> Il 03/07/2016 00:14, Ragnarok ha scritto:
> Il modello di democrazia Baha'i è simile a quello dei Soviet?
Che piacere leggerti di nuovo!
premetto che ora non sono più appartenente alla fede bahà'ì
con sede ad Haifa Israele ma continuo ad essere bahai...
diciamo che sono un "libero bahai" non appartenente ad
alcuna denominazione bahai attualmente esistente...
almeno per il momento è così e non so se deciderò mai
di unirmi a una qualche denominazione bahai.
Fino ad ora, invece, mi sentivo obbligato a difendere a
spada tratta le posizioni della denominazione bahai di
Haifa Israele ora mi sento, invece, libero di esprimere
i miei personali giudizi che non sono attribuibili ad
altri che a me solo.
La denominazione bahà'ì con sede ad Haifa è largamente
maggioritaria nel mondo ma nasce da una distorsione della
fede bahai stessa introdotta dal cosiddetto Custode della
Fede Shoghi Effendi pronipote di Bahà'u'llàh quando
prese la guida della comunità baha'ì nel 1921 alla morte
di Abdu'l-Bahà [figlio di Bahà'u'llàh e nonno materno di
Shoghi Effendi] il ragazzo Shoghi nel 1921 aveva soli 25 anni
ed aveva studiato in Siria e poi a Londra ed è probabile
che, pur odiando, e si vede da ciò che scrive, il comunismo
ne assume qualche principio.
Non si può certo dire che gli piacciamìno i "soviet" ma
imita il centralismo democratico di tipo comunistico.
In realtà il centralismo democratico è invenzione di tutte
le vecchie religioni ed è il comunismo a imitarle in questo.
Le raccomandazioni di Bahà'u'llàh e Abdu'l-Bahà invece
andavano in senso del tutto contrario in favore di una
ampia discussione democratica in rapporto stretto con
la base nella festa del 19° giorno...
Shoghi Effendi, invece, ha prodotto e teorizzato una specie
di investitura dello Spirito Santo sui consigli direttivi
bahai: in pratica Dio si serve del popolo per eleggerli
e poi per agire per loro mano
è lo Spirito Santo a far prendere ai consigli
le giuste decisioni dopo una consultazione che non è uno
scontro ma in cui la minoranza che si prospetta deve cedere
rapidamente e cordialmente il passo alla maggioranza
che si prospetta.
Questo difetto porta i buoni bahai ad essere timorosi
nell'insistere se sono in minoranza nelle discussioni
e blocca la produttività dei consigli che, così, tendono
a fare "come si è sempre fatto" perchè di solito la mente
umana se non scossa dalla battaglia di una minoranza illuminata
tende ad adagiarsi sul già conosciuto e sicuro.
Le feste del 19° giorno che dovrebbero essere dei parlamentini
assembleari di tutto il popolo bahai diventano dei meri
suggeritori consultivi che non danno la linea al governo
che sono i consigli bahai
il governo consiliare, infatti, non trae mandato dal popolo
delle feste del 19°, giorno come nell'originario spirito
della fede, ma trae decisioni e mandato da Dio stesso per
cui si elegge un consiglio che è "sovrano" e non "esecutivo"
come un governo democratico.
Io cerco, nel mio piccolo, di riportare la fede all'originario
modello di democrazia.
Un carissimo saluto
Michele Amato