ho rivolto questa domanda su it.cultura.cattolica ma non ho avuto
alcuna risposta. Spero che qui possiate aiutarmi a capire.
Io sono ateo, la mia ragazza
cattolica. Nello specifico sono battezzato (avevo pochi giorni!) ma
non cresimato. Lei vorrebbe sposarsi in chiesa, ma non mi e' chiaro
se, data la mia situazione di non credente, sia possibile.
Leggo nel Catechismo, ai paragrafi 1633-1637, che:
"La diversit� di confessione fra i coniugi non costituisce un
ostacolo
insormontabile per il matrimonio"
, che nel caso di matrimonio misto occorre un'espressa licenza
dall'autorita' ecclesiastica
e "che la parte cattolica confermi gli impegni, portati a conoscenza
anche della parte acattolica, di conservare la propria fede e di
assicurare il Battesimo e l'educazione dei figli nella Chiesa
cattolica".
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c3a7_it.htm
Esistono altri passaggi del Catechismo o del Codice Canonico (si
chiama cosi'?) che dovrei conoscere?
Chi deve concere un'espressa licenza e sulla base di quali criteri?
Quanta autonomia e' lasciata al singolo prete o vescovo che deve
decidere? A parita' di situazione, puo' capitare che la licenza venga
concessa in una citta' ma non in un'altra o esistono criteri
oggettivi?
Esattamente cosa bisogna fare / non fare perche' il matrimonio sia
valido da un punto di vista religioso?
Come cambia la cerimonia? Ad esempio io, essendo ateo, non potrei mai
mentire sull'altare e dire di credere in cio' in cui non credo!
Grazie mille!
"Come cambia la cerimonia? Ad esempio io, essendo ateo, non potrei mai
mentire sull'altare e dire di credere in cio' in cui non credo!"
per la CC tu non sei un ateo, ma sei un battezzato.
E quindi se vuoi sposarti in una chiesa cattolica sei costretto a mentire,
o menti dicendo sull'altare di credere in cio' che tu non credi,
oppure menti al prete prima di sposarti dicendo che sei un ateo non
battezzato.
Oppure trovi qualche prete accondiscendente, che chiuda un occhio sulla
procedure ecclesiastiche e ti sposi senza costringerti a mentire (a
proposito credi nella indissolubilit� del matrimonio ? credi
nell'accogiere tutti i figli che "Dio" vorr� mandarti, senza ricorrere a
metodi di limitazione delle nascite diversi da quelli approvati dalla CC ?)
ciao,
Mauro ex-cattolico
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Caro mauro sei ex-cattolico ma forse poco informato ... esiste di diritto il
matrimonio tra cattolico e "cattolico che ha abbandonato la fede cattolica"
e viene equiparato ad un matrimonio misto.
ecco il moculo apposito:
http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/diocesi/pagine/16981/Num10.pdf
don fulvio
"Caro mauro sei ex-cattolico ma forse poco informato ... esiste
di diritto il matrimonio tra cattolico e "cattolico che ha abbandonato
la fede cattolica" e viene equiparato ad un matrimonio misto."
don Fulvio,
grazie dell'info
ma se sono poco informato allora sono in buona compagnia
visto che il parroco del qui presente torinese cattolico Marco O.
aveva rifiutato di sposarlo quando aveva saputo che la sposa,
cresimata anglicana in Canada, aveva ricevuto da neonata
il battesimo cattolico.
La parola a Marco O.
con la speranza che portando detto modulo al suo
parroco possa regolarizzare la sua posizione :-)
ciao,
Mauro
> Caro mauro sei ex-cattolico ma forse poco informato ... esiste di diritto il
> matrimonio tra cattolico e "cattolico che ha abbandonato la fede cattolica"
> e viene equiparato ad un matrimonio misto.
A me avevano negato il permesso. Diocesi di Torino, anno 1996.
M.
> A me avevano negato il permesso. Diocesi di Torino, anno 1996.
stampa il modulo in n-plice copia e fallo ingoiare
al tuo parroco e ai monsignori di curia che ti avevano
negato la celebrazione del matrimonio misto.
:-)
Non me ne frega pi� niente. Mi sono gi� sposato e pu� bastare.
M.
> Non me ne frega pi� niente.
> Mi sono gi� sposato e pu� bastare.
nella chiesa protestante per�
:-)
ciao
Ti spiegarono il perch�? Ci� che mi preme capire � se esistono criteri
oggettivi, o se sta tutto all'interpretazione del parroco/vescovo in
questione
La Chiesa Cattolica pu� pensare quello che vuole di me. Resta
l'innegabile dato di fatto che sono ateo dall'et� di circa 14 anni.
Aver ricevuto un sacramento cattolico quando si era incapaci di
intendere e di volere forse dovrebbe contare di pi� della volont� e
dell'opinione formulata da ragazzo e mantenuta sin da adulto? Un
battezzato forse non potrebbe diventare ateo?
> E quindi se vuoi sposarti in una chiesa cattolica sei costretto a mentire,
> o menti dicendo sull'altare di credere in cio' che tu non credi,
> oppure menti al prete prima di sposarti dicendo che sei un ateo non
> battezzato.
>
> Oppure trovi qualche prete accondiscendente, che chiuda un occhio sulla
> procedure ecclesiastiche e ti sposi senza costringerti a mentire
Pensavo di essere stato chiaro: queste farse non mi interessano.
Sarebbero una presa in giro nei confronti miei, della donna che amo e
anche della Chiesa Cattolica.
So bene che farse di questo tipo sono tutt'altro che rare, ma questo
non significa che vi debba prendere parte anch'io.
> (a
> proposito credi nella indissolubilit� del matrimonio ?
No
> credi
> nell'accogiere tutti i figli che "Dio" vorr� mandarti, senza ricorrere a
> metodi di limitazione delle nascite diversi da quelli approvati dalla CC ?)
No. Queso e' esattamente quello che avevo chiesto domandando cosa
bisogna fare/non fare perch� il matrimonio in Chiesa sia valido nel
nostro caso. Queste mie posizioni cosa comportano? Che categoricamente
non ci possiamo sposare in Chiesa, perch� la Chiesa si � pronunciata
in maniera chiara a proposito, o che � tutto aperto
all'interpretazione del parroco/vescovo in questione?
> Queste mie posizioni cosa comportano?
se non credi nella indissolubilit� del matrimonio ecc. ecc.
allora non rientri in quel
"Inoltre assicuro che nessuno dei due contraenti intende
escludere le propriet� essenziali del matrimonio cristiano."
di cui parla il modulo citato dal qui presente don Fulvio.
ossia puoi essere ateo ma devi credere nel matrimonio cristiano.
ciao,
Mauro
> Esistono altri passaggi del Catechismo o del Codice Canonico (si
> chiama cosi'?) che dovrei conoscere?
>
> Chi deve concere un'espressa licenza e sulla base di quali criteri?
> Quanta autonomia e' lasciata al singolo prete o vescovo che deve
> decidere? A parita' di situazione, puo' capitare che la licenza venga
> concessa in una citta' ma non in un'altra o esistono criteri
> oggettivi?
>
> Esattamente cosa bisogna fare / non fare perche' il matrimonio sia
> valido da un punto di vista religioso?
>
> Come cambia la cerimonia? Ad esempio io, essendo ateo, non potrei mai
> mentire sull'altare e dire di credere in cio' in cui non credo!
Possiedo -purtroppo non a portata di mano- un testo di diritto
canonico matrimoniale, il quale chiarisce molto bene come per la
Chiesa cattolica valga il principio "semel catholicus, semper
catholicus": in sostanza, un battezzato resta per la chiesa un
cattolico e non puo' accedere al rito misto, ****a meno che non
l'abbia abbandonata con atto formale" (sbattezzo, pubblica
dichiarazione di apostasia, etc.).
Nella prassi, tuttavia, accade spesso quanto descritto da don Fulvio e
che ho visto succedere abbastanza spesso: l'ateo o agnostico accede al
rito del matrimonio cattolico e ovviamente non riceve l'eucaristia.
Non ricordo cosa accada per quanto riguarda le promesse matrimoniali,
ma forse il link di Don Fulvio ti chiarisce anche questo aspetto.
Ciao,
Marina
Allora e' presto risolto, basta che il nostro amico prima si
sbattezzi
e poi puo' sposarsi.
Ciao.Fabio.
> Nella prassi, tuttavia, accade spesso quanto descritto da don Fulvio e
> che ho visto succedere abbastanza spesso: l'ateo o agnostico accede al
> rito del matrimonio cattolico e ovviamente non riceve l'eucaristia.
Mi sembra brutto. Meglio il matrimonio con la sola liturgia della
parola.
M.
