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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Ho scoperto di recente che la disfonia (alterazione della voce dovuta a
> cause funzionali od organiche) è assai diffusa in Sardegna, nelle aree in
> cui prevale l'uso quotidiano della lingua sarda. A ben guardare la parlata
> sarda e assai veloce, e inoltre l'utilizzo frequente del colpo di glottide
> potrebbero generare uno sforzo eccessivo sulle corde vocali. Ci sarà una
> correlazone tra l'uso frequente e inappropriato di alcuni fonemi e la
> disfonia?
Mi sembra un'osservazione molto interessante. Bisognerebbe sentire qualche
foniatra. Dico qualche, perché li conosco indirettamente attraverso il
mondo del canto lirico, e ho avuto l'impressione che avessero approcci
piuttosto disomogenei.
saluti
Walter Tross
Ne dubito fortissimamente. Ammesso che una lingua possa avere suoni così
assurdi da danneggiare le corde vocali, nel giro di una o due generazione e
senza neanche accorgersene, i parlanti di quella lingua li modificherebbero
in modo da eliminare il problema.
Se è vero quello che dici della diffusione di questa patologia in Sardegna,
propendo per tutt'altro tipo di fattori: ad esempio, il vento molto più
forte e frequente che altrove.
BTW, potresti dire qualcosa di più sull'uso del colpo di glottide in sardo?
Proprio pochi giorni fa c'era un tizio straniero che chiedeva se qualche
parlata d'Italia avesse il colpo di glottide.
Ciao.
Marco
Cause sociali?
Le malattie respiratorie sono più frequenti in ambienti
poco salubri per la scarsa disponibilità economica.
p.es. molti immigrati africani partiti sani si ammalano
*qui* per le condizioni misere in cui vivono.
--
oggi no, domani sì
<OT MODE ON>
Una testimonianza del carattere e dell'orgoglio del popolo sardo.
In piemonte, invece, ci si vergogna di parlare ai bambini il piemontese.
<OT MODE OFF>
Ciao,
Beppe
Può darsi ma, in tal caso, immagino che la patologia sarebbe diffusa
soprattutto fra persone anziane, che hanno vissuto parte della loro vita
nella miseria. La Sardegna di oggi non sarà forse una delle zone
economicamente più sviluppate d'Europa, ma comunque rientra negli standard
di benessere economico dei paesi sviluppati.
Non per fare il bastian contrario ma, probabilmente, è anche un segno del
fatto che la Sardegna ha 1,5 milioni di abitanti, è circondata dal mare per
centinaia di miglia ed ha un'economia d'importanza locale, mentre il
Piemonte ne ha oltre 4 milioni, è circondata da regioni altrettanto popolose
ed è una delle principali aree industriali del sud Europa.
> <OT MODE OFF>
Ciao.
Marco
"Urilha 'e polhu pilhà,
intrilhà in tres trilhos de helhu"
p.s.=Grazie infinite dei messaggi e delle interpretazioni...non mi aspettavo
un simile interessamento
E ti fa onore.
Se sei informata a riguardo, mi interesserebbe sapere qualcosa sulla
situazione realtiva all'insegnamento della lingua (e della letteratura)
sarda a livello universitario.
>
> "Urilha 'e polhu pilhą,
> intrilhą in tres trilhos de helhu"
Ehm,ehm, scusa l'ignoranza d'un barbaro germanista, ma in italiano standard
cosa significa?
Ciao
KVR
> ADPUF ha scritto:
>> Cause sociali?
>> Le malattie respiratorie sono più frequenti in ambienti
>> poco salubri per la scarsa disponibilità economica.
>
> Può darsi ma, in tal caso, immagino che la patologia
> sarebbe diffusa soprattutto fra persone anziane, che hanno
> vissuto parte della loro vita nella miseria. La Sardegna
> di oggi non sarà forse una delle zone economicamente più
> sviluppate d'Europa, ma comunque rientra negli standard di
> benessere economico dei paesi sviluppati.
Cause genetiche?
In Sardegna purtroppo è molto diffusa l'anemia
mediterranea, potrebbe essere una cosa del genere, anche
l'endogamia può portare a disturbi tipici di un luogo.
