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Imparare il cinese: quanto tempo serve?

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Paolo

unread,
Mar 1, 2002, 7:56:21 AM3/1/02
to
Stavo pensando di andare a fare un corso di mandarino direttamente a
Pechino. Partendo da zero, 4 mesi ( 20 ore a settimana) possono
bastare per imparare a parlare? So che per scrivere e leggere non c'č
speranza e so anche che quello che mi interessa non č parlarlo alla
perfezione. Vorrei insomma saper affrontare una normale conversazione
quotidiana. Ho qche speranza?

grazie.

--Paolo

Nicola Nobili

unread,
Mar 1, 2002, 11:17:16 AM3/1/02
to
Paolo

> Stavo pensando di andare a fare un corso di mandarino direttamente a
> Pechino. Partendo da zero, 4 mesi ( 20 ore a settimana) possono
> bastare per imparare a parlare?

Complimenti, hai del coraggio. Difficile rispondere con esattezza alla
tua domanda. Ovviamente, c'è una lunga serie di variabili da tenere in
considerazione (a Pechino trovi anche gente che sa l'inglese, chi frequenti
al di fuori delle lezioni, etc.). C'è anche da dire che nessun corso,
evidentemente, curerà SOLO la lingua parlata, un minimo di tempo sui
caratteri dovrai spenderlo.

> Vorrei insomma saper affrontare una normale conversazione
> quotidiana. Ho qche speranza?

"Normale conversazione" mi sembra un obiettivo ambizioso, in quattro
mesi, in una lingua tanto diversa dalla tua. Tieni conto che dovrai
memorizzare ogni parola, ogni sostantivo, e che per un bel po' non sarai in
grado di indovinare il significato di una nuova parola senza guardare sul
vocabolario (e che per usare il vocabolario dovrai comunque conoscere i
caratteri... è un cane che si morde la coda!).
Se userai al meglio il tempo a tua disposizione, potrai fare un bel
passo avanti, avere le basi per il futuro, conversare a livello
semplificato, elementare, di argomenti di uso comune. Non sarai in grado di
leggere il giornale o comprendere la televisione cinese. Piú preciso, non
saprei essere.
Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]


Pierpaolo BERNARDI

unread,
Mar 1, 2002, 7:41:26 PM3/1/02
to

"Paolo" <pf...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:phuu7u83ebqdhmr29...@4ax.com...

> Stavo pensando di andare a fare un corso di mandarino direttamente a
> Pechino. Partendo da zero, 4 mesi ( 20 ore a settimana) possono
> bastare per imparare a parlare?

Non lo so. (finita la sezione risposte).

Hai già fatto una stima di quanto ti costerebbe il tutto?
se sì, ce la dici?

Ciao
Pierpaolo (invidioso pure io)

Paolo

unread,
Mar 2, 2002, 2:55:19 AM3/2/02
to

E' questo il problema: diciamo che per un corso di 15 settimane a
PEchino chiedono dai 3000 dollari in su (alloggio compreso, volo
escluso). Non è poco, soprattutto se alla fine mi dovessi trovare in
condizione di saper solo ordinare un caffè...Insomma, ho una gran
paura di sbattere via tempo e soldi!

ciao!

--Paolo

Manetti Fabio

unread,
Mar 2, 2002, 10:02:37 AM3/2/02
to
> E' questo il problema: diciamo che per un corso di 15 settimane a
> PEchino chiedono dai 3000 dollari in su (alloggio compreso, volo
> escluso). Non č poco, soprattutto se alla fine mi dovessi trovare in
> condizione di saper solo ordinare un caffč...Insomma, ho una gran

> paura di sbattere via tempo e soldi!

La domanda che devi farti č: a me come serve imparare il cinese? Lo
necessito per lavoro o per "cultura"/piacere personale? E in questo caso,
cosa ti interessa in particolare? Poter ordinare un caffč o leggerti un
quotidiano intero? Prova a valutare un po' queste cose. Io posso solo dirti
che imparare un'altra lingua non č mai tempo perso. Oltre a questo, non so.

Saluti
Fabio


Giorgio Busatto

unread,
Mar 2, 2002, 10:27:14 AM3/2/02
to
>>
>E' questo il problema: diciamo che per un corso di 15 settimane a
>PEchino chiedono dai 3000 dollari in su (alloggio compreso, volo
>escluso). Non č poco, soprattutto se alla fine mi dovessi trovare in
>condizione di saper solo ordinare un caffč...Insomma, ho una gran

>paura di sbattere via tempo e soldi!
>
>ciao!
>
Perche' non fai prima un corso in Italia. Con tutti gli immigrati che
ci sono le possibilita` di fare esercizio non ti mancheranno.

