovo come potrei? :D
> >
>
> Ti ho dato ragione molte volte, e credo che ancora non mancherà
> occasione in futuro.
> Ma in questo caso, il tuo atteggiamento mi sembra di stizzita
> derisione. Non lo condivido.
Cosa devo fare devo ignorare i messaggi di Mauro, non aprendoli nemmeno? Forse
e' l'unica soluzione. ;-)Ciao Claudio Pace.
>> Questo e' il punto, ossia il discorso generale.
>> E le regole "catechistiche" sono il mio caso,
>> l'esempio, il discorso particolare.
> Le regole sono tali perche' c'e' un senso che le determina. Il loro
> significato, la loro ragione di essere precede la loro formulazione,
> ne determina il contesto e ne qualifica il valore.
> Da un certo punto di vista e' tautologico che le regole non si debbano
> infrangere, perche' sono le conclusioni di premesse gia' affermate.
> Allo stesso tempo, e paradossalmente per lo stesso motivo, le regole in se'
> non sono degli assoluti. Che valore hanno senza le premesse che ne
> stanno alla base? Diventano una gabbia senza senso.
> Giocando a basket la regola e' di non toccare il pallone con i piedi.
> La regola non va infranta e sbaglia chi insegnerebbe in tale contesto che,
> a propria convenienza si puo' anche calciare la palla. Ma non toccare la
> palla con i piedi, pur essendo una regola, non e' in se un assoluto.
> Ha infatti senso nell'ottica complessiva del gioco della pallacanestro
> mentre non l'ha in quella del calcio.
> Proporre nel basket di non rispettarla in modo sistematico non e'
> soltanto un violare ripetutamente una regola. E' qualcosa di molto piu'
> profondo e devastante: e' cambiare l'intero gioco. E il gioco viene
> prima delle regole.
Belle parole, da "prete", ma vedi TRX da piccolo non mi hanno
condizionato affinche' giocassi a basket, ma bensi' mi hanno
condizionato affinche' fossi un buon cattolico.
Quindi non c'erano alcune premesse gia' affermate,
ma bensi' regole "catechistiche-magisteriale" che dicevano
che il sesso era brutta cosa se fuori dal matrimonio.
Questa era la regola,
regola che demonizzava l'autoerotismo,
regole che mi aveva inculcato una "sana" (ossia cattolica) omofobia,
regole tese a fare di me un buon "padre di famiglia" o un "pastore di anime".
regole pero' inadeguate a gestire pero' il destino-provvidenza che mi
era stato riservato, ossia quello del "maschietto" imbranato e del
tutto improponibile a qualunque donna quale "padre dei propri figli".
Non si trattava quindi di una partita di basket,
ma della partita della Vita, la *mia* Vita.
E quindi in questa partita della *mia* Vita
le regole cattoliche che vietano qualunque forma di autoerotismo
erano diventate, usando una tua espressione, una "gabbia senza senso"
Comunque e' stato interessante, leggendo il tuo post,
vedere come voi (preti?) cattolici parlate di "religione dell'Amore"
conservando pero' una "religione della Legge" stemperata
dal sacramento della "confessione-riconciliazione".
Ovviamente mi resta precluso, tornando cattolico, il potere
fare cio' che aveva fatto il protagonista de "l'attimo fuggente".
(o cio' che aveva fatto quello di "tutti pazzi per Mary" ;-)
Le regole vanno rispettate, anche se non sono mai state scelte.
Cosi' dice la Chiesa, cosi' ricorda Ratzinger.
ciao,
Mauro A.
> UNa volta scoperto che certe visioni sessuofobe
> sono di origine platonica e non Cristiana
> se ne prende atto e si va avanti.
ROTFL
sessuofobia di orgine platonica e non cattolica.
ma sai di cosa stai parlando ?
ne dubito, visto che la mia visione attuale e'
proprio "psuedo"platonica con tanto di metempsicosi,
e ti assicuro che non c'e' alcuna sessuofobia.
