FONTE: http://snipurl.com/wwhsh
M:"E ci si divide sulle interpretazioni del diritto canonico: "Ogni
battezzato - secondo la mamma di Margot - ha diritto alla comunione".
opinione condivisa dagli ortodossi che mi pare battezzino i bimbi dando
loro anche l'Eucarestia e la Cresima.
M:"Ma il curato ribadisce che serve una "sufficiente conoscenza e
un'adeguata preparazione al sacramento".
pure per fare il prete,
ossia legare l'idoneit� alle presenze/assenze senza invece accertarsi
dell'effettiva preparazione � cosa che a me fa storcere il naso.
--
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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
>> M:"E ci si divide sulle interpretazioni del diritto canonico: "Ogni
>> battezzato - secondo la mamma di Margot - ha diritto alla comunione".
> opinione condivisa dagli ortodossi che mi pare battezzino i bimbi dando
> loro anche l'Eucarestia e la Cresima.
Si', accade proprio questo.
In Occidente si e' scelta invece la prassi di rendere i sacramenti
dell'iniziazione cristiana un percorso a tappe che coincida con la
progressiva maturazione psicologica e spirituale del bambino.
E' piu' corretta questa modalita' oppure quella praticata nelle chiese
ortodosse?
Non saprei.
> ossia legare l'idoneit� alle presenze/assenze senza invece accertarsi
> dell'effettiva preparazione � cosa che a me fa storcere il naso.
Vista anche la particolare situazione familiare della bambina, il
parroco mi pare in effetti troppo fiscale.
Non si puo' negare, tuttavia, che occorra una certa severita', perche'
non poche famiglie iscrivono i figli a catechismo, poi : " Stai pure a
casa oggi, poverino, sei tanti stanco"; "Cavolo, anche i compiti di
catechismo? Ma sono pazzi, questi!";
"Ah, fra due settimane ti chiedono di partecipare a un ritiro la
domenica? A che ora devi partire? Alle 08:30?!? Non se ne parla
proprio: lavoro tutta la settimana e la domenica voglio riposare sino
a tardi".
C'e' un punto dell'articolo che mi lascia molto perplessa, tuttavia,
ed e' il seguente: "Bocciata in vista della comunione, **** anche
perch� i genitori non hanno seguito con la figlia il percorso
spirituale previsto dalla parrocchia, con una serie di incontri."****.
Ora, il percorso spirituale e' dei figli, NON DEI GENITORI, che non
devono essere obbligatoriamente coinvolti, se non lo desiderano.
Ciao,
Marina
La comunione non � n� un diritto, n� un premio.
E' un segno, una presenza reale di Dio, che giustamente la chiesa lega
ad un cammino di fede.
Fare la comunione un anno dopo non � n� un'emarginazione, n� una
punizione. Pu� essere vissuto come tale solo se viene fraintesa come
sagra paesana o festa di iniziazione infantile, cosa che temo avvenga
in molti posti. Se la famiglia e la bambina hanno deciso di
privilegiare il rapporto con la nonna malata, avranno fatto
sicuramente bene. E questa scelta pu� anche giustamente comportare un
rinvio ad altri appuntamenti importanti. Appunto perch� importanti,
per�, tali appuntamenti non devono essere banalizzati.
A quel che capisco da quanto leggo, il parroco ha fatto bene.
E la reazione lamentosa della famiglia temo non abbia contribuito a
mettere il sacramento nella giusta prospettiva, agli occhi della
bambina.
PC
Bisogna vedere se era assente al catechismo, a che ora era il
catechismo o se la famiglia non aveva partecipato ad altre iniziative
"obbligatorie" come messe e ritiri domenicali per i genitori.
Sai, io sono piuttosto sensibile alla questione. Che uno non possa
andare al catechismo in settimana dalle 17 alle 18 per stare vicino
alla nonna malata mi sembra strano.
Mi figlio si � assentato 13 volte su 23 appuntamenti, ma erano tutti
appuntamenti alle 10:00 della domenica ed eravamo a Messa in altri
posti. Ai 4 "ritiri" del sabato mattina � sempre andato. Ai ritiri per
genitori parteciperemo quando non ci sar� pi� don Alberto.
M.
Marina ha detto pi� volte di non essere cattolica...
Tu, se non sbaglio, pure.
Per curiosit�....
Perch� vi impicciate di fatti non vostri e non vivete sereni?
Io qualche dubbio, ce l'ho ;->
> Sai, io sono piuttosto sensibile alla questione. Che uno non possa
> andare al catechismo in settimana dalle 17 alle 18 per stare vicino
> alla nonna malata mi sembra strano.
In effetti, non hai tutti i torti...
> Mi figlio si � assentato 13 volte su 23 appuntamenti, ma erano tutti
> appuntamenti alle 10:00 della domenica ed eravamo a Messa in altri
> posti. Ai 4 "ritiri" del sabato mattina � sempre andato. Ai ritiri per
> genitori parteciperemo quando non ci sar� pi� don Alberto.
Ma a cosa servono questi "ritiri per genitori"?
La Prima Comunione non e' un percorso compiuto dai figli?
Mah...
Ciao,
Marina
"Marina ha detto pi� volte di non essere cattolica...
Tu, se non sbaglio, pure.
Per curiosit�.... Perch� vi impicciate di fatti non vostri e non vivete
sereni?"
posso rispondere al post di un'amica Marina ?
posso ricordare gli ortodossi che sul tema hanno una diversa visione ?
posso dirle che un prete che conteggia le presenze/assenze anzich�
verificare la preparazione mi fa storcere il naso ?
ciao
"Ma a cosa servono questi "ritiri per genitori"?
La Prima Comunione non e' un percorso compiuto dai figli?
Mah..."
ai miei tempi non si facevano,
ma erano altri tempi,
tempi in cui a sei anni andavo e tornavo a scuola da solo (i miei
lavoravano entrambi) e nessuno ci trovava niente di strano.
> Ma a cosa servono questi "ritiri per genitori"?
> La Prima Comunione non e' un percorso compiuto dai figli?
> Mah...
>
Bisogna intruppare tutti. D'altronde se la religione fosse un fatto
personale il battesimo lo si darebbe come al tempo dei protocristiani no?
--- news://freenews.netfront.net/ - complaints: ne...@netfront.net ---
> La comunione non � n� un diritto, n� un premio.
> E' un segno, una presenza reale di Dio, che giustamente la chiesa lega
> ad un cammino di fede.
Era ora che i presunti cattolici se ne accorgessero. Forse quando tutti
quelli che si dichiarano cattolici capiranno che cos'� davvero la loro
religione smetteranno di dire di essere cattolici.
Marco
> > Ma a cosa servono questi "ritiri per genitori"?
> > La Prima Comunione non e' un percorso compiuto dai figli?
> > Mah...
Marco Confalonieri risponde:
> Bisogna intruppare tutti. D'altronde se la religione fosse un fatto
> personale il battesimo lo si darebbe come al tempo dei protocristiani no?
Io ho letto per la prima volta in questo NG che la frequenza al
catechismo per la preparazione ai sacramenti include una serie di
attivita' per i genitori; altri amici mi hanno poi confermato che
spesso il programma previsti per i genitori e' abbastanza folto:
incontri mensili, ritiri, inviti a dibattiti serali, etc.
Cio' mi ha francamente stupita, perche' ai miei tempi il catechismo
era "questione da bambini", cosa che mi pare anche giusta: all'epoca,
ero *io* l'interessata, ero io a frequentare con passione e impegno e
mi risultava chiarissimo che la protagonista di questo cammino di fede
ero io, non i miei genitori, che peraltro in quegli anni frequentavano
pochissmo la chiesa.
Ora invece no: tutti insieme appassionatamente.
Mio marito ha pensato la stessa cosa che hai scritto tu, ma l'ha
espressa con piu' virulenza: oggi il catechismo e' spesso concepito
come uno specchietto per le allodole per attirare di nuovo i genitori
nell'ambito della chiesa.
Non mi pare corretto: un figlio puo' essere interessato a compiere un
suo percorso religioso, ma non e' detto che i genitori non abbiano
compiuto al riguardo altre scelte e che intendano andare a recitare
ipocritamente una parte in chiesa.
Sul battesimo, sono del tutto concorde con te: infatti i miei figli
sono per ora potenziali candidati al limbo. :-)
Ciao,
Marina
> Ma a cosa servono questi "ritiri per genitori"?