Poi, quando avrai gia` una base abbastanza buona, potrai decidere
se fare un corso di perfezionamento a Pechino.

Per come me lo presenti e` uno di quei corsi dove parti pieno di entusiasmo,
ma se poi le difficolta` si rivelano troppo grandi (e` una lingua e una
cultura molto distante), finisci per aspettare solo il momento in cui
tornerai a casa. Considera che c'e` gente che ha simili problemi quando va a
studiare l'Inglese in Inghilterra, anche se l'ha studiato gia` un po' in
Italia.

Io ci penserei bene prima

Pierpaolo BERNARDI

unread,
Mar 2, 2002, 11:33:21 PM3/2/02
to

"Paolo" <pf...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:iv018ucefs541l1r8...@4ax.com...

Magari un tè. 8-)

Insomma, sarebbe qualcosa sui 5000 euro, compreso il
viaggio, souvenir, & ammennicoli vari.

Se hai la disponibilità finanziaria, io non ci penserei un attimo.
Quando ritorni, poi, ci racconti.

> nsomma, ho una gran
> paura di sbattere via tempo e soldi!

Di questo dubito. Anche se non imparerai a conversare
fluentemente in mandarino, sicuramente in quattro mesi
impari una montagna di roba. E, come ti ha già scritto
Fabio, imparare un'altra lingua non è mai tempo perso.

Se vuoi farti un'idea di quanto rapidamente si può imparare
il cinese prova a leggere La Cina per Ipocondriaci,
di José Ovejero, ed. Feltrinelli (12,91 euro nel 2000)

E' un diario di viaggio: l'autore parte per la Cina senza
sapere niente di cinese, prima frequenta un corso a
Nanchino e poi se ne va in giro per la Cina. Non mi
ricordo per quanto tempo ha seguito il corso, credo
per meno di quattro mesi, ma durante il suo viaggio, seppure
con difficoltà, riesce ad avere conversazioni significative
con i locali, anche con persone poco istruite che parlano
dialetti non proprio pechinesi...

P.S. Ho ridato un'occhiata al libro: il viaggio avviene
nell'estate del '91. Un mese di corso, e poi un mese di
viaggio.

Ciao
Pierpaolo

Massimiliano Crippa

unread,
Mar 3, 2002, 4:33:01 AM3/3/02
to
> E' un diario di viaggio: l'autore parte per la Cina senza
> sapere niente di cinese, prima frequenta un corso a
> Nanchino e poi se ne va in giro per la Cina. Non mi
> ricordo per quanto tempo ha seguito il corso, credo
> per meno di quattro mesi, ma durante il suo viaggio, seppure
> con difficoltà riesce ad avere conversazioni significative

> con i locali, anche con persone poco istruite che parlano
> dialetti non proprio pechinesi...
> P.S. Ho ridato un'occhiata al libro: il viaggio avviene
> nell'estate del '91. Un mese di corso, e poi un mese di
> viaggio.

Francamente lo ritengo improbabile...

--
Massimiliano Crippa
www.nipponico.com


Marco Prandoni

unread,
Mar 3, 2002, 12:07:51 PM3/3/02
to
"Paolo" <pf...@hotmail.com> wrote in message
news:iv018ucefs541l1r8...@4ax.com...

