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Toponomastica e accento

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mas...@tiscali.it

unread,
Dec 27, 2006, 9:11:57 PM12/27/06
to
Nel retroterra di Savona c'è Màllare, Pàllare, Càrcare e nella
stessa zona Altàre: perchè questa anomalia?
Grazie

Karla

unread,
Dec 28, 2006, 5:45:16 AM12/28/06
to
mas...@tiscali.it ha scritto:

> Nel retroterra di Savona c'è Màllare, Pàllare, Càrcare e nella
> stessa zona Altàre: perchè questa anomalia?

Non è un'anomalia. La posizione dell'accento dipende quasi sempre da
ragioni etimologiche, come ad es. Impèria e Venarìa.


Mallare e Pallare hanno un'etimologia molto incerta, forse da
"màllum", placito pubblico, e dal fitonimo "pàllara; Càrcare e Altàre
sembrano derivare dal latino "càrcer -eris", recinto, e "altàre", luogo
per sacrifici.

k

Giovanni Drogo

unread,
Dec 28, 2006, 6:15:35 AM12/28/06
to
Gia' che siamo in toponomastica ...

... qualcuno sa qualcosa dei nomi in -engo diffusi tipicamente nella
bassa bergamasco-bresciana (Morengo Vidalengo Martinengo Pumenengo ...) ?

... da piccolo mi piaceva associarli a -henge, ma mi pare alquanto
improbabile.

E' invece possibile una associazione con i toponimi tedeschi in -ingen o
-ing ? E a proposito di questi ultimi, come mai nella Baviera (o
quanto meno vicino a Monaco) prevale la forma in -ing (Garching,
Gilching, Freising ...) e piu' a ovest quella in -ingen (Memmingen,
Tuettlingen, Tuebingen, Donaueschingen, e anche piu' a nord Goettingen).

E per quelli in -ingen qual'e' la corretta accentazione ? A me riesce
spontanea quella sulla i (anche per affinita' con la italianizzazione
Tubinga e Gottinga) ma una volta mi e' stato fatto notare come almeno
MEmmingen sia sdrucciolo.

--
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Maurizio Pistone

unread,
Dec 28, 2006, 8:55:53 AM12/28/06
to
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> wrote:

> ... qualcuno sa qualcosa dei nomi in -engo diffusi tipicamente nella
> bassa bergamasco-bresciana (Morengo Vidalengo Martinengo Pumenengo ...) ?

in Piemonte ce n'è un sacco e una sporta:

Aramengo
Barengo
Bollengo
Bosco Marengo
Cellarengo
Moransengo
Murisengo
Scurzolengo
Tonengo

ecc.


--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it

drago

unread,
Dec 28, 2006, 4:04:17 PM12/28/06
to
>> ... qualcuno sa qualcosa dei nomi in -engo diffusi tipicamente nella
>> bassa bergamasco-bresciana (Morengo Vidalengo Martinengo Pumenengo ...) ?
>
> in Piemonte ce n'č un sacco e una sporta:


Di chiara origine longobarda, dice il Tagliavini:
<<Nella toponomastica sono anche frequenti i toponimi longobardi in -engo
e -ingo ... (Cfr. P. Aebischer, "Pour l'istorie d'un suffixe d'origine
longobarde: -ing")>>

Ma:
<<Non bisogna dimenticare che il suffisso -engo, -ingo non č indizio del
tutto sicuro dell'origine germanica di un toponimo, perchč probabilmente si
č sovrapposto ad un piů antico suffisso preromano -enc-.>>

Ciao,
Bepe


Ered Luin

unread,
Dec 28, 2006, 5:17:32 PM12/28/06
to

"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> ha scritto nel messaggio
news:Pine.LNX.4.61.06...@cbfrvqba.ynzoengr.vans.vg...

> E' invece possibile una associazione con i toponimi tedeschi in -ingen o
> -ing ? E a proposito di questi ultimi, come mai nella Baviera (o
> quanto meno vicino a Monaco) prevale la forma in -ing (Garching,
> Gilching, Freising ...) e piu' a ovest quella in -ingen (Memmingen,
> Tuettlingen, Tuebingen, Donaueschingen, e anche piu' a nord Goettingen).

Il legame č *sicuramente* quello.
La domanda č: questa variante italiana č di origine gota o longobarda?


L'areale di tale tipo di toponimo, la "padania" (il brutto termine
prendetelo solo in senso geografico) centro-occidentale e quasi sconosciuti
a sud del Po e a est del Garda fa optare (per esempioal Rohlfs) per i
Longobardi.

Non solo: in genere (non sempre) fa da suffisso a dei prediali di nomi
germanici di origine longobarda, mentre raramente č riscontrato associato a
nomi nella loro variante gotica (in questo caso come in altri, la
discriminante č la presenza o meno della seconda rotazione consonantica).
Anche questo fa optare per l'origine longobarda


Da notare perň che a volte, secondo il Tagliavini stavolta, potrebbe essere
il camuffamento di suffissi preromani.


> E per quelli in -ingen qual'e' la corretta accentazione ? A me riesce
> spontanea quella sulla i (anche per affinita' con la italianizzazione
> Tubinga e Gottinga) ma una volta mi e' stato fatto notare come almeno
> MEmmingen sia sdrucciolo.


Boh, io sento Marčngo, Bussolčngo, Isčngo...

E.L.