> Certo il cattolicesimo considera la sfera
> della vita sessuale nel matrimonio,
e dimentichi ancora una volta la *mia* di situazione,
ossia di chi desideroso allora di formarsi una famiglia cristiana,
tale famiglia mon e' riuscito a farla e si ritrova sempre .
La sessuofobia con cui mi sono scontrato e' la sessuofobia *cattolica*,
quella sessuofobia cattechistico-magisteriale (ma non biblica)
che condanna ogni forma di autoerotismo.
> Lurkando su ICC, a lui tanto cara,tempo fa' ho letto
> di un suo intervento in cui invitava Casini a ritornare
> su ICR, con che spirito lo faceva ognuno lo puo' immaginare.
ovviamente tu hai sempre l'abitudine
di sapere quale sia lo spirito altrui.
questa tua sicurezza francamente mi sgomenta
e a tale tua presunzione preferisco francamente gente come Casini.
Casini che crede veramente nella Chiesa di cui fa parte,
avendo forse il problema che ci crede troppo,
credendo per esempio a quando lo stesso papa Paolo VI
aveva detto che il "fumo di Satana" era entrato nella Chiesa.
il problema di Casini e' che crede troppo, crede a tutto,
cercando di costruirsi un modello coerente a cui credere e in cui vivere.
Antonio Casini ama la sua Chiesa, ama il Cristo modellato da questa Chiesa.
Certo in altri tempi Casini sarebbe stato pericoloso per gli apostati-eretici
come me, ma in quei tempi molti cattolici sarebbero stati pericolosi,
in primo luogo quelli che parlando tanto tanto di perdono
e poi ogni anno mostrano lo spirito natalizio offendendo sui newsgroup.
Parlano di tanto e non sanno agire nel piccolo.
Mauro
>E guarda che sono una persona ed un
cristiano mediocrissimo.
Forse è per questo che non ti dicono nulla.
Gesù, se non sbaglio, non ama i tiepidi. Tu, peccando poco o nulla, rendi
inutile il sacrificio di Gesù Cristo.
Silvestro
P.s. Leggiti Sesso in
confessionale...
>Ciao
>Pietro Carena
> Tu, peccando poco o nulla, rendi
> inutile il sacrificio di Gesů Cristo.
Silvestro,
francamente mi lascia sgomenta questa tua affermazione.
un cristiano, se possibile, deve essere santo,
ossia ogni cristiano deve mirare alla santita'.
a proposito se ricordo bene (controllero' dopo le festivita' stagionali)
durante il processo di beatificazione o canonizzazione di s. Filippo
Neri si era detto che il "santo" era talmente santo che nella
sua vita non aveva avuto nemmeno una polluzione notturna.
Che sant'uomo ;-)
ciao,
Mauro A.
>> Tu, peccando poco o
nulla, rendi
>> inutile il sacrificio di Gesù Cristo.
>Silvestro,
>francamente mi lascia sgomenta questa tua affermazione.
>un cristiano, se
possibile, deve essere santo,
>ossia ogni cristiano deve mirare alla
santita'.
...era ironia...
>a proposito se ricordo bene (controllero'
dopo le festivita' stagionali)
>durante il processo di beatificazione o
canonizzazione di s. Filippo
>Neri si era detto che il "santo" era
talmente santo che nella
>sua vita non aveva avuto nemmeno una polluzione
notturna.
>Che sant'uomo ;-)
Forse non gli tirava...
Silvestro
>ciao,
>Mauro A.
Sara' ma intanto pur condizionato da un se' quel povero confessore si e'
beccato dell'idiota. Magari e' una persona che passa le sue ore nel pochissimo
spazio di un confessionale per dare a numerosa gente il perdono di Cristo. Io
ammiro molto quei preti, magari anziani che passano le loro ore li, che
sentirgli dare dell'idiota sia pur condizionato, mi da un po' fastidio. Ciao
> Sara' ma intanto pur condizionato da un se'
> quel povero confessore si e' beccato dell'idiota.
di sicuro un idiota c'era,
ossia il penitente,
ossia io.
comunque faccio rilevare:
primo) che non sono entrato io in argomento,
ma bensi' e' stato Pietro Carena a farlo quando mi aveva chiesto:
"Ti hanno cacciato in malo modo da un confessionale?"
secondo, che la cosa era successa molti anni fa,
quando io non conoscevo la terminologia per descrivere
una mia situazione che fra l'altro vivevo in maniera panica
(ossia le "polluzioni diurne").