"Nella prassi, tuttavia, accade spesso quanto descritto da don Fulvio e
che ho visto succedere abbastanza spesso: l'ateo o agnostico accede al
rito del matrimonio cattolico e ovviamente non riceve l'eucaristia."
se � per questo ci sono anche matrimoni (in chiesa) dove nessuno dei due
sposi prende l'eucarestia, con qualche imbarazzo del prete.
ciao
io come faccio a sbattezzarmi dalla chiesa cattolica ?
sono stato battezzato da una valdese argentina,
amiga di famiglia, poco prima del battesimo cattolico
e quindi per la CC sono o non sono cattolico ?
;-)
Frega niente.
E poi se mi devo risposare ne approfitto per cambiare moglie: :-DDD
M.
> Mi sembra brutto. Meglio il matrimonio con la sola liturgia della
> parola.
Non sapevo che si potesse officiare un matrimonio cattolico escludendo
la celebrazione eucaristica.
Che senso ha?
Ciao,
Marina
Il matrimonio � un matrimonio, mica � obbligatorio che ci sia anche la
Messa.
M.
Il tuo battesimo "cattolico" e' segnato sul registro dei battezzati di
una qualche parrocchia o no?
Ciao.Fabio.
> Il matrimonio � un matrimonio, mica � obbligatorio che ci sia anche la
> Messa.
E' vero, ho verificato ora che � una possibilit� esistente dal 2004.
Pero'...mah...boh...
Ciao,
Marina
> > (a
> > proposito credi nella indissolubilit� del matrimonio ?
> No
personalmente trovo agghiacciante questa tua risposta.
Che un "promesso sposo" non abbia una prospettiva di indissolubilit� del
proprio imminente, o venturo, matrimonio costituisce un impedimento non
tanto di natura religiosa, quanto di carattere esistenziale,
interpersonale, affettivo.
Con quale faccia ti presenti a "chiedere la mano" della tua donna senza
darle la garanzia e certezza che, caschi il mondo, non vi lascerete mai?
Come puoi presentarti a lei con questa riserva, cos� squisitamente
ideologica.
La Chiesa chiede solo un paio di cose al non credente che voglia sposare
con rito cristiano un discepolo di Ges�.
La prima � per l'appunto questa: avere la convinzione, il convincimento,
il proposito, la volont� di dare una prospettiva inscindibile al proprio
legame. Che prima di essere un prerequisito formale, o un dogmatica
coercizione del pensiero, � semplicemente un'ambizione... romantica, che
qualunque fidanzato dovrebbe sentire nel proprio cuore e difendere con
cuore di leone.
A me sembra che dovresti fare chiarezza su questo punto in primo luogo con
la persona che hai scelto, perch� questo "credere" glielo devi in primo
luogo a lei.
Anche se non condivido la posizione della chiesa in materia di
contraccezione, divorzio e tante altre cose? Posso sposarmi lo stesso
col rito misto? Mi aiutate a capire?
veramente io mi sono sposata in questo modo nel 1988 nella Diocesi di Aosta.
Ciao
Cris
Si celebra solo il rito del matrimonio, pi� una liturgia della parola. E
quello che abbiamo fatto mio marito ed io, lui � mussulmano e quindi non
avrebbe avuto senso una celebrazione eucaristica con solo io che facevo la
Comunione.
> > > (a
> > > proposito credi nella indissolubilit� del matrimonio ?
> > No
max man risponde:
> personalmente trovo agghiacciante questa tua risposta.
> Che un "promesso sposo" non abbia una prospettiva di indissolubilit� del
> proprio imminente, o venturo, matrimonio costituisce un impedimento non
> tanto di natura religiosa, quanto di carattere esistenziale,
> interpersonale, affettivo.
> Con quale faccia ti presenti a "chiedere la mano" della tua donna senza
> darle la garanzia e certezza che, caschi il mondo, non vi lascerete mai?
Non mi azzardo a fornire interpretazioni rispetto al senso della
risposta fornita da Mario Rossi, ma francamente dubito che una persona
che si pone tanti scrupoli rispetto alla celebrazione religiosa del
suo matrimonio non sia seria e coerente anche sul piano affettivo e
dei sentimenti.
Il suo "no" rispetto al concetto cattolico di indissolubilita'
matrimoniale non significa che non fara' tutto quanto in suo potere
per far durare il suo matrimonio.
Del resto, "la garanzia e certezza che, caschi il mondo", non ci si
lascer� mai, non puo' nutrirla neppure il pi� devoto fedele cattolico.
Ciao,
Marina
> Anche se non condivido la posizione della chiesa in materia di
> contraccezione, divorzio e tante altre cose? Posso sposarmi lo stesso
> col rito misto? Mi aiutate a capire?
Il rito misto e' stato creato apposta per congiungere in matrimonio un
credente cattolico e un non credente, che ovviamente spesso non
condivide la posizione della Chiesa su tante questioni.
Il problema e' la definizione di "non credente": dal punto di vista
canonico, si considera tale qualunque battezzato che non abbia
compiuto ***pubblicamente*** professione di apostasia.
Nel tuo caso, che � quello dell'assoluta maggioranza delle persone che
si trovano nella condizione tua e della tua fidanzata, dipende molto
dal parroco: se trovi uno ferreamente ligio al diritto canonico, si
opporr� al rito misto, mentre un altro, considerandoti "non credente"
anche se non ti sei sbattezzato, te lo concedera'.
Quest'ultima circostanza e' di gran lunga quella che ricorre piu'
frequentemente.
Ciao,
Marina
> veramente io mi sono sposata in questo modo nel 1988 nella Diocesi di Aosta.
Il tuo e' stato pero' un matrimonio per disparita' di culto e a me
risulta che per questi casi sia stata sempre prevista la celebrazione
del matrimonio senza la celebrazione eucaristica.
Questa possibilita' e' invece stata estesa dal 2004 espressamente
anche ai casi di unione fra cattolici e non credenti battezzati.
Almeno, cosi' ho capito leggendo alcuni link trovati in rete.
Ciao,
Marina
> Il suo "no" rispetto al concetto cattolico di indissolubilita'
> matrimoniale non significa che non fara' tutto quanto in suo potere
> per far durare il suo matrimonio.
> Del resto, "la garanzia e certezza che, caschi il mondo", non ci si
> lascer� mai, non puo' nutrirla neppure il pi� devoto fedele cattolico.
il suo no � parecchio laconico. Quasi icastico. Ci si pu� leggere tutto o
anche niente: ma purtroppo non vi sono troppe righe fra le quali leggere
altro.
E il concetto di indissolubilit� che nega non � suscettibile di
aggetivazione. Non c'� una indissolubilit� cattolica e una laica, una
islamica e una borghese... Il matrimonio per me o � per sempre o non lo �.
E io devo attenermi a quanto "Mario Rossi" scrive: "no".
Mi chiedo se "la casalinga di Voghera", sua promessa, sia felice di questa
risposta secca, che nasconde dietro di s� un mondo di se e di ma.
Per quanto riguarda la certezza del cristiano, lasciamo parlare i
cristiani. Un cristiano, se ce ne fossero, ti risponderebbe che in effetti
non pu� garantire che la sposa non lo abbandoni un giorno, ma ti pu�
garantire che in cuor suo sar� sempre consapevole che quel legame non pu�
sciogliersi perch� � indisponibile sia ai nostri capricci che ai nostri
drammi.
Ma la mania di usare cristiano per cattolico proprio non vi passa mai!!!
> non pu� garantire che la sposa non lo abbandoni un giorno, ma ti pu�
> garantire che in cuor suo sar� sempre consapevole che quel legame non pu�
> sciogliersi perch� � indisponibile sia ai nostri capricci che ai nostri
> drammi.
--
Enrico "Tandorra" McMurphy
> Ma la mania di usare cristiano per cattolico proprio non vi passa mai!!!
� un difetto dei cattolici,
pure nel modulo diocesano postato da don Fulvio c'� scritto
"Inoltre assicuro che nessuno dei due contraenti intende escludere le
propriet� essenziali del matrimonio cristiano."
dove ovviamente per matrimonio cristiano si intende il matrimonio
cattolico, matrimonio indissolubile salvo cattolica sacra rota.
ciao
> max man ha scritto:
> > Per quanto riguarda la certezza del cristiano, lasciamo parlare i
> > cristiani. Un cristiano, se ce ne fossero, ti risponderebbe che in effetti
> Ma la mania di usare cristiano per cattolico proprio non vi passa mai!!!
mai, fino al suo ritorno...
> > Ma la mania di usare cristiano per cattolico proprio non vi passa mai!!!
> � un difetto dei cattolici,
eh s�. E' proprio un difetto curioso...
Ad un bel momento nella storia alcuni decidono di innovare la loro
dottrina. E il risultato deve essere che noi dobbiamo cambiare il nostro
nome...
E' come se nella famiglia Bianchi, la Sig.ra Bianchi decide di divorziare,
e il Sig. Bianchi da quel giorno non pu� pi� usare il suo cognome...
