[ ] Building Gasib Third floor - No. 710, Basra. Basra, in italiano, è
Bassora, la capitale della regione dove opera il nostro contingente
militare. E, qui, al terzo piano del palazzo Gasib ha sede la filiale
irachena della Presidium International Corporation che ostenta
quell'indirizzo sul suo sito Internet . Alla Presidium sono riconducibili
almeno due degli italiani rapiti in Iraq, Salvatore Stefio e Umberto
Cupertino. Per gli altri non si sa bene, c'è una grande confusione in
merito, forse creata ad arte per coprire, occultare, non fare capire.
Quattrocchi, per esempio, pare fosse in Iraq per conto di una società
ligure, la Ibsa, che a sua volta aveva avuto un subcontratto da una società
americana, la Dts.
Lo stesso ministro degli Esteri, Frattini, contribuisce all'operazione di
copertura. «C'è la possibilità che queste persone siano dipendenti di una
società straniera, forse americana, che si occupa di sicurezza. Questo dato
però non è sicuro, perché la società Dts non ha dato alcuna indicazione sui
nomi dei suoi dipendenti che mancherebbero all'appello». L'agenzia che
riferisce queste dichiarazioni, fatte al Tg2 dal responsabile degli Esteri,
è delle 18.36 di ieri.
Dunque, molte ore dopo l'annuncio del rapimento, quando ormai si sapeva
quasi tutto dei quattro. Compreso il fatto che almeno due lavorassero per la
Presidium, una società dello Stefio, anche se risulta registrata nelle
Seychelles. Un'informazione non certo segreta: stava scritta in un bel
carattere corsivo nella corrispondenza dall'Iraq di domenica scorsa a firma
Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera . Cremonesi racconta di
aver incontrato lo Stefio nella hall di un albergo di Baghdad: «In Iraq
operiamo in una decina da guardie del corpo», gli aveva confidato lo Stevio.
Eppure, alle 18 di martedì, il ministro Frattini continuava a dire di non
sapere chi fossero.
Nessuno sapeva
A Bassora, a fianco del governatore inglese, c'è un vicegovernatore
italiano, l'ambasciatore Mario Maiolini, ufficialmente un "pensionato" della
Farnesina, ma in realtà designato dall'Italia a ricoprire quell'incarico.
A Bassora c'è anche il comando della divisione multinazionale a guida
britannica, di cui è vicecomandante un generale italiano. Nessuno di questi
sapeva che a due passi dai loro uffici operava una società, di proprietà di
italiani, che forniva servizi armati?
Non è credibile, tanto più che la Presidium è così ben radicata in Iraq da
essere inserita negli elenchi delle imprese che lavorano per la
"ricostruzione" del Paese. «Presidium International Corporation, Security
Services. Risk Analysis. Crisis management. Military Consulting»: questa è
la descrizione della società in un elenco di imprese che lavorano in Iraq.
C’è una sede, Sammichele di Bari, ed un numero di cellulare italiano
(prefisso 340) dove risponde solo una segreteria telefonica. Sammichele di
Bari, in Puglia è, guarda caso, anche la residenza di Umberto Cupertino, uno
dei quattro rapiti.
Dunque gli italiani di qualche milizia privata in Iraq ci stanno davvero,
hanno uffici vicino ai comandi dove stanno gli italiani, quelli "ufficiali",
si fanno pubblicità mettendo indirizzi e numeri di cellulari italiani, ma il
ministro degli Esteri dice di non sapere nulla.
Stessa risposta dal ministero della Difesa. Silvana Pisa, deputata Ds della
commissione Difesa della Camera, ha presentato tre interrogazioni sulle
milizie private in Iraq. Ogni volta il ministero, per bocca del
sottosegretario Salvatore Cicu, ha detto di non avere informazioni in
merito. «Non sappiamo, non siamo informati: la risposta è sempre stata la
stessa», commenta la Pisa. Che questo pomeriggio porrà nuovamente la
questione quando le commissioni Esteri e Difesa affronteranno il problema
iracheno.
Ma perché tanto imbarazzo, tanta reticenza forse degna di miglior causa? Che
in Iraq ci siano ventimila soldati "civili" lo sanno anche i muri. Basta
fare un giro per i siti della varie Private Military Companies (società
militari private, letteralmente) per ritrovare dettagli, numeri, stipendi.
C'è anche quello della Presidium, naturalmente. Che dice di avere la sede
centrale alle Seychelles, ed una filiale ad Olbia, in viale dell'Isola
Bianca.