> Sono orgogliosa della mia appartenenza al popolo sardo,
> per l'esperienza familiare e sociale che ho avuto la
> fortuna di vivere.
...
> p.s.=Grazie infinite dei messaggi e delle
> interpretazioni...non mi aspettavo un simile
> interessamento
Anania, sapevi che c'è un NG in sardo?
it-alt.cultura.lingua.sardu
Io non ci capisco quasi niente, ma è bello che ci sia.
Può essere, visto che il palato ogivale ed il seto nasale deviato sono
abbastanza diffusi...ed anche queste sn delle carattritiche che inficiano un
buon uso della voce oltre che una buona respirazione
diaframmatica...indispensabile per un buon eloquio orale.
> Può essere, visto che il palato ogivale ed il seto nasale deviato sono
> abbastanza diffusi...ed anche queste sn delle carattritiche che inficiano un
> buon uso della voce oltre che una buona respirazione
> diaframmatica...indispensabile per un buon eloquio orale.
Mi domando se il tuo ottimo italiano derivi da particolare cura nello
scrivere i messaggi (cosa che a me manca) o da "semplice" cultura.
Si prospetta un'altra possibilità, che trovo interessantissima. E'
possibile che avendo parlato solo il dialetto fino a tre anni e avendo
imparato l'italiano più tardi (seppure molto presto, diventando
naturalmente madrelingua italiana come tutti) tu l'abbia appreso meglio,
con più coscienza, senza "sciuparlo" nella comunicazione quotidiana,
pratica quanto sgrammaticata?
Ripeto, trovo questa possibilità molto affascinante. Non deludermi!
(faccina sorridente)
Ciao, FB
--
"Gli americani sono ignoranti per loro stessa natura"
that is "The Americans are naturally ignorant"
(Paolo Bonardi on it.cultura.linguistica)
D'altra parte il "Bastian Contrario" è un concetto e personaggio leggendario
piemontese, no?
Oltre ad essere un discreto ristorante della collina torinese ;-)
Ciao,
Beppe
Lui č un "barbaro germanISTA". Di germanICO credo abbia solo il nickname.
Ciao.
Marco
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
L'esperienza di Anania la racconterà lei, naturalmente. Io volevo parlare
della mia personale e di quella di mia moglie.
Io sono nato e ho sempre abitato nell'hinterland milanese. Come sai, in
quest'area, così come a Milano città, il milanese non si parla ormai più:
si parla un italiano che, nella pratica quotidiana, è infarcito di
espressioni prese dal dialetto locale ma anche dai dialetti portati dagli
immigrati nell'epoca del boom economico (ad esempio, i milanesi usano
spessissimo il siciliano "mìnchia" o il veneto "òcio").
Mia moglie, invece, è nata e vissuta in un piccolo paese della provincia
di Ragusa dove tutti parlano sempre e solo siciliano (tranne quando devono
rivolgersi a un forestiero o in situazioni particolarmente formali). A
parte la televisione, i bambini di là hanno i primi sporadici contatti con
la lingua italiana solo alla scuola materna, e non iniziano realmente ad
usarla che alla scuola elementare.
Ebbene, mia moglie parla un italiano molto più "pulito" del mio: il suo
accento è molto meno marcato (quando apro bocca io, la mia milanesità
balza fuori già alla prima vocaaaaale), le sue incertezze grammaticali
sono molto meno frequenti (io, per esempio, ho spesso dubbi sui passati
remoti o sui congiuntivi, che dalle mie parti si usano solo per iscritto)
e, nel lessico, non ha praticamente dubbi: sa sempre con certezza se una
parola è "italiana" o "dialettale", mentre io periodicamente mi stupisco
che non esista il verbo "stortare", che "scherzare" sia intransitivo, che
si dica "ammaccatura" e non "gibollo", ecc.
Oltre a questo, ovviamente, mia moglie parla perfettamente siciliano,
mentre io in milanese non arrivo alla decima parola senza scandalizzare
gli anziani infilandoci una parola italiana malamente milanesizzata...
