Michele Amato 1956
unread,Feb 15, 2016, 1:48:02 PM2/15/16You do not have permission to delete messages in this group
Either email addresses are anonymous for this group or you need the view member email addresses permission to view the original message
to
In merito alle polemiche del Family Day è mia opinione che i bahà'ì non
debbano farsi confondere dagli argomenti degli integralisti.
Prima di tutto si argomenterà che *non esiste una famiglia naturale* ma
solo una famiglia usuale e supportata dalle Manifestazioni Divine in una
determinata epoca e società.
Poi si argomenterà che *la condizione naturale umana è la bisessualità*
mentre eterosessualità esclusiva e omosessualità esclusiva sono i
risultati di un condizionamento sociale, familiare e religioso, non
naturale quindi, anche se socialmente utile in un determinata epoca.
La scienza ha provato che ancora esiste in talune società [ed esistette
in tutte le società nel lontano passato] la famiglia matriarcale che
corrispondeva allo stadio produttivo delle orde di "cacciatori
raccoglitori" circa tra 80.000 e 10.000 anni fa, prima della rivoluzione
produttiva che portò l'umanità all'applicazione della pastorizia ed
agricoltura e alla definiva uscita dall’età della pietra.
Il tipo di famiglia è strettamente legato al tipo produttivo di una
società e le Manifestazioni Divine ancestrali fornirono all'umanità la
sovrastruttura ideologica religiosa adatta al progresso dell'umanità. Le
Manifestazioni Divine ancestrali, per unire l’umanità divisa in
gruppetti, fornirono dei principi atti a riunirla in tribù formate da
macro famiglie matriarcali. In quella fase, non essendoci ancora alcun
accumulo di beni, perché i beni venivano raccolti o cacciati e consumati
immediatamente, era necessario mettere in comune le risorse strumentali
[strumenti in pietra, legno e pelle ecc] senza creare scontri. Per cui
si stabilì da parte delle Manifestazioni Divine ancestrali che la
famiglia avesse al centro e come capo la donna che, per partenogenesi
presunta, dava alla luce i figli senza padre così come faceva
apparentemente la terra che dava frutti senza alcun apporto apparente
maschile.
In questa famiglia matriarcale la religione cancellava il partner
sessuale della donna come apporto per produrre il figlio. Il maschio non
aveva alcuna importanza, la donna aveva rapporti con i maschi estranei
“per giocare” e non per procreare e il "padre sociale" del bambino nato
era lo zio materno. In realtà il gruppo di sorelle assieme al gruppo di
zii materni erano la famiglia per tutti i figli delle sorelle stesse.
Così si stabiliva il benessere e la cura del bambino da parte di parenti
sicuramente di sangue e la sessualità restava libera con altri maschi
diminuendo i conflitti tra maschi che, se no, ci sarebbero stati e
distruttivi date la poche risorse produttive ancestrali.
Dopo circa 80.000 anni di questa situazione, circa 10.000 anni prima di
Cristo, le condizioni climatiche cambiarono e si uscì dalla "piccola
glaciazione" e si affacciò la possibilità climatica della "rivoluzione
agricola pastorale" e fu così che le Manifestazioni Divine, per
favorirla, cominciarono a predicare come superiori degli Dei maschili e
istaurarono la nuova credenza che l'uomo inseminava la donna madre e
produceva solo lui il figlio istillando il suo omunculus completo nel
ventre di lei.
Insomma nelle religioni matriarcali la donna faceva i figli senza
apporto dell’uomo e nelle successive era il contrario, stavolta era
l’uomo a fare il figlio e la donna ne era solo il grembo passivo.
Per cui si formarono le famiglie patriarcali, gli Dei maggiori divennero
i maschi e le Dee furono lodate solo per la "messa a disposizione del
loro corpo accogliente" capace di essere la casa del figlio che era del
solo maschio come la terra e i suoi frutti e gli armenti e i loro
prodotti erano del pater familias.