Chissa' cosa avra' capito quel confessore
da cui poi io non mi sono piu' recato.
tutto cio' lo dico come precisazione rivolta a Pietro Carena,
visto che c'e' l'eventualita' di una sorta di raduno di ICC
il prossimo settembre a Torino con annessa messa
a cui probabilmente assistero' ma non partecipero'.
Mauro A.
> Forse non gli tirava...
definizione poco scientifica,
forse c'aveva qualche "problema",
una menomazione ghiandolare,
una malformazione,
un trauma infantile.
per esempio conoscevo uno del mio paese,
coetaneo di mio padre, che da piccolo,
giocando a pallone, ebbe un grave danno li', in quel posto.
L'ironia della sorte che da giovane
ebbe anche una fidanzata per sei anni,
senza che la tipa se ne accorgesse.
Altri tempi.
(N.B. il tipo non era un devoto cattolico)
ciao,
Mauro A.
Se lo dici tu. :-)
> comunque faccio rilevare:
>[...]
> Chissa' cosa avra' capito quel confessore da cui poi io non mi sono piu'
recato.
>
> tutto cio' lo dico come precisazione rivolta a Pietro Carena,
> visto che c'e' l'eventualita' di una sorta di raduno di ICC
> il prossimo settembre a Torino con annessa messa
Settembre?
> a cui probabilmente assistero' ma non partecipero'.
E poi il platonico sarei io. :-) Non so perche' ma questa tua mi fa
ricordare un film in cui Monica Vitti sedotta da un maschio siculo
dichiara: 'di mammo sono'. :-)
> Mauro A.
Ciao Claudio Pace.
--
Inviato il mer 12 dic 2001 16:04:04 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
>Le regole sono tali perche' c'e' un senso che le determina. Il loro
>significato, la loro ragione di essere precede la loro formulazione, ne
>determina il contesto e ne qualifica il valore.
non concordo. in campo etico e sociale le regole sono adattamenti
pratici e provvisori che rendono possibile la convivenza di interessi
desideri comportamenti e pulsioni diversi e spesso molto lontani tra
loro.
proprio perchè la vita sociale ed etica non è una partita di basket,
non esiste nessun senso ultimo a monte che determina le regole.
esistono gli interessi i desideri i comportamenti e le pulsioni, e
costruzioni di senso molto diverse tra loro, la cui interazione in
termini di incontro e di scontro porta a determinare una data regola.
>Da un certo punto di vista e' tautologico che le regole non si debbano
>infrangere, perche' sono le conclusioni di premesse gia' affermate.
da un altro, essendo ogni regola etico-sociale una costruzione
provvisoria che necessariamente scontenta qualcuno, l'infrazione
volontaria delle regole può essere sia un modo per affermare comunque
il diritto ad essere se stessi regole o non regole, sia una prassi
tesa ad accelerare\favorire la modifica delle regole stesse.
un esempio molto calzante: i gruppi di donne che praticavano
pubblicamente l'aborto quando ancora la legge lo vietava in Italia.
in altri termini, infrangere le regole e conseguire un risultato
positivo dal proprio punto di vista è cosa molto frequente e può
essere perfettamente giusta ed opportuna, almeno secondo la mia etica.
non dubito che l'etica di Amorth sia molto differente.
resta da domandarsi a mio giudizio, il perchè dell'intervento di
Amorth, visto che il film parla di magia in termini puramente
favolistici, come tanti altri film fiabe libri eccetera che pur
essendo assai più famosi (la fata di Cenerentola, l'indimenticabile
Topolino apprendista stregone in Fantasia eccetera) non sono stati
onorati dalle critiche del capo degli esorcisti in persona
avanzo due ipotesi:
ipotesi a) Amorth è un furbacchione che ha pensato bene di usufruire
di tutto il tam tam mediatico-pubblicitario intorno al film per
trovare a sua volta ampio spazio sui giornali e sulle televisioni,
come puntualmente avvenuto.