Ha senso di parlare di dottrina cristiana solo per cio che �
condiviso.
M.
> Ha senso di parlare di dottrina cristiana solo per cio che �
> condiviso.
ha senso parlare di dottrina cristiana solo per ci� che insegnano Cristo e
lo Spirito.
Sono lo Spirito e la sposa, e non un improbabile referendum oppure un
comun denominatore fatalmente minimo, a dire l'ultima parola nella
Scrittura: "Vieni". Ed � il Signore che attesta e risponde: "S�, verr�
presto".
Mi sembri parecchio confuso.
E la tua compagna, se posso permettermi di chiederlo?
> > credi
> > nell'accogiere tutti i figli che "Dio" vorr� mandarti, senza ricorrere a
> > metodi di limitazione delle nascite diversi da quelli approvati dalla CC ?)
>
> No.
E la tua compagna, premessa come sopra?
Con la strapremessa come sopra, mi permetto di chiederti anche,
ovviamente non avete mai avuto rapporti sessuali?
Ciao.Fabio.
Ma se il problema e' solo questo basta che si sbattezzi.
E' una cosa che si fa in cinque minuti al prezzo di un bollo da
lettera.
Fra l'altro potrebbe essere il primo caso di persona che si sbattezza
per potersi sposare in chiesa! :-)
Ciao.Fabio.
Io trovo egualmente agghiacciante che i cattolici si oppongano al
divorzio e che non possano rifarsi una vita se il matrimonio non va
bene.
Ma per fortuna viviamo in un paese (quasi) libero (liberale purtroppo
no): non mi interessa minimamente convincere gli altri, ma solo
assicurarmi che gli altri non impongano il loro pensiero a me,
vietando a me cio' che loro non condividono. E per fortuna gli
italiani si pronunciarono in maniera molto chiara al riguardo, col
famoso referendum.
> Che un "promesso sposo" non abbia una prospettiva di indissolubilit� del
> proprio imminente, o venturo, matrimonio costituisce un impedimento non
> tanto di natura religiosa, quanto di carattere esistenziale,
> interpersonale, affettivo.
E perche' mai? Che cosa ho detto di cosi' agghiacciante? Mica intendo
sposarmi "tanto per". Sto semplicemente dicendo che ci sono alcune
circostanze estreme che non sarei disposto a tollerare ne' a
perdonare; ad esempio, se la mia futura moglie mi tradisse, io
chiederei il divorzio.
Questo non significa mollarla alla prima difficolta', come forse hai
frainteso tu.
> Con quale faccia ti presenti a "chiedere la mano" della tua donna senza
> darle la garanzia e certezza che, caschi il mondo, non vi lascerete mai?
Io le prometto di starle accanto nella buona e nella cattiva sorte,
nelle situazioni facili e in quelle difficili, in salute e in malattia
etc, non posso non voglio non devo prometterle di starle accanto anche
se lei mi dovesse tradire.
> Come puoi presentarti a lei con questa riserva, cos� squisitamente
> ideologica.
> La Chiesa chiede solo un paio di cose al non credente che voglia sposare
> con rito cristiano un discepolo di Ges�.
> La prima � per l'appunto questa: avere la convinzione, il convincimento,
> il proposito, la volont� di dare una prospettiva inscindibile al proprio
> legame.
Inscindibile no. Ripeto: ci sono circostanze estreme, che spero non si
verificheranno mai, come il tradimento, che non sono dispsoto a
perdonare.
> Che prima di essere un prerequisito formale, o un dogmatica
> coercizione del pensiero, � semplicemente un'ambizione... romantica, che
> qualunque fidanzato dovrebbe sentire nel proprio cuore e difendere con
> cuore di leone.
> A me sembra che dovresti fare chiarezza su questo punto in primo luogo con
> la persona che hai scelto, perch� questo "credere" glielo devi in primo
> luogo a lei.
Tra di noi ne abbiamo parlato diffusamente e lei sa benissimo come la
penso.
Con la stessa faccia che usano il 99% dei cattolici in tale occasione.
Forse sarebbe il caso di abolire il matrimonio.
> Come puoi presentarti a lei con questa riserva, cos� squisitamente
> ideologica.
> La Chiesa chiede solo un paio di cose al non credente che voglia sposare
> con rito cristiano un discepolo di Ges�.
> La prima � per l'appunto questa: avere la convinzione, il convincimento,
> il proposito, la volont� di dare una prospettiva inscindibile al proprio
> legame.
Proposito e volonta' e' un conto... io voglio fortemente vincere
Wimbledon,
da qui a essere convinto che lo vincero' ce ne passa pero'...
Ciao.Fabio.
Lo sbattezzo e' l'unica professione di apostasia riconosciuta come
'pubblica' dal punto di vista canonico?
Non essermi mai cresimato e non fare mistero del mio ateismo mi sembra
abbastanza pubblico. Se fossi un editorialista del Corriere della Sera
ne parlerei nei miei articoli di fondo, ma non lo sono :)
> Nel tuo caso, che � quello dell'assoluta maggioranza delle persone che
> si trovano nella condizione tua e della tua fidanzata, dipende molto
> dal parroco: se trovi uno ferreamente ligio al diritto canonico, si
> opporr� al rito misto,
Se invece mi sbattezzo si puo' ancora opporre?
>mentre un altro, considerandoti "non credente"
> anche se non ti sei sbattezzato, te lo concedera'.
> Quest'ultima circostanza e' di gran lunga quella che ricorre piu'
> frequentemente.
>
> Ciao,
> Marina
Grazie!
grazie per la precisazione. Nel 2004 in tutta Italia o una Diocesi si e una
no?
M> � un difetto dei cattolici,
mm> eh s�. E' proprio un difetto curioso...
mm> Ad un bel momento nella storia alcuni decidono
mm> di innovare la loro dottrina. (...)
lo scisma fra cattolici e ortodossi
ben poco o nulla aveva di dottrinale.
Inoltre gi� nei primi secoli la indivisa chiesa apostolica
aveva preso atto dell'esistenza di cristiani "eretici",
riconoscendone il battesimo.
tutto ci� solo per dire che non avete mai avuto
l'esclusiva del termine "cristiani"
ciao
> grazie per la precisazione. Nel 2004 in tutta Italia o una Diocesi si e una
> no?
In tutta Italia.
Ho ritrovato uno dei link che avevo letto prima:
http://tinyurl.com/2f89yjq
Ciao,
Marina
> > Con quale faccia ti presenti a "chiedere la mano" della tua donna senza
> > darle la garanzia e certezza che, caschi il mondo, non vi lascerete mai?
> Con la stessa faccia che usano il 99% dei cattolici in tale occasione.
> Forse sarebbe il caso di abolire il matrimonio.
o forse sarebbe il caso di prendere finalmente atto che i cristiani sono
l'1%. Cosa che mi sembra ragionevole...
> Proposito e volonta' e' un conto... io voglio fortemente vincere
> Wimbledon,
> da qui a essere convinto che lo vincero' ce ne passa pero'...
questa � l'epoca dello smosciamento della volont�. Non sono un passatista,
ma bisogna pur dirselo: le generazioni passate conobbero uno slancio, una
volont�, una forza sconosciute alla presente.
E' possibile che esista un universo, non troppo distante dal nostro, dove
"volont�" e "sentimento" (o fede, convinzione, amore) siano un tutt'uno.
E inizio a credere che quell'universo, cos� dannatamente accessibile, sia
un luogo pi� felice del nostro.
Ad ogni modo i cristiani, il piccolo resto, l'1% insomma, vivono l� o
almeno puntano in quella direzione. E in palio c'� una roba infinitamente
pi� ambiziosa della coppa di Wimbledon.
> Del resto, "la garanzia e certezza che, caschi il mondo", non ci si
> lascer� mai, non puo' nutrirla neppure il pi� devoto fedele cattolico.
E' che, probabilmente, il pi� devoto fedele cattolico medio questa
garanzia non la nutre certo, per� la d�, la promette e la giura senza
neppure pensarci un attimo, e senza porsi tutti gli scrupoli dell'amico
Mario Rossi: farsi troppi scrupoli � peccato, e comunque domani � un altro
giorno... :-)
Bye,
CSM
> Lo sbattezzo e' l'unica professione di apostasia riconosciuta come
> 'pubblica' dal punto di vista canonico?
> Non essermi mai cresimato e non fare mistero del mio ateismo mi sembra
> abbastanza pubblico. Se fossi un editorialista del Corriere della Sera
> ne parlerei nei miei articoli di fondo, ma non lo sono :)
Non lo so proprio. :-)
Forse potrebbe anche essere considerato valido far affiggere dei
manifesti in cui dichiari il tuo ateismo, come quel concessionario
della mia cittadina che, accusato ingiustamente di truffa, al suo
proscioglimento fece tappezzare la citt� di cartelloni con la scritta:
"Non sono un ladro!" :-))))
Battute a parte, provate a rivolgervi al parroco che dovrebbe
celebrare il matrimonio e sentite che vi dice.