Ma all'indirizzo non c'è nessuno: un ristorante, una base della Guardia
Costiera, nient'altro. Anche il numero di telefono risulta inesistente.
Per la legge sono mercenari
Troppo mistero per della gente che dice di essere soltanto dei
super-vigilantes impegnati in una zona un po' più pericolosa del normale. Un
grande Bronx, o poco più. In realtà secondo la legge italiana, la
definizione che si dovrebbe applicare loro è quella di “mercenari".
«Chiunque avendo ricevuto un corrispettivo economico... combatte in un
conflitto armato.. senza far parte delle forze armate di una delle parte..è
punito...»: recita così l'articolo 3 di una legge del 1995 che reprime le
attività dei mercenari. La definizione è quella del trattato contro i
mercenari, mai entrato in vigore perché solo dodici Stati, tra cui l'Italia,
l'hanno ratificato.
Che il conflitto ci sia lo dice la risoluzione dell'Onu che attribuisce a
Stati Uniti e Gran Bretagna lo status di "potenze occupanti". «In base alla
legge, sembra proprio che per i civili italiani armati che stanno in Iraq si
possa parlare di mercenari» commenta Domenico Gallo, un magistrato che si è
spesso occupato di legalità internazionale e di diritto dei conflitti.
"Certo, dovrebbe pronunciarsi un giudice, ma mi pare che si tratti proprio
di questo: mercenari" aggiunge Gallo. E forse così si spiegano le troppe
reticenze e i silenzi.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>
> «Chiunque avendo ricevuto un corrispettivo economico... combatte in un
> conflitto armato.. senza far parte delle forze armate di una delle
parte..è
> punito...»: recita così l'articolo 3 di una legge del 1995 che reprime le
> attività dei mercenari. La definizione è quella del trattato contro i
> mercenari, mai entrato in vigore perché solo dodici Stati, tra cui
l'Italia,
> l'hanno ratificato.
>
> Che il conflitto ci sia lo dice la risoluzione dell'Onu che attribuisce a
> Stati Uniti e Gran Bretagna lo status di "potenze occupanti". «In base
alla
> legge, sembra proprio che per i civili italiani armati che stanno in Iraq
si
> possa parlare di mercenari» commenta Domenico Gallo, un magistrato che si
è
> spesso occupato di legalità internazionale e di diritto dei conflitti.
> "Certo, dovrebbe pronunciarsi un giudice, ma mi pare che si tratti proprio
> di questo: mercenari" aggiunge Gallo. E forse così si spiegano le troppe
> reticenze e i silenzi.
>
Per dire questo, Gallo dovrebbe sapere se le persone in questione sono state
espressamente reclutate allo scopo di combattere, e se prendono direttamente
parte alle ostilità (Art. 47 del Protocollo Addizionale del 1977). In
mancanza di certezza su questo, vale la presunzione che siano civili (Art.
50, ibid.). Giustamente, dovrebbe pronunciarsi una corte (Artt. 45, 75,
ibid.). Non un giornalista.
Il commento e' infatti di Gallo.
Sul prendere parte : ho letto di episodi in cui questi "contractors" (altro
termine del ca**o inventato per rendere piu' pudica la guerra, come i "danni
collaterali") portavano le munizioni ai soldati USA durante i combattimenti
o evacuavano i feriti durante gli stessi. Queste azioni sono a tuo parere
prendere parte al combattimento?
saluti
s.
Il commento e' infatti di Gallo.
Sul prendere parte : ho letto di episodi in cui questi "contractors" (altro
termine del ca**o inventato per rendere piu' pudica la guerra, come i "danni
collaterali") portavano le munizioni ai soldati USA durante i combattimenti
o evacuavano i feriti durante gli stessi. Queste azioni sono a tuo parere
prendere parte al combattimento?
saluti
s.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Sul prendere parte : ho letto di episodi in cui questi "contractors"
(altro
> termine del ca**o inventato per rendere piu' pudica la guerra, come i
"danni
> collaterali") portavano le munizioni ai soldati USA durante i
combattimenti
> o evacuavano i feriti durante gli stessi. Queste azioni sono a tuo parere
> prendere parte al combattimento?
>
Per prima cosa sarebbe interessante sapere dove hai letto di questi episodi.
Considerato soprattutto che a volte qualcuno degli articoli che citi
contiene qualche imprecisione.
