splendere rientra nella categoria dei verbi "difettivi", il cui significato
è facile da intuire.
se proprio ci tieni a far bella figura con gli amici usa "splento"
e se qualcuno ha dei dubbi, digli ke te l'ho detto io.
;-))) ciao, darik
Il particio passato di splendere NON ESISTE. e' un verbo irregolare e
quindi manca della forma.
lele
--
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>Il particio passato di splendere NON ESISTE. e' un verbo irregolare e
>quindi manca della forma.
ma come...non si dice "splenduto"...acc.., no,
"splenso"...?..."splento"...?..."spleso"...?
E che p****, 'sti verbi difettivi, io sono per assegnar loro un
participio passato d'ufficio.
Salut,
--
*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
*So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide)
*59860 Bruay sur l'Escaut [France, Nord]
http://utenti.lycos.it/Guctrad/alamanno.html
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Per scrivermi rimuovi guittorio dall'indirizzo
>E che p****, 'sti verbi difettivi, io sono per assegnar loro un
>participio passato d'ufficio.
Se fate una cosa del genere io voglio poter usare il verbo "panicare"
(anche se deriva, nel mio caso, da un inglesismo) e "perplimere". :)
Sebastiano
--
Outside of a dog, a book is a man's best friend.
Inside a dog, it's too dark to read.
Io, personalmente, da quando l' ho sentito per la prima volta, utilizzo il
verbo "perplimere" senza problemi ed ho notato che il suo significato viene
compreso molto facilmente. Per quel che riguarda il verbo splendere, al
participio passato lo coniugo regolarmente come "spleso", che a mio parere
suona benissimo.
"splento" l'avevo proposto in un 3hd nato da una una rikiesta analoga,
(mi pare su i.c.l.i.) concordo poi col fatto ke ai verbi difettivi debba
essere aggiunta una "protesi", qualora serva.
;-) ciao, darik
>Per quel che riguarda il verbo splendere, al
>participio passato lo coniugo regolarmente come "spleso", che a mio parere
>suona benissimo.
Sono d'accordo, anche se sarei per accordare almeno una chance a
"splento". Naturalmente la cosa si applica
Proseguo con la mia campagna di assegnazione di ufficio dei participi
passati mancanti:
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Campagna NO MORE DEFECTIVE VERBS IN ITALIAN!
"Give them a past participle"
2003
< soccombere >: "soccombuto" suona male. Basandomi sul latino,
propongo "succłbito" (che ha tra l'altro una piacevole assonanza col
Subbłteo): "l'esercito non ha succłbito al nemico".
< prudere >: "pruso", non ci son cristi. Pero', in alternativa, si
potrebbe utilizzare "prurito" in funzione di participio: "mi č
prusa/prurita un po' la gamba destra stamani".
< cernere >: Anche qui mi baso sul latino e propongo "crčto"
("cernuto" non mi suona bene). Naturalmente, il composto <discernere>
farą "discreto": "non sempre ho discreto l'utile dal dilettevole".
< delinquere >: "delitto", non ci sono alternative. "Hanno messo su
un'associazione a delinquere e hanno delitto".
< dirimere > : basandomi sul latino, propongo "dirčnto"; pero'
potrebbe andar bene (per assonanza con "esprimere/espresso" e
"perplimere/perplesso") anche "dirčsso". "Non ho dirento/diresso la
questione".
< divergere >: "diverso". "Le opinioni di X hanno diverso/sono diverse
da quelle della maggioranza".
< esimere >: "esento" (v. "dirimere").
< essere >: non č un verbo difettivo, ma il participio passato "stato"
č propriamente quello di "stare". Propungo di rimettere in auge
"suto", effettivamente attestato nella letteratura medievale e
rinascimentale.
< incombere >: "incłbito" (v. "soccombere"). "Sulla nazione č incubito
un grave pericolo".
< tangere >: "Tatto" (latino). "Quella cosa non mi ha tatto".
< urgere > : Qui il latino non č d'aiuto; "urto", peraltro, potrebbe
dare adito a equivoci. Propongo "urso" per la sgradevolezza di
"urguto". "Ha/č urso andare a fare la spesa". Qualche incertezza
sull'ausiliare, aspetto di sentire la vostra.
< vigere > : "Viso" sarebbe impossibile. Qui č il caso di ricorrere
alla formazione regolare: "viguto". "Questa legge non č viguta per
diversi anni".
Aspetto ovviamente controproposte.
>Se fate una cosa del genere io voglio poter usare il verbo "panicare"
>(anche se deriva, nel mio caso, da un inglesismo) e "perplimere". :)
Permesso accordato. Pąnica pure, e non ti perplimere.
Salut,
--
*Riccardo Venturi*,
>"splento". Naturalmente la cosa si applica
Mi č rimasta la frase nella tastiera, scusate. Volevo dire:
"naturalmente la cosa si applica anche al composto "risplendere":
"rispleso/risplento".
Sebbene io prediliga ed usi la forma "spleso" , naturalmente non ho alcun
problema ad accettare anche l' uso di "splento" o di qualsivoglia altra
forma. Credo che ogni parlante debba usare quella che preferisce, testarne
il grado di efficacia e decidere se continuare o meno ad insistere su quella
forma. Sarà l' uso (non so perché ma quando penso a questa parola mi viene
sempre in mente un certo liquore greco....) a decretare le forme vincenti.