Come scriveva Fabio, lo sbattezzo costa una lettera di poche righe con
ricevuta di ritorno indirizzata alla parrocchia d'origine, ma e' un
passo che credo neppure un ateo compia a cuor leggero.
Ciao,
Marina
> questa � l'epoca dello smosciamento della volont�. Non sono un passatista,
> ma bisogna pur dirselo: le generazioni passate conobbero uno slancio, una
> volont�, una forza sconosciute alla presente.
Semplicemente altre vie d'uscita non erano prospettate, ne'
prospettabili, e uomini e donne oppressi da matrimoni infelici, spesso
anche dominati dalla violenza, sopportavano stoicamente.
Ciao,
Marina
> Tra di noi ne abbiamo parlato diffusamente e lei sa benissimo come la
> penso.
Bene, a questo punto con la stessa chiarezza dovete parlare di questo al
sacerdote chiamato a sposarvi.
Un commento. Esistono circostanze estreme, � vero. La vita coniugale �
tutta una circostanza estrema.
Il divorzio � una brutta bestia. Presentato come battaglia di civilt� e di
libert�, ha solo abbassato l'asticella della sopportazione e afflosciato
ulteriormente la tensione verso l'ideale della vita insieme. Da sposati ci
si accorge come la circostanza estrema sia tale con riferimento a quella
che oggi � chiamata la motivazione, la quale fluttua paurosamente con le
stagioni della vita.
Riguardo alle circostanze estreme due sposi, secondo me, devono non tanto
ammettere la possibilit� di una civile e borghese exit strategy, quanto
promettersi solennemente di porre ogni sforzo, quasi oltre ogni
ragionevolezza, per non giungervi, sotto due riguardi: da un lato evitare
di portare il rapporto ad approdi di invivibilit� (silenzi, ossessivit�,
noia, tradimento di ogni specie, alienazione dall'altro), dall'altro
evitare di divenire irrititabili, suscettibili, dubbiosi.
E' questa promessa di duplice sforzo disumano che costituisce il cuore
sacrale del matrimonio (e di ogni patto), presso qualunque civilit�.
Ben altra cosa rispetto all'orribile e contagiosa buona educazione,
sensatezza e ragionevolezza dell'istituto del divorzio.
"(...) Ben altra cosa rispetto all'orribile e contagiosa buona educazione,
sensatezza e ragionevolezza dell'istituto del divorzio."
belle parole, ma dimentichi la sacra rota.
A proposito lo sa il nostro amico ateo che se lui non crede alla
indissolublita' del matrimonio ecc. ecc. e nonostante cio' riuscisse a
sposarsi in chiesa, potrebbe un giorno, portando dei testimoni, ricorrere
al tribunale ecclesiastico onde dichiarare nullo il matrimonio in chiesa ?
sacra rota,
il divorzio cattolico.
ciao
> maxman ha scritto:
non � questa la differenza.
Una volta si teorizzava e cercava la fedelt� oltre ogni fatica: la fedelt�
al proprio re, a una promessa, alla patria, alla dama, alla Madonna (pensa
alle veglie d'armi), al Papa, al superiore in Monastero, alla vocazione
nel deserto.
Il mondo antico conobbe inauditi slanci per mantenersi fedeli sino alla
fine alla propria parola: una intera cultura costruita intorno a questa
tensione, un incitarsi a vicenda, tutto un emularsi e un gareggiare. Fino
alla morte, come narrano infiniti esempi.
Questa invece � la civilt� dei dubbi, elevati al sommo grado di dignit�. I
dubbi come cardine teorico del nostro pensare, vivere e agire.
"Forse non ti amo pi�". Dramma. Fine.
Siamo delle mezze calzette, altro che.
> ha senso parlare di dottrina cristiana solo per ci� che insegnano Cristo e
> lo Spirito.
> Sono lo Spirito e la sposa, e non un improbabile referendum oppure un
> comun denominatore fatalmente minimo, a dire l'ultima parola nella
> Scrittura: "Vieni". Ed � il Signore che attesta e risponde: "S�, verr�
> presto".
>
> Mi sembri parecchio confuso.
No, semplicemente distinguo fra dottrina comune e specificit� delle
varie chiese.
M.
> Marina ha scritto:
> > Del resto, "la garanzia e certezza che, caschi il mondo", non ci si
> > lascer� mai, non puo' nutrirla neppure il pi� devoto fedele cattolico.
> E' che, probabilmente, il pi� devoto fedele cattolico medio questa
> garanzia non la nutre certo, per� la d�, la promette e la giura senza
> neppure pensarci un attimo, e senza porsi tutti gli scrupoli dell'amico
> Mario Rossi: farsi troppi scrupoli � peccato, e comunque domani � un altro
> giorno... :-)
ma in fondo non sei mica troppo lontano dal vero. Se stai l� a pensarci
troppo non ti butterai mai. Ed � vero, domani � un altro giorno.
Bisogna mettersi sempre nella condizione di essere al punto di non
ritorno.
Non per niente le cose pi� grandi le hanno fatte i giovani, con la loro
temerariet�: da San Francesco a Napoleone.
Non bisogna avere troppi scrupoli o dubbi a dare la parola: domani � un
altro giorno, vedr� come tenervi fede.
Fai cos�, la conversione non � lontana.
> sacra rota,
> il divorzio cattolico.
se la dichiarazione di nullit� (da sempre presente negli ordinamenti
civili) equivale al divorzio non si capisce per quale motivo ci fu tanto
clamore per inserire il divorzio nell'ordinamento italiano...
> No, semplicemente distinguo fra dottrina comune e specificit� delle
> varie chiese.
e mettersi dal punto di vista di Cristo vivente, ogni tanto?
> tutto ci� solo per dire che non avete mai avuto
> l'esclusiva del termine "cristiani"
e chi ne vuole avere l'esclusiva?
Ti faccio presente che mi si vuole impedire perfino l'uso della cosa
comune! :)
Ovviamente dipende da persona a persona, ma non vedo cosa ci sia
di cosi' terribile in questo passo.
Un matrimonio in chiesa ad esempio e' sicuramente un passo molto piu'
impegnativo
(se non altro perche' "senza ritorno", alla fede cattolica si puo'
sempre tornare,
o arrivare per la prima volta, anche dopo lo sbattezzo)
e nonostante cio' un'infinita' di non credenti o credenti molto
tiepidi o credenti
ma, ecc... lo compiono molto a cuor leggero!
Senza porsi tutti i problemi dell'amico Mario Rossi. Al massimo
brontolando un po'
per la menato del corso pre-matrimoniale.
Ma il fatto di usare il preservativo o di non escludere a priori il
ricordo al divorzio ha fermato
ben poche persone.
Ciao.Fabio.
Propria o altrui. Sono piu' le vite date o quelle tolte in nome
dell'obbedienza?
> Questa invece � la civilt� dei dubbi, elevati al sommo grado di dignit�. I
> dubbi come cardine teorico del nostro pensare, vivere e agire.
> "Forse non ti amo pi�". Dramma. Fine.
> Siamo delle mezze calzette, altro che.
E gia', non siamo piu' disposti ad ammazzare solo perche' l'autorita'
ce lo ordina.
Che brutte cose, eh...
Ciao.Fabio.
> > Fino
> > alla morte, come narrano infiniti esempi.
> Propria o altrui. Sono piu' le vite date o quelle tolte in nome
> dell'obbedienza?
> E gia', non siamo piu' disposti ad ammazzare solo perche' l'autorita'
> ce lo ordina.
> Che brutte cose, eh...
e, in questa tua curiosa contabilit�, dimmi: sono pi� le vite tolte in
nome dell'ubbidienza o quelle fatte fuori dalle moderne civilt� del dubbio?
Non lo so.
Io nel dubbio evito di ammazzare qualcuno perche' crede in cose
diverse da quelle in cui credo io.
Sono una mezza calzetta. Forse pure un quarto.
Fabio.
Il tuo elogio all'obbedienza mi fa rabbrividire. Altro che il no di
Mario.
Ammazzare il prossimo se te lo ordina il tuo re, papa, superiore, se
lo fai per mantenere una promessa, ecc... e' cosa buona e giusta?
Fabio.
I post su ICRC hanno valore legale? ;-)
In realta' l'astuto Mario Rossi ha messo in piede questo thread solo
per poter
ricorrere alla sacra rota all'occorrenza.
Fabio.
P.S.: scherzo eh Mario, ovviamente...
Gia', e allora forse dovresti scandalizzarti piu' per la miriade di
matrimoni cattolici fra due non cattolici che per i problemi che si fa
Mario, *unico* pirla in Italia che ritiene di cattivo gusto fingersi
cattolico il giorno del matrimonio come fanno *tutti*.
Fabio.
*x*, sono ovviamente iperboli.
