Karma

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Gianluca Andrini

unread,
Dec 12, 2007, 7:43:42 PM12/12/07
to
E' da tempo che cerco di capire questo concetto. Piů o meno karma significa
azione. Il karma dell'individuo č l'insieme delle sue azioni passate.
Tradotto, il karma č, credo, il suo codice genetico. Eliminare il karma
suppongo significhi sospendere la vita, cioč non riprodursi piů.
Reincarnarsi significa, semplicemente, fare figli. Scopo del buddhismo,
dunque, č controllare le pulsioni sessuali per evitare che sperma e ovulo
vengano in contatto. Cosě il proprio io si estingue. Se tutti gli individui
seguissero questa strada la vita terminerebbe, e cosě tutte le sue pulsioni.

P.S. Per assonanza traduco "karma" con "carne".


Alessandro Selli

unread,
Dec 13, 2007, 3:28:50 AM12/13/07
to
Gianluca Andrini ha scritto:
> E' da tempo che cerco di capire questo concetto. Più o meno karma significa
> azione. Il karma dell'individuo è l'insieme delle sue azioni passate.
> Tradotto, il karma è, credo, il suo codice genetico. Eliminare il karma
> suppongo significhi sospendere la vita, cioè non riprodursi più.

Errato. Fosse vero quello che hai scritto, liberarsi dall'eredità del
kamma sarebbe equivalente a suicidarsi: così cesserebbero le proprie
"azioni mentali", ossia kammiche. Ma le conseguenze della propria
volizione rimarrebbero. La decisione di uccidersi, oppure di non avere
figli, sono loro stesse azioni, determinazioni della mente, quindi fonti
di kamma. Non è per questa via che si giunge alla loro estinzione. Si
estinguono grazie alla comprensione, alla liberazione dall'attaccamento
alle propria emotività e alla concezione di se stessi come di un "io"
separato e indipendente. Quello che tu scrivi è invece un ego che decide
e fa quello che _lui_ ritiene vantaggioso per se stesso.

> Reincarnarsi significa, semplicemente, fare figli.

No: i tuoi figli non sono te stesso. Sono altri esseri, quindi non c'è
stata una tua reincarnazione in loro.

> Scopo del buddhismo, dunque, è controllare le pulsioni sessuali per evitare


> che sperma e ovulo vengano in contatto.

Sbagliate le premesse, sbagliate le conclusioni.

> Così il proprio io si estingue.

Al più si estingue il tuo corpo o la tua progenie. Nulla di più.

> Se tutti gli individui
> seguissero questa strada la vita terminerebbe, e così tutte le sue pulsioni.

La tua vita e quella della tua linea genetica forse si. Ma le pulsioni
no. La tua strada mi appare anzi il prodotto di una pulsione passionale,
di una repulsione. Ossia, è kamma destinato a maturare in nuove pulsioni
passionali, a proseguire quello che intendevi far cessare.

La liberazione è un percorso di conoscenza, comprensione e saggezza.
Non di stratagemmi tecnici da applicare. Non è come prendere una pillola
che metterà tutto a posto.

Ciao,

--
Alessandro Selli http://alessandro.route-add.net
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stalker

unread,
Dec 13, 2007, 8:04:55 AM12/13/07
to

"Gianluca Andrini" <g_an...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:47608048$0$17941$4faf...@reader1.news.tin.it...

> E' da tempo che cerco di capire questo concetto. Piů o meno karma
> significa
> azione. Il karma dell'individuo č l'insieme delle sue azioni passate.

Nella letteratura religiosa 'indiana' prebuddhista il termine karma o karman
aveva inizialmente il solo significato di 'azioni' relative ai sacrifici per
ottenere favori dagli dei (karmanushtayin). Successivamente il termine si
evolse verso un significato valutativo, azione verso il positivo o azione
verso il negativo (karmamarga); ancora piů avanti fu svolta una speculazione
sui frutti delle azioni e sulle loro valutazioni etiche (jnanamarga) e
infine venne sviluppata la dottrina della 'reincarnazione' legata appunto al
karma (karmabandha). Esso č un rigoroso processo 'biologico' che prescinde
da qualsiasi cosa anche se alcune Upanisad ne hanno fornito una
intepretazione 'trascendentale'.
Lo Shakyamuni era indiano e come tale parlava un dialetto pracritico,
mangiava secondo le regole 'sattviche', credeva nei 'deva' e nel 'karma'. La
sua profonda esperienza psicologica e spirituale gli ha fatto reinterpretare
tutto ciň. Non negare, ma reintepretare.

> Tradotto, il karma č, credo, il suo codice genetico. Eliminare il karma
> suppongo significhi sospendere la vita, cioč non riprodursi piů.
> Reincarnarsi significa, semplicemente, fare figli. Scopo del buddhismo,
> dunque, č controllare le pulsioni sessuali per evitare che sperma e ovulo
> vengano in contatto. Cosě il proprio io si estingue. Se tutti gli
> individui
> seguissero questa strada la vita terminerebbe, e cosě tutte le sue
> pulsioni.