Una volta erano interessanti. Prima di pranzo ci parlavano di cosa
avevano fatto con i bambini, poi c'era un momento di confronto, poi si
pranzava in compagnia.
M.
> Era ora che i presunti cattolici se ne accorgessero. Forse quando tutti
> quelli che si dichiarano cattolici capiranno che cos'� davvero la loro
> religione smetteranno di dire di essere cattolici.
Il cattolicesimo consiste nel non andare al paese dai nonni perch� �
obbligatorio essere in parrocchia la domenica alle 10:00? Il precetto
festivo non � soddisfacibile in qualsiasi chiesa ed a qualsiasi ora?
M.
Lei sembra di no.
Puoi fare tutto.... C'� libert� di parola e di pensiero.
Abbiamo combattuto per ottenerle.
Non sar� certo io ad impedirti di dire o fare qiualcosa.
Ma....
...io.... io posso chiedere perch� date l'impressione di prendervela cos�
tanto?
> Ma a cosa servono questi "ritiri per genitori"?
> La Prima Comunione non e' un percorso compiuto dai figli?
> Mah...
L'iniziazione cristiana � un percorso compiuto dai figli assieme ai
genitori, che inizia dopo la preparazione al battesimo delle famiglie.
Almeno dalle mie parti funziona cos�.
Poi ovviamente c'� chi cerca scorciatoie e pensa che tutto sia dovuto
ma l'itinerario proposto � serio e negli intenti dovrebbe coinvolgere
non solo le singole famiglie ma l'intera comunit�.
Credo che in quest'ottica vada collocato il giusto diniego del parroco
che probabilmente si � limitato a prendere atto del fatto che,
oggettivamente, se non si frequentano incontri e ritiri, si mina alla
base detta esperienza che � appunto pensata come comunitaria.
Saluti
--
La strategia di Satana � questa: a chi � buono gli toglie l'intelligenza
e gli d� tanta buona volont� in modo tale che con tanta buona volont�, a
fin di bene, faccia sempre peggio.
(P. Silvano Fausti)
---
> Credo che in quest'ottica vada collocato il giusto diniego del parroco
> che probabilmente si � limitato a prendere atto del fatto che,
> oggettivamente, se non si frequentano incontri e ritiri, si mina alla
> base detta esperienza che � appunto pensata come comunitaria.
E se non mi garba la comunit�, ma la voglio far conoscere a mio figlio
perch� possa scegliere con cognizione?
M.
> L'iniziazione cristiana � un percorso compiuto dai figli assieme ai
> genitori, che inizia dopo la preparazione al battesimo delle famiglie.
> Almeno dalle mie parti funziona cos�.
> Poi ovviamente c'� chi cerca scorciatoie e pensa che tutto sia dovuto
> ma l'itinerario proposto � serio e negli intenti dovrebbe coinvolgere
> non solo le singole famiglie ma l'intera comunit�.
Ho capito.
Esistono casi sporadici, tuttavia, in cui e' il bambino a manifestare
interesse per il "fatto cristiano" e che richiede di partecipare al
catechismo, mentre al genitore non interessa per nulla essere
coinvolto in attivita' collaterali.
Entrando sul piano personale, e' probabile che in futuro si verifichi
cio' nel caso di mia figlia.
Per me non costituirebbe un problema partecipare a eventuali riunioni
o incontri per genitori...ma sarei sola, mentre mi pare che si
richieda spesso la presenza di entrambi i coniugi.
A me ripugna forzare la coscienza di mio marito, che per sua figlia si
imporrebbe quasi certamente una presenza forzata, mentre allo stesso
tempo non amerei trasmettere a mia figlia un'idea di "famiglia
spezzata" in queste particolari e importanti occasioni.
Ciao,
Marina
"Ma.... ....io.... io posso chiedere perch� date l'impressione di
prendervela cos� tanto?"
per quanto riguarda Marina dovresti chiederlo a lei,
per quanto riguarda me invece ritengo che sono i stessi motivi per cui gli
ex TdG parlano, e talvoltasparlano, dei loro ex-confratelli.
ciao,
Mauro
"Sul battesimo, sono del tutto concorde con te: infatti i miei figli
sono per ora potenziali candidati al limbo. :-)"
li puoi battezzare tu stessa.
> A me ripugna forzare la coscienza di mio marito, che per sua figlia si
> imporrebbe quasi certamente una presenza forzata, mentre allo stesso
> tempo non amerei trasmettere a mia figlia un'idea di "famiglia
> spezzata" in queste particolari e importanti occasioni.
Qualche tempo fa un amico mi raccontava che, a detti incontri in
parrocchia, (solitamente dopo la messa domenicale delle 10) almeno la
met� dei genitori presenti si trovava in una situazione matrimoniale
"irregolare" o comunque non partecipavano in coppia.
L'iniziazione cristiana � un percorso di preparazione verso i
sacramenti, non puoi prescindere da questo.
Se vuoi far conoscere ai figli la comunit� perch� si facciano un'idea
generale, credo vi siano altre possibilit� o almeno lo spero.
> Qualche tempo fa un amico mi raccontava che, a detti incontri in
> parrocchia, (solitamente dopo la messa domenicale delle 10) almeno la
> met� dei genitori presenti si trovava in una situazione matrimoniale
> "irregolare" o comunque non partecipavano in coppia.
Va bene, ma a me non interessano. Io ho gi� altri cammini ecclesiali.
La domenica non ci sono o vado agli incontri di Taiz� e del Gruppo
Abele, pu� bastare. Non mi scassino le palle. Oppure prendano atto del
fatto che la parrocchia non � pi� l'unica realt� ecclesiale e
permettano di ricevere la Prima Comunione e la Cresima anche presso le
sedi dei movimenti ecclesiali. A me va benissimo che mio figlio riceva
la Prima Comunione in una cappella del Gruppo Abele, ma non �
consentito.
M.
>Mauro: li puoi battezzare tu stessa.
Lo so, ma per me il battesimo costituisce il preludio all'ingresso in
una comunita' piu' ampia della famiglia.
Vedremo. Non metto fretta al Signore: sapra' ben Lui indicarmi i modi
piu' appropriati per trasmettere la fede cristiana ai miei figli.
Sinora qualche buona indicazione e' arrivata. :-)
Ciao,
Marina
> Oppure prendano atto del
> fatto che la parrocchia non � pi� l'unica realt� ecclesiale e
> permettano di ricevere la Prima Comunione e la Cresima anche presso le
> sedi dei movimenti ecclesiali. A me va benissimo che mio figlio riceva
> la Prima Comunione in una cappella del Gruppo Abele, ma non �
> consentito.
Mi pare che tu colga un punto importante.
Oggi la parrocchia spesso ***non*** costituisce il cuore pulsante
dell'esperienza di fede personale e familiare.
Perche' la Chiesa cattolica non ammette questo fatto e non consente
che determinate esperienze (dalla celebrazione del matrimonio ai
sacramenti) siano vissute all'interno di quella che per il fedele
rappresenta la *sua* comunita' ?
Ciao,
Marina
> L'iniziazione cristiana � un percorso di preparazione verso i
> sacramenti, non puoi prescindere da questo.
> Se vuoi far conoscere ai figli la comunit� perch� si facciano un'idea
> generale, credo vi siano altre possibilit� o almeno lo spero.
No, purtroppo non sono previste altre strade.
Esiste il percorso obbligato del catechismo.
Per percorsi alternativi, occorre incentivare la fantasia, come ho
fatto io. :-)
Ciao,
Marina
> Qualche tempo fa un amico mi raccontava che, a detti incontri in
> parrocchia, (solitamente dopo la messa domenicale delle 10) almeno la
> met� dei genitori presenti si trovava in una situazione matrimoniale
> "irregolare" o comunque non partecipavano in coppia.
Si, pero' non sarebbe bello se il bambino domandasse: "Perche' il
papa' / la mamma non vengono?"
Ciao,
Marina
"Mi pare che tu colga un punto importante.
Oggi la parrocchia spesso ***non*** costituisce il cuore pulsante
dell'esperienza di fede personale e familiare.
Perche' la Chiesa cattolica non ammette questo fatto e non consente
che determinate esperienze (dalla celebrazione del matrimonio ai
sacramenti) siano vissute all'interno di quella che per il fedele
rappresenta la *sua* comunita' ?"
una domanda:
nella CC esiste l'Opus Dei, una cosidetta "prelatura personale". Li �
possibile quanto chiedete ?
ciao
In ogni caso.... fanno tenerezza questi tentativi della chiesa di
catechizzare chi si ritiene cattolico ma che forse non lo � affatto.