ipotesi b) l'ira di Amorth potrebbe essere stata scatenata dal fatto
che il film, a differenza di opere analoghe e altrettanto se non più
famose, contiene effettivamente un riferimento preciso (per quanto
inavvertibile dai più) a una dottrina realmente esistente e condannata
ufficialmente dalla Chiesa. il Nicholas Flamel citato nel film come
possessore\inventore della pietra filosofale, è personaggio storico
realmente esistito. si tratta di uno dei più celebri alchimisti, che
godette alla sua epoca di una vera e propria venerazione da parte del
pubblico contemporaneo. il suo "Mutus Liber", un libro simbolico
allegorico sulla creazione della pietra filosofale, composto di sole
immagini, è tuttora un testo molto quotato presso i cultori del
settore. si tratta insomma di un esponente di quell'ermetismo
alchemico medioevale e rinascimentale, poi confluito anche nella
massoneria settecentesca, che ha dato tanti grattacapi e problemi alla
chiesa e che ha influenzato e influenza tutt'oggi molte correnti
spirituali "di margine" più o meno consistenti.
in questo secondo caso il buon Amorth potrebbe aver pensato bene di
mettere in guardia i fedeli contro i contenuti del film senza
esplicitare troppo i veri motivi del suo intervento, per evitare
un'inopportuna pubblicità a tali dottrine.
>CC di chi li propone? UNa volta scoperto che certe visioni sessuofobe sono di
>origine platonica e non Cristiana
occapperi!!! questa me la devi proprio spiegare. e in punta di testi.
>Il 11 Dic 2001, 22:19, Car...@libero.it (Pietro Carena) ha scritto:
>cut
>>Lo vedo. Ed anche il senso della realtà.
>>Si vede che conosci la
>Confessione per sentito dire.
>>Personalmente non ho MAI incassato un
>giudizio, in un confessionale.
>
>>E guarda che sono una persona ed un
>cristiano mediocrissimo.
>
>Forse è per questo che non ti dicono nulla.
>Gesù, se non sbaglio, non ama i tiepidi. Tu, peccando poco o nulla, rendi
>inutile il sacrificio di Gesù Cristo.
>Silvestro
Sono parole in libertà.
Un intervento inutile.
Ciao
Pietro Carena
>"Pietro Carena" <Car...@libero.it> wrote in message
>news:3c1672ca...@news.libero.it...
>
>> >Forse, ma alle volte da l'impressione di un disco incantato. Sesso,
>> >Katechismo, Kattolici,
>> >(...)
>>
>> Secondo me i motivi per cui uno crede o non crede sono sempre
>> serissimi. Ed al di là della nostra maggiore o minore finezza nel presentarli (e
>> nel confutarli) DEVONO sempre essere presi sul serio.
>
>Che cosa significa? Prenderli sul serio? Condividere la visione derisoria della
>CC di chi li propone?
>(...)
Direi che questa volta proprio non ci capiamo
>Cosa devo fare devo ignorare i messaggi di Mauro, non aprendoli nemmeno? Forse
>e' l'unica soluzione. ;-)Ciao Claudio Pace.
>
E cosa vuoi che ti risponda?
Vi state trattando, tu e Mauro, reciprocamente come zimbelli.
Se ritieni che questo serva a te, a lui ed alla discussione, andate
pure avanti così.
Tu a sfottere lui e lui a sfottere te.
Anche questo è usenet, d'altra parte.
Buon proseguimento ad entrambi.
Ciao
Pietro Carena
Capperi e aggiughe, che tanta meraviglia? Che diceva Platone o il
platonismo in genere, non si parlava di idee, di corpo come carcere
dell'anima? Il Cristianesimo invece parla di un Dio che si fa carne, che
si fa corpo. Se vuoi qualche testo prendi negli atti degli apostoli il
famoso discorso di Paolo all'Areopago, che viene ascoltato fino a quando
non parla di resurrezione dei corpi, un vero abominio per la maggior parte
degli ascoltatori. Saluti Claudio Pace.
