per mio puro interesse sto tentando da tempo di cercare di capire
meglio da dove derivi, cosa significhi nell'etimo il termine
"osceno"... ho consultato un orrendo dizionario che ho in casa, il De
Mauro (online) e cercato in un sito che si occupa di etimologie...
I risultati sono più o meno tutti simili... sembra che derivi dal
latino "obscenus" e i significati che si danno al termine sono tutti
riferiti e riferibili a un "offesa al senso comune di decenza, di
pudore"...
[Nel dizionario di latino si cita addirittura un uso al plurale neutro
(obscena, obscenorum...) per significare "escrementi"...]
Questo è effettivamente l'uso che nel quotidiano si fa del termine in
questione...
Chiedo però se l'ipotesi che osceno (utilizzato in questo caso più
come aggettivo sostantivato che come sostantivo tout-court) derivi dal
greco, ovvero da "os(?)-kenòs", possa essere presa in considerazione o
debba invece essere scartata senza dubbio alcuno... "Kenòs"
generalmente significa vano, vuoto, vacuo, privo... Per "os" invece vi
sono parecchie interpretazioni possibili, e non saprei da dove
iniziare...
Che significato "altro" potrebbe avere se davvero derivasse dal greco?
Forse "quello che non c'è"? oppure "ciò che è vano?" o "frivolo"?
"inconsistente?"
E se così fosse, potrebbe esservi una relazione fra il sostantivo
"scèna", inteso come palco di un teatro, e l'os-kenè di cui sopra?
Nell'etimologia più diffusa del termine "scèna" si cita il latino
"scaena", a sua volta derivante dal greco "skenè", che effettivamente,
fra i vari significati(fra cui tenda, accampamento etc), era usato
anche per indicare il palco di un teatro...
Capisco che la domanda può sembrare bizzarra e mi scuso per eventuali
inesattezze e OSCENITA', ma non sono uno studioso, non sono un
letterato, sono solamente un curioso... Cerco un aiuto da chi ne sa
più di me. Il problema, almeno a me, sembra di difficile soluzione...
Ringrazio sin d'ora chi vorra rispondermi...
Saluti
Invece scaena è la forma principale, scena come forma derivata, anche se
l'origine sembra chiara, dal greco skené.
Il Devoto indica come valore originario di obscaenus "di cattivo
augurio", facendolo derivare da scaena, oppure (sorprendentemente) da
scaevus "sinistro".
I significati "orrido", "turpe", "sozzo", ed "infausto, malaugurante"
sembrano uniti in Virgilio che attribuisce l'aggettivo alle Arpie.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
l'oxford latin dictionary dà invece la forma con la e breve e cita anche un
opscenus
> Invece scaena è la forma principale, scena come forma derivata, anche se
> l'origine sembra chiara, dal greco skené.
>
> Il Devoto indica come valore originario di obscaenus "di cattivo
> augurio", facendolo derivare da scaena, oppure (sorprendentemente) da
> scaevus "sinistro".
>
forse non è così sorprendente
risalendo un po' per il dizionario trovo un verbo obscaeuare, col
significato di 'costituire un cattivo (o buon)' presagio, che collima con la
definizione primaria di obscenus data dall'o.l.d. : boding ill,
unpropitious, ill-omened
scaeua, per inciso, è 'an image of the phallus worn as a charm': pueris
turpicula res in collo quaedam suspenditur, ne quid obsit, scaeuola
appellata
Questo?
http://www.etimo.it/?term=osceno&find=Cerca
Ciao,
Epimeteo
---
Esattamente Epitemeo...
Comunque mi ritengo soddisfatto nel sapere che c'è una coincidenza fra
il greco skenè e l'"osceno" di uso volgare...
La domanda mi è sorta sentendo Carmelo Bene definire il suo teatro
come "Osceno nell'etimo"... da lì mi sono incuriosito, e cercando nei
dizionari più comuni non avevo mai trovato la prova che
quell'etimologia, quel termine potesse davvero avere a che fare col
"Teatro dell'Irrapresentabile", come C.B. stesso lo definiva... Dunque
colgo una connessione ora piuttosto chiara fra l'etimo e la
"rivoluzione" teatrale di Bene stesso, cioè l'estromettere qualsiasi
"voluntas e/o noluntas" dell'attore stesso per "uscire di scena" e
sfuggire al vizio del teatro occidentale che egli, rifacendosi ad una
prima critica di Antonin Artaud, condiserava un teatro del "morto
orale", del riferire, del re-citare, o, per dirla ancora con Artaud
"un teatro di invertiti, di droghieri, di truffatori; in una parola di
Occidentali"...
Ringrazio coloro che hanno prestato attenzione a questa mia domanda e
ringrazio per la competenza...
Saluti