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La sposa, la canna e la Rota

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bonaiuti

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Feb 16, 2008, 12:26:20 PM2/16/08
to
MARITO DROGATO, NOZZE NULLE PER SACRA ROTA. ANCHE PER LO STATO
Cresciuta in una famiglia 'all'anticà, in un piccolo comune di poco
più di 15muila abitanti. Nozze in abito bianco, il coronamento di un sogno e
poi la scoperta: il marito faceva uso di droghe leggere. Da qui la scelta:
annullare tutto, attraverso lo Stato e la Chiesa. E' così che si sono unite
e poi divise le vite di O.P., originaria di Eboli (Salerno), e R.M., 42
anni. Era il 4 luglio del 1993, quando si sposarono. Un matrimonio
tradizionale, celebrato col vestito bianco e la chiesa piena di fiori e
tanti invitati, scelti tra gli amici e i parenti. Un matrimonio celebrato
nel cuore dell'entroterra salernitano, a Campagna, comune di 15 mila
abitanti dove i valori che contano sono ancora quelli di una realtà rurale
fortemente orgogliosa della propria storia e delle proprie usanze. Del
resto, anche lei, O.P., che all'epoca delle nozze aveva 24 anni ed era
cresciuta in una famiglia "all'antica", legata alle tradizioni della sua
terra di origine, all'interno della quale dominava la figura del padre,
autentico modello di "pater familias", rigido e autoritario, era certa che
quelle nozze sarebbero state il suggello di un amore, ma soprattutto la
nascita di una nuova e numerosa famiglia. Ma con il passare dei mesi, lei ha
scoperto, un po' alla volta, che il suo uomo frequentava strani giri e,
soprattutto, faceva uso di droghe leggere. Una scoperta inconciliabile con
l'educazione che suo padre le aveva trasmesso fin da piccola.

Da qui, la decisione di separarsi e la scelta di rivolgersi alla Sacra
Rota, per annullare un matrimonio macchiato da un segreto tenutole nascosto
per troppo tempo. Dopo la sentenza del Tribunale Ecclesiastico
Interdiocesano Salernitano- Lucano, il 27 marzo del 2004, e la ratifica del
Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano, la sentenza veniva alla fine
dichiarata esecutiva con decreto del Supremo Tribunale della Segnatura
Apostolica alla fine del 2007.

In seguito, la coppia, ancora sposata per lo Stato Italiano, decideva,
di comune accordo, di richiedere l'efficacia, da parte della Repubblica
Italiana, della sentenza di nullità del matrimonio concordatario. Si
rivolgeva così alla Corte di Appello di Salerno, che, con una decisione di
cui non risulterebbero precedenti specifici, si è uniformata
all'annullamento del Tribunale ecclesiastico, dichiarando esecutiva nello
Stato italiano la sentenza pronunciata dall'ente ecclesiastico. Secondo le
motivazioni dei giudici salernitani, nonostante l'errore sulle qualità
personali del coniuge non sia incluso dall'Ordinamento statale come causa di
nullità del matrimonio, la Corte ha però confermato che la nullità del
Tribunale ecclesiastico non è "in contrasto con l'ordine pubblico".

La donna, "ragazza di provincia cresciuta in una famiglia all'antica -
si legge nella sentenza del Presidente relatore Angelo Rossi - voleva che il
marito fosse un uomo integro sotto ogni aspetto". "E' una sentenza storica e
coraggiosa che crea un precedente importantissimo - ha commentato l'
avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione Matrimonialisti
Italiani - Si tratta di un momento importante di apertura dello Stato
italiano rispetto ai principi della Chiesa. La serietà del vincolo
matrimoniale non può essere minata da atteggiamenti, come la
tossicodipendenza in malafede nascosta, di un'unione tanto significativa".


Smoking_Man

unread,
Feb 16, 2008, 1:09:07 PM2/16/08
to
bonaiuti ha scritto:

> Da qui, la decisione di separarsi e la scelta di rivolgersi alla
> Sacra Rota, per annullare un matrimonio macchiato da un segreto tenutole
> nascosto per troppo tempo.

Mumble mumble... Qui un matrimonio annullato per le canne, nell'altro
post che hai mandato quello che interroga l'imam sull'annullamento per
il cioccolato... E lo Stato pure gli dà retta, oggi ai primi e domani
magari anche ai secondi...

Poi si lamentano dei pacs che minano l'istituto del matrimonio...

Bye,
CSM

VaNaDio

unread,
Feb 16, 2008, 2:55:26 PM2/16/08
to

"bonaiuti" <nosp...@3009.com> ha scritto nel messaggio
news:47b71cc4$0$36451$4faf...@reader5.news.tin.it...

> MARITO DROGATO, NOZZE NULLE PER SACRA ROTA. ANCHE PER LO STATO
> Cresciuta in una famiglia 'all'anticà, in un piccolo comune di poco
> più di 15muila abitanti. Nozze in abito bianco, il coronamento di un sogno
> e poi la scoperta: il marito faceva uso di droghe leggere.


Ieri a Forum uno sfigato chiedeva l'annullamento per ragioni analoghe: la
moglie non lo aveva informato del fatto di essere stata a letto con più di
50-60 uomini.....

Naturalmente gli hanno dato torto.
C'era la giudicessa nuova... bella ma un po' stordita.
Diceva che ormai la donna può anche non essere vergine.
Alla faccia..... Però 50.... C'è una bella differenza!

Come al solito, troppo dalla parte delle donne.

Mauro.

unread,
Feb 17, 2008, 3:13:49 AM2/17/08
to
"Ma con il passare dei mesi, lei ha scoperto,
un po' alla volta, che il suo uomo frequentava strani giri
e, soprattutto, faceva uso di droghe leggere.
Una scoperta inconciliabile con l'educazione
che suo padre le aveva trasmesso fin da piccola."


ma non ci si sposava nella buona e nella cattiva sorte ?
perche' se la tizia ha chiesro l'annullamento per un marito
che fuma le canne, allora come nel caso dell'altro post,
un marito puo' chiedere l'annullamento quando scopre che la moglie
magari non si fa le canne ma aveva fatto altre cose che mal si conciliano
con l'abito bianco del matrimonio.
Caramba, uno sposa una in abito bianco e si aspetta quindi
che questa qui abbia seguito quell'educazione che l'abito bianco rappresenta
!


(sto ironizzando ovviamente che per quanto mi riguarda,
due di comune accordo, possono divorziare se scoprono
che quando si erano sposati c'era stato un fraintendimento)


bonaiuti

unread,
Feb 17, 2008, 3:55:01 AM2/17/08
to

"Mauro." <nos...@galaxycorp.com> ha scritto nel messaggio
news:fp8qbv$hqg$1...@nnrp-beta.newsland.it...

>
> ma non ci si sposava nella buona e nella cattiva sorte ?
> perche' se la tizia ha chiesro l'annullamento per un marito
> che fuma le canne, allora come nel caso dell'altro post,
> un marito puo' chiedere l'annullamento quando scopre che la moglie
> magari non si fa le canne ma aveva fatto altre cose che mal si conciliano
> con l'abito bianco del matrimonio.


Il problema è stabilire se, essendo venuti a conoscenza del vizietto, ci si
sarebbe sposati o meno.

Insomma, secondo il dir. can., il matrimonio è nullo, se questa "qualità"
(es. essere tossicodipendente) è talmente rilevante da adombrare la
considerazione della persona in se stessa (errore) o se, di per sè, è idonea
a turbare gravemente la comunione di vita coniugale (dolo).

Tutto ciò non è sempre facilmente dimostrabile.

Saluti


bonaiuti

unread,
Feb 17, 2008, 4:37:48 AM2/17/08
to

"VaNaDio" <Hidalgo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:47b73fbb$0$37203$4faf...@reader3.news.tin.it...

>
> Diceva che ormai la donna può anche non essere vergine.
> Alla faccia..... Però 50.... C'è una bella differenza!
>


Lo Stato ha molta più fiducia nella capacità di redimersi dei propri
cittadini di quanta ne abbia la Chiesa.

Saluti

FatherMcKenzie

unread,
Feb 17, 2008, 4:20:46 AM2/17/08
to
bonaiuti ha scritto:

> Insomma, secondo il dir. can., il matrimonio è nullo, se questa
> "qualità" (es. essere tossicodipendente) è talmente rilevante da
> adombrare la considerazione della persona in se stessa (errore) o se, di
> per sè, è idonea a turbare gravemente la comunione di vita coniugale
> (dolo).

Tanto vale anche per i fumatori e gli alcolisti?

--
... ma non vedete nel cielo
quelle macchie d'azzurro e di blu?
E' la pioggia che va...

VaNaDio

unread,
Feb 17, 2008, 3:27:14 AM2/17/08
to

"Mauro." <nos...@galaxycorp.com> ha scritto nel messaggio
news:fp8qbv$hqg$1...@nnrp-beta.newsland.it...

In entrambi i casi i matrimoni sono nulli.

E' nullo il matrimonio se c'è stato inganno.
Ossia uno dei due sposi non è stato messo in condizione di decidere poiché
gli è stata nascosta una verità nota.

Ad esempio, una malattia preesistente, un vizio (le canne, o il bere, o il
gioco) o una leggerezza nel darsi.

Nel caso di Forum il giudice, come sempre, ha omesso di consigliare all'uomo
il ricorso alla sacra Rota.
Quel matrimonio, se concordatario, è invalido, perché invalido era quello
religioso che ha causato gli effetti civili.

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 6:01:40 AM2/17/08
to

"Mauro." <nos...@galaxycorp.com> ha scritto nel messaggio
news:fp8qbv$hqg$1...@nnrp-beta.newsland.it...


Se non si tratta di semplici fraintendimenti, ma di veri e propri inganni di
fondo, non credo proprio che ci sia bisogno del *comune* accordo per dire
che il matrimonio non sussiste.

