> Ciao a tutti, è da un bel po' di tempo che mi frulla in testa di voler
> "tradurre" il mio nome e cognome nel maggior numero possibile di
> lingue...
Sinceramente non e' che la cosa abbia molto senso ... si finisce come
quel tale Dunlap in un racconto di Mark Twain che fini' per essere
chiamato Peterson Dunlap (il sito originale non e' accessibile ma e'
nella cache di google ... se no usate tali due parole chiave per
trovarla
http://209.85.135.104/search?q=cache:Mclu5YEvwM0J:ee.1asphost.com/shortstoryclassics/twaincampaign.html+%22Peterson+Dunlap%22&hl=it&gl=it&ct=clnk&cd=4
O una variante del nome esiste (che so, come Giovanni John Jean Johann
Ivan ecc.), o altrimenti una traduzione etimologica (ammesso di
conoscere l'etimologia) potrebbe condurre a risultati ridicoli
> Volevo chiedervi se sapete indicarmi dove posso trovare una lista di
> come si formano i patronimici nelle varie lingue e della traduzione dei
> nomi Orazio e Martino che neppure questo sono riuscito a trovare...
In russo i patronimici maschili si formano in -vic (Iosif Vissarionovic,
Giuseppe figlio di Bessarione) dal nome del padre (anche NON "tradotto")
ma i cognomi hanno molto spesso una forma in -ov che assomiglia a un
genitivo plurale (io traducevo Aleksej Stakanov come Alessio de'
Bicchieri) ma il compianto Nobili mi fece notare che in realta' e' una
forma aggettivale corta. Orazio (?) Corradovic(?) Martinov ...
> Poi leggevo che in Islanda il "cognome" deriva dal nome del padre...
> mio padre si chiama Corrado, ma come si dice Corrado in islandese...?
In Islanda il cognome NON esiste proprio, esiste solo il patronimico (e
se ben ricordo gli elenchi telefonici sono per nome di battesimo prima
patronimico poi) che si fa in -sson per gli uomini e -dottir per le
donne ... ma loro amano nomi vichinghi ... ricordo in albergo la
direttrice era "Brunilde figlia di Godemondo". Immagino potrebbe essere
qualcosa del tipo di Konradsson.
--
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Effettivamente... Comunque, in inglese potrebbe essere Horace Martinson
(in Scozia Horace McMartin), ma a questo suppongo Orazio ci sia
arrivato già da solo.
Pensavo a qualcosa di più esotico, tipo l'arabo, ma dubito che
esistano traduzioni arabe di nomi come Orazio o Martino: in genere per
trovare l'equivalente arabo di nomi europei bisogna che, come minimo,
siano nominati nella Bibbia o nel Vangelo. Per esempio, Pietro è
"Butrus", Marco è "Murqus", Giosuè (= Gesù) è "Isa", Giuseppe è
"Yusuf".
Martino significa all'incirca "devoto a Marte", cioè al dio romano
della guerra, del quale si potrebbero trovare per gioco degli
equivalenti in altre culture. Il dio della guerra germanico, per
esempio, era Tiu (da cui "Tuesday" e "Dienstag", i nomi inglese e
tedesco del martedì).
Con un po' di fantasia e l'aiuto di Wikipedia
(http://en.wiktionary.org/wiki/Tuesday#Translations), ci si potrebbero
tirar fuori un po' di buffe traduzioni di Dimartino:
- Inglese: Tueson
- Tedesco: Dienssonn
- Danese: Dinsson
- Svedese :Tinsson
- ecc.
Peccato che il giochetto non venga con l'islandese, perché
"þriðjudagur" significa letteralmente "terzo giorno" (partendo dalla
domenica, ovviamente).
Com'è il genitivo del greco Ares? Vedo che "Aropoulos" è un cognome
effettivamente esistente...
--
Cingar
Ho fatto una ricerca su wikipedia e ho trovato solo questo...
http://en.wiktionary.org/wiki/horace
http://en.wiktionary.org/wiki/Martin
http://it.wikipedia.org/wiki/Martino
di Martino qualche traduzione in più c'è :P
Volevo chiedervi, almeno per cultura personale e curiosità, come si
formano i cognomi (patronimici...) nelle varie lingue principali
europee e del mondo.
Pensavo a: albanese, arabo, bulgaro, ceco, cinese, coreano, croato,
danese, ebraico, finnico, francese, gallese, giapponese, greco,
irlandese, norvegese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, serbo,
slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco, turco, ucraino,
ungherese.
E anche se ne ho dimenticata qualcuna, credo che siano già troppe, se
poi ne conoscete che io non ho indicato... :)
Vi ringrazio e ringrazio tutti quelli che vorranno farmi scoprire
questo aspetto della linguistica!