senti un po', caro Paolo, il messaggio che hai inviato al NG e alcune
delle risposte mi hanno fatto un po' riflettere.
cosa vuoi imparare esattamente in 4 mesi? 4 mesi sono un periodo breve,
brevissimo per avvicinarsi ad una lingua, ad una società, ad una cultura
così lontana dalla nostra. penso che abbia ragione giorgio a dirti che
dei corsi di avvicinamento in italia sarebbero opportuni, non solo
linguisticamente, ma anche culturalmente: ho un amico rumeno che ha
vinto una borsa di due anni per pechino, avrebbe dovuto studiare la
lingua per un anno e poi filosofia il secondo, ma ha scoperto vivendo
là che la società cinese non gli piaceva, e dopo un anno è tornato a
casa: forse un po' di preparazione preventiva prima di prendere l'aereo
non avrebbe fatto male.
4 mesi sarebbero un periodo di tempo ottimale, per perfezionare la
conoscenza di una lingua, già assimilata in uno studio più diluito nel
tempo qui in italia.
in realtà c'è qualcosa che non mi torna in quello che scrivi: se tu
dicessi solamente "ehi ragazzi, ho un periodo di tempo libero nella mia
vita, per motivi xy, mi piacerebbe provare quest'avventura culturale,
provare a conoscere la realtà cinese, entrare in contatto con la lingua
cinese...", ti risponderei ammirato come hanno fatto gli altri: sai che
botta di vita e di conoscenze... ma tu invece sembri solo preoccupato
di amonticchiare più conoscenze linguistiche nel minor tempo possibile:
chi ha un po'd'amore per le lingue umane ti dirà che non è un bel punto
di partenza, psicologicamente. non vorrei che qualcuno in questo NG o
negli ambienti che frequenti ti avesse trasmesso l'idea che l'unica cosa
che conta per un linguista (lo dico polemicamente, da non linguista) sia
aggiungere lingue al proporio palmares, più lingue nel minor tempo con
il minor sforzo con il minimo numero di competenze (ecco: solo orale,
poi viene fuori "con molti errori", poi "passivemente" ecc.): no, caro
paolo, no. quando mi capita di pensare a lingue che non conosco e che mi
affascinano, mi capita di sentirmi dire: ci vorranno forse 8 anni: beh,
non ci crederai ma mi sento quasi pervaso dalla felicità, all'idea di
sprofondarmi in una lunga avventura (che deve sempre comprendere tutto
il mondo culturale, letterario, storico...), che coinvolge la vita.
lasciamo gli sconti e le scorciatoie a quelle cose della vita che
dobbiamo fare per forza, e non ci piacciono.
ti cito infine un solo esempio, di chi credo consideri l'apprendimento
di una lingua straniera una grande avventura della mente: riccardo
venturi.

ciao

M.


"Cosa sto facendo adesso? Imparo il giapponese, ma non è facile..."
M. Yourcenar, intervistata dalla RAI nel dicembre del 1987, poco prima
di morire.


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Nicola Nobili

unread,
Mar 2, 2002, 4:21:38 PM3/2/02
to
Giorgio Busatto

> Perche' non fai prima un corso in Italia. Con tutti gli immigrati che
> ci sono le possibilita` di fare esercizio non ti mancheranno.

Ottima idea, la consiglio anch'io. Dalle parti di Paolo, a Prato, c'è
una colonia cinese molto nutrita e ormai con solide radici, ci saranno
certamente anche centri culturali o qualcosa di analogo. A Firenze,
addirittura, c'è (o c'era? Boh) l'editrice di un giornale italiano-cinese
(metà in italiano, metà in cinese), che disponeva di appoggi e che
incoraggiava, nel suo piccolo, all'apprendimento della lingua cinese.
Insomma, in Toscana qualcosa di valido si trova. Studia un po' lí, poi, SE
TI PIACE E SE CREDI DI POTER CONTINUARE, vai in Cina.
Io, in generale, sono contrario all'apprendimento in loco da zero (salvo
per cause di forza maggiore, tipo motivi di lavoro, trasferimento della
famiglia, etc.). Si rischia di imparare una varietà locale biecamente, di
fare molta fatica e di imparare come cavarsela, ma non le raffinatezza della
lingua, la grammatica, etc. Nella mia facoltà, specifica per l'apprendimento
delle lingue straniere, di solito si consigliava di andare all'estero dopo
aver studiato la lingua (a livelli intensissimi, credimi) per due anni, non
meno. Io ci andai anche dopo un anno soltanto, e fu molto utile, ma mi
dovetti "sbattere" parecchio.

Nicola Nobili

unread,
Mar 3, 2002, 1:19:54 PM3/3/02
to
Massimiliano Crippa

> > P.S. Ho ridato un'occhiata al libro: il viaggio avviene
> > nell'estate del '91. Un mese di corso, e poi un mese di
> > viaggio.
>
> Francamente lo ritengo improbabile...

Anch'io. Bene che vada avrà detto: "bello", "mi piace", "come si
chiama?" e poco altro. Se uno s'accontenta...
Ciao,
Nicola

P.S. Eppoi la Cina è grande, se ha viaggiato solo un mese, cosí da
sprovveduto, non so quanto avrà visto e conversato cógl'indigeni.

