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Cinese o arabo: quale meno difficile?

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PaoloF

unread,
Sep 15, 2002, 5:13:48 AM9/15/02
to
Per motivi di lavoro devo studiare una di queste due lingue. Posto che
sono un bel casino entrambe, una è meno difficile dell'altra? insomma,
la più veloce da imparare ad un livello di conversazione di base?

grazie.
PaoloF

Marco ???

unread,
Sep 15, 2002, 11:02:10 AM9/15/02
to

"PaoloF" <paol...@hotmail.com> wrote in message
news:d5bbc647.02091...@posting.google.com...

> Per motivi di lavoro devo studiare una di queste due lingue. Posto che
> sono un bel casino entrambe, una è meno difficile dell'altra? insomma,
> la più veloce da imparare ad un livello di conversazione di base?

Buttati sul cinese ;) [imparare l'arabo è tutto tranne "veloce"]

Ciao,
Marco

Marco Cimarosti

unread,
Sep 15, 2002, 12:46:31 PM9/15/02
to
PaoloF ha scritto:

> Per motivi di lavoro devo studiare una di queste due lingue. Posto che
> sono un bel casino entrambe, una è meno difficile dell'altra? insomma,
> la più veloce da imparare ad un livello di conversazione di base?

Ma che c**** di domanda è!? (Scusa se ti aggredisco così, ma è per
giustizia verso uno al quale ho detto la stessa frase per mooooolto
meno. :-)

Scherzi a parte: alla domanda è quasi impossibile rispondere perché le
due lingue sono diversissime fra loro: arabo e cinese sono agli
antipodi della diversità linguistica!

Permettimi almeno di scomporre la risposta in sottosezioni:

*** Grammatica:
Vince decisamente il cinese. La grammatica cinese ha le sue
difficoltà, ma è comunque semplicissima rispetto a quella delle lingue
indeuropee (come l'italiano) o semitiche (come l'arabo); per
intenderci, in cinese tutte le parole sono invariabili: non esistono
coniugazioni, declinazioni, generi, plurali, ecc. La grammatica araba
è invece molto complicata; per intenderci, la complessità morfologica
è paragonabile a quella del latino, ma per certi aspetti anche più
complessa. Inoltre, la grammatica varia molto fra arabo classico e
dialetti moderni; in qualche misura, però, devi imparare entrambe le
grammatiche, perché l'arabo moderno colto usa una mistura di classico
e di dialetto.

*** Lessico:
Vince l'arabo. Imparare il vocabolario arabo è difficile, ma la
vicinanza geografica e culturale non manca di dare i suoi frutti:
tantissime parole italiane sono di origine araba, e ancor più parole
arabe derivano dalle lingue europee; per cui, capita spesso di
riconoscere o di intuire delle parole. Niente di tutti ciò per il
cinese: a parte i nomi proprio, c'è ben poco di riconoscibile nel
vocabolario cinese.

*** Pronuncia:
Vince l'arabo, ai tempi supplementari. L'arabo ha quattro o cinque
consonanti difficilissime ma, le rimanenti consonanti e le vocali non
presentano grosse difficoltà. Il cinese, invece, praticamente tutte le
consonanti sono difficilissime, le vocali non sono semplicissime
nemmeno loro ed esiste inoltre la particolarità dei toni (delle specie
di "note musicali").

*** Lettura:
Vince decisamente l'arabo. Per quanto complicato possa essere
l'alfabeto arabo, si tratta pur sempre solo di ventotto lettere. C'è
la difficoltà aggiuntiva che buona parte delle vocali non sono
scritte; ma sbagliare le vocali raramente impedisce la comprensione.
La scrittura cinese, invece, funziona secondo un principio semplice ma
micidiale: ogni unità lessicale (ogni "parola", insomma) ha il suo
segnetto; per leggere il giornale servono circa 4.000 caratteri, ma
ben pochi stranieri arrivano mai a superare i 1.000.

*** Utilità:
Vince il cinese. Sarà per ragioni storiche o sociali, ma è più facile
trovare qualcuno che capisca lingue europee nei paesi arabi che non in
Cina.

