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Whisky e Water (Era Re: Sassolini nella scarpa)

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Riccardo Venturi

unread,
Oct 12, 2000, 3:00:00 AM10/12/00
to

>In Scozia e Canada è "whisky", in Irlanda e negli Stati Uniti
"whiskey".
>Perché non scriviamo "uischi" in tutti i casi, visto che siamo in
Italia?

Il che, tra le altre cose, sarebbe molto più vicino alla grafia gaelica
originale del termine: <uisge (beatha)>, lett. "acqua della vita" =
"acquavite" :-)))
(E comunque a me l'uischi non piace, ergo...)

PS: Stavo pensando a quanti liquori più o meno forti si chiamano in
realtà "acqua" o qualcosa del genere. A parte l'uischi testé nominato,
anche il russo <vodka> è derivato da <voda> "acqua"; letteralmente è un
suo diminutivo ("acquetta"). Qualcuno conosce altri esempi?

Saluti,

NB: postincrocio e seguosù (© by Massimo Manca e/o Maurizio Pistone, se
non erro) su ICLing.

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)
*_______________________________
*Via Garibaldi 41, 57122 Livorno
*0586-885875 / 0340-2461874
*ven...@couriermail.de
*http://utenti.tripod.it/Guctrad/index.html
*http://utenti tripod.it/Balladven/index.html

Paolo

unread,
Oct 12, 2000, 3:00:00 AM10/12/00
to
> >Perché non scriviamo "uischi" in tutti i casi, visto che siamo in
> Italia?
>
> Il che, tra le altre cose, sarebbe molto più vicino alla grafia gaelica
> originale del termine: <uisge (beatha)>, lett. "acqua della vita" =
> "acquavite" :-)))

Visto? È meglio...

>
> (E comunque a me l'uischi non piace, ergo...)

Neanche a me, come in genere tutto quello che abbia più del 20% di alcol
etilico.

>
> PS: Stavo pensando a quanti liquori più o meno forti si chiamano in
> realtà "acqua" o qualcosa del genere. A parte l'uischi testé nominato,
> anche il russo <vodka>

"Vodca" mi sembra meglio... anche se mi farà schifo ugualmente!

> è derivato da <voda> "acqua"; letteralmente è un
> suo diminutivo ("acquetta"). Qualcuno conosce altri esempi?

A parte le scandinàve "akvavit" (DK) [vodca alll'anice] e "aquavit" (S, N)
[vodca al comino], non mi viene a mente altro.

Ciao,
Paolo


magica

unread,
Oct 12, 2000, 3:00:00 AM10/12/00
to
In <39E5C03F...@usa.net> Paolo scrive...

> A parte le scandinŕve "akvavit" (DK) [vodca alll'anice] e "aquavit"


> (S, N) [vodca al comino], non mi viene a mente altro.

Aguardiente allora.

Che in Galicia č un tipo di grappa. E' la base di quella sorta di Irish
coffee fatto con grappa anziché con whiskey.

Che in Messico invece č acquavite di canna da zucchero.

Ma che, in generale, č un'acquavite. Sempre per restare in tema di canna
da zucchero, č un'aguardiente il rum, e un'aguardiente la cachaça.

Ciao.

Gian Carlo


Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Nicola Nobili

unread,
Oct 12, 2000, 3:00:00 AM10/12/00
to
Paolo

> > PS: Stavo pensando a quanti liquori più o meno forti si chiamano in
> > realtà "acqua" o qualcosa del genere. A parte l'uischi testé nominato,
> > anche il russo <vodka>
>
> "Vodca" mi sembra meglio... anche se mi farà schifo ugualmente!

Anch'io disdegno la vodka (cosa che mi ha reso inviso a parecchî
potenziali amici russi, ma tant'è...), però dissento da codesta tua ultima
osservazione: non si tratta, in questo caso, di adattamento di una grafia
straniera che si avvale del medesimo alfabeto, bensí di una traslitterazione
cosiddetta "scientifica" dal russo, scritto coll'alfabeto cirillico. Se
adattiamo anche quella "a intúito", allora complichiamo notevolmente le
cose!

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca)

Maxwell Edison

unread,
Oct 12, 2000, 3:00:00 AM10/12/00
to

Paolo <pmo...@usa.net> ha scritto nel messaggio 39E5C03F...@usa.net...

> > è derivato da <voda> "acqua"; letteralmente è un
> > suo diminutivo ("acquetta"). Qualcuno conosce altri esempi?

> A parte le scandinàve "akvavit" (DK) [vodca alll'anice] e "aquavit" (S,


N)
> [vodca al comino], non mi viene a mente altro.

Aguardiente, centro-sudamericana. Il significato e' lampante.

Paolo

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to
> dissento da codesta tua ultima
> osservazione: non si tratta, in questo caso, di adattamento di una grafia
> straniera che si avvale del medesimo alfabeto, bensí di una traslitterazione
> cosiddetta "scientifica" dal russo, scritto coll'alfabeto cirillico. Se
> adattiamo anche quella "a intúito", allora complichiamo notevolmente le
> cose!

Scrivo "vodca" proprio perché č ormai un sostantivo comune in italiano,
analogamente a "zar", la cui traslitterazione precisa sarebbe <car'> o meglio
<car´> con l'apice primo e pronunciato con [ts}] invece che con [dz}], com'č
comune in italiano moderno.


Curiositŕ sulle vodche:

- in Germania č commercializzata la "wodka Gorbatschow" cioč la "vodca
Gorbaciov" (Gorbachëv). Mihail s'č messo a distillar l'acquetta?

- Esiste una vodca dal nome "strano": "Finlandia". Non "Suomi", non "Finland",
proprio "Finlandia"! Come mai questa grafia italiana? Forse č indicata per la
pizza?

- Basta con tutte le castronerie linguistiche che si leggono sull'etichette
delle vodche, tentativi sbagliati di "russificazione": Keglevich, Smirnoff &c.

Ciao,
Paolo


Riccardo Venturi

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to
>Scrivo "vodca" proprio perché č ormai un sostantivo comune in italiano,
Non sarebbe meglio, allora, scrivere direttamente <vocca> (plurale:
<vocche>) ? :-D

>Curiositŕ sulle vodche:

>- in Germania č commercializzata la "wodka Gorbatschow" cioč la "vodca
>Gorbaciov" (Gorbachëv). Mihail s'č messo a distillar l'acquetta?

Gorbacioff ha proprio colpito l'immaginario occidentale. M'immagino che
non verrŕ mai commercializzata una "vocca Ielzin" o una "vocca
Putin"...per non parlare di una "vocca Briesgneff" o di una "vocca
Cernienco"...

>- Esiste una vodca dal nome "strano": "Finlandia". Non "Suomi", non
"Finland",
>proprio "Finlandia"! Come mai questa grafia italiana? Forse č indicata
per la
>pizza?

Secondo me qui "Finlandia" č latino, non italiano. Proprio come sui
francobolli svizzeri c'č scritto "Helvetia".

>- Basta con tutte le castronerie linguistiche che si leggono
>sull'etichette delle vodche, tentativi sbagliati di "russificazione":
Keglevich, Smirnoff &c.

Beh, dai, commercialmente č comprensibile. La vocca č un prodotto legato
alla Russia, perlomeno nell'immaginazione popolare; anche se, dicono, la
migliore vocca del mondo sia svedese (la vocca Absolut). Tu pensa alla
birra: in Italia, a parte le classiche Peroni e Moretti e la sarda
Ichnusa (buonissima), abbiamo le Dreher e le Splügen fatte a Pomezia o a
Casalpusterlengo, cosě come la conserva di pomodoro fabbricata a
Milwaukee o a Rostock si chiama, che so io, "Mamma Lucia" o "Zi' Rosa".

Tornando alle birre, ti segnalo un caso italiano veramente
*sensazionale*. Negli ultimi tempi viene venduta in alcuni hard discount
una birra prodotta a Bitonto (Bari), sulla cui etichetta č raffigurato
il celebre Castel del Monte. Nome della birra: "Castelberg". In
caratteri rigorosamente gotici. Saluti.

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen

*So er an îr űfgestigen ist (Vogelweide)

Father McKenzie

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> ha scritto nel messaggio

> >proprio "Finlandia"! Come mai questa grafia italiana?
> Secondo me qui "Finlandia" è latino, non italiano. Proprio come sui
> francobolli svizzeri c'è scritto "Helvetia".

E come la bellissima "Finlandia" op. 26 n. 7 di Jan Sibelius, massimo
compositore locale...
A proposito, a me risulta una traslitterazione "czar" (direttamente
derivato da "caesar", cfr Kaiser). Non l'ho visto scritto in cirillico,
ma.... lascerebbe pensare a una grafia U3AP o U3APb (ho usato la U in
mancanza di meglio al posto della lettera che compare anche in Trockij e
El'cin, che rispetto alla U e' piu squadrata e ha la coda).
Sono voci incontrollate e tendenziose o c'je' del vjeruo?

