Sono abbastanza a digiuno di filosofie/religioni orientali ma ho letto
alcuni passi interessanti del Dharmapada, e ho comunque sempre avuto
interesse nell'approfondirle, un giorno. Quel giorno � arrivato. ^^
Se non dovesse esistere (un tale sito), che ne dite di crearne uno?
Saluti, Giovanni
ps. domanda sottointesa: esiste una traduzione italiana di tutti i testi
dei tre canoni buddisti?
No.
> Sono abbastanza a digiuno di filosofie/religioni orientali ma ho letto
> alcuni passi interessanti del Dharmapada, e ho comunque sempre avuto
> interesse nell'approfondirle, un giorno. Quel giorno è arrivato. ^^
Auguri! :-)
> Se non dovesse esistere (un tale sito), che ne dite di crearne uno?
Ci hanno già provato. Con scarsissimi risultati. Uno dei siti, tanto
per fare un esempio, è http://www.dhamma.it/, dominio registrato nel
2002 ma che in sette anni non è riuscito neanche a tradurre dall'inglese
(dal sito http://www.accesstoinsight.org) l'introduzione esplicativa sul
carattere delle varie parti di cui è composto il canone in lingua pâli:
http://www.dhamma.it/jsps/portal/catalogue/classifications_list.jsp
Fare quello che ti proponi comporta un lavoro ciclopico, che il canone
è un'opera di grande mole. Persino la londinese Pali Text Society non è
pienamente riuscita nell'impresa di tradurre completamente il canone
pâli, pur avendo cominciato a farlo nella seconda metà del XIX secolo.
In tanto tempo ha tuttavvia prodotto 57 volumi del canone in lingua
originale trascritta nell'alfabeto latino e 43 volumi di traduzioni in
inglese, disponibili per 1,089.00 sterline
(http://www.palitext.com/palitext/tipitaka.htm). Anche di questi va
detto che diversi volumi sono stati tradotti nell'800 e sarebbero ormai
da ritradurre.
Non so tu quale conoscenza abbia del pâli o del sanscrito, ma fossi
anche un buon conoscitore di almeno una di queste lingue, fossi anche
giovane e potessi pure permetterti di vivere di rendita, avresti
comunque abbastanza lavoro da tenerti occupato per il resto della tua vita.
> ps. domanda sottointesa: esiste una traduzione italiana di tutti i testi
> dei tre canoni buddisti?
(Presumo che tu indessi scrivere delle tre parti in cui sono divise
tutte le redazioni note del canone buddhista)
No. Dei cinque /nikaya/ del Sutta Pitaka solo il Majjhima Nikaya e il
Khuddaka Nikaya hanno una traduzione completa in italiano, la prima
delle quali però risale a partire dal 1904 (data della prima
pubblicazione del primo volume) e sarebbe da rifare. Poi c'è solo il
Samyutta Nikaya che è stato tradotto quasi intergralmente e pubblicato
dalla Ubaldini nel 1998. Del resto del Sutta Pitaka ci sono delle
antologie o traduzioni parziali. Degli altri due pitaka non conosco
nessuna traduzione, nemmeno parziale.
In lingua italiana i testi canonici che conosco e che sono riuscito ad
ottenere sono elencati nella prima sezione dell'elenco di libri su
http://alessandro.route-add.net/Testi/Dhammico/biblioteca.html, dallo a2
allo a11.
Ciao,
--
Alessandro Selli http://alessandro.route-add.net
AVVERTENZA: i messaggi inviati a "trappola" non mi arriveranno.
WARNING: messages sent to "trappola" will never reach me.
Se parli di tre canoni buddhisti intendo facilmente che ti riferisci ai tre
differenti canoni raccolti nelle lingue pali, cinese e tibetano.
Sono differenti e sono all'origine di differenti tradizioni religiose.
Quello pali influenza il sud est asiatico e appartiene alla tradizione
theravada.