Ciao.
Marco

GCPillan

unread,
Sep 15, 2002, 12:53:44 PM9/15/02
to
Marco Cimarosti:

>
> PaoloF ha scritto:
> > Per motivi di lavoro devo studiare una di queste due lingue. Posto che
> > sono un bel casino entrambe, una è meno difficile dell'altra? insomma,
> > la più veloce da imparare ad un livello di conversazione di base?
>
> Ma che c**** di domanda è!? (Scusa se ti aggredisco così, ma è per
> giustizia verso uno al quale ho detto la stessa frase per mooooolto
> meno. :-)
>
> Scherzi a parte: alla domanda è quasi impossibile rispondere perché le
> due lingue sono diversissime fra loro: arabo e cinese sono agli
> antipodi della diversità linguistica!

Marco, hai risposto in modo esauriente alla domanda del c****.
Si vede che è una tua specializzazione.

Non si capisce però perché devi insultare chi fa le domande e dire che è quasi
impossibile rispondere. La risposta era facilissima: l'arabo è meno difficile
per i motivi che hai descritto.
--
____________________________________

Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________

Nicola Nobili

unread,
Sep 15, 2002, 5:44:12 AM9/15/02
to
PaoloF

> Per motivi di lavoro devo studiare una di queste due lingue. Posto che
> sono un bel casino entrambe, una è meno difficile dell'altra? insomma,
> la più veloce da imparare ad un livello di conversazione di base?

Direi il cinese. Ad un livello di *conversazione* (non scrittura) di
base, il cinese ha il vantaggio di non avere flessioni (coniugazioni,
declinazioni, genere, numero, etc.), quindi quattro parole in croce riesci a
metterle. Inoltre, il cinese rappresenta un potenziale enorme, maggiore
dell'arabo, ed in Italia c'è meno concorrenza.
Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]

Nicola Nobili

unread,
Sep 15, 2002, 2:14:04 PM9/15/02
to
Marco Cimarosti

> *** Grammatica:
> Vince decisamente il cinese. La grammatica cinese ha le sue
> difficoltà, ma è comunque semplicissima rispetto a quella delle lingue
> indeuropee

Eh no! Dovevi scrivere "morfologia", non "grammatica"! La grammatica del
cinese, come di tutte le lingue estremamente analitiche (vedi l'inglese) è a
mio avviso complicatissima. La sua morfologia è facile, cosa che semplifica
di molto le cose ai principianti, ma che si traduce in un grosso svantaggio
in séguito.

> Inoltre, la grammatica varia molto fra arabo classico e
> dialetti moderni

Beh, allora potresti pure dire che, a dispetto della lingua scritta
comune, il cinese varia ancora di piú tra i suoi mille idiomi e dialetti...

> *** Pronuncia:
> Vince l'arabo, ai tempi supplementari. L'arabo ha quattro o cinque
> consonanti difficilissime ma, le rimanenti consonanti e le vocali non
> presentano grosse difficoltà. Il cinese, invece, praticamente tutte le
> consonanti sono difficilissime

???
/p/ /t/ /k/ /k/ /s/ /ts/ e le corrispondenti aspirate mi paiono facili.
Le uniche toste sono "x", "r" (che a qualcuno con una erre molto moscia
viene bene), "q" e "zh".

> le vocali non sono semplicissime
> nemmeno loro

???
Sono le stesse che troviamo anche in italiano, c'è solo l'aggiunta della
"u" francese, che comunque molti in Italia conoscono già se hanno studiato
qualche lingua straniera vicina alla nostra.

> ed esiste inoltre la particolarità dei toni (delle specie
> di "note musicali").

Questa è l'unica su cui sono d'accordo.

Marco Cimarosti

unread,
Sep 16, 2002, 3:53:07 AM9/16/02
to
GCPillan ha scritto:

> Marco Cimarosti:
> >
> > PaoloF ha scritto:
> > > Per motivi di lavoro devo studiare una di queste due lingue. Posto che
> > > sono un bel casino entrambe, una è meno difficile dell'altra? insomma,
> > > la più veloce da imparare ad un livello di conversazione di base?
> >
> > Ma che c**** di domanda è!? (Scusa se ti aggredisco così, ma è per
> > giustizia verso uno al quale ho detto la stessa frase per mooooolto
> > meno. :-)
> >
> > Scherzi a parte: alla domanda è quasi impossibile rispondere perché le
> > due lingue sono diversissime fra loro: arabo e cinese sono agli
> > antipodi della diversità linguistica!
>
> Marco, hai risposto in modo esauriente alla domanda del c****.
> Si vede che è una tua specializzazione.

Si vede che sono in allenamento.

> Non si capisce però perché devi insultare chi fa le domande e dire che è quasi
> impossibile rispondere.