Jock

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 6:06:19 AM2/17/08
to

"bonaiuti" <nosp...@3009.com> ha scritto nel messaggio
news:47b7f680$0$4788$4faf...@reader4.news.tin.it...

>
> "Mauro." <nos...@galaxycorp.com> ha scritto nel messaggio
> news:fp8qbv$hqg$1...@nnrp-beta.newsland.it...
>>
>> ma non ci si sposava nella buona e nella cattiva sorte ?
>> perche' se la tizia ha chiesro l'annullamento per un marito
>> che fuma le canne, allora come nel caso dell'altro post,
>> un marito puo' chiedere l'annullamento quando scopre che la moglie
>> magari non si fa le canne ma aveva fatto altre cose che mal si conciliano
>> con l'abito bianco del matrimonio.
>
>
> Il problema è stabilire se, essendo venuti a conoscenza del vizietto, ci
> si sarebbe sposati o meno.


Mi sembra non solo. Il problema è anche l'inganno di partenza. Può essere
che uno sia disposto a sposare una persona con un certo vizio, ma non una
persona capace di ingannare sull'esistenza di quel vizio, tanto da
nascondertelo. Puoi anche tollerare la debolezza, ma non la falsità .
Dal mio punto di vista è enormemente diverso.

Jock

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 6:13:23 AM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b726c2$0$4795$4faf...@reader4.news.tin.it...

> bonaiuti ha scritto:
>
>> Da qui, la decisione di separarsi e la scelta di rivolgersi alla
>> Sacra Rota, per annullare un matrimonio macchiato da un segreto tenutole
>> nascosto per troppo tempo.
>
> Mumble mumble... Qui un matrimonio annullato per le canne,


Codice *civile* (Art. 122):

Il matrimonio può altresì essere impugnato da quello dei coniugi il cui
consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o di
errore essenziale su qualità personali dell'altro coniuge.

Questo è il codice *civile*

bonaiuti

unread,
Feb 17, 2008, 6:17:20 AM2/17/08
to

"FatherMcKenzie" <james.l...@MENOinfinito.it> ha scritto nel messaggio
news:fp8u9g$mb4$3...@tdi.cu.mi.it...

> bonaiuti ha scritto:
>
>> Insomma, secondo il dir. can., il matrimonio è nullo, se questa "qualità"
>> (es. essere tossicodipendente) è talmente rilevante da adombrare la
>> considerazione della persona in se stessa (errore) o se, di per sè, è
>> idonea a turbare gravemente la comunione di vita coniugale (dolo).
>
> Tanto vale anche per i fumatori e gli alcolisti?
>
Suppongo dipenda da cosa si fuma. Tu sposeresti un'incallita fumatrice di
pipa?
L'alcol penso invece sia un vizio paragonabile ad altri ugualmente deleteri
per il vivere in comune.
Il problema però è dimostrare che non si era a conoscenza del fatto e che
tale fatto rappresenta un comportamento talmente grave che avrebbe
determinarto la rinuncia alle nozze.
Se infatti si era precedentemente a conoscenza di questi vizi non si può
certo addurre in giudizio argomenti del tipo "speravo che il matrimonio lo
avrebbe cambiato". In questo caso le nozze sono valide.

Saluti

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 7:12:43 AM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Codice *civile* (Art. 122):
>
> Il matrimonio può altresì essere impugnato da quello dei coniugi il cui
> consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o di
> errore essenziale su qualità personali dell'altro coniuge.
>
>
>
> Questo è il codice *civile*

Certamente, ma se sono la Sacra Rota o il Sacro Imam a stabilire *quali*
sono le qualità personali essenziali in base a cui è possibile chiedere
l'annullamento del matrimonio, che siano fumarsi una canna o mangiare
una tavoletta di cioccolata, questo codice *civile* si chiama *sharia*
(cattolica o islamica).

Altrimenti, se uno - a insindacabile giudizio suo o della Rota o
dell'Imam di riferimento - trova intollerabili le canne o la cioccolata
del coniuge, o il fatto che non sappia cucinare le fettuccine, come sue
qualità personali essenziali, può sempre chiedere il divorzio, con le
modalità e i tempi richiesti per tutti.

Bye,
CSM

FatherMcKenzie

unread,
Feb 17, 2008, 7:08:38 AM2/17/08
to
bonaiuti ha scritto:

> Suppongo dipenda da cosa si fuma. Tu sposeresti un'incallita fumatrice
> di pipa?

Be', se fuma pure i toscani è il mio sogno :)
Comunque il fumo di tabacco è sicuramente almeno altrettanto dannoso e
dà dipendenza almeno quanto le altre droghe...

> L'alcol penso invece sia un vizio paragonabile ad altri ugualmente
> deleteri per il vivere in comune.

Hm.

> Il problema però è dimostrare che non si era a conoscenza del fatto e
> che tale fatto rappresenta un comportamento talmente grave che avrebbe
> determinarto la rinuncia alle nozze.

Questo lo sanno solo i coniugi stessi... come si potrebbe immaginare una
testimonianza o una prova?

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 8:29:05 AM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b824b6$0$17952$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Codice *civile* (Art. 122):
>>
>> Il matrimonio può altresì essere impugnato da quello dei coniugi il cui
>> consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o
>> di errore essenziale su qualità personali dell'altro coniuge.
>>
>>
>>
>> Questo è il codice *civile*
>
> Certamente, ma se sono la Sacra Rota o il Sacro Imam a stabilire *quali*
> sono le qualità personali essenziali in base a cui è possibile chiedere
> l'annullamento del matrimonio,


Uno può impugnare anche un matrimonio civile in base all'articolo 122 del
Codice civile. E sarà poi il giudice civile, e non la Rota o l'Imam, a
stabilire se l'errore sulle qualità personali dell'altro coniuge sia o meno
essenziale.


Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 8:40:26 AM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b824b6$0$17952$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Codice *civile* (Art. 122):
>>
>> Il matrimonio può altresì essere impugnato da quello dei coniugi il cui
>> consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o
>> di errore essenziale su qualità personali dell'altro coniuge.
>>
>>
>>
>> Questo è il codice *civile*
>
> Certamente, ma se sono la Sacra Rota o il Sacro Imam a stabilire *quali*
> sono le qualità personali essenziali in base a cui è possibile chiedere
> l'annullamento del matrimonio, che siano fumarsi una canna


Non si tratta di questo, con ogni evidenza. Non si tratta di "fumarsi una
canna", ma di essere cannodipendente prima di sposarsi, e di nasconderlo
alla persona che sposi. (Una cosa del tutto diversa sarebbe dire: io sapevo
che tu eri cannodipendente, ma prima di sposarmi mi avevi promesso di non
caderci più, e ora, dato che ci sei ricaduto, io voglio che il nostro
matrimonio sia annullato).
La cannodipendenza taciuta/nascosta prima di sposarsi è un motivo
pienamente valido per impugnare la validità un matrimonio anche solo in sede
civile, come in quella rotale.
La seconda motivatione invece non sarebbe valida in nessuno dei due casi.


Jock

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 9:05:13 AM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Uno può impugnare anche un matrimonio civile in base all'articolo 122 del
> Codice civile. E sarà poi il giudice civile, e non la Rota o l'Imam, a
> stabilire se l'errore sulle qualità personali dell'altro coniuge sia o meno
> essenziale.

Oh, certo. L'annullamento *civile* lo stabilisce il giudice *civile*,
pare lapalissiano. Guardacaso, lo stabilisce andando a vedere che cosa
ha detto la Sacra Rota, "uniformandosi all'annullamento del Tribunale
ecclesiastico", anche se l'errore non è "incluso dall'Ordinamento
statale come causa di nullità del matrimonio"... Ma sarà solo un caso,
eh... Uno di quei casi che capitano qui. O a Riyad...

Bye,
CSM

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 9:05:19 AM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Non si tratta di questo, con ogni evidenza. Non si tratta di "fumarsi una
> canna", ma di essere cannodipendente prima di sposarsi, e di nasconderlo
> alla persona che sposi. (Una cosa del tutto diversa sarebbe dire: io sapevo
> che tu eri cannodipendente, ma prima di sposarmi mi avevi promesso di non
> caderci più, e ora, dato che ci sei ricaduto, io voglio che il nostro
> matrimonio sia annullato).
> La cannodipendenza taciuta/nascosta prima di sposarsi è un motivo
> pienamente valido per impugnare la validità un matrimonio anche solo in sede
> civile, come in quella rotale.

Pare invece che i giudici civili abbiano detto che "non sia incluso
dall'Ordinamento statale come causa di nullità del matrimonio"...


> La seconda motivatione invece non sarebbe valida in nessuno dei due casi.

Non lo sarà, così come la prima, fino a quando una Rota (o magari, tra
qualche decennio, un Imam) non giudicheranno che lo sia. Poi,
agevolmente, lo diventerà de facto anche quella...

Del resto, non ci vuole niente a trovare motivazioni del genere. Il
coniuge mi aveva tenuto nascosto non di farsi le canne, ma di essere una
persona frivola? Annulliamo, qualità personale essenziale nascosta, se
l'avessi saputo non l'avrei sposata. Il coniuge mi aveva nascosto non di
farsi le canne ma di avere l'abitudine di andare allo stadio o di vedere
per ore le partite in TV? Annulliamo, qualità personale essenziale
nascosta; se l'avessi saputo, non l'avrei sposato. Il coniuge mi ha
tenuto nascosto non di farsi qualche canna, ma di fiondarsi su ogni
negozio di scarpe che vede? Annulliamo, qualità personale essenziale
nascosta; se l'avessi saputo, non l'avrei sposata. Il coniuge mi ha
nascosto di esser ghiotto di cioccolato? Annulliamo, qualità personale
essenziale nascosta; se l'avessi saputo, non l'avrei sposato. E così
via. Non resterebbe fuori nemmeno una-dico-una causa di
separazione/divorzio. Se non altro, per il semplice fatto che nessuno
può mai dire di conoscere *totalmente* l'altro - nemmeno dopo anni di
matrimonio, figurati prima. E, in fondo, il volersi separare è sempre un
arrivare a dire "non è questa la persona che volevo/pensavo di sposare,
con cui volevo dividere la vita".