"Contractor" significa semplicemente appaltatore. Concordo che sia un
termine un po' strano nel contesto di cui parliamo.
"Danni collaterali" è diventato un eufemismo ma aveva ed ha un suo
significato ben preciso proprio ai sensi delle Convenzioni. Per dirla in
breve, se un comandante ordina un attacco e nel farlo rispetta gli artt. 50,
52, e 57 del Protocollo Addizionale del 1977, _ma_ ciononostante
nell'attacco resta ucciso un civile o danneggiata una struttura civile,
questo non rende l'attacco illegittimo (un crimine di guerra) - è un danno
collaterale di un attacco peraltro legittimo. Questa non è una mia opinione
ma l'interpretazione data dai giuristi che hanno scritto i commentari ai
testi per il sito della Croce Rossa.
Quanto infine al prendere parte diretta alle ostilità e agli esempi da te
fatti. Evacuare feriti rientra tra le attività mediche che ricevono la
massima protezione da tutte le convenzioni e quindi non è un prendere parte
diretta alle ostilità, anzi. Chi svolge tale compito non è un mercenario,
non è un combattente, e ovviamente ha diritto allo status di prigioniero di
guerra se cade in mano nemica. Questa pure non è una mia opinione.
Trasportare le munizioni è prendere parte diretta alle ostilità. *Questa* è
una mia opinione (l'unica in questo messaggio); i commentari dicono solo che
deve esserci una correlazione causale diretta tra l'attività svolta ed il
danno recato al nemico nel tempo e luogo in cui l'attività si svolge. A mio
parere il trasporto tattico delle munizioni soddisfa la definizione.
Noterai comunque che la clausola relativa alla partecipazione diretta alle
ostilità nel testo dell'Art. 47 serve a esentare i consiglieri militari,
tecnici di manutenzione, istruttori ecc. stranieri dall'essere considerati
come mercenari. Questa pure non è una mia opinione.
Se quindi facciamo l'ipotesi che:
- personale americano trasportasse le munizioni per i soldati USA;
- tale personale ricevesse ordini in tal senso dalla competente autorità
militare USA;
- tale personale fosse responsabile verso la competente struttura di comando
USA;
- tale personale portasse le proprie armi apertamente;
allora il personale in questione si qualifica come facente parte delle forze
armate statunitensi ai sensi degli Artt. 43 e 44, indipendentemente dal
fatto che non sia personale regolarmente reclutato dall'esercito, marines,
marina, aviazione o guardia costiera americani.
Ergo, non di mercenari si tratta ma di combattenti che hanno ogni diritto a
prendere parte alle ostilità ai sensi delle Convenzioni e del Protocollo,
nonchè allo status di prigionieri di guerra in caso di cattura.
Questa pure non è una mia opinione.
Saluti.
Quoto (elimino il resto per brevita').
Il dubbio resta, almeno a me, per quei dipendenti impiegati dalle PMC
nel quadro di contratti per fornire servizi di sicurezza ad aziende
terze che lavorano in Iraq (o anche altrove, un'esempio che mi viene in
mente sono le compagnie petrolifere in Angola). Se questo personale
porta le armi e si trova a combattere con guerriglieri come e'
inquadrabile legalmente?
Ciao
Ale
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
E lo chiedi a me? ;-)
Le ipotesi che posso fare sono le seguenti:
- Possono essere considerati come equiparabili alle forze di polizia. Salvo
espressa comunicazione di una delle due parti in conflitto che le forze di
polizia fanno parte delle sue forze armate, i poliziotti non sono
considerati come combattenti, sono perciò civili. Nel momento in cui però
intraprendessero di loro iniziativa ostilità dirette contro una delle due
parti (e non contro comuni fuorilegge) sarebbero, de facto e anche de iure,
combattenti. Quindi la casistica è complicata.
- Se soddisfacessero a tutte le condizioni di cui all'Art. 47 (Protocollo
Addizionale del 1977), e non fossero considerati equiparabili a poliziotti
(vedi sopra) potrebbero essere considerati come mercenari (e anche,
ovviamente, come combattenti, se intraprendessero ostilità dirette).
- Indipendentemente dal fatto che siano classificabili come mercenari o
meno, se soddisfano i requisiti di cui agli Artt. 43 e 44, vanno considerati
come aventi diritto allo status di prigionieri di guerra se catturati (sono
cioè equiparati a militari regolari). Altrimenti, no.