Mi scuso se ho dato quest'impressione. Pensavo che asterischi, faccine
che ridono e "Scherzi a parte" fossero sufficienti a chiarire che
stavo solo *bonariamente* prendendo in giro il mio allenatore.

> La risposta era facilissima: l'arabo è meno difficile per i motivi che hai
> descritto.

Se condividessi avrei detto: "L'arabo".

Le impressioni che ho dato sono soggettive, basate sulle mie
esperienze con le due lingue, che sono molto diverse: le ho studiate
in età diverse, mettendoci impegno diverso, per un monte ore diverso,
ecc.

Inoltre, il peso relativo dei punti che ho indicato non è facile da
determinare e dipende dalle capacità e dalle esigenza di ognuno. Ad
esempio, le difficoltà del lessico pesano meno per uno dotato di buona
memoria mentre le difficoltà della grammatica pesano meno per uno
dotato di buona logica -- e raramente la stessa persona ha entrambe le
doti. Le difficoltà della scrittura potrebbero pesare pochissimo per
uno interessato solo alla conversazione, ecc.

Ciao.
Marco

Marco Cimarosti

unread,
Sep 16, 2002, 4:05:58 AM9/16/02
to
Nicola Nobili ha scritto:

> Marco Cimarosti
>
> > *** Grammatica:
> > Vince decisamente il cinese. La grammatica cinese ha le sue
> > difficoltà, ma è comunque semplicissima rispetto a quella delle lingue
> > indeuropee
>
> Eh no! Dovevi scrivere "morfologia", non "grammatica"! La grammatica del
> cinese, come di tutte le lingue estremamente analitiche (vedi l'inglese) è a
> mio avviso complicatissima. La sua morfologia è facile, cosa che semplifica
> di molto le cose ai principianti, ma che si traduce in un grosso svantaggio
> in séguito.

Intendevo proprio "grammatica", cioè il complesso di morfologia e
sintassi. La sintassi cinese non è priva di complicazioni, ma è
comunque molto più semplice del complesso morfologia+sintassi
dell'arabo.

> > Inoltre, la grammatica varia molto fra arabo classico e
> > dialetti moderni
>
> Beh, allora potresti pure dire che, a dispetto della lingua scritta
> comune, il cinese varia ancora di piú tra i suoi mille idiomi e dialetti...

Il putonghua cinese è una lingua standard insegnata ovunque, compresa
Taiwan. Per l'arabo non c'è un dialetto altrettanto universale.

> > *** Pronuncia:
> > Vince l'arabo, ai tempi supplementari. L'arabo ha quattro o cinque
> > consonanti difficilissime ma, le rimanenti consonanti e le vocali non
> > presentano grosse difficoltà. Il cinese, invece, praticamente tutte le
> > consonanti sono difficilissime
>
> ???
> /p/ /t/ /k/ /k/ /s/ /ts/ e le corrispondenti aspirate mi paiono facili.
> Le uniche toste sono "x", "r" (che a qualcuno con una erre molto moscia
> viene bene), "q" e "zh".

E' soggettivo: a me la "r" e la "zh" sembrarono semplicissime (la
seconda, poi, è pressoché identica alla "c" di "ciao"), mentre le
aspirate mi diedero un bel daffare.

> > le vocali non sono semplicissime
> > nemmeno loro
>
> ???
> Sono le stesse che troviamo anche in italiano, c'è solo l'aggiunta della
> "u" francese, che comunque molti in Italia conoscono già se hanno studiato
> qualche lingua straniera vicina alla nostra.

Ci sono anche le "ä", "ö" "er" tedesche ("bian", "ke", "er"), lo schwa
("de"), la stranissima "i" dopo le palatali ("shi"). In confronto alle
tre vocali arabe...

Ciao.
Marco

Nicola Nobili

unread,
Sep 16, 2002, 5:55:29 AM9/16/02
to
Marco Cimarosti

> Intendevo proprio "grammatica", cioè il complesso di morfologia e
> sintassi.

Ecco, questa è una definizione tradizionale di "grammatica" che proprio
non mi soddisfa. Secondo me la grammatica del cinese rimane difficilissima,
proprio perché la morfologia è banale e quindi la lingua, per poter
compensare ed esprimere tutto, è costretta a ricorrere a complicazioni in
altri àmbiti.

> > Beh, allora potresti pure dire che, a dispetto della lingua scritta
> > comune, il cinese varia ancora di piú tra i suoi mille idiomi e
dialetti...
>
> Il putonghua cinese è una lingua standard insegnata ovunque, compresa
> Taiwan. Per l'arabo non c'è un dialetto altrettanto universale.