Solo che, per l'appunto, per le motivazioni del genere ora, normalmente,
c'è la via della separazione/divorzio. Tranne nei casi in cui la Rota, e
domani l'Imam, avranno qualcosa da dire sull'essenzialità in proposito.

Bye,
CSM

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 9:34:09 AM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b83f1a$0$17946$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Non si tratta di questo, con ogni evidenza. Non si tratta di "fumarsi una
>> canna", ma di essere cannodipendente prima di sposarsi, e di nasconderlo
>> alla persona che sposi. (Una cosa del tutto diversa sarebbe dire: io
>> sapevo che tu eri cannodipendente, ma prima di sposarmi mi avevi promesso
>> di non caderci più, e ora, dato che ci sei ricaduto, io voglio che il
>> nostro matrimonio sia annullato).
>> La cannodipendenza taciuta/nascosta prima di sposarsi è un motivo
>> pienamente valido per impugnare la validità un matrimonio anche solo in
>> sede civile, come in quella rotale.
>
> Pare invece che i giudici civili abbiano detto che "non sia incluso
> dall'Ordinamento statale come causa di nullità del matrimonio"...


Ma che strano. Il primo motivo previsto dal Codice civile è l'esistenza di
una (nascosta) malattia fisica o psichica, che peraltro non viene meglio
precisata nei suoi contorni. E una dipendenza da sostanze psicoattive mi
sembra un discreto esempio di malessere psichico.

Del resto, considerato che in Italia basta una generica motivazione di
"pericolo per la salute psichica" (senza necessità di ulteriori motivazioni,
e senza che sia un giudice a valutarlo) per rilasciare un certificato di
autorizzazione all'IVG...

>> La seconda motivatione invece non sarebbe valida in nessuno dei due casi.
>
> Non lo sarà, così come la prima, fino a quando una Rota (o magari, tra
> qualche decennio, un Imam) non giudicheranno che lo sia. Poi, agevolmente,
> lo diventerà de facto anche quella...
>
> Del resto, non ci vuole niente a trovare motivazioni del genere.


Prova. Prova a farti annullare un matrimonio dalla Sacra Rota con
motivazioni che "non-ci-vuole-niente-a-trovarle".


Il
> coniuge mi aveva tenuto nascosto non di farsi le canne, ma di essere una
> persona frivola?


Qualcuna ti "ha divorziato" per un motivo del genere? Come eri riuscito a
nasconderglielo?

Jock

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 10:00:08 AM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Ma che strano. Il primo motivo previsto dal Codice civile è l'esistenza di
> una (nascosta) malattia fisica o psichica, che peraltro non viene meglio
> precisata nei suoi contorni. E una dipendenza da sostanze psicoattive mi
> sembra un discreto esempio di malessere psichico.

Benissimo, quindi ci stanno già dentro tutti i dipendenti da alcohol,
nicotina, teina, caffeina ecc. ecc., anche se questa dipendenza non dà
segni esternamente percepibili (così come la ragazza non si era accorta
di nulla sulle presunte dipendenze da cannabis del fidanzato). Questo
sul piano psichico. Se poi aggiungiamo anche il piano fisico, con
qualche dolorino qua e là, magari anche solo sporadico e di cui uno si
dimentichi di informare puntualmente il futuro coniuge, allora direi che
non si salva proprio più nessuno: tutti i matrimoni celebrati sono da
ritenersi nulli. Oppure - giusto per semplificare, eh, non per
malignare... - sono da ritenersi nulli solo quelli che la Sacra Rota
oggi e il Sacro Imam domani riterranno tali...

>> Del resto, non ci vuole niente a trovare motivazioni del genere.
>
>
> Prova. Prova a farti annullare un matrimonio dalla Sacra Rota con
> motivazioni che "non-ci-vuole-niente-a-trovarle".

Una è quella di cui si sta parlando: farsi qualche canna senza che il
coniuge lo sapesse. Degli altri possibili motivi-che-non-ci-vuole-niente
te ne ho già fatti quattro, e potrei ovviamente continuare; se la Sacra
Rota me li riconoscerebbe o meno, a differenza di quello delle canne,
non lo so, ma quello che sto dicendo è proprio che non mi garba troppo
che, in un Paese che ancora non si proclama ufficialmente una teocrazia,
sia la Sacra Rota a stabilire le cause ammissibili degli annullamenti
civili...


> Il
>> coniuge mi aveva tenuto nascosto non di farsi le canne, ma di essere una
>> persona frivola?
>
>
> Qualcuna ti "ha divorziato" per un motivo del genere? Come eri riuscito a
> nasconderglielo?

Mai divorziato - e, per fortuna, non corro neppure il rischio di
annullamenti rotali, non avendo nulla a che fare con detta
istituzione... Comunque, non serve neppure che il livello di frivolezza
sia, chessò, alla Paris Hilton: se per l'annullamento basta anche una
canna ogni tanto, tale da non dare nessun effetto visibile di cui il
futuro coniuge possa rendersi conto prima, anche la frivolezza in
questione potrebbe di fatto ridursi ad andare una volta in più dal
parrucchiere ogni tanto...

Bye,
CSM

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 10:22:00 AM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b84bf3$0$17940$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Ma che strano. Il primo motivo previsto dal Codice civile è l'esistenza
>> di una (nascosta) malattia fisica o psichica, che peraltro non viene
>> meglio precisata nei suoi contorni. E una dipendenza da sostanze
>> psicoattive mi sembra un discreto esempio di malessere psichico.
>
> Benissimo, quindi ci stanno già dentro tutti i dipendenti da alcohol,


Sicurissimamente. L'alcolismo cronico taciuto mi pare una gravissima e
validissima motivazione per impugnare la validità di un matrimonio. Non so
quale giudice civile potrebbe essere tanto pazzo da valutarlo come un
elemento marginale, irrilevante e non minante dei presupposti di un
matrimonio. E per i cannabinoidi siamo su un terreno analogo, anche se è
probabilmente verissimo che non sono devastanti tanto quanto l'alcool
utilizzato come sostanza da abuso.


> nicotina,

probabile, ma il problema non si pone, perché quelli di solito puzzano
troppo per non accorgersene prima di sposarli :-)


Jock

Trew

unread,
Feb 17, 2008, 10:35:51 AM2/17/08
to
Smoking_Man ha scritto:

.
>
> Benissimo, quindi ci stanno già dentro tutti i dipendenti da alcohol,
> nicotina, teina, caffeina ecc. ecc., anche se questa dipendenza non dà
> segni esternamente percepibili

Se in un precedente post mettevi sullo stesso piano i "totalitarismi"
come comunismo e maccartismo, trovo molto coerente da parte tua trattare
la dipendenza da teina alla stregua della tossicodipendenza.

--
______________________________________________

"Si potrebbe comporre un curioso volumetto raccogliendo le poesie di
Stalin, Castro, Mao e Ho Chi Minh, con illustrazioni di A. Hitler"
(R. Conquest)

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 10:40:56 AM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Sicurissimamente. L'alcolismo cronico taciuto mi pare una gravissima e
> validissima motivazione per impugnare la validità di un matrimonio. Non so
> quale giudice civile potrebbe essere tanto pazzo da valutarlo come un
> elemento marginale, irrilevante e non minante dei presupposti di un
> matrimonio. E per i cannabinoidi siamo su un terreno analogo, anche se è
> probabilmente verissimo che non sono devastanti tanto quanto l'alcool
> utilizzato come sostanza da abuso.

Ottimo. Ne potremo quindi riparlare quando un giudice civile annullerà
un matrimonio perché un coniuge, invece che qualche canna, si faceva
qualche bicchiere ogni tanto, senza che l'altro lo sapesse e senza che
ciò, come nel caso delle canne, determinasse cambiamenti comportamentali
percepibili. Permettimi però di dubitare che ciò avverrà, almeno prima
di un pronunciamento della Sacra Rota in tal senso... (E' più probabile,
però, che in questo caso ci sarà un pronunciamento del Sacro Imam).


>> nicotina,
>
> probabile, ma il problema non si pone, perché quelli di solito puzzano
> troppo per non accorgersene prima di sposarli :-)

Le mentine fanno miracoli... :-)

Bye,
CSM

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 10:40:59 AM2/17/08
to
Trew ha scritto:

> Se in un precedente post mettevi sullo stesso piano i "totalitarismi"
> come comunismo e maccartismo, trovo molto coerente da parte tua trattare
> la dipendenza da teina alla stregua della tossicodipendenza.

Se il livello di coerenza richiesto è quello di considerare
"tossicodipendenza" il fumarsi qualche canna ogni tanto, tale da non
dare effetti percepibili di cui uno possa rendersi conto prima del
matrimonio, direi che l'equiparazione con la teina ci sta tutta...

Bye,
CSM

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 11:00:42 AM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b85582$0$17950$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Sicurissimamente. L'alcolismo cronico taciuto mi pare una gravissima e
>> validissima motivazione per impugnare la validità di un matrimonio. Non
>> so quale giudice civile potrebbe essere tanto pazzo da valutarlo come un
>> elemento marginale, irrilevante e non minante dei presupposti di un
>> matrimonio. E per i cannabinoidi siamo su un terreno analogo, anche se è
>> probabilmente verissimo che non sono devastanti tanto quanto l'alcool
>> utilizzato come sostanza da abuso.
>
> Ottimo. Ne potremo quindi riparlare quando un giudice civile annullerà un
> matrimonio perché un coniuge, invece che qualche canna, si faceva qualche
> bicchiere ogni tanto, senza che l'altro lo sapesse e senza che ciò, come
> nel caso delle canne, determinasse cambiamenti comportamentali
> percepibili.