Il 'karma' come tanti altri argomenti č stato trattato negli agama-nikaya,
ma le scuole che si sono succedute hanno dato di queste trattazioni delle
intepretazioni molto diverse tra loro. Quindi occorrerebbe chiarire a quale
scuola-intepretazione ti riferisci. Tieni sempre presente questo quando
tratti questi argomenti e quando leggi i relativi interventi qui dentro.

ciao :),
f.

endogenesi

unread,
Dec 13, 2007, 9:54:06 AM12/13/07
to
Il giorno Thu, 13 Dec 2007 14:04:55 +0100, "stalker"
<sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
it.cultura.religioni.buddhismo:

--------omissis-------


>Lo Shakyamuni era indiano e come tale parlava un dialetto pracritico,
>mangiava secondo le regole 'sattviche', credeva nei 'deva' e nel 'karma'.

Che parlasse da "pracritico"... passi, che mangiasse come un
"sattvico"... passi, ma non ti pare ora di esagerare dando del
"credente" al Buddha?

Ciao.:-)

Claudio Kozen Pipitone

__________________________
Autore di *Endogenesi*
http://www.endogenesi.it/

stalker

unread,
Dec 13, 2007, 10:10:13 AM12/13/07
to

"endogenesi" <endog...@x-xclaudiopipitone.it> ha scritto nel messaggio
news:geh2m3lelam0qi4bk...@4ax.com...

> Il giorno Thu, 13 Dec 2007 14:04:55 +0100, "stalker"
> <sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
> it.cultura.religioni.buddhismo:
>
> --------omissis-------
>>Lo Shakyamuni era indiano e come tale parlava un dialetto pracritico,
>>mangiava secondo le regole 'sattviche', credeva nei 'deva' e nel 'karma'.
>
> Che parlasse da "pracritico"... passi, che mangiasse come un
> "sattvico"... passi, ma non ti pare ora di esagerare dando del
> "credente" al Buddha?
>

Dipende se dai 'credito' agli agama-nikaya contenuti in tutte e tre le
raccolte dei canoni.
In quelli il Buddha Shakyamuni afferma che non ci piove che esistono i deva,
ma che essi non sono necessari alla salvezza. Ovviamente il fatto che per
lui non ci piova non vuol dire che ci debba credere pure io.

ciao :),
f.

endogenesi

unread,
Dec 13, 2007, 11:57:49 AM12/13/07
to
Il giorno Thu, 13 Dec 2007 16:10:13 +0100, "stalker"

<sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
it.cultura.religioni.buddhismo:

>
>"endogenesi" <endog...@x-xclaudiopipitone.it> ha scritto nel messaggio
>news:geh2m3lelam0qi4bk...@4ax.com...
>> Il giorno Thu, 13 Dec 2007 14:04:55 +0100, "stalker"
>> <sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
>> it.cultura.religioni.buddhismo:
>>
>> --------omissis-------
>>>Lo Shakyamuni era indiano e come tale parlava un dialetto pracritico,
>>>mangiava secondo le regole 'sattviche', credeva nei 'deva' e nel 'karma'.
>>
>> Che parlasse da "pracritico"... passi, che mangiasse come un
>> "sattvico"... passi, ma non ti pare ora di esagerare dando del
>> "credente" al Buddha?
>>
>
>Dipende se dai 'credito' agli agama-nikaya contenuti in tutte e tre le
>raccolte dei canoni.
>In quelli il Buddha Shakyamuni afferma che non ci piove che esistono i deva,

Nell'agama-nikaya (anguttara-nikaya) troviamo , ad esempio, il "Kalama
Sutta" che costituisce chiara prova di come l'insegnamento del Buddha
consista invece nel non lasciarsi indurre nella posizione di
"credenti", ma a subordinare sempre il "credere" alla propria
personale investigazione per accertarsi se una credenza sia anche
veritiera.

Personalmente resto convinto che il Buddha parlasse delle divinità
solamente nel confrontarsi con i suoi contemporanei, i quali
ovviamente pensavano e ragionavano nei termini propri della cultura
religiosa indiana dell'epoca, intrisa di quel brahmanesimo che lui
fermamente contestava.

Secondo me il Buddha, allevato fin dalla culla nella religione
brahmana e nella pratica yogica, solamente la seconda ha accettato
mentre si è emancipato non solo dal Brahmanesimo ma anche da ogni
forma di accettazione di un Dio, o più Dei o Divinità: ciò non toglie
che possa aver parlato e disquisito di Dei e Divinità o delle fedi
comuni nel patrimonio culturale e religioso dell'epoca, ma sempre
nell'ambito e nell'ottica della propria emancipazione da essi e non
certo in quella di una loro accettazione.

>ma che essi non sono necessari alla salvezza. Ovviamente il fatto che per
>lui non ci piova non vuol dire che ci debba credere pure io.