Bah, i telegiornali arabi li capiscono pur tutti, dal Marocco all'Iraq,
o no? I telegiornali cinesi, invece, no.

> Ci sono anche le "ä", "ö" "er" tedesche ("bian", "ke", "er")

Varianti, non creano coppie minime. Non credo proprio che siano dettagli
rilevanti, visto il livello che il nostro amico desidera raggiungere.

> la stranissima "i" dopo le palatali ("shi").

Altra variante. Pronuncia /i/ e non ci saranno problemi di sorta.

> In confronto alle
> tre vocali arabe...

Che hanno anche loro un gran numero di varianti, e meno prevedibili!
Ricordo una sorta di "y" russa, varî gradi di apertura delle "e" e delle
"o"... Solo che per il cinese hai considerato anche le varianti, per l'arabo
le sole tre invarianti. A questo punto è facile ottenere un quadro poco
obiettivo della realtà.

Marco Cimarosti

unread,
Sep 16, 2002, 1:02:42 PM9/16/02
to
Marco Cimarosti
> > Intendevo proprio "grammatica", cio? il complesso di morfologia e
> > sintassi.
>
> Ecco, questa è una definizione tradizionale di "grammatica" che proprio
> non mi soddisfa.

Purtroppo viviamo in un mondo crudele, e il significato di
"grammatica" l'hanno deciso senza consultarti.

> Secondo me la grammatica del cinese rimane difficilissima,
> proprio perché la morfologia è banale e quindi la lingua, per poter
> compensare ed esprimere tutto, è costretta a ricorrere a complicazioni in
> altri àmbiti.

La morfologia cinese è molto più semplice di quelle delle lingue a cui
siamo abituati, ma non è sempre "banale": pensa ai cosiddetti
classificatori (ogni numero o dimostrativo prende una particella
diversa a seconda del sostantivo che qualifica, e queste particelle
sono centinaia).

La sintassi è certamente complicata (compensa la semplicità della
morfologia), ma non è che la sintassi araba sia molto più semplice.

> > > Beh, allora potresti pure dire che, a dispetto della lingua scritta

> > > comune, il cinese varia ancora di più tra i suoi mille idiomi e

> dialetti...
> >
> > Il putonghua cinese è una lingua standard insegnata ovunque, compresa
> > Taiwan. Per l'arabo non c'è un dialetto altrettanto universale.
>
> Bah, i telegiornali arabi li capiscono pur tutti, dal Marocco all'Iraq,
> o no? I telegiornali cinesi, invece, no.

Non lo sapevo. Mi stupisce, però, che un cinese di cultura media non
sappia abbastanza putonghua da capire il telegiornale -- a meno che
non sia di Hong Kong e che abbia studiato quando ancora non usava
insegnare il putonghua.

> > Ci sono anche le ""ä", "ö" "er" tedesche ("bian", "ke", "er")
>
> Varianti, non creano coppie minime. Non credo proprio che siano dettagli
> rilevanti, visto il livello che il nostro amico desidera raggiungere.

Saranno varianti, ma contribuiscono all'identificazione del fonema che
rappresentano. Se pronunci "ge" con la "é" italiana, la gente capisce
"gei". Se pronunci "bian" con la "a" italiana, sembra più "biang"; se
lo pronunci con la "é" italiana sembra "bin".

Se fai confusioni di questo genere, unite a una cattiva pronuncia dei
toni e delle aspirazioni, non si capisce più cosa stai dicendo,
nemmeno in frasi semplici e prevedibili.

> > la stranissima "i" dopo le palatali ("shi").
>
> Altra variante. Pronuncia /i/ e non ci saranno problemi di sorta.

Idem: se pronunci "shi" con la "i" italiana, si capisce "xi".

> > In confronto alle tre vocali arabe...
>
> Che hanno anche loro un gran numero di varianti, e meno prevedibili!

Ma molto meno importanti per la comprensione. Se arrivi a pronunciare
correttamente le consonanti, le varianti delle vocali vengono da sé. E
se non vengono non importa, tanto servirebbero solo a precisare il
suono delle consonanti (ad es. pronunciare la "a" come "ò" italiana
aiuta a far capire che la consonante precedente è una "enfatica"
pronunciata malamente).

E, comunque, la struttura fonetica di una parola araba è molto più
complessa e variata di quella cinese e, dunque, è molto più difficile
dire una parola per un'altra.