--
Inviato il gio 13 dic 2001 09:43:19 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
> Sara' ma intanto pur condizionato da un se' quel povero confessore si e'
> beccato dell'idiota. Magari e' una persona che passa le sue ore nel pochissimo
> spazio di un confessionale per dare a numerosa gente il perdono di Cristo.
certo, vuoi metterlo con chi oltre ad adempiere i suoi uffici si cerca un lavoro
e dà il suo stipendio a chi ne ha bisogno?
> Io ammiro molto quei preti, magari anziani che passano le loro ore li,
sì, magari sentenziando su cose che non conoscono neppure ..
G
> Silvestro ha scritto:
> > Forse non gli tirava...
> definizione poco scientifica,
> forse c'aveva qualche "problema",
> una menomazione ghiandolare,
> una malformazione,
> un trauma infantile.
o forse se lo menava talemente tanto durante il giorno che non c'era materiale
disponibile per la polluzione notturna :-)
ciao
G
"Claudio Pace" <ccp...@libero.it> ha scritto nel messaggio:
> Giangia ha scritto nel messaggio:
> > certo, vuoi metterlo con chi oltre ad adempiere i suoi uffici si cerca un
> > lavoro e dà il suo stipendio a chi ne ha bisogno?
> Ti riferisci ai preti operai o ai preti-professori? Fatta eccezione per
> quelli di teologiae pochi altri, come cattolico non vedo di buon occhio
> sacerdoti che fanno qualcosa di diverso dal loro ufficio pastorale. La
> celebrazione dell'eucarestia, l'amministrazione dei sacramenti, in primis
> la riconciliazione, la direzione spirituale.
un modo più o meno diretto per dire che un prete che fa concretamente del bene è
un cazzone e che è meglio il solito chiacchierone?
> Se tanti giovani vanno via
> dopo il catechismo, imho e' perche' i preti sono impeganti altrove, e' nel
> confessionale che si instaura un rapporto personale tra fedele, specie
> giovane e il sacerdote.
tanti giovani vanno via dal catechismo perchè si rendono conto che non gli hanno
mai insegnato altro che essere arma di conquista e che devono ragionare con la
testa di altri, ad esempio. E mi fermo qui.
> Don Bosco che con il suo metodo preventivo e'
> stato il primo in italia ad inaugurare una stagione di didattica nuova, di
> preparazione professionale in epoca di sfruttamento minorile diffuso, lo
> sapeva benissimo e trascorreva molto tempo nel confessionale pur mettendo
> in piedi opere incredibilmente efficienti per i giovani della sua
> generazione.
Don Bosco aveva maroni ben più cospicui di uno che passa il suo tempo a ricamare
coglionate a tavolino. Ce ne fossero.
> > >[CP]
> > > Io ammiro molto quei preti, magari anziani che passano le loro ore li,
> > [Giangia]sì, magari sentenziando su cose che non conoscono neppure ..
> Si accusano spesso i preti di mettere il becco in faccende matrimoniale ad
> esempio che non conoscono, mi domando ma un medico specializzato in
> oncologia o in ginegologia non cura benissimo i suoi senza essere malato
> di tumore o senza essere di sesso femminilie? ;-)
utilizzando una pertinente espressione già sentita posso dirti che non mi pare
nè intelligente nè significativo ai fini del discorso portare ad esempio
pannocchie quando si discute di pere.
saluti
G
--
############################
- Sapete perchè gli ippopotami fanno
l'amore nell'acqua?
- No
- Bagnali te venti chili di f**a!!
