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hic est illa noemis

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Amleto, il danese

unread,
Mar 31, 2002, 1:22:01 PM3/31/02
to
come da oggetta,
il significato è 'questo è quel gran piacere'?
e come va letto?
semplicemente fondendo oe in e senz'altre partic?

grazie
Amleto


Righel

unread,
Mar 31, 2002, 5:40:54 PM3/31/02
to
"Amleto, il danese" <alfredo....@tin.it> ha scritto

> come da oggetta,
> il significato è 'questo è quel gran piacere'?

Mah!... forse in danese :-)
La frase, in verità, m'appare un po' scombinata.
I due pronomi "hic" e "illa" sono ambedue al nominativo ma non concordano
nel genere: il primo è maschile e l'altro femminile.
Quanto a "noemis", non mi sovviene alcun termine latino corrispondente.
Potrebbe trattarsi di un nome proprio "Noemi", di tradizione biblica (la
suocera di Ruth), e potrebbe essere tanto un nominativo che un genitivo.
Una traduzione "ad litteram" potrebbe ipotizzarsi in "Questo è quella (di?)
Noemi".
Ma che senso avrebbe?
Certo, la radice di _Noemi_ (più correttamente: _No'omî_) potrebbe
ritrovarsi in _n' m_ (piacevole, gradito) e col sostantivo _no' am_ (gioia,
delizia).
Dove l'hai pescata questa frase?
Ho dato un'occhiata a _Ruth, I, 20_, dov'è citata Noemi, ma non c'è traccia
di un'espressione che, tradotta in latino, corrisponda a quella che tu citi.

> e come va letto?
> semplicemente fondendo oe in e senz'altre partic?

Impossibile rispondere se prima non si appura l'origine del termine
"noemis".

Ciao,

--
Righel
__________________________
FISA, free.it.scienza.archeologia
http://www.ulixes.it/fisa

Ferdinando Chiodo

unread,
Apr 1, 2002, 12:07:27 AM4/1/02
to
In article <dtIp8.39478$pT1.1...@news1.tin.it>, on Sun, 31 Mar 2002

18:22:01 GMT, Amleto, il danese wrote:

>come da oggetta,
>il significato è 'questo è quel gran piacere'?

Si tratta forse di "haec est illa Noemi", Il Libro di Rut 1, 19.

Dalla Vulgata:
[Rut 1:19] Profectaeque sunt simul et venerunt in Bethleem. Quibus
urbem ingressis velox apud cunctos fama percrebuit dicebantque mulieres
"haec est illa Noemi?"
[Rut 1:20] Quibus ait: "Ne vocetis me Noemi, id est pulchram, sed vocate
me Mara, hoc est amaram, quia valde me amaritudine replevit Omnipotens".

[Rut 1:19] (Noemi e sua nuora Rut) partirono insieme e giunsero a
Bethleem. Quando giunsero tutta la città si interessò a loro, e le donne
dicevano "Costei non è Noemi?"
[Rut 1:20] E lei: "Non chiamatemi più "Noemi", cioè "bella", ma "Mara",
cioè "amara", perché l'Onnipotente mi ha riempito di amarezza"

Ciao,
Ferdinando
>------------
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Amleto, il danese

unread,
Apr 1, 2002, 3:45:17 AM4/1/02
to
indubbiamente la fonte č latina, ciň pare anche a me,
e cosě viene assicurata da chi l'ha riportata, forse i pronomi li rocordo
male, certo č che anche a me č sempre sembrata una frase strana, per questo
non mi son mai fidato della traduzione che dovrebb'essere press'a poco:

questo č quel gran piacere?
owero piů modernamente: tutto qui?

da cui dovrebbe aversi che
hic=questo; est=č, illa (o variaz.)=quel ma quella se noemis č femminile, e
se fosse plur. neutr.?; noemis= piacere, piaceri???

Ho chiesto perché avevo dubbi e ancora ne ho, cerchčerň di rintracciare la
fonte

Amleto.


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