Credo che questo fatto, cioè che parlare in dialetto non faccia male alla
conoscenza dell'italiano e che anzi la migliori, sia cosa ormai
comunemente riconosciuta. D'altra parte, quasi tutti i "dialetti" italiani
sono lingue neolatine al pari l'italiano: i bilingui hanno perciò la
possibilità di fare un continuo confronto fra le due diverse incarnazioni
del latino, il che non può che far bene alla comprensione dei meccanismi
di entrambe.
> Scusa Marco ....grazie della precisazione....ho preso un abbaglio...perkè
> cnsco tanti tedeschi esperti di lingua e cultura Sarda!
Il "perkè" ti è uscito perché li frequenti?
Anche loro scrivono "tedesco" minuscolo e "Sardo" maiuscolo?
ciao
Walter (mezzo tedesco) (chiedo perdono per l'off-topic)
Ti meriti un:
prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
Oh!
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Il 26 Mag 2004, 12:48, Walter Tross <wal...@waltertross.com> ha scritto:
>> Anania 2004-05-26 :
>>
>>> Scusa Marco ....grazie della precisazione....ho preso un
> abbaglio...perkè
>>> cnsco tanti tedeschi esperti di lingua e cultura Sarda!
>>
>> Il "perkè" ti è uscito perché li frequenti?
>> Anche loro scrivono "tedesco" minuscolo e "Sardo" maiuscolo?
>> ciao
>> Walter (mezzo tedesco) (chiedo perdono per l'off-topic)
>>
> Nessuno apprezza il gergo da sms....io lo uso perkè sn lenta nello
> scrivere...o frs perkè nn so scrivere...
Con il T9 il gergo da SMS ha perso molto del suo senso. Su questo
newsgroup secondo me è vero che nessuno apprezza il gergo da SMS, non
solo, ma secondo me pochi lo tollerano. Me compreso. Non perché sia
conservatore, ma quell'uso della k è solo un mezzo passo in direzione di
una razionalizzazione, e un mezzo passo è spesso peggio che nessun passo.
Inoltre non ci posso fare niente: mi ricorda inevitabilmente il Kossiga
che leggevo sui muri da giovane (e vi risparmio le doppie esse). Ultima
osservazione: non credo che nel gergo da SMS ci sia qualche motivo per cui
l'accento acuto sulla e di perché diventi grave - neanche il T9 di Nokia,
che scrive pò invece di po', fa questo errore...
Walter Tross
>> Può essere, visto che il palato ogivale ed il seto nasale
>> deviato sono abbastanza diffusi...ed anche queste sn
>> delle carattritiche che inficiano un buon uso della voce
>> oltre che una buona respirazione
>> diaframmatica...indispensabile per un buon eloquio orale.
>
> Mi domando se il tuo ottimo italiano derivi da particolare
> cura nello scrivere i messaggi (cosa che a me manca) o da
> "semplice" cultura.
Ho sentito dire spesso che friulani e sardi parlano un
italiano migliore di altri, p.es. veneti o napoletani.
Ma non so se è solo una diceria o se corrisponde a fatti
veri; rispondano gli altri.
Certo è che qui e in Sardegna le nostre lingue locali sono
più "distanti" dall'italiano comune, o almeno così si dice,
e questa maggior differenza può facilitare un modo più
corretto di parlare l'italiano.
Ma esiste un modo per misurare la distanza fra varie lingue
come p.es. si misura la distanza genetica fra popolazioni?
> Credo che questo fatto, cioè che parlare in dialetto non
> faccia male alla conoscenza dell'italiano e che anzi la
> migliori, sia cosa ormai comunemente riconosciuta. D'altra
> parte, quasi tutti i "dialetti" italiani sono lingue
> neolatine al pari l'italiano: i bilingui hanno perciò la
> possibilità di fare un continuo confronto fra le due
> diverse incarnazioni del latino, il che non può che far
> bene alla comprensione dei meccanismi di entrambe.
Lo studioso Franco Fabbro si è interessato di diglossia (si
dice così?) e la raccomanda, nel senso che fa bene anche a
chi la pratica.
> > Mi domando se il tuo ottimo italiano derivi da particolare
> > cura nello scrivere i messaggi (cosa che a me manca) o da
> > "semplice" cultura.
> ....
> Ma esiste un modo per misurare la distanza fra varie lingue
> come p.es. si misura la distanza genetica fra popolazioni?
