Qualcuno di lorsignori sa mica com esi pronunci Vietnam in vietnamita?
Mi interessa la posizione dell'accento tonico. Il DOP segnala Vietnàm,
che immagino ricalchi la pronuncia originale vietnamita.
Lumi?
P.
> Egregi linguisti e preparatissimi.
> Qualcuno di lorsignori sa mica com esi pronunci Vietnam in vietnamita?
> Mi interessa la posizione dell'accento tonico. Il DOP segnala VietnĂ m,
> che immagino ricalchi la pronuncia originale vietnamita.
> Lumi?
> P.
in vietnam dicono: vietnŕm. ciao
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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> in vietnam dicono: vietnàm. ciao
Molto gentile, grazie.
P.
> In article <cje4a8$cet$1...@news.newsland.it>,
> fanan...@tiscali.it (raffajame) wrote:
> > in vietnam dicono: vietnŕm. ciao
> Molto gentile, grazie.
> P.
non c'č di chč. prego.
Grazie a tutti,
ciao,
Beppe
"raffajame" <fanan...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:cje6dl$403$1...@news.newsland.it...
> Paolo Bonardi dalla Fosforescente Modernita' e Accecante ha scritto:
>
> non c'è di chè. prego.
> Qualcuno di lorsignori sa mica come si pronunci Vietnam in
> vietnamita? Mi interessa la posizione dell'accento tonico.
> Il DOP segnala Vietnàm, che immagino ricalchi la pronuncia
> originale vietnamita.
> Lumi?
Ho trovato una vecchia denominazione del Vietnam sul
Cal.Atlante De Agostini dell'81:
Viêt Nam Công Hòa Xa Hôi Chu' Nghiā
La pronuncia mi è totalmente ignota, penso che abbiano i
toni come in cinese.
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oggi no, domani sì
> A proposito di vietnamita, avrei alcune curiosità:
> 1) dalle cartine linguistiche sembra faccia parte dell'
> <austrico>. E' così? O si deve dire famiglia austrica?
Non so rispondere a questa domanda.
Forse sono le lingue austronesiane?
> 2) in un libro, F. Villar scriveva che è una "lingua
> isolante". Tutto l'austrico è isolante?
Mah?
> 3) adesso che ci penso (e mi copro il capo di cenere) cosa
> vuol dire "isolante"?
C'era una classificazione delle lingue che si usava una
volta:
flessive: latino, tedesco ecc;
agglutinanti: turco, magiaro, finnico ecc;
isolanti: cinese
Credo che significhi che la lingua è formata di parti
indeclinabili o qualcosa del genere.
Secondo il sito del Ministero per gli Affari Esteri vietnamita la
denominazione ufficiale è "Cộng Hoà Xã Hội Chủ Nghiã Việt Nam".
Il punto sotto la vocale, l'accento grave, la tilde e quella specie
di "?" sono segni per indicare i toni (altri due toni si indicano
con l'accento acuto e senza nessun segno).
Per dettagli sulla pronuncia vedi
www.omniglot.com/writing/vietnamese.htm; le uniche cose che non
spiega sono la pronuncia delle consonanti scritte per mezzo di due
segni (nel caso specifico, ch si pronuncia [c] e ng(h) si pronuncia
[ŋ]) e dei dittonghi.
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DaLi - che tutto ciò che sa sul vietnamita l'ha letto
sull'Enciclopedia UTET e su Omniglot, ovvero «NON sono un esperto!»
Scrive Luigi Santa Maria nell'Enciclopedia UTET alla voce
"Vietnamita, lingua e letteratura": «Il vietnamita ha la singolarità
di essere l'unica lingua letteraria del mondo le cui origini sono
incerte. A causa del gran numero di termini mon-khmer alcuni
linguisti hanno supposto che appartenesse a tale famiglia, ma sembra
più giusta l'opinione che rientri nel gruppo thai-cinese della
famiglia sino-tibetana. [...]».
Più oltre si legge che il vietnamita possiede 6 toni.
Alla voce "Tipologia" della stessa enciclopedia, Paolo Ramat,
descrivendo le varie tipologie linguistiche (flessiva, agglutinante,
isolante, polisintetica, introflessiva) scrive: «[...] c) tipo
isolante (inglese, francese, lingue polinesiane ecc.): mostra
assenza di accordo, scarsa differenziazione delle parti del
discorso, assenza di generi e presenza di frasi subordinate, forte
sviluppo del vocalismo, tendenza a parole immotivate; d) tipo
polisintetico (cinese, vietnamita, thailandese, birmano, lingue
dell'Africa occidentale come lo yoruba ecc.), dove la parola come
tale quasi non esiste, a vantaggio della sua fusione nel complesso
della frase; ampio uso della composizione per formare unità
lessicali; uso di classificatori; ordine fisso delle parole;
vocalismo fortemente sviluppato tonemi e pochi nessi consonantici;
[...]». Poco oltre precisa che «nessuna lingua appartiene a un solo
gruppo linguistico», il quale «si conferma essere un modello
teorico, un "costrutto", cioè un insieme di proprietà correlate, che
non esiste allo stato puro nella realtà», e che «è evidente che
nella concreta realtà linguistica non si dovrà parlare di "tipi
misti", ma di lingue tipologicamente miste».
Parlare di accento tonico in una lingua polisintetica (vedi altro
mio intervento in questo filone) è un po' improprio. Probabilmente,
scendendo il tono su Việt e tornando a un'altezza media su Nam,
l'orecchio italiano/europeo/occidentale percepisce "Việt Nam" come
Vietnàm.
> DaLi - che tutto ciò che sa sul vietnamita l'ha letto
> sull'Enciclopedia UTET e su Omniglot, ovvero «NON sono un esperto!»
mi sa che qualcosina in più rispetto alle enciclopedie citate la sai , e
perciò ti chiedo : visto che l' inglese, lingua isolante, è il nec plus
ultra in fatto di evoluzione linguistica umana ( solo storicamente : non
dico che l'inglese sia un modello linguistico assoluto ), se noi seguiamo
anche in linguistica un modello darwiniano come possiamo classificare le
quattro tipologie rimanenti ? c'è un' evoluzione dall'una all' altra ?
oppure il criterio che ha fatto emergere le cinque tipologie è diverso ?
da non esperto, ti sei fatto un'idea del criterio seguito per tipologizzare
le lingue ?
un altro inesperto