Riccardo Venturi

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to
>E come la bellissima "Finlandia" op. 26 n. 7 di Jan Sibelius, massimo
>compositore locale...
Esatto. Per il suo stupendo bezzo musicale, Sibelius (il quale, detto
fra noi, porta uno di quei tipici cognomi finno-svedesi "latinizzati" in
-us, come Wivallius [poeta del '600] , Stagnelius [poeta dell'800],
Hovstadius [amica del Venturi; si chiama propriamente Astrid Hovstadius,
e sfido a trovare un nome più bello]) utilizzò un nome
internazionalmente più riconoscibile. Se l'avesse chiamata "Suomi"
dubito che molti si sarebbero raccapezzati, un po' come Béla Bartók,
forse, avrebbe scelto "Hungaria" piuttosto che "Magyarország"...:-D
E poi la vocca è un liquore da òmini duri; <Suomi>, diciamocelo
francamente, ha un suono un po' femmineo. <Finlandia> evoca
immediatamente il grande nord, annessi & connessi.
NB. Almeno un marchio di fabbrica rigorosamente finnico, però, sta
ottenendo attualmente un grande successo: <Napapiiri> (abbigliamento
casual-sportivo, zainetti ecc.). In finnico vuol dire "Circolo polare
artico". Chissà perché, però, sulla roba lo scrivono <Napapijri>; un
olandese lo pronuncerà sicuramente /napapeiri/.

>A proposito, a me risulta una traslitterazione "czar" (direttamente
>derivato da "caesar", cfr Kaiser). Non l'ho visto scritto in cirillico,
>ma.... lascerebbe pensare a una grafia U3AP o U3APb (ho usato la U in
>mancanza di meglio al posto della lettera che compare anche in Trockij
>e El'cin, che rispetto alla U e' piu squadrata e ha la coda).
>Sono voci incontrollate e tendenziose o c'je' del vjeruo?

No, assolutamente no. <Czar> è una "traslitterazione" in voga più o meno
prima della seconda guerra mondiale, quando si usava un po' "esotizzare"
certi termini genericamente "slavi" (non solo russi quindi; ma anche
ungheresi) con quel <cz> che direi polacco, se non fosse per il non
trascurabile fatto che il <cz> polacco si pronuncia come la <c> italiana
in <cena> (in ungherese, prima della riforma ortografica che ha
generalizzato il <c> slavolatino, <cz> veniva correntemente usato e si
scriveva ad esempio <czeruza> "matita" invece dell'odierno <ceruza>).
Adesso si usa comunemente solo <zar>; ma in entrambi i casi si tratta
comunque di tentativi di resa fonologia di un termine scritto con un
altro alfabeto. In russo, utilizzando il tuo "cirillico telematico", la
parola si scrive < UAPb > (trascrizione scientifica: <car´>.

Colgo l'occasione: In area germanico-slava, l' "imperatore" e il "re"
sono regolarmente derivati dai nomi propri di grandi imperatori e re.
Come hai detto giustamente, il russo <car´> ed il tedesco <Kaiser> (ma
anche il danese <kejsare>, l'islandese <keisari> ecc.) risalgono
direttamente al latino <Cæsar> (il quale era a sua volta, nel senso di
"imperatore", una generalizzazione di un nome proprio).
Nelle lingue slave (e in ungherese) è però, per "re" è generale il
termine che appare nel russo <korol´>, nel polacco <król>, nel
serbocroato <kralj> e nel magiaro <király>. Non è che <Karolus>, ovvero
Carlomagno.

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen

*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)

Marco Turconi

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to
Un mio amico sardo chiama la grappa "abba-ardente" (abba=acqua)

Ciao

Marco


Father McKenzie

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> ha scritto nel messaggio
> Sibelius (il quale, detto
> fra noi, porta uno di quei tipici cognomi finno-svedesi "latinizzati" in
> -us, come Wivallius [poeta del '600] , Stagnelius [poeta dell'800],

Berzelius, Arrhenius, Lynnaeus..... Anche in Olanda il celebre Giansenio si
chiamava (proprio come il ciclista Jan di qualche anno fa, vincitore del
Tour 1968) Janssen, Cornelius di nome. A pensarci Janssen non e' cognome
olandese, puo' darsi che la famiglia fosse danese o norvegese.

> dubito che molti si sarebbero raccapezzati, un po' come Béla Bartók,
> forse, avrebbe scelto "Hungaria" piuttosto che "Magyarország"...:-D

Penso anch'io.... :-DDD

Grazie per le precisazioni su disparate lingue. La questione di Karl-
korol' - Kiraly (cognome di un famoso pallavolista americano di origine
magiara) l'avevo in effetti gia' sentita.
Rientra secondo te nella categoria anche l'olandese Ruud Krol,
indimenticato libero del Napoli (non so se avesse avi polacchi)?

Riccardo Venturi

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to
>Berzelius, Arrhenius, Lynnaeus.....
Lynnaeus, cioè Linneo? Se è lui, guarda che si scrive <Linnaeus>. In
realtà come dovrebbe esser noto, si chiamava Carl von Linné.

> Anche in Olanda il celebre Giansenio si chiamava (proprio come il
>ciclista Jan di qualche anno fa, vincitore del Tour 1968) Janssen,
>Cornelius di nome. A pensarci Janssen non e' cognome
>olandese, puo' darsi che la famiglia fosse danese o norvegese.

Hai ragione, potrebbe benissimo essere. In olandese il cognome esiste,
ma nella forma autoctona <Janszoon> (c'è pure un editore che si chiama
così).

>> dubito che molti si sarebbero raccapezzati, un po' come Béla Bartók,
>> forse, avrebbe scelto "Hungaria" piuttosto che "Magyarország"...:-D
>
>Penso anch'io.... :-DDD

E se, ad un ipotetico compositore gallese, venisse voglia di scrivere
una sinfonia sul suo paese natale, secondo te la chiamerebbe <Cymru>?
:-D


>Grazie per le precisazioni su disparate lingue.

Prego. Questo è giustappunto un NG di linguistica, e speriamo che non lo
diventi mai di spammistica... :-D
(Naturalmente i tedeschi conierebbero subito <Spamwissenschaft> e
l'alternativa <Spamkunde>, se non lo hanno già fatto. Ed anche per
"spammologo" sarebbe già automaticamente pronto uno
<Spamwissenschaftler>. Ma come farà quella lingua a trasformare in serio
tutto quel che tocca?... :-D)

La questione di Karl-
>korol' - Kiraly (cognome di un famoso pallavolista americano di origine
>magiara)

Non mi parlare di pallavolo, che quando m'ero ingaglioffato sotto
mentite spoglie sul NG delle Olimpiadi di Sydney, m'è toccato palpare
con mano la disperata delusione dopo la partita con la Jugoslavia...

> l'avevo in effetti gia' sentita.
>Rientra secondo te nella categoria anche l'olandese Ruud Krol,
>indimenticato libero del Napoli (non so se avesse avi polacchi)?

Se avesse avi polacchi, potrebbe essere (anche se in Polonia ci vedrei
meglio qualcosa come <Królewski> o <Królewicz> come cognomi...ma
ovviamente non si sa mai). Per sicurezza sono andato anche a spulciare
su un dizionario olandese alla ricerca di qualche termine che potesse un
po' rimandare a <Krol>. Ho trovato solo <krollen> "miagolare del gatto
in amore" e l'aggettivo <krols> "in fregola, in amore" (di gatti).

Saluti,

Paolo

unread,
Oct 13, 2000, 3:00:00 AM10/13/00
to

Riccardo Venturi wrote:

> >Scrivo "vodca" proprio perché č ormai un sostantivo comune in italiano,
> Non sarebbe meglio, allora, scrivere direttamente <vocca> (plurale:
> <vocche>) ? :-D

Curioso: secondo me il fenomeno dell'assimilazione (non conosco una
lingua
piů "assimilata" dell'italiano, almeno in Europa) č in calo anche tra i
toscani non piů giovani. E non c'entra nulla l'esterofilia: anche mia
nonna
novantenne dice "T(i)enlo" invece del prevedibile toscano rustico
"T(i)ello". E di manie esterofile non sa niente: appena legge una <k> o
un
<y> va in crisi.


> >Curiositŕ sulle vodche:
>
> >- in Germania č commercializzata la "wodka Gorbatschow" cioč la "vodca
> >Gorbaciov" (Gorbachëv). Mihail s'č messo a distillar l'acquetta?
> Gorbacioff ha proprio colpito l'immaginario occidentale. M'immagino che
> non verrŕ mai commercializzata una "vocca Ielzin" o una "vocca
> Putin"...per non parlare di una "vocca Briesgneff" o di una "vocca
> Cernienco"...

Ma forse una vodca Lenin, come il mitico (?) Rosso! dell'Oltrepň pavese,
con
il volto luciferino di Ul´janov sull'etichetta...

> Tu pensa alla
> birra: in Italia, a parte le classiche Peroni e Moretti e la sarda
> Ichnusa (buonissima),

Tra parentesi, la Sardegna č la regione che consuma piů birra in Italia:
60
L "pro capite" all'anno.