Maurizio Pistone

unread,
Dec 28, 2006, 5:34:18 PM12/28/06
to
Ered Luin <rap...@tin.it> wrote:

> L'areale di tale tipo di toponimo, la "padania" (il brutto termine
> prendetelo solo in senso geografico) centro-occidentale e quasi sconosciuti
> a sud del Po e a est del Garda fa optare (per esempioal Rohlfs) per i
> Longobardi.

lasciando perdere la Gadania, ci si aspetterebbe di trovare abbondanti
tali longobardismi nel Friuli, la terra di primo e più radicato
insediamento dei seguaci di Alboino

Message has been deleted

Ered Luin

unread,
Dec 28, 2006, 6:59:43 PM12/28/06
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1hr2wqe.19vrlz4elcw78N%scri...@mauriziopistone.it...

>
> > L'areale di tale tipo di toponimo, la "padania" (il brutto termine
> > prendetelo solo in senso geografico) centro-occidentale e quasi
sconosciuti
> > a sud del Po e a est del Garda fa optare (per esempioal Rohlfs) per i
> > Longobardi.
>
> lasciando perdere la Gadania, ci si aspetterebbe di trovare abbondanti
> tali longobardismi nel Friuli, la terra di primo e più radicato
> insediamento dei seguaci di Alboino


Eppure ed infatti Rohlfs sostiene che il territorio più intensamente
longobardizzato fu l'areale descritto sopra: pianura padana a nord del Po, a
est del Garda (peraltro, se da quelle parti era stata posta la capitale,
aggiungo io, un motivo ci sarà).


Altrimenti, escluso possano essere tutte corruzioni di suffissi
preesistenti, a chi li associ? Ai Goti?
Qual è l'areale di insediamento goto più certo? Io credo se ne possa dire
poco.

Comunque i prediali in -engo con nomi goti esistono, anche se in proporzione
molto minore.

E.L.

drago

unread,
Dec 29, 2006, 2:59:10 AM12/29/06
to
"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio:
>>
> Appunto, ho seri dubbi sulla ipotesi longobarda, non essendo
> presente tale suffisso (-engo) qui da noi, che io sappia.

Almeno Aebischer e Tagliavini hanno fatto questa ipotesi.

> Potrebbe essere un normale suffisso di epoca romana

"Pre-romana" dice il Tagliavini: -enc-.

Bepe


drago

unread,
Dec 29, 2006, 3:03:15 AM12/29/06
to
"Ered Luin" <rap...@tin.it> ha scritto nel messaggio:

>
> Altrimenti, escluso possano essere tutte corruzioni di suffissi
> preesistenti, a chi li associ? Ai Goti?
> Qual č l'areale di insediamento goto pių certo? Io credo se ne possa dire

> poco.
> Comunque i prediali in -engo con nomi goti esistono, anche se in
> proporzione
> molto minore.


I Goti erano molto pochi in numero e furono assorbiti.
Se avete "L'origine delle lingue neolatine" del Tagliavini, i riferimenti
agli -engo gotici sono a pag. 290, i riferimenti a quelli longiobardi sono a
pag. 296.
Ciao,
Bepe


Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 3:53:55 AM12/29/06
to

"drago" <dr...@tiscali.net> ha scritto nel messaggio
news:7Z3lh.93957$Fk1.4...@twister2.libero.it...

> "Ered Luin" <rap...@tin.it> ha scritto nel messaggio:
> >
> > Altrimenti, escluso possano essere tutte corruzioni di suffissi
> > preesistenti, a chi li associ? Ai Goti?
> > Qual è l'areale di insediamento goto più certo? Io credo se ne possa

dire
> > poco.
> > Comunque i prediali in -engo con nomi goti esistono, anche se in
> > proporzione
> > molto minore.
>
>
> I Goti erano molto pochi in numero e furono assorbiti.

Infatti. Per quello dico che se ne può dire poco.
So per certo per esempio che nella cattedrale di Torcello, sul pavimento
rifatto in epoca bizantina c'è il nome di un dignitario goto (e ce n'è pure
di uno armeno..).
E siamo nella laguna veneta...
E.L.


Metal_Lord

unread,
Dec 29, 2006, 4:13:20 AM12/29/06
to
"Ered Luin" <rap...@tin.it> wrote in
news:4594d741$0$16149$4faf...@reader3.news.tin.it:

> Infatti. Per quello dico che se ne può dire poco.
> So per certo per esempio che nella cattedrale di Torcello, sul
> pavimento rifatto in epoca bizantina c'è il nome di un dignitario goto
> (e ce n'è pure di uno armeno..).
> E siamo nella laguna veneta...
> E.L.

Sto leggendo un libro sui Barbari, l'argomento trattato è proprio quello
del "riposizionamento" forzato o meno delle popolazioni che premevano sui
confini dell'impero: sotto un po' tutti gli imperatori gruppi di barbari
venivano "deportati" in zone dell'impero con assegnazioni di terreno,
oppure, se erano adatti, venivano arruolati. Tanto per fare un esempio, c'è
un'epigrafe del 208 ritrovata a Motha, in Arabia, che commemora "Guththa,
figlio di Ermanario... ...stanziato nella provincia di Motha", l'etimologia
dei nomi è di origine gotica. Oppure si parla dei Sarmati che furono
inviati in Britannia (alcune migliaia). O anche l'epigrafe del soldato
Maris ibn-Qasith, appartenente ad un reggimento di cavalleria morto a
cinquanta anni in Germania. Quanto emerge dalla lettura è che sia le sempre
più frequenti "invasioni" (così erano viste, anche se molti si stanziavano
in regione semi-deserte) sia le deportazioni, ma anche le "inclusioni"
all'interno dell'impero e a volte dei ranghi politici e militari fossero
cose praticamente normali.