- Nei casi dubbi, vanno considerati come civili salvo diversa decisione da
parte di un tribunale legalmente e debitamente costituito, e, comunque,
anche se non aventi diritto allo status di prigionieri di guerra, hanno
diritto ad alcune salvaguardie minime (vedi Artt. 44, 45, 50, 75).
La Carla Dal Ponte mi filtra le telefonate ultimamente ;-)
> - Possono essere considerati come equiparabili alle forze di polizia. Salvo
> espressa comunicazione di una delle due parti in conflitto che le forze di
> polizia fanno parte delle sue forze armate, i poliziotti non sono
> considerati come combattenti, sono perciò civili. Nel momento in cui però
> intraprendessero di loro iniziativa ostilità dirette contro una delle due
> parti (e non contro comuni fuorilegge) sarebbero, de facto e anche de iure,
> combattenti. Quindi la casistica è complicata.
> - Se soddisfacessero a tutte le condizioni di cui all'Art. 47 (Protocollo
> Addizionale del 1977), e non fossero considerati equiparabili a poliziotti
> (vedi sopra) potrebbero essere considerati come mercenari (e anche,
> ovviamente, come combattenti, se intraprendessero ostilità dirette).
> - Indipendentemente dal fatto che siano classificabili come mercenari o
> meno, se soddisfano i requisiti di cui agli Artt. 43 e 44, vanno considerati
> come aventi diritto allo status di prigionieri di guerra se catturati (sono
> cioè equiparati a militari regolari). Altrimenti, no.
> - Nei casi dubbi, vanno considerati come civili salvo diversa decisione da
> parte di un tribunale legalmente e debitamente costituito, e, comunque,
> anche se non aventi diritto allo status di prigionieri di guerra, hanno
> diritto ad alcune salvaguardie minime (vedi Artt. 44, 45, 50, 75).
IMHO definire la loro posizione in un eventuale tribunale sarebbe un
incubo: armati al servizio di aziende di un paese X che difendono
un'azienda di un paese Y nel territorio di un paese Z non e' un caso
previsto dalle convenzioni.
Ciao
Ale
Be, almeno ora sai di chi sarà il cazzo che ti impalerà.:DDDD
Godi già eh.:DDDD
Che fai ti caghi addosso larvaman.:DDDD
No, nn è quello che vorresti fare apparire,
mentre il tuo è palese sostegno alla causa terrorista.
> s.
Sempre + larvaman.:DDDD
> Per prima cosa sarebbe interessante sapere dove hai letto di questi
episodi.
> Considerato soprattutto che a volte qualcuno degli articoli che citi
> contiene qualche imprecisione.
Larvones hai fatto un'altra figurina da fesso quale 6, bravo.:DDDD
Continua cosě.:DDDD
era qualche servizio sui "mercenari", dall'Iraq che ho visto sul Tg3.
> Considerato soprattutto che a volte qualcuno degli articoli che citi
> contiene qualche imprecisione.
nessuno 豕 perfetto.
> Quanto infine al prendere parte diretta alle ostilit忘 e agli esempi da te
> fatti. Evacuare feriti rientra tra le attivit忘 mediche che ricevono la
> massima protezione da tutte le convenzioni e quindi non 我 un prendere
parte
> diretta alle ostilit忘, anzi. Chi svolge tale compito non 我 un
mercenario,
> non 我 un combattente, e ovviamente ha diritto allo status di prigioniero
di
> guerra se cade in mano nemica. Questa pure non 我 una mia opinione.
si ma se evacua i feriti di una sola parte puo' essere considerato come
membro delle forze per cui sta operando?
> Trasportare le munizioni 我 prendere parte diretta alle ostilit忘.
*Questa* 我
> una mia opinione (l'unica in questo messaggio); i commentari dicono solo
che
> deve esserci una correlazione causale diretta tra l'attivit忘 svolta ed il
> danno recato al nemico nel tempo e luogo in cui l'attivit忘 si svolge. A
mio
> parere il trasporto tattico delle munizioni soddisfa la definizione.
ok
> Se quindi facciamo l'ipotesi che:
> - personale americano trasportasse le munizioni per i soldati USA;
> - tale personale ricevesse ordini in tal senso dalla competente autorit忘
> militare USA;
> - tale personale fosse responsabile verso la competente struttura di
comando
> USA;
> - tale personale portasse le proprie armi apertamente;
> allora il personale in questione si qualifica come facente parte delle
forze
> armate statunitensi ai sensi degli Artt. 43 e 44, indipendentemente dal
> fatto che non sia personale regolarmente reclutato dall'esercito, marines,
> marina, aviazione o guardia costiera americani.