La formazione cristiana si ferma, per molti, con la preparazione alla
cresima.
Adesso ci si � inventati i corsi di preparazione al matrimonio...
Ma non si tratta di vera catechesi.
C'� chi arriva alla fine della propria vita e, pur definendosi cristiano,
non ha mai letto una volta il Vangelo.
Non parliamo dell'Antico Testamento.
(Che, io per primo, non ho letto per intero....)
E non parlo di studiare....
Per forza che poi i cattolci buttino soldi in oroscopi personalizzati,
indovini e cartomanti.....
Per forza che poi abbandonano la fede o cambiano religione...
"Si, pero' non sarebbe bello se il bambino domandasse:
"Perche' il papa' / la mamma non vengono?""
credo che pochi se lo domanderebbero,
sapendo gi� la risposta
(che puo' essere diversissima da caso a caso)
Pensati per la preparazione ai sacramenti?
> Si, pero' non sarebbe bello se il bambino domandasse: "Perche' il
> papa' / la mamma non vengono?"
Non vedo alternative.
Giustamente gli incontri vengono aperti a tutti e del resto il parroco
non pu� obbligare un eventuale genitore recalcitrante a partecipare se
non vuole.
Ricordo comunque che il vescovo, un sant'uomo, si era parecchio
arrabbiato quando aveva scoperto che spesso erano addirittura i nonni a
partecipare a detti incontri, essendo abbastanza frequente che i bimbi
frequentino il catechismo non nella propria parrocchia ma appunto in
quella dei nonni dove vengono parcheggiati al pomeriggio.
> > Si, pero' non sarebbe bello se il bambino domandasse: "Perche' il
> > papa' / la mamma non vengono?"
> bonaiuti: Non vedo alternative.
> Giustamente gli incontri vengono aperti a tutti e del resto il parroco
> non pu� obbligare un eventuale genitore recalcitrante a partecipare se
> non vuole.
No, certamente non esistono altre soluzioni
La mia era solo una riflessione ad alta voce su quale messaggio si
trasmetta a un bambino se vede che un genitore e' presente e l'altro
no.
E' anche vero che i bambini hanno in genere una capacita' di
comprensione delle cose e delle situazioni spesso di gran lunga
superiore a quella che di consueto noi attribuiamo loro, per cui
saprebbero probabilmente comprendere tranquillamente le motivazioni di
determinati comportamenti dei genitori, se questi sono
sufficientemente sereni nello spiegarglieli.
> Ricordo comunque che il vescovo, un sant'uomo, si era parecchio
> arrabbiato quando aveva scoperto che spesso erano addirittura i nonni a
> partecipare a detti incontri, essendo abbastanza frequente che i bimbi
> frequentino il catechismo non nella propria parrocchia ma appunto in
> quella dei nonni dove vengono parcheggiati al pomeriggio.
Incontri serali o pomeridiani?
Perche', anche in questi casi, spesso il buon senso latita: se un
parroco fissa un incontro per i genitori alle 16:45, non puo' poi
andare a lamentarsi dal vescovo che siano i nonni a presenziare.
Ciao,
Marina
> Incontri serali o pomeridiani?
Ovviamente gli orari del catechismo sono il pi� possibile coincidenti
con il normale orario di lavoro.... per� gli incontri con i genitori e
figli al seguito vengono fatti alla sera o alla domenica mattina.
> Ovviamente gli orari �del catechismo sono il pi� possibile coincidenti
> con il normale orario di lavoro.... per� gli incontri con i genitori e
> figli al seguito vengono fatti alla sera o alla domenica mattina.
Se sono fatti alla sera viene uno dei due. Se sono fatto alla domenica
mattina viene chi non ha impegni in altri posti, a meno che non siano
uno o due in un anno.
M.
> >> Qualche tempo fa un amico mi raccontava che, a detti incontri in
> >> parrocchia, (solitamente dopo la messa domenicale delle 10) almeno la
> >> met� dei genitori presenti si trovava in una situazione matrimoniale
> >> "irregolare" o comunque non partecipavano in coppia.
>
> > Va bene, ma a me non interessano. Io ho gi� altri cammini ecclesiali.
>
> Pensati per la preparazione ai sacramenti?
No, infatti ho piacere che il bambino vada al catechismo in
parrocchia. Per� la domenica non ci sono e non ho tempo, voglia ed
interesse per gli incontri in parrocchia rivolti agli adulti. A meno
che siano molto occasionali.
M.
"Per� la domenica non ci sono e non ho tempo, voglia ed interesse per gli
incontri in parrocchia rivolti agli adulti. A meno che siano molto
occasionali."
ehm, domenica etimologicamente dovrebbe indicare il giorno del Signore ma
forse tu preferisci SunDay.
;-)
> "Per� la domenica non ci sono e non ho tempo, voglia ed interesse per gli
> incontri in parrocchia rivolti agli adulti. A meno che siano molto
> occasionali."
>
> ehm, domenica etimologicamente dovrebbe indicare il giorno del Signore ma
> forse tu preferisci SunDay.
Ci sono delle bellissime chiesette di montagna. :-)
Ci sono dei bellissimi incontri al Gruppo Abele.
Ed anche in parrocchia non c'� solo la Messa delle 10:00.
M.
>Il 29/05/2010 22:10, Marina ha scritto:
>
>> Ma a cosa servono questi "ritiri per genitori"?
>> La Prima Comunione non e' un percorso compiuto dai figli?
>> Mah...
>
>L'iniziazione cristiana � un percorso compiuto dai figli assieme ai
>genitori, che inizia dopo la preparazione al battesimo delle famiglie.
>Almeno dalle mie parti funziona cos�.
>Poi ovviamente c'� chi cerca scorciatoie e pensa che tutto sia dovuto
>ma l'itinerario proposto � serio e negli intenti dovrebbe coinvolgere
>non solo le singole famiglie ma l'intera comunit�.
Nessuno si decider� mai ad ammettere l'unica conclusione
ragionevolmente possibile: ovvero, che i sacramenti si dovrebbero
prendere da adulti.
Innanzi tutto, dovrebbero essere considerati come roba troppo
importante e troppo complessa per essere vissuta consapevolmente da un
bambino; e poi, in tal modo, sarebbe chiaro che chi vuole farli li
faper scelta individuale consapevole, e si uscirebbe finalmente
dall'impasse imbarazzante che li caratterizza attualmente.
Ovvero, il voler a tutti i costi conciliare il sostanziale
disinteresse delle famiglie per la vita spirituale, con la loro
finzione di "tenerci moltissimo alla formazione religiosa del figlio";
e inoltre, il voler conciliare il tentativo (spesso patetico) di
mantenere una parvenza di significato "comunitario", di fatto NON
vissuto realmente... con una concezione dei sacramenti come "diritto
individuale del cliente" a una sorta di servizio dovuto.
Sar� cruda, ma a me pare realistica.
Lisa
> Ci sono delle bellissime chiesette di montagna. :-)
Guarda dove eravamo domenica scorsa.
http://rete.comuni-italiani.it/foto/2008/wp-content/uploads/2009/02/90109-533x800-199x300.jpg
Invece domenica 9 maggio avevamo cambiato vallata.
http://www.vallivaldesi.it/immagini_trekking/mounastira03.jpg
M.
"In ogni caso.... fanno tenerezza questi tentativi della chiesa di
catechizzare chi si ritiene cattolico ma che forse non lo � affatto.
(...)"
ho avuto una impressione simile sentendo alcune omelie durante i funerali,
omelie in cui il celebrante si rendeva conto di avere davanti tanta gente,
battezzata, che a messa non ci andava mai. Una impressione la mia, di
alcune omelie funebri dove il celebrante non conosceva nessuno di chi
aveva davanti. :-(
> Invece domenica 9 maggio avevamo cambiato vallata.
e tu ereticaccio marini la parrocchia di don Alberto per andartene nelle
valli valdesi ?
;-)
ciao,
Mauro
>Marina aveva scritto:
>
>> > Si, pero' non sarebbe bello se il bambino domandasse: "Perche' il
>> > papa' / la mamma non vengono?"
>
>> bonaiuti: Non vedo alternative.