> Ricordo una sorta di "y" russa, varî gradi di apertura delle "e" e delle
> "o"... Solo che per il cinese hai considerato anche le varianti, per l'arabo
> le sole tre invarianti. A questo punto è facile ottenere un quadro poco
> obiettivo della realtà.

Ma io ho cercato di esserlo. Come ho già detto a GCPillan, se anche ho
dato più "punti semplicità" all'arabo, non sono convinto che questo
basti a trarne un verdetto.

Mi viene un'idea salomonica: ma se a PaoloF davvero interessa solo un
livello base di conversazione, perché non studia entrambe le lingue?
Invece di passare un anno su una sola lingua, passa sei mesi su una e
sei sull'altra! A questo punto, oltre a mettersi in tasca due utili
infarinature, ne saprà abbastanza per decidere se approfondire una
delle due, e quale.

Ciao.
Marco

Angelo La Manna

unread,
Sep 16, 2002, 1:10:33 PM9/16/02
to

---

Nicola Nobili <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote in message
am49uv$2d85c$1...@ID-64088.news.dfncis.de...
> Marco Cimarosti

> Bah, i telegiornali arabi li capiscono pur tutti, dal Marocco
all'Iraq,
> o no? I telegiornali cinesi, invece, no.
>

Sarà per questo che i più entusiasti sostenitori dell'Esperanto oggi sono i
cinesi? Che sia questa la soluzione del mistero?
Chissà... restano da capire le motivazioni dei brasiliani.
Saluti,
Angelo.

--
Angelo La Manna
angxe...@hotmail.com
[it, eo, en, (es, (fr))]
-- neniun mi lasas senpuna


Pierpaolo BERNARDI

unread,
Sep 16, 2002, 8:00:48 PM9/16/02
to

"Angelo La Manna" <n...@spamu.min> ha scritto nel messaggio news:dgoh9.676$Av4....@twister2.libero.it...

> Sarà per questo che i più entusiasti sostenitori dell'Esperanto oggi sono i
> cinesi?

Mi sembra decisamente inverosimile che i cinesi siano
interessati all'esperanto per comunicare all'interno della Cina!

> Che sia questa la soluzione del mistero?

Che sia invece che lo vedono come un mezzo più
neutrale per comunicare con l'occidente?


Gxis
P.

Angelo La Manna

unread,
Sep 17, 2002, 2:51:52 AM9/17/02
to

Pierpaolo BERNARDI <pierpaolo...@hotmail.com> wrote in message
Qguh9.103425$ub2.2...@news1.tin.it...
Sono propenso ad essere daccordo con te. Dopotutto è estremamente poco serio
parlare di motivazioni senza avere i dati di fatto. Qui l'unico dato di
fatto che abbiamo, è che i cinesi hanno una forte motivazione ad imparare
l'esperanto, hanno una eterogeneità linguistica all'interno del loro paese
e che le lingue cinesi sono poco conosciute al di fuori dei confini del
"Celeste Impero", nonostante in termini assoluti siano le lingue più parlate
nel mondo. Ho pensato ad un parallelo fra la situazione linguistica negli
imperi zaristi e asburgigi, lì dove l'esperanto è nato, di inizio secolo con
quella cinese. In ogni caso, occorrerebbe un'indagine più seria per
affermare seriamente qualcosa, per cui non prendetemi troppo sul serio, sono
solo ipotesi o peggio, "discorsi da caffé".
Salutojn,
Angelo.


--
Angelo La Manna
angxe...@hotmail.com
[it, eo, en, (es, (fr))]

-- neniun mi lasas senpuna ---


Marco Cimarosti

unread,
Sep 17, 2002, 12:12:27 PM9/17/02
to
Angelo La Manna ha scritto:

> Sono propenso ad essere daccordo con te. Dopotutto è estremamente poco serio
> parlare di motivazioni senza avere i dati di fatto. Qui l'unico dato di
> fatto che abbiamo, è che i cinesi hanno una forte motivazione ad imparare
> l'esperanto, hanno una eterogeneità linguistica all'interno del loro paese

A occhio e croce, la situazione linguistica della Cina non mi sembra
molto diversa da quella degli Stati Uniti: la lingua dominante
(mandarino là, inglese lì) è la lingua madre di circa due terzi della
popolazione, ma è capita da quasi tutti gli altri.

> e che le lingue cinesi sono poco conosciute al di fuori dei confini del
> "Celeste Impero",

Anche questo non mi risulta: l'immigrazione cinese è fortissima in
molte parti del mondo, principalmente nelle Americhe e nell'Asia.