Ragazzo. Io un tempo ebbi una fidanzata *eroinomane*, che abitava a distanza
infrasettimanale sufficiente da non permettermi (almeno per un po') di
percepire correttamente tutti i suoi comportamenti. Riusciva a farsi *le
pere*, e non "qualche bicchiere ogni tanto" senza farmene assolutamente
accorgere. E non posso neppure dire di essere stato io l'unico fesso, visto
che nel frattempo la fanciulla riusciva perfino a lavorare regolarmente come
PR per una grande azienda, timbrando il cartellino tutte le mattine. Dunque?
Tu credi davvero che un giudice civile, se per disgrazia mi fossi sposato
con lei e avessi scoperto solo *dopo* il piccolo problema, non avrebbe
accolto neppure l'eroinomania come motivo di impugnazione della validità del
matrimonio, in considerazione del fatto che quell'eroinomania così "ben
gestita" non determinava cambiamenti comportamentali da me percepibili?
Ma per favore...


Jock


Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 11:45:21 AM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Ragazzo. Io un tempo ebbi una fidanzata *eroinomane*, che abitava a distanza
> infrasettimanale sufficiente da non permettermi (almeno per un po') di
> percepire correttamente tutti i suoi comportamenti. Riusciva a farsi *le
> pere*, e non "qualche bicchiere ogni tanto" senza farmene assolutamente
> accorgere. E non posso neppure dire di essere stato io l'unico fesso, visto
> che nel frattempo la fanciulla riusciva perfino a lavorare regolarmente come
> PR per una grande azienda, timbrando il cartellino tutte le mattine. Dunque?
> Tu credi davvero che un giudice civile, se per disgrazia mi fossi sposato
> con lei e avessi scoperto solo *dopo* il piccolo problema, non avrebbe
> accolto neppure l'eroinomania come motivo di impugnazione della validità del
> matrimonio, in considerazione del fatto che quell'eroinomania così "ben
> gestita" non determinava cambiamenti comportamentali da me percepibili?
> Ma per favore...

Però di fatto non l'hai sposata, e hai ritenuto opportuno cercare di
conoscere un po' meglio la persona prima di sposarla. Certo, se uno si
sposa dopo aver conosciuto una persona ed esserci uscito assieme
infrasettimanalmente qualche volta, o se si sposa "per corrispondenza",
ci saranno molte cose di lei che non conosce, anche importanti. Ma
nessuno ti obbliga a sposare una sconosciuta. Soprattutto nella misura
in cui ritieni che il matrimonio sia una scelta per tutta la vita e che,
quindi, vada fatta con una certa responsabilità. E se proprio vuoi farlo
lo stesso, mi sembra, ti assumi anche i rischi della tua leggerezza.

Ovviamente, può darsi sempre che uno faccia uno sbaglio e non è
necessario né giusto metterlo in croce per tutta la vita per questo, e
potresti quindi poi chiedere la separazione e il divorzio come previsto
dalla legge; ma se prima ti andava bene il matrimonio così, senza di
fatto minimamente conoscere chi stavi sposando, non vedo poi come
potresti lamentartene dopo. Se non italicamente, com'è costume fare in
questo Paese dopo che si è fatta una qualche scelta - in qualunque campo
- così come veniva.

Bye,
CSM

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 12:23:17 PM2/17/08
to
Smoking_Man ha scritto:

[...]

Un caso invece che si potrebbe fare, stando a quelle "malattie" di cui
parla il codice civile, penso che potrebbe essere, per esempio, quello
di un coniuge sieropositivo, non conclamato ma consapevole di esserlo,
che si sposi senza mettere a conoscenza della sua malattia l'altro
coniuge (e mettendone quindi anche a rischio la vita); in questo caso,
l'altro coniuge non avrebbe la possibilità di rendersene conto senza che
ciò significhi, da parte sua, peccare di leggerezza.

Ma, appunto, questi sono casi limite, effettivamente seri e
contemplabili. L'annullamento per la canna, o per il bicchiere di vino,
o per la tavoletta di cioccolata o per la compulsività di fronte ai
negozi di scarpe, dovrebbero invece rientrare nella categoria delle
barzellette. Se non fosse che poi si trova qualche Sacra Rota o qualche
Sacro Imam che li ritiene validi, e qualche giudice civile che lesto
lesto trascrive in campo civile, a Roma o a Riyad, il verdetto religioso.

Bye,
CSM

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 12:28:43 PM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b8649b$0$17952$4faf...@reader1.news.tin.it...


Però di fatto non c'entra un bel nulla. Uno può anche assumersi i rischi
delle proprie leggerezze, ma non quelli di un deliberato inganno altrui. Si
dovrebbe sempre cercare di essere furbi, ma si ha *comunque* il diritto di
non essere fregati, anche se magari furbi non lo si è tantissimo.
Per questo motivo anche l'ordinamento civile, che pure riconosce la
possibilità del divorzio, riconosce anche la possibilità *del tutto
distinta* di impugnare la validità di un matrimonio fondato su presupposti
gravemente ingannevoli. L'ordinamento canonico, che al contrario non
riconosce alcuna possibilità di rompere un matrimonio, riconosce in modo del
tutto analogo a quello civile la legittima possibilità di rivendicarne la
nullità all'origine.

E' tutto molto chiaro e limpido: uno non può mai divorziare dalla persona
che ha scelto liberamente di sposare, ma a nessuno si può chiedere di
ritenersi sposato con una persona *sostanzialmente* diversa (non *un
pochettino* diversa) da quella che si credeva di avere portato all'altare.
Trattasi di rispetto elementare dell'umana libertà di scelta.

Che poi qualcuno tenti surrettiziamente di "giocare" sugli estremi
dell'annullamento per ottenere un divorzio vero e proprio, e magari ci
riesca pure, è tutta un'altra faccenda, ed esce totalmente dalla questione
di principio.


Jock

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 1:12:46 PM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> E' tutto molto chiaro e limpido: uno non può mai divorziare dalla persona
> che ha scelto liberamente di sposare, ma a nessuno si può chiedere di
> ritenersi sposato con una persona *sostanzialmente* diversa (non *un
> pochettino* diversa) da quella che si credeva di avere portato all'altare.
> Trattasi di rispetto elementare dell'umana libertà di scelta.

Sì, ma è proprio quel "sostanzialmente" che non è affatto chiaro e
limpido, almeno nella misura in cui a stabilire che cosa è sostanziale e
che cosa no sono la Sacra Rota o il Sacro Imam, o nella misura in cui
viene lasciato abbastanza vago da poter accogliere tali definizioni,
fino al punto da poter abbracciare anche il farsi una canna ogni tanto.
Perché se nel sostanziale ci sta dentro questo, allora ci può stare
dentro tutto: a questo punto, facciamo pure che sostituire il divorzio
con l'annullamento, visto che se il livello di sostanzialità è questo
chiunque potrà trovare fiotti di sostanzialità nascoste tali da
determinare la nullità del matrimonio.

In sintesi, per come la vedo io, se una cosa è veramente "sostanziale",
hai modo di accorgertene *prima* del matrimonio, proprio perché riguarda
la sostanzialità della persona che stai sposando e che ti dovresti come
minimo preoccupare di conoscere, non qualche suo difetto più o meno
accidentale di quelli che scoprirai sempre e comunque. Se non te ne sei
accorto prima, è perché o la cosa non è affatto sostanziale - come il
farsi una canna o il tendere a fiondarsi compulsivamente sui negozi di
scarpe -, non altera sostanzialmente la persona ma rientra nel "un
pochettino diversa"; oppure perché tu, per tua leggerezza, hai comunque
deciso di sposarla così, come viene viene, senza neppure cercare di
conoscerla. Ci può poi anche essere qualche caso in cui effettivamente
qualcosa di sostanziale potrebbe essere tenuto nascosto senza che per
questo ci sia leggerezza da parte tua, ma al di là dell'esempio che ho
fatto nell'altro post mi sarebbe difficile trovarne altri dal tanto che
sono circostanziati.

Bye,
CSM

bonaiuti

unread,
Feb 17, 2008, 1:21:10 PM2/17/08
to

"Jock McGraw" <jock....@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:61qiqcF...@mid.individual.net...

>
>
> Mi sembra non solo. Il problema è anche l'inganno di partenza. Può essere
> che uno sia disposto a sposare una persona con un certo vizio, ma non una
> persona capace di ingannare sull'esistenza di quel vizio, tanto da
> nascondertelo. Puoi anche tollerare la debolezza, ma non la falsità .
> Dal mio punto di vista è enormemente diverso.
>

La fattispecie è ricompresa nell' "errore sulla persona", il cui senso
potrebbe essere talmente ampio da minacciare di nullità qualsiasi unione.
Quindi, il diritto canonico ha limitato il tutto ad alcune ipotesi ben
specifiche.
Per quanto riguarda l'"errore", questo deve ricadere su un aspetto talmente
essenziale della persona che in mancanza di esso non è possibile realizzare
il progetto matrimoniale voluto.

Can. 1097 - §1. L'errore di persona rende invalido il matrimonio.
§2. L'errore circa una qualità della persona, quantunque sia causa del
contratto, non rende nullo il matrimonio, eccetto che tale qualità sia
intesa direttamente e principalmente.

