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il o la common law?

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ortospace

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Dec 21, 2000, 10:54:44 AM12/21/00
to
Qual e' in italiano il genere dell'espressione inglese /common law/?
Viene spontaneo (almeno, a me) dire /il/ common law, pero' il famoso
detto inglese recita: /our lady, the common law/.
insomma, maschile o femminile?

Ciao,
ortospace


--
"...il linguaggio della macchina e' facile,
didattico sintetico piu' semplice ,
non devi aver paura, gioca gioca..." (A. Camerini)
per e-mail, togliere "cheroni.it"

Nicola Nobili

unread,
Dec 24, 2000, 2:37:12 PM12/24/00
to
ortospace

> Qual e' in italiano il genere dell'espressione inglese /common law/?

Io ho sempre sentito dire "la common law" (d'altronde, "legge" in
italiano è femminile), come scrive, per esempio, il De Franchis nel suo
mirabile dizionario giuridico inglese-italiano, italiano/inglese.

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia non audemus difficilia sunt, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).


Mariuccia Ruta

unread,
Dec 25, 2000, 10:06:36 AM12/25/00
to
On Thu, 21 Dec 2000 16:54:44 +0100, in it.cultura.linguistica
orto...@maccheroni.it.com (ortospace) wrote:

> Qual e' in italiano il genere dell'espressione inglese /common law/?
> Viene spontaneo (almeno, a me) dire /il/ common law, pero' il famoso
> detto inglese recita: /our lady, the common law/.
> insomma, maschile o femminile?

Se traduci in: "Diritto consuetudinario" dovrebbe esser maschile.
mentre invece: "Legge comune" dovrebbe esser femminile.

Ovviamente...
...sempre salvo errori ed omissioni ;))
--
Buon Natale.
Ciao,
Mariuccia®

Nicola Nobili

unread,
Dec 25, 2000, 2:14:49 PM12/25/00
to
Mariuccia Ruta

> Se traduci in: "Diritto consuetudinario" dovrebbe esser maschile.
> mentre invece: "Legge comune" dovrebbe esser femminile.

Beh, Mariuccia, normalmente "common law" non si traduce! Un
corrispondente italiano, infatti, non ti direbbe niente sulla realtà a cui
rimanda il termine originale. I traduttori giuridici, infatti, raramente
traducono in italiano i nomi di istituzioni e principî. Si scrive, per
esempio, "Supreme Court" e non "Corte Suprema", sia perché potrebbe
erroneamente fare pensare alla Corte Suprema italiana, sia perché ogni Paese
di lingua inglese ha la propria Corte Suprema, con competenze e poteri
variabili. Per evitare inconvenienti, si suole usare il termine originale,
spesso tra virgolette o in corsivo, sottintendendo che chi legge deve sapere
di che si tratta, altrimenti non sarà in grado di seguire il discorso.
Certo, in alcuni casi, quando si scrive per un tipo di pubblicazione per
niente specialistica, come i quotidiani, si può, per semplicità, tradurre,
ma è sempre bene affiancare il nome originale tra parentesi. Cosí fa, per
esempio, De Franchis nel suo monumentale dizionario specifico: alla voce
"common law" traduce come "common law", seguito da "legge comune" ("Common
law"). A quel punto, per tutta la lunghissima entrata di questo lemma e per
tutto il resto del dizionario, il sintagma "legge comune" non compare piú.
Comunque, non ho mai sentito tradurre "common law" come "diritto
consuetudinario". Puoi fornire dati bibliografici?

Mariuccia Ruta

unread,
Dec 25, 2000, 11:24:00 PM12/25/00
to
On Mon, 25 Dec 2000 20:14:49 +0100, in it.cultura.linguistica "Nicola
Nobili" <nino...@tin.it> wrote:

> Mariuccia Ruta:
> > Se traduci in: "Diritto consuetudinario" dovrebbe esser maschile.
> > mentre invece: "Legge comune" dovrebbe esser femminile.
>
> Beh, Mariuccia, normalmente "common law" non si traduce!