Appunto, visto che il Buddha stesso si era emancipato dai dogmi, dai
pregiudizi e dalle credenze precostituite, al punto da indicare il
dharma-vicaya come fattore indispensabile del risveglio buddhista.

Da parte mia, quindi, attribuisco agli agama-nikaya contenuti in tutte
e tre le raccolte dei canoni, il credito che essi meritano
contestualizzati nella situazione storica a cui essi si riferiscono ed
alla cultura e religiosità specifica delle persone a cui gli
agama-nikaya erano rivolti e quindi ritengo che da parte del Buddha
storico il confrontarsi con una credenza nel rapportarsi con chi crede
in quella credenza, non significhi per nulla e non implichi "ipso
facto" l'accettazione della credenza stessa da parte del Buddha.

Tanto meno quindi lo implica per te, per me e per i buddhisti in
generale i quali, se proprio hanno desiderio (trsna) di aderire a
delle credenze lo fanno per loro libera autonoma scelta e non certo a
seguito degli insegnamento del Buddha (vedi appunto l'insegnamento di
riferimento contenuto nell'anguttara Nikaya, Tika Nipata, Mahavagga,
Sutta No. 65) e prima o poi se seguono la pratica buddhista dovranno
liberarsi da quell'attaccamento così come da ogni altro.

endogenesi

unread,
Dec 13, 2007, 12:05:17 PM12/13/07
to
Il giorno Thu, 13 Dec 2007 16:10:13 +0100, "stalker"

<sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
it.cultura.religioni.buddhismo:

-----------omissis---------


>il Buddha Shakyamuni afferma che non ci piove che esistono i deva,

Preciserei con il dire che il Buddha considera i deva esistenti nella
cultura religiosa con cui il Buddha storicamente si è confrontato.

Altra cosa è lasciare pericolosamente intendere ad eventuali ignari
lettori che il Buddha fosse lui stesso, a titolo personale, un
"credente" nei deva... ;-)

Tanto è vero che li riteneva addirittura inutili ai fini della
salvezza buddhista.

IMVHO, come sempre, naturalmente. ;-)

stalker

unread,
Dec 13, 2007, 3:03:37 PM12/13/07
to

"endogenesi" <endog...@x-xclaudiopipitone.it> ha scritto nel messaggio

news:9ak2m3he8pkmvv4r0...@4ax.com...

> cut

A claudič...

al brahmino Sangarava che gli chiedeva se esistessero
i deva, cosě il Buddha rispose:

"I deva esistono! E' questo un fatto che io ho riconosciuto e su cui tutto
il mondo č d'accordo"
(Majjhima Nikaya 100, II-212).

Piů chiaro di cosě! ;)

ciao :),
f.

endogenesi

unread,
Dec 13, 2007, 4:27:25 PM12/13/07
to
Il giorno Thu, 13 Dec 2007 21:03:37 +0100, "stalker"

<sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
it.cultura.religioni.buddhismo:

>
>

Stalker, un'estrapolazione decontestualizzata non dimostra nulla.

Preferisco riferirmi al "kalama sutta" ed al dharma-vicaya, solide
basi dell'insegnamento del Buddha, cosě come ti ho spiegato nel
precedente messaggio, piuttosto che a questa estemporanea
estrapolazione, se mi permetti, irrilevante nell'insegnamento
buddhista.

stalker

unread,
Dec 13, 2007, 4:37:48 PM12/13/07
to

"endogenesi" <endog...@x-xclaudiopipitone.it> ha scritto nel messaggio
news:3g83m3d4lfq5mcf15...@4ax.com...

> Il giorno Thu, 13 Dec 2007 21:03:37 +0100, "stalker"
> <sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
> it.cultura.religioni.buddhismo:
>
>>
>>
>>"endogenesi" <endog...@x-xclaudiopipitone.it> ha scritto nel messaggio
>>news:9ak2m3he8pkmvv4r0...@4ax.com...
>>
>>> cut
>>
>>A claudič...
>>
>>al brahmino Sangarava che gli chiedeva se esistessero
>>i deva, cosě il Buddha rispose:
>>
>>"I deva esistono! E' questo un fatto che io ho riconosciuto e su cui
>>tutto
>>il mondo č d'accordo"
>>(Majjhima Nikaya 100, II-212).
>>
>>Piů chiaro di cosě! ;)
>
> Stalker, un'estrapolazione decontestualizzata non dimostra nulla.
>
> Preferisco riferirmi al "kalama sutta" ed al dharma-vicaya, solide
> basi dell'insegnamento del Buddha, cosě come ti ho spiegato nel
> precedente messaggio, piuttosto che a questa estemporanea
> estrapolazione, se mi permetti, irrilevante nell'insegnamento
> buddhista.
>

Uffa! Ma io non ho mai scritto di insegnamento buddhista ma solo del fatto
che lo Shakymuni ci credeva e se tu non credi che ci credesse č solo perché
non credi al brano che ho postato. Non credi? :)
Comunque sono in molti che credono che lo Shakyamuni credesse nei Deva ma
ciň č del tutto irrilevante ai fini dell'insegnamento buddhista in questo io
credo ciň in cui tu credi, almeno credo. :)

ciao :),
f.

endogenesi

unread,
Dec 13, 2007, 5:14:34 PM12/13/07
to
Il giorno Thu, 13 Dec 2007 22:37:48 +0100, "stalker"

Non credo.