Se ad esempio si ritiene determinante per il consenso il desiderio di
diventare madre e poi si scopre che il marito è sterile ciò può determinare
la nullità matrimoniale.
Da notare che però non basta la volontà generica di avere figli ma bisogna
essere in grado di dimostrare che la presenza /assenza di quella data
qualità sia stata il motivo determinante il matrimonio, insomma deve esserci
alla base un preciso e dimostrabile atto di volontà riguardo a quel dato
aspetto.
Per esempio potrebbe essere d'aiuto il fatto che la sposa abbia, prima del
matrimonio, sottoposto il futuro marito ad esami medici per accertare la
fertilità e che questi esami abbiano dato un esito erroneo.
Un altro esempio da manuale (curiosamante simile alla notizia postata) è
quello di una ragazza, vissuta a lungo con il fratello tossicodipendente,
che scoprì dopo le nozze di aver sposato un drogato.
Vista l'esperienza vissuta in famiglia, mai e poi mai, la ragazza sarebbe
stata disposta a sposare un tossico, quindi il matrimonio fu dichiarato
nullo.
In altri termini, se anche l'errore fosse stato scoperto (qui non si parla
di dolo intenzionale), non avrebbe potuto comunque essere perdonato o
accettato, poichè essenziale al consenso sia rispetto a quella data persona
sia a chiunque altro avesse o non avesse quelle date catatteristiche.
Le intenzioni soggettive riguardo a queste qualità determinanti sono spesso
ricavabili anche dal contesto sociale e culturale al quale chi fa istanza di
nullità appartiene (non a caso la sentenza rotale fa riferimento
all'educazione rigida ed alla famiglia patriarcale di provenineza) . Un
altro esempio, sempre da manuale, è l'efficacia invalidante attribuita alla
non verginità della sposa fra i cattolici asiatici (Sry Lanka), poichè tale
attibuto è radicatissimo nelle tradizioni e nella cultura comune. In
quest'ultimo caso però il giudice rotale si è preoccupato di sottolineare
che l'interpretazione della norma potrebbe risultare oggettivamente forzata
se non applicata a circostanze culturali e personali partcolarissime (da
quel che capisco, imho, le motivazioni dei cattolici dello Sry Lanka
diventerebbero risibili se portate avanti da un cattolico italico in
Italia).

Un po' diverso il discorso del dolo. In questo caso l'inganno è invece
determinante e si concretizza in una falsa rappresentazione della realtà in
grado di influire in modo determinante sulla volontà altrui.

Can. 1098 - Chi celebra il matrimonio, raggirato con dolo ordito per
ottenerne il consenso, circa una qualità dell'altra parte, che per sua
natura può perturbare gravemente la comunità di vita coniugale, contrae
invalidamente.

In altri termini, il conseso deve essere stato estorto tacendo la presenza o
la mancanza di qualità tali da pregiudicare l'armonia e il normale
svolgimento della vita coniugale (prodigalità, gioco d'azzardo, droga, AIDS,
etc..), da notare che non si richiede che sia avvenuto un danno effettivo ma
solo la potenzialità dannosa legata a dati comportamenti o situazioni. Per
es. l'aver dissimulato la propria omosessualità, che si concretizza in
comprtamenti stabili e continuati, può portare alla dichiarazione di nullità
mentre l'aver avuto, in passato, qualche esperienza omosessuale non è detto
che pregiudichi il normale svolgimento della vita comiugale.

Questa, in sintesi (in vero abbastanza malfatta, da hobbista della materia),
è la teoria.
Non so invece come tutto questo possa essere praticamente dimostrato in
tribunale... mi domando per esempio che piega avrebbe preso la sentenza,
ricordata nel post iniziale, se la ragazza anzichè essere "cresciuta in una
famiglia "all'antica", legata alle tradizioni della sua terra di origine,
all'interno della quale dominava la figura del padre, autentico modello di
"pater familias", rigido e autoritario," fosse nata a Quarto Oggiaro in una
famiglia sfasciata, con il padre ubriacone, i fratelli a S.Vittore e la
mamma divorziata e, ovviamente, zoccola.
In questo caso le canne fumate dal marito sarebbero state ugualmente
intollerabili?
Una ragazza cresciuta in siffatta famiglia dovrebbe essere usa a certe
abitudini, anzi dovrebbe ritenersi fortunata che i vizi del marito si
limitino a qualche canna...

Saluti

Questi infatti parlano di un "vizio" che, una volta scoperto, avrebbe
impedito le nozze, da ciò sembrerebbe doversi dedurre che siano esclusi
tutti quesi vizi che si sarebbe stati disposti a perdonare se si fossero
conosciuti. Non è quindi l'inganno di partenza ma, in sè e per sè, le
caratteristiche

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 1:44:50 PM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b87918$0$17947$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> E' tutto molto chiaro e limpido: uno non può mai divorziare dalla persona
>> che ha scelto liberamente di sposare, ma a nessuno si può chiedere di
>> ritenersi sposato con una persona *sostanzialmente* diversa (non *un
>> pochettino* diversa) da quella che si credeva di avere portato
>> all'altare. Trattasi di rispetto elementare dell'umana libertà di scelta.
>
> Sì, ma è proprio quel "sostanzialmente" che non è affatto chiaro e
> limpido, almeno nella misura in cui a stabilire che cosa è sostanziale e
> che cosa no sono la Sacra Rota o il Sacro Imam,


Perché da una parte forse non ti è troppo chiara la differenza tra bere *il*
bicchiere di vino e l'essere alcolizzati cronici (pur senza eclatanti
manifestazioni esterne), che è già una bella differenza.
Dall'altra invece non ti è sufficientemente chiara la differenza tra una
sentenza di *nullità* della Sacra Rota causa tossicomania fraudolentemente
celata e fatwa di *divorzio* emessa dal Muftì su due persone sposate da 15
anni con tre figli causa spergiuro sconsiderato su una tavoletta di
cioccolata.

E finché - non essendoti chiare queste differenze - continuerai a impastare
alla rinfusa tutto quanto zangolando ben bene in continuazione, dubito che
qualcosa ti possa mai risultare chiaro e limpido.

Jock

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 2:03:23 PM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Perché da una parte forse non ti è troppo chiara la differenza tra bere *il*
> bicchiere di vino e l'essere alcolizzati cronici (pur senza eclatanti
> manifestazioni esterne), che è già una bella differenza.

Uhm, bella quanto quella tra l'essere tossici cronici (cosa che, come
l'alcolismo cronico, non dovrebbe passare inosservata perlomeno a chi
voglia avere un rapporto *sostanziale* con qualcuno) e farsi qualche canna?


> Dall'altra invece non ti è sufficientemente chiara la differenza tra una
> sentenza di *nullità* della Sacra Rota causa tossicomania fraudolentemente
> celata e fatwa di *divorzio* emessa dal Muftì su due persone sposate da 15
> anni con tre figli causa spergiuro sconsiderato su una tavoletta di
> cioccolata.

In questo caso, è vero: mi paiono ambedue barzellette. Se non fosse che
poi, a Roma o Riyad, arriva qualche giudice, con scarso senso
dell'umorismo, a dar loro corso sul piano civile...

Bye,
CSM

bonaiuti

unread,
Feb 17, 2008, 2:40:40 PM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b884f5$0$17947$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Perché da una parte forse non ti è troppo chiara la differenza tra bere
>> *il* bicchiere di vino e l'essere alcolizzati cronici (pur senza
>> eclatanti manifestazioni esterne), che è già una bella differenza.
>
> Uhm, bella quanto quella tra l'essere tossici cronici (cosa che, come
> l'alcolismo cronico, non dovrebbe passare inosservata perlomeno a chi
> voglia avere un rapporto *sostanziale* con qualcuno) e farsi qualche
> canna?
>

Il problema però non sta nel numero delle canne.
In estrema sintesi, immagino che la ragazza in questione abbia potuto
dimostrare che *per lei* il fatto che il marito si facesse qualche canna era
del tutto intollerabile al punto che, se lo avesse saputo per tempo, non lo
avrebbe sposato nè avrebbe sposato chiunque altro si comportasse a quel
modo.
Semplificando (ed usando un po' di fantasia) potrebbe aver detto e ripetuto
al prete, agli amici, alla vecchia zia e al cuggino seminarista: "Io non
sposerei mai un uomo che si fa *qualche* canna."
Ho invece qualche perplessità sul peso dato all'ambiente in cui è cresciuta
e vissuta, visto che sui manuali si ritrova proprio il caso opposto, cioè
quello di una ragazza cresciuta accanto ad un tossico che è finita per
sposarne un altro. Anche questo matrimonio è stato dichiarato nullo.

Saluti


Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 3:28:29 PM2/17/08
to
bonaiuti ha scritto:

> Il problema però non sta nel numero delle canne.
> In estrema sintesi, immagino che la ragazza in questione abbia potuto
> dimostrare che *per lei* il fatto che il marito si facesse qualche canna
> era del tutto intollerabile al punto che, se lo avesse saputo per tempo,
> non lo avrebbe sposato nè avrebbe sposato chiunque altro si comportasse
> a quel modo.
> Semplificando (ed usando un po' di fantasia) potrebbe aver detto e
> ripetuto al prete, agli amici, alla vecchia zia e al cuggino
> seminarista: "Io non sposerei mai un uomo che si fa *qualche* canna."
> Ho invece qualche perplessità sul peso dato all'ambiente in cui è
> cresciuta e vissuta, visto che sui manuali si ritrova proprio il caso
> opposto, cioè quello di una ragazza cresciuta accanto ad un tossico che
> è finita per sposarne un altro. Anche questo matrimonio è stato
> dichiarato nullo.

Sì, ho letto l'altro post più dettagliato. Anche lì, lo spazio per
l'arbitrio sembra parecchio, per usare un eufemismo. Ad esempio, a
proposito delle circostanze dolose ci si richiama alle cose che possano
"perturbare gravemente la comunità di vita coniugale". Ma che cos'è che
può perturbare gravemente la comunità di vita coniugale? Posso capire un
esempio come quello che ho fatto di una sieropositività non dichiarata,
ma una canna fumata in giardino o al bar con gli amici nel fine
settimana perturba gravemente la comunità di vita coniugale?... Se
questa è una cosa che la perturba gravemente, non mi riesce di
immaginare nessun altro difetto che, una volta scoperto, non possa dar
adito all'annullamento: pensa solo a come perturberebbe la comunità di
vita coniugale scoprire che il coniuge al mattino ha l'alito pesante, e
doverci convivere tutte le sante mattine a differenza della canna che va
a fumarsi lontano per conto suo...