Infatti le società agricole e pastorali erano più produttive e
permettevano l'accumulo di beni ingenti rispetto al passato e si poneva
il problema di chi ne fosse il proprietario che non poteva che essere il
più forte maschio del gruppo così la "famiglia" divenne patriarcale. Ma
questa famiglia non ha nulla a che vedere con la famiglia attuale
"monogamica" che cominciò a esistere a partire dalla metà dell'ottocento
con la rivoluzione industriale.
La famiglia patriarcale non era composta di papà mamma e loro figli di
sangue, essa era composta da un "pater familias" e dai suoi schiavi, dai
suoi parenti di sangue e loro conviventi a vario titolo e da chi
gravitava attorno a questo centro di interesse. I romani vedevano la
famiglia composta da un pater più cognates [parenti di sangue], adgnates
[i cognati di oggi], schiavi e clientes.
Il matrimonio non era fonte di filiazione legale come è ora; non lo era
mai e per nessuno. Il maschio doveva attivamente riconoscere come suo
figlio un qualsiasi neonato nato da sua moglie, concubina legale,
concubina di fatto o schiava. Per esempio a Roma lo faceva sollevando in
pubblico il neonato e dichiarandolo suo figlio. Chiunque non fosse
sollevato in pubblico non era figlio neppure se nato dalla propria
"uxor" [o moglie legale]. La stessa cosa è valida per tutti i popoli
antichi e ben oltre il medio evo, per tutto il rinascimento ed oltre.
Solo oggi vige la presunzione di paternità dei figli nati dal matrimonio
legale ed è vigente da meno di due secoli e solo in occidente. Fu solo
nella metà dell'ottocento che la famiglia patriarcale si sfaldò come
unità produttiva e cominciò a diventare quello che è oggi con le leggi e
usi di oggi: cioè la famiglia monogamica e mononucleare.
Per cui la famiglia della Bibbia, del Corano non è quella di oggi e non
è la famiglia monogamica e mononucleare che non è per nulla la naturale
o l'unica che esista o sia esistita.
E’ una illusione che il cristianesimo abbia istaurato la monogamia
perché per molti secoli vietò solamente di legalizzare altre unioni
adeguandosi pedissequamente al diritto romano stabilendo una sola “uxor”
o moglie legale però vietando i concubinaggi legali romani e altre
unioni suppletive e legali.
Fu così che in Europa, al contrario che nella più avanzata civiltà
islamica, le donne suppletive rimanevano illegali e bastarde assieme ai
loro figli al contrario di Roma antica e del civilissimo islam. Cioè il
vietare la poligamia dei cristiani divenne una tremenda arma contro la
donna e contro la prole di essa.
Solo oggi e possibile la famiglia monogamica e mononucleare, anzi
corrisponde al moderno stile produttivo postindustriale, per cui è solo
da circa duecento anni che Bahà’u’llàh la ha istaurata perché in realtà
Gesù non abolì la poligamia ma solo il divorzio e così fece Muhammad
sebbene permise il divorzio. L’abusiva abolizione della poligamia da
parte dei cristiani prima del maturare dei tempi e degli stili
produttivi fu la iattura sociale per le donne e la prole di tutta
l’Europa cristiana per secoli e secoli.
Passiamo alla questione sesso:
prima di tutto solo l'uomo [e un tipo particolare di scimpanzè chiamato
bonobo] ha "sesso sfrenato". Tutti gli altri animali hanno un sesso
"castissimo" e rigidamente orientato alla riproduzione. Cioè gli animali
hanno sesso solo ed esclusivamente quando la femmina manifesta l'estro
in corrispondenza dell'ovulazione e solo allora essa permette il coito a
fine meramente procreativo. L'estro è una forte compulsione che produce
nella femmina animale un blandissimo piacere e sollievo momentaneo alla
compulsione estrale e non mai appagamento o orgasmo che sono cose che la
natura riserva al solo maschio animale.
Solo la femmina umana e quella di bonobo sono uguali al maschio e
possono avere l'orgasmo e un appagamento forte e personalizzato
indipendente dalla procreazione. Per cui è del tutto falso che per
l’uomo sia naturale il sesso solo procreativo perché un sesso solo
procreativo lo rende “un animale” e non un umano.