Inoltre, mi pare che il cinese mandarino sia una delle lingue più
gettonate nei corsi di lingua di tutto il mondo -- anche se,
ovviamente, non al livello di inglese, spagnolo o francese.

Anche nel nostro paese (non proprio di gran poliglotti!), è facile
conoscere qualcuno che abbia studiato il cinese -- mentre non ho
conosciuto molta gente che sappia lo hindi o il portoghese, che pure
sono lingue altrettanto importanti.

Ma sto andando anch'io per impressioni: nessuno conosce dati sulle
lingue straniere più insegnate al mondo?

> nonostante in termini assoluti siano le lingue più parlate
> nel mondo. Ho pensato ad un parallelo fra la situazione linguistica negli
> imperi zaristi e asburgigi, lì dove l'esperanto è nato, di inizio secolo con
> quella cinese. In ogni caso, occorrerebbe un'indagine più seria per
> affermare seriamente qualcosa, per cui non prendetemi troppo sul serio, sono
> solo ipotesi o peggio, "discorsi da caffé".

Quando si parla del numero di persone che parlano esperanto, non
prendo mai molto sul serio nessuno. :-)

Ma se la tua impressione fosse fondata, l'esperanto non dovrebbe
essere ben più popolare nell'Unione Europea o in India?

Ciao.
Marco

Marco Cimarosti

unread,
Sep 17, 2002, 12:42:30 PM9/17/02
to
Ho scritto:

> A occhio e croce, la situazione linguistica della Cina non mi sembra
> molto diversa da quella degli Stati Uniti: la lingua dominante
> (mandarino là, inglese lì) è la lingua madre di circa due terzi della
> popolazione, ma è capita da quasi tutti gli altri.

Ooops. Indendevo dire "circa tre quarti".

(D'accordo che è un discorso tutto spannometrico, ma questo era troppo.)

Ciao.
Marco

Angelo La Manna

unread,
Sep 17, 2002, 12:57:35 PM9/17/02
to

Marco Cimarosti <marco.c...@europe.com> wrote in message
1604968.02091...@posting.google.com...

> Angelo La Manna ha scritto:

> Quando si parla del numero di persone che parlano esperanto, non


> prendo mai molto sul serio nessuno. :-)

Fai bene!

Saluti,

GCPillan

unread,
Sep 19, 2002, 2:30:22 PM9/19/02
to
Marco Cimarosti:

> Mi scuso se ho dato quest'impressione. Pensavo che asterischi, faccine
> che ridono e "Scherzi a parte" fossero sufficienti a chiarire che
> stavo solo *bonariamente* prendendo in giro il mio allenatore.

Certo che si capiva. Però tramite lo scherzo volevi comunque sottolineare che
alla domanda non si poteva rispondere. Cosa che dici poi seriamente e che
riprendi successivamente.

> > La risposta era facilissima: l'arabo è meno difficile per i motivi che hai
> > descritto.
>
> Se condividessi avrei detto: "L'arabo".

Beh, io ho letto la tua risposta come tale. Hai elencato tre motivi per cui
l'arabo è più facile: lessico, pronuncia e lettura. Può una maggiore difficoltà
grammaticale pesare di più delle difficoltà lessicali, di pronuncia e di
lettura?

> Le impressioni che ho dato sono soggettive, basate sulle mie
> esperienze con le due lingue, che sono molto diverse: le ho studiate
> in età diverse, mettendoci impegno diverso, per un monte ore diverso,
> ecc.

Combinazione... combaciano con il pensiero comune.

> Inoltre, il peso relativo dei punti che ho indicato non è facile da
> determinare e dipende dalle capacità e dalle esigenza di ognuno. Ad
> esempio, le difficoltà del lessico pesano meno per uno dotato di buona
> memoria mentre le difficoltà della grammatica pesano meno per uno
> dotato di buona logica -- e raramente la stessa persona ha entrambe le
> doti. Le difficoltà della scrittura potrebbero pesare pochissimo per
> uno interessato solo alla conversazione, ecc.

Qui non sono del tutto d'accordo. Nello studio di una lingua il peso della
grammatica (ovvero delle regole "logiche") è minimo rispetto al peso necessario
all'apprendimento del lessico.

lyre

unread,
Sep 20, 2002, 4:19:54 AM9/20/02
to
as a chinese who know little italian. i didnt understand all your words
about the chinese.
but i think chinese is a easy and difficult language.
well in chinese we have a idiom that is " wu ji bi fan" . well it is like ,
if something is too good that it will change into bad,but if something is
too bad it may change into good.
ohoooo god, what i am saying.
well , one sentence----learn chinese ba !!!!!!!!!!!!!!!!

