Durante una trasmissione tv ho ascoltato una canzone, probabilmente
lombarda, che a me e' sembrato recitasse:
"E la bella la va al fosso"
"la va al fosso a resentar"
E dal contesto mi e' sembrato di capire che "la bella va al fosso a
risciacquare i panni".
Ho sentito e capito bene? Se si, qualche lombardo potrebbe spiegarmi
l'etimologia di "resentar" (o comunque sia scritto) ?
Lo chiedo in quanto il termine "(ri)sciacquare" in siculo diventa
"arricintari", che a questo punto potrebbe derivare dal francese "rincer"
(l'unica cosa che abbiamo in comune con i lombardi, etimologicamente
parlando).
Grazie.
Sergio.
>Ho sentito e capito bene? Se si, qualche lombardo potrebbe spiegarmi
>l'etimologia di "resentar" (o comunque sia scritto) ?
Piemontese: arsėnté; detto sia di panni, sia di stoviglie. Non conosco
l'etimologia.
Maurizio Pistone - Torino
http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it
strenua nos exercet inertia Hor.
Alla mia richiesta:
>>Ho sentito e capito bene? Se si, qualche lombardo potrebbe spiegarmi
>>l'etimologia di "resentar" (o comunque sia scritto) ?
Risposero:
On Sat, 12 Aug 2000 14:27:30 +0200, Maurizio Pistone <pis...@mclink.it>
wrote:
>Piemontese: arsėnté; detto sia di panni, sia di stoviglie. Non conosco
>l'etimologia.
On Sat, 12 Aug 2000 13:36:34 +0200, giuseppe <pa...@numerica.it> wrote:
>Hai capito bene, resentare qui da noi (io sono di Brescia) significa
>appunto lavare, pulire, in alcuni casi anche spazzolare.
>Purtroppo non so darti ragione dell'etimologia della parola, ma posso
>aggiungere una curiositą legata all'uso in senso metaforico della parola
>stessa: mia madre, quando ero bambino, minacciava spesso di darmi una
>"resentada", cioč di darmele di santa ragione! :)
Poffarbacco! Piemontese e lombardo! Alla risposta di Giuseppe posso
aggiungere che in effetti anche in Sicilia si usa (usava) il termine per
indicare una sonora bastonatura, pero' e' molto piu' facilmente spiegabile
in quanto anticamente il lavaggio veniva eseguito sbattendo violentemente i
panni bagnati e insaponati sulla pietra e quindi "picchiandoli".
Nota tecnica (per chi non lo sapesse): le tre ali sporgenti che si trovano
nei cestelli delle lavatrici simulano la pietra su cui andavano a sbattere
i panni.
A questo punto una domanda mi sorge spontanea. Un'altra cosa che mi
perplime e' il siculo "assammarata" che definisce l'operazione del
prelavaggio che anticamente si faceva lasciando a mollo i panni in acqua
saponata al fine di "ammorbidirne" lo sporco.
Che ci sia un omologo nei vostri dialetti ?
Sergio.
PS: Per Maurizio Pistone. Mi rammenti il sito dove hai raggruppato alcuni
thread interessanti? Grazie.
masarà o maserà per mettere i panni in ammollo, zona basso varesotto. "Tutt
maserà" si dice anche di persona inzuppata/fradicia d'acqua, es. a causa di
un temporale da cui non si è trovato riparo.
--
emgipi
>Piemontese: arsënté; detto sia di panni, sia di stoviglie. Non conosco
>l'etimologia.
Mi sono dimenticato di specificare: che io sappia, il verbo significa
precisamente "risciacquare", in particolare dopo un'insaponatura; non
č un generico "pulire" ecc. Non ne conosco usi metaforici.
>Sergio ha scritto nel messaggio ...
>
>>A questo punto una domanda mi sorge spontanea. Un'altra cosa che mi
>>perplime e' il siculo "assammarata" che definisce l'operazione del
>>prelavaggio che anticamente si faceva lasciando a mollo i panni in acqua
>>saponata al fine di "ammorbidirne" lo sporco.
>>Che ci sia un omologo nei vostri dialetti ?
>
>masarà o maserà per mettere i panni in ammollo, zona basso varesotto. "Tutt
>maserà" si dice anche di persona inzuppata/fradicia d'acqua, es. a causa di
>un temporale da cui non si è trovato riparo.
Beh, una certa assonanza c'e'. Lo scambio tra "s" ed "m" si potrebbe
facilmente giustificare con la forma di dislessia fonetica tipica nell'
analfabetismo (parlo di quello siciliano che per ragioni socio-storiche e'
sempre stato piu' accentuato che in altre regioni). C'e' anche la
concordanza sulla persona inzuppata anche se in disuso in quanto oggi si
preferisce "ammargiato" ossia "bagnato marcio". Se e' valida l'ipotesi
della dislessia, ambo i termini si potrebbero fare derivare dal francese
"mecèrer" > macerare (ammollare a lungo equivale a macerare) e comunque dal
latino macero, macerare.
Sergio.