> Volevo chiedervi, almeno per cultura personale e curiosità, come si
> formano i cognomi (patronimici...)
Non tutti i cognomi (ammesso che esistano, in Islanda NON ESISTONO
proprio, sono solo veri patronimici, intendo se uno e' Sigurd Olafsson,
suo figlio sara' che so Christian Sigurdsson o sua figlia Agusta
Sigurdsdottir) sono necessariamente derivati da un patronimico. Molto
spesso da un soprannome (Rossi, Bianchi) o da un mestiere (Fabbri,
Smith). Certo, se uno si chiama De Giovanni e' probabile che un suo
antenato si sia chiamato Giovanni, e il figlio che so Mario di Giovanni
poi magari tutti i fratelli di Mario e i loro figli erano chiamati "de'
[dei] Giovanni" e poi si e' perso l'apostrofo. Mia madre dice che i
suoi, in un paese della bergamasca 1900-1920, erano soprannominati "quej
del Cecch" ... NON era il suo cognome, e ne' suo padre ne' suo nonno si
chiamava Francesco. Ma non e' detto che la cosa sia sempre
patrilineare ... tanto per fare un esempio celebre, quelli "degli
Alighieri" avevano preso il nome dalla MOGLIE Alighiera di Cacciaguida
degli Elisei trisavolo di Dante ("Moronto fu mio frate ed Eliseo / mia
donna venne a me di val di Pado / onde il cognom tuo si feo")
>arabo, ebraico,
credo che in arabo sia bin o ibn e in ebraico ben o bar (o forse bar e'
aramaico ? Bartolomeo, figlio di Tolomeo, che gia' che c'era si prendeva
un bel nome ellenistico), ma Cingar ne sa certamente di piu'. Inoltre mi
pare che spesso gli arabi non prendano il patronimico, ma un soprannome
"figlionimico" p.es. "Abu Mazen" sarebbe "il padre di Mazen"
>bulgaro, ceco, croato, polacco, serbo, slovacco, sloveno, ucraino,
[bielorusso no ?]
per tutte le lingue slave (ma il polacco visti gli esempi di ieri mi
suona molto diverso dal russo e forse e' diverso) sospetto che come in
russo una desinenza -vic possa fungere da patronimico e una -ov (o -ev
come richiesto dalle regole fonetiche) fare da "aggettivo di famiglia"
usato nei cognomi. Al maschile, al femminile si coniuga :-)
>norvegese, danese, svedese,
immagino valga il -son dell'islandese (-sen in danese), magari con la s
del genitivo davanti
> tedesco, olandese,
per un vero patronimico credo si usi una radice analoga risp. -sohn o
-zoon (con o senza s del genitivo). In tedesco credo che il "von"
(letteralmente "da", la preposizione di moto da luogo) sia usato piu'
per indicare origine da un luogo, e in senso esteso per attribuire un
titolo nobiliare (anche aggiungendolo a un cognome preesisente), "von
Thurn und Taxis", "von der Ohe zur Ohe" ... il "van" olandese mi sembra
piu' neutro ... Van den Heuvel, Van Paradijs ... c'e' anche un De,
conoscevo un olandese che si chiama Jager, e un belga De Jager, ... a
volte gli olandesi hanno cognomi ben strani, conoscevo un Jan 'n't' Zand
"Giovanni nella Sabbia"
>gallese, irlandese,
Non so il gallese, in irlandese avevo letto delle regole assai
complicate su Teach Yourself Irish che non ricordo in dettaglio ma avevo
postato (google le ritrova di certo). Mi pare che "Mac" sia la base
per figlio e "Ui" (inglesizzato in O') per nipote, ma poi cambiano al
femminile per le figlie e poi se si sposano cambiano ancora, e poi c'e'
la soft mutation
>francese, portoghese, spagnolo,
immagino i vari "de" + eventuale articolo funzionino in qualche modo
>cinese, coreano, giapponese, greco, finnico, rumeno, turco, ungherese.
[georgiano e armeno no ? e lituano, estone e lettone ?]
so che molti cognomi georgiani finiscono in -svili e molti armeni in
-ian. Quelli lituani hanno uno strano look latineggiante.
> so che molti cognomi georgiani finiscono in -svili
"Schvili" in georgiano significa semplicemente "figlio", e in
questo senso nei cognomi è appunto assimilabile al "De" o "Di"
italiani.
M.
E, tanto per essere chiari, il figlio di Christian (ammesso che sia un
nome islandese), sarà Christiansson, non Sigurdsson.
Anche in Etiopia e Eritrea, se non vado errato, non esiste il cognome
(nel senso di nome di famiglia tramandato invariato dal padre ai figli
di ambo i sessi) ma un patronimico combinato con un toponimico.
