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Riflessioni sul digiuno.

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socrate

unread,
Mar 2, 2013, 4:30:28 AM3/2/13
to
Cari amici vi invio alcune interessanti riflessioni sul digiuno che per
me, inizia oggi.
Saluti.
f.





Per i credenti baha’i inizia il digiuno, dura dal 2 al 20 marzo di ogni
anno.

La gran parte delle Fedi religiose prescrivono il digiuno come mezzo di
purificazione spirituale.

Il digiuno era messo in pratica dagli antichi greci quando consultavano
gli oracoli; dai nativi americani e dagli sciamani africani, per i loro
riti animisti.

Il Buddismo prescrive ai monaci di digiunare ogni mese: nei giorni di luna
nuova e di luna piena.

Anche nella tradizione braminica si prescrive di digiunare nel giorno di
plenilunio e nell’undicesimo giorno che segue alla luna nuova: Ekadashii.

Nell’Ebraismo si praticano vari digiuni, il più importante dei quali cade
tra settembre e ottobre ed assume il nome di Yom Kippur Giorno
dell’espiazione.

Nel Cristianesimo il digiuno veniva praticato il venerdì d’ogni settimana
ed era anche osservato in preparazione della Pasqua.

Per l’Islam il digiuno rappresenta uno dei cinque pilastri della dottrina
coranica. Esso si pratica nel mese di Ramadan mese caldo.

Nella Fede Bahá’í si afferma testualmente che “la Religione di Dio è come
il cielo, il digiuno è il sole e la preghiera obbligatoria, la luna. In
verità, essi sono le colonne della religione per cui i giusti si
distinguono da coloro che trasgrediscono i Suoi comandamenti. Supplichiamo
Dio, esaltato e glorificato sia, di dare benignamente a tutti la
possibilità di osservare ciò che Egli ha rivelato nel Suo Antico Libro”.

La medicina olistica è giunta alla conclusione che “gli effetti mentali
del digiuno si manifestano sia nella sfera puramente razionale che in
quella emotiva ed istintuale. La sensibilità e l’emotività si affinano,
l’attenzione, la concentrazione e la memoria possono migliorare
notevolmente, così le capacità logiche e soprattutto quelle intuitive.
Idee nuove affiorano, si intuisce il significato di vicende rimaste
oscure, si progetta il futuro”.





UN PENSIERO SUL DIGIUNO DEL POETA RUMÍ.



C’è una dolcezza nascosta
in uno stomaco vuoto.
Noi siamo liuti, niente di più, niente di meno.
Se la cassa di risonanza
è piena di qualunque cosa, niente musica.
Se il cervello e la pancia sono purificati
dall’ardere del digiuno, ogni momento
una nuova canzone sale da questo fuoco.
La nebbia si dirada, e una nuova energia
ti fa salire di corsa
i gradini di fronte a te.
Sii più vuoto e grida come gridano gli strumenti di canna.
Più vuoto, scrivi segreti con la penna di canna.
Quando ti sei rimpinzato di cibo e bevande,
un’orribile statua di metallo siede dove dovrebbe
sedere il tuo spirito. Quando digiuni,
buone abitudini si raccolgono come amici
che vogliono aiutarti.
Il digiuno è l’anello di Salomone. Non darlo
a qualche illusione e non perdere potere,
ma anche se, anche se hai perso tutta la volontà e il controllo, loro
tornano quando digiuni, come soldati che appaiono dal terreno, e
stendardi volano sopra di loro. Una tavola discende sulle tua tenda, la
tavola di Gesù. Aspettati di vederla, quando digiuni, questa tavola
imbandita di altro cibo, migliore del brodo di cavoli.


f.

www.bahai.it

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