Maurizio Pistone

unread,
Dec 29, 2006, 4:16:37 AM12/29/06
to
Ered Luin <rap...@tin.it> wrote:

> Qual č l'areale di insediamento goto pių certo? Io credo se ne possa dire
> poco.

i Goti, da quel che ho capito, rappresentavano l'aristocrazia militare,
ma non modificarono sensibilmente il preesistente sistema della
proprietā terriera. In questo senso, non ebbero una vera e propria area
adi insediamento.

Maurizio Pistone

unread,
Dec 29, 2006, 4:16:37 AM12/29/06
to
Ered Luin <rap...@tin.it> wrote:

> So per certo per esempio che nella cattedrale di Torcello, sul pavimento
> rifatto in epoca bizantina c'è il nome di un dignitario goto (e ce n'è pure
> di uno armeno..).
> E siamo nella laguna veneta...

appunto. A quell'epoca l'unità dello stato romano era ancora preservata.
È con i Longobardi che si creò una frammentazione regionale, e la laguna
veneta rimase sotto nominale sovranità bizantina.

Maurizio Pistone

unread,
Dec 29, 2006, 4:21:32 AM12/29/06
to
Metal_Lord <metal...@startrekitalia.com> wrote:

> Sto leggendo un libro sui Barbari, l'argomento trattato è proprio quello
> del "riposizionamento" forzato o meno delle popolazioni che premevano sui
> confini dell'impero: sotto un po' tutti gli imperatori gruppi di barbari
> venivano "deportati" in zone dell'impero con assegnazioni di terreno,
> oppure, se erano adatti, venivano arruolati. Tanto per fare un esempio, c'è
> un'epigrafe del 208 ritrovata a Motha, in Arabia, che commemora "Guththa,
> figlio di Ermanario... ...stanziato nella provincia di Motha", l'etimologia
> dei nomi è di origine gotica. Oppure si parla dei Sarmati che furono
> inviati in Britannia (alcune migliaia). O anche l'epigrafe del soldato
> Maris ibn-Qasith, appartenente ad un reggimento di cavalleria morto a
> cinquanta anni in Germania. Quanto emerge dalla lettura è che sia le sempre
> più frequenti "invasioni" (così erano viste, anche se molti si stanziavano
> in regione semi-deserte) sia le deportazioni, ma anche le "inclusioni"
> all'interno dell'impero e a volte dei ranghi politici e militari fossero
> cose praticamente normali.

a che epoca appartengono questi documenti? Sicuramente l'impero romano
era caratterizzato da un fortissimo rimescolamento etnico, attuato per
lo più attraverso il servizio militare. La cosa cambiò quando si accettò
di arruolare come foederati gruppi omogenei, che conservavano le loro
modalità di combattimento, i loro capi ecc.

Metal_Lord

unread,
Dec 29, 2006, 4:28:00 AM12/29/06
to
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone) wrote in
news:1hr3r9r.yiyw7q1xwhhhdN%scri...@mauriziopistone.it:

> a che epoca appartengono questi documenti? Sicuramente l'impero romano
> era caratterizzato da un fortissimo rimescolamento etnico, attuato per
> lo più attraverso il servizio militare. La cosa cambiò quando si
> accettò di arruolare come foederati gruppi omogenei, che conservavano
> le loro modalità di combattimento, i loro capi ecc.

Non siamo ancora ai foederati, ma prima. L'epigrafe è del 208, il soldato
arabo è di epoca Antonina, i Sarmati sono nel periodo di Marco Aurelio
(vengono descritti da Cassio Dione). Finora la maggior parte di chi veniva
arruolato veniva usato per rimpolpare un minimo i ranghi, anche se ci sono
già denominazioni etniche di alcune unità dell'esercito (ad esempio il
numerus equitum Sarmatarum, 238-240).

Maurizio Pistone

unread,
Dec 29, 2006, 6:28:54 AM12/29/06
to
Metal_Lord <metal...@startrekitalia.com> wrote:

> Finora la maggior parte di chi veniva
> arruolato veniva usato per rimpolpare un minimo i ranghi, anche se ci sono
> già denominazioni etniche di alcune unità dell'esercito (ad esempio il
> numerus equitum Sarmatarum, 238-240).

l'uso di reparti speciali di auxiliarii con armamento legato all'origine
etnica era molto antico (frombolieri balearici, cavalieri numidi ecc.).
Penso però che in età repubblicana anche questi soldati fossero più o
meno completamente romanizzati nel corso del servizio militare. La
concessione della cittadinanza, che rappresentava il premio più ambito
al momento del congedo, comportava l'acquisizione di un nome romano e di
abitudini romane. Non mi risulta che le concessioni di terre ai veterani
portassero alla formazione di gruppi etnicamente omogenei.

Metal_Lord

unread,
Dec 29, 2006, 6:35:37 AM12/29/06
to
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone) wrote in
news:1hr3wee.fohlsbjqk726N%scri...@mauriziopistone.it:

> l'uso di reparti speciali di auxiliarii con armamento legato
> all'origine etnica era molto antico (frombolieri balearici, cavalieri
> numidi ecc.). Penso però che in età repubblicana anche questi soldati
> fossero più o meno completamente romanizzati nel corso del servizio
> militare. La concessione della cittadinanza, che rappresentava il
> premio più ambito al momento del congedo, comportava l'acquisizione di
> un nome romano e di abitudini romane.