Quindi, io che sono nato a Sesto San Giovanni e che ho il papà che si
chiama Claudio mi chiamerei "Marco di Claudio da Sesto", mentre mio
figlio che è nato a Desio si chiamerebbe "Martino di Marco da Desio".
Purtroppo non ho idea di come tutto ciò si traduca nelle lingue
locali.
> Molto spesso da un soprannome (Rossi, Bianchi) o da un mestiere
> (Fabbri, Smith).
Dimentichi i cognomi "toponimici", cioè derivati da un nome di luogo:
Milan(es)i, Padovan(i), Dal Bosco, Dal Colle, Washington, Milton, ecc.
> [...]
> >arabo, ebraico,
>
> credo che in arabo sia bin o ibn e in ebraico ben o bar (o forse bar e'
> aramaico ? Bartolomeo, figlio di Tolomeo, che gia' che c'era si prendeva
> un bel nome ellenistico), ma Cingar ne sa certamente di piu'. Inoltre mi
> pare che spesso gli arabi non prendano il patronimico, ma un soprannome
> "figlionimico" p.es. "Abu Mazen" sarebbe "il padre di Mazen"
Non ne so niente di più, a parte che l'equivalente ebraico del
prefisso "abu" è "abi".
> >norvegese, danese, svedese,
>
> immagino valga il -son dell'islandese (-sen in danese), magari con la s
> del genitivo davanti
Meglio precisare che però, a parte l'Islanda, nei paesi germanici gli
originari patronimici si sono trasformati in cognomi veri e propri.
Quindi, il padre del signor Peterson non necessariamente si chiama
Peter, così come il padre di Orazio non necessariamente di chiama
Martino.
Ho letto da qualche parte che molti cognomi tedeschi derivano dalle
insegne delle locande e delle botteghe che stavano al piano terra delle
case in cui abitava chi per primo portò quel cognome. Per esempio, gli
antenati del signor Schwarzpferd abitavano molto probabilmente sopra o
vicino la taverna del Cavallo Nero.
> [...]
> >cinese
Una caratteristica strana dei cognomi cinesi è che sono pochissimi,
circa 300 in tutta la Cina, e per giunta parecchi di questi sono
omofoni fra loro. Sono quindi di scarsa utilità pratica per
riconoscere le persone, tanto che credo che le guide del telefono siano
ordinate per nome.
Inoltre i cognomi sono quasi sempre di una sola sillaba (più raramente
di due) e --meglio ricordarlo una volta di più che una di meno--
*precedono* sempre il nome. In "Mao Zedong", il cognome è "Mao".
Il nome è solitamente di due sillabe; quelli di una sola sillaba sono
più rari, e si danno soprattutto a chi porta uno dei rari cognomi
bisillabici, così che l'insieme cognome+nome sia di 3 sillabe, come
per la maggior parte della gente.
I cinesi, in generale, usano raramente il nome: le persone con cui si
è in confidenza si chiamano col solo cognome, spesso preceduto dalle
parola "lao" (vecchio) o "xiao" (piccolo), che suonano cortesi e
servono anche a di distinguere meglio le persone con lo stesso cognome
all'interno di una combriccola.
--
Cingar
Perche' non puo' essere, un po' liberamente ma con ugual senso, ....Il
figlio di Mazen? :-)
>Non ne so niente di più, a parte che l'equivalente ebraico del
>prefisso "abu" è "abi".
Abu, parola composta, sostantivo + pron possess in stato costrutto e'
letteralmente ....* il padre suo* .... abi , sostantivo + pron possess in
stato costrutto e' letteralmente ....* il padre mio* il suffisso pron
possessivo e' lo stesso per arabo e ebraico, hu/hu....( suo)..... i / i
...( mio )
Saludos
Itzcoatl
> così come il padre di Orazio non necessariamente di chiama
> Martino.
Piccola correzione: Dimartino è il cognome, mio padre si chiama
Corrado. Ho chiesto di Martino perchè poi il Di lo avrei ricavato nei
vari modi usati nelle varie lingue...
Comunque a parte questa correzione, che è solo per precisare e non per
altro, vi voglio ringraziare tutti perchè mi state facendo scoprire un
sacco di cose interessanti!
E io che ho detto? Tuo padre NON necessariamente si chiama Martino.
Ma, ovviamente, si doveva per forza chiamare Martino il padre del tuo
antenato che trasformò il patronimico "Di Martino" in un cognome, in
un nome di famiglia.
Presumibilmente, questo antenato sarà vissuto e avrà fatto figli
all'epoca in cui è diventato obbligatorio registrare i nuovi nati con
un "cognome", e non solo con l'indicazione della paternità
(patronimico) o dell'origine geografica (toponimico), ecc.