O, in generale, al fatto che se avessi conosciuto qualche difetto del
coniuge, non lo avresti sposato. Ma questo è quello che possono dire
tutti quelli che si vogliono separare, dopo essersi resi conti che la
persona che hanno sposato non è proprio quella idealizzata nei loro
sogni. Certo, finché queste cose restano nell'ambito religioso, uno
inarca un sopracciglio - o anche tutti e due - e pensa "Mah, son strani
questi religiosi". Il brutto è quando vengono tradotte sul piano civile,
anche perché sul piano civile c'è già un ordinamento per questi casi, e
per chi ritiene di non poter sopportare i difetti altrui, che è quello
della separazione/divorzio. E per il resto, a parte casi numericamente
limitatissimi e specifici come quello dell'aids, dovrebbe valere la
regola del pensarci prima e del tenere presente poi che qualche difetto
ce l'han comunque tutti, e il principe o la principessa azzurri che
incarnano perfettamente i propri ideali esistono solo nel mondo delle
favole.

Bye,
CSM

bonaiuti

unread,
Feb 17, 2008, 4:09:54 PM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b898e7$0$17947$4faf...@reader1.news.tin.it...
> bonaiuti ha scritto:
>

> Sì, ho letto l'altro post più dettagliato. Anche lì, lo spazio per
> l'arbitrio sembra parecchio, per usare un eufemismo. Ad esempio, a
> proposito delle circostanze dolose ci si richiama alle cose che possano
> "perturbare gravemente la comunità di vita coniugale".

Il problema è che l'errore ed il dolo sono trattati diversamente,
configurando due situazioni dissimili.

Mentre l'errore sulla qualità della persona è un fatto del tutto soggettivo
(Genoveffa non sposerebbe mai chi si fa le canne, fosse anche una ogni tre
anni senza aspirare), il dolo integra sia un aspetto soggettivo che
oggettivo, che serve appunto a liberare il campo da richieste di nullità
basate sull'alito pesante, sull'aerofagia o sull'abitudine di mettersi le
dita nel naso.
Il giudice terrà quindi conto sia della particolare vicenda umana della
persona sia di parametri generali dati dall'esperienza comune. In altri
termini, pensando al discorso già fatto circa l'omosessualità, è molto
probabile che in caso di errore (Genoveffa aveva più volte dichiarato che
mai e poi mai avrebbe sposato un uomo con esperiene omosessuali alle spalle)
il matrimonio potrebbe essere dichiarato nullo mentre, in caso di dolo, (
Tizio ha taciuto alcune esperienze omosessuali fatte in passato e mai più
ripetute) il matrimonio potrebbe essere ritenuto valido, visto che ciò non
minerebbe la vita coniugale.
Tornando al caso di prima, forse, imho, qualche canna potrebbe anche non
incidere sul menage matrimoniale e quindi il fatto di averne taciuto
*dolosamente* l'uso non dovrebbe invalidare le nozze.

>
> O, in generale, al fatto che se avessi conosciuto qualche difetto del
> coniuge, non lo avresti sposato. Ma questo è quello che possono dire tutti
> quelli che si vogliono separare, dopo essersi resi conti che la persona
> che hanno sposato non è proprio quella idealizzata nei loro sogni.

Infatti, se leggi bene il canone:

"L'errore circa una qualità della persona, quantunque sia causa del

contratto, NON rende nullo il matrimonio, ECCETTO che tale qualità sia
intesa direttamente e principalmente."

Quindi, normalmente l'errore su una qualità della persona NON rende nullo il
matrimonio ma occorrono tutti i vari presupposti descritti prima.

>Certo, finché queste cose restano nell'ambito religioso, uno inarca un
>sopracciglio - o anche tutti e due - e pensa "Mah, son strani questi
>religiosi". Il brutto è quando vengono tradotte sul piano civile, anche
>perché sul piano civile c'è già un ordinamento per questi casi, e per chi
>ritiene di non poter sopportare i difetti altrui, che è quello della
>separazione/divorzio. E per il resto, a parte casi numericamente
>limitatissimi e specifici come quello dell'aids, dovrebbe valere la regola
>del pensarci prima e del tenere presente poi che qualche difetto ce l'han
>comunque tutti, e il principe o la principessa azzurri che incarnano
>perfettamente i propri ideali esistono solo nel mondo delle favole.

In questi casi l'ordinamento italiano non c'entra molto. Infatti la sentenza
di nullità rotale deve essere solamente delibata in Italia e la corte
d'appello, se non sbaglio, non entra nel merito della sentenza ma esercita
solo un controllo formale sul procedimento e sulla non contrarietà alle
leggi italiane.

Saluti

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 4:12:59 PM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b898e7$0$17947$4faf...@reader1.news.tin.it...


> Sì, ho letto l'altro post più dettagliato. Anche lì, lo spazio per
> l'arbitrio sembra parecchio, per usare un eufemismo.


Forse per questo esistono i giudici. Civili e canonici. Per cercare di
"pesare" sensatamente e concretamente le circostanze, laddove ci sono troppi
spazi per l'arbitrio.
E non per discettare del tutto astrattamente come stai facendo tu, negando
la rilevanza delle tossicomanie (se gestite bene e con disinvoltura
sociale).


Ad esempio, a
> proposito delle circostanze dolose ci si richiama alle cose che possano
> "perturbare gravemente la comunità di vita coniugale". Ma che cos'è che
> può perturbare gravemente la comunità di vita coniugale?


Per esempio una cosa così grave da non poter essere confessata o da dover
essere tenuta accuratamente nascosta alla persona che si vuole sposare. Il
vizio del gioco, una deviazione sessuale, una tossicomania cronica.
D'altronde, se non può perturbare così gravemente, allora perché
nasconderla?


Posso capire un
> esempio come quello che ho fatto di una sieropositività non dichiarata, ma
> una canna fumata in giardino o al bar con gli amici nel fine settimana


(peraltro si sta parlando di sostanze illegali)

perturba gravemente la comunità di vita coniugale?... Se
> questa è una cosa che la perturba gravemente, non mi riesce di immaginare
> nessun altro difetto che, una volta scoperto, non possa dar adito
> all'annullamento: pensa solo a come perturberebbe la comunità di vita
> coniugale scoprire che il coniuge al mattino ha l'alito pesante, e doverci
> convivere tutte le sante mattine a differenza della canna che va a fumarsi
> lontano per conto suo...
>
> O, in generale, al fatto che se avessi conosciuto qualche difetto del
> coniuge, non lo avresti sposato. Ma questo è quello che possono dire tutti
> quelli che si vogliono separare, dopo essersi resi conti che la persona
> che hanno sposato non è proprio quella idealizzata nei loro sogni. Certo,
> finché queste cose restano nell'ambito religioso, uno inarca un
> sopracciglio - o anche tutti e due - e pensa "Mah, son strani questi
> religiosi". Il brutto è quando vengono tradotte sul piano civile, anche
> perché sul piano civile c'è già un ordinamento per questi casi, e per chi
> ritiene di non poter sopportare i difetti altrui, che è quello della
> separazione/divorzio.

>
> Bye,
> CSM


Ehi, signor Consiglio Superiore della Magistratura,
mi spieghi a che piffero serve discutere se non basta nemmeno rilevare 10
volte che _anche_ sul piano civile, accanto all'ordinamento per la
separazione/divorzio, c'è _anche_ quello sull'*annullamento*?

se non basta nemmeno far notare 10 volte che _anche_ nel codice _civile_ è
previsto:

Il matrimonio può altresì essere impugnato da quello dei coniugi il cui
consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o di

***errore essenziale su qualità personali*** dell'altro coniuge.

A che serve discutere, se le cose scivolano via come se non fossero state
mai scritte?

Jock

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 6:17:35 PM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Per esempio una cosa così grave da non poter essere confessata o da dover
> essere tenuta accuratamente nascosta alla persona che si vuole sposare. Il
> vizio del gioco, una deviazione sessuale, una tossicomania cronica.
> D'altronde, se non può perturbare così gravemente, allora perché
> nasconderla?

Mah, magari semplicemente perché a uno, normalmente, non passa neanche
per l'anticamera del cervello che una canna fumata ogni tanto, o un
bicchiere di vino, o un biglietto preso al Gratta&Vinci possano essere
una cosa tanto grave da essere causa di annullamento di un matrimonio.
(Almeno, naturalmente, finché non fa mente locale e si rende conto di
trovarsi in Italia Saudita, e che se la Sacra Rota decide qualcosa,
quella diventa legge anche sul piano civile...)

E' probabile che non pensi neppure di ricadere, per queste sue
abitudini, sotto le categorie, rispettivamente, di "tossicodipendenza
cronica", "alcolismo" o "vizio del gioco". Magari i due coniugi non ne
hanno neppure mai parlato. Magari uno sapeva della radicale avversione
all'alcol, al gioco o alla cannabis dell'altro, e ha taciuto per non
deluderlo, promettendosi di non prender più Gratta&Vinci, e poi qualche
volta c'è ricascato.

Di certo, al di là dei magari, è difficile pensare che a uno che non
bazzichi le Sacre Rote o i Sacri Imam venga in mente di star facendo
qualcosa di "gravemente perturbante": al massimo, penserà a un possibile
litigio, come l'ultima volta che la moglie ha impiegato due ore per
prepararsi (lentezza che gli aveva tenuto subdolamente nascosta prima
del matrimonio); o forse a tutte le volte che la moglie non ha portato
di sotto l'immondizia anche se prima di sposarsi gli aveva tenuto
nascosta questa sua pigrizia congenita di fronte ai sacchi della
spazzatura (vuoi mettere come quei sacchetti neri perturbino gravemente
la comunità di vita coniugale...); può darsi che ammetterà di avere un
difetto, ma non per questo penserà, neppure di striscio, a una causa di
annullamento del matrimonio...


> Posso capire un
>> esempio come quello che ho fatto di una sieropositività non dichiarata, ma
>> una canna fumata in giardino o al bar con gli amici nel fine settimana
>
>
> (peraltro si sta parlando di sostanze illegali)

Non mi sembra che il farsi una canna sia illegale.