Si, vengono riportati infatti molti soldati con nome Aurelio.

> Non mi risulta che le concessioni di terre ai veterani portassero alla
> formazione di gruppi etnicamente omogenei.

Non intendevo concessioni di terre ai veterani, ma concessioni di terre a
gruppi di "barbari" che le chiedevano (ci sono molti esempio sotto i figli
di Costantino e sotto Giuliano), offrendo tributi o reclute.

Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 7:07:41 AM12/29/06
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1hr3wee.fohlsbjqk726N%scri...@mauriziopistone.it...

> Metal_Lord <metal...@startrekitalia.com> wrote:
>
>
> l'uso di reparti speciali di auxiliarii con armamento legato all'origine
> etnica era molto antico (frombolieri balearici, cavalieri numidi ecc.).
> Penso però che in età repubblicana anche questi soldati fossero più o
> meno completamente romanizzati nel corso del servizio militare. La
> concessione della cittadinanza, che rappresentava il premio più ambito
> al momento del congedo, comportava l'acquisizione di un nome romano e di
> abitudini romane. Non mi risulta che le concessioni di terre ai veterani
> portassero alla formazione di gruppi etnicamente omogenei.


Walter Pohl tra le altre butta là che l'origine dei Franchi (che integrano e
superano i vari Usipeti, Tencteri e altri di cesariana memoria) vada cercata
in ausiliari germanici tornati a casa oltre confine: insomma, i Franchi
quando partono per la Galli erano già abbondantemente "romani", a un livello
ben più profondo di quanto normalmente si intende.

Secondo lui lo stesso "Salii" potrebbe rimandaree all'omonimo collegio
romano. E l'origine della lex Salica...
Quando finirò il libro, riferisco.
E.L.


Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 7:08:03 AM12/29/06
to

"Metal_Lord" <metal...@startrekitalia.com> ha scritto nel messaggio
news:Xns98A867FF542FEm...@195.31.190.161...

>
> Sto leggendo un libro sui Barbari,


Quale?
E.L.


Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 7:10:39 AM12/29/06
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1hr3qiv.u0k1mv13kz0g7N%scri...@mauriziopistone.it...
> Ered Luin <rap...@tin.it> wrote:
>
> > Qual è l'areale di insediamento goto più certo? Io credo se ne possa

dire
> > poco.
>
> i Goti, da quel che ho capito, rappresentavano l'aristocrazia militare,
> ma non modificarono sensibilmente il preesistente sistema della
> proprietà terriera. In questo senso, non ebbero una vera e propria area
> adi insediamento.


Concordo.
Ragione in più per vedere i prediali in -engo, quando non sospetti di
nascondere suffissi pre-romani, di origine longobarda.
No?
E.L.


Giovanni Drogo

unread,
Dec 29, 2006, 7:14:34 AM12/29/06
to
On Fri, 29 Dec 2006, drago wrote:

> Se avete "L'origine delle lingue neolatine" del Tagliavini, i riferimenti
> agli -engo gotici sono a pag. 290, i riferimenti a quelli longiobardi sono a
> pag. 296.

dice anche qualcosa sulla distribuzione geografica di tali toponimi ?
Finora abbiamo citato la Lombardia orientale (ma non occidentale) e il
Piemonte (quale parte ?)

E sui toponimi tedeschi in -ing e -ingen nessuno sa nulla ?

Righel

unread,
Dec 29, 2006, 7:20:44 AM12/29/06
to
Ci scrive *Maurizio Pistone* :

> ...


> a che epoca appartengono questi documenti?

Ce n'č per tutti i gusti.
Nel 181 a.C. il console Bebio provvide a deportare nella zona di Circello
(Benevento) un'intera tribů di Liguri che da lui prese il nome di Liguri
Bebiani.
Costoro si integrarono rapidamente con le popolazioni osco-sannite (Pentri o
Caudini, credo) del luogo.
E l'impero romano era ancora molto lontano da venire.

--
Righel (e-m in "Reply To")
_________________________
http://digilander.libero.it/Righel40/
http://digilander.libero.it/F.I.S.A/


Metal_Lord

unread,
Dec 29, 2006, 7:36:44 AM12/29/06
to
"Ered Luin" <rap...@tin.it> wrote in
news:459504c1$0$22396$4faf...@reader2.news.tin.it:

>> Sto leggendo un libro sui Barbari,
> Quale?
> E.L.

http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&isbn=8842080829

drago

unread,
Dec 29, 2006, 8:00:12 AM12/29/06
to
"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto:

>
> appunto. A quell'epoca l'unità dello stato romano era ancora preservata.
> È con i Longobardi che si creò una frammentazione regionale, e la laguna
> veneta rimase sotto nominale sovranità bizantina.


Nell'area bizantina non si diffuse la dittongazione gallo-romanza delle "e"
ed "o" brevi latine. Quando i bizantini lasciarono, la chiusura dei
dittonghi galloromanzi riavvicinò le 2 aree, sia pur con esiti vocalici
leggermente diverse.
La differenza adesso è residuale nell'Emiliano-romagnolo.
Bepe


Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 9:15:06 AM12/29/06
to

"Righel" <fun.ru...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:MJ7lh.10086$AA....@tornado.fastwebnet.it...