Come ti ho giŕ spiegato ho invece buoni motivi per pensare che il
Buddha non fosse un "credente".

>Comunque sono in molti che credono che lo Shakyamuni credesse nei Deva ma
>ciň č del tutto irrilevante ai fini dell'insegnamento buddhista in questo io
>credo ciň in cui tu credi, almeno credo. :)

Tu mi dici che in molti lo credono: forse, ma poichč ritengo che non
sia il numero a fare la ragione, resto della mia opinione e non sono
d'accordo.

Con immutata stima e rispetto.

stalker

unread,
Dec 13, 2007, 5:42:01 PM12/13/07
to

"endogenesi" <endog...@x-xclaudiopipitone.it> ha scritto nel messaggio

> Con immutata stima e rispetto.

Quella sempre e comunque.

ciao e buonanotte!

f. :)

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gollum

unread,
Dec 14, 2007, 3:19:48 AM12/14/07
to
Archeopteryx ha scritto:

>
>http://xoomer.alice.it/archeopteryx/cor/it08_oriente/relig/buddh/art_ab_karma01.htm

Avevo letto questo articolo di Berzin tempo fa, però mi rimane sempre una
perplessità quando si fanno esempi come quelli citati in quel testo. Posso
capire cioè che, se il karma è questo insieme di "impulsi" che ci fa agire
in base ad una serie di azioni passate, allora la tendenza ad arrabbiarmi
me la porterò dietro, e così pure quella ad ammalarmi se conservo cattive
abitudini.
Ma perchè mai, se in una vita precedente ho torturato o ucciso qualcuno,
beh allora dovrei attraversare la strada esattamente nel momento in cui
passa un'auto? Questo farebbe supporre o che io possieda una sorta di
inconscia preveggenza che mi muove in modo masochistico ad attraversare la
strada proprio in quel preciso momento per infliggermi la sofferenza,
oppure che il karma sia qualcosa di più che una serie di impulsi latenti,
ma una vera e propria forza "cosmica" che svolge i suoi effetti
all'interno e all'esterno di noi.


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


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endogenesi

unread,
Dec 14, 2007, 3:34:35 AM12/14/07
to
Il giorno Fri, 14 Dec 2007 09:19:48 +0100, tesss...@nospam.no
(gollum) ha scritto sul newsgroup it.cultura.religioni.buddhismo:

--------omissis-------
>oppure che il karma sia qualcosa di piů che una serie di impulsi latenti,


>ma una vera e propria forza "cosmica" che svolge i suoi effetti
>all'interno e all'esterno di noi.

Il Karma č quella legge naturale che governa ed amministra il
principio di "azione e reazione"...

Vi sono poi tutte le varie interpretazioni che si danno agli eventi,
cercando di scovare in essi quale sia l'esatta azione karmica a cui
gli eventi stessi rispondono, ma ognuna di queste interpretazione č
inevitabilmente soggettiva e spesso speculativa.

Ciao.

Zardoz

unread,
Dec 14, 2007, 6:27:02 AM12/14/07
to
> Ma perchč mai, se in una vita precedente ho torturato o ucciso qualcuno,

> beh allora dovrei attraversare la strada esattamente nel momento in cui
> passa un'auto?


Sě infatti, si č detto che il karma non č il destino.. beh pare che gli
somigli molto perché pare proprio sincronizzare gli eventi.
Unica differenza importante parrebbe essere il fatto che mentre il destino
non implica per forza una struttura "morale" il karma sě.
Inoltre in opere varie realizzate da orientali mi č capitato di sentirlo
recepito proprio cosě: ad un tizio accadeva qualcosa ed un qualcun altro
diceva: era il suo karma.
Non mi pare essere solo una prerogativa occidentale quella di concepire il
karma come una specie di destino.

Un' altra cosa, leggevo il Surangama Sutra e ho notato come, almeno in quel
sutra, la concezione del karma sia in un certo senso antropocentrica: il
mondo umano č caratterizzato in egual misura da passioni e pensieri, da
meriti e demeriti.
Ci si reincarna in forme di vita piů basse da quelle animali fino a quelle
infernali se i propri "peccati" sono preponderanti ed una volta scontatili
si risale e l'esatto contrario accade, tranne che per un certa categoria di
paradisi dai quali per fortuna non si ritorna a cadere mai piů, se i propri
meriti sopravvanzano le malefatte.
Insomma il mondo umano occupa nella "mappa" delle possibili esistenze una
posizione centrale.