Scusa, Maurizio, ma dal momento che, come sai, sono affatto ignorante di
dialetti italiani, potresti spiegarmi come si legge quella "e" coi due
puntini in piemontese? Inoltre: visto che, credo, tu sai scrivere il
piemontese come Dio comanda, potresti spiegarmi su cosa si basa la grafia
del tuo dialetto? Quando e da chi è stata codificata?
Grazie, ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca)
> Mi sono dimenticato di specificare: che io sappia, il verbo significa
> precisamente "risciacquare", in particolare dopo un'insaponatura; non
> č un generico "pulire" ecc. Non ne conosco usi metaforici.
>
Sě, anche qui a Lugano significa risciacquare, non pulire.
Metaforicamente: se ricordo bene mia nonna diceva
"resentass l'anima" per "andare a confessarsi"
Ma non ci giurerei
G.M.
Sergio wrote:
> Premetto che quanto sto scrivendo l'ho ascoltato e quindi interpretazione e
> grafia possono essere totalmente errati.
>
> Durante una trasmissione tv ho ascoltato una canzone, probabilmente
> lombarda, che a me e' sembrato recitasse:
>
> "E la bella la va al fosso"
> "la va al fosso a resentar"
>
> E dal contesto mi e' sembrato di capire che "la bella va al fosso a
> risciacquare i panni".
>
> Ho sentito e capito bene? Se si, qualche lombardo potrebbe spiegarmi
> l'etimologia di "resentar" (o comunque sia scritto) ?
>
Lombarda confermo.
testo completo su
http://www.catholink.ch/mci/frit/canzoniere/L.html#ancre_6
La bella la va al fosso,
ravanei remulass barbabietole spinass
tré palanche al mass.
La bella la va al fosso, al fosso a resentar, ohei,
al fosso a resentar
Ciao, Roberto
>
>> Durante una trasmissione tv ho ascoltato una canzone, probabilmente
>> lombarda, che a me e' sembrato recitasse:
>>
>> "E la bella la va al fosso"
>> "la va al fosso a resentar"
>
>Lombarda confermo.
Quello era quasi accertato, la domanda era se significasse risciacquare (e
questo si e' accertato) e da dove derivasse, ma su questo nessuno ha
risposto.
Ciao.
Sergio.
> La bella la va al fosso,
> ravanei remulass barbabietole spinass
ravanei remulass barbabietul e spinass
> tré palanche al mass.
tri palanch al mass
Peccato che i remulass non si trovino piu' ...
--
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> On Tue, 22 Aug 2000, Roberto Corda wrote:
>> La bella la va al fosso,
>> ravanei remulass barbabietole spinass
> ravanei remulass barbabietul e spinass
>> tré palanche al mass.
> tri palanch al mass
Mah. Nel mio dialetto bassobergamasco la canzone viene cantata (ho tolto
le doppie esse finali perché preferisco accentare le parole tronche;
inoltre l'accento su trč č fonico)...
La bella la va al fosso,
raanči remuląs barbabietule spinąs
trč palanche al mas.
..cioč, come avviene per molte canzoni popolari, adattata (gią, ma
da dove esattamente arriva?) al dialetto locale.
Ciao.
Gian Carlo
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
> Mah. Nel mio dialetto bassobergamasco la canzone viene cantata (ho tolto
> le doppie esse finali perché preferisco accentare le parole tronche;
> inoltre l'accento su trč č fonico)...
>
> La bella la va al fosso,
> raanči remuląs barbabietule spinąs
> trč palanche al mas.
>
> ..cioč, come avviene per molte canzoni popolari, adattata (gią, ma
> da dove esattamente arriva?) al dialetto locale.
Ho l'impressione che molte canzoni come questa siano in una sorta di *koiné
padana* (in senso buono, sia ben chiaro).
Sulla *u* di remuląs e barbabietule avrei delle riserve: non č che l'Adda
ogni tanto deroga al suo ruolo di Sacro Confine della Patria?:-)
s.ciao voster
Danilo
> Sulla *u* di remulàs e barbabietule avrei delle riserve: non è che
> l'Adda ogni tanto deroga al suo ruolo di Sacro Confine della
> Patria?:-)
Non saprei. D'altra parte nel mio dialetto non credo proprio che
esistano parole (femminili) sdrucciole terminanti in "tola", ma solo in
"tula":
caròtula (carota);
pelàtula (la buccia della pannocchia, che ora non ricordo come si chiama
in italiano);
trabàcula (quell'aggegio costituito da una tavola di legno con una
maniglia che sbatacchia e che viene usato durante la settimana santa nei
giorni in cui non si possono suonare le camopane; a proposito, qualcuno
sa come si chioma in italiano?); anche donna molto loquace.
Riguardo a remulàs, anche non mi vengono in mente parole (maschili)
tronche in "olàs", ma solo in "ulàs":
strengulàs (strangolarsi).
> s.ciao voster
> Danilo
Ciao, 'ost
>Io ti ho riposto avanzando anche un'etimologia, please...
Verissimo e mi scuso. In effetti l'avevo letto poi pero', con il discorso
su "crozza", mi era passato di mente. Oltretutto la spiegazione mi sembra
abbastanza credibile.
Ciao.
Sergio