>
> Ce n'č per tutti i gusti.
> Nel 181 a.C. il console Bebio provvide a deportare nella zona di Circello
> (Benevento) un'intera tribů di Liguri che da lui prese il nome di Liguri
> Bebiani.
> Costoro si integrarono rapidamente con le popolazioni osco-sannite (Pentri
o
> Caudini, credo) del luogo.
> E l'impero romano era ancora molto lontano da venire.


E allora vogliamo parlare dei milesii trasferiti da Serse sulle rive del Mar
Rosso?
;)


Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 9:15:49 AM12/29/06
to

"Metal_Lord" <metal...@startrekitalia.com> ha scritto nel messaggio
news:Xns98A88A7B9C86Em...@195.31.190.161...
>
>
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&isbn=8842080829

L'avevo adocchiato.
Impressioni?

Roba detta e ridetta o qualche contributo nuovo e originale?
E.L.


Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 9:16:36 AM12/29/06
to

"drago" <dr...@tiscali.net> ha scritto nel messaggio
news:wj8lh.93409$uv5.1...@twister1.libero.it...

>
> Nell'area bizantina non si diffuse la dittongazione gallo-romanza delle
"e"
> ed "o" brevi latine. Quando i bizantini lasciarono, la chiusura dei
> dittonghi galloromanzi riavvicinò le 2 aree, sia pur con esiti vocalici
> leggermente diverse.
> La differenza adesso è residuale nell'Emiliano-romagnolo.


Ma non stava parlando di questo.
E.L.


Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 9:33:32 AM12/29/06
to

"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> ha scritto nel messaggio
news:Pine.LNX.4.61.06...@cbfrvqba.ynzoengr.vans.vg...

> On Fri, 29 Dec 2006, drago wrote:
>
> > Se avete "L'origine delle lingue neolatine" del Tagliavini, i
riferimenti
> > agli -engo gotici sono a pag. 290, i riferimenti a quelli longiobardi
sono a
> > pag. 296.
>
> dice anche qualcosa sulla distribuzione geografica di tali toponimi ?
> Finora abbiamo citato la Lombardia orientale (ma non occidentale) e il
> Piemonte (quale parte ?)

Rohlfs dice particolarmente a est/nord-est di Torino, tra Cremona e Bergamo,
non a ovest del Garda, non a sud del Po.
Tagliavini nulla dice di esplicito ma rimanda ad altri testi (che peraltro,
saranno ormai sorpassati?)
Castellani: non parla.

Altri nun zo.

Cmq anche se come suffisso sembra più legato ai longobardi, secondo me è da
considerare genericamente germanico e si deve essere sovrapposto in alcune
zone ai Goti.
I Goti, per quanto élite diffusa, avranno comuque avuto delle zone a
concentrazione leggermente maggiore?
"Cottolengo" sarà goto o longobardo?
Mentre Battolengo è sicuramente goto.
Ma il suffissso è lo stesso di Alberengo, longobardo.
Quindi secondo me alla fin fine -engo e genericamente germanico (quanto non
camuffa suffissi preromani): se longobardo o goto va valutato caso per caso.

E non dimentichiamo i prediali misti, latino-germanici, più complessi da
valutare, come Martinengo.

E.L.

Però i goti erano pochi, quindi anche se usavano lo stesso tipo di prediale
dei longobardi, 'sto prediale in -engo lo troviamo associato sorattutto ai
longobardi perchè i goti..erano pochi.

da qualche parte si saranno insediati.

Ered Luin

unread,
Dec 29, 2006, 9:34:27 AM12/29/06
to

"Ered Luin" <rap...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:4595055c$0$22393$4faf...@reader2.news.tin.it...

>
> Concordo.
> Ragione in più per vedere i prediali in -engo, quando non sospetti di
> nascondere suffissi pre-romani, di origine longobarda.
> No?
> E.L.


Mi sono un po' ricreduto, vedi la risposta delle 15:33

E.L.


Metal_Lord

unread,
Dec 29, 2006, 9:45:30 AM12/29/06
to
"Ered Luin" <rap...@tin.it> wrote in
news:459522b2$0$22382$4faf...@reader2.news.tin.it:

>> http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&isbn=884208
>> 0829

>> L'avevo adocchiato.
>> Impressioni?
> Roba detta e ridetta o qualche contributo nuovo e originale?

Più che altro roba detta, ma potrei anche sbagliarmi (mi sto documentando
solo ora sull'argomento, e son partito con questo [l'autore lo conosco
bene, ho letto altri libri, è stato il mio relatore]), cerca di dare ordine
tra materiale documentario e storiografia presente, con spiegazione
sistematica e divisa per periodi, in modo graduale, con qualche contributo
originale. Per ora (sono circa a metà), lo reputo un buon libro,
interessante, ben scritto e ben documentato (ampia bibliografia), unica
cosa un po' scomoda sono le note a fondo volume, ma è comprensibile, visto
che mediamente sono note molto ampie e che sarebbe stato difficile
sistemare a fondo pagina.