Anche se non sono citati vegetali ed esseri inferiori come insetti ed altre
schifezze varie.. qualcuno sa se il Buddha avrebbe detto qualcosa anche a
loro riguardo?


Ciao.

Message has been deleted

Alessandro Selli

unread,
Dec 14, 2007, 7:54:18 AM12/14/07
to
endogenesi ha scritto:

> Il giorno Thu, 13 Dec 2007 21:03:37 +0100, "stalker"
> <sta...@zhiyi.it> ha scritto sul newsgroup
> it.cultura.religioni.buddhismo:
>
>>
>> "endogenesi" <endog...@x-xclaudiopipitone.it> ha scritto nel messaggio
>> news:9ak2m3he8pkmvv4r0...@4ax.com...
>>
>>> cut
>> A claudiè...

>>
>> al brahmino Sangarava che gli chiedeva se esistessero
>> i deva, così il Buddha rispose:

>>
>> "I deva esistono! E' questo un fatto che io ho riconosciuto e su cui tutto
>> il mondo è d'accordo"
>> (Majjhima Nikaya 100, II-212).
>>
>> Più chiaro di così! ;)

>
> Stalker, un'estrapolazione decontestualizzata non dimostra nulla.

Contestualizziamola, dunque.

http://www.ronaldbrucemeyer.com/rants/0408almanac.htm

[...]

«Riguardo l'"ateismo" del Buddha, è vero che negò l'esistenza
di un dio creatore/supremo o di qualunque altro tipo di sommo
dio. Gli dei antichi (deva) che facevano parte della
religione proto-induista della tradizione vedica compaiono
nelle scrittura buddhiste, ma la loro condizione nel
buddhismo è piuttosto più bassa confronto a quella nel
brahmanesimo vedico. I deva non vivono eternamente, nessuno
di loro è onnipresente o onnisciente, e in numerosi casi si
recano dal Buddha per fargli domande a proposito dei suoi
insegnamenti.

«Per comprendere l'atteggiamento del Buddha nei confronti di
questi esserei celesti si può leggere un brano chiamato
Sangarava Sutta (dalla collezione del Majjhima Nikaya) in cui
un uomo chiamato Sangarava chiese al Buddha "Maestro Gotama,
è vero che ci sono gli dei?" Cui rispose il Buddha: "Io so
che è così, gli dei ci sono". Quando Sangarava domandò al
Buddha perché non rispondeva con una semplice risposta
affermativa o negativa, il Buddha disse: "È nozione
ampiamente accettata nel mondo che ci siano gli dei."
Sembrerebbe che il Buddha ammettesse che una classe di esseri
non umani, di esseri celestiali esistano, ma che non li
considerasse come degli 'dei'.

«È importante considerare la conversazione di cui sopra alla
luce di una dichiarazione del Buddha contenuta in un'altro
passo delle scritture, il Potthapada Sutta (nella collezione
del Digha Nikaya). In questo discorso il Buddha spiega che
usava certi termini di uso comune nelle sue conversazioni e
discorsi solamente come convenzioni linguistiche.
"... questi sono solo nomi, espressioni, convoluzioni della
lingua, designazioni di uso comune nel mondo, che il
Tathagata (il Buddha) usa non a sproposito."

«È da notare che il Buddha non pregava mai nessun dio, né
raccomandava tale pratica ai suoi discepoli. I buddhisti sono
liberi di pregare se lo vogliono, ma certamente non gli è
richiesto di farlo. Non c'è neanche alcuna necessità di
credere in tali esseri. Il conseguimento del Nirvana
(Nibbana) non dipende dalla devozione ma dalla coltivazione
della moralità, della meditazione e della saggezza.

«Beh, mi scuso per la lunghezza del messaggio e ti ringrazio
del tempo che hai dedicato a leggerlo. Continua il bel
lavoro che hai fatto con il sito web ricco d'informazioni!
Sinceramente,
[nome omesso]
Lien Hoa Buddhist Temple
Irving, Texas USA»


> Preferisco riferirmi al "kalama sutta" ed al dharma-vicaya,

I quali non dicono nulla sull'esistenza del campo elettromagnetico, che
io non vedo né sento, che è inutile ai fini della liberazione e che perciò
non esiste :-)

gollum

unread,
Dec 14, 2007, 8:18:01 AM12/14/07
to
Zardoz ha scritto:


> Anche se non sono citati vegetali ed esseri inferiori come insetti ed altre
> schifezze varie.. qualcuno sa se il Buddha avrebbe detto qualcosa anche a
> loro riguardo?

