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Che sete, eh?

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Rosapia Bonomi

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Jun 29, 2002, 10:35:50 AM6/29/02
to
Terribile incidente a Recoaro

"A Recoaro ci sono le terme, come tutti sanno, e ci sono sorgenti d'
acqua molto pregiata. D'estate, il paese è pieno di gente che viene a fare
proprio la cura dell'acqua: litri e litri, ettolitri ed ettolitri che lavano
e risciacquano le interiora di tutta questa gente. Arrivano montanari,
abitanti della pianura, cittadini, mediterranei, nordici. Devono, devono, e
poi tutti depositano nei bagni e anche nei boschi e nei prati gli scorrevoli
risultati delle bevute. E questi rientrano nella terra e ne raggiungono le
vene e tornano in superficie e vengono ribevuti.
Non c'è da meravigliarsi: in fondo, tutto il mondo abitato è così.
Milan Kundera, nel suo libro L'insostenibile leggerezza dell'essere, dice
che tutte le città, con le loro reti di fogne, sono delle Venezie di merda.
Ma l'acqua pregiata di Recoaro viene anche imbottigliata, venduta,
esportata, bevuta in giro per il mondo. Una volta le sorgenti costituivano
per la cittadina una grande e stabile ricchezza. Peccato che una
multinazionale, non solo dell'acqua minerale ma di quasi tutto, si sia
comprate le sorgenti, abbia licenziato molti lavoratori e stia facendo il
bello e il brutto tempo. Specialmente il brutto.
A Recoaro c'è uno stabilimento dove si riempiono le bottiglie e si
confezionano cassetta da dodici. In un settore dello stesso stabilimento,
all'acqua viene aggiunto gas. Proprio qui, nel secolo scorso, un guasto
importante interruppe il riempimento delle bottiglie di acqua gassata. Una
cascata di bollicine incominciò a scendere nel torrente. Un po' più a valle
del paese di Recoaro (spero che nessuno si offenda se parlando di fatti
accaduti nel secolo scorso chiamo Ancora Recoaro "paese": adesso lo
chiamerei "cittadina") c'era, lungo il torrente, un mulino. Le grandi pale,
mosse dall'acqua corrente, giravano e mettevano in moto delle ruote di
pietra, che macinavano il grano. Ma quando nel torrente incominciò a
scendere acqua con le bollicine, le ruote rallentarono e poi si fermarono,
perché quell'acqua leggera non era in grado di farle girare.
Ci vollero giorni e giorni, per riparare lo stabilimento dell'acqua
gassata di Recoaro, per tornare a far scendere nel torrente solo acqua
naturale che facesse muovere e girare le ruote del mulino. Accadde allora
che qualcuno, in paese o nella valle, inventò una frase che in breve tempo
si diffuse nelle contrade, nelle città e poi in tutta Italia. Il detto però
fu ripetuto e tramandato in modo sbagliato e così, contraffatto, divenne un
proverbio. Ma il logo vero, quello originario, e d'altra parte il più logico
e credibile, cari veneti che volete salvare la vostra cultura dall'oblio, è
questo:

ACQUA GASSATA NON MACINA PIU'."

La Cimbra


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