Il mio ottimo italiano!Dai non prendermi in giro...!m'imbarazza tantissimo
scrivere..perchè mi rendo conto che in questi gruppi c'è un alto livello in
termini di padronanza dell'italiano!
I vantaggi del"dialetto" sono assodati, sino ai 7anni un individuo raggiunge
un'ottima consapevolezza fonemica...quale palestra migliore per sviluppare
dei prerequisti fondamentali per l'apprendimento di altre lingue!
La distanza tra le lingue penso sia misurabile...basti pensare al giapponese
e all'inglese...quei poveri giapponesi devono ristrutturare completamente le
loro abitudini fonatorie!Geneticamente si avvicinano ai sardi per la
presenza massiccia di portatori sani di favismo, quest'ultimo viene studiato
come un fattore decisivo per la longevità...E tutto da dimostrare...
Pensa poi al vietnamita il linguaggio si basa sui toni e non più sui fonemi
come le lingue neolatine...
Sono tutti argomenti che non padroneggio..e non è il caso che mi dilunghi...
BTW... io credo di essere giunto al massimo per quanto riguarda le
abbreviazioni da SMS...
qu > q; ss > ß, x; th > 8 (ricorda un theta); -uno > 1; sci > S... e poi:
qualcuno > sm1 (someone), any1, aliq (aliquis); se qualcuno = siqis (si
quis)
fare > f (tutti i tempi e modi), ma anche prtt (pràtto)
dovere > dv (tutti i tempi e modi)
mi, a me > M
perché > cuz, cur, ut a seconda della circostanza
egli è sempre sostituito con ei...
e molte altre diavolerie...
>> Con il T9 il gergo da SMS ha perso molto del suo senso. Su questo
>> newsgroup secondo me è vero che nessuno apprezza il gergo da SMS, non
>> solo, ma secondo me pochi lo tollerano. Me compreso. Non perché sia
>> conservatore, ma quell'uso della k è solo un mezzo passo in direzione
>> di una razionalizzazione, e un mezzo passo è spesso peggio che nessun
>> passo. Inoltre non ci posso fare niente: mi ricorda inevitabilmente
>> il Kossiga che leggevo sui muri da giovane (e vi risparmio le doppie
>> esse). Ultima osservazione: non credo che nel gergo da SMS ci sia
>> qualche motivo per cui l'accento acuto sulla e di perché diventi
>> grave - neanche il T9 di Nokia, che scrive pò invece di po', fa
>> questo errore...
>
> BTW... io credo di essere giunto al massimo per quanto riguarda le
> abbreviazioni da SMS...
Dunque, anzitutto non avrei dovuto intitolare questo thread "gergo da SMS"
(termine che ho ripreso dal thread a cui mi riferivo) bensì
"ortografia/stenografia da SMS".
> qu > q; ss > ß, x; th > 8 (ricorda un theta); -uno > 1; sci > S... e poi:
Ahi, ss > ß, proprio quando la nuova ortografia tedesca ha deciso di
riservare questa lettera soltanto ai casi in cui la s è dura, ma la vocale
precedente è lunga? Comunque va bene, se parliamo proprio di una
stenografia, che stenografia sia (per inciso: la k ha velleità di passare
dalla stenografia all'ortografia, e questo a me pare insopportabile, per i
motivi che ho già esposto).
> qualcuno > sm1 (someone), any1, aliq (aliquis); se qualcuno = siqis (si
> quis)
> fare > f (tutti i tempi e modi), ma anche prtt (pràtto)
Devo dire che con una stenografia del genere non si può comunicare con
any1... Cosa significa pràtto?
> dovere > dv (tutti i tempi e modi)
> mi, a me > M
> perché > cuz, cur, ut a seconda della circostanza
cuz nel senso di 'coz (because)? Sempre più difficile... Ah, ma forse tu
parli anche degli SMS in lingua inglese e in lingua latina?...
> egli è sempre sostituito con ei...
Bh, nvc d lmnr l cnsnnt s ptrbbr lmnr l vcl. N fnd c bbstnz rdndnz nll lng
pr ptr rcstrr glmnt cs c' scrtt...
> e molte altre diavolerie...
In effetti...
Walter Tross