>> Giustamente gli incontri vengono aperti a tutti e del resto il parroco
>> non pu� obbligare un eventuale genitore recalcitrante a partecipare se
>> non vuole.
>
>No, certamente non esistono altre soluzioni
>La mia era solo una riflessione ad alta voce su quale messaggio si
>trasmetta a un bambino se vede che un genitore e' presente e l'altro
>no.
Scusate un attimo, eh, ma parliamoci in modo franco.
Per quale motivo un bambino "VUOLE" fare la Comunione?
Per slancio spontaneo di fede personale? Non credo.
Un bambino che si senta motivato a fare la Comunione, di solito, lo �
per due ragioni:
- o perch� � stata la famiglia stessa a presentargliela come una cosa
positiva e importante,
- oppure perch� "la fanno gli altri", e viene vista come una tappa
rituale della crescita, una tacca raggiunta, un'occasione per
"sentirsi grandi", esattamente come il passaggio dalle elementari alle
medie, o come il primo dente di latte perso.
Nel primo caso, se � vero che lo stimolo gli � arrivato dalla
famiglia, io trovo veramente raccapricciante che i genitori, di
propria iniziativa, spingano il bambino a intraprendere il percorso
del catechismo, dei sacramenti e di tutto il cucuzzaro annesso, SENZA
manifestare un minimo di adesione personale alla cosa, e anzi facendo
chiaramente vedere al figlio che la vivono come un dovere o come un
fastidio. E allora che ce l'hanno mandato a fare, cavolo? Non potevano
semplicemente evitare di proporglielo, non parlarne per niente in
casa, e ignorare il problema come l'avevano sempre ignorato prima?
Se invece il bambino l'ha chiesto di sua iniziativa (e a quell'et� il
chiederlo di sua iniziativa pu� significare una cosa sola: imitazione
e omologazione al gruppo), allora i genitori non devono assolutamente
sentirsi tenuti ad accontentarlo, e devono avere ben chiaro che la
decisione spetta a loro.
Se la considerano una scelta valida, acconsentono, ma spiegano
chiaramente al figlio che cosa comporta, e se la beccano anche loro;
se invece la considerano una cosa incompatibile con le loro
convinzioni, i loro principi, e l'educazione che hanno intenzione di
dare al figlio, allora tirano fuori un po' di energie e gli dicono di
no, motivando seriamente la scelta, e invitandolo a rinviare
l'iniziativa di qualche anno, a quando sar� pi� maturo da farla in
modo veraente autonomo.
Se poi la famiglia pensa realmente che la vera importanza della
Comunione sia quella di farla insieme a tutti gli amici della stessa
et�, e che a farla da grande non c'� pi� gusto... beh, allora che si
cuocia nel proprio brodo senza alcuno sconto.
Lisa
>On 30 Mag, 10:44, bonaiuti <nospam...@3009.com> wrote:
>
>> Credo che in quest'ottica vada collocato il giusto diniego del parroco
>> che probabilmente si � limitato a prendere atto del fatto che,
>> oggettivamente, se non si frequentano incontri e ritiri, si mina alla
>> base detta esperienza che � appunto pensata come comunitaria.
>
>E se non mi garba la comunit�, ma la voglio far conoscere a mio figlio
>perch� possa scegliere con cognizione?
Io continuo veramente a non capire questa concezione dei sacramenti
come "infarinatura per farsi una cultura generale sulla religione, in
modo da poter scegliere DOPO".
Ma il percorso dei sacramenti non dovrebbe essere riservato a persone
che sono GIA' cattoliche e che hanno GIA' accettato un atto forte di
appartenenza a quella Chiesa?
E soprattutto: per quale motivo non sono i cattolici stessi, per
primi, a offendersi e a ribellarsi contro una visione del genere, e
devo pensarci io a farglielo notare?
Lisa
Non sono d'accordo.
La capacit� di relazionarsi con Dio � fortissima anche nei bambini, in
modo sorprendentemente simile a quello degli adulti.
I bambini pregano e contemplano in forme diverse, ma in sostanza
identica.
Personalmente ne son certo.
Sia per l'esperienza fatta da catechista; sia di padre; e sia per
esperienza diretta e personale. Ho memorie nitidissime di epoche
davvero remote (anche sotto i tre anni). E della prima comunione
ricordo la preparazione, il rito, i pensieri. Avevo sette anni, e
pregavo come ora.
>Sia per l'esperienza fatta da catechista; sia di padre; e sia per
>esperienza diretta e personale. Ho memorie nitidissime di epoche
>davvero remote (anche sotto i tre anni). E della prima comunione
>ricordo la preparazione, il rito, i pensieri. Avevo sette anni, e
>pregavo come ora.
Ok, non lo metto in dubbio, ma evidentemente venivi da una famiglia di
credenti, e la preghiera te l'avevano insegnata loro. Se non avessi
avuto nessun esempio e stimolo familiare in tal senso, forse ci
saresti arrivato lo stesso per inclinazione personale tua, ma non
certo a sette anni, o tantomeno a tre.
Lisa
giusto. E' lo stesso in tutte le parrocchie serie.
In caso di malattia prolungata le catechiste si mobilitano per andare a fare
formazione nel luogo di ricovero, se possibile, altrimenti si posticipa.
Nella fattispecie sarebbe opportuno sentire tutte le campane, le assenze mi
sembrano giustificate; con un po' di buona volont� si poteva andare incontro
ai vari bisogni, tipo fare il catechismo alla bambina quando era libera
della compagnia alla nonna malata. A meno che non fosse troppo impegnate con
i corsi di musica, ginnastica artistica, etc.
> Bocciata in vista della comunione, anche perch� i
> genitori non hanno seguito con la figlia il percorso spirituale
> previsto dalla parrocchia, con una serie di incontri.
male. Salvo cause di forza maggiore (turni, malattia) l'accompagnamento �
d'obbligo.
> Lei, Valeria Ardig�, mamma di Margot Imeri e moglie dell'assessore
> allo Sport di Brignano Antonio Imeri (Lega Nord), non ha accettato in
> alcun modo quella che ritiene una discriminazione, e ha denunciato
> l'accaduto sulle pagine del Giornale di Treviglio.
comportamento infantile.
> Ma soprattutto ha
> chiesto "asilo" in una parrocchia della stessa diocesi di Cremona, di
> cui Brignano fa parte. "Senza alcun problema hanno dato la comunione a
> Margot il 13 maggio, a Casaletto di Sopra (nel Cremasco) - spiega
> Valeria Ardig� -. E' stata la soluzione migliore, il modo migliore di
> uscire da una vicenda che ritengo davvero negativa, che dimostra come
> a volte la chiesa sia chiusa e non aperta alle famiglie".
il vescovo di cremona dovrebbe far commissariare tale parrocchia.
y
Funerali, prime comunioni, matrimoni e cresime.
La chiesa improvvisamente si riempie di atei e apostati
Un po' pi� pii, anche se siamo l�, a Pasqua, Natale, Capodanno e grandi
feste comandante.
Ma anche tra quelli che vanno a messa ogni domenica c'� gente che non �
cattolica ma non lo sa.
>Perche' la Chiesa cattolica non ammette questo fatto e non consente
>che determinate esperienze (dalla celebrazione del matrimonio ai
>sacramenti) siano vissute all'interno di quella che per il fedele
>rappresenta la *sua* comunita' ?
Comunque a me risulta che in molte realt� questo si possa fare.
Esistono dei gruppi che fanno riferimento a conventi e non a
parrocchie, ad esempio...
> e tu ereticaccio marini la parrocchia di don Alberto per andartene nelle
> valli valdesi ?
Conosco un ristorantino...
M.
> Nella fattispecie sarebbe opportuno sentire tutte le campane, le assenze mi
> sembrano giustificate; con un po' di buona volont�...
Molto sovente non esiste. Si pretende che il bambino vada al
catechismo in orario strano (per esempio sabato alle 15:00) e poi sia
in chiesa la domenica mattina alle 10:30 ed in oratorio almeno una
domenica dopo pranzo ogni due.
Per esempio a Rivarolo Canavese (TO) tutta la squadra pulcini della
Rivarolese (maschile e femminile) ha dovuto ricevere la prima
comunione fuori parrocchia perch� le partite dei "pulcini" in tutta
l'Italia sono di sabato pomeriggio ed il parroco si � rifiutato di
fare una classe in settimana per i piccoli calciatori.