> abbiamo le Dreher

In questo caso perň si chiamava Dreher il fondatore, cosě come per la
Von
Wunster. Chissŕ perché poi la birra č legata cosě fortemente alla
Germania
nell'immaginario popolare italiano (fino a qualche anno fa, prima della
"scoperta" della Guinness e della Corona). Ci sono molti altri paesi
birromani: il Belgio, l'Irlanda, la Scozia... E poi la birra č stata
inventata in Medio Oriente e forse s'addice di piů al clima caldo
mediterraneo che non il vino (il consumo, non la produzione!).

> e le Splügen fatte a Pomezia o a
> Casalpusterlengo, cosě come la conserva di pomodoro fabbricata a
> Milwaukee o a Rostock si chiama, che so io, "Mamma Lucia" o "Zi' Rosa".
>
> Tornando alle birre, ti segnalo un caso italiano veramente
> *sensazionale*. Negli ultimi tempi viene venduta in alcuni hard discount
> una birra prodotta a Bitonto (Bari), sulla cui etichetta č raffigurato
> il celebre Castel del Monte. Nome della birra: "Castelberg". In
> caratteri rigorosamente gotici.

ROTLF!

Ciao,
Paolo

heliogabalus

unread,
Oct 13, 2000, 7:02:54 PM10/13/00
to
> Ma come farà quella lingua a trasformare in serio
> tutto quel che tocca?... :-D)
questo , credo bisogna chiederlo a herr hegel

--
le cose che conosciamo meglio sono quelle che non ci hanno insegnato
vauvenargues


Paolo

unread,
Oct 13, 2000, 8:50:49 PM10/13/00
to

> NB. Almeno un marchio di fabbrica rigorosamente finnico, però, sta
> ottenendo attualmente un grande successo: <Napapiiri> (abbigliamento
> casual-sportivo, zainetti ecc.). In finnico vuol dire "Circolo polare
> artico". Chissà perché, però, sulla roba lo scrivono <Napapijri>; un
> olandese lo pronuncerà sicuramente /napapeiri/.

Perché non è una marca finlandese ma (ahimè) italiana! E poi gli associano
addirittura la bandiera norvegese, come puoi vedere sulle giacche a vento.
Il solito pasticcio all'italiana.

Ciao,
Paolo

Riccardo Venturi

unread,
Oct 13, 2000, 9:05:14 PM10/13/00
to
>Curioso: secondo me il fenomeno dell'assimilazione (non conosco una
>lingua
>più "assimilata" dell'italiano, almeno in Europa)
casomai "assimilante"... :-D
Il bello è che la cosa convive, ad esempio, con certi dialetti in cui la
caduta delle vocali atone ha creato delle accozzaglie di consonanti
degne del georgiano (quella lingua, per intendersi, dove si dice senza
batter ciglio <gigrzvnia> "io lo ho sentito", <mgzavrebs> "viaggiatori"
o <szobda zozoxets'i memgzavra vidre ik c'avsuliq'avi> "sarebbe stato
meglio andare all'inferno che andarci"). Penso particolarmente al
dialetto romagnolo stretto o al bolognese.

>è in calo anche tra i
>toscani non più giovani. E non c'entra nulla l'esterofilia: anche mia


>nonna novantenne dice "T(i)enlo" invece del prevedibile toscano rustico
>"T(i)ello". E di manie esterofile non sa niente: appena legge una <k> o
>un <y> va in crisi.

E che il possente Manitù la mantenga per centocinquant'anni, la tu'
nonna! :-D A novant'anni ancora legge tranquilla, beata lei, e magari
potessi farlo io, con tutte le mi' cappe e le mi' issilonne!
Comunque sia, io (che parlo, a seconda di dove mi trovo, o l'elbano
occidentale rustico o il livornese di città), dico ancora comunemente
/tiello/. <Tienilo in mano, per favore> si dice /tiellimmano
p(h)effavore/.
E, quindi, benvenuti siano l'uischi e la vocca!
(E al prossimo giro tocca anche alla casciassa, al pernó, al quantró e
alla techila [/te'ìla/ in livornese]).

>> >Curiosità sulle vodche:
>Ma forse una vodca Lenin, come il mitico (?) Rosso! dell'Oltrepò


>pavese, con il volto luciferino di Ul´janov sull'etichetta...

MRPTSDR :-D :-D :-D
[Mi Ròtolo Pe' Tterra Sbudellandomi Dar Rìde']

>Tra parentesi, la Sardegna è la regione che consuma più birra in


>Italia: 60 L "pro capite" all'anno.

Io a questo punto proporrei di smetterla con le birre tedeschizzanti e
cominciare a produrre la "Perdasdefogu" (che, secondo me, sarebbe un
bellissimo nome; una bella birrona forte tipo la Bière du Demon /che in
francese potrebbe voler dire anche "la cassa da morto del demonio", ma
questo è un altro discorso/).
Sempre fra parentesi: la birra in assoluto più buona che io conosca è
fatta in Corsica. Si chiama "Pietra" ed è una birra ambrata
medioalcolica aromatizzata alla castagna. Etichetta bilingue in francese
e in còrso: "Bière à la châtaigne / Bièra accummudata cu 'a castagna" (e
così è salvo anche l'IT del paragrafo) Se non la trovate, fatemi un
fischio che vi dico dove trovarla.

>In questo caso però si chiamava Dreher il fondatore, così come per la
>Von Wunster.
Vero.

>Chissà perché poi la birra è legata così fortemente alla


>Germania nell'immaginario popolare italiano

Talmente legata, che la Von Wunster (il "von" è venuto dopo, prima si
chiamava semplicemente "Wunster") viene chiamata da molti "Von Wurstel"
(pronuncia: /fon'vustel/ o /fon'vuste/). E non scherzo; questo è un
caso rarissimo di Volksetymologie tedesca applicata in Italia!

> (fino a qualche anno fa, prima della
>"scoperta" della Guinness e della Corona). Ci sono molti altri paesi

>birromani: il Belgio, l'Irlanda, la Scozia... E poi la birra è stata
>inventata in Medio Oriente e forse s'addice di più al clima caldo


>mediterraneo che non il vino (il consumo, non la produzione!).

La birra viene fatta ovunque e la si fa con qualsiasi cereale (cfr. la
nota espressione: "E che ci faccio con 'sta cosa? La birra?").
Nell'Africa nera la fanno, tradizionalmente, col miglio. Ciò non toglie
che, in un negozietto africano a 50 m da casa mia (ho la fortuna di
vivere ancora in un quartiere pieno di negozietti strabilianti,
rigorosamente lontano dal più vicino centro commerciale), compri spesso
la Guinness fatta in Nigeria. Totalmente diversa da quella irlandese, e
stupenda.

> Nome della birra: "Castelberg". In
>> caratteri rigorosamente gotici.
>
>ROTLF!

...e, per quanto costa, ne ho sentite di peggio!

Riccardo Venturi

unread,
Oct 13, 2000, 9:09:21 PM10/13/00
to

>Perché non č una marca finlandese ma (ahimč) italiana!
Eh beh....le giacche a vento e le felpone pesanti mica le potevano
chiamare "Canicattģ" (anzi: "Canicattij").. :-D

> E poi gli associano addirittura la bandiera norvegese, come puoi
>vedere sulle giacche a vento.
>Il solito pasticcio all'italiana.

Gią, hai ragione. Confesso perņ candidamente che le bandiere dei paesi
scandinavi le confondo anche io disperatamente tutte quante, e da
sempre. E dire che sono uno scandinavista.

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
*So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide)

Father McKenzie

unread,
Oct 14, 2000, 12:53:19 AM10/14/00
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> ha scritto nel messaggio
> >Berzelius, Arrhenius, Lynnaeus.....
> Lynnaeus, cioè Linneo? Se è lui, guarda che si scrive <Linnaeus>. In
> realtà come dovrebbe esser noto, si chiamava Carl von Linné.

E' noto, certo. Scusa per l'y del tutto impropria.
Mi sembra di capire che alcuni dei cognomi che citi sono "veramente cosi'",
mentre altri, come per Linneo e Giansenio, rappresentano una latinizzazione
ad hoc. Un po' come avveniva per molti stranieri che venivano a lavorare in
Italia, e.g. il Vanvitelli che si chiamava Van Wittel. Come distinguere?
Quanto alla vocca.... Be', prova tu a dire a un napoletano "facimm'ce 'na
vocca", specie se e' un muscoloso contrabbandiere.....


Midori

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
"Riccardo Venturi" <ven...@couriermail.de> wrote in message
news:39e74a8a...@diesel.cu.mi.it...

> >A pensarci Janssen non e' cognome
> >olandese, puo' darsi che la famiglia fosse danese o norvegese.
> Hai ragione, potrebbe benissimo essere. In olandese il cognome esiste,
> ma nella forma autoctona <Janszoon> (c'č pure un editore che si chiama
> cosě).