Quello cinese influenza l'estremo oriente e appartiene alla tradizione
mahayana e mahayana-vajrayana.
Quello tibetano influenza l'area tibetana e la mongolia e anch'esso
appartiene alla tradizione mahayana e mahayana-vajrayana.
Di quello pali esistono delle traduzioni in lingua inglese; mentre di quello
cinese e tibetano non sono ancora state completate le traduzioni in lingue
occidentali e di questi canoni esistono solo alcune parti nelle lingue
europee.
Ancora pi� scarna e la situazione in lingua italiana.
Ciao
> Ci hanno gi� provato. Con scarsissimi risultati. [...]
> Fare quello che ti proponi comporta un lavoro ciclopico, che il canone
> � un'opera di grande mole. [...]
Oddio, non avevo capito qual era la portata della mia richiesta. Pensavo
la cosa difficile sarebbe stata trovare i testi in formato digitale...
> > ps. domanda sottointesa: esiste una traduzione italiana di tutti i testi
> > dei tre canoni buddisti?
> (Presumo che tu indessi scrivere delle tre parti in cui sono divise
> tutte le redazioni note del canone buddhista)
Su Wikipedia avevo letto (come conferma anche stalker, grazie per le
info ^^) che il canone buddhista � raccolto in tre canoni (Pali, Cinese
e Tibetano), diversi anzitutto a partire dalla lingua.
Tu parli del canone Pali quasi come fosse l'unico esistente/valido.
Posso chiederti se lo fai per qualche motivo/interesse particolare? ^^
Ti ringrazio comunque per l'esauriente risposta: online avevo trovato i
siti segnalati su http://www.accesstoinsight.org/outsources/foreign.html
tra i quali quello di Enzo Alfano che sembra essere la miglior risposta
alla mia domanda iniziale. Quel che mi spiace � che non esista una
community di volontari che, a tempo perso, stia traducendo anche "solo"
dall'inglese ci� che manca in italiano. :-( So che non � facile, ma...
Buona serata.
Giovanni
ps. nel mondo sembra che la parola "Tipitaka" sia 5 volte pi� diffusa di
"Tripitaka" (con la erre), in italia entrambe le parole sono molto rare.
[...]
> Tu parli del canone Pali quasi come fosse l'unico esistente/valido.
> Posso chiederti se lo fai per qualche motivo/interesse particolare? ^^
Perché è l'unico cui ho deciso di dedicarmi, ed è quindi l'unico che
conosco, studio e pratico. Anche senza tradurlo ce n'è abbastanza per
una vita intera.
> Ti ringrazio comunque per l'esauriente risposta: online avevo trovato i
> siti segnalati su http://www.accesstoinsight.org/outsources/foreign.html
> tra i quali quello di Enzo Alfano che sembra essere la miglior risposta
> alla mia domanda iniziale.
Come ho fatto a dimenticarmene!
> Quel che mi spiace è che non esista una
> community di volontari che, a tempo perso, stia traducendo anche "solo"
> dall'inglese ciò che manca in italiano. :-( So che non è facile, ma...
La dolente risposta arriva con il solo contemplare questo gruppo di
discussione, direi.
[...]
> ps. nel mondo sembra che la parola "Tipitaka" sia 5 volte più diffusa di
> "Tripitaka" (con la erre), in italia entrambe le parole sono molto rare.
In Italia è raro tutto quello che è buddhismo, come molte altre cose
ancora.
eh, io ci provai con un testo molto ma molto ma
molto importante. Alla fine, per quanto incredibile,
l'inglese permette una terminologia così precisa e
tecnica - che peraltro, limitatamente alla filosofia
nel B.T., creò J. Hopkins che non è l'ultimo stupido
- che ho dovuto gettare la spugna. Peccato che il
karma dell'essere che prima "ero io" non abbia
prodotto un essere abbastanza intelligente... Non
sono certo all'altezza di creare la terminologia
italiana anche se mi consolo, amaramente, con certe
traduzioni fatte coi piedi.