> > Bocciata in vista della comunione, anche perch� i
> > genitori non hanno seguito con la figlia il percorso spirituale
> > previsto dalla parrocchia, con una serie di incontri.
>
> male. Salvo cause di forza maggiore (turni, malattia) l'accompagnamento �
> d'obbligo.
E se non ci puoi andare perch� sei agli incontri di CL, canti nel coro
del Duomo o sei un istruttore del CAI?
M.
> Comunque a me risulta che in molte realt� questo si possa fare.
> Esistono dei gruppi che fanno riferimento a conventi e non a
> parrocchie, ad esempio...
Non vi si possono celebrare battesimi, prime comunioni e cresime, ed
anche per i matrimoni � difficile che ti diano il permesso, se hai un
reddito inferiore ad un milioncino di Euro. Se ti chiami Serbelloni
Mazzanti Viendalmare non c'� problema.
M.
> Nessuno si decider� mai ad ammettere l'unica conclusione
> ragionevolmente possibile: ovvero, che i sacramenti si dovrebbero
> prendere da adulti.
Perch�? tu decidi cosa dare da mangiare ai tuoi figli solo dopo hanno
raggiunto la maggiore et�?
per un cristiano esiste anche un bene non materiale molto importante, pari
al cibo, che va condiviso con i figli ed il cammino sacramentale � questo.
Da grande poi uno ha il diritto|dovere di confermare o meno quanto hanno
deciso i genitori per il suo bene.
> Innanzi tutto, dovrebbero essere considerati come roba troppo
> importante e troppo complessa per essere vissuta consapevolmente da un
> bambino;
infatti esistono la famiglia anche perch� si prenda carico dell'immaturit�,
presunta, del figlio.
> e poi, in tal modo, sarebbe chiaro che chi vuole farli li
> faper scelta individuale consapevole, e si uscirebbe finalmente
> dall'impasse imbarazzante che li caratterizza attualmente.
che imbarazzo? se credi in Cristo segui il cammino formativo che ti propone
la comunit�. Cammino che nasce dalal consapevolezza della non pi� esistenza
della cristianit�.
Semmai l'imbarazzo � di chi vuole senza capire, perch� � tradizione o peggio
ancora vuole dare lezione senza minimamente condividere certe proposte.
> Ovvero, il voler a tutti i costi conciliare il sostanziale
> disinteresse delle famiglie per la vita spirituale, con la loro
> finzione di "tenerci moltissimo alla formazione religiosa del figlio";
appunto quanto fa la comunit� � aiutare le famiglie a discernere ed
accompagnare. Il cammino formativo per i bambini � spesso divenuto un
momento importante per molte famiglei per riscoprire e rafforzare la propria
fede. Anzi in alcuni casi � stato proprio l'occasione per avvicinarsi alla
chiese e cambiare rotta. Pi� di una coppia di fatto ha poi deciso di
sigillare l'amore coniugale con un s� definitivo davanti all'altare, e
propri oin occasione del battesim odel gilio.
certo sono "cose" che spaventano a morte i materialisti supponenti. Per�
capita.
> e inoltre, il voler conciliare il tentativo (spesso patetico) di
> mantenere una parvenza di significato "comunitario",
ma stai un po' tranquilla, perch� di patetico c'� ben altro. la fatica di
vivere comunitariamente certe scelte esiste, come esiste la volont� di molti
di impegnarsi in una realt� ben pi� ricca di gioie della moderna "ci sono
solo io e mi faccio i cazzi miei". Nessuno ti obbliga a condividere i miei
valori, ma definire "spesso patetici" gli sforzi che tante persone fanno per
condividere tempo, beni, preghiere, educazione � abbastanza irritante.
> di fatto NON
> vissuto realmente... con una concezione dei sacramenti come "diritto
> individuale del cliente" a una sorta di servizio dovuto.
di FATTO capita che anche sia vissuto realemnte con il pieno coinvolgimento
di tutto. di FATTA, a me basta che ci si tenti, almeno.
> Sar� cruda, ma a me pare realistica.
y.
> E se non ci puoi andare perch� sei agli incontri di CL, canti nel coro
> del Duomo o sei un istruttore del CAI?
amen
> Anzi in alcuni casi � stato proprio l'occasione per avvicinarsi alla
> chiese e cambiare rotta. Pi� di una coppia di fatto ha poi deciso di
> sigillare l'amore coniugale con un s� definitivo davanti all'altare, e
> propri oin occasione del battesim odel gilio.
Funziona se c'� un dialogo, non se c'� il conteggio delle crocette sul
registro dei presenti.
M.
> > E se non ci puoi andare perch� sei agli incontri di CL, canti nel coro
> > del Duomo o sei un istruttore del CAI?
>
> amen
Appunto. Il problema � quanti sono ed a che ora sono.
Il precedente e rimpianto parroco ne faceva due ogni anno, di domenica
dalle 10:00 alle 17:00, con pranzo in parrocchia. Se sono due ogni
anno, e comunicati con mesi di anticipo, ti tieni libero. Se sono
tutti i sabati te ne freghi.
M.
>
> Ok, non lo metto in dubbio, ma evidentemente venivi da una famiglia di
> credenti, e la preghiera te l'avevano insegnata loro. Se non avessi
> avuto nessun esempio e stimolo familiare in tal senso, forse ci
> saresti arrivato lo stesso per inclinazione personale tua, ma non
> certo a sette anni, o tantomeno a tre.
E quando si raggiunge questo grado di maturitᅵ?
Personalmente incontro spesso persone, intorno ai trent'anni, che si
lamentano d'essersi sposate davanti a Dio senza una vera consapevolezza,
per tradizione o perchᅵ lo voleva la nonna.
A mio parere, non ᅵ affatto sbagliato dare ai bimbi la possibilitᅵ di
intraprendere il percorso verso ai sacramenti anche se forse non lo
capiscono appieno o se la famiglia vi acconsente solo per gli aspetti
folkloristici collegati.
Certamente ᅵ vero che, assunto comunque un impegno, la famiglia dovrebbe
comportarsi di conseguenza ma ciᅵ non ᅵ nᅵ automatico nᅵ scontato.
Nel caso in cui non c'ᅵ un adeguato accompagnamento dei genitori, cosa
dovrebbe fare la chiesa?
Negare i sacramenti?
Ora, capisco che possano essere in qualche caso rinviati e che si debba
agire con fermezza, perᅵ non bisogna dimenticare che i sacramenti sono
unp strumento salvifico che permette alla grazia di Dio, donataci da
Cristo, di operare in noi attraverso lo Spirito. Come dice il catechismo
il frutto dei sacramenti ᅵ che "lo Spirito di adozione deifica i fedeli
unendoli vitalmente" al Salvatore.
Capisco che per un non credente questa possa suonare come un'immensa
balordaggine, ma, se con onestᅵ ci si mette nei panni di un sacerdote,
credo si possa facilmente capire quanta difficoltᅵ possa esserci nel
rifiutare il battesimo, la comunione o la cresima ad un bimbo.
In altri termini, i bimbi forse non capiscono, i genitori magari vedono
nel catechismo un utile parcheggio pomeridiano ma il prete sa
perfettamente cosa sta negando o concedendo ed inoltre sa che non si puᅵ
affatto porre i sacramenti sullo stesso piano di altri comportamenti
sociali che non hanno, nᅵ possono avere, alcunchᅵ di soprannaturale. Non
bisogna infatti dimenticare che non c'ᅵ nulla di terreno nel pensare che
lo Spirito di Dio possa agire in noi attraverso uno "strumento sacro".
Si tratta di un'altra e ben diversa dimensione dove avviene quel
contatto premesso dai sacramenti.
Insomma i sacramenti non sono richiudibili nella scatola di un gioco di
societᅵ sulla quale la dicitura "adatto per bambini dagli x agli y anni"
risulta sbagliata.
Saluti
--
La strategia di Satana ᅵ questa: a chi ᅵ buono gli toglie l'intelligenza
e gli dᅵ tanta buona volontᅵ in modo tale che con tanta buona volontᅵ, a
> Capisco che per un non credente questa possa suonare come un'immensa
> balordaggine, ma, se con onest� ci si mette nei panni di un sacerdote,
> credo si possa facilmente capire quanta difficolt� possa esserci nel
> rifiutare il battesimo, la comunione o la cresima ad un bimbo.
Eppure c'�.
M.
Se c'�, sbaglia.