Non vorrei deludervi, ma sull'elenco telefonico di Amsterdam ci sono quasi
sette pagine di Jansen, Janssen, Janszen e Jantzen, mentre di Janson o
Jansson ce ne sono solo 19, tra cui un mio amico svedese...
Jansen e tutte le sue varianti č decisamente un nome olandese, forse il piů
comune (insieme a De Boer e Visser, rispettivamente "contadino" e
"pescatore", i mestieri da sempre piů gettonati in questo paese), tant'č che
quando qui ci si vuole riferire a quello che da noi č il classico "Mario
Rossi" si usa proprio "Jan Jansen" o qualcosa di simile.

In quanto a "Krol", il dizionario Van Dale (la bibbia del neerlandese)
riporta che č un vocabolo ormai in disuso da cui deriva l'attuale "krul",
parola molto comune che significa "ricciolo".

Ciao,

Midori

Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
On Sat, 14 Oct 2000 06:53:19 +0200, "Father McKenzie"
<james....@WLAPOESIAinfinito.it> wrote:

>> Lynnaeus, cioè Linneo? Se è lui, guarda che si scrive <Linnaeus>. In
>> realtà come dovrebbe esser noto, si chiamava Carl von Linné.
>
>E' noto, certo. Scusa per l'y del tutto impropria.

Scusa? E de che? :-))
(Un giorno però dovremmo fare un thread sul cosiddetto
"grafosimbolismo"; per intenderci, perché certi grafemi abbiano, per
così dire, una "forza" simbolica e com'essa è nata. Caso tipico: la <k>
degli <Amerikani> e di <Kossiga>.)

>Mi sembra di capire che alcuni dei cognomi che citi sono "veramente
>cosi'", mentre altri, come per Linneo e Giansenio, rappresentano una
>latinizzazione ad hoc. Un po' come avveniva per molti stranieri che
>venivano a lavorare in Italia, e.g. il Vanvitelli che si chiamava Van
>Wittel. Come distinguere?

Ritengo che, in realtà, siano *tutte* latinizzazioni ad hoc, perlomeno
nei paesi scandinavi (non mi pronuncio sui Paesi Bassi; ma anche da
quelle parti viaggiano bene coi loro <Cornelius>, <Marinus> ecc.).
Questo, a mio parere, deriva da due fatti ben precisi:
a) L'uso frequente del latino come lingua *civile* (non ecclesiastica)
nei paesi di lingua germanica; scientifico, amministrativo ecc...
b) In particolare, l'uso ufficiale del latino che si faceva nei
documenti notarili. Questo, secondo me, deve aver contribuito a creare
la "vague", specialmente nel XVII secolo. Ad esempio, <Hovstad> (o
<Hofstad>, propriamente "città di corte", cfr. il tedesco <Hofstadt>; un
tipico cognome di origine anseatica) può essere stato reso per la prima
volta come <Hovstadius> proprio in un documento del genere.

>Quanto alla vocca.... Be', prova tu a dire a un napoletano "facimm'ce
>'na vocca", specie se e' un muscoloso contrabbandiere.....

Beh, capisco.... ma siccome io sono a Livorno, non ci sono di questi
pericoli e quindi proseguo imperterrito con la vocca.
D'altronde, sono pericoli sempre in agguato; tu prova, ad esempio, ad
entrare in una gelateria di Sampierdarena o di Boccadasse e chiedere una
"mousse al cioccolato". Vedrai che qualche risatina te la becchi... :-D

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)

Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
>Non vorrei deludervi,
Non temere, sono ben altre le delusioni della vita...:-D
E, comunque, siamo ormai rotti a tutto...

> ma sull'elenco telefonico di Amsterdam ci sono quasi
>sette pagine di Jansen, Janssen, Janszen e Jantzen, mentre di Janson o
>Jansson ce ne sono solo 19, tra cui un mio amico svedese...

Maremma maiala, o che aspettano a fare agli Jansen di Amsterdam un
elenco del telefono tutto per loro?.... :-D

>Jansen e tutte le sue varianti è decisamente un nome olandese, forse il
>più comune (insieme a De Boer e Visser, rispettivamente "contadino" e
>"pescatore", i mestieri da sempre più gettonati in questo paese),
Tornando a fare la persona più o meno seria, dico che, in questo caso,
può esserci stato, in olandese, semplicemente un oscuramento della
pronuncia della vocale atona. Mi spiego meglio.
"Figlio", in olandese, è <zoon> (plurale: <zonen>; cfr. ad esempio la
casa editrice <Van Goor Zonen>, che ha pubblicato, fra le altre cose, un
dizionario Olandese-Italiano e Italiano-Olandese). Come in tutte le
lingue germaniche, tale termine è entrato a far parte di patronimici
(anche se, nei Paesi Bassi, mi sembra molto meno che altrove; ed ancor
meno in Germania). Il cognome nella forma "piena" (<Janszoon>) o solo
leggermente modificata per assimilazione (<Jansson>, <Janson>) esiste
comunque. Le forme <Jansen>, <Jantzen> ecc, mi sembrano derivate, come
dicevo prima, dal semplice oscuramento della vocale atona dovuta
all'accento percussivo di quella tonica; un fenomeno storicamente sempre
assai attivo nelle lingue germaniche e che, con l'eccezione
dell'islandese, ha contribuito al generale "smantellamento" morfologico
delle lingue germaniche moderne rispetto alle loro fasi precedenti (il
caso più ovvio è quello dell'inglese).
La vocale atona più o meno indistinta viene spesso resa con <e>; quindi
<Jansen> ecc. sono sicuramente formazioni autoctone olandesi. Del resto,
anche nelle lingue scandinave è in parte la stessa cosa; "figlio" come
termine autonomo è <son> sia in danese che in norvegese, ma nei cognomi
patronimici ha sempre la forma "atona" <-sen> (<Amundsen>, <Asbjørnsen>,
<Andersen>, <Mortensen> ecc.). Il <-son> rimane però in svedese
(<Andersson>, <Olafsson>, <Gustafsson> ecc.) e, soprattutto, in
islandese (dove l'antico sistema patronimico germanico è rimasto intatto
anche per le donne; mentre in Svezia, ad esempio, tali antichi
patronimici sono rimasti solo come nomi di famiglia, in Islanda il
sistema funziona ancora imperterrito. Il sig. <Ólafur Sveinsson>, il cui
padre si chiamava sicuramente <Sveinn>, ha una sorella che si chiama
<Þóra Sveinsdóttir> [<dóttir> "figlia"], un figlio che si chiama
<Guðmundur Ólafsson> e una figlia che si chiama <Vigdís Ólafsdóttir>.
Indi per cui, gli elenchi telefonici islandesi sono logicamente ordinati
per nome di battesimo e non per patronimico; ma comunque gli islandesi
sono tre gatti e non ci son problemi.)

>In quanto a "Krol", il dizionario Van Dale (la bibbia del neerlandese)

>riporta che è un vocabolo ormai in disuso da cui deriva l'attuale


>"krul", parola molto comune che significa "ricciolo".

Capito. Quindi il cognome <Krol> potrebbe, a rigore, essere paragonato
al nostro <Ricci>.

Saluti e grazie per le informazioni,

Paolo

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to


> > E poi gli associano addirittura la bandiera norvegese, come puoi
> >vedere sulle giacche a vento.
> >Il solito pasticcio all'italiana.

> Già, hai ragione. Confesso però candidamente che le bandiere dei paesi


> scandinavi le confondo anche io disperatamente tutte quante, e da
> sempre. E dire che sono uno scandinavista.

Scusa la pedanteria forse eccessiva, ma la Finlandia non è un paese
scandinàvo. La Scandinavia è DK, S, N, la penisola scandinàva S, N, la
Fennoscandia DK, S, N, SF, Il Nordeuropa DK, S, N, SF, FR, IS.

Comunque le bandiere s'assomigliano tutte, per la presenza della croce
nordica di re Valdemaro II. Anche le Fær Øer/Føroyar (qual è il nome
feringio e quello danese?) e le Åland/Ahvenanmaa (qui invece è chiaro
quale sia il nome svedese e quello finlandese!) hanno bandiere simili: le
prime hanno una croce nordica rossa bordata di blu su sfondo bianco, le
seconde una croce nordica rossa bordata di giallo su sfondo blu.

Ciao,
Paolo


Roger

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to

"Paolo" <pmo...@usa.net> ha scritto nel messaggio
news:39E8596F...@usa.net...
>

> Scusa la pedanteria forse eccessiva, ma la Finlandia non è un paese
> scandinàvo. La Scandinavia è DK, S, N, la penisola scandinàva S, N, la
> Fennoscandia DK, S, N, SF, Il Nordeuropa DK, S, N, SF, FR, IS.
>

Scusa la pedanteria forse eccessiva, ma le Fær Øer sono un arcipelago danese
in tutto e per tutto, anche se possiedono un'ampia autonomia amministrativa.
Un po' come le norvegesi Svalbard.
Roger


Father McKenzie

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> ha scritto nel messaggio
(rispondendo a Midori):

> Saluti e grazie per le informazioni,
Mi unisco umilmente al ringraziamento.

Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
>Scusa la pedanteria forse eccessiva,
In un NG come questo direi anzi che un po' di pedanteria sia necessaria
ed oltremodo benvenuta...:-D

> ma la Finlandia non è un paese
>scandinàvo. La Scandinavia è DK, S, N, la penisola scandinàva S, N, la
>Fennoscandia DK, S, N, SF, Il Nordeuropa DK, S, N, SF, FR, IS.

Dal punto di vista strettamente geografico, non posso che darti ragione.
Correggo quindi immediatamente l'espressione "bandiere dei paesi
scandinavi" in "bandiere dei paesi fennoscandici".

>Comunque le bandiere s'assomigliano tutte, per la presenza della croce
>nordica di re Valdemaro II.

E la più antica, se non erro, sembra essere il "Dannebrog" danese.

Anche le Fær Øer/Føroyar (qual è il nome
>feringio e quello danese?)

<Føroyar> è il nome feroese (argh! anche tu con quel "feringio"
inventato da Paolo Ramat partendo da <føroyingur>, che è esclusivamente
un *sostantivo*! Usa <feroese>, ripreso dall'aggettivo <føroyskur>, te
lo consiglio). La pronuncia corrente feroese è /'førjar/.
<Fær Øer> è il dome danese. Fra l'altro, l'interpretazione usuale di
"Isole delle Pecore" non è per nulla certa e sembra piuttosto una
"Volksetymologie" danese.

> e le Åland/Ahvenanmaa (qui invece è chiaro
>quale sia il nome svedese e quello finlandese!) hanno bandiere simili:

Sì, verissimo. Magari è meno chiaro che <Åland> e <Ahvenanmaa> sono
esattamente la stessa parola, connessa fra l'altro con una radice che
noi conosciamo ben bene.

Lo svedese <å> "fiumiciattolo, ruscello", da cui <Å-land> "terra dei
ruscelli" risale direttamente alla radice germanica <*ahwa->,
perfettamente comparabile al latino <aqua> e, quindi, alla nostra
<acqua>. Il finnico <Ahvenan-maa> (<maa> "terra") mantiene assai meglio
dello svedese quella che doveva essere la situazione protogermanica. Si
tratta quindi di un prestito antichissimo, anteriore addirittura alla
differenziazione decisa delle lingue germaniche. Questo è, d'altronde,
un caso abbastanza frequente nel finnico, che ha assorbito prestiti
germanichi in epoca remotissima e che, quindi, è una lingua assai
importante per i germanisti in quanto preserva pressoché intatti dei
termini germanici primitivi, praticamente identici alla forma
ricostruita.

È il caso, ad esempio, di <rengas> "anello" (cfr. ingl., ted. ecc.
<Ring>), il cui passaggio dal germanico comune al finnico è avvenuto
anteriormente al mutamento della /e/ tonica in /i/ davanti a consonante
nasale e che mantiene la terminazione <*-as> dei temi in -a della forma
ricostruita <*rengaZ> (cfr. il greco <-os>, lat. <-us>, lituano <-as>).
O, ancora. <juusto> "formaggio", che si confronta direttamente con
l'islandese <ostur>, sv.dan.norv. <ost> ma che mantiene l'elemento
semivocalico primitivo, poi scomparso dalle lingue scandinave.
O, ancora ancora, <kaupunki> "città" (gen. <kaupungin>), la "nonna"
dello svedese <köping> e del danese <købing>, con ancora il dittongo
/au/ ben mantenuto (cfr. il ted. <kaufen> e l'islandese <kaupa>
"comperare"); il termine, fra le altre cose, deriva come tutti sanno da
un antichissimo prestito germanico dal latino <cauponari>.

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)

Mariuccia Ruta

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
On Sat, 14 Oct 2000 12:26:56 GMT, in it.cultura.linguistica
ven...@couriermail.de (Riccardo Venturi) wrote:

> Maremma maiala, [...] :-D

Mareemma bona! ;)))

> [...]


> Saluti e grazie per le informazioni,

Ringrazio anch'io Midori e ne approfitto per salutarla ^_^.

--
Ciao,
Mariuccia®

Paolo

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
> > Scusa la pedanteria forse eccessiva, ma la Finlandia non è un paese

> > scandinàvo. La Scandinavia è DK, S, N, la penisola scandinàva S, N, la
> > Fennoscandia DK, S, N, SF, Il Nordeuropa DK, S, N, SF, FR, IS.
> >
> Scusa la pedanteria forse eccessiva, ma le Fær Øer sono un arcipelago danese
> in tutto e per tutto, anche se possiedono un'ampia autonomia amministrativa.

Vero ma hanno una propria bandiera, una propria nazionale di calcio (proprio
come Galles e Irlanda del Nord: non hanno mai combinato nulla di buono, non so
di che se ne facciano) e una propria sigla motoristica internazionale (FR),
anche se non m'è ancora capitato di vedere un'automobile feroese (impresa
difficile, a meno d'andarci.).

> Un po' come le norvegesi Svalbard.

Il paragone è improprio (vedi sopra)

Ciao,
Paolo


Paolo

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
> >Comunque le bandiere s'assomigliano tutte, per la presenza della croce
> >nordica di re Valdemaro II.
> E la più antica, se non erro, sembra essere il "Dannebrog" danese.

Esatto: risale al 1219.

> Anche le Fær Øer/Føroyar (qual è il nome
> >feringio e quello danese?)
> <Føroyar> è il nome feroese (argh! anche tu con quel "feringio"
> inventato da Paolo Ramat partendo da <føroyingur>, che è esclusivamente
> un *sostantivo*! Usa <feroese>, ripreso dall'aggettivo <føroyskur>, te
> lo consiglio).

Grazie del consiglio. D'ora in poi scriverò "feroese". Pensa che ho trovato
scritto anche "färingio", con la dieresi sulla a, (dove l'abbiano vista,
quelli della De Agostini...)

> La pronuncia corrente feroese è /'førjar/.

Beh, visto che ci sei mi puoi dare anche la pronuncia danese di <Fær Øer>?

Ciao,
Paolo


Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
On Sat, 14 Oct 2000 17:21:03 +0100, Paolo <pmo...@usa.net> wrote:

>> E la più antica, se non erro, sembra essere il "Dannebrog" danese.
>
>Esatto: risale al 1219.

Addirittura è la più antica bandiera del *mondo* (fra quelle ancora in
uso), o sbaglio?

>> Anche le Fær Øer/Føroyar (qual è il nome
>> >feringio e quello danese?)
>> <Føroyar> è il nome feroese (argh! anche tu con quel "feringio"

>Grazie del consiglio. D'ora in poi scriverò "feroese". Pensa che ho
>trovato scritto anche "färingio", con la dieresi sulla a, (dove
>l'abbiano vista, quelli della De Agostini...)

Prego :-D
Beh, il Ramat lo ho un po' anche "bacchettato" nella mia grammatica
islandese per questa cosa; ma sia ben chiaro che è stato il primo in
Italia ad occuparsi un po' del povero feroese, e che, quindi, qualcosa
gli deve essere pur "concessa"...eheheh!

>> La pronuncia corrente feroese è /'førjar/.
>
>Beh, visto che ci sei mi puoi dare anche la pronuncia danese di <Fær
Øer>?

Argh! Ce la farò a fare i simboletti?
Comunque, qualcosa come : [ fæ*'ø(e)*]. Al posto degli asterischi
mettici la evanescentissima "r" danese, e spero tu sappia fare lo "stød"
che c'è tra <Fær> e <Øer>.

(Un perfido umorista svedese soleva dire che pronunciare il danese è
semplicissimo: basta prendere un bicchier d'acqua, ficcarsi in bocca due
sigari accesi e fare i gargarismi nel bicchiere mentre i sigari
sfrigolano spegnendosi. Cattivo, eh?)

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)


*_______________________________
*Via Garibaldi 41, 57122 Livorno
*0586-885875 / 0340-2461874
*ven...@couriermail.de
*http://utenti.tripod.it/Guctrad/index.html
*http://utenti tripod.it/Balladven/index.html


>Paolo
>


Paolo

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
> Comunque, qualcosa come : [ fæ*'ø(e)*]. Al posto degli asterischi
> mettici la evanescentissima "r" danese, e spero tu sappia fare lo "stød"
> che c'è tra <Fær> e <Øer>.

Lo "stød" è l'occlusivo glottale [?], vero? Quella [(e)] è opzionale?

> (Un perfido umorista svedese soleva dire che pronunciare il danese è
> semplicissimo: basta prendere un bicchier d'acqua, ficcarsi in bocca due
> sigari accesi e fare i gargarismi nel bicchiere mentre i sigari
> sfrigolano spegnendosi. Cattivo, eh?)

Abbastanza...

Comunque reggiti forte: sto terminando la realizzazione di un alfabeto
fonetico ASCII veramente completo. Così non ci saranno più problemi
nell'interpretazione dei "simboletti".