Prima di tutto la femmina umana [e la femmina di bonobo] hanno il coito
anche di fronte stimolando la possibilità fisiologica dell'orgasmo
femminile mentre il maschio umano non ha neppure un "osso penis" per cui
ha più necessità di collaborazione femminile per poter istaurare il
coito rispetto a un'altro mammifero animale.
Questi fattori favoriscono la nascita dell'amore / gratitudine sessuale
personale tra maschio e femmina specialmente perché la femmina si lega
maggiormente ad personam e questo consente la fedeltà che alla femmina
animale davvero non importa per nulla perché il suo scopo nel sesso è
solo riprodursi e non trarne appagamento.
Alla femmina animale basta riprodursi, con chi è indifferente, e lascia
che siano i maschi a decidere con chi lottando tra i loro mentre la
femmina umana istaura un attaccamento personale per il suo partner
personale che favorisce sessualmente e il maschi umano lo sa che lei lo
favorisce. Tutto ciò è la base granitica e fisiologica di quello che è
il legame di amore personale che solo gli uomini conoscono.
Insomma se c'è qualcosa di "naturale" nell'uomo e che è l'unico animale
che abbia la possibilità e la capacità di avere sesso volontario quando
preferisce e ne abbia lo stimolo e quindi la totale libertà di fare o
non fare come dice la sua cultura antropologica o religione.
La scienza afferma oltre ogni dubbio che il bambino nasce assolutamente
totipotente dal punto di vista sessuale e la condizione naturale è il
desiderio di sesso con chiunque sia gradevole al momento: maschio o
femmina che sia e questo vale sia per i maschietti che per le
femminucce. Ma la società, qualunque società anche antica, è sempre
intervenuta prima che la naturale bisessualità faccia il suo corso,
provocando direttamente o indirettamente la fissazione eterosessuale di
alcuni e omosessuale di altri e lasciando una minoranza di bisessuali
adulti.
Quindi per natura saremmo bisessuali tutti, maschi e femmine, ma altri
fattori non naturali ci spingono a fissarci come eterosessuali stabili o
omosessuali stabili. La prova di ciò e che molte società di cultura
ancestrale conoscono una maggiore e maggioritaria bisessualità rispetto
a società anche arretrate ma non ancestrali. La bisessualità
maggioritaria è compatibile con la produttività dei cacciatori
raccoglitori di 80.000 anni fa ma già 10.000 anni fa la società
cominciò a contrastarla fortemente e radicalmente.
Non è vero che chi è omosessuale lo sia per "natura" [come erroneamente
sostengono gli stessi omosessuali] ma non è neppure vero che gli etero
siano etero per natura. Entrambi lo sono per educazione, condizionamento
familiare e sociale. In particolare la società e famiglia sessuofobica
appena riscontra in maschietti tratti cosiddetti femminili e viceversa
per le femminuccia comincia ad allarmarsi e allarmare in modo subconscio
in bambino costringendolo alla fine alla deduzione errata: "se ho
desideri che la società dice da femmina evidentemente sono per natura
un femminiello" e specularmente per le femminucce che abbiano
comportamenti sciovinisticamente attribuiti al solo maschio. Come se non
potessero esistere diverse sfumature di carattere senza che ciò si
trasformino in scelta sessuale.
I bisessuali di solito non appaiono un problema sociale perché non hanno
necessità di apparire socialmente [per esempio possono sposarsi e avere
un amante uomo invece che donna e sono a posto socialmente] mentre il
problema nasce per gli omo fissi maschi e femmine. Essi non sono malati
per lo stesso motivo per cui non siamo malati noi etero maschi e
femmine. Sono solo condizionati in modo speculare e contrario al nostro
e "fissati" come noi etero su un sesso piuttosto che l'altro.
Noi siamo "fissati" sul sesso opposto e loro sul loro stesso sesso.