> > La dolente risposta arriva con il solo
> > contemplare questo gruppo di discussione, direi.
Mettiamola cos�: se non erano gi� tradotti (come in realt� �), speravo
di trovare almeno una community di buddhisti intenti, tra le altre cose,
a tradurre a tempo perso dall'inglese.
Insomma, almeno la volont� teorica di tradurre, poi non fa niente se si
fosse tradotto un discorso di venti versi ogni due mesi. Haha. :-)
> eh, io ci provai con un testo molto ma molto ma
> molto importante.
Ossia? :-)
Comunque � vero, la semplice volont� non basta per tradurre testi cos�
importanti. Sarebbe per� bello se il lavoro fosse svolto collettivamente
magari lasciando votare le varie traduzioni proposte per ottenere cos�
il miglior risultato finale possibile.
Ciao, Giovanni
> Ti ringrazio comunque per l'esauriente risposta: online avevo trovato i
> siti segnalati su http://www.accesstoinsight.org/outsources/foreign.html
> tra i quali quello di Enzo Alfano che sembra essere la miglior risposta
> alla mia domanda iniziale. Quel che mi spiace � che non esista una
> community di volontari che, a tempo perso, stia traducendo anche "solo"
> dall'inglese ci� che manca in italiano. :-( So che non � facile, ma...
Il tema � cosa vuoi tradurre? tieni conto che insieme i tre canoni fanno
centinaia e centinaia di volumi e migliaia di testi. Quindi uno traduce cosa
in quel momento gli preme e di cui non dispone.
> ps. nel mondo sembra che la parola "Tipitaka" sia 5 volte pi� diffusa di
> "Tripitaka" (con la erre), in italia entrambe le parole sono molto rare.
Perch� il Canone pali si denomina come "Tipitaka" gli altri due in modo
differente e nelle lingue occidentali sono invalsi Canone cinese e Canone
tibetano.
Infine tieni presente che per i buddhisti theravada i Canoni cinese e
tibetano non sono "canonici" ovvero non contengono le parole del Buddha, e
comunque gli insegnamenti ivi riportati non sono per lo pi� corretti. Mentre
per i buddhisti mahayana il Canone pali (theravada) contiene solo gli
insegnamenti "secondari" ovvero non i pi� importanti o completi.
ciao
>>> La dolente risposta arriva con il solo
>>> contemplare questo gruppo di discussione, direi.
>
> Mettiamola cos�: se non erano gi� tradotti (come in realt� �), speravo
> di trovare almeno una community di buddhisti intenti, tra le altre cose,
> a tradurre a tempo perso dall'inglese.
[...]
> Comunque � vero, la semplice volont� non basta per tradurre testi cos�
> importanti. Sarebbe per� bello se il lavoro fosse svolto collettivamente
> magari lasciando votare le varie traduzioni proposte per ottenere cos�
> il miglior risultato finale possibile.
Si, sarebbe bello. Ma i problemi sono, in ordine crescente di importanza:
1) la mole del lavoro da compiere;
2) l'esiguit� del numero di volontari;
3) la scarsezza di conoscenza delle lingue canoniche, dell'inglese e
persino una conoscenza dell'italiano scritto da parte dei pi� tale dal
poter produrre un testo decente;
4) il campanilismo, che fa si che regolarmente si sprechi molto pi� tempo
a litigare su cosa vada fatto e come che a vare veramente quello che ci si
era proposti di fare. Questo � quello che ha fatto finire nel cassonetto
una gran quantit� di iniziative e progetti che sono quindi falliti.
Di conseguenza, le opere degne di nota nello scarno panorama della
letteraura buddhista italiana sono frutto del lavoro solitario o, qualche
volta, collettivo di pochi individui, spesso neanche buddhisti ma solo
letterati, che hanno prodotto s� testi di qualit�, ma che traducono un
piccolo frammento del totale.