Tra l'altro oggi ho comprato, quasi per caso:
www.365bookmark.it/scheda_libro.lasso?codice_prodotto=20050314114726592046

Maurizio Pistone

unread,
Dec 29, 2006, 11:24:03 AM12/29/06
to
drago <dr...@tiscali.net> wrote:

> Nell'area bizantina non si diffuse la dittongazione gallo-romanza delle "e"
> ed "o" brevi latine

intendi il cd. dittongo mobile di piede e buono? Mi risulta che sia un
fenomeno tipicamente toscano, anzi, limitato ad una ristretta porzione
della Toscana - il che spiega l'irregolaritą dell'esito.

drago

unread,
Dec 29, 2006, 12:02:43 PM12/29/06
to
"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto:
>
> intendi il cd. dittongo mobile di piede e buono? Mi risulta che sia un
> fenomeno tipicamente toscano, anzi, limitato ad una ristretta porzione
> della Toscana - il che spiega l'irregolarità dell'esito.


In realtà è molto più complessa, come riferimento si può vedere : Schürr,
"La diphtongaison romane", riportato nella Tesi di Hull.
In Friuli abbiamo ancora adesso "muorts".
Bepe


ADPUF

unread,
Dec 29, 2006, 5:55:43 PM12/29/06
to
Maurizio Pistone wrote:
> Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> wrote:
>
>>... qualcuno sa qualcosa dei nomi in -engo diffusi tipicamente nella
>>bassa bergamasco-bresciana (Morengo Vidalengo Martinengo Pumenengo ...) ?
>
> in Piemonte ce n'è un sacco e una sporta:
>
> Aramengo


Quel famoso paese dove si manda le persone cui si vuole bene?


> Barengo
> Bollengo
> Bosco Marengo
> Cellarengo
> Moransengo
> Murisengo
> Scurzolengo
> Tonengo


Anche Pertengo, che è pure un verbo.


--
º¿º

mas...@tiscali.it

unread,
Dec 29, 2006, 8:15:27 PM12/29/06
to

ADPUF ha scritto:

> > Aramengo
> Quel famoso paese dove si manda le persone cui si vuole bene?
> > Barengo
> > Bollengo
> > Bosco Marengo
> > Cellarengo
> > Moransengo
> > Murisengo
> > Scurzolengo
> > Tonengo
>
>

... e Pettinengo, Valdengo, Castellengo, Brusnengo ...
Non mi aspettavo che il dubbio se Altàre suonasse così solo perchè
ha un significato evidente, mentre tutti i paesi che lo circandano
terminano in "are" ma con accento sulla prima sillaba, provocasse tante
note su i toponimi in "engo". Ora ne attendo anche su quelli che
terminano in "ate".
Auguri di buon anno a tutti.

Karla

unread,
Dec 30, 2006, 6:21:31 AM12/30/06
to
ADPUF ha scritto:

> Maurizio Pistone wrote:
>> Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> wrote:
>>
>>> ... qualcuno sa qualcosa dei nomi in -engo diffusi tipicamente nella
>>> bassa bergamasco-bresciana (Morengo Vidalengo Martinengo Pumenengo
>>> ...) ?
>>
>> in Piemonte ce n'è un sacco e una sporta:
>>
>> Aramengo
>
>
> Quel famoso paese dove si manda le persone cui si vuole bene?

Ramengo è variante dialettale di ramingo (dal provenzale antico
ramenc, che va di ramo in ramo) e non c'entra niente con Aramengo,
attestato nel 1164 come Aramengus, probabilmente un personale germanico.

k

Cingar

unread,
Jan 1, 2007, 12:59:38 PM1/1/07
to
mas...@tiscali.it ha scritto:
> Nel retroterra di Savona c'è Màllare, Pàllare, Càrcare e nella
> stessa zona Altàre: perchè questa anomalia?

Nella mia cucina c'è un tàvolo, un mèstolo e un càvolo, però c'è
pure una patàta: dici che è un'anomalia?

--
Cingar

mas...@tiscali.it

unread,
Jan 1, 2007, 8:08:11 PM1/1/07
to

Cingar ha scritto:

No, ma se tra Carugàte, Linàte, Belgiràte trovo Tràdate oppure
tra Bassàno, Caltràno, Maràno trovo Rùbano (cito a caso) mi sorge
il sospetto che qualcosa non quadri.

mas...@tiscali.it

unread,
Jan 1, 2007, 8:16:25 PM1/1/07
to

mas...@tiscali.it ha scritto:

> Cingar ha scritto:
>
> > mas...@tiscali.it ha scritto:
> > > Nel retroterra di Savona c'è Màllare, Pàllare, Càrcare e nella
> > > stessa zona Altàre: perchè questa anomalia?
> >
> > Nella mia cucina c'è un tàvolo, un mèstolo e un càvolo, però c'è
> > pure una patàta: dici che è un'anomalia?
> >
> > --
> > Cingar

Se è una patàta no, ma se fosse un improbabile broccòlo sì.

Giovanni Drogo

unread,
Jan 2, 2007, 5:40:48 AM1/2/07
to
On Fri, 29 Dec 2006, Ered Luin wrote:

[... toponimi in -engo]

> > dice anche qualcosa sulla distribuzione geografica di tali toponimi ?
> > Finora abbiamo citato la Lombardia orientale (ma non occidentale) e il
> > Piemonte (quale parte ?)
>
> Rohlfs dice particolarmente a est/nord-est di Torino, tra Cremona e Bergamo,
> non a ovest del Garda, non a sud del Po.