Per cui o siamo malati sia etero che omo o non è malata nessuna delle
due categorie ma sono solo risultati di condizionamenti sociali.
Ma per la società è molto "utile" la fissazione etero e meno utile
quella omo ed è solo per questo motivo che le manifestazioni divine più
moderne hanno sempre sconsigliato l'omosessualità mentre in anceastrale
non lo fecero perchè in ancestrale era meno rilevante l'utilità di
essere etero almeno per la maggioranza.
Ma dato che una maggioranza etero c'è comunque perchè tormentare e
togliere i diritti civili a una minoranza compatibile con la civiltà
umana anzi spesso più che utile contro lo sciovinismo?
Bahà'u'llàh nel Libro più Santo spiega che “Rifuggiamo, per la vergogna,
dal trattare il tema dei ragazzi” vi è un "problema dei ragazzi" cioè
condanna solo la pedofilia o pederastia [che non ha nulla a che vedere
con la omosessualità di due adulti consenzienti ma è diretta ai paidos o
ragazzi].
Ma cosa è questo problema? E’ l'uso orientale e antico romano o
medievale di avere un allievo o pupillo a cui si insegna il mestiere o
l’arte o la filosofia e che in cambio restituisce sesso e affettività al
suo mentore adulto. Fu un uso perfino di molti e rinomati grandi uomini,
artisti e filosofi del passato che però nella attuale società diventa
turismo sessuale o pedofilia spicciola sicuramente da condannare solo
perché non è tra adulti consenzienti. Bahà’ullàh dichiara che non si può
scambiare con un “ragazzo” sesso per educazione o protezione.
La deduzione che la condanna di Bahà'u'llàh si estenda a tutti gli
omosessuali è del nostro amato Custode che, però, in questo caso, a mio
parere, fa una notazione non "ex catedra" ciò esprime una sua personale
opinione antiscientifica e derivata dalle idee scientifiche in merito in
voga ai suoi tempi al di fuori del suo mandato divino quale Custode
della Fede.
Come tutti noi sappiamo il Custode secondo le "Ultime Volontà e
Testamento” di Abdu’l-Bahà esercita il suo mandato di infallibilità ex
cathedra quando interpreti e spieghi gli scritti espressi della
Manifestazione e non quando va oltre ad essi come in questo caso.
Questa è una grande differenza tra il Custodiato e il papato: il Papa di
Roma ha una infallibilità ex cathedra anche se non si basa sulle sole
scritture ma anche se si basa sulla tradizione orale e sulle proprie
deduzioni in merito; il nostro amato Custode, a differenza del papa
possiede la sola infallibilità per ciò che espressamente specificato dal
testo sacro e una condanna della omosessualità tra adulti consenzienti
nel testo sacro non c’è e lo dimostra la stessa Casa Universale che
commenta:
> 134. il tema dei ragazzi ¶ 107
Nell’originale arabo, in questo contesto, il vocabolo qui tradotto
“ragazzi” implica la pederastia. Shoghi Effendi ha interpretato questo
accenno come una proibizione di tutti i rapporti omosessuali. <
Se dunque si parla di pederastia cioè “amore verso il paidos”, cioè
verso un ragazzo da parte di un adulto, è chiaro che il Custode va oltre
il suo potere interpretando estensivamente rispetto a tutti gli
omosessuali. Mi auguro, dunque, che qui la Casa Universale possa
rivedere la sua posizione e notare l’evidente “opinione personale” di
Shoghi Effendi espressa oltre i suo potere ex cathedra.
Quindi io suggerirei a tutti i bahà'ì di seguire la scienza moderna che
afferma indubitabilmente che la omosessualità è una variante umana non
patologica come la eterosessualità per cui entra in gioco la legge
bahà'ì della "protezione delle minoranze" e delle culture umane di
minoranza.
Gli omosessuali, in quanto minoranza, godono e godranno nel futuro della
protezione degli scritti bahà'ì e, quale minoranza, hanno diritto a una
loro legislazione speciale in campo civile come le unioni civili. Quindi
sì a ogni provvedimento di stato civile che regolarizzi e parifichi la
loro posizione civile e matrimoniale se vogliono.