Per� fortunatamente, come a volte ricorda anche il mio vescovo, gli
uomini non sono alberi: non hanno radici e possono agevolmente spostarsi.
Saluti
--
La strategia di Satana � questa: a chi � buono gli toglie l'intelligenza
e gli d� tanta buona volont� in modo tale che con tanta buona volont�, a
>
> Ok, non lo metto in dubbio, ma evidentemente venivi da una famiglia di
> credenti, e la preghiera te l'avevano insegnata loro. Se non avessi
> avuto nessun esempio e stimolo familiare in tal senso, forse ci
> saresti arrivato lo stesso per inclinazione personale tua, ma non
> certo a sette anni, o tantomeno a tre.
>
Non sono d'accordo. Quella et� � un periodo non pi� recuperabile per la
comprensione della relazione con la divinit�. Diversamente da noi, i bambini
sono flessibili e perfettamente in grado di recepire informazioni
apparentemente in contrasto tra di loro producendo una loro personale
sintesi.
Io posso benissimo parlare loro della creazione descritta nella Bibbia e
cinque minuti dopo spiegare il ruolo dei batteri nella formazione
dell'ossigeno sulla terra. Comprendono benissimo le differenze ed i
conflitti e affrontano lo svilupparsi di ogni argomento, di volta in volta,
*come se fosse vero* con un interessante applicazione dello spirito critico.
Crescendo faranno le loro scelte e scremando ed approfondendo rispetto ai
loro interessi. Potranno anche non credere in Dio ma lo sguardo sulla
sacralit� che avranno appreso dai loro genitori non li abbandoner� mai pi�.
--
IMe
> Se c'�, sbaglia.
In Piemonte � pieno.
> Per� fortunatamente, come a volte ricorda anche il mio vescovo, gli
> uomini non sono alberi: non hanno radici e possono agevolmente spostarsi.
Mica tanto...
In particolare per battesimo e cresima, che DEVONO essere amministrati
in parrocchia. A norma di CJC.
M.
Ma suvvia..forse in un bambino su 1 milione. Gli altri hanno altro a
cui pensare.
Ciao
L.
>
> > ossia legare l'idoneit� alle presenze/assenze senza invece accertarsi
> > dell'effettiva preparazione � cosa che a me fa storcere il naso.
>
> Vista anche la particolare situazione familiare della bambina, il
> parroco mi pare in effetti troppo fiscale.
Beh, la scusa della nonna malata mi pare un po' abusata, no?
L.
>
>
> �Non sono d'accordo. Quella et� � un periodo non pi� recuperabile per la
> comprensione della relazione con la divinit�.
Cioe' intendi che i bambini possono senza problemi credere ai Pokemon,
a Dio, a BabboNatale e la Befana?
>Diversamente da noi, i bambini
> sono flessibili e perfettamente in grado di recepire informazioni
> apparentemente in contrasto tra di loro producendo una loro personale
> sintesi.
direi anche personalissima...
>
> Io posso benissimo parlare loro della creazione descritta nella Bibbia e
> cinque minuti dopo spiegare il ruolo dei batteri nella formazione
> dell'ossigeno sulla terra. Comprendono benissimo le differenze ed i
> conflitti e affrontano lo svilupparsi di ogni argomento, di volta in volta,
> *come se fosse vero* con un interessante applicazione dello spirito critico.
Del tipo che continuano a credere a Babbo Natale finche arrivano i
regali?
>
> Crescendo faranno le loro scelte e scremando ed approfondendo rispetto ai
> loro interessi. Potranno anche non credere in Dio ma lo sguardo sulla
> sacralit� che avranno appreso dai loro genitori �non li abbandoner� mai pi�.
Per avere uno "sguardo sulla sacralita'" bisogna essere cresimati e
di rito Cattolico?
ciao
L:
> > Vista anche la particolare situazione familiare della bambina, il
> > parroco mi pare in effetti troppo fiscale.
>
> Beh, la scusa della nonna malata mi pare un po' abusata, no?
Non non l'abbiamo neanche accampata. Andiamo a pranzo dai nonni che,
per essere sugli ottanta, stanno benissimo. Non metta le riunioni alle
11 della domenica.
M.
Gi� fatto catechismo a dei bambini?
>Ora, capisco che possano essere in qualche caso rinviati e che si debba
>agire con fermezza, per� non bisogna dimenticare che i sacramenti sono
>unp strumento salvifico che permette alla grazia di Dio, donataci da
>Cristo, di operare in noi attraverso lo Spirito.
Bene, fin qui ti seguo.
Ma allora, se la concezione di fondo � che i sacramenti hanno un
effetto soprannaturale che esiste lo stesso, che arriva lo stesso e
che "funziona" lo stesso ANCHE se chi li riceve non ne � consapevole e
non vi � preparato... allora, detto onestamente, a che serve tutto
questo carrozzone di anni e anni di catechismo, coinvolgimento dei
genitori, pretese di "vita comunitaria" che invece quasi nessuno sente
realmente?
Se l'unica cosa importante � che il sacramento, al bambino, gli arrivi
comunque e via, anche se lui non ci ha capito niente e alla famiglia
importa ancora meno... allora non sarebbe pi� coerente farglieli fare
tutti insieme da piccolissimi (come gi� si fa col battesimo), senza
catechismo e senza impegni "superflui"?
Non � una provocazione, � una domanda seria.
Lisa
>
>"Lisa" <ari...@spammatialtrove.spl.at> ha scritto nel messaggio
>news:4c02b9ed...@news6.edisontel.com...
>
>> Nessuno si decider� mai ad ammettere l'unica conclusione
>> ragionevolmente possibile: ovvero, che i sacramenti si dovrebbero
>> prendere da adulti.
>
>Perch�? tu decidi cosa dare da mangiare ai tuoi figli solo dopo hanno
>raggiunto la maggiore et�?
>per un cristiano esiste anche un bene non materiale molto importante, pari
>al cibo, che va condiviso con i figli ed il cammino sacramentale � questo.
Infatti qua non si stava parlando di genitori cristiani consapevoli di
questo e convinti della sua importanza.
Si stava parlando di genitori che vedono i sacramenti come un
adempimento automatico da rivendicare come un diritto... e che
contestualmente vedono il catechismo come una noiosa trafila superflua
(uno dei tanti impegni che vanno ad aggiungersi a quelli della scuola,
dello sport e delle attivit� creative varie infantili), e la richiesta
di coinvolgimento familiare come un fastidio.
Non vedo cosa c'entri la fede, in effetti, e tantomeno il cammino
spirituale condiviso.
..Lisa
> Si stava parlando di genitori che vedono i sacramenti come un
> adempimento automatico da rivendicare come un diritto... e che
> contestualmente vedono il catechismo come una noiosa trafila superflua
> (uno dei tanti impegni che vanno ad aggiungersi a quelli della scuola,
> dello sport e delle attivit� creative varie infantili), e la richiesta
> di coinvolgimento familiare come un fastidio.
Per� c'� una terza categoria, intermedia. Quelli che non gliene frega
niente, ma vogliono che il figlio vada al catechismo per poter
conoscere e decidere con cognizione.
M.
Sicuro?
Dalle mie parti si pu� chiedere di ricevere i sacramenti anche in una
parrocchia diversa. Nico per esempio ha frequentato il catechismo ed �
stato cresimato in una chiesa di una parrocchia diversa da quella di
appartenenza.
Che � esattamente l'obiezione fatta da me poco pi� sopra: ovvero, �
corretto (ed � RISPETTOSO della fede sincera) che un sacramento sia
considerato "una blanda infarinatura di cultura generale" sulla
religione, senza alcuna conseguenza reale sulla persona?
Ovvero, qualcosa che si fa perch� "tanto non costa nulla" e che poi,
eventualmente si potr� benissimo rifiutare o ignorare in seguito,
perch� tanto non comporta nessun impegno morale a lungo termine.
Se ai cattolici va bene, e preferiscono avallare e incoraggiare questa
visione pur di avere pi� gente comunicata e cresimata, contenti loro.
Io francamente sarei perplessa.
Lisa
> > In particolare per battesimo e cresima, che DEVONO essere amministrati
> > in parrocchia. A norma di CJC.
> Dalle mie parti si pu� chiedere di ricevere i sacramenti anche in una
> parrocchia diversa. Nico per esempio ha frequentato il catechismo ed �
> stato cresimato in una chiesa di una parrocchia diversa da quella di
> appartenenza.