E' un brivido, il tuo, decisamente interiore. Io ho parlato di fedelt�
alla parola data, e tu di ubbidienza. Io non ho affatto parlato di
esecuzioni o di guerre, tema che viceversa hai introdotto tu.
Per poi rabbrividire quando ti ho ricordato che si � ammazzato
esponenzialmente di pi� quando re e papi e superiori erano gi� finiti in
soffitta.
Probabilmente non concepisci la fedelt� alla parola che come premessa di
assassinio. Ma � un tuo problema, e non so come aiutarti...
> > e, in questa tua curiosa contabilit�, dimmi: sono pi� le vite tolte in
> > nome dell'ubbidienza o quelle fatte fuori dalle moderne civilt� del dubbio?
> Non lo so.
> Io nel dubbio evito di ammazzare qualcuno perche' crede in cose
> diverse da quelle in cui credo io.
ci sono curiosi e sintomatici semi-passaggi nel tuo strano argomento.
Sembra che l'asserita causa per cui la modernit� ha abbandonato la
tensione alla fedelt�, al giuramento, ecc. dipende dal razionale timore
che questi generino fatalmente violenza.
E mentre non si capisce per quale motivo questo debba essere
necessariamente vero, si vede invece benissimo che la modernit� ha
triturato tonnellate di carne in pi� di quanto non abbia fatto l'Ancien
R�gime...
(E con questo io non sono un nostalgico)
> Gia', e allora forse dovresti scandalizzarti piu' per la miriade di
> matrimoni cattolici fra due non cattolici che per i problemi che si fa
> Mario, *unico* pirla in Italia che ritiene di cattivo gusto fingersi
> cattolico il giorno del matrimonio come fanno *tutti*.
ma se gli scandali si elidessero a vicenda finirebbe la denuncia.
Denunciamoli tutti, senza accordi al ribasso.
Quando si far� vivo sul NG un falso cristiano che si vuole falsamente
sposare, ti prometto che lo faccio nero.
Le prime by far & large.
Facciamo un esempio facile facile: la ragazzina che la da' in giro e
poi, magari, si ritrova ad abortire, secondo te non e' forse vittima
dell'obbedienza ai cliche' culturali del momento, alla cultura
mainstream? Se avesse dei dubbi, se si chiedesse davvero cosa e'
meglio per lei non si comporterebbe diversamente?
L'obbedienza e' una forma minore di intelligenza: si suppone di aver
capito a chi dare obbedienza e poi si va' col pilota automatico. Ma
non c'e' motivo di pensare che qualcuno non sia in grado di
distinguere il bene dal male per prorpio conto, ma possa essere
graniticamente certo che qualcun'altro lo possa fare in vece sua.
Ciao
L.
No, ti chiedo solo di prendere coscienza che la tensione alla fedelta'
e al giuramento
comportano talvolta anche la necessita' di seguire fatalmente la
strada della violenza.
Come qualsiasi cosa, quando viene posta al di sopra di tutto, ha come
conseguenza
che tutto puo', o addirittura deve, essere violato.
Non mi sembra un ragionamento difficile.
Altrimenti vogliamo anche dire che chi aveva giurato fedelta' ad Erode
aveva il dovere morale
di ammazzare tutti gli infanti che gli capitavano sotto tiro. E chi
gli avesse invece osato disobbedire
era una mezza calzetta. E' il primo dei cento-mila esempi che mi e'
venuto in mente.
> E mentre non si capisce per quale motivo questo debba essere
> necessariamente vero, si vede invece benissimo che la modernit� ha
> triturato tonnellate di carne in pi� di quanto non abbia fatto l'Ancien
> R�gime...
E sicuramente la fedelta' al patria o al re, da te citate, non hanno
ucciso mai nessuno
ne nell'Ancien Regime, ne nella modernita'.
Fabio.
"la fedelt�
al proprio re, a una promessa, alla patria, alla dama, alla Madonna
(pensa
alle veglie d'armi), al Papa, al superiore in Monastero, alla
vocazione
nel deserto".
Tu ritieni che mai si e' ucciso qualcuno nella storia in nome di una
di queste cose?
> Probabilmente non concepisci la fedelt� alla parola che come premessa di
> assassinio. Ma � un tuo problema, e non so come aiutarti...
Non concepisco l'idolatria, idolatria della fedelta' compresa.
Fabio.
> Il divorzio � una brutta bestia. Presentato come battaglia di civilt� e di
> libert�, ha solo abbassato l'asticella della sopportazione e afflosciato
> ulteriormente la tensione verso l'ideale della vita insieme. Da sposati ci
> si accorge come la circostanza estrema sia tale con riferimento a quella
> che oggi � chiamata la motivazione, la quale fluttua paurosamente con le
> stagioni della vita.
> Riguardo alle circostanze estreme due sposi, secondo me, devono non tanto
> ammettere la possibilit� di una civile e borghese exit strategy, quanto
> promettersi solennemente di porre ogni sforzo, quasi oltre ogni
> ragionevolezza, per non giungervi, sotto due riguardi: da un lato evitare
> di portare il rapporto ad approdi di invivibilit� (silenzi, ossessivit�,
> noia, tradimento di ogni specie, alienazione dall'altro), dall'altro
> evitare di divenire irrititabili, suscettibili, dubbiosi.
> E' questa promessa di duplice sforzo disumano che costituisce il cuore
> sacrale del matrimonio (e di ogni patto), presso qualunque civilit�.
Fin qui (stranamente) concordiamo.
> Ben altra cosa rispetto all'orribile e contagiosa buona educazione,
> sensatezza e ragionevolezza dell'istituto del divorzio.
Qui, invece, non mi trovi d'accordo.
Io credo che in rarissimi casi due coniugi fra i quali sia venuta meno
qualsiasi intimita' e affetto sponsale, possano per amore dei figli
convivere in armonia e amicizia per favorirne la crescita. Ho anche
conosciuto qualche rara coppia che per anni e' riuscita a condurre un
m�nage di questo tipo.
Laddove invece proprio la buona educazione e la civilta' sono ormai
banditi del tutto e nulla r' piu' recuperabile, credo che una
separazione sia preferibile rispetto al sottoporre i figli al
supplizio di spettacoli indecorosi.
Ciao,
Marina
> Una volta si teorizzava e cercava la fedelt� oltre ogni fatica: la fedelt�
> al proprio re, a una promessa, alla patria, alla dama, alla Madonna (pensa
> alle veglie d'armi), al Papa, al superiore in Monastero, alla vocazione
> nel deserto.
Era una societa' in cui spesso si era obbligati a prestare fedelta'
incondizionata al sovrano o al duca per ottenerne in cambio
protezione; la fedelta' alla parola data non costituiva tanto un
valore in se', quanto rappresentava la conditio sine qua non perche'
una societa' fortemente piramidale potesse mantenersi coesa.
Tanto che chi tradiva la parola data, riceveva punizioni esemplari non
tanto perche' avesse violato un principio astratto, quanto perche'
aveva tentato di minare un rigido ordine sociale in cui l'individuo
contava relativamente poco, era quasi solo una pedina.
Oggi, piu' che la fedelta' a un patto, conta la fedelta' nei riguardi
di se stessi, con tutte le implicazioni che cio' fa.
> Il mondo antico conobbe inauditi slanci per mantenersi fedeli sino alla
> fine alla propria parola: una intera cultura costruita intorno a questa
> tensione, un incitarsi a vicenda, tutto un emularsi e un gareggiare. Fino
> alla morte, come narrano infiniti esempi.
Per carita', preferisco la civilta' odierna, con i suoi dubbi, le sue
sfumature di colore e le sue mezze calzette.
Lascio ad altri la nostalgia di mitici tempi eroici. :-)))
Ciao,
Marina
Perche' aspettare il newsgroup. Le prime pubbliacazioni che vedi in
giro, fatti avanti.
Al 99% ci prendi. E se invece sei di fronte ai due veri cristiani, ti
accorgerai presto dell'errore
e loro ti perdoneranno senza problemi.
Ciao.Fabio.
Ti dico solo che io ho litigato **ferocissimamente** con un mio amico
che voleva che facessi da padrino di battesimo a suo figlio. Come
avrei mai potuto io, ateo, assumere un ruolo nell'educazione religiosa
di un'altra persona? Che razza di cattolico e' questo mio amico che me
l'aveva proposto, e che non capiva il mio rifiuto? E, soprattutto, che
razza di prete era il prete del posto, disposto a farmi fare da
padrino pur sapendo benissimo che sono ateo??
Ed esempi cosi' ce ne sono tantissimi. Ho avuto delle discussioni con
varie persone di mia conoscenza perche' mi faceva molto arrabbiare la
loro ipocrisia di essersi sposati in chiesa non essendo minimamente
credenti, e mi disgusta ancora di piu' la falsita' dei preti che hanno
celebrato questi matrimoni pur conoscendo bene l'ateismo degli sposi
in questione.
