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ghilman cioè ragazzi e sodomia cioè liwat

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Michele Amato 1956

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Mar 11, 2016, 4:36:02 PM3/11/16
to
Sono pochissime le citazioni di Bahà'u'llàh riguardo
alla omosessualità tanto che i musulmani fanatici
lo accusano di indulgere verso di essa.

Essenzialmente sono tre ma citiamo solo le due sicure
mentre la terza è citata dalla Casa Universale di Haifa
indirettamente, non ci dice dove si trova, e comunque
anche quella citazione usa il termine liwat condannandola.

le altre due sono contenute nel Kitab-ì-Aqdas la prima
al paragrafo 107 e la seconda come domanda posteriore
a Bahà'u'llàh a cui Lui risponde al paragrafo 49
delle domande e risposte posteriori al Kitab-i-Aqdas

infine c'è un commento della Casa Universale in coda
al Kitab al paragrafo 134 dei commenti che vorrebbe
spiegare meglio la questione omosessualità

eccoli qui riportati mie note tra parenesi:

< [107] Vi è proibito sposare la moglie di vostro padre.
la vergogna, dal trattare il tema dei ragazzi.
[termine usato per "ragazzi" ghilman
che è il plurale di ghulam ragazzo]
Temete il Misericordioso, o popoli del mondo!
Non perpetrate ciò che vi è proibito nella Nostra
Santa Tavola e non siate di coloro che vagano
inquieti nel deserto dei loro desideri.>

< 49. DOMANDA: Riguardo le sanzioni per adulterio,
sodomia e furto e le loro entità.
[viene usato per sodomia il termine liwat]
RISPOSTA: La determinazione dell’entità di queste
sanzioni spetta alla Casa di Giustizia. >

< 134. il tema dei ragazzi [107]
Nell’originale arabo, in questo contesto, il vocabolo
qui tradotto “ragazzi” implica la pederastia.
Shoghi Effendi ha interpretato questo accenno come
una proibizione di tutti i rapporti omosessuali.
Gli insegnamenti bahá’í sulla moralità sessuale si
fondano sul matrimonio e sulla famiglia come solida
base dell’intera struttura della società umana e sono
designati a proteggere e rafforzare quell’istituzione
divina. Perciò la legge bahá’í limita i rapporti
sessuali leciti a quelli fra un uomo e
la donna con la quale è sposato.
In una lettera scritta a nome di Shoghi Effendi,
si afferma:
È un errore permettere che l’amore fra persone dello
stesso sesso, per quanto devoto e bello
possa essere, trovi espressione in atti sessuali.
Non è una giustificazione valida dire che è ideale.
Bahá’u’lláh proibisce realmente ogni genere di
immoralità e tali Egli considera i rapporti
omosessuali, oltre ad essere contro natura.
Essere afflitti in questo modo è un grave peso
per un’anima coscienziosa. Ma con il consiglio e
l’aiuto dei medici, con uno sforzo vigoroso
e deciso e con la preghiera un’anima può superare
questa menomazione.
Bahá’u’lláh dispone che la Casa Universale di
Giustizia decida, le pene dell’adulterio e della
sodomia, a seconda dell’entità della trasgressione
(D&R 49). >

come vedete al paragrafo 107 condanna l'uso dei
ragazzi "ghilman" e al paragrafo 49 è elencata
come negativa la sodomia "liwat"
ma cosa sono queste due cose veramente?
e perchè i musulmani possno accusare Bahà'u'llàh
di essere morbido con l'omosessualità?

Nella Persia e Arabia di metà del 1800 in cui Bahà'u'llàh
scrive il suo Kitab-i-Aqdas o Libro Più Santo [il
libro delle sue leggi religiose] ghilman e liwat
sono un unico fenomeno sociale e culturale che non
ha nulla a che fare con la moderna omosessualità
che prevede il libero aderire di due uomini o di
due donne a un rapporto paritario e basato sul reciproco
amore ed attrazione su base di scambio paritario.

Prima di tutto questi due termini non hanno a che
fare con la sessualità di due lesbiche e hanno ben
poco a che fare anche con la moderna sessualità di
due gay maschi.

Liwat [tradotto con solo parziale precisione in sodomia]
è solo ed esclusivamente il rapporto che un maschio
abbia con un altro uomo passivo o una donna passiva e,
in questo ultimo caso, non usando il canale
atto alla procreazione.
Cioè almeno uno dei due partner deve essere dotato
di membro virile e usarlo in modo attivo con un uomo
o con una donna usata come si farebbe per un uomo.

Questa pratica, agli occhi dei persiani e arabi
della metà dell'ottocento, pur essendo vietata da
Corano era considerata una pratica onorevole e confacente
a un maschio attivo e di prestigio in quanto manifestava
la sua virilità e signoria sia sul maschi passivi che
sulle donna usata in identico modo non procreativo.

Mentre il maschio attivo era giudicato positivamente
perchè virilmente attivo e prestante e non era un
peccatore invece i "ragazzi" o ghilman che subivano
passivamente erano di età e rango inferiore.