############################
Ti riferisci ai preti operai o ai preti-professori? Fatta eccezione per
quelli di teologiae pochi altri, come cattolico non vedo di buon occhio
sacerdoti che fanno qualcosa di diverso dal loro ufficio pastorale. La
celebrazione dell'eucarestia, l'amministrazione dei sacramenti, in primis
la riconciliazione, la direzione spirituale. Se tanti giovani vanno via
dopo il catechismo, imho e' perche' i preti sono impeganti altrove, e' nel
confessionale che si instaura un rapporto personale tra fedele, specie
giovane e il sacerdote. Don Bosco che con il suo metodo preventivo e'
stato il primo in italia ad inaugurare una stagione di didattica nuova, di
preparazione professionale in epoca di sfruttamento minorile diffuso, lo
sapeva benissimo e trascorreva molto tempo nel confessionale pur mettendo
in piedi opere incredibilmente efficienti per i giovani della sua
generazione.
> >[CP]
> > Io ammiro molto quei preti, magari anziani che passano le loro ore li,
> [Giangia]sì, magari sentenziando su cose che non conoscono neppure ..
Si accusano spesso i preti di mettere il becco in faccende matrimoniale ad
esempio che non conoscono, mi domando ma un medico specializzato in
oncologia o in ginegologia non cura benissimo i suoi senza essere malato
di tumore o senza essere di sesso femminilie? ;-) Ciao Claudio Pace.
--
Inviato il gio 13 dic 2001 14:24:38 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
> - Sapete perchč gli ippopotami fanno
> l'amore nell'acqua?
>
> - No
>
> - Bagnali te venti chili di f**a!!
complimenti, vedo che il livello dei tuoi msg č nettamente migliorato
ultimamente...
E.
> "Giangia" <bli...@piediaboomerang.it> ha scritto...
non trattasi di messaggi ma di signature.
ok, allora mi correggo. Nonostante i tuoi msg siano sempre uguali, noto con
piacere che ultimamente usi impreziosirli con signature argute ed
eleganti...
>Che diceva Platone o il
>platonismo in genere, non si parlava di idee, di corpo come carcere
>dell'anima?
no. qui si parlava di *sessuofobia*, di un concetto ben preciso di
paura\ostilità nei confronti del sesso. basta rileggere il Simposio o
il Fedro (un potente demone è Eros...) per capire che di sessuofobia
nel platonismo non c'è traccia.
>Il Cristianesimo invece parla di un Dio che si fa carne, che
>si fa corpo.
sì, ma questo non c'entra un piffero con la sessuofobia.
apprezzo il tuo sforzo di minimizzare la presenza di pesanti elementi
sessuofobi nella visione cristiana, suppongo derivante da una tua non
condivisione di questi elementi. ma se vogliamo discutere di questo
sarà meglio discutere di sesso a fini non procreativi, di condanna
del preservativo nell'era AIDS, di interventi dei vescovi contro i
distributori di anticoncezionali nelle scuole, di imbraghettamenti
delle nudità dei corpi risorti dipinti da Michelangelo nella Sistina e
via dicendo.
>Se vuoi qualche testo prendi negli atti degli apostoli il
>famoso discorso di Paolo all'Areopago, che viene ascoltato fino a quando
>non parla di resurrezione dei corpi, un vero abominio per la maggior parte
>degli ascoltatori.
conosco, grazie, e continua a non entrarci un piffero con la
sessuofobia. ma in ogni caso vale la pena ricordare che la famosa
risposta "su questo ti ascolteremo un'altra volta" data dagli
areopagiti a Paolo, non è un'inorridita manifestazione di abominio.
è piuttosto la divertita reazione di gente abituata ad ascoltare i
migliori pensatori greci di fronte alla grossolana favola popolare
ebraica della resurrezione della carne.
Quella che e' nata nel Cristianesimo invece nasce proprio dall'idea
platonica del corpo come carcere dell'anima. Non ho mai detto che Platone
fosse un sessuofobo, ma che il disprezzo del corpo come peccaminoso in
se' e' un idea platonica, se vuoi anche manichea. Il Cristainesimo e' una
teologia sul corpo, sul corpo che si trasforma che e' chiamato ad un
destino di immortalita'.
> >Il Cristianesimo invece parla di un Dio che si fa carne, chesi fa corpo.
