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Nuove tecnologie(e loro possibile utilizzo):jet che viaggia dieci volte la velocità del suono!

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Reno

unread,
Mar 29, 2006, 5:01:49 PM3/29/06
to
Ecco cosa puo' fare la tecnologia( e la scienza umana),quando ci sono
i fondi!Io sono un patito delle innovazioni tecnologiche,ma vorrei
che,ogni tanto,fossero adoperate per il bene dell'umanita',compreso i
nostri fratelli che muoiono ancora di sete.Mentre noi sprechiamo un
mucchio di litri di acqua dolce al giorno,magari per farci una o piu'
docce inutili.E sotto il Sahara,ci sono giganteschi giacimenti d'acqua
dolce,pero' almeno a 3000 metri di profondita'!ciao.

Per chi ha Cuore: www.unicef.it

dal Corriere online:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/03_Marzo/25/missile.shtml

Ricerche e primi test della Nasa e di una società
anglo-australiana.Nasce il super motore a reazione del futuro.In volo a
dieci volte la velocità del suono.Tra 20 permetterà di volare
dall'Australia all'Europa in due ore: non ha parti mobili e non ha
bisogno di aggiunte di ossigeno.

NEW YORK - Dall'Australia all'Europa in due ore. Fra vent'anni,
o - almeno dal punto di vista tecnologico - anche prima, il volo
ipersonico fino all'incredibile velocità di Mach 10, pari a circa
12.200 chilometri l'ora, si prepara a diventare realtà. Dopo il
successo, spettacolare ma stranamente passato quasi sotto silenzio (a
causa soprattutto del conflitto in Iraq), dei primi due voli
sperimentali a velocità da 6,83 a 10 volte la velocità del suono,
compiuti nel 2004 con il veicolo X-43A dalla NASA, la corsa riprende e
sta accelerando. Un nuovo propulsore a getto senza parti in movimento,
in grado di raggiungere secondo i calcoli dei progettisti i 7,6 Mach di
velocità, 9.000 chilometri orari, si prepara a partire venerdì 24
marzo dal poligono di Woomera in Australia. Al progetto collaborano il
laboratorio di ricerche spaziali dell'università del Queensland e
l'industria aerospaziale britannica Qinetiq che ha progettato la
sonda ipersonica denominata Hyshot-3 Scramjet. «Abbiamo verificato e
ricontrollato ogni parte più volte», dice il professor Allan Paull,
lo scienziato australiano che dirige le operazioni di lancio. «Abbiamo
stretto una per una le viti e le abbiamo bloccate con una colla
speciale lucidandole a specchio una per una, perché non ci siano
problemi di surriscaldamento e di attrito. Abbiamo fatto tutto quello
che era umanamente possibile, e anche mettendo in bilancio la
possibilità sempre presente di malfunzionamento o imprevisti, abbiamo
una ragionevole fiducia che il risultato, dopo l'insuccesso delle due
precedenti missioni, questa volta sarà positivo».

SENZA TURBINE - Il propulsore Scramjet, a differenza di quelli usati
dagli aerei a reazione, non ha bisogno per funzionare di una turbina e,
al contrario dei motori a razzo tradizionali, non deve trasportare
pesanti serbatoi di idrogeno liquido. Il principio su cui si basa la
propulsione è di una semplicità assoluta perché la propulsione, una
volta raggiunta una determinata velocità, avviene sfruttando il
surriscaldamento dell'aria, che viene compressa e, per conseguenza
del cosiddetto "effetto Venturi", si incendia passando attraverso
la strozzatura di un tubo a doppio tronco di cono. Così, una volta
superata la soglia critica di 4 Mach (circa 1360 metri al secondo),
l'accensione dell'idrogeno contenuto nell'atmosfera diventa
automatica e alimenta in continuazione la spinta in avanti, la quale a
sua volta permette al motore di aspirare più aria e di bruciare più
idrogeno, aumentando radicalmente la velocità e senza bisogno di
trasportare più nessun tipo di carburante. Prima di sfruttare le ovvie
potenzialità di questi nuovi motori nell'aviazione militare e
civile, restano da risolvere problemi di tecnologia, di avionica e
forse soprattutto economico-commerciali di enorme difficoltà. Ma gli
esperimenti australiani, come i voli sperimentali della NASA, stanno
facendo da propellente a un processo che porterà forse, come è già
in precedenza avvenuto con il passaggio dall'elica al motore a
reazione, a una nuova generazione di aerei senza reattori e in grado di
funzionare, per la maggior parte del volo, addirittura senza
carburante.

Il missile pronto al lancio in Australia (Ansa)
Il missile pronto al lancio in Australia (Ansa)
SEI SECONDI - Il lancio di Woomera, se tutto andrà secondo i piani,
permetterà all'aereo anglo-australiano Hyshot-3 senza pilota di
salire, attaccato in cima a un razzo tradizionale, fino a 350
chilometri per precipitare quindi, dopo il distacco del serbatoio ormai
vuoto, in caduta libera verso la Terra. Poi, non appena il velivolo
ipersonico avrà raggiunto i 35.000 metri di quota, avrà inizio il
test, con l'accensione automatica dell'idrogeno contenuto
nell'aria spinta a forza all'interno del nuovo motore, che una
volta raggiunti i 7,6 Mach (9.000 km/ora) per effetto della combustione
e della forza di gravità continuerà la sua corsa sempre più veloce
verso la Terra. Gli scienziati, per studiarlo, avranno a disposizione
solo 6 secondi. Poi Hyshot-3, per effetto dell'aumento di temperatura
e di velocità, si distruggerà. Ma per il direttore della missione
anche questo effimero risultato sarà un grande successo. «Finora -
spiega l'australiano professor Paull, che dirige l'esperimento -
abbiamo potuto studiare solo il funzionamento del nuovo motore a terra,
nella galleria del vento e per un tempo brevissimo, dell'ordine di
millisecondi che ci ha appena permesso sì e no di vedere per un attimo
il processo di combustione».