Ciao,
Paolo


Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
On Sat, 14 Oct 2000 18:36:47 +0100, Paolo <pmo...@usa.net> wrote:

>> Comunque, qualcosa come : [ fæ*'ø(e)*]. Al posto degli asterischi
>> mettici la evanescentissima "r" danese, e spero tu sappia fare lo
"stød"
>> che c'è tra <Fær> e <Øer>.
>
>Lo "stød" è l'occlusivo glottale [?], vero?

Sì, è il "glottal stop" o "colpo di glottide" (fra parentesi: il termine
stesso <stød> si pronuncia con lo stød: [sdø'ð], [sdø'] nella pronuncia
meno curata).

Quella [(e)] è opzionale?
No, è una lievissima indistinta accennata dopo [ø]. In questo termine
tende a [e], in altri a [a] e in altri addirittura a [u]: <sproget> "la
lingua" ['sbrœ(u)ð], ['sbrœ(u)].

Cattivo, eh?)
>
>Abbastanza...
Sempre lo stesso umorista svedese (malgrado la cosiddetta "fratellanza
nordica", fra danesi e svedesi non è mai corso eccessivo buon sangue...)
qualificò così il danese: "Non è una lingua. È un catarro bronchiale".
D'altronde sono i danesi che dicono: <Asien begynder i Malmø> "L'Asia
comincia a Malmö". E così via.

>Comunque reggiti forte: sto terminando la realizzazione di un alfabeto
>fonetico ASCII veramente completo. Così non ci saranno più problemi
>nell'interpretazione dei "simboletti".

Mi reggo forte sì, sennò se casco pe' terra ci trovano 'r petrolio nella
bu'a, dé... :-D
Comunque complimenti davvero, cavolo. Appena lo hai pronto, lo "provo"
subito col danese e con l'islandese (sono curioso se ci hai ficcato
anche le sue preaspirazioni e le sue terrificanti nasali desonorizzate,
dette anche familiarmente "colpi di naso").

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)

Paolo

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to

Riccardo Venturi wrote:

> >Perché non è una marca finlandese ma (ahimè) italiana!


> Eh beh....le giacche a vento e le felpone pesanti mica le potevano

> chiamare "Canicattì" (anzi: "Canicattij").. :-D


>
> > E poi gli associano addirittura la bandiera norvegese, come puoi
> >vedere sulle giacche a vento.
> >Il solito pasticcio all'italiana.

> Già, hai ragione.

Sul sito www.napapijri.com c'è la "spiegazione" di tutto:

"Napapijri is a Finnish word (sic) that means Arctic Polar Circle and the
Norwegian flag stands as a tribute to the many men from that country who
took part in Polar exploration"

Se vuoi sapere che ne penso io, credo che semplicemente abbiano sbagliato
bandiera, così come hanno sbagliato grafia (oppure hanno creduto che
"Napapiiri" fosse una parola norvegese) e poi abbiano tirato fuori questa
"giustificazione" quando si sono accorti della castroneria: ma era troppo
tardi e le giacche a vento erano già in circolazione...

A proposito di <ij>, ti ricordi del ciclista danese Bjarne Riis? Divenne
misteriosamente "Rijs" sui giornali italiani per qualche tempo (forse
perché era ancora vivo il ricordo di Rijkaard) e poi fu corretto.

Ciao,
Paolo (Montanellij)


Nicola Nobili

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
Riccardo Venturi

> o <szobda zozoxets'i memgzavra vidre ik c'avsuliq'avi> "sarebbe stato
> meglio andare all'inferno che andarci"). Penso particolarmente al
> dialetto romagnolo stretto o al bolognese.

Prego? E che avrebbe il bolognese? Perdonami, ma quel che leggo qui di
sopra non mi suscita alcuna rimembranza o assonanza col dialetto bolognese.
Che intendevi dire?

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca)

Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
On Sat, 14 Oct 2000 19:48:26 +0100, Paolo <pmo...@usa.net> wrote:

>Sul sito www.napapijri.com c'č la "spiegazione" di tutto:


>
>"Napapijri is a Finnish word (sic) that means Arctic Polar Circle and
>the Norwegian flag stands as a tribute to the many men from that
>country who took part in Polar exploration"

Traduzione:
"Napapijri is a Finnish word, goddam. We thought it was Norwegian 'cuz
someone told us it was, but we'd better lurking the newsgroup
it.cultura.linguistica to avoid this poor show. Anyway, we don't give a
damn about Finnish, Norwegian, polar circles and flags; we want to sell
our stuff, and that's all."

>Se vuoi sapere che ne penso io, credo che semplicemente abbiano

>sbagliato bandiera, cosģ come hanno sbagliato grafia (oppure hanno


>creduto che "Napapiiri" fosse una parola norvegese) e poi abbiano
>tirato fuori questa "giustificazione" quando si sono accorti della

>castroneria: ma era troppo tardi e le giacche a vento erano gią in
>circolazione...
Infatti :-D
Ehehehe...vabbč, d'altronde ci siamo abituati nel nostro paese. Ad
esempio: se si importa un prodotto, perché non cambiargli nome (magari
traducendo quello originale, oppure inventandone uno ad hoc che possa
"far colpo"? E che ci stanno a fare i "creativi" strapagati nelle
agenzie pubblicitarie, sennņ)? Cosģ si eviterebbero, ad esempio, i *poor
shows* del detersivo Tide pronunciato /'tide/ ("Marea" andava male?) o
il detergente intimo Carefree pronunciato Carefré. Aho'.

>A proposito di <ij>, ti ricordi del ciclista danese Bjarne Riis?
>Divenne misteriosamente "Rijs" sui giornali italiani per qualche tempo
>(forse perché era ancora vivo il ricordo di Rijkaard) e poi fu
>corretto.

Tipico caso di ipercorrettismo grafico che poi, se mi ricordo bene,
influenzņ in alcuni anche la pronuncia; infatti, dopo che molti
giornalisti sportivi avevano faticosamente imparato che <Rijkard> si
pronuncia qualcosa come "rčicard", il buon Bjarne Riis diventņ
automaticamente Rčis.

Sulle pronunce dei giornalisti italiani di nomi stranieri, comunque, ci
si potrebbe scrivere un libro intero. I casi pił clamorosi restano
secondo me sempre quelli di Lech Walesa e di Ali Agca. Per Walesa ho
sentito coi miei orecchi "Valensa", "Ualesa", "Uauesa" e, una volta,
anche un mitico *Uavčnza*. Per Agca ho sentito "Aggka", "Acca", "Agga",
"Aghcią" eccetera. :-D

>Ciao,
>Paolo (Montanellij)
Parente di Ijndro? :-D :-D

Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
> Prego? E che avrebbe il bolognese? Perdonami, ma quel che leggo qui
di
>sopra non mi suscita alcuna rimembranza o assonanza col dialetto
bolognese.
>Che intendevi dire?
Dai, la mia era ovviamente un'esagerazione! :-D
Comunque, che il bolognese e il romagnolo facciano cadere le vocali
atone e che si abbiano delle combinazioni consonantiche decisamente
"insolite" per la lingua italiana, č un fatto direi innegabile.
Questo e nient'altro volevo dire. A meno che non venga ritrovato un
testo bolognese scritto con l'alfabeto "militare" georgiano (cosģ si
chiama, <mxedruli> vuol dire proprio "militare"), dimostrando finalmente
in modo inequivocabile che il bolognese č una lingua kartvelica.
Eeheheheh!

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
*So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide)

Riccardo Venturi

unread,
Oct 14, 2000, 3:00:00 AM10/14/00
to
>> Maremma maiala, [...] :-D
>
>Mareemma bona! ;)))

Tutti mi dicon Maremma, Maremma
E invece io vo' dir Maremma amara;
L'uccello che ci va perde la penna,
Io ci ho perduto una persona cara!

:-D

>> [...]
>> Saluti e grazie per le informazioni,
>
>Ringrazio anch'io Midori e ne approfitto per salutarla ^_^.

E la saluto pure io!

Ah!

¡Simón Bolívar, Simón!
¡Caraqueño Americano!
El suelo venezolano
Le dio la fuerza a tu voz
¡Simón Bolívar, Simón!
Nació de tu Venezuela
Y por todo el tiempo vuela
Como candela tu voz,
Como candela que va
Señalando un rumbo cierto
Por este cielo cubierto
De muertos con dignidad.

Saluti a te,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)

Midori

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
Un saluto anche a te, Mariuccia, e agli altri, naturalmente. :-)

"Mariuccia Ruta" <ruta...@telcel.net.ve> wrote in message
news:39e87eb5...@News.CIS.DFN.DE...


> Ringrazio anch'io Midori e ne approfitto per salutarla ^_^.
>

> --
> Ciao,
> MariucciaŽ

Paolo

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
> >"Napapijri is a Finnish word (sic) that means Arctic Polar Circle and
> >the Norwegian flag stands as a tribute to the many men from that
> >country who took part in Polar exploration"
> Traduzione:
> "Napapijri is a Finnish word, goddam. We thought it was Norwegian 'cuz
> someone told us it was, but we'd better lurking the newsgroup
> it.cultura.linguistica to avoid this poor show. Anyway, we don't give a
> damn about Finnish, Norwegian, polar circles and flags; we want to sell
> our stuff, and that's all."