Mi vengono in mente due problemi di fondo al rigaurdo:
1) La societa' in generale, e molti parenti impiccioni ed ipocriti nel
particolare, impongono molte pressioni sui giovani sposi affinche' il
matrimonio sia in chiesa. Pressioni dettate dalla tradizione e non da
vero senso religioso, perche' un vero cattolico non potrebbe mai fare
pressioni su un ateo perche' 'faccia finta' e si sposi in chiesa
2) Molti, troppi presti sanno ma sono accondiscendenti, e acconsentono
di prendere parte a queste farse. Mi permetto una malignita': sono
superficiali loro, oppure sanno benissimo che, se fossero coerenti,
allora piu' quasi nessuni si spsoerebbe in chiesa?
Per certi versi 'fare finta', come fanno tutti, sarebbe per me una
soluzione piu' comoda: mi eviterebbe discussioni ferocissime (vi
assicuro che non avete idea: se continuano cosi', alcuni parenti non
li invitero' al matrimonio e non gli rivolgero' piu' la parola, giuro)
e mi eviterebbe le complicazioni del rito misto. Ma no, grazie, le
farse non fanno per me.
> > Ben altra cosa rispetto all'orribile e contagiosa buona educazione,
> > sensatezza e ragionevolezza dell'istituto del divorzio.
> Qui, invece, non mi trovi d'accordo.
> Io credo che in rarissimi casi due coniugi fra i quali sia venuta meno
> qualsiasi intimita' e affetto sponsale, possano per amore dei figli
> convivere in armonia e amicizia per favorirne la crescita. Ho anche
> conosciuto qualche rara coppia che per anni e' riuscita a condurre un
> m�nage di questo tipo.
> Laddove invece proprio la buona educazione e la civilta' sono ormai
> banditi del tutto e nulla r' piu' recuperabile, credo che una
> separazione sia preferibile rispetto al sottoporre i figli al
> supplizio di spettacoli indecorosi.
sensatezza, ragionevolezza, buona educazione non sono cose negative, anzi.
Sono negative in bocca, e nel vissuto, di quella nuova cultura "liberale"
(ma anche per il termine liberale vale questa stessa spiegazione) che
freddamente, con un sorriso tagliente e asettico, liquida le scelte forti
(l'indissolubilit�), le scelte saporite (i segni di appartenenza
culturale), le scelte a favore della vita, ecc.
E' un senso perverso, una malintesa razionalit�, una buona educazione che
� totale assenza di empatia quella implicita in certi divorzi (alto)
borghesi.
Chiaramente l'assenza di educazione � una delle derive possibili del
matrimonio, contro la quale occorre lottare insieme nella vita coniugale.
Ben prima di arrivare a quell'approdo c'� comunque l'impegno e la
formazione comuni.
Prima della soluzione del divorzio ci sono infinite soluzioni mai
praticate e accantonate.
> No, ti chiedo solo di prendere coscienza che la tensione alla fedelta'
> e al giuramento
> comportano talvolta anche la necessita' di seguire fatalmente la
> strada della violenza.
> Come qualsiasi cosa, quando viene posta al di sopra di tutto, ha come
> conseguenza
> che tutto puo', o addirittura deve, essere violato.
> Non mi sembra un ragionamento difficile.
come non � difficile riconoscere che la societ� moderna, decisamente meno
affezionata all'ideale di fedelt�, ha saputo produrre episodi di violenza
ancor pi� ciechi, ampi ed efferati di quella precedente.
Di fronte a questo dato mi pare addirittura ozioso interrogarci sulle
potenziali controindicazioni violente dell'impegno alla fedelt�. Sono
controindicazioni che la Rivoluzione Americana e quella Francese non hanno
affatto risolto. Segno che forse la violenza si origina altrove.
> Mi vengono in mente due problemi di fondo al rigaurdo:
> 1) La societa' in generale, e molti parenti impiccioni ed ipocriti nel
> particolare, impongono molte pressioni sui giovani sposi affinche' il
> matrimonio sia in chiesa. Pressioni dettate dalla tradizione e non da
> vero senso religioso, perche' un vero cattolico non potrebbe mai fare
> pressioni su un ateo perche' 'faccia finta' e si sposi in chiesa
> 2) Molti, troppi presti sanno ma sono accondiscendenti, e acconsentono
> di prendere parte a queste farse. Mi permetto una malignita': sono
> superficiali loro, oppure sanno benissimo che, se fossero coerenti,
> allora piu' quasi nessuni si spsoerebbe in chiesa?
3) molto spesso sono gli sposi che vogliono la celebrazione in chiesa
perch� la location � pi� bella e perch� si sono sempre immaginati cos� il
matrimonio...
E la 3) mi pare sia la ragione prevalente.
> Per certi versi 'fare finta', come fanno tutti, sarebbe per me una
> soluzione piu' comoda: mi eviterebbe discussioni ferocissime (vi
> assicuro che non avete idea: se continuano cosi', alcuni parenti non
> li invitero' al matrimonio e non gli rivolgero' piu' la parola, giuro)
> e mi eviterebbe le complicazioni del rito misto. Ma no, grazie, le
> farse non fanno per me.
Lodevole, per� devi anche essere in grado di portare il peso di questa
coerenza. Molto spesso pretendiamo che allo sforzo della nostra coerenza
corrisponda una pari "cedevolezza" da parte altrui, mentre invece lo
sforzo della coerenza origina dal trovarsi di fronte alle altrui coerenze.
Nel nostro caso, devi comprendere che la Chiesa non celebra matrimoni
secondo il prevalente senso comune. Il matrimonio cristiano �, per la
Chiesa, un atto con cui Dio unisce l'uomo e la donna. E "unire" non � un
verbo metaforico. Se vuoi sposare una cristiana devi essere consapevole
che per lei questa unione � reale. Reale come un bambino, la cui esistenza
non la cancelli con un atto di volont� e di penna.
Se non ti senti di aderire a questa prospettiva, coerentemente presentata
dalla Chiesa, il matrimonio cristiano non � il tuo matrimonio.
> Ovviamente dipende da persona a persona, ma non vedo cosa ci sia
> di cosi' terribile in questo passo.
Mah, io penso che ***per me*** sarebbe molto pesante inviare una
lettera di sbattezzo, anche se non mi professo pi� cattolica da tempo.
Immagino che per un ateo o un agnostico di lungo corso possa invece
essere diverso.
> Un matrimonio in chiesa ad esempio e' sicuramente un passo molto piu'
> impegnativo
> (se non altro perche' "senza ritorno", alla fede cattolica si puo'
> sempre tornare,
> o arrivare per la prima volta, anche dopo lo sbattezzo)
> e nonostante cio' un'infinita' di non credenti o credenti molto
> tiepidi o credenti
> ma, ecc... lo compiono molto a cuor leggero!
> Senza porsi tutti i problemi dell'amico Mario Rossi. Al massimo
> brontolando un po'
> per la menato del corso pre-matrimoniale.
Questo perche' nessuno ha provato a spiegare loro il significato del
matrimonio cristiano-cattolico (c9n questa formulazione non dovrei
scontentare nessuno :-D ).
Oppure lo sanno perfettamente, ma ammettono che sono state attirate
dal rito cattolico perche' molto suggestivo.
Ti diro': io sto capendo in parte la ricchezza e la profondita' del
matrimonio solo vivendolo; da fuori non e' che avessi capito granche'.
Direi che non ci avevo capito niente, anzi.
E sino a pochissimo tempo fa, ripendando alle promesse matrimoniali,
mi ripetevo che ero stata proprio folle a promettere cose inaudite per
la mente umana e che se fossi tornata indietro mi sarei limitata al
matrimonio civile.
Poi, quando capita qualche momento non proprio roseo, guardi la fede e
ti ricordi che non sei solo nel tuo percorso matrimoniale, ma c'e'
Qualcuno che cammina insieme a te e ti indica la via.
E ti diro': da non pi� cattolica, forse chiederei egualmente il
matrimonio cattolico. :-)
Ciao,
Marina
> > e, in questa tua curiosa contabilit�, dimmi: sono pi� le vite tolte in
> > nome dell'ubbidienza o quelle fatte fuori dalle moderne civilt� del dubbio?
> Le prime by far & large.
uhm...
Vale per il "dubbio" la stessa considerazione fatta altrove per educazione
e sensatezza... Il dubbio � il sale dell'esperienza umana, quando si
accompagni a una bella dieta completa di certezze, di fedelt�, di
ripensamenti, di credi irremovibili.
Ma il dubbio cui accennavo (il dubbio moderno) io � quello eletto a
modello ideologico dalla societ� moderna (si dice che noi siamo figli dei
quattro grandi maestri del sospetto: Darwin, Freud, Marx e Nietzsche). Un
dubbio che di "dubitoso" ha nella sostanza pochissimo. E' un misto di
paurosa assertivit� e di relativismo assai direzionale, mescolato per
l'appunto a una esternalizzazione (verso diverse direzioni, ma
principalmente verso lo Stato) della propria volont�.