Penso che il mondo animale comprenda anche insetti, nematodi. Il regno
vegetale e micotico credo siano esclusi, in quanto, secondo il buddhismo,
non sono esseri senzienti. Esseri ancora pià basilari come procarioti,
batteri etc. non lo so, ma sarei curioso.
La cosa ridicola è che parliamo in termini di vita terrestre. Non posso
pensare che questi discorsi siano *assoluti*, se se esistono veramente
samsara, nirvana e buddha, mi piacerebbe credere che il buddha dharma che
conosciamo è solo la "versione semplificata" per la specie umana del
pianeta terra.

stalker

unread,
Dec 14, 2007, 8:37:23 AM12/14/07
to

"gollum" <tess...@nospam.no> ha scritto nel messaggio
news:fjtvq9$kt5$1...@news.newsland.it...

> Il regno
> vegetale e micotico credo siano esclusi, in quanto, secondo il buddhismo,
> non sono esseri senzienti.

Per alcune scuole Mahayana anche gli alberi hanno la natura di Buddha.

ciao :),
f.

Alessandro Selli

unread,
Dec 14, 2007, 9:35:01 AM12/14/07
to
gollum ha scritto:

> Archeopteryx ha scritto:
>
>> http://xoomer.alice.it/archeopteryx/cor/it08_oriente/relig/buddh/art_ab_karma01.htm
>
> Avevo letto questo articolo di Berzin tempo fa, però mi rimane sempre una
> perplessità quando si fanno esempi come quelli citati in quel testo. Posso
> capire cioè che, se il karma è questo insieme di "impulsi" che ci fa agire
> in base ad una serie di azioni passate, allora la tendenza ad arrabbiarmi
> me la porterò dietro, e così pure quella ad ammalarmi se conservo cattive
> abitudini.

Nel corso della tua vita presente si.
Ma dopo morto le tue abitudini, le tue passioni e impulsi continuano ad
esistere in forma latente nel mondo, pronte a fiorire e a maturare quando
se ne presentano le circostanze favorevoli. Ma non è che in un qualche
futuro ci sarai ancora tu a vivere le stesse emozioni, ricordi, fantasie,
passioni, pulsioni eccetera. Ci saranno gli esseri che ci saranno, i
quali erediteranno del mondo quello che vi avranno lasciato gli esseri che
li hanno preceduti. Le pulsioni e predisposizioni che questi esseri
vivranno, sono allora di estranei che loro dovranno subire senza colpa?
No, saranno proprio le loro pulsioni, emozioni eccetera, proprio come tu
riconosci come tue quelle che vivi e che caratterizzano la tua personalità.

> Ma perchè mai, se in una vita precedente ho torturato o ucciso qualcuno,
> beh allora dovrei attraversare la strada esattamente nel momento in cui
> passa un'auto?

Vediamola così.
Un ragazzo sviluppa (o ha congenita, dalla nascita) la tendenza di
ignorare quello che gl'impongono di fare i genitori, di ribellarsi ai loro
consigli a prescindere. Parimenti fa riguardo alle più basilari
convenzioni sociali e regole civili. Un giorno infatti gira in
motocicletta senza casco, passa un semaforo rosso, imbocca a piena
velocità una curva contro mano e si stampa come un francobollo sul
radiatore di un autoarticolato.
C'è stata una qualche premonizione? No.
C'è una volontà sovrannaturale dietro all'accaduto? Non c'è alcun bisogno
di postularla.
Il tutto è accaduto per un fato inevitabile, per via di un destino
ineludibile scritto su qualche registro cosmico da una mano divina? E
perché mai?
Allora il fatto è successo perché in una vita precedente il ragazzo si
divertiva a schiacciare gli scarafaggi con il suo camion-giocattolo per
sfogare i suoi risentimenti contro quella che sentiva come
un'autoritarietà oppressiva dei genitori? Chissà. Forse si e forse no.
Forse un po' si e un po' no.

Il fatto è accaduto perché più circostanze favorevoli sono maturate
insieme. Il ragazzo aveva il suo carattere, marcato dallo spregio delle
convenzioni e dell'ubbidienza, dall'assenza di autodisciplina. Questo ha
facilitato l'insorgere della circostanza funesta. Perché il ragazzo era
così? Inutile cercare nelle _sue_ vite precedenti: lui nelle vite
precedenti non c'era. Così come pure tu, oggi, non c'eri vent'anni fa,
avessi pure tu trent'anni.
Ma senz'altro i suoi atteggiamenti, le sue predisposizioni, i suoi modi di
fare le cose, le sue tendenze verso certi comportamenti o considerazioni
piuttosto che altri sono il prodotto di atteggiamenti, fatti, pensieri,
parole, volontà e causalità espresse e realizzate nel passato. Chi oggi
non è il prodotto di quello che il mondo ha accumulato nel corso della sua
lunga storia, una storia fortemente marcata dalla voluttà degli esseri
senzienti che l'hanno abitato per così lungo tempo? Ma quello che non si
può dire è che ci sia una continuità personale, singolare di un preciso
essere da un'era all'altra. Gli esseri non rimangono se stessi neanche
nel corso di una stessa, singola vita.