Pierpaolo BERNARDI

unread,
Mar 3, 2002, 2:43:59 PM3/3/02
to

"Nicola Nobili" <nicolaNONSPA...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:a5tqv2$a6010$2...@ID-64088.news.dfncis.de...

> P.S. Eppoi la Cina è grande, se ha viaggiato solo un mese, cosí da

> sprovveduto, non so quanto avrà visto...

E questo che c'entra?

> ...e conversato cógl'indigeni.

Beh, certo, "buongiorno", "buonasera", "come sta la sua signora?",
ed ecco che un mese se ne è andato.

Ciao,
P.

Marco Cimarosti

unread,
Mar 3, 2002, 7:09:16 PM3/3/02
to
Giorgio Busatto ha scritto:

> Perche' non fai prima un corso in Italia. Con tutti gli immigrati che
> ci sono le possibilita` di fare esercizio non ti mancheranno.
>
> Poi, quando avrai gia` una base abbastanza buona, potrai decidere
> se fare un corso di perfezionamento a Pechino.
>
> [...]

>
> Io ci penserei bene prima

Giustissimi consigli, come giustissima è l'obiezione di Nicola Nobili:
300 ore di lezione distribuite su tre anni sono meglio assimilabili
dello stesso numero di ore compresso in pochi mesi.

Ma il mio confronto con il serissimo corso IsIAO credo rimanga
sostanzialmente valido: un corso di quattro mesi, a tempo pieno, nella
capitale linguistica (oltreché politica) della Cina è comunque un
Signor Corso! E quattro mesi di vita in loco non sono un tempo proprio
brevissimo: credo si riesca a imparare ben più che ordinare un caffè.

Insomma, guardiamoci attorno: per l'inglese c'è chi offre
vacanze-studio di tre settimane a Oxford. Dico due settimane: al
limite della truffa!

Io rimango dell'idea che, se Paolo ha la voglia e la possibilità di
fare questo viaggio, va incoraggiato. Non ne tornerà senz'altro a mani
vuote. Ma, certo, se riesce a seguire un corso in Italia *prima*
potrebbe trarre il massimo da questa esperienza.

Comunque, ripeto, che invidia!

Ciao.
Marco

Paolo

unread,
Mar 5, 2002, 2:47:11 AM3/5/02
to
On Sun, 3 Mar 2002 17:07:51 +0000 (UTC), "Marco Prandoni"
<marp...@hotmail.com> wrote:


>in realtà c'è qualcosa che non mi torna in quello che scrivi: se tu
>dicessi solamente "ehi ragazzi, ho un periodo di tempo libero nella mia
>vita, per motivi xy, mi piacerebbe provare quest'avventura culturale,
>provare a conoscere la realtà cinese, entrare in contatto con la lingua
>cinese...", ti risponderei ammirato come hanno fatto gli altri: sai che
>botta di vita e di conoscenze... ma tu invece sembri solo preoccupato
>di amonticchiare più conoscenze linguistiche nel minor tempo possibile:
>chi ha un po'd'amore per le lingue umane ti dirà che non è un bel punto
>di partenza, psicologicamente. non vorrei che qualcuno in questo NG o
>negli ambienti che frequenti ti avesse trasmesso l'idea che l'unica cosa
>che conta per un linguista (lo dico polemicamente, da non linguista) sia
>aggiungere lingue al proporio palmares, più lingue nel minor tempo con
>il minor sforzo con il minimo numero di competenze (ecco: solo orale,
>poi viene fuori "con molti errori", poi "passivemente" ecc.): no, caro
>paolo, no.

Ma chi ti ha detto che sono un linguista? Tra un mese mi dovrei
laureare in filosofia per poi andare a lavorare (spero!) in una banca
d'affari.
Subito dopo la laurea avrò la fortuna di poter dedicare qualche mese
allo studio delle lingue e il cinese mi sembrava una scelta
intelligente perchè, tra WTO e Olimpiadi, la Cina è all'apice
dell'espansione. Non ho intenzione di "aggiungere lingue" al mio
palmares per farmi bello con gli amici; è solo una questione
commerciale.

ciao.


--Paolo

Nicola Nobili

unread,
Mar 5, 2002, 5:20:14 AM3/5/02
to
Paolo

> Tra un mese mi dovrei
> laureare in filosofia

Anzitutto, allora, "in bocca al lupo" (non dico altro perché potresti
essere scaramantico).