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

lyre

unread,
Sep 20, 2002, 4:20:02 AM9/20/02
to

Gianni V.

unread,
Sep 20, 2002, 5:25:55 AM9/20/02
to
> Mi sembra decisamente inverosimile che i cinesi siano
> interessati all'esperanto per comunicare all'interno della Cina!

E invece lo erano cent'anni fa (vedi "The Languages of China", S.
Robert Ramsey, Princeton University Press 1987). Oggi naturalmente
usano il mandarino.

--
Gianni [fr,it,en,oc,hu,de,ca(,es,ru,ro)]
nassuu a Milan (IT-MI)
crescut a Tolosa (FR-31)
habitant le Vexin (FR-95)
_______________________________________________________________________

Shí shě qiú shě
(Dŕi Zhčn, 1724-1777)

Hotwax

unread,
Sep 20, 2002, 5:36:56 AM9/20/02
to
"Gianni V." <gia...@alussinan.org> ha scritto nel messaggio
news:f52dfb5c.02092...@posting.google.com...

> E invece lo erano cent'anni fa (vedi "The Languages of China", S.
> Robert Ramsey, Princeton University Press 1987). Oggi naturalmente
> usano il mandarino.

E' vero, però la risposta di Pierpaolo era rivolta ad Angelo che affermava
"Sarà per questo che i più entusiasti sostenitori dell'Esperanto OGGI sono i
cinesi?" (l'OGGI maiuscolo l'ho messo io).
A quanto mi risulta oggi in Cina non si studia di fatto l'esperanto (non
parlano nemmeno tutti perfettamente il mandarino...).
Chi studia lingue diverse dal mandarino studia direttamente le lingue
occidentali (inglese...ma anche italiano...ne ho conosciuti un po'...che
storia!!!)

Marco Cimarosti

unread,
Sep 20, 2002, 10:12:50 AM9/20/02
to
GCPillan ha scritto:

> > > La risposta era facilissima: l'arabo è meno difficile per i motivi che hai
> > > descritto.
> >
> > Se condividessi avrei detto: "L'arabo".
>
> Beh, io ho letto la tua risposta come tale. Hai elencato tre motivi per cui
> l'arabo è più facile: lessico, pronuncia e lettura. Può una maggiore
> difficoltà grammaticale pesare di più delle difficoltà lessicali, di
> pronuncia e di lettura?

Il fatto è che lessico e pronuncia arabi sono solo *leggermente* più
facili di quelli cinesi. La scrittura cinese pesa senz'altro molto, ma
solo *se* a uno interessa impararla (e la domanda parlava di
conversazione).

> > Le impressioni che ho dato sono soggettive, basate sulle mie
> > esperienze con le due lingue, che sono molto diverse: le ho studiate
> > in età diverse, mettendoci impegno diverso, per un monte ore diverso,
> > ecc.
>
> Combinazione... combaciano con il pensiero comune.

Mica troppo: Marco "???" e Nicola Nobili si sono espressi per il
cinese. Io non sono così sicuro che abbiano ragione ma, appunto, manco
così sicuro che abbiano torto.

Daltronde, in certe famiglie ai bambini disobbedienti si dice: "Parlo
arabo?", mentre in altre si dice: "Parlo cinese?": segno che anche il
pensiero comune è un po' altalenante sulla questione.

Ciao.
Marco

Marco Cimarosti

unread,
Sep 20, 2002, 10:25:20 AM9/20/02
to
Lyre wrote:
> as a chinese who know little italian. i didnt understand all your words
> about the chinese.

The guy said he will have to study either Arabic or Chinese, and he
asked which language is less difficult.

> but i think chinese is a easy and difficult language.

That's more or less what we have been saying: we compared the sounds,
grammar, vocabulary and writing, discussing which things are simpler
in Chinese and which ones are simpler in Arabic.

> well in chinese we have a idiom that is " wu ji bi fan" . well it is like ,
> if something is too good that it will change into bad,but if something is
> too bad it may change into good.
> ohoooo god, what i am saying.
> well , one sentence----learn chinese ba !!!!!!!!!!!!!!!!