Per quel che concerne le tue proposte la mia opinione è:
> < soccombere >:
"soccombuto" suona certo male, ma succùbito mi sa di artificioso.
"soccombito"?
>
> < prudere >:
io utilizzo "prurito" senza problemi
> < cernere >:
userò "creto", anche per analogia con "secernere" ma anche "cèrnito"
>
> < delinquere >:
senza alcun dubbio "delitto"
>
> < dirimere > :
per ora la lascio nel limbo
>
> < divergere >:
senza dubbio "diverso"
> < esimere >: "esento" (v. "dirimere").
"esento" suona bene ma potrebbe generare confusione con la voce del verbo
"esentare" per via del simile significato. Bisognerà provare.
>
> < essere >:
qui dissento.... il participio passato esiste e si usa in modo universale
senza problemi.
> < incombere >:
come per "soccombere", direi "incombito"
> < tangere >:
il verbo è latino, trattiamolo da latino, perciò "tatto"
> < urgere > :
anche questo lo lascio nel limbo... Purtroppo "urso" mi suona male.
> < vigere > :
"viguto" mi sembra buono, lo proverò
Saluti
>Per quel che concerne le tue proposte la mia opinione è:
>
>> < soccombere >:
>"soccombuto" suona certo male, ma succùbito mi sa di artificioso.
>"soccombito"?
Comprendo la tua obiezione, ma "succùbito" (e "incùbito") riprendono
la forma latina (cumbo > cubitum). A meno di non tagliare
analogicamente la testa al toro e proporre "socconso/inconso"...perché
no?
>> < prudere >:
>io utilizzo "prurito" senza problemi
Direi che sono in linea di massima d'accordo con te. Vada per
"prurito".
>userò "creto", anche per analogia con "secernere" ma anche "cèrnito"
Colgo l'occasione per rettificare un errore da me commesso, scrivendo
"crèto". Ovviamente, la "e" è chiusa: "créto". Direi che l'ammissione
di entrambe le forme, "créto/cèrnito", è la cosa migliore.
>> < dirimere > :
>per ora la lascio nel limbo
Direi che per tutti i derivati dal latino <emo, emptum>, la forma in
-ènto è l'unica possibile...
>> < esimere >: "esento" (v. "dirimere").
>"esento" suona bene ma potrebbe generare confusione con la voce del verbo
>"esentare" per via del simile significato. Bisognerà provare.
La tua considerazione è corretta, però a mio parere "esento" è
fattibile.
>qui dissento....
participio passato del verbo "dissimere"...? :-)
>> < incombere >:
>come per "soccombere", direi "incombito"
vedi sopra.
>> < urgere > :
>anche questo lo lascio nel limbo... Purtroppo "urso" mi suona male.
Effettivamente non suona bene neanche a me, ma meglio di "urguto".
Che ne diresti di <ùrgito>...?
>> < vigere > :
>"viguto" mi sembra buono, lo proverò
Attendo notizie.
Salut,
--
*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)
>< cernere >: Anche qui mi baso sul latino e propongo "crčto"
>("cernuto" non mi suona bene). Naturalmente, il composto <discernere>
>farą "discreto": "non sempre ho discreto l'utile dal dilettevole".
e "certo"?
dbn
> Sarà l' uso (non so perché ma quando penso a questa parola mi viene
> sempre in mente un certo liquore greco....) a decretare le forme vincenti.
ecco, sarà quello che ti (vi) dà alla testa
Marco (va bene gli idioletti, ma insomma...)
--
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Infatti. Abbasso la proprietà privata dei participi passati.
Se i compagni "essere" e "stare" vivono bene da secoli condividendo lo
stesso participio passato, non si vede perché non se ne possano
collettivizzare altri:
- soccombere: "schiantato";
- prudere: "pizzicato";
- cernere: "distinto";
- delinquere: "delinquito" (questo c'è sul dizionario!);
- dirimere: "risolto";
- divergere: "svoltato";
- esimere: "esonerato";
- essere: "stato" (of course).
- incombere: "pesato";
- tangere: "toccato" o "sfiorato";
- urgere : "pressato";
- vigere : "valso".
Se no, perché si direbbe che i verbi si "con-jugano"?
Ciao.
Marco
Inventeremo il past-participle sharing.
Tra parentesi, ora che mi viene in mente ... esistono nelle lingue
semitiche (Arabo ed Ebraico) verbi politematici, del genere "io vado,
noi andiamo"; "To be, I am/You are, He was"?
Non mi pare di averne trovato, ma non vorrei semplicemente non aver
cercato a fondo.
>
> Se no, perché si direbbe che i verbi si "con-jugano"?
>
Giusto per tornare in tema :-)
Ciao.
Non ne ho mai sentito parlare, ma chi lo sa.
In compenso, so che l'arabo ha qualche *sostantivo* politematico: per
esempio "donna", che fa "amra'a" al singolare e "nasâ'" al plurale
(con radici completamente diverse: <m-r-'> e <n-s-'>).
Il latino è l'unica altra lingua che mi venga in mente con casi del
genere: per esempio, "VI-s, ROBOR-is". Esistono altre lingue per cui
uno stesso nome ha due o più radici?
Ciao.
Marco
In Ebraico accade un fenomeno più complicato:
Uomo : _ish_ ; uomini: _anashim_
Donna: _ishshah_; donne: _nashim_
Non so se le radici dei singolari e dei plurali siano correlate, ma
quella del plurale è certo ricollegabile a quella araba.
Ciao.