> per poi andare a lavorare (spero!) in una banca
> d'affari.

E quindi, il Paolo che cita verdure e bestiole con archivistica
precisione e che si occupa degli aspetti piú squisitamente scientifici della
linguistica, si va a laureare in FILOSOFIA, e súbito dopo, tanto per stare
in tema, va a lavorare in una BANCA. Complimenti. Hai provato cólla pittura?
Sai, magari, nel tempo libero... :-)

> Subito dopo la laurea avrò la fortuna di poter dedicare qualche mese
> allo studio delle lingue e il cinese mi sembrava una scelta
> intelligente perchè, tra WTO e Olimpiadi, la Cina è all'apice
> dell'espansione.

Beh, ma allora vacci, in Cina, se si tratta di un investimento. Eppoi le
Olimpiadi sono tra sei anni, per allora, se ti mantieni in allenamento,
qualcosa di "serio" ne saprai senz'altro.
Ciao,
Nicola

Paolo

unread,
Mar 5, 2002, 5:43:59 AM3/5/02
to
On Tue, 5 Mar 2002 11:20:14 +0100, "Nicola Nobili"
<nicolaNONSPA...@libero.it> wrote:


>
> Anzitutto, allora, "in bocca al lupo" (non dico altro perché potresti
>essere scaramantico).

crepi!

> E quindi, il Paolo che cita verdure e bestiole con archivistica
>precisione e che si occupa degli aspetti piú squisitamente scientifici della
>linguistica, si va a laureare in FILOSOFIA, e súbito dopo, tanto per stare
>in tema, va a lavorare in una BANCA. Complimenti. Hai provato cólla pittura?
>Sai, magari, nel tempo libero... :-)

Mi sa che qui c'è un caso di omonimia....Io di verdure e bestiole ne
so, attualmente, quanto di cinese = 0.

in ogni caso, proverò lo stesso con la pittura! non si sa mai...

ciao.

--Paolo

Paolo

unread,
Mar 5, 2002, 3:56:59 PM3/5/02
to

Nicola Nobili <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote in message
a626f4$b2ld2$1...@ID-64088.news.dfncis.de...
[...]

> E quindi, il Paolo che cita verdure e bestiole con archivistica
> precisione e che si occupa degli aspetti piú squisitamente scientifici
della
> linguistica, si va a laureare in FILOSOFIA, e súbito dopo, tanto per stare
> in tema, va a lavorare in una BANCA. Complimenti. Hai provato cólla
pittura?
> Sai, magari, nel tempo libero... :-)

Ehi, questo "Paolo" non sono io!

Accidenti se va avanti così mi tocca a cambiare nomignolo e metterci pure il
cognome (alla faccia della riservatezza).

Aggiungo che non ho mai pensato di andare in Cina, che non studio filosofia,
che non amo il lavoro di bancario, che sono un pessimo organizzatore e ho
pochissimo tempo libero...


Ciao,
Paolo


Paolo

unread,
Mar 5, 2002, 4:05:53 PM3/5/02
to

Nicola Nobili <nicolaNONSPA...@libero.it> wrote in message
a5tolg$a1r7v$1...@ID-64088.news.dfncis.de...

Eccoci al classico "qui pro quo" dovuto all'omonimia dei nomignoli.

> > Perche' non fai prima un corso in Italia. Con tutti gli immigrati che
> > ci sono le possibilita` di fare esercizio non ti mancheranno.
>
> Ottima idea, la consiglio anch'io. Dalle parti di Paolo, a Prato, c'è
> una colonia cinese molto nutrita

Anche a Empoli c'è una comunità cinese nutrita, te lo assicuro. Qualche anno
fa mio padre aveva affittato un magazzino a dei cinesi. Non mi è mai venuta
la voglia di andare in Cina, né di impararmi il cinese.

e ormai con solide radici, ci saranno
> certamente anche centri culturali o qualcosa di analogo. A Firenze,
> addirittura, c'è (o c'era? Boh) l'editrice di un giornale italiano-cinese
> (metà in italiano, metà in cinese)

C'è ancora. E ci sono addirittura i club privati di cinesi, le sale giochi
riservate ai cinesi e purtroppo anche la mafia cinese.

Però... è buffo vedere le reazioni a un post che non hai spedito ma che
viene ritenuto tuo...

Non si finisce mai di stupirsi!

Ciao,
Paolo (Empoli)


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