> Ehi, signor Consiglio Superiore della Magistratura,
> mi spieghi a che piffero serve discutere se non basta nemmeno rilevare 10
> volte che _anche_ sul piano civile, accanto all'ordinamento per la
> separazione/divorzio, c'è _anche_ quello sull'*annullamento*?
>
> se non basta nemmeno far notare 10 volte che _anche_ nel codice _civile_ è
> previsto:
>
> Il matrimonio può altresì essere impugnato da quello dei coniugi il cui
> consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o di
> ***errore essenziale su qualità personali*** dell'altro coniuge.
>
> A che serve discutere, se le cose scivolano via come se non fossero state
> mai scritte?

Sarà, ma a me sembra di aver commentato in più post e con ampiezza
questo richiamo all'*essenziale*, facendo appunto notare come ciò non
dica nulla finché non si stabilisce che cosa è essenziale.

E l'unica cosa che avevi risposto in proposito era il richiamo alle
malattie fisiche o psichiche; che, nuovamente, se intese in senso
abbastanza largo da far entrare anche il fumarsi una canna ogni tanto,
causerebbero ipso facto la nullità immediata di ogni matrimonio
celebrato urbi et orbi...

E se poi si stabilisce che tra queste qualità personali essenziali ci
sia il fumarsi o meno qualche canna, "uniformandosi all'annullamento del
Tribunale ecclesiastico" anche se l'errore "non è incluso
dall'Ordinamento statale come causa di nullità del matrimonio", questo
diritto civile si chiama, né più né meno, sharia, oggi cattolica, domani
probabilmente islamica. Tutte cose che mi sembra d'aver già detto, ma
forse mi sbaglio. O forse no, ed è proprio vero che "le cose scivolano
via come se non fossero state mai scritte"... Pazienza...

Bye,
CSM

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 6:17:38 PM2/17/08
to
bonaiuti ha scritto:

> Il problema è che l'errore ed il dolo sono trattati diversamente,
> configurando due situazioni dissimili.
>
> Mentre l'errore sulla qualità della persona è un fatto del tutto
> soggettivo (Genoveffa non sposerebbe mai chi si fa le canne, fosse anche
> una ogni tre anni senza aspirare), il dolo integra sia un aspetto
> soggettivo che oggettivo, che serve appunto a liberare il campo da
> richieste di nullità basate sull'alito pesante, sull'aerofagia o
> sull'abitudine di mettersi le dita nel naso.

A meno che poi tutte queste cose non rientrino dalla finestra,
allargando il concetto dell'errore di persona (fino a far rientrare
anche il consumo di cannabis), o allargando quello di perturbamento
della comunità di vita coniugale (fino a dire che una canna ogni tanto
la perturba). Perché, allora, Genoveffa potrebbe aver detto di fronte a
testimoni che non sposerebbe mai e poi mai un uomo che si mette le dita
nel naso (errore); e il vedere Genoveffo con le dita nel naso, dopo che
lui le aveva nascosto dolosamente questa sua abitudine, potrebbe
perturbare pesantemente la loro vita coniugale (soprattutto se Genoveffa
mai avrebbe sposato un uomo simile, però s'era dimenticata di dirlo a
dei testimoni e non è in grado di documentarlo).

E, comunque, è già difficile in sé che si verifichi questa situazione
dell'errore senza dolo: che, cioè, Genoveffa dica a testimoni vari che
non sposerebbe mai chi ecc. ecc., e non lo dica proprio all'interessato
Genoveffo. A parte casi molto rari, come quello citato di errore nel
test di fertilità di cui sarebbero vittime sia Genoveffa sia Genoveffo.

Bye,
CSM

Jock McGraw

unread,
Feb 17, 2008, 6:47:53 PM2/17/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b8c088$0$17951$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Per esempio una cosa così grave da non poter essere confessata o da dover
>> essere tenuta accuratamente nascosta alla persona che si vuole sposare.
>> Il vizio del gioco, una deviazione sessuale, una tossicomania cronica.
>> D'altronde, se non può perturbare così gravemente, allora perché
>> nasconderla?
>
> Mah, magari semplicemente perché a uno, normalmente, non passa neanche per
> l'anticamera del cervello che una canna fumata ogni tanto, o un bicchiere
> di vino, o un biglietto preso al Gratta&Vinci possano essere una cosa
> tanto grave da essere causa di annullamento di un matrimonio.


Va bene. I tossici non esistono. Gli alcolizzati non esistono. I
pedopornografi non esistono. Quelli che si bruciano fortune intere al
videopoker o anche solo a botte regolari di Gratta&Vinci da 50-100 euro al
giorno non esistono.
Esistono solo quelli che si fanno tuttalpiù *una* canna, si bevono tuttalpiù
*un* bicchiere, si comprano tuttalpiù *un* biglietto di gratta&vinci,
sbirciano tuttalpiù *una* fotografia scaricata da un certo sito e
giustamente non pensano nemmeno lontanamente che la persona con cui si
vogliono sposare ne debba essere per forza messa al corrente.


Buonanotte e sognidoro

Jock

Smoking_Man

unread,
Feb 17, 2008, 7:16:40 PM2/17/08
to
Jock McGraw ha scritto:

> Va bene. I tossici non esistono. Gli alcolizzati non esistono. I
> pedopornografi non esistono. Quelli che si bruciano fortune intere al
> videopoker o anche solo a botte regolari di Gratta&Vinci da 50-100 euro al
> giorno non esistono.

Esistono senz'altro, ma mi pare decisamente poco credibile che una
persona sia seriamente interessata a un'altra, al punto da volerla
sposare, e arrivi al matrimonio senza essersi resa minimamente conto che
questa persona sia un tossico, un alcolizzato o uno che passa le
giornate davanti al videopoker o ai Gratta&Vinci. Se così fosse, avrebbe
quantomeno dimostrato una certa leggerezza, ma proprio per usare un
eufemismo. Finché si parla di uno che incroci ogni tanto alla fermata
dell'autobus, magari puoi anche non rendertene conto. Ma se pensi di
sposarlo, un minimo di coinvolgimento in più - e di responsabilità nelle
scelte in più - da parte tua ci dovrebbe essere. Penso. Ma magari sono
io che sono all'antica.

Ma assieme a questo penso anche che, come diceva il buon vecchio
Aristotele, una rondine non fa primavera, e che non basta una canna
fumata ogni tanto per fare di uno un tossico, o un cicchetto per farne
un alcolista, o un Gratta&Vinci per farne un ludodipendente pronto a
bruciarsi lo stipendio alle macchinette. Non mi sembrano decisamente
cose che cambiano una persona a livello *essenziale*. Ma mi sbaglierò.

Bye,
CSM

Mauro.

unread,
Feb 18, 2008, 1:07:11 AM2/18/08
to
"Jock McGraw" ha scritto a "Smoking_Man":

> Esistono solo quelli che si fanno tuttalpiù *una* canna, si bevono
> tuttalpiù *un* bicchiere, si comprano tuttalpiù *un* biglietto di
> gratta&vinci, sbirciano tuttalpiù *una* fotografia scaricata da un certo
> sito e giustamente non pensano nemmeno lontanamente che la persona con cui
> si vogliono sposare ne debba essere per forza messa al corrente.

esistono anche situazioni di confine,
per esempio oltre alla pedopornografia
esiste l'erotismo d'autore,
oppure oltre a chi ogni tanto si fa una canna
esiste anche ogni tanto si fuma una sigaretta.
A me per esempio provoca fastidio il fumo
e se sposo una che ogni tanto fuma una sigaretta
(cosa che mi aveva tenuto nascosta)
potrei chiedere la nullita'.

sto ironizzando,
il sacramento del matrimonio,
dice una mia voce cristiana,
e' ben altra cosa,
e se ENTRAMBI i coniugi ne sono ministri,
non è la canna fumata anni fa
a minare il matrimonio.
A minare il matrimonio è chi in detto matrimonio
vede una crepa e anziche' saldarla lo allarga.

A proposito se uno, ingenuo, si facesse prete
e poi scoprisse che nella CC ogni tanto si ricorre a usanze ben poco
cristiane
che dovrebbe fare costui ? Far annullare il sacramento dell'ordine ?
<g>

Mauro


bonaiuti

unread,
Feb 18, 2008, 1:40:58 AM2/18/08
to

"Smoking_Man" <ciga...@smoking.man> ha scritto nel messaggio
news:47b8ce62$0$17943$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Jock McGraw ha scritto:
>
>> Va bene. I tossici non esistono. Gli alcolizzati non esistono. I
>> pedopornografi non esistono. Quelli che si bruciano fortune intere al
>> videopoker o anche solo a botte regolari di Gratta&Vinci da 50-100 euro
>> al giorno non esistono.
>
> Esistono senz'altro, ma mi pare decisamente poco credibile che una persona
> sia seriamente interessata a un'altra, al punto da volerla sposare, e
> arrivi al matrimonio senza essersi resa minimamente conto che questa
> persona sia un tossico, un alcolizzato o uno che passa le giornate davanti
> al videopoker o ai Gratta&Vinci.

Infatti uno dei parametri usati dalla Rota è l'esame di tutti quei
comportamenti prima e durante le nozze che possono rivelare l'importanza
della mancanza/presenza di quella data qualità.
Come già detto, non basta ai fini della nullità il semplice e generico
desiderio di avere figli ma bisogna essersi chiaramente adoperati in tal
senso, per esempio sottoponendo o sottoponendosi ad esami clinici oppure,
durante le nozze, potrebbe essere significativa l'astenzione dagli atti
sessuali dopo che è stata accertata la sterilità del partner (se non si
possono avere figli, ogni altro aspetto del matrimonio perde di scopo).
Immagino che nel caso di una più o meno accentuata tossicodipendenza, ci sia
bisogno anche qui di una chiara espressione di volontà in tal senso.
Semplificando, pur essendo utili, non bastano certo le asserzioni fatte al
bar tra amici ("Non sposerei mai una tossica") ma occorrono altri indizi. Se
infatti si è preoccupati in tal senso è probabile che si siano fatte
ricerche, prese informazioni, accertamenti medici etc... l'assenza delle
prove di questo interesse inerente le qualità della persona da sposare
potrebbe essere indice solamente di una volontà generica (avrei voluto
sposare una brava persona) che nulla vale ai fini del processo rotale.