> Ergo, non di mercenari si tratta ma di combattenti che hanno ogni diritto
a
> prendere parte alle ostilit忘 ai sensi delle Convenzioni e del Protocollo,
> nonch我 allo status di prigionieri di guerra in caso di cattura.
> Questa pure non 我 una mia opinione.
perfetto. grazie x le info.
saluti
Sergio
Gli articoli della convenzione non mi pare facciano distinzioni in
questo senso.
Ad esempio i membri di unita' mediche che non portano le armi e portano
contrassegni adeguati rientrano nella categoria.
Ah, "visto", non "letto". Noto anche l'uso improprio del termine
"mercenari", suppongo fatto nel servizio.
In mancanza di qualche dato più certo, consideriamola quindi come un'ipotesi
puramente accademica.
>
> > Quanto infine al prendere parte diretta alle ostilit§Ñ e agli esempi da
te
> > fatti. Evacuare feriti rientra tra le attivit§Ñ mediche che ricevono la
> > massima protezione da tutte le convenzioni e quindi non §Ú un prendere
> parte
> > diretta alle ostilit§Ñ, anzi. Chi svolge tale compito non §Ú un
> mercenario,
> > non §Ú un combattente, e ovviamente ha diritto allo status di
prigioniero
> di
> > guerra se cade in mano nemica. Questa pure non §Ú una mia opinione.
>
>
> si ma se evacua i feriti di una sola parte puo' essere considerato come
> membro delle forze per cui sta operando?
>
Non è questo il punto. Un infermiere militare dell'USMC *è* un membro
dell'USMC *ma* non è un combattente, ovviamente non è un mercenario, ed ha
diritto allo status di prigioniero di guerra. Un civile che lavori come
infermiere per l'USMC non è un combattente, non è un mercenario, fa parte ai
sensi della Convenzione delle forze per cui sta operando (pur non essendo un
militare dell'USMC) ed ha diritto allo status di prigioniero di guerra.
Quanto all'evacuare i feriti di una sola parte, anche questo lo ha detto il
Tg3?
si parlava dei combattimenti in corso a Falluja e di una unita' americana
rimasta quasi senza munizioni e con dei feriti da evacuare.
Tu poi, stoltman.
> > fatti. Evacuare feriti rientra tra le attivit§Ñ mediche che ricevono la
> > massima protezione da tutte le convenzioni
> si ma se evacua i feriti di una sola parte puo' essere considerato come
> membro delle forze per cui sta operando?
Se evacua da una sola parte significa che nn è come te,
un merdoso che sprizza merda da tutti gli orifizi.
Ma guarda che schifo di argomentazioni
cerca di inventarsi stà larva.
Stoltman, ma nn capisci proprio niente,
nemmeno agli specchi sai attaccarti, parassita del ng.
Mi spiace dirtelo, ma hai larghezze di vedute ed intuito da larva, sarą xchč
continui a cercare di sragionare con il larvaman, o semplicemente 6 stordito
di tuo,
ma ci sono cose che nn capisci, la 1° č che si
parla di persone, nn numeri su un libro, che azz.
> > era qualche servizio sui "mercenari", dall'Iraq che ho visto sul Tg3.
> >
>
> Ah, "visto", non "letto". Noto anche l'uso improprio del termine
> "mercenari", suppongo fatto nel servizio.
> In mancanza di qualche dato più certo, consideriamola quindi come
un'ipotesi
> puramente accademica.
Ma stai ancora trastullandoti con questo cretino, mi sembra che nn sia il
caso di dare corda ai fiancheggiatori del terrorismo.
Guarda da che fonti, il tg dei nostalgici perdenti.
Dove le notizie bisogna passarle con il setaccio
prima di sentirle e dove nn riconoscono un'arma dall'altra.
Mi spiace dirtelo, ma sei un coglione col botto.
Allora chiariamo questo punto. Gli infermieri militari (e ci mettiamo dentro
anche questi presunti civili, dal momento che funzionalmente e ai sensi del
Protocollo vanno considerati come facenti parte della forza armata in
questione) hanno l'obbligo, ai sensi delle Convenzioni, di curare *tutti* i
feriti. Le Convenzioni però non li impegnano ad attraversare disarmati la
linea del fuoco per andare dall'altra parte e dire: "scusate, che c'avete
feriti da evacuare?".