Il lancinante e moderno dubbio circa la liceit� dell'aborto dei Dawn si
traduce nella ferrea certezza e prassi dello Stato per cui una incredibile
percentuale di persone Dawn � soppressa prima di nascere.
Il dubbio dei tedeschi degli anni '30 circa la dignit� della vita dei
minorati mentali si traduceva nella ferrea determinazione del Reich di
farli fuori tutti.
E cos� via.
Ora, questa seconda societ� il ns Voltaire paragonava a quella precedente,
fondata sul senso dell'onore e della fedelt� al giuramento. E credo ci
siano pochi... dubbi (come averne di fronte ai numeri?) che la modernit� �
in se stessa una carneficina mai vista.
E allora lasciamo perdere. L'ozio e' il padre dei vizi.
Saluti.Fabio.
Ne prendo atto, e non pretendo di farti cambiare idea.
Pero' la lettera di sbattezzo, e' esattamente cio', dire che non ti
professi cattolica
(nel tuo caso piu', nel mio caso il piu' sarebbe stato fuori luogo).
Come lo dici a me, puoi dirlo pure a un vescovo.
> Poi, quando capita qualche momento non proprio roseo, guardi la fede e
> ti ricordi che non sei solo nel tuo percorso matrimoniale
Beh, in effetti, spero siate almeno in due. :-)
Ciao.Fabio.
> maxman ha scritto:
> > Una volta si teorizzava e cercava la fedelt� oltre ogni fatica: la fedelt�
> > al proprio re, a una promessa, alla patria, alla dama, alla Madonna (pensa
> > alle veglie d'armi), al Papa, al superiore in Monastero, alla vocazione
> > nel deserto.
> Era una societa' in cui spesso si era obbligati a prestare fedelta'
> incondizionata al sovrano o al duca per ottenerne in cambio
> protezione; la fedelta' alla parola data non costituiva tanto un
> valore in se', quanto rappresentava la conditio sine qua non perche'
> una societa' fortemente piramidale potesse mantenersi coesa.
> Tanto che chi tradiva la parola data, riceveva punizioni esemplari non
> tanto perche' avesse violato un principio astratto, quanto perche'
> aveva tentato di minare un rigido ordine sociale in cui l'individuo
> contava relativamente poco, era quasi solo una pedina.
non mi torna: la fedelt� alla parola � piuttosto il vertice di una cultura
complessa e raffinata alla quale faremmo un torto leggendola in chiave
antropologica. E alla quale faremmo cosa saggia a ispirarci.
Un re Luigi IX ormai liberato, che si fa punto di onore di completare il
pagamento del riscatto al sultano che l'ha liberato; o un Giovanni II di
Francia che, lasciati in ostaggio al proprio posto i suoi figli, si
riconsegna ai nemici perch� i figli erano riusciti ad evadere; o la
sintomatica storia (o leggenda, non importa) di un Attilio Regolo che
torna a farsi martoriare a Cartagine per rispetto della parola... Sono
solo piccoli esempi, fra la miriade dei possibili, che illustrano una
tensione all'onore e al rispetto della parola visti come tutela della
propria dignit� prima che come collante sociale. (Gli esempi sono scelti
per illustrare la fedelt� alla parola nei confronti del nemico pi�
acerrimo e radicale).
Il dubbio � che questa sia un'epoca senza onore e dignit�. Una volta ci si
vergognava di abbandonare la moglie.
Ma la fedelta' al Reich, Reich che tu hai adesso citato, come dobbiamo
valutarla?
Un barlume di civilta' nella depravata societa' moderna?
Ciao.Fabio.
Fabio:
> Beh, in effetti, spero siate almeno in due. :-)
In effetti siamo in tre: siamo moderni, noi. :-)
Ciao,
Marina
> "la fedelt�
> al proprio re, a una promessa, alla patria, alla dama, alla Madonna
> (pensa
> alle veglie d'armi), al Papa, al superiore in Monastero, alla
> vocazione
> nel deserto".
> Tu ritieni che mai si e' ucciso qualcuno nella storia in nome di una
> di queste cose?
si � ucciso in nome di tutto (oggi si uccide in nome della compassione!).
Non � una buona ragione per rinunciare a tutto.
E come ti dicevo hai una fenomenale controprova. Dopo aver rinunciato a
quelle cose, la situazione non � migliorata.
> Ma la fedelta' al Reich, Reich che tu hai adesso citato, come dobbiamo
> valutarla?
> Un barlume di civilta' nella depravata societa' moderna?
scusa, ma meni il can per l'aia?
La mia tesi � che la fedelt� alla parola data � un valore un tempo molto
pi� spiccato che oggi. Un valore positivo che andrebbe recuperato.
Mi hai obiettato che questa fedelt� � analoga alla cieca ubbidienza e ha
generato mostri, tant'� che la fedelt� a Papi, Re e patrie ha fatto, nel
passato a me caro, carneficine.
Ora vuoi ricondurre ogni carneficina in ultima istanza a una qualche
"parola data". E' un esercizio facile (militarmente si presta sempre un
giuramento, e tutti gli atti di violenza collettiva implicano sempre una
coesione basata sull'ubbidienza), ma di dubbio valore espicativo, e
soprattutto non riguarda quel senso individuale dell'onore e della parola
data del quale io parlavo.
Di fatto stiamo parlando di due cose radicalmente diverse. Io mi riferisco
alla custodia sacrale che l'uomo premoderno attribuiva alla parola data in
una dinamica individuale e interpersonale (non a caso da me riferita al
matrimonio).
Tu ti riferisci all'ubbidienza ideologica che la societ� moderna ha
condotto a performance mai viste, tramite il veicolo della ideologia. E
paradossalmente ha condotto questa operazione fingendo di essere una
socit� aperta al dubbio.
Prima hai esteso il mio concetto di fedelt� all'ubbidienza, poi hai
ricondotto all'ubbidienza la causa dei mali moderni.
Alla fine, due giovani sposi che si promettono fedelt� assoluta divengono
responsabili di Auschwitz.
E' possibile evitare stesure cos� stranianti su questo NG?
> E poi se mi devo risposare ne approfitto per cambiare moglie: :-DDD
il bello � che per la CC lo potresti fare veramente.
;-(
> e mettersi dal punto di vista di Cristo vivente, ogni tanto?
disponi di tale punto di osservazione ?
attento che tale punto di vista potrebbe coincidere con quello di un negro
sul barcone, magari un negretto in compagnia della madre negra e del
padre, falegname negro. Ci sar� qualcuno che accoglier� questa famiglia
negra, dando un lavoro al padre, oppure verr� consegnata alle autorit�
libiche ?
Perch� forse � questo, oggi e da noi,
il punto di vista del Cristo vivente.
ciao
"se la dichiarazione di nullit� (da sempre presente negli ordinamenti
civili) equivale al divorzio non si capisce per quale motivo ci fu tanto
clamore per inserire il divorzio nell'ordinamento italiano..."
il clamore ci fu da parte cattolica perch� la chiesa perdeva l'esclusiva,
l'esclusiva p.e. di porre termine a matrimoni dove erano nati figli
legittimi con la scusa che il matrimonio non era stato consumato, o
l'esclusiva di porre termine a altri matrimoni con la scusa che uno dei
due, magari lo stesso che chiedeva la nullit�, sosteneva di non avere mai
creduto alla indissolubilit� del matrimonio.
E' vero che la nullit� esiste(va) anche nell'ordinamento italiano, ma
nessuno che io sappia ha mai ottenuto la nullita' civile sostenendo di non
credere nel tricolore italiano.
Condivido, totalmente.
Troppo spesso, anche nella vita reale, il "farsi una nuova vita" viene
visto come un giustificato diritto nei confronti di se' stessi, e
della propria liberta'.
Non si puo' - si teorizza - "stare insieme per forza".
Non vedo mai mettere non dico al centro, ma almeno nell'ambito
dell'attenzione il fatto che - almeno ogni volta che cio' non sia
consensuale - l'abbandonare una persona che ci ha messo nelle mani la
propria vita e' un selvaggio tradimento alla parola, un atto crudele
che genera un dolore senza possibilita' di rimedio.
PC
E' una buona ragione per non mettere nessun principio talmente in alto
da arrivare ad uccidere in suo nome.
Imho, natuaralmente.
Ciao.Fabio.
> 3) molto spesso sono gli sposi che vogliono la celebrazione in chiesa
> perch� la location � pi� bella e perch� si sono sempre immaginati cos� il
> matrimonio...
> E la 3) mi pare sia la ragione prevalente.
Ovviamente non esistono statistiche affidabili (che ossimoro!) al
riguardo.