> Se così fosse, avrebbe quantomeno dimostrato una certa leggerezza, ma
> proprio per usare un eufemismo. Finché si parla di uno che incroci ogni
> tanto alla fermata dell'autobus, magari puoi anche non rendertene conto.
> Ma se pensi di sposarlo, un minimo di coinvolgimento in più - e di
> responsabilità nelle scelte in più - da parte tua ci dovrebbe essere.
> Penso. Ma magari sono io che sono all'antica.

Anche la Rota è all'antica. Come dicevo l'essersi sposati con leggerezza non
rientra in questa fattispecie.

Saluti

Trew

unread,
Feb 18, 2008, 2:39:20 AM2/18/08
to
Smoking_Man ha scritto:

>
> Esistono senz'altro, ma mi pare decisamente poco credibile che una
> persona sia seriamente interessata a un'altra, al punto da volerla
> sposare, e arrivi al matrimonio senza essersi resa minimamente conto che
> questa persona sia un tossico, un alcolizzato o uno che passa le
> giornate davanti al videopoker o ai Gratta&Vinci. Se così fosse, avrebbe
> quantomeno dimostrato una certa leggerezza, ma proprio per usare un
> eufemismo.

Tu evidentemente hai fiducia nel genere umano, e sei ottimista.

Jock McGraw

unread,
Feb 18, 2008, 3:52:57 AM2/18/08
to

"bonaiuti" <nosp...@3009.com> ha scritto nel messaggio
news:47b92886$0$4789$4faf...@reader4.news.tin.it...
>


> Semplificando, pur essendo utili, non bastano certo le asserzioni fatte al
> bar tra amici ("Non sposerei mai una tossica") ma occorrono altri indizi.
> Se infatti si è preoccupati in tal senso è probabile che si siano fatte
> ricerche, prese informazioni, accertamenti medici etc... l'assenza delle
> prove di questo interesse inerente le qualità della persona da sposare
> potrebbe essere indice solamente di una volontà generica (avrei voluto
> sposare una brava persona) che nulla vale ai fini del processo rotale.


Secondo me non ci siamo proprio. Cos'è: adesso esiste l'onere di esibire una
prova obiettiva di "non avere mai avuto l'intenzione di sposare un tossico"?
Cioè: non è tanto importante stabilire che uno dei nubendi fosse tossico e
l'abbia tenuto accuratamente nascosto, quanto stabilire che l'altro non lo
abbia mai sottoposto a un controllo antidoping?

Qui mi pare francamente che si stia scivolando nel surreale.

Jock

Jock McGraw

unread,
Feb 18, 2008, 4:07:31 AM2/18/08
to

"Mauro." <nos...@galaxycorp.com> ha scritto nel messaggio
news:fpb7ae$13a$1...@nnrp-beta.newsland.it...

> "Jock McGraw" ha scritto a "Smoking_Man":
>
>> Esistono solo quelli che si fanno tuttalpiù *una* canna, si bevono
>> tuttalpiù *un* bicchiere, si comprano tuttalpiù *un* biglietto di
>> gratta&vinci, sbirciano tuttalpiù *una* fotografia scaricata da un certo
>> sito e giustamente non pensano nemmeno lontanamente che la persona con
>> cui si vogliono sposare ne debba essere per forza messa al corrente.
>
> esistono anche situazioni di confine,
> per esempio oltre alla pedopornografia
> esiste l'erotismo d'autore,
> oppure oltre a chi ogni tanto si fa una canna
> esiste anche ogni tanto si fuma una sigaretta.
> A me per esempio provoca fastidio il fumo
> e se sposo una che ogni tanto fuma una sigaretta
> (cosa che mi aveva tenuto nascosta)
> potrei chiedere la nullita'.
>
> sto ironizzando,
> il sacramento del matrimonio,
> dice una mia voce cristiana,
> e' ben altra cosa,
> e se ENTRAMBI i coniugi ne sono ministri,

bisogna che entrambi i coniugi, per scegliere liberamente, siano
ragionevolmente al corrente delle condizioni "di partenza" del materiale
umano con cui desiderano costruire una famiglia destinata a durare fino alla
morte. Bisogna sapere con chi ti sposi.
E non è solo una questione di qualità morali, ma anche fisiche.

Quando si sposa una persona non se ne conoscono mai *tutti* i difetti, più o
meno pesanti, ma si ha perlomeno il diritto di sapere se esitano *a priori*
dei problemi fisici o psichici di natura rilevante, che possano condizionare
oggettivamente la vita matrimoniale. Un conto è quando capita che tuo marito
o tua moglie si ammala di sclerosi laterale amiotrofica, e tu gli/le stai
vicino perché sposandoti avevi messo in conto che potesse capitare
un'eventualità del genere. Un conto è scoprire che tuo marito o tua moglie
*sapeva* già prima di sposarti di essere ammalato di sclerosi laterale
amiotrofica e NON te lo aveva detto, per paura che tu lo/la mollassi.

Jock

bonaiuti

unread,
Feb 18, 2008, 6:18:59 AM2/18/08
to

"Jock McGraw" <jock....@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:61svc6F...@mid.individual.net...

Da quel che leggo, dipende se si tratta di dolo o errore (conoscenza
inesatta, falso giudizio).
Se si tratta di errore allora in effetti bisogna dare la prova che mai e poi
mai si sarebbe stati disposti a sposare un tossico, chiunque fosse. E le
prove, nei processi rotali, si basano su fatti, perizie e testimonianze,
mentre il c.d. foro interno non viene tenuto in gran conto. In altri
termini, le convinzioni
personali, se non espresse chiaramente ad altri, valgono ben poco.
Se invece si tratta di dolo allora il fatto cha la tossicodipendenza sia
stata nascosta per carpire il consenso matrimoniale diventa determinante,
sempre che si dimosti che la detta tossicodipendenza minacci gravemente
l'unione stessa.

> Qui mi pare francamente che si stia scivolando nel surreale.

E' uno dei motivi per cui non mi sono mai sognato di adire alla Rota, anche
se il mio caso potrebbe ricadere proprio nell'ipotesi di dolo sopra
descritta.
Però, la procedura è terribilmente dolorosa da un punto di vista morale,
soprattutto se il motivo del contendere riguarda aspetti intimi della
persona.
In passato, prima e durante la separazione, è già stata sparsa parecchia
sofferenza e quindi, non credo sia il caso di infliggerne altra, nonostante
la convinzione d'essere nel giusto. Anzi trovo moralmente ripugnante che la
Chiesa mi chieda di affondare nuovamente il coltello nella piaga, perchè,
alla fine, di questo si tratterebbe, soprattutto a distanza di anni, durante
i quali si è cercato di ricostruire un equilibrio, magari precario, ma pur
sempre preferibile alla situazione precedente.

Saluti


Saluti

Smoking_Man

unread,
Feb 18, 2008, 11:03:35 AM2/18/08
to
Trew ha scritto:

>> Esistono senz'altro, ma mi pare decisamente poco credibile che una
>> persona sia seriamente interessata a un'altra, al punto da volerla
>> sposare, e arrivi al matrimonio senza essersi resa minimamente conto
>> che questa persona sia un tossico, un alcolizzato o uno che passa le
>> giornate davanti al videopoker o ai Gratta&Vinci. Se così fosse,
>> avrebbe quantomeno dimostrato una certa leggerezza, ma proprio per
>> usare un eufemismo.
>
> Tu evidentemente hai fiducia nel genere umano, e sei ottimista.

Un po' sì, perlomeno nel senso che penso che uno presti attenzione alle
cose che per lui contano, che ritiene essenziali. Poi, per carità, ci
può anche essere - e c'è senz'altro - chi decide di sposarsi perché per
lui (o lei) l'essenziale di cui tenere conto era solo il maglioncino
rosa attillato, le movenze delle anche in discoteca o il SUV da
centomila euro, tanto da non accorgersi neppure che il futuro compagno/a
si faceva il suo cicchetto di wiskey appena alzato, al posto del caffè,
e a metà giornata aveva già finito la bottiglia. Può darsi, ma in tal
caso mi sembra che la scelta delle cose che riteneva essenziali e a cui
prestare attenzione prima di sposarsi sia stata sua: ha avuto quello che
lui riteneva essenziale, quello a cui badava, e non quello che non si è
neppure degnato di considerare. In tal caso magari potrà poi separarsi,
se si trova pentito della sua scelta, ma non potrà dire che quella
scelta, con quei determinati criteri, non l'ha fatta. E' una questione
di responsabilità. Ne faccia al massimo tesoro se deciderà di
riprovarci. I casi in cui c'era una condizione veramente grave e di cui
non poteva rendersi conto con la normale attenzione di chi le ritiene
cose importanti si possono contare sulle dita di una mano: gravi
malattie in fase non conclamata, per esempio, che il coniuge decide di
tenere nascoste. Ma dove il gravi malattie non significa il dolorino che
a volte provo al dito anulare destro, che ho rotto anni fa, quando
cambia il tempo. O dove l'alcolismo non significa bersi un bicchiere al
giorno, o la tossicodipendenza non significa fumarsi una canna ogni
tanto. Questi, mi sembra, fan parte dei normali difetti che uno viene a
scoprire col tempo, assieme a tanti altri pregi, per il semplice fatto
che non si conosce mai totalmente una persona. Ma l'essenziale - o ciò
che si ritiene tale - su cui fare una scelta, quello uno dovrebbe anche
cercare di tenerlo presente prima.

Bye,
CSM

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