Ciao,
--
Alessandro Selli http://alessandro.route-add.net
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> 1) la mole del lavoro da compiere;
> 2) l'esiguit� del numero di volontari;
Sulla mole di lavoro da compiere, esister� sicuramente un insegnamento
buddhista che invita a non scoraggiarsi di fronte a ci� che sembra
titanico. ^^ Poi, se � un'impresa per un singolo tradurre mille
discorsi, sar� molto pi� semplice per mille volontari tradurre un
singolo discorso. Questo ci porta al II problema, che per� rimarr� tale
finch� la situazione non cambier�: per una persona che sta avvicinandosi
(come il sottoscritto) � scoraggiante vedere una situazione statica, ed
� portato a riallontanarsi o comunque a non collaborare, facendo
rimanere esiguo il numero di volontari. E' un cane che si morde la coda.
Detto questo, a parte questo NG, ancora non ho dato uno sguardo agli
altri luoghi virtuali di aggregazione sul buddhismo italiano. Ho visto
che dei forum e delle liste esistono, ora devo vedere quanto son attive.
> 3) la scarsezza di conoscenza delle lingue canoniche, dell'inglese e
> persino una conoscenza dell'italiano scritto da parte dei pi� tale dal
> poter produrre un testo decente;
> 4) il campanilismo, che fa si che regolarmente si sprechi molto pi� tempo
> a litigare su cosa vada fatto e come che a vare veramente quello che ci si
> era proposti di fare. Questo � quello che ha fatto finire nel cassonetto
> una gran quantit� di iniziative e progetti che sono quindi falliti.
Io pensavo ad un sito dinamico in cui c'� il testo inglese (anche solo
una manciata di righe) e sotto, a mo' di commenti, una o pi� traduzioni
inviate dagli utenti, e che possono essere votate dagli utenti stessi.
Quella che riceve pi� voti viene visualizzata sopra tutte le altre e
alla fine sar� la pi� probabile ad essere aggregata alle altre. Se i
voti poi vengono "pesati" in base alla validit� degli utenti, si attenua
di molto la dis-omogeneit� dell'opera complessiva (termini uguali
dovrebbero essere sempre tradotti in maniera uguale o almeno simile) e
in generale si aumenta la qualit� del prodotto finale.
Esistono poi applicazioni web gi� predisposte per le traduzioni, nel
caso si volessero sfruttare meccanismi ad hoc, ma ormai con un CMS un
sito come quello descritto sopra si pu� realizzare con pochi sforzi (per
la validit� degli utenti si usano i cosiddetti 'karma points', eheh).
Appena ho tempo provo a contattare Enzo Alfano per capire se � possibile
sfruttare i suoi archivi e magari il suo sito come base di partenza di
un'eventuale ampliamento, in modo da aumentare la partecipazione.
Saluti, Giovanni
> Infine tieni presente che per i buddhisti theravada i Canoni cinese e
> tibetano non sono "canonici" ovvero non contengono le parole del Buddha, e
> comunque gli insegnamenti ivi riportati non sono per lo pi� corretti. Mentre
> per i buddhisti mahayana il Canone pali (theravada) contiene solo gli
> insegnamenti "secondari" ovvero non i pi� importanti o completi.
Queste sono le differenze che vorrei approfondire prima di iniziare la
lettura, anche se poi alla fine mi sa che sar� obbligato a leggere il
canone Pali poich� disponibile (e neanche tutto) online. :-(
(hmm magari ci sono anche gli altri due canoni, non ho cercato molto...)
Ciao, Giovanni
[...]
> anche se poi alla fine mi sa che sarò obbligato a leggere il
> canone Pali poiché disponibile (e neanche tutto) online. :-(
Suvvia, non c'è motivo d'intristirsi solo per il dover leggere il
canone pâli.