Se per un qualunque motivo sensato (la linea del fuoco si sposta, una
posizione nemica viene presa ecc.) capita che gli infermieri di una delle
due parti si trovino di fronte feriti dell'altra parte, *allora* sono tenuti
a curarli nello stesso modo dei feriti loro.
vero.
A proposito hai qualche notizia su eventuali inchieste su quei soldati USA
che sono stati ripresi da una Tv tedesca mentre ammazzavano dei feriti
iracheni?
> Le Convenzioni però non li impegnano ad attraversare disarmati la
> linea del fuoco per andare dall'altra parte e dire: "scusate, che c'avete
> feriti da evacuare?".
>
> Se per un qualunque motivo sensato (la linea del fuoco si sposta, una
> posizione nemica viene presa ecc.) capita che gli infermieri di una delle
> due parti si trovino di fronte feriti dell'altra parte, *allora* sono
tenuti
> a curarli nello stesso modo dei feriti loro.
ok ma non credo che quelli di cui parlava il servizio fossero la' tanto per
soccorrere i miliziani di Sadr ma piuttosto gli americani.
saluti
Sergio
Chi ha detto che la pensiamo sempre diversamente? su alcune cose e su certi
personaggi andiamo MOLTO d'accordo ;)
ciao
Sergio
> > > si parlava dei combattimenti in corso a Falluja e di una unita'
> americana
> > > rimasta quasi senza munizioni e con dei feriti da evacuare.
> > >
> >
> > Allora chiariamo questo punto. Gli infermieri militari (e ci mettiamo
> dentro
> > anche questi presunti civili, dal momento che funzionalmente e ai sensi
> del
> > Protocollo vanno considerati come facenti parte della forza armata in
> > questione) hanno l'obbligo, ai sensi delle Convenzioni, di curare
*tutti*
> i
> > feriti.
>
> vero.
> A proposito hai qualche notizia su eventuali inchieste su quei soldati USA
> che sono stati ripresi da una Tv tedesca mentre ammazzavano dei feriti
> iracheni?
No.
>
>
> > Le Convenzioni però non li impegnano ad attraversare disarmati la
> > linea del fuoco per andare dall'altra parte e dire: "scusate, che
c'avete
> > feriti da evacuare?".
> >
> > Se per un qualunque motivo sensato (la linea del fuoco si sposta, una
> > posizione nemica viene presa ecc.) capita che gli infermieri di una
delle
> > due parti si trovino di fronte feriti dell'altra parte, *allora* sono
> tenuti
> > a curarli nello stesso modo dei feriti loro.
>
> ok ma non credo che quelli di cui parlava il servizio fossero la' tanto
per
> soccorrere i miliziani di Sadr ma piuttosto gli americani.
>
Nulla di strano in questo. Tutti gli infermieri militari "sono là" per i
propri feriti. E' normale e non è contro le Convenzioni. Se poi si trovano
tra le mani un prigioniero ferito, devono curare anche lui. Un comportamento
diverso sarebbe contro le Convenzioni.
Mi spiace confermartelo, ma 6 varamente al minimo, posti solo con il
larvaman e quei 2 troll come lui, tutto dire, se poi leggi anche quello che
scrivi, una vergogna asoluta, aculturato.
Bene, come vedi č facile giocarti di nuovo
un brutto scherso.:DDDD
Volevi evitarmi ma nn hai resistito alla tentazione di sfogare la tua
rosicante rabbia in un post che mi sono cercato e creato apposta contro di
me.:DDDD
Questo x dimostrare a tutti che nn solo ti manovro a mio piacimento, ma che
6 cosě vile da cercare in continuazione venia dagli altri utenti del ng,
anche, all'occasione dai + indefessi destri, che abboccano ai tuoi script
collosi.:DDDD
Fai la doccia, che la merda ti sommerge.:DDDD
> A proposito hai qualche notizia su eventuali inchieste su quei soldati USA
> che sono stati ripresi da una Tv tedesca mentre ammazzavano dei feriti
> iracheni?
Queste azzate le vedi solo tu larvaman.
Chissà xchè.
> tra le mani un prigioniero ferito, devono curare anche lui. Un
comportamento
> diverso sarebbe contro le Convenzioni.
Ascolta, fa pure come ti pare, ma considera che finita questa fase, ci
saranno i dividenti di guerra ed anche la punizione scculta dei
fiancheggiatori, osint relazionando.