>
> sì, ma questo non c'entra un piffero con la sessuofobia.
E allora non ci capiamo proprio, parliamo due lingue diverse.
> apprezzo il tuo sforzo di minimizzare la presenza di pesanti elementi
sessuofobi nella visione cristiana,
>[...]
Non ce ne sono. Si parla di una sessualita' da vivere con gioia, di una
genitalita' non staccata dalla procreazione, possiamo farlo senza essere
considerati sessuofobi? Ciao Claudio Pace.
--
Inviato il ven 14 dic 2001 13:23:52 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
Che fanno parte integrale del messaggio, anzi lo caraterizzano perche'
fanno comprendere all'interlocutore con chi si ha che fare, ... Ciao
Claudio Pace.
--
Inviato il ven 14 dic 2001 13:27:38 CET da 217.58.46.90 [217.58.46.90]
http://www.neuromante.net/
> Giangia ha scritto nel messaggio:
> > non trattasi di messaggi ma di signature.
> Che fanno parte integrale del messaggio, anzi lo caraterizzano perche'
> fanno comprendere all'interlocutore con chi si ha che fare, ...
mumble, potrebbero anche servire a mettere in risalto la dualità dell'uomo, una
teoria Hundiana se non ricordo male ..... chissà....
saluti
> ok, allora mi correggo. Nonostante i tuoi msg siano sempre uguali, noto con
> piacere che ultimamente usi impreziosirli con signature argute ed
> eleganti...
non merito tanti elogi ...... per una signature poi ...
sei troppo munifico.
> Non ho mai detto che Platone
>fosse un sessuofobo, ma che il disprezzo del corpo come peccaminoso in
>se' e' un idea platonica
mi sembra che in Platone e in tutta l'età classica il concetto di
"peccato" e quello di "disprezzo del corpo" o della sua
"mortificazione" a fini mistici siano del tutto assenti.
la ricerca platonica del Bello e del Bene parte dal corpo per arrivare
a distaccarsene e a librarsi nel mondo delle Idee ma senza ombra di
disprezzo o di mortificazione.
sono naturalmente pronto a ricredermi se vorrai citarmi un passo
platonico che contraddica quanto sopra. io non ne conosco, ma non
conosco nemmeno tutto Platone.
>> >Il Cristianesimo invece parla di un Dio che si fa carne, chesi fa corpo.
>> sì, ma questo non c'entra un piffero con la sessuofobia.
>E allora non ci capiamo proprio, parliamo due lingue diverse.
no, ci capiamo. ma molto semplicemente mi pare che se il concetto di
"corpo carcere dell'anima" che permea non solo Platone ma tanta parte
della filosofia e della mistica di età classica (pitagorici, orfici,
misteri eleusini) arriva a trasformarsi in sessuofobia solo nella
visione cristiana e non per esempio in altre visioni di epoca tarda
(mi vengono in mente Plutarco ed Apuleio) non è in Platone e nel
neoplatonismo che vada cercata la causa. io vedo molto più influenti
la cultura ebraica, gli stiliti, gli anacoreti (per un certo periodo
l'anacoresi cristiana e quella pagana convivono) eccetera.
[elementi sessuofobici nel cristianesimo]
>Non ce ne sono.
dai, che anche questa è un'arrampicata sugli specchi. non costringermi
ad andarmi a ricercare i predicatori medioevali, le tirate contro il
corpo femminile "vas nefandum iniquitatis", i trattati della
controriforma o a polemizzare sulla Sistina tuttora imbraghettata, che
ogni volta che ci penso mi sale il sangue agli occhi...
>Si parla di una sessualita' da vivere con gioia, di una
>genitalita' non staccata dalla procreazione
hai detto stecco!
> possiamo farlo senza essere
> considerati sessuofobi?
per me potete fare esattamente come preferite, non sarò certo io a
criticare le scelte altrui in materia sessuale, di qualunque tipo esse
siano. ma sinchè la chiesa cattolica non smetterà di tentare di
normare la sessualità di tutti, noncattolici compresi, sinchè i
vescovi non la pianteranno di far togliere i distributori di
anticoncezionali, le suore di far chiudere i pornoshop e via dicendo,
non mi sembra che possiate lamentarvi troppo se poi qualcuno vi
considera sessuofobi.