Two notes for the guy who needs to decide:

1. Like "wu ji bi fan", most Chinese idioms (sometimes called
"proverbs") have four syllables. There are hundreds of them (or
thousands?), and mastering them is necessary for comprehension, but
the meaning of the idiom is often not transparent from its words. This
is fascinating but is also one of the *difficult* things of Chinese...

2. The particle "ba" at the end of Lyre's sentence is the particle
which marks an imperative sentence, and this is all you need to know
to make imperative sentences. Similarly for questions, and many other
cases. This is one of the *easy* things of Chinese...

Ciao.
Marco

Sebapop

unread,
Sep 20, 2002, 10:31:52 AM9/20/02
to
On 20 Sep 2002 07:12:50 -0700, (Marco Cimarosti) wrote:

>Daltronde, in certe famiglie ai bambini disobbedienti si dice: "Parlo
>arabo?", mentre in altre si dice: "Parlo cinese?": segno che anche il
>pensiero comune è un po' altalenante sulla questione.

Ci stavo pensando proprio prima, visto che ho usato l'espressione "per
me è arabo" riferendomi ad un post sul javascript.
Io stesso sono tentato di imbarcarmi nell'impresa dello studio del
cinese o dell'arabo e l'idea di studiarle entrambe per arrivare ad un
grado minimo e poi eventualmente proseguire con tutte e due mi
affascina non poco. Ma non voglio studiare da solo, non ci riesco e mi
annoio. Ma dove trovare corsi del genere in città piccole come Verona?
Questi sono i momenti dove vorrei potermente tornare a Milano a
studiare. :(
Nessuno ha qualche idea?

Sebastiano

Marco Cimarosti

unread,
Sep 20, 2002, 2:36:20 PM9/20/02
to
Sebastiano ha scritto:

> Io stesso sono tentato di imbarcarmi nell'impresa dello studio del
> cinese o dell'arabo [...]

> Ma dove trovare corsi del genere in città piccole come Verona?

Ma siete tutti così ottimisti da quelle parti?

http://www.erill.it/informaeda/bdEdA/Verona/lingua.htm

Ciao.
Marco

Sebapop

unread,
Sep 20, 2002, 7:40:18 PM9/20/02
to

Ti ringrazio moltissimo per il link. Avevo cercato qualcosa tempo fa
quando abitavo a Milano, poi, tornato qui a Verona, avevo guardato e
non trovato nulla di interessante. Ovviamente avevo guardato male.
Grazie ancora, ora mi sa che ci penso seriamente.

Sebastiano

GCPillan

unread,
Sep 22, 2002, 8:16:43 AM9/22/02
to
Marco Cimarosti:

> Il fatto è che lessico e pronuncia arabi sono solo *leggermente* più
> facili di quelli cinesi. La scrittura cinese pesa senz'altro molto, ma
> solo *se* a uno interessa impararla (e la domanda parlava di
> conversazione).

Beh, imaparare il cinese saltando gli ideogrammi è qualcosa che non avevo
neppure considerato! Effettivamente se si vuole solo conversare... può studiare
una lingua rimanendo, in un certo senso, analfabeta.

> > > Le impressioni che ho dato sono soggettive, basate sulle mie
> > > esperienze con le due lingue, che sono molto diverse: le ho studiate
> > > in età diverse, mettendoci impegno diverso, per un monte ore diverso,
> > > ecc.
> >
> > Combinazione... combaciano con il pensiero comune.
>
> Mica troppo: Marco "???" e Nicola Nobili si sono espressi per il
> cinese. Io non sono così sicuro che abbiano ragione ma, appunto, manco
> così sicuro che abbiano torto.

Con "pensiero comune" non intendevo "tre persone" ma, in generale, le
considerazioni che si trovano stampate o su web. Inoltre non vedo disaccordo se
cambiano le condizioni (con o senza lettura/scrittura).

> Daltronde, in certe famiglie ai bambini disobbedienti si dice: "Parlo
> arabo?", mentre in altre si dice: "Parlo cinese?": segno che anche il
> pensiero comune è un po' altalenante sulla questione.

A me non pare altalenante: domina decisamente "parlo arabo". Il motivo non è
attinente alla maggire o minore complessità di studio ma storico: credo che il
riferimento all'arabo nasca dal fatto che furono gli arabi a risultare
incomprensibili quando vennero in Italia.

lyre

unread,
Sep 22, 2002, 11:36:46 PM9/22/02
to
hi, just want to ask you. if i ask you to help me learning italian . would
you like to ??
thank you !
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