Quanto alla questione del "diritto di voto" religioso bahà'ì, questa
espressione è sbagliata e va sostituita con la più precisa espressione
"diritto a essere eletti nei consigli direttivi bahà'ì" cioè a ciò che
nella fede bahà'ì sostituisce come collettivo consiliare governante
religioso i governanti religiosi cattolici come il papa, i vescovi o i
parroci cattolici.
La posizione di chi viene eletto nei consigli bahà'ì è speciale e di
governo religioso quindi richiede dei particolari requisiti di uso di
vita speciali e non è quella del comune credente bahà'ì così come nel
caso dei cristiano non tutti sono o possono essere papi, vescovi o
parroci perchè non ne hanno gli speciali requisiti.
Credo che nel futuro i credenti bahà'ì saranno di due tipi: quelli che
non hanno una vita speciale e qualità speciali di moralità e quelli che
hanno queste speciali qualità e che verranno eletti nei consigli
governativi religiosi bahà’ì.
Oggi impropriamemte si attribuisce da parte dei bahà'ì un minus ai primi
"privi del diritto di essere eletti" come se potesse essere la norma
essere così "morali" da poter essere votati come governanti religiosi
bahà'ì.
Escludere questa ingiustificata idea permette anche ai gay e alle
lesbiche di essere tranquillamente bahà'ì, come di esserlo a tanti altri
"imperfetti" morali come gli adulteri eterosessuali o altri con mancanze
non sessuali, e di esserlo lasciando a una piccola minoranza di
"perfetti" il gravoso compito di governare la fede.
Questo in campo strettamente religioso bahà’ì. Ma il governo civile è
un'altra cosa e Dio ci scampi dagli errori del passato e dalla
confusione di istituzioni e leggi civili con istituzioni e leggi religiose.
La fede bahà'ì, dunque, si dovrebbe schierare per le unioni civili di
gay ed etero e per i diritti civili di tutti, religiosi o meno che
siano. Il che è cosa consona al principio della protezione delle
minoranze che è espresso principio degli scritti sacri bahà'ì.
Quanto ai bambini delle coppie gay e ai metodi di procreazione assistita
lasciamo perdere. Dicono che l'utero si compra in questi casi. Chi dice
così non sa che si può stare anni e anni ad attendere un decreto di
abilitazione del tribunale all'adozione per poi pagare a "pie"
associazioni decine di migliaia di euro per mediazione di adozioni
all'estero o in Italia. Costui capirà gli interessi che finanziano il
family day perfino contro la posizione dell'attuale papato. E capirà che
anche i bambini adottati da coppie eterosessuali senza figli vengono
"pagati" ai mediatori, se così ci si vuole esprimere, solo che in questo
caso sono mediatori "pii" per cui nessuno se ne scandalizza. Invece
quando etero sterili e omo si rivolgono al procreazione a mezzo di una
donna terza e portatrice della gravidanza il rimborso spese suo e dei
mediatori diventa stranamente cosa orribile per le portatrici di
gravidanze e per gli altri.
Sempre di rimborsi spese si tratta, perché uno è orribile e l’altro è
compatibile con la morale anzi un pio aiuto?
Ancora una cosa in merito: se è orribile donare il proprio utero contro
un rimborso spese tanto più orribile sarà ogni altro tipo di donazione
d'organo compresa quella del sangue che non è sempre così gratuita come
taluno pensa. Quindi evitiamo, per cortesia, di fare discorsi da
fondamentalisti in questo campo quando neppure più li fa il papa attuale
che è più progressista di moltissimi cattolici e qualche bahà'ì. Per di
più la scienza prova che i figli di coppie omosessuali crescono normali
a meno che un gruppo sociale retrogrado a scuola o altrove non li
torturi e provochi in loro quella sofferenza che non è certo provocata
nella famiglia gay.
un caro saluto e grazie per la pazienza
Michele Amato