Devi avere il permesso del tuo parroco.
M.
> Del tipo che continuano a credere a Babbo Natale finche arrivano i
> regali?
Noi gli abbiamo sempre detto che i regali erano fatti dai grandi ai
bambini per commemorare la nascita di Ges�.
A scuola in 1� elementare c'era stato un vivace dibattito fra i
bambini.
M.
>
> Ma allora, se la concezione di fondo ᅵ che i sacramenti hanno un
> effetto soprannaturale che esiste lo stesso, che arriva lo stesso e
> che "funziona" lo stesso ANCHE se chi li riceve non ne ᅵ consapevole e
> non vi ᅵ preparato... allora, detto onestamente, a che serve tutto
> questo carrozzone di anni e anni di catechismo, coinvolgimento dei
> genitori, pretese di "vita comunitaria" che invece quasi nessuno sente
> realmente?
Non credo sia sbagliato proporre la via migliore da seguire.
Se c'ᅵ la possibilitᅵ fare le cose per bene e quindi di educare ed
accompagnare i bimbi durante questo percorso, perchᅵ non farlo?
Io credo sia un dovere della chiesa proporre il meglio alle persone che
la interpellano, cercando di armonizzare regole ed accoglienza.
Se poi vi sono persone che non colgono o non vogliono cogliere questa
opportunitᅵ, la chiesa da un lato non puᅵ certo obbligarle ma dall'altro
non puᅵ scacciare i bimbi per colpa della scarsa o inconsistente fede
dei genitori.
Se per mille motivi che magari nemmeno c'entrano con la religione, una
mamma ed un papᅵ (o solo uno dei due) vanno dal parroco per chiedere i
sacramenti per il figlio, ciᅵ per lui costituisce comunque
un'opportunitᅵ, un bene che non puᅵ essere subordinato al comportamento
dei terzi. Ciᅵ non esime il parroco a chiedere con forza di rispettare
tempi e regole, di frequentare il catechismo, gli incontri, la messa etc
etc... perᅵ non credo che la mancata osservanza di dette norme debba o
possa autorizzare il rifiuto totale dei sacramenti (cosa diversa dal
rinviarli di qualche mese). Non perchᅵ questi siano un diritto ma perchᅵ
sono un aiuto, una medicina, insostituibile per la fede.
> Se l'unica cosa importante ᅵ che il sacramento, al bambino, gli arrivi
> comunque e via, anche se lui non ci ha capito niente e alla famiglia
> importa ancora meno... allora non sarebbe piᅵ coerente farglieli fare
> tutti insieme da piccolissimi (come giᅵ si fa col battesimo), senza
> catechismo e senza impegni "superflui"?
Non ho mai fatto il catechista (nemmeno potrei) perᅵ non credo che si
incontrino spesso bimbi che non ci hanno capito niente.
Anzi, ho l'impressione che i bambini siano molto piᅵ aperti
all'esperienza religiosa di quanto non sia la maggior parte degli adulti
con tutte le sovrastrutture che si portano dietro.
E comunque se anche ci fosse qualche bimbo del tutto inconsapevole di
quanto fa, ciᅵ non esime la Chiesa dall'offrire una seria proposta
formativa a tutti gli altri.
Non *uno* sguardo ma *lo* sguardo dei loro genitori.
--
IMe
E' poco pi� che una formalit�.
Del resto cosa potrebbe fare? Trattenerti a forza? Mettere un cecchino
sul campanile che spara nella schiena dei dissidenti?
E comunque sia, ho personalmente visto due genitori far battezzare la
bimba in una parrocchia diversa perch� il parroco aveva "imposto" loro
ben due, dicesi due, incontri formativi serali e la cerimonia
comunitaria insieme ad altri pargoletti. Il battesimo peraltro � poi
avvenuto senza che il parroco sapesse nulla.
>On 31 Mag, 12:36, "ltortuga2...@yahoo.it" <ltortug...@gmail.com>
>wrote:
>
>> Del tipo che continuano a credere a Babbo Natale finche arrivano i
>> regali?
>
>Noi gli abbiamo sempre detto che i regali erano fatti dai grandi ai
>bambini per commemorare la nascita di Ges�.
>
Vedrai che adesso ti sbranano, perch� hai violato un tab� sacrale
italico molto pi� importante di qualsiasi principio religioso.
Aver negato ai bambini la Fondamentale Esperienza di Vita di credere
in Babbo Natale non viene perdonato da nessuno :)
Lisa
> Vedrai che adesso ti sbranano, perch� hai violato un tab� sacrale
> italico molto pi� importante di qualsiasi principio religioso.
Mi sono difeso a colpi di crocifisso. :-)
M.
> > Devi avere il permesso del tuo parroco.
>
> E' poco pi� che una formalit�.
> Del resto cosa potrebbe fare? Trattenerti a forza? Mettere un cecchino
> sul campanile che spara nella schiena dei dissidenti?
A noi l'avevano negato. E non solo a noi.
M.
>Se poi vi sono persone che non colgono o non vogliono cogliere questa
>opportunit�, la chiesa da un lato non pu� certo obbligarle ma dall'altro
>non pu� scacciare i bimbi per colpa della scarsa o inconsistente fede
>dei genitori.
Ripeto: ma PERCHE' il bimbo dovrebbe arrivare spontaneamente a
formulare l'esigenza di ricevere i sacramenti, se non vi � stato
esplicitamente spinto dai genitori?
Posso capire un adolescente, ma perch� un bambino di sette anni
dovrebbe aspirare tanto caldamente a qualcosa di cui non sente parlare
in casa, e che intorno a lui non viene considerata importante? Solo
perch� vede che lo fanno gli amici? Boh, allora non mi sembra una
motivazione tanto spirituale, abbi pazienza!
Lisa
Non conosco le norme a riguardo per� ho l'impressione che si tratti pi�
che altro di regole di buona creanza fra parroci.
Del resto, Nico ha frequentato il catechismo in due parrocchie diverse
ma nessuna delle due � "geograficamente" la sua vera parrocchia, il cui
parroco non � mai nemmeno stato interpellato, anzi all'epoca non sapevo
nemmeno di preciso chi fosse.
> Ripeto: ma PERCHE' il bimbo dovrebbe arrivare spontaneamente a
> formulare l'esigenza di ricevere i sacramenti, se non vi ᅵ stato
> esplicitamente spinto dai genitori?
Se alla tua porta bussa un bimbo che ha sete indaghi il perchᅵ ha sete o
gli dai da bere?
> > Ciao
> > L.
>
> Gi� fatto catechismo a dei bambini?
Non proiettare sui bambini quello che esiste nella tua testa a causa
della tua fede.
In particolare, riguardo al senso di sacralita': ricordo le classi di
catechismo e le messe a cui ho partecipato io, ricordo le esperienze
di almeno due catechisti in famiglia.
E i bambini sceglierebbero i Pokemon tutti i giorni e due volte la
Domenica.
Ciao
L.
Categoria confusa gia' in partenza: a quanti catechismi mandano i
figli per avere un po' di cognizione?
;-)
Ciao
L.
> Se alla tua porta bussa un bimbo che ha sete indaghi il perch� ha sete o
> gli dai da bere?
anche se non esplicita che ha sete.
y
> E i bambini sceglierebbero i Pokemon tutti i giorni e due volte la
> Domenica.
>
> Ciao
> L.
Ho capito. Non hai mai fatto catechismo a dei bambini.
> Funziona se c'� un dialogo, non se c'� il conteggio delle crocette sul
> registro dei presenti.
bisogna essere in due per parlarsi. Non sempre i sordi stanno dalla parte
che pensi tu.
y
La religione � questa.
Una continua scelta. Giorno per giorno.
Cammini, corri, cadi ti rialzi.
Ti siedi, te ne vai per conto tuo, ritorni.
Potrei dire che la religione sta all'essere cittadini come la semplice
convivenza sta al matrimonio.
Un mondo senza pi� carte bollate � pi� bello.
>
> > Se alla tua porta bussa un bimbo che ha sete indaghi il perch� ha sete o
> > gli dai da bere?
>
> anche se non esplicita che ha sete.
>
La sete, come la fame, e' esigenza primaria di qualsiasi essere
vivente, la richiesta di ricevere un sacramento direi proprio di no.
Ma se mi portate un aborigeno australiano o un indio dell'Amazzonia
che di punto in bianco ha cominciato a chiedere di essere battezzato
cambio prontamente idea.