E' curiosa l'assenza dell'area "milanese" (o lombardo-occidentale)

> Tagliavini nulla dice di esplicito ma rimanda ad altri testi (che peraltro,
> saranno ormai sorpassati?)

dubito che in materia di toponimi o dialetti si possano considerare
sorpassati antichi testi. Semmai essi registrano nomi e usi che sono
ormai scomparsi, ma ne sono un prezioso documento.

> Mentre Battolengo č sicuramente goto.
> Ma il suffissso č lo stesso di Alberengo, longobardo.
> E non dimentichiamo i prediali misti, latino-germanici, piů complessi da
> valutare, come Martinengo.

Perche' Martinengo sarebbe latineggiante e Alberengo no ?

Ripeto anche la mia precedente domanda

Giovanni Drogo

unread,
Jan 2, 2007, 5:45:44 AM1/2/07
to
On Sat, 29 Dec 2006, mas...@tiscali.it wrote:

> note su i toponimi in "engo". Ora ne attendo anche su quelli che
> terminano in "ate".

Mah, su quelli in -ate ho sempre sentito "nome di luogo vicino a un
corso d'acqua". Non capendo bene perche' un posto vicino a un corso
d'acqua dovesse avere un suffisso particolare, se non per prendere il
nome del corso stesso (Lambrate si' dal fiume Lambro, ma Gallarate o
Carnate Usmate Velate no) ... finche' mi fu fatta notare l'affinita' col
gaelico "atha" (guado, come in Baile Atha Cliath, Athlone etc. etc.),
quindi "vicino a un corso d'acqua" nel senso di "guado" che non
necessariamente prende il nome dal corso stesso, ma magari da altre
caratteristiche ... insomma, qui "Oxford" (il guado del bue) sarebbe
"Boiate" :-)

Karla

unread,
Jan 2, 2007, 8:12:54 AM1/2/07
to
Giovanni Drogo ha scritto:

> Mah, su quelli in -ate ho sempre sentito "nome di luogo vicino a un
> corso d'acqua". Non capendo bene perche' un posto vicino a un corso
> d'acqua dovesse avere un suffisso particolare, se non per prendere il
> nome del corso stesso (Lambrate si' dal fiume Lambro, ma Gallarate o
> Carnate Usmate Velate no) ... finche' mi fu fatta notare l'affinita' col
> gaelico "atha" (guado, come in Baile Atha Cliath, Athlone etc. etc.),
> quindi "vicino a un corso d'acqua" nel senso di "guado" che non
> necessariamente prende il nome dal corso stesso, ma magari da altre
> caratteristiche ...

Il suffisso -ate esisteva nel latino e nell'italiano antico, aitate
-età, citate-città ecc., e si è conservato al Sud anche in altre forme.

Era/è comune nell'Italia centrale per indicare nomi di abitanti,
arpinate, urbinate ecc.

I toponimi in -ate possono derivare da nomi di fiumi, ma anche da altre
caratteristiche del luogo, da appellativi comuni e da personali, come
Gallarate da Galerius (attestato da iscrizioni lombarde), Carnate da
Carnius o Carnus, Usmate da Auximus (Velate non so).


"Boiate" :-)

Non vorrei dire una tavan-ata, ma questo è in -ata e viene dal femm.
degli aggettivi in -atus. :-))

k


Giovanni Drogo

unread,
Jan 2, 2007, 8:56:38 AM1/2/07
to
On Tue, 2 Jan 2007, Karla wrote:
> Giovanni Drogo ha scritto:
>
> > Mah, su quelli in -ate ho sempre sentito "nome di luogo vicino a un corso
> > d'acqua".

> Il suffisso -ate esisteva nel latino e nell'italiano antico, aitate -età,


> citate-città ecc., e si è conservato al Sud anche in altre forme.

piu' che un suffisso questo mi pare una desinenza (dal latino -as o
-tas, aetas, civitas), e non ha che fare con i toponimi

> Era/è comune nell'Italia centrale per indicare nomi di abitanti, arpinate,
> urbinate ecc.

Questi saranno semmai toponimici (si puo' dire cosi' per indicare
"abitanti di"), non toponimi (che sono Arpino, Urbino)

> I toponimi in -ate possono derivare da nomi di fiumi, ma anche da altre
> caratteristiche del luogo, da appellativi comuni e da personali, come
> Gallarate da Galerius (attestato da iscrizioni lombarde), Carnate da Carnius o
> Carnus, Usmate da Auximus (Velate non so).

Io NON HO MAI detto che i "toponimi in -ate derivino da nomi di fiumi"
e questo non lo hanno mai detto nemmeno le fonti che citavo (che ora
non sono in grado di citare in dettaglio, ma credo fossero almeno un
Codara e un Colombo sui toponimi milanesi letti alcuni decenni fa),
bensi' loro parlavano di "luogo vicino a un corso d'acqua" ... e quelli
che citavo erano nomi in -ate che NON derivano da nomi di fiumi (come
invece Lambrate, Seriate o Brembate). Gallarate potrebbe benissimo
essere "il guado di Galerio" o Capriate "il guado delle capre".