ROTLF!

> Infatti :-D
> Ehehehe...vabbè, d'altronde ci siamo abituati nel nostro paese. Ad


> esempio: se si importa un prodotto, perché non cambiargli nome (magari
> traducendo quello originale, oppure inventandone uno ad hoc che possa
> "far colpo"? E che ci stanno a fare i "creativi" strapagati nelle

> agenzie pubblicitarie, sennò)? Così si eviterebbero, ad esempio, i *poor


> shows* del detersivo Tide pronunciato /'tide/ ("Marea" andava male?) o
> il detergente intimo Carefree pronunciato Carefré. Aho'.

Aggiungo: */'twining(s)/ ("Twinings") e */fut'luker/ ("Foot Locker"). Invece
"Levi's" /'lEvis/ (americano ['li.vae.s]) è più accettabile: dopotutto il
fondatore si chiamava Levi Strauss (Strauß?) ed era tedesco. E poi,
diciamocelo francamente: a me scoccerebbe andare in un negozio (ahimè: in
una "jeanseria" :-( ) e dire: "Potrebbe farmi vedere un paio di lìvais five
hundred and five"?

> Tipico caso di ipercorrettismo grafico che poi, se mi ricordo bene,

> influenzò in alcuni anche la pronuncia; infatti, dopo che molti


> giornalisti sportivi avevano faticosamente imparato che <Rijkard> si

> pronuncia qualcosa come "rèicard", il buon Bjarne Riis diventò
> automaticamente Rèis.
>

È già tanto se qualcuno non abbia sparato "Ràis"!

>
> Sulle pronunce dei giornalisti italiani di nomi stranieri, comunque, ci

> si potrebbe scrivere un libro intero. I casi più clamorosi restano


> secondo me sempre quelli di Lech Walesa e di Ali Agca. Per Walesa ho
> sentito coi miei orecchi "Valensa", "Ualesa", "Uauesa" e, una volta,

> anche un mitico *Uavènza*. Per Agca ho sentito "Aggka", "Acca", "Agga",
> "Aghcià" eccetera. :-D

Invece di /va'wensa/ e /a'dZ}a/. Come il mitico "Bash" (Bush) di Enrico
Mentana (corretto poi da Gino Bartali a Striscia la Notizia in "Bùsce")!

> >Ciao,
> >Paolo (Montanellij)
> Parente di Ijndro? :-D :-D

No, ij mieij antenatij vengono (venijvano) da Montespertolij e non da
Fucecchijo :-).

Ciao,
Paolo


Force Queneau

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to

Paolo <pmo...@usa.net> ha riportato nel messaggio ...

> > >"Napapijri is a Finnish word (sic) that means Arctic Polar Circle
............

> > damn about Finnish, Norwegian, polar circles and flags; we want to sell
> > our stuff, and that's all."

E si era capito..... :-)

>
E poi,
> diciamocelo francamente: a me scoccerebbe andare in un negozio (ahimč: in
> una "jeanseria" :-( ) e dire: "Potrebbe farmi vedere un paio di lěvais


five
> hundred and five"?

Li pagheresti fifty dollars.....


> No, ij mieij antenatij vengono (venijvano) da Montespertolij e non da
> Fucecchijo :-).

Montespertolij vicino Nijmegen o vicino Ijssel? :-)

Paolo

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
> Invece
> "Levi's" /'lEvis/ (americano ['lIivae.z])

Scusate.

Paolo


Midori

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to

"Paolo" <pmo...@usa.net> wrote in message news:39E9AD49...@usa.net...

> Invece di /va'wensa/ e /a'dZ}a/. Come il mitico "Bash" (Bush) di Enrico
> Mentana (corretto poi da Gino Bartali a Striscia la Notizia in "Bůsce")!

Per non parlare poi di Ted e Tina Tarner, Schůmacher e compagnia bella...

Father McKenzie

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to

Midori <mido...@NOSPAMyahoo.com> ha scritto nel messaggio

> Per non parlare poi di Ted e Tina Tarner, Schůmacher e compagnia bella...

In verita', la pronuncia Schůmacher l'ho sentita in tv da un diretto
interessato, l'ex portiere della nazionale tedesca Toni Schumacher. Puo'
darsi che sbagliasse.
Chi sa mettermi un lume addosso sulla pronuncia dei toponimi svedesi che
cominciano con G,
K (Göteborg, Kiruna, etc)?


Enoch_Soames

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to

"Father McKenzie"

>
> In verita', la pronuncia Schůmacher l'ho sentita in tv da un diretto
> interessato, l'ex portiere della nazionale tedesca Toni Schumacher. Puo'
> darsi che sbagliasse.

> Chi sa mettermi un lume addosso

Sbagliava, sbagliava. Ma a parte questo... Padre McKenzie stia bene attento
a trasformare in cotal guisa la famigerata frase di Herr Wolfgang Mueller
("chi mi mette i lumi"?). Lei lo vuole addirittura addosso, come era d'uso
metterlo a un moribondo, accostandoglielo al naso, per vedere, qualora la
fiamma avesse ballonzolato, se l'agonizzante ancora respirava. E' questa
l'origine della locuzione "essere al lumicino". Vuole ancora il lume
addosso?

Facciamo gli scongiuri, vero?

Enoch Scongiurames

Riccardo Venturi

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
>Chi sa mettermi un lume addosso sulla pronuncia dei toponimi svedesi
che

>cominciano con G,
>K (Göteborg, Kiruna, etc)?

< Göteborg > [ ´jų:te'`bO:rj]
([O] = o di media apertura)
([´] = tono ascendente; [`] = tono discendente)

Quanto a < Kiruna >, essendo un toponimo non di origine puramente
svedese, si pronuncia eccezionalmente < '´Ki:runa >; sei, insomma,
andato a beccare proprio un'eccezione.
Ora purtroppo non mi vengono a mente toponimi svedesi che inizino per
<Ki-> e mi fa un'estrema fatica andare a prendere un atlante; ma,
supponendo che esista,

< Kilköping > (<kil> "cuneo")

si pronuncerebbe [´tSļ:l'´tSųping]
([tS] = <c> italiana in <cena>; [ ļ ] = la particolare [i] chiusa
svedese)

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
*So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide)

Riccardo Venturi

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
>Per non parlare poi di Ted e Tina Tarner,
In generale adesso si sente [tąina tąrner]. Si sono accorti del
dittongo.

Schłmacher
Cioč [sciłmaker].

Riccardo Venturi

unread,
Oct 15, 2000, 3:00:00 AM10/15/00
to
>Aggiungo: */'twining(s)/ ("Twinings") e */fut'luker/ ("Foot Locker").
Mi raccontava un mio amico di Chieti della faccia e delle risatine,
seguite da pacca sulle spalle, che, a Las Vegas, gli hanno fatto quando
ha ingenuamente chiesto, in un locale, dove si trovassero le [slat
mescìnz]. Vabbè che, certamente, in quella lussuriosa città si trova di
tutto, ma ancora le <slut machines> non le hanno, credo, inventate...

>È già tanto se qualcuno non abbia sparato "Ràis"!

Salvo poi parlare della diga dell' [isselmèr]. Sentita anche questa :-D


>Invece di /va'wensa/ e /a'dZ}a/. Come il mitico "Bash" (Bush) di Enrico
>Mentana (corretto poi da Gino Bartali a Striscia la Notizia in

"Bùsce")!
Vabbè, qui allora lo so dove si va a parare: a Bisteccone Galeazzi :-D
(Lo rivoglio a leggere i risultati della [cèmpionz li:g] e della Coppa
Uefa! Lo rivoglio! Chi me li ridarà mai il [rush ciozòff] e lo
[sciass...scastòr do...do...dons]?)
NB: <Ruch Chorzów> (squadra di calcio polacca), <S'c'axtër Donec>
(squadra di calcio russa

>> Parente di Ijndro? :-D :-D
>

>No, ij mieij antenatij vengono (venijvano) da Montespertolij e non da
>Fucecchijo :-).

Bene, allora ci avevano ijl vijno dimorto bòno! Cavolij!

Salutij,

*Rijccardo Venturij*


*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)
*_______________________________

*Via Garibaldij 41, 57122 Lijvorno

Midori

unread,
Oct 15, 2000, 7:27:35 PM10/15/00
to
Essendo la parola "Schuhmacher" (letteralmente "calzolaio") composta da
"Schuh" (scarpa) e "Macher" (colui/colei che fabbrica), i tedeschi
solitamente non la pronunciano né sciùmacher né sciumàcher, bensì
sciùmàcher... :)

Ciao,

Midori

"Father McKenzie" <james....@ERMOCOLLEinfinito.it> wrote in message
news:8scvdd$2ej$1...@serv1.albacom.net...