E non dubito che la spiritualita' di questi ultimi sia superiore a
quella di un ragazzino.
Saluti
L.
come la sete d'infino che alberga in ogni cuore.
mi spiace che la sua tua concezione di vita sia monodimensionale.
> vivente, la richiesta di ricevere un sacramento direi proprio di no.
> Ma se mi portate un aborigeno australiano o un indio dell'Amazzonia
> che di punto in bianco ha cominciato a chiedere di essere battezzato
> cambio prontamente idea.
nemmeno se vedessi uno risorgere dai morti, cmabieresti idea. :cit
> E non dubito che la spiritualita' di questi ultimi sia superiore a
> quella di un ragazzino.
superiore, inferiore?
y
> > Funziona se c'� un dialogo, non se c'� il conteggio delle crocette sul
> > registro dei presenti.
>
> bisogna essere in due per parlarsi. Non sempre i sordi stanno dalla parte
> che pensi tu.
Ho l'impressione che a Torino vada peggio che a Milano.
Hahho rifiutato la mia disponibilit� a fare catechismo in settimana a
quelli che non potevano di domenica ed a Rivarolo hanno detto
chiaramente che se volevano ricevere la Prima Comunione e la Cresima
dovevano rinunciare al campionato di calcio.
M.
> Per quale motivo un bambino "VUOLE" fare la Comunione?
> Per slancio spontaneo di fede personale? Non credo.
E' possibile, invece.
Da bambina avvertii da sola la sete di Dio, pur provenendo da una
famiglia con padre totalmente disinteressato alle questioni religiose
e madre che all'epoca andava a messa forse solo a Natale.
Per me fu fondamentale l'esperienza scout
> Un bambino che si senta motivato a fare la Comunione, di solito, lo �
> per due ragioni:
> - o perch� � stata la famiglia stessa a presentargliela come una cosa
> positiva e importante
Se per i genitori la Comunione e' realmente significativa, e'
difficile che non aderiscano personalmente al cammino di fede del
figlio.
> Se invece il bambino l'ha chiesto di sua iniziativa (e a quell'et� il
> chiederlo di sua iniziativa pu� significare una cosa sola: imitazione
> e omologazione al gruppo), allora i genitori non devono assolutamente
> sentirsi tenuti ad accontentarlo, e devono avere ben chiaro che la
> decisione spetta a loro.
>
> Se la considerano una scelta valida, acconsentono, ma spiegano
> chiaramente al figlio che cosa comporta, e se la beccano anche loro;
Scusa, perche' ?
Ho letto di genitori atei o agnostici che hanno acconsentito alla
richiesta dei figli di frequentare il catechismo, ma hanno chiarito
bene sia ai bambini, sia al parroco, la loro posizione e che non
avevano la benche' minimia intenzione di essere coinvolti in funzioni
religiose, incontri e cose simili.
Il catechismo era una scelta del figlio e tale doveva restare.
A me questo pare un compromesso rispettoso fra le convinzioni del
genitore e i desideri del figlio.
Ciao,
Marina
>Potrei dire che la religione sta all'essere cittadini come la semplice
>convivenza sta al matrimonio.
>Un mondo senza pi� carte bollate � pi� bello.
Appunto, allora bisognerebbe cominciare a prendere le distanze proprio
da quelli che considerano i sacramenti proprio come una specie di
bollo sulla carta... con il battesimo che � doveroso perch�
"altrimenti poi la gente pensa che facciamo crescere il figliolo come
una bestiolina", o la cresima che "si sa benissimo che � una gran
rottura di scatole, ma tocca farla, altrimenti poi non ti fanno
sposare in chiesa".
Lisa
> Yunan: il vescovo di cremona dovrebbe far commissariare tale parrocchia.
Stai scherzando, spero.
Ciao,
Marina
> Lisa: Comunque a me risulta che in molte realt� questo si possa fare.
> Esistono dei gruppi che fanno riferimento a conventi e non a
> parrocchie, ad esempio...
Qui in Piemonte sono fiscalissimi.
Conosco ragazzi che avevano seguito ***per anni e anni*** catechesi e
corsi di approfondimento per adulti presso monasteri o che si erano
conosciuti e innamorati prestando servizio al Cottolengo oppure al
SER.MI.G: alla loro richiesta di sposarsi in questi luoghi, la
risposta della curia e' sempre stata un secco "no".
Ciao,
Marina
>Scusa, perche' ?
>Ho letto di genitori atei o agnostici che hanno acconsentito alla
>richiesta dei figli di frequentare il catechismo, ma hanno chiarito
>bene sia ai bambini, sia al parroco, la loro posizione e che non
>avevano la benche' minimia intenzione di essere coinvolti in funzioni
>religiose, incontri e cose simili.
>Il catechismo era una scelta del figlio e tale doveva restare.
>A me questo pare un compromesso rispettoso fra le convinzioni del
>genitore e i desideri del figlio.
Gli stessi genitori (atei, agnostici, ma soprattutto quelli cattolici)
reagirebbero con tanta naturalezza e tanto aplomb se il figlio, di
quella stessa et�, annunciasse di volersi convertire all'Islam?
Accetterebbero la sua scelta senza obiezioni, come "compromesso
rispettoso", purch� non venga richiesto anche a loro di essere
coinvolti nelle attivit� della moschea, ma lasciando che il ragazzino
se le gestisca da solo, in quanto scelta sua? A SETTEanni? O anche a
dieci o undici?
Francamente, non credo.
Immagino che nella maggior parte dei casi la reazione sarebbe di
divieti, minacce e anatemi sul genere del "ma sei pazzo? non pensarci
nemmeno! Se continui a dire 'ste scemenze ti gonfio di botte"...
....e nel migliore dei casi, invece, il bambino verrebbe amorevolmente
e rispettosamente preso da parte, e gli si direbbe: "Ti interessa la
religione musulmana? Bene, prima STUDIA, per qualche anno, la lingua
araba, la storia dell'islam, il contenuto del Corano, vai a parlare
con qualcuno che se ne intenda, comincia ad avvicinarti a qualche
comunit� musulmana con la massima cautela, ma SENZA farne parte,
chiedendo che ti consentano di frequentarla solo come ospite esterno,
e cercando sempre anche il parere di qualche altra campana... e POI
eventualmente, quando sarai pi� maturo, se proprio sarai ancora
convinto, ti convertirai".
E mi sembrerebbe perfettamente ragionevole, peraltro.
Per�, francamente, dubito che ci sarebbero tutte 'ste famiglie che
acconsentirebbero di buon grado a mandare il bambino in moschea, a
fargli seguire corsi di "catechismo" islamico (non so se esista e di
sicuro non si chiama cos�, ma ci siamo capiti)... in base al principio
che "� giusto rispettare la sua scelta, purch� non venga chiesto
impegno diretto a noi".
Ora, con tutta la buona volont�, non capisco perch� mai da un ateo o
da un agnostico, che percepisce il cattolicesimo come una cosa TANTO
LONTANA QUANTO L'ISLAM, ci si aspetta una reazione completamente
diversa di fronte a un figlio che annuncia di volersi convertire al
cattolicesimo. Ovvero, dovrebbe assecondare e avallare questa sua
scelta senza fare niente per opporsi, in nome di un "compromesso
rispettoso", mentre con altre religioni non se ne parla proprio.
I casi sono due: perch� un ateo o un agnostico dovrebbe comunque
condividere l'assunto di fondo che "il cattolicesimo � una religione
accettabile mentre l'islam no"? Non mi spiego il perch�, francamente.
Oppure si dovrebbe avere il coraggio di ammettere che la differenza �
solo sociale e conformista, perch� in Italia anche un non credente
dovrebbe essere abituato a considerare il cattolicesimo come
"religione normale" mentre le altre no? In tal caso, la motivazione
sarebbe parecchio triste.
E al posto dell'islam metteteci pure altre religioni pi� o meno
esotiche, eh. Assecondereste un bambino di sette anni che vuole
assolutamente diventare induista, o magari wiccano? :)
Lisa
Marina, sul forum che tu sai, ricordo di aver incrociato di sicuro
almeno una mamma che affermava tranquillamente che i suoi figli
stessero facendo tutto il percorso del catechismo e dei sacramenti "in
una comunit� gestita dai Gesuiti", senza fare riferimento ad alcuna
parrocchia.
Lisa