> "Boiate" :-)
> Non vorrei dire una tavan-ata, ma questo è in -ata e viene dal femm. degli
> aggettivi in -atus. :-))

Non parlavo della parola esistente "boiata" ma di un ipotetico toponimo
che traducesse l'inglese Oxford (Boiate o Bovate), cosi' come un
ipotetico Goatford potrebbe tradurre Capriate :-)

Karla

unread,
Jan 2, 2007, 11:21:14 AM1/2/07
to
Giovanni Drogo ha scritto:


> Io NON HO MAI detto che i "toponimi in -ate derivino da nomi di fiumi"
> e questo non lo hanno mai detto nemmeno le fonti che citavo (che ora
> non sono in grado di citare in dettaglio, ma credo fossero almeno un
> Codara e un Colombo sui toponimi milanesi letti alcuni decenni fa),
> bensi' loro parlavano di "luogo vicino a un corso d'acqua" ... e quelli
> che citavo erano nomi in -ate che NON derivano da nomi di fiumi (come
> invece Lambrate, Seriate o Brembate). Gallarate potrebbe benissimo
> essere "il guado di Galerio" o Capriate "il guado delle capre".

Non saprei.
Bisognerebbe dimostrare l'origine di -ate dal gaelico "atha" guado.
Studiosi di filologia come Gasca Queirazza e altri non vedono questo
collegamento che invece è evidente nel celtico -rito, guado. Come
Anderitum (Niort Aude) grande guado, Novoritum (Niort Deux Sèvres) nuovo
guado, Augustoritum (Limoges) guado di Augusto.
Però è strano che questi toponimi in -ate siano tanto comuni solo in
Lombardia.


>> "Boiate" :-)
>> Non vorrei dire una tavan-ata, ma questo è in -ata e viene dal femm. degli
>> aggettivi in -atus. :-))
>
> Non parlavo della parola esistente "boiata" ma di un ipotetico toponimo
> che traducesse l'inglese Oxford (Boiate o Bovate), cosi' come un
> ipotetico Goatford potrebbe tradurre Capriate :-)

Mi scuso per mia infelice spiritosaggine di considerare "boiate",
ipotetico guado del bue, come un plurale di un nome in -ata: boiata,
appunto! :-))

k

Ered Luin

unread,
Jan 2, 2007, 11:34:00 AM1/2/07
to

"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> ha scritto nel messaggio
news:Pine.LNX.4.61.07...@cbfrvqba.ynzoengr.vans.vg...

>
> E' curiosa l'assenza dell'area "milanese" (o lombardo-occidentale)

Ma il milanese sarà stato così longobardo?
Il lago di Como e varese? e la stessa milano, fino a che punto?
La persistenza del rito ambrosiano non potrebbe indicare un forte senso di
continuità "romana" che andava oltre i longobardi?


> > Tagliavini nulla dice di esplicito ma rimanda ad altri testi (che
peraltro,
> > saranno ormai sorpassati?)
>
> dubito che in materia di toponimi o dialetti si possano considerare
> sorpassati antichi testi. Semmai essi registrano nomi e usi che sono
> ormai scomparsi, ma ne sono un prezioso documento.

Beh, non tanto i nomi in sé ma le spiegazioni che se ne danno possono subire
variazioni come qualsiasi altro argomento toponomastico.
Ammetto però il caso specifico ammetto non dovrebbe essere quello più
soggetto a grossi stravolgimenti interpretativi.

> > Mentre Battolengo è sicuramente goto.
> > Ma il suffissso è lo stesso di Alberengo, longobardo.
> > E non dimentichiamo i prediali misti, latino-germanici, più complessi da


> > valutare, come Martinengo.
>
> Perche' Martinengo sarebbe latineggiante e Alberengo no ?

Martinengo <* Martinus (nome latino)
Albarengo <* Albhari (longobardo)

Il primo caso indica longobardi che hanno ormai assunto nomi latini?
E' una longobardizzazione di un prediale pre-longobardo a opera di
popolazioni magari nemmeno longobarde e per i più svariati motivi?
Vattelapesca.


E.L.


Giovanni Drogo

unread,
Jan 2, 2007, 1:14:14 PM1/2/07
to
On Tue, 2 Jan 2007, Ered Luin wrote:

> > E' curiosa l'assenza dell'area "milanese" (o lombardo-occidentale)
>
> Ma il milanese sarà stato così longobardo?
> Il lago di Como e varese? e la stessa milano, fino a che punto?
> La persistenza del rito ambrosiano non potrebbe indicare un forte senso di
> continuità "romana" che andava oltre i longobardi?

Beh a Monza vicinissimo a Milano c'era la regina Teodolinda (e tuttora
nel Duomo c'e' un importante tesoro longobardo - e' vero pero' che
Monza e' un isola di rito romano nella diocesi ambrosiana). Castelseprio
nel Varesotto era un insediamento di epoca longobarda. A Milano il
Cordusio era la "curia ducis" del duca longobardo ... inoltre gli
arcivescovi erano scappati a Genova durante i 70 anni della c.d.
"cattivita' babilonese" del dominio longobardo).

In ogni caso, longobardi o meno, il buco degli "engo" tra Ticino (o
Sesia ?) e Adda e' stran

> > Perche' Martinengo sarebbe latineggiante e Alberengo no ?
>
> Martinengo <* Martinus (nome latino)
> Albarengo <* Albhari (longobardo)

Pensavo da arbor - albero ... o da "albAra" che e' una forma
dialettale per non so quale pianta, credo il pioppo (usata in toponimi
come Albaredo, Albarotto ecc.)

ADPUF

unread,
Jan 2, 2007, 5:20:59 PM1/2/07
to


Io conosco "muàrt" (morto), cuàrp (corpo), stuàrt (storto), ecc.

Per la E, ci sarebbe "piês" (peggio), pièl (pelle), bièl
(bello), ecc.


--
º¿º

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