> no. qui si parlava di *sessuofobia*, di un concetto
> ben preciso di paura\ostilitą nei confronti del sesso.
infatti.
ora io di "platonismo in genere" (espressione di Claudio Pace)
ne conosco poco, forse anche meno di Claudio Pace stesso.
Tuttavia mi ricordo che in certe visioni neoplatoniche
e' l'anima ad avere scelto la vita da vivere, corpo compreso.
>> Il Cristianesimo invece parla di un Dio
>> che si fa carne, che si fa corpo.
> sģ, ma questo non c'entra un piffero con la sessuofobia.
>
> apprezzo il tuo sforzo di minimizzare la presenza di
> pesanti elementi sessuofobi nella visione cristiana,
io invece cio' non lo apprezzo,
primo perche' Claudio Pace si rivolgeva a me,
parlando della mia passata sessuofobia, sessuofobia che
era *cattolica* e non certo platonica o neoplatonica
(ma quando i miei nonni contadini avevano sentito parlare di Platone?).
Seconda cosa il suo sforzo di minimizzare e' appunto cio',
un minimizzare, non certo un rigettare i lati sessuofobici del cattolicesimo.
Claudio Pace sta tentando di difendere il cattolicesimo
dll'essere sessuofobico, scaricando invece su di me la colpa
di questi aspetti cattolici,
E cio' io ovviamente non lo posso apprezzare.
concludo dicendo che la visione che Claudio Pace ha del
"platonismo in genere" mi sembra viziata da una certa visione
gnostica che tendeva a disprezzare questo mondo, questo corpo,
questa vita terrena.
Cosa ben lontana dalla mia visione di vita
(visto che Claudio Pace parlava, e con disprezzo, di me).
ciao,
Mauro A.
> Vi state trattando, tu e Mauro, reciprocamente come zimbelli.
per quanto mi riguarda io sono uno zimbello.
Ero uno zimbello per certe catechiste del mio paese,
essendo oggetto di compassione per altre.
E ancora adesso in oltre due ani che ho comincato a "peccare"
(come dite voi) per tanti di voi (cattolici) sono uno zimbello.
Non per tutti, a onore del vero.
> Buon proseguimento ad entrambi.
altrettanto.
ciao,
Mauro A.
>Pietro Carena ha scritto a Claudio Pace:
>
>> Vi state trattando, tu e Mauro, reciprocamente come zimbelli.
>
>per quanto mi riguarda io sono uno zimbello.
>Ero uno zimbello per certe catechiste del mio paese,
>essendo oggetto di compassione per altre.
>E ancora adesso in oltre due ani che ho comincato a "peccare"
>(come dite voi) per tanti di voi (cattolici) sono uno zimbello.
Io ho l'impressione che tu sottovaluti un po' tutti: te stesso, i
cattolici....
Mi sembra tu sopravvaluti solo le catechiste del tuo paese.
E con tutto il rispetto per il prestigioso gruppo varesino delle
Catechiste di Arcisate, chissenefrega del loro giudizio?
Guarda che nella gerarchia delle fonti del magistero della chiesa, le
catechiste sono molto in basso.
Ciao
>Non per tutti, a onore del vero.
>
>> Buon proseguimento ad entrambi.
>
>altrettanto.
>
Io non sfotto nessuno.
Ciao
Pietro Carena
> Mi sembra tu sopravvaluti solo
> le catechiste del tuo paese.
ci pensa il tempo :-)
e quindi se da una parte abbiamo la ex-catechista bionda
che ha formato una bella famiglia cattolica, dall'altra parte
abbiamo la sorella, altrettanto bionda ed ex-catechista,
che invece ha formato un bel "nucleo di convivenza".
:-)
(sottolineo, meglio precisare cio', che le stimo
entrambe, come stimo le loro scelte di vita.)
ciao,
Mauro A.