COSTI CONTENUTI - Con un costo di appena un milione e 400 mila euro,
l'aereo anglo-australiano, rispetto alla molto più costosa ma anche
più complessa missione americana, presenta il vantaggio
dell'economicità e servirà, inoltre, come battistrada per il lancio
di un secondo velivolo ipersonico progettato dall'Agenzia
aerospaziale nipponica Jaxa, che è previsto fra quattro giorni. Poi
sarà la volta degli australiani, che in giugno lanceranno il velivolo
ipersonico militare sperimentale DSTO (Defence, Science and Technology
Organization), dotato di un propulsore ad autoaccensione capace di
raggiungere i 12.000 km/orari. I nuovi motori, una volta messa a punto
la tecnologia necessaria, secondo gli esploratori del futuribile più
visionari permetteranno di rendere insignificanti le distanze fisiche
fra continenti, come già sta accadendo, per esempio, nella telefonia.
Se la distanza fra l'Australia e l'Europa o fra l'America Latina
e l'Europa dovesse ridursi, come qualcuno prevede, a voli ipersonici
dell'ordine delle due o tre ore, le conseguenze economiche ma anche
sociali sarebbero enormi. Ma le prime applicazioni si vedranno più
probabilmente nel lancio dei satelliti e nella difesa, due settori dove
gli Stati Uniti sono già in forte vantaggio. Lo dimostra del resto
anche il successo del velivolo ipersonico senza pilota X-43 A della
NASA (lunghezza m. 3,70; apertura alare m. 1,50; altezza 60
centimetri), che due anni fa è stato portato a 12.000 metri di quota
da un bombardiere B - 52, poi lasciato planare nell'aria dove un
razzo lo ha fatto salire a 33.500 metri e, infine, grazie ai due motori
ipersonici montati sotto le ali, ha potuto volare da solo per oltre
1000 chilometri alla velocità di 11.000 chilometri orari, prima
concludere l'esperimento inabissandosi dentro il Pacifico.

Renzo Cianfanelli
25 marzo 2006

mp

unread,
Mar 30, 2006, 6:04:00 AM3/30/06
to

Ecco cosa puo' fare la tecnologia( e la scienza umana),quando ci sono
i fondi!Io sono un patito delle innovazioni tecnologiche,ma vorrei
che,ogni tanto,fossero adoperate per il bene dell'umanita',compreso i
nostri fratelli che muoiono ancora di sete.Mentre noi sprechiamo un
mucchio di litri di acqua dolce al giorno,magari per farci una o piu'
docce inutili.E sotto il Sahara,ci sono giganteschi giacimenti d'acqua
dolce,pero' almeno a 3000 metri di profondita'!ciao.

Renzo Cianfanelli
25 marzo 2006
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mi pare di meno di 3000 e comunque non sono illimitati
Poi a trasportarla in grossa quantità e a grandi distanze non è semplice...


Reno

unread,
Mar 30, 2006, 2:43:40 PM3/30/06
to
dal Corriere online:

E sotto il Sahara,ci sono giganteschi giacimenti d'acqua
dolce,pero' almeno a 3000 metri di profondita'!ciao.
Renzo Cianfanelli
25 marzo 2006
------------------------------------

da MP:


>mi pare di meno di 3000 e comunque non sono illimitati
>Poi a trasportarla in grossa quantità e a grandi distanze non è semplice...

da Reno:
intanto bisognerebbe trovare il modo(ed i fondi...)per portarla in
superficie,magari,visto che nel Sahara c'e' un bel sole "che spacca la
sabbia",con delle belle pompe alimentate a pannelli
fotovoltaici!Poi,li' attorno,si fanno dei bei serbatoi "naturali",da
cui far sgorgare dei ruscelletti che alimentano le palme dell'oasi:io
mi ci trasferisco subito!(ci vorrebbe anche qualche odalisca ...;-)
Ciao.

mp

unread,
Apr 1, 2006, 7:33:02 AM4/1/06
to

da MP:
>mi pare di meno di 3000 e comunque non sono illimitati
>Poi a trasportarla in grossa quantità e a grandi distanze non è semplice...

da Reno:
intanto bisognerebbe trovare il modo(ed i fondi...)per portarla in
superficie,magari,visto che nel Sahara c'e' un bel sole "che spacca la
sabbia",con delle belle pompe alimentate a pannelli
fotovoltaici!Poi,li' attorno,si fanno dei bei serbatoi "naturali",da
cui far sgorgare dei ruscelletti che alimentano le palme dell'oasi:io
mi ci trasferisco subito!(ci vorrebbe anche qualche odalisca ...;-)
Ciao.

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ci vogliono pompe da circa 3000 cavalli, due per estrarla e poi una ogni 25
km. I tubi di 3 m di diametro devono essere in discesa, come a denti di
sega.
il tutto richiede impianti elettrici mooolto costosi e l'energia non può
venire dai panneli fotovoltaici che richiederebbero opere smisurate. Tra
l'altro i pannelli fotovoltaici di notte fanno zero di energia el. e le
pompe non si possono fermare.
L'acqua poi arriva a destinazione calda e bisogna raffreddarla...
Ma non è tutto ....perchè tra il dire e il fare....


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