Posso solo dire che, per mia esperienza, le pressioni dei familiari
sono la causa principale, ma ovviamente non posso sapere quanto questa
mia esperienza sia rappresentativa dell'Italia in generale.
> > [...] Ma no, grazie, le
> > farse non fanno per me.
>
> Lodevole, per� devi anche essere in grado di portare il peso di questa
> coerenza. Molto spesso pretendiamo che allo sforzo della nostra coerenza
> corrisponda una pari "cedevolezza" da parte altrui, mentre invece lo
> sforzo della coerenza origina dal trovarsi di fronte alle altrui coerenze.
> Nel nostro caso, devi comprendere che la Chiesa non celebra matrimoni
> secondo il prevalente senso comune.
Non chiedo nessuna cedevolezza. Mica pretendo che la Chiesa Cattolica
debba celebrare a tutti i costi il mio matrimonio con una cattolica,
assolutamente no! Ho semplicemente chiesto se sia possibile. Se non lo
e', se per sposarmi in Chiesa dovrei, che so, dire di credere a cose
in cui non credo, allora ovviamente il matrimonio sara' in comune.
Sto semplicemente cercando di informarmi, senza pretendere alcuna
cedevolezza. Piuttosto, trovo estremamente frustrante che, dopo una
90ina di interventi, i miei quesiti principali restino senza risposta.
> [...]
> Se non ti senti di aderire a questa prospettiva, coerentemente presentata
> dalla Chiesa, il matrimonio cristiano non � il tuo matrimonio.
E' esattamente quello che, con molta fatica e scarsissimi risultati,
sto cercando di capire: capire cosa la Chiesa Cattolica mi richieda
per sposarmi in Chiesa, e valutare quindi se sia fattibile
(compatibile coi miei ideli e la mia coerenza) oppure no.
Una volta si ammazzava anche la moglie per difendere il proprio onore.
La societa' applaudiva e la legge dava lo sconto di pena.
Forse e' altro che manca oggi, non tanto l'onore.
E non credo neppure
che salvare un matrimonio per evitare la vergogna pubblica sia una
gran motivazione. Di certo non ha nulla a che fare con la persona che
ci ha messo
nella mani la sua vita, come tu hai scritto.
Ciao.Fabio.
Pero' la si ammazzava per difendere il proprio onore.
Fra gli applausi della societa', e pure in parte della legge.
Fabio.
Appunto. Siamo d'accordo allora.
> Di fatto stiamo parlando di due cose radicalmente diverse. Io mi riferisco
> alla custodia sacrale che l'uomo premoderno attribuiva alla parola data in
> una dinamica individuale e interpersonale (non a caso da me riferita al
> matrimonio).
Oppure al re, alla patria, al superiore...
Ti sei allargato parecchio, partendo dal matrimonio.
> Tu ti riferisci all'ubbidienza ideologica che la societ� moderna ha
> condotto a performance mai viste, tramite il veicolo della ideologia.
Verissimo.
> E paradossalmente ha condotto questa operazione fingendo di essere una
> socit� aperta al dubbio.
Ma assolutamente no. Ma a che dubbio era aperto il nazismo, o il
comunismo sovietico, o anche il fascismo qua da noi?
> Prima hai esteso il mio concetto di fedelt� all'ubbidienza
Beh sai quando si parla di fedelta' al re o al superiore, mi sembra
difficile
poterle portare avanti tralasciando il concetto di ubbidienza.
> ricondotto all'ubbidienza la causa dei mali moderni.
Ma figuriamoci. E' una delle numerose cause dei mali moderni e
passati.
Le nefandezze peggiori che difficilmente si possono giustificare alla
luce della propria coscienza sono piu' facili da compiere se si sta
semplicemente obbedendo al superiore. Non trovi?
> Alla fine, due giovani sposi che si promettono fedelt� assoluta divengono
> responsabili di Auschwitz.
Questo senz'altro.
> E' possibile evitare stesure cos� stranianti su questo NG?
Io mi metterei in black-list, ma purtroppo i moderatori di ICRC sono
mezze calzette.
Ciao.Fabio.
> > e mettersi dal punto di vista di Cristo vivente, ogni tanto?
> disponi di tale punto di osservazione ?
Tutti ne disponiamo: ha lasciato la chiesa proprio per questo. Le idee di
Cristo sono le pi�
accessibili al mondo.
> attento che tale punto di vista potrebbe coincidere con quello di un negro
embe'? Noi cristiani siamo sempre dei negri...
> E' esattamente quello che, con molta fatica e scarsissimi risultati,
> sto cercando di capire: capire cosa la Chiesa Cattolica mi richieda
> per sposarmi in Chiesa, e valutare quindi se sia fattibile
> (compatibile coi miei ideli e la mia coerenza) oppure no.
Eppure mi pare che la risposta ti sia stata fornita in piu' di
un'occasione.
Se desideri avere la sicurezza matematica che ti sia concesso il rito
misto, ti "sbattezzi" con atto formale e nessun parroco potra' in
alcun caso negartelo.
Altrimenti, ti rivolgi al sacerdote, gli spieghi la tua situazione e
vedi se e' disposto a tale celebrazione anche se non hai compiuto atto
formale di apostasia.
Ciao,
Marina
> Io mi metterei in black-list, ma purtroppo i moderatori di ICRC sono
> mezze calzette.
ROTFL.
Ciao,
Marina
non quoto (ahi l'iPhone!)
al quesito ti ho risposto, anche se ho cercato di essere meno formale e
burocratico e pi�
creativo e provocatorio nella risposta.
In base a ci� che so ti vengono chieste tre condizioni per sposarti da non
credente con rito
cristiano: la prima e' che tu sia persuaso della intrinseca
indissolubilit� del matrimonio, che tu
sia aperto al dono dei figli, che tu permetta alla tua sposa di dare una
istruzione cristiana ai
vostri figli.
Per valutare quanto tu sia compatibile a queste tre condizioni, e'
necessario che ti confronti
con un sacerdote. Ti suggerisco di sceglierlo bene, per evitare inutili
shock... :)
Alcuni preti sono poco creativi in questo genere di conversazioni. La
secolarizzazione li ha
presi un po' di sorpresa...
"Marina" <piccol...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:3406d270-bb45-4abc...@e35g2000yqm.googlegroups.com...
Gli altri due, cio�.
Jock
Non condivido nemmeno una virgola di quanto detto.
In primo luogo, la tanto deprecata modernita' e' proprio ci� che
consente alle coppie **mature** di arrivare, oggi, al matrimonio (sia
esso cattolico civile ebreo o altro) con una consapevolezza
impensabile ai tempi dei nostri nonni. Decenni fa, anche quando i
matrimoni non erano combinati o non si sposava un perfetto
sconosciuto, come nel film di Alberto Sordi emigrato in Australia, i
fidanzati arrivavano al matrimonio senza conoscersi **veramente**: la
convivenza era impensabile, e in generale i momenti in cui si poteva
stare da soli senza dare scandalo pochissimi se non nulli. Al giorno
d'oggi, invece, le coppie mature hanno la possibilit� di conoscersi
veramente e di arrivare dinanzi all'altare, o dinanzi al sindaco, con
maggiore consapevolezza. Poi, certo, non tutte le coppie sono mature e
non tutte sfruttano questa possibilit�, ma questo � un altro discorso.
Ai tempi dei nostri nonni i matrimoni fallivano lo stesso, anzi, non
mi stupirei se fallissero anche pi� di ora (ma ovviamente non esistono
dati); semplicemente, le pressioni della societ� erano tali per cui si
faceva finta di niente, si manteneva la facciata ipocrita di
famigliola felice anche quando la realt� era ben diversa.
Infine, vi state dimenticando un fattore importantissimo: quando non
ci sono figli di mezzo, un eventuale divorzio � un fatto che riguarda
solo soltanto ed unicamente i diretti interessati. Se Gilberto e
Gilberta si sposano, non fanno figli, si rendono conto che il
matrimonio non va come sperato, e vogliono divorziare per rifarsi una
vita, perch� non potrebbero? Fanno forse del male ad altri? A chi e in
che modo? Arrecano forse un danno alla societ�? Come e perch�?
Questo � l'errore tipico delle religioni e delle ideologie illiberali
in generale: il ritenersi detentori di una Verit� assoluta da dover
imporre agli altri. Il giorno in cui sentir� una persona religiosa
dire: "non sono d'accordo con te, ma hai il diritto di fare come
credi, purch� non arrechi danno agli altri" mi commuover�! :)
Infine, anche quando i figli ci sono, in base alle situazioni un
divorzio pu� essere l'esito migliore. I miei genitori divorziarono
quando io avevo 10 anni. E' ovvio che avrei preferito che rimanessero
assieme ed innamorati, ma purtroppo a casa volavano solo piatti ed
insulti. Vi assicuro che il divorzio fu un toccasana anche per noi
figli.