^^^^^^^^^^^^^^
Mi scuso: non mi ero soffermata su questo particolare.
Dunque, mai la mia postilla:

> ...sempre salvo errori ed omissioni ;))

fu piú salutare, mi pare ;))

> [...].


> Comunque, non ho mai sentito tradurre "common law" come "diritto
> consuetudinario".

Mio figlio (sta facendo un Master a Londra ed è qui in vacanza)
conferma che "diritto consuetudinario" sarebbe la traduzione piú
appropriata di "common law", termine che indica, per l'appunto, il ...
(cito, traducendo, dal Cambridge International Dictionary of English)
(gli asterischi e le parentesi sono mie "sottolineature"):
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
"... sistema legale inglese e statunitense sviluppatosi su vecchie
*abitudini* e (precedenti) decisioni delle Corti, piuttosto che su
leggi codificate da un parlamento".
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

> Puoi fornire dati bibliografici?

Incuriosita dalla richiesta di "ortospace", avevo semplicemente
fatto una veloce ricerca e sul Collins (bilingue) avevo trovato
la traduzione che ho poi riportata.
>
> Ciao,
> Nicola
--
Ciao,
Mariuccia®

Mariuccia Ruta

unread,
Dec 26, 2000, 9:36:05 AM12/26/00
to
Ieri, 26-12-00 ho scritto:

> On Mon, 25 Dec 2000 20:14:49 +0100, in it.cultura.linguistica "Nicola
> Nobili" <nino...@tin.it> wrote:

> > [...].
> > Puoi fornire dati bibliografici?
>
> [...] sul Collins (bilingue) avevo trovato


> la traduzione che ho poi riportata.

Ho sottomano l'Oxford Spanish Dictionary:
~~~~~~~~~~~~~
"Common law": "derecho consuetudinario".
~~~~~~~~~~~~~
--
Ciao,
Mariuccia®

ortospace

unread,
Dec 26, 2000, 4:41:24 AM12/26/00
to
Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> wrote:

> "diritto consuetudinario" sarebbe la traduzione piú
> appropriata di "common law"

Se bisogna esprimere il significato a qulacuno che sente queste due
parole per la prima volta, e' vero, si traducono "diritto
consuetudinario" (cioe' di origine giurisprudenziale, in quanto
contrapposto al diritto di fonte legislativa).
Tuttavia non sentirai nessun giurista che parla di common law
chiamandolo "diritto consuetudinario", o ancora peggio "diritto
comune", perche' con queste espressioni si indicano cose diverse.
semplicemente si prende in prestito l'espressione inglese, e non si
traduce. (pensa che nel campo della comparazione giuridica si utilizza
un'espressione *inglese* ["civil law"], anche per indicare il *nostro*
sistema giuridico!)
i miei dubbi sorgevano dal fatto che nelle aule di giurisprudenza si
sente sempre parlare "del" common law e non "della", ed anche nei libri
di testo (uno su tutti: rodolfo sacco, sistemi giuridici comparati,
torino, 1996, insieme alla bibliografia in esso citata) common law e'
praticamente ovunque "il" common law. (penso perche' il giurista
italiano traduce automaticamente law con diritto, e di conseguenza
affibbia il genere maschile anche all'espressione inglese).
unica autorevole eccezione, come ricordava Nicola, il dizionario di De
Franchis.
i miei dubbi sono sorti proprio dopo aver consultato il De Franchis;
nella tesi che sto scrivendo uso molto spesso l'espressione "common law"
senza tradurla e volevo sapere di che genere considerarla.
alla fine, la scelta piu' corretta pare essere quella del femminile,
anche se risultera' *molto* "controcorrente".

grazie a te e a Nicola per gli interventi,
a presto,
ortospace

p.s. :colgo l'occasione per fare gli auguri di Buone Feste a tutto il
NG, un po' in ritardo, e' vero, ma... non si dice: meglio tardi che
mai?!?!?! ;-)))

--
Per e-mails, togliere "cheroni.it"

Nicola Nobili

unread,
Dec 28, 2000, 5:39:10 AM12/28/00
to
Mariuccia Ruta

> Ho sottomano l'Oxford Spanish Dictionary:
> ~~~~~~~~~~~~~
> "Common law": "derecho consuetudinario".