> Questo farebbe supporre o che io possieda una sorta di
> inconscia preveggenza che mi muove in modo masochistico ad attraversare la
> strada proprio in quel preciso momento per infliggermi la sofferenza,
> oppure che il karma sia qualcosa di più che una serie di impulsi latenti,
> ma una vera e propria forza "cosmica" che svolge i suoi effetti
> all'interno e all'esterno di noi.

Il tuo karma è il tuo modo di considerare le cose e le decisioni, le
azioni e la verbalità che di volta in volta prendi o esprimi in
conseguenza di ciò. Questo costituisce la base causale dell'evoluzione
tua, della tua mente, del mondo che ti circonda e che interagisce con te,
e ancora delle predisposizioni e delle tendenze innate degli esseri che
saranno nel mondo dopo il tuo trapasso.
Per questo si dice che il tuo karma presente, ossia la tua voluttà e le
tue predisposizioni presenti, modellano il futuro tuo e degli esseri che
verranno al mondo ancora dopo la tua morte. Il tutto senza che si sia "tu".


Ciao,

Bacarozzo Incazzoso

unread,
Dec 14, 2007, 9:38:14 AM12/14/07
to
Zardoz ha scritto:

> Anche se non sono citati vegetali ed esseri inferiori come insetti ed
> altre schifezze varie..

Inferiore e schifezza ci sarai tu.
Attento, ti garantirņ una lunga serie di incubi notturni!

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Alessandro Selli

unread,
Dec 14, 2007, 10:16:41 AM12/14/07
to
Archeopteryx ha scritto:

> Per tutto questo le tue orecchie
> saranno risparmiate per qualche minuto a tua scelta.

Troppo buono.... :-(

Zardoz

unread,
Dec 14, 2007, 10:17:06 AM12/14/07
to
> Ma quello che non si
> può dire è che ci sia una continuità personale, singolare di un preciso
> essere da un'era all'altra. Gli esseri non rimangono se stessi neanche
> nel corso di una stessa, singola vita.

Sì pero' attenzione, c'è almeno un passo di un sutra che avverte di non
mettersi a pensare: faccio quello che voglio, tanto quello che sperimenterà
gli effetti negativi del karma che sto creando sarà qualcun altro, non certo
io.
Quindi la cosa non è facile da inquadrare, attenzione a credere o a dar da
pensare che non sperimenteremo il nostro karma in vite future.


Ciao.

Zardoz

unread,
Dec 14, 2007, 10:18:20 AM12/14/07
to
> Sì pero' attenzione, c'è almeno un passo di un sutra che avverte di non
> mettersi a pensare: faccio quello che voglio, tanto quello che
> sperimenterà gli effetti negativi del karma che sto creando sarà qualcun
> altro, non certo io


Pero' non ricordo quale sia, magari è uno mahayana ^^

Ciao.

Alessandro Selli

unread,
Dec 14, 2007, 11:24:21 AM12/14/07
to
Zardoz ha scritto:

>> Ma quello che non si
>> può dire è che ci sia una continuità personale, singolare di un preciso
>> essere da un'era all'altra. Gli esseri non rimangono se stessi neanche
>> nel corso di una stessa, singola vita.
>
> Sì pero' attenzione, c'è almeno un passo di un sutra che avverte di non
> mettersi a pensare: faccio quello che voglio, tanto quello che
> sperimenterà gli effetti negativi del karma che sto creando sarà qualcun
> altro, non certo io.

Diificle pensare che il motociclista-francobollo non abbia subíto delle
conseguenze avverse dal ka[rm]ma del passato. Anche se non è il suo
personale.

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stalker

unread,
Dec 15, 2007, 7:27:20 AM12/15/07
to

"Nathan" <nata...@x-privat.org> ha scritto nel messaggio
news:1qtzas8n4a56s$.dlg@ID-

> Sempre che io abbia compreso bene il concetto
> di esistenza nel buddismo.

Non mi stancherň mai di ripeterlo. Non c'č una concezione, ma piů differenti
concezioni nel buddhismo.

ciao :),
f.


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stalker

unread,
Dec 15, 2007, 8:42:31 AM12/15/07
to

"Nathan" <nata...@x-privat.org> ha scritto nel messaggio
news:xfid87y5ug7n$.dlg@ID-108136.user.uni-berlin.de...
> sabato 15/12/2007 13.27, *stalker* ha scritto:
>
> [cut]
>
>> Non mi stancherò mai di ripeterlo. Non c'è una concezione, ma più
>> differenti
>> concezioni nel buddhismo.
>
> Indubbiamente, ma da buon occidentale mi dovrai necessariamente perdonare
> un certo livello di semplificazione.

Quello che vuoi ma sappi che sia tu, che io che chiunque altro faccia
affermazioni sul buddhismo parla per quello che ha compreso della propria
scuola. Che gli studiosi di buddhismo hanno evidenziato delle differenze
sostanziali tra le diverse scuole e che non sappiamo con contezza quale sia
in effetti il pensiero del Buddha storico su molti argomenti.