Essi erano solo ed esclusivamente dei servi
o schiavi di casa così come le donne implicate
in questa pratica. Oppure erano dei giovani pupilli
di bottega, commercio, arte o filosofia proprio come
avveniva secoli prima nella antica pratica greca
erastes - eromenos
https://it.wikipedia.org/wiki/Pederastia_greca
ma senza il rispetto e l'amore greco verso
gli eromenos

Questa pratica non implicava alcun amore da ambedue
le parti [o meglio non era indispensabile] perchè
la parte dei ragazzi servi schiavi era solo quella di
sottomettersi alle voglie altrui perchè privi di
potere e autodeterminazione propria. Per questo anche
le pene ufficiali in uso erano più lievi per i passivi
rispetto che per gli attivi.

Quindi Bahà'u'llàh condanna il rapporto di potere
e la pedofilia [anche se in genere erano ragazzi puberi
e non bambini] ma il principio è lo stesso:
si trattava di una pratica di violenza carnale e
sottomissione all'altrui voglia incontrollata e
schiavistica di minori socialmente succubi.

Nulla a che fare con l'attuale concezione dell'amore
omosessuale maschile che non dà per scontato neppure
che vi siano quel tipo di rapporti di cui molti fanno
a meno anche se sarebbero virtualemte consensuali.
Ma la questione non è il tipo di rapporto fisico
ma il fatto che esso sia approvato e desiderato
liberamente e affettivamente da entrambi i partner
omo-maschili o omo-femminili.

Quindi le spiegazioni di Shoghi Effendi riportate dalla
Casa Universale di Haifa al paragrafo 134 dei commenti
sono quanto mai fuori luogo e fuori tema.

Shoghi Effendi ha due tipi di potere secondo gli scritti
sacri accertati:
1) il potere di legiferare in modo momentaneo perchè
dato che ancora non c'era una Casa Universale come
Centro della Causa aveva il potere di fare e disfare
leggi che non siano contenute nel testo sacro
2) il potere di interpretare ciò che è scritto nel
testo sacro attenendosi strettamente ad esso per
esprimere ciò che in esso sia veramente inteso.

La Casa Universale di Haifa in questo paragrafo 134,
e in tutti gli altri che conosco, esclude di valutare gli
interventi di condanna della omosessualità da parte
del Custode Shoghi Effendi come interventi
legislativi-governativi del primo tipo.

Ciò facendo induce tutti i bahai e li costringe al dovere
di valutare gli interventi di Shoghi come interpretativi
del secondo tipo e, quindi, aventi identico valore
del testo sacro e, per di più, per tutta la durata della
presente dispensazione religiosa e cioè di questi futuri
mille anni prima che il futuro messaggero divino possa
cambiare le cose.

Ecco che qui il buon credente deve attivare il principio
cardine sicuramente bahai della sua fede e cioè la libera
e indipendente ricerca della verità che non si ferma
alla scelta se divenire bahai o meno ma a tutto il
resto dei principi quali, in merito, quello altrettanto
cruciale della conciliazione tra scienza e religione che,
se confliggono apparentemente, denunciano che una delle
due o entrambi si sbagliano.

Scopre così che la scienza dichiara l'omosessualità come
una variante normale e non una malattia o una lascivia
come sembra dichiararla il Custode Shoghi Effendi.

Ritiene che il gay o la lesbica bahai non chiedano una
vita di lascivia incontrolata col primo che capita ma solo
di poter fare come il buon bahai etero e sposarsi ed
essere fedele e casto nella sua vita monogamica col
partner di sua scelta e contribuendo perciò alla stabilità
e al benessere anche spirituale della società tutta.

Che quanto sopra detto non c'entra nulla con la visione
del Custode e della Casa Universale di Haifa che
paragonano impropriamente e offensivamente le richieste
degli omosessuali bahai a quelle degli etero non
bahai e libertini. Infatti i gay e lesbiche bahai chiedono
di essere benedetti e avere un casto matrimonio monogamico
come tutti i bahai di questo mondo.

Inoltre il credente scopre dallo studio del testo
che Bahà'u'llàh chiaramente dice no all'uso dei ghilman
per esercitare la liwat schiavizzandoli al proprio
piacere e dominio esclusivo ed è questo che vieta e che
gli sembra orribile perfino a specificarsi.

Così è la Casa Universale di Haifa che non dà al buon
credente bahai alcuna scappatoia per poter sopportare
l'evidente abuso di potere di Shoghi Effendi che interpreta
basandosi sulla propria personale idea con nessuna
giustificazione testuale a supportarla.

Se la Casa Universale di Haifa, invece di imbucarsi in
una via così controversa, avesse valutato il dire del
Custode come meramente legislativo-governativo poteva
abrogare la sua legge anti gay ma così non ha mai fatto
e probabilmente continuerà a fare non lasciandoci altra
strada che investigare se il Custode Shoghi abbia avuto
legittimamente il suo incarico e a cascata anche la
attuale Casa Universale di Haifa.

Personalmente, sempre più, per questo e molti altri errori
di Shoghi e Casa Universale di Haifa, sono incline a
ritenere fondati antichi rilievi come quelli della
rinomata e famosa credente americana Signora Ruth White
https://en.wikipedia.org/wiki/Ruth_White_(Bah%C3%A1%27%C3%AD_author)

un caro saluto
Michele Amato


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