"Un gruppo di naufraghi... dell'aria, si mise ad esplorare l'isola dov'
era fortunosamente atterrato l' aereo. C'era tra loro una turista tedesca,
che non parlava mai. Cammina cammina, trovarono, in un tratto di terreno
bagnato, delle strane orme. A tratti i segni non si distinguevano più perché
il terreno era asciutto, poi ricomparivano, poi non si vedevano più perché
il suolo era allagato, o coperto d'erba. Insomma, una bella gatta da pelare,
anche se evidentemente, per alcuni che se ne intendevano, si trattava
certamente delle péste di un cane e la gatta non c'entrava per niente.
Ogni volta che le orme sparivano, tutti a sparpagliarsi nei dintorni,
piegati a guardare il suolo come una volta quando si andava a pissacani. E
poi qualcuno gridava:
- Eccole qui, ci sono ancora!
La turista tedesca però non diceva niente. Era rossa, sudata e
silenziosa.
Cerca e cerca, i naufraghi arrivarono ad una radura chiusa da un lato
da una collinetta, nella quale s'intravedeva un'apertura.
Chissà se a quei naufraghi sarà venuto in mente William Golding con il
suo Il signore delle mosche? E a voi, è forse venuto in mente? Se non ve l'
avessi detto io.
L'apertura nel fianco della collina intanto era lì a disposizione. Una
grotta? Sì, amici, proprio una grotta. E che cosa fecero i naufraghi?
Aspettarono, perché il buio della grotta faceva loro paura. L'attesa non fu
lunga: dopo dieci minuti uscì alla luce del sole, scodinzolando, un cucciolo
di mastino. Povero piccolo! Non era bello, ma la voglia di tenerezza colse i
naufraghi, che lo coccolarono un po' e subito, conducendolo con loro, s'
incamminarono per tornare al relitto del loro aereo.
Il cucciolo evidentemente non era selvatico, e se ne intendeva anche di
aerei, perché, appena i naufraghi arrivarono al relitto, subito salì a
bordo. Abbaiò un po', si trattenne all'interno due minuti, poi scese
scodinzolando. Si avvicinò alla turista tedesca che non parlava mai, si alzò
sulle zampe posteriori, le appoggiò le anteriori alle ginocchia e le porse.
Ah, lo videro tutti chiaramente, il cucciolo aveva in bocca una dentiera! La
signora, sbigottita e felice, sospirava:
- Ach, fi fi, l'afefo perfa nella potta dell'atterraccio. Fia rincraziato
Ittio! Meno male ke appiamo trovato kuesto kane! Grazia, grazie!
Poi la turista tedesca andò a risciacquare la dentiera e se la mise in
bocca. Il piccolo mastino aveva scovato il doppiamente prezioso oggetto in
qualche. anfratto dell'aereo, dove la signora non sarebbe mai arrivata. Ho
detto doppiamente prezioso, perché oltretutto la dentiera era in gran parte
d'oro. E aggiungo che con molta logica nacque allora un proverbio, anzi
rinacque, dando di nuovo senso ad un vecchio modo di dire che se la prendeva
con le persone tranquille e sagge che amano riposare fino a ore decenti.
Vi dico subito il proverbio rinato:
IL MASTINO HA L'ORO IN BOCCA!"
Ah, detto da un ingegnere!...
Rosa Pia