Parlare di cosa sia il karma, la trasmigrazione, i deva, etc.etc. per il
buddhismo non ha senso se non all'interno dello specifico insegnamento a cui
ci si riferisce che può essere diverso se non adirittura contraddittorio con
un altro insegnamento altrettanto 'autorevole'.

ciao :),
f.

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Alessandro Selli

unread,
Dec 17, 2007, 3:14:19 AM12/17/07
to
Nathan ha scritto:
> venerdì 14/12/2007 15.35, *Alessandro Selli* ha scritto:
>
> [cut]

>
>> Ma dopo morto le tue abitudini, le tue passioni e impulsi continuano ad
>> esistere in forma latente nel mondo, pronte a fiorire e a maturare quando
>> se ne presentano le circostanze favorevoli.
>
> Scusa se ti interrompo a questo punto. Mi hai fatto venire in mente una
> sorta di koan. Come possono esistere abitudini, impulsi e passioni senza un
> io che le concepisce.

L'individuo che sperimenta, in cui maturano le predisposizioni latenti,
esiste.
Quello che non esiste è il sé permanente, immortale, immutabile, l'anima
che trasmigrerebbe.

Alessandro Selli

unread,
Dec 17, 2007, 3:24:21 AM12/17/07
to
Nathan ha scritto:
> venerdì 14/12/2007 15.35, *Alessandro Selli* ha scritto:
>
> [cut]
>
>> Per questo si dice che il tuo karma presente, ossia la tua voluttà e le
>> tue predisposizioni presenti, modellano il futuro tuo e degli esseri che
>> verranno al mondo ancora dopo la tua morte. Il tutto senza che si sia "tu".
>
> Ho capito. Il karma è una sorta di telepatia post-mortem.

È l'acqua del fiume due chilometri al largo della foce.
È la fiamma della candela due minuti dopo il suo spengimento.
È il fumo del fuoco due ore dopo che si è sollevato nell'aria.
È l'Alessandro Selli della foto sul comodino di mia madre di quando aveva
cinque anni.

Queste cose esitono ancora? Esistono come fenomeni telepatici?
Esistono come presenze spiritiche post-mortem? No, nulla di tutto questo.
Certamente in un certo senso esistono. Ma altrettanto sicuramente non
sono più un fiume, non sono più una fiamma, non sono più del fumo o un
bambino di cinque anni.

È un po' meno complicato, adesso?

Alessandro Selli

unread,
Dec 17, 2007, 3:27:48 AM12/17/07
to
Alessandro Selli ha scritto:
> Nathan ha scritto:

>> Ho capito. Il karma è una sorta di telepatia post-mortem.
>
> È l'acqua del fiume due chilometri al largo della foce.
> È la fiamma della candela due minuti dopo il suo spengimento.
> È il fumo del fuoco due ore dopo che si è sollevato nell'aria.
> È l'Alessandro Selli della foto sul comodino di mia madre di quando aveva
> cinque anni.

Pardon, meglio specificare: "Le conseguenze (spesso dette: l'eredità)
del karma sono come..."

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Amon.Tools

unread,
Dec 23, 2007, 10:50:02 AM12/23/07
to
Gianluca Andrini ha scritto:
> E' da tempo che cerco di capire questo concetto. Più o meno karma significa
> azione. Il karma dell'individuo è l'insieme delle sue azioni passate.
> Tradotto, il karma è, credo, il suo codice genetico. Eliminare il karma
> suppongo significhi sospendere la vita, cioè non riprodursi più.
> Reincarnarsi significa, semplicemente, fare figli. Scopo del buddhismo,
> dunque, è controllare le pulsioni sessuali per evitare che sperma e ovulo
> vengano in contatto. Così il proprio io si estingue. Se tutti gli individui
> seguissero questa strada la vita terminerebbe, e così tutte le sue pulsioni.
>
> P.S. Per assonanza traduco "karma" con "carne".
>
>


No è totalmente errato, il concetto Karma è molto semplice:

Karma:
Attività fisica. (qualsiasi cosa tu faccia genera Karma)
In senso metafisico, legge di retribuzione; legge di causa ed effetto, o
causalità etica. Vi è karma di merito e di demerito. È il potere che
governa tutte le cose,la risultante dell'azione morale, o l'effetto
morale di un atto compiuto per desiderio personale.

Vuol dire che se hai comportamenti etici, corretti positivi amorevoli
ecc ecc maturi Karma positivo (che in risultato ha situazioni nelle vite
che sono positive) diversamente accade il contrario.

è la legge base dell'evoluzione sul nostro pianeta, una volta smaltito
tutto il Karma, non è più necessario incarnarsi e si passa al "Nirvana"

Spiegato in 4 parole + o meno è così, poi è molto più ampliabile..

--
Saluti Lucenti =^_^=

Matteo "Amon"

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