>
> Midori <mido...@NOSPAMyahoo.com> ha scritto nel messaggio
>

> > Per non parlare poi di Ted e Tina Tarner, Schùmacher e compagnia
bella...
>
> In verita', la pronuncia Schùmacher l'ho sentita in tv da un diretto


> interessato, l'ex portiere della nazionale tedesca Toni Schumacher. Puo'
> darsi che sbagliasse.

Enoch_Soames

unread,
Oct 15, 2000, 7:37:10 PM10/15/00
to

"Midori" ha scritto:


> Essendo la parola "Schuhmacher" (letteralmente "calzolaio") composta da
> "Schuh" (scarpa) e "Macher" (colui/colei che fabbrica), i tedeschi
> solitamente non la pronunciano né sciùmacher né sciumàcher, bensì
> sciùmàcher... :)

Questo prima che vincesse il terzo titolo mondiale e il diritto al terzo
accento iridato. Adesso si pronuncia Sciùmàchèr, ma si scrive ancora
Shakespeare e si legge sempre Schopenhauer.

Enoch Soames


Riccardo Venturi

unread,
Oct 15, 2000, 9:17:30 PM10/15/00
to
>Questo prima che vincesse il terzo titolo mondiale e il diritto al
>terzo accento iridato. Adesso si pronuncia Sciùmàchèr, ma si scrive
>ancora Shakespeare e si legge sempre Schopenhauer.

:-))))))))))))))))))
Saluti,

*Riccardo Venturi*


*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
*So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)
*_______________________________

*Via Garibaldi 41, 57122 Livorno

Father McKenzie

unread,
Oct 16, 2000, 1:44:26 AM10/16/00
to

Enoch_Soames <E...@galactica.it> ha scritto nel messaggio

> metterlo a un moribondo, accostandoglielo al naso, per vedere, qualora la
> fiamma avesse ballonzolato,

Ma io intendevo: porre il lume in capo, per illuminare il cammino.
(Ah, questi portieri tedeschi che non sanno pronunciare il proprio nome.
D'altra parte, il suo mestiere lo faceva piuttosto bene).


Father McKenzie

unread,
Oct 16, 2000, 1:47:29 AM10/16/00
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de>

Grazie. Ma perche' Kiruna non andava bene? L'ho scelta a caso, mi e'
tornata in mente dalle elementari, mi pare fosse sede d'industrie
siderurgiche. Il ferro aiuta la memoria.


Mariuccia Ruta

unread,
Oct 16, 2000, 12:33:31 AM10/16/00
to
On Sat, 14 Oct 2000 20:35:45 GMT, in it.cultura.linguistica
ven...@couriermail.de (Riccardo Venturi) wrote:

> >> Maremma maiala, [...] :-D
> >
> >Mareemma bona! ;)))
>
> Tutti mi dicon Maremma, Maremma

> [...]
> :-D
> Ah!
>
> ¡Simón Bolívar, Simón!
> [...]

Grazie, Riccardo.
L'ho letta stamane, ero in partenza per Caracas e questo tuo passaggio
dalla Maremma al Venezuela con Simón Bolívar Libertador de América mi
ha accompagnata per tutto il giorno come una dedica davvero speciale.


>
> Saluti a te,
> *Riccardo Venturi*

--
Ciao,
Mariuccia®

magica

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to
In <39e8c284...@diesel.cu.mi.it> Riccardo Venturi scrive...

> Tutti mi dicon Maremma, Maremma

> E invece io vo' dir Maremma amara;

Io ricordo (p[ero meglio della Gigogin del bavero zafferano):

E a me mi pare una Maremma amara

> L'uccello che ci va perde la penna,
> Io ci ho perduto una persona cara!

Sia maledetta Maremma Maremma,
sia maledetta Maremma e chi l'ama.
Sempre mi trema il cor quando ci vai
perché ho paura che non tornerai.

Gian Carlo


Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Riccardo Venturi

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to
>Grazie. Ma perche' Kiruna non andava bene? L'ho scelta a caso, mi e'
>tornata in mente dalle elementari, mi pare fosse sede d'industrie
>siderurgiche. Il ferro aiuta la memoria.

Forse ho inteso male, ma mi era parso che la tua domanda riguardasse
certe caratteristiche della pronuncia svedese corrente; indi per cui,
<Kiruna> (per le ragioni che ti ho detto; credo che il toponimo sia di
origine lappone o comunque certo non svedese) non poteva essere un
esempio applicabile. Per farla breve, non ha la pronuncia regolare (che
sarebbe qualcosa come *['´tSi:runa]). La pronuncia è invece, come detto,
['´ki:runa] (con l'accento sulla prima sillaba, anche se da noi si sente
spesso [chirùna].

Father McKenzie

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to

Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> ha scritto nel messaggio

> Forse ho inteso male, ma mi era parso che la tua domanda riguardasse
> certe caratteristiche della pronuncia svedese corrente;

Certo che hai inteso bene. Ti ringrazio delle risposte.

Giovanni Drogo

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to
On Fri, 13 Oct 2000, Riccardo Venturi wrote:

> *sensazionale*. Negli ultimi tempi viene venduta in alcuni hard discount
> una birra prodotta a Bitonto (Bari), sulla cui etichetta è raffigurato
> il celebre Castel del Monte. Nome della birra: "Castelberg". In

Mi ricorda quella storia di Piero Chiara in cui un piccolo
contrabbandiere di nome Prezioso Bonalumi rivendeva una morchia di
ghiande schiacciate nelle latte dell'olio Shell, aggiungendoci una
scritta "Precious Rover Oil" :-)


Roger

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to

"Riccardo Venturi" <ven...@couriermail.de> ha scritto nel messaggio

> :-))))))))))))))))))

Alla faccia di Nicoletta, c'è un acronimo codificato per indicare una risata
omerica (ma più composta di ROTFL):

LOL
che significa "Laughing out loud" .
(da Usenet Acronyms Dyctionary -
http://homepages.ihug.co.nz/~tajwileb/abbreviations.html)

A proposito, c'è qualcuno che sa perché, per indicare una risata a
crepapelle, si dice *omerica*?
Roger

Enoch_Soames

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to

"Roger"

>
> A proposito, c'è qualcuno che sa perché, per indicare una risata a
> crepapelle, si dice *omerica*?

Risata degna degli eroi descritti nei poemi omerici. Risata poderosa,
possente.

Enoch Somerames

Sergio

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to
On Mon, 16 Oct 2000 10:15:46 +0200, "Father McKenzie"
<james....@ERMOCOLLEinfinito.it> wrote:

>
>Riccardo Venturi <ven...@couriermail.de> ha scritto nel messaggio

>> Forse ho inteso male, ma mi era parso che la tua domanda riguardasse
>> certe caratteristiche della pronuncia svedese corrente;
>
>Certo che hai inteso bene. Ti ringrazio delle risposte.

A proposito di svedese, premesso che lo sconosco totalmente, ho notato
che nel vocabolario manca la "W". Non esiste ?

Ciao.
Sergio.

Riccardo Venturi

unread,
Oct 16, 2000, 3:00:00 AM10/16/00
to
>A proposito di svedese, premesso che lo sconosco totalmente, ho notato
>che nel vocabolario manca la "W". Non esiste ?

Attualmente, solo in alcuni nomi di persona (sia internazionali che
svedesi, ancora scritti secondo la vecchia grafia: <Westergaard>,
<Wivallius>, laddove, in grafia moderna, si scriverebbe <Vestergård>,
<Vivallius> ecc.). Naturalmente si usa in diversi toponimi
internazionali: <Washington>, <Wien> ecc.
Ciņ non toglie che, in passato, la situazione fosse molto diversa. La
<w>, molto probabilmente per influsso tedesco, č stata usata largamente
fino a perlomeno tutto il XVIII secolo (quando cominciņ ad affermarsi
definitivamente <v>).
La grafia svedese, tra il fissarsi di nuove consuetudini e riforme
ortografiche ufficiali, č mutata molto in due secoli. Solo per farti
alcuni esempi:

secoli:

XVIII XIX XX

<lefwa> "vivere" <lefva> <leva>
<wriida> "torcere" <vrida> <vrida>
<gifwa> "dare" <giva> <ge>

ecc. ecc.

Saluti,

*Riccardo Venturi*
*Er muoz gelīchesame die leiter abewerfen
*So er an īr ūfgestigen ist (Vogelweide)

Antonio

unread,
Oct 17, 2000, 3:00:00 AM10/17/00
to
>Vabbè, qui allora lo so dove si va a parare: a Bisteccone Galeazzi :-D
>(Lo rivoglio a leggere i risultati della [cèmpionz li:g] e della Coppa
>Uefa! Lo rivoglio! Chi me li ridarà mai il [rush ciozòff] e lo
>[sciass...scastòr do...do...dons]?)
>NB: <Ruch Chorzów> (squadra di calcio polacca), <S'c'axtër Donec>
>(squadra di calcio russa

Perdonami per la pignoleria, Riccardo, ma la città di Doneck è in
Ucraina, non in Russia (anche se in quella zona - il Donbass - si
parla quasi esclusivamente russo...)

Antonio

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