Questo tuo antenato (mettiamo che si chiamasse Giovanni), non ha potuto
chiamare suo figlio "Pippo di Giovanni", ma è stato obbligato per
legge a dargli lo stesso "cognome" che portava lui (e probabilmente si
sarà anche incazzato per questa novità, che a lui porobabilmente
sarà parsa come una specie di insinuazione che sua moglie si fosse
fatta mettere incinta da suo padre!).
Quest'epoca si situa, credo, fra il XV e il XVII secolo, ma varia da
luogo a luogo, visto che prima dell'unità l'Italia era suddivisa in
vari stati sovrani, che hanno introdotto l'obbligo del cognome in
epoche diverse.
--
Cingar
> Quest'epoca si situa, credo, fra il XV e il XVII secolo, ma varia da
> luogo a luogo, visto che prima dell'unitą l'Italia era suddivisa in
> vari stati sovrani, che hanno introdotto l'obbligo del cognome in
> epoche diverse.
In Piemonte si situa circa quattro secoli prima.
k
Be', potrebbe, ma pare che non sia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Kunya_(Arabic)
http://en.wikipedia.org/wiki/Ab_(father)#Arabic
A dire il vero, scopro adesso che un uomo ancora senza figli viene
talvolta chiamato "abu <nome di suo padre>" ma, a quanto pare, solo
perché si suppone che, quando gli nascerà il primo figlio, gli darà
il nome di suo padre (cioè del nonno del futuro bambino).
> >Non ne so niente di più, a parte che l'equivalente ebraico del
> >prefisso "abu" è "abi".
>
>
> Abu, parola composta, sostantivo + pron possess in stato costrutto e'
> letteralmente ....* il padre suo*
Ma quello non sarebbe "abhu", con l'H?
--
Cingar
>Be', potrebbe, ma pare che non sia:
Dipende da come interpreti la * u * , che cosi' trascritta indica una damma,
ovvero una vocale breve postfissa indice di nominativo..... insomma, frase
nominale, soggetto e predicato.
http://en.wikipedia.org/wiki/Kunya_(Arabic)
http://en.wikipedia.org/wiki/Ab_(father)#Arabic
>A dire il vero, scopro adesso che un uomo ancora senza figli viene
>talvolta chiamato "abu <nome di suo padre>" ma, a quanto pare, solo
>perché si suppone che, quando gli nascerà il primo figlio, gli darà
>il nome di suo padre (cioè del nonno del futuro bambino).
Questa e' nuova anche per me. Sarei curioso di sapere l'area geografica dove
vige una tale usanza. Per quanto riguarda "Abu Mazen", e' vero quanto
affermato, tratta si di * soprannome*, che mi risulta essere di uso in
Arabia e zone limitrofe, ma non in Algeria Tunisia, ecc,
> >Non ne so niente di più, a parte che l'equivalente ebraico del
> >prefisso "abu" è "abi".
>
>
> Abu, parola composta, sostantivo + pron possess in stato costrutto e'
> letteralmente ....* il padre suo*
>Ma quello non sarebbe "abhu", con l'H?
Verissimo, ma il tuo parallelismo con l'ebraico * abi * ( che peraltro e'
una prima persona , padre mio, meglio + aby + perche' vocale lunga, hireq,
mentre avrebbe dovuto essere abhu, padre suo ) mi ha indotto a considerare
anche "abu" come una forma costrutta con possessivo. Per cui ho continuato
utilizzando le traslitterazioni come da voi poste.
Ora, per chiarire meglio il tutto, "Abu Mazen" dovrebbe portare una u
<lunga> , in quanto
le parole, * padre, fratello, suocero * nella forma costrutta allungano la
vocale finale ( abuu ...o meglio con trattino sopra ) e questo
indipendentemente dal caso in cui si trovano. Se dovessi dire < ho visto Abu
Mazen>....sarebbe ... <shuftu Abaa Mazen >
....sono uscito con .....ma'a Abii Mazen....Una ultima annotazione.
Nell'arabo contemporaneo non e' cosi' importante vocalizzare correttamente
tutte le parole secondo la loro funzione , non solo nello scritto, ma spesso
anche nell'orale. Diverso nell'arabo * classico*, coranico per intenderci .
Quindi Abu/ Abuu/ Abhu.....nominativo /costrutto/ con suffisso.
Saludos
Itzcoatl
--
Cingar
Volevo riportare qui il contenuto di una mail che ho ricevuto:
"En occitan la traduccion mihora que trobi e que correspond a la
realitat
onomastica occitana seria:Oraci Marti"