Michele Amato 1956
unread,Jul 17, 2016, 12:30:02 PM7/17/16You do not have permission to delete messages in this group
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Facciamo una breve storia del potere nella fede bahai:
Come in tutte le organizzazioni, specie religiose, c'è un
"Centro della Causa" cioè qualcuno o un gruppo che sia a
capo della comunità universale dei credenti.
Naturalmente il primo "Centro dell Causa" fu il fondatore
Bahà'u'llàh 1817-1892 che esercitò questo potere dalla sua
dichiarazione del 1863 [Ridvan] alla sua morte nel 1892.
Come aveva disposto la successione al Centro della Causa?
si comprende che c'è una successione a lungo termine
e una a breve termine fino a che la religione bahai non sia
rafforzata.
a lungo termine:
e nel Kitáb-i-Aqdas scrive solamente che devono essere
istituite delle "Case di Giustizia", possibilmente formate
da 9 persone che si devono occupare degli interessi e delle
scelte interne alla comunità bahai, si capisce chiaramente
che esse debbano essere a livello di località e che ci deve
essere una a livello internazionale, ma non c'è nessuna
attribuzione per istituzioni nazionali per cui Bahà'u'llàh
pensa solo a istituzioni locali e una internazionale.
Non è specificato come esse debbano essere nominate ma da
tutto il complesso degli scritti di Bahà'u'llàh, e di suo
figlio e interprete, appare chiaro che si deve imitare il
metodo democratico più o meno come si usa negli USA.
E' chiaro, infine, che quella internazionale è il futuro
Centro della Causa.
A breve termine, però, Bahà'u'llàh stabilisce un interregno
momentaneo in cui la Causa sia retta e chiarificata, se c'è
bisogno, da due figure che dovevano susseguirsi una all'altra:
come primo Centro della Causa momentanea nomina il suo figlio
maggiore Abbas detto Abdu'l-Bahà da tutti i bahai e dopo la
sua morte nomina l'altro suo figlio Muhammad primo figlio
della seconda moglie e quindi suo fratellastro e di età
inferiore ad Abdu'l-Bahà.
E', dunque, chiaro che non c'è nulla del principio monarchico
perchè non si nomina Abdu'l-Bahà e poi eventuali suoi figli
ma si nominano i due fratellastri in sequenza l'uno dopo l'altro.
Ciò è logico perchè questa istituzione momentanea doveva sparire
per cedere il passo al vero finale Centro della Causa e cioè
la Casa di Giustizia Universale.
I bahai di Haifa spesso si confondono perchè nella storia
Muhammad si ribellò ad Abdu'l-Bahà e non "attese il suo turno"
per diventare Centro della Causa per cui fu cacciato dalla fede.
Questa mancanza di successione collaterale [di fratellastri] fa
pensare ai bahai che la successione accettabile agli occhi della fede
sia quella simil regale e cioè lineare [ascendente discendente].
C'è chi, dunque, tra i bahà'ì, parla del principio di successione
lineare come quello naturale derogabile solo per volontà del
precedente Centro della Causa.
Ma non è così. E' chiaro che Bahà'u'llàh scelse una successione
non lineare perchè il ruolo stesso era momentaneo. Ed è momentaneo
perchè se no lo avrebbe in qualche modo nominato o preconizzato
nei suoi scritti mentre, invece, parla solo della Casa Universale
di Giustizia.
Quando Abdu'l-Bahà morì nel 1921, senza che potesse succedergli
il fratellastro Muhammad perchè cacciato da lui stesso, i credenti
tutti si aspettavano che si passasse decisamente alla istituzione
della Casa di Giustizia Universale per non lasciare la fede senza
un Centro e questo perchè i numerosi scritti di Abdu'l-Bahà e i suoi
discorsi confermavano che la fede aborriva tutte le forme di autorità
personale e quindi ci voleva una autorità collegiale.
Al momento della morte di Abdu'l-Bahà gli sopravvivevano
[esclusi i parenti cacciati da Abdu'l-Bahà perchè unitisi a Muhammad]
solo la sorella nubile di Abdu'l-Bahà chiamatala la "Più Grande Foglia"
e le figlie di Abdu'l-Bahà coi loro figli tra i quali il primo figlio
della prima figlia era, appunto, Shoghi Effendi.
Secondo un principio di successione regale lineare da ascendente
a discendente era, dunque, naturale che il successore di Abdu'l-Bahà
fosse Shoghi Effendi ma ciò non stava scritto da nessuna parte.
E' probabile che la Più Grande Foglia sentisse il dovere di difendere
la versione veramente liberal della fede del suo fratello Abdu'l-Bahà
e che, in una società e con dei credenti non pienamente liberati
dal maschilismo, invece di decidere di portare avanti essa stessa
la battaglia culturale per la Casa Universale abbia pensato di affidarla
con tutto il suo prestigio al nipote di suo fratello
Shoghi Effendi fidando nei suoi studi di ambiente occidentale
ma mancava un appoggio scritturale che si trovò
rinvenendo le "Ultime Volontà e Testamento" di Abdu'l-Bahà.
In quello scritto il 25 enne Shoghi Effendi è nominato Custode della
Fede con parole che si discostano di molto sia per stile che per
contenuto da ogni altro scritto di Abdu'l-Bahà.
Io ho deciso di non credere alla autenticità di queste "Ultime Volontà
e Testamento" di Abdu'l-Bahà come fecero alcuni credenti del tempo
alimentando una battaglia culturale e religiosa che la maggior
parte dei bahai decise di ignorare ingurgitando il Custodiato
per amore di unità.
Anzi, dopo, ci fu pure di peggio perchè almeno la maggioranza bahai
di Haifa ha finito oggi per ritrovarsi libera dal custodiato anche se
preda delle sue oscurantiste conseguenze sulla teologia bahai.
Ma ci fu di peggio, perchè attualmente la maggior parte degli
oppositori bahai alla maggioranza di bahai di Haifa vorrebbe
prolungare il custodiato e accusa quelli di Haifa di averlo
illecitanmente abolito. Cioè e peggio la toppa del buco.
I più numerosi oppositori della maggioranza di bahai di Haifa
è molto peggio di questa maggioranza stessa.
Io non sono il solo bahai al mondo che ha in odio il custodiato
di Shoghi Effendi e il principio stesso con tutti i suoi derivati
come il Centro Internazionale di Insegnamento e il Ramo dei Dotti
o Ramo Nominato. Ma purtroppo siamo in pochi, credo, proprio per
la tendenza a istituzionalizzare ben poco la fede.
Tuttavia ho ua speranza: siamo il seme che scrive e che verrà
letto quando la maggioranza bahai diverrà rilevante pian piano
si volgerà naturalemte ai principi liberal che noi propugniamo
un po' da "cani sciolti" della fede bahai.
Insomma mi illudo che quel che scriviamo sarà riletto e applicato
tra qualche decennio quando io non ci sarò più.
abbraccioni
Michele Amato