Non mi permetto di commentare le scelte "consuetudinarie" degli
Spagnoli, io non essendo un madrelingua. Ciò nondimeno, vorrei fare anch'io
una piccola citazione. Stamattina era in biblioteca, e guarda un po' cos'ho
trovato:

"Appare importante sottolineare che la common law non è un diritto
consuetudinario, ma giurisprudenziale".
(Francesco de Franchis, "Dizionario Giuridico. Volume 2, Italiano-Inglese",
Giuffrè, Milano, 1996, p. 562).

Non mi si chieda però che differenza c'è tra "diritto consuetudinario" e
"diritto giurisprudenziale"...

Mariuccia Ruta

unread,
Dec 31, 2000, 12:30:48 AM12/31/00
to
On Thu, 28 Dec 2000 11:39:10 +0100, in it.cultura.linguistica "Nicola
Nobili" <nino...@tin.it> wrote:

> Mariuccia Ruta
> > Ho sottomano l'Oxford Spanish Dictionary:

> > "Common law": "derecho consuetudinario".
>
> Non mi permetto di commentare le scelte "consuetudinarie" degli

> Spagnoli, io non essendo un madrelingua. Ciň nondimeno, vorrei fare anch'io
> una piccola citazione.
> [...]

A scanso di equivoci e premettendo che citare le fonti va sempre bene,
IMO, vorrei comunque ricordare che nel mio post precedente avevo
citato quella da cui avevo tratto il termine "diritto consuetudinario"
solo perché tu me lo avevi chiesto, Nicola (copincollo):
>~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


> Comunque, non ho mai sentito tradurre "common law" come "diritto

> consuetudinario". Puoi fornire dati bibliografici?
>~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
La seconda citazione l'ho poi espressa solo per completezza, pensando
che davvero ti interessasse, non certo per puntiglio.
Sempre a scanso di equivoci, ovviamente.
>
> Ciao,
> Nicola

Buon Anno.
--
Ciao,
MariucciaŽ

Mariuccia Ruta

unread,
Dec 31, 2000, 12:32:26 AM12/31/00
to
On Tue, 26 Dec 2000 10:41:24 +0100, in it.cultura.linguistica
orto...@maccheroni.it.com (ortospace) wrote:

> Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> wrote:
> > "diritto consuetudinario" sarebbe la traduzione piú
> > appropriata di "common law"
>

> Se bisogna esprimere il significato a qualcuno che sente queste due


> parole per la prima volta, e' vero, si traducono "diritto
> consuetudinario" (cioe' di origine giurisprudenziale, in quanto
> contrapposto al diritto di fonte legislativa).
> Tuttavia non sentirai nessun giurista che parla di common law

> chiamandolo "diritto consuetudinario", [...]


>
> grazie a te e a Nicola per gli interventi,

Grazie a te per le chiare e dettagliate spiegazioni.

> p.s. :colgo l'occasione per fare gli auguri di Buone Feste a tutto il
> NG, un po' in ritardo, e' vero, ma... non si dice: meglio tardi che
> mai?!?!?! ;-)))

Ma le feste non sono ancora finite ;))
Buon Anno anche a te.
--
Ciao,
Mariuccia®

ortospace

unread,
Jan 1, 2001, 10:36:03 AM1/1/01
to
Nicola Nobili <nino...@tin.it> wrote:

> Non mi si chieda però che differenza c'è tra "diritto consuetudinario" e
> "diritto giurisprudenziale"...

(scivolando verso l'OT)
diritto consuetudinario: nasce senza atti formali, in seguito a "longa
repetitio" e ad una diffusa "opinio iuris ac necessitatis" tra i
consociati.

diritto giurisprudenziale: consiste nelle regole di condotta ricavabili
dalle sentenze emanate da organi giurisdizionali.

Ciao,
ortospace

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