ho un quesito da porre un po' particolare.
Esiste, per caso, una regola grammaticale che permetta di stabilire, in modo
esatto, su quale sillaba debba cader l'accento per i verbi di prima
coniugazione al modo indicativo?
Faccio subito un esempio chiatrificatore.
Di seguito riporto alcuni verbi che fanno sorgere dubbi sulla corretta
pronincia:
dissipare
(Es. io děssipo o dissěpo)
allocare
(io ŕlloco o allňco)
tracimare
(trŕcimo o tracěmo )
defecare, crogiolare, configurare, surrogare, assicurara, tramutare... e
molti altri...
A sentir parlare la gente sembra che o l'uno o l'altro modo vada bene. Ma
non penso sia cosě.
CIAO
> defecare, crogiolare, configurare, surrogare, assicurara, tramutare... e
> molti altri...
Capisco i dubbi su 'crogiolare' e 'surrogare', ma sugli altri...
Ciao,
Roger
> Capisco i dubbi su 'crogiolare'
Be', no, su "crogiolare" non avrei proprio dubbi: il "crogiòlo" è un
attrezzo utilizzato per fondervi metalli: potrebbe essere che qualcuno
possa confondere il crogiòlo col verbo "io mi crògiolo", ma non ci sono
dubbi, la coniugazione è questa:
io crògiolo
tu crògioli
egli crògiola
noi crogioliàmo
voi crogiolàte
essi crogiòlano.
P.
--
Passo lento, disinvolto e spensierato degli alpini che marciano
cantando sotto le parabole successive e accanite degli shrapnels.
> Esiste, per caso, una regola grammaticale che permetta di stabilire, in
modo
> esatto, su quale sillaba debba cader l'accento per i verbi di prima
> coniugazione al modo indicativo?
> defecare, crogiolare, configurare, surrogare, assicurare, tramutare...
Premesso che confìguro, assìcuro o tràmuto non li ho mai sentiti,
la regola è semplice:
la pronuncia è piana, salvo numerose eccezioni ;-)
Ciao, edi'®
Infatti il comportamento dei verbi composti con «-rogare» è un po'
strano, in quanto si dice, sí, «mi arrògo» e «surrògo», ma d'altra
parte «dèrogo» e «intèrrogo».
C'è qualcuno che sappia spiegare questa incoerenza?
Ciao, Wolfgang
> "Roger" <rugfa...@fastwebnet.it> wrote:
>
> > Capisco i dubbi su 'crogiolare'
>
> Be', no, su "crogiolare" non avrei proprio dubbi: il "crogiòlo" è un
> attrezzo utilizzato per fondervi metalli:
Sono d'accordissimo con te e neppure io li avrei.
Però li capisco, perché la parola 'crogiòlo' esiste.
Mentre non esistono le parole 'défeco', 'confíguro', 'assícuro', e 'trámuto'
e qui i dubbi proprio non li capisco.
Ciao,
Roger
Io no, però l'unico verbo in -rogare per il quale non ci sono dubbi sulla
pronuncia piana è /arrogare perché per /surrogare qualche dizionario (De
Mauro, Devoto-Oli) ammette anche la pronuncia sdrucciola.
Per tutti gli altri (oltre a quelli da te citati: erogare, abrogare,
irrogare e prorogare) la pronuncia è sicuramente sdrucciola.
Ciao,
Roger
> Mentre non esistono le parole 'défeco', 'confíguro', 'assícuro', e
'trámuto'
> e qui i dubbi proprio non li capisco.
Eppure... eppure, sul mio vecchio Palazzi il verbo "valutare" è coniugato
così:
io valùto
Oggi quasi nessuno usa questo accento.
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
> Be', no, su "crogiolare" non avrei proprio dubbi: il "crogiňlo" č un
> attrezzo utilizzato per fondervi metalli
UhmŽ... non vedo il nesso.
> la pronuncia è piana, salvo numerose eccezioni ;-)
Risposta perfetta.
Perché "Eppure...eppure..."?
Ho parlato di valutare?
Sull'accento di questo verbo si è discusso qualche tempo fa.
Ecco il post più significativo di quel filone su questo verbo:
Ciao,
Roger
Ci sono alcuni altri che mostrano tale oscillazione dell'accento:
«adulo», «confuto» e -anticamente- pure «elaboro», «collaboro» e
non so che altri composti con «-laboro».
L'ultimo esempio mi sembra anche fornirci una spiegazione del
fenomeno. Mentre «lavoro», in quanto parola indubbiamente popolare
come risulta dalla «v» al posto di «b», mantiene stabilmente
l'accento sulla penultima, i verbi composti, che son tutti voci
dotte, l'hanno spostato poiché le sdrucciole vengono, comunque
dai semicolti, ritenute piú fini, piú colte, piú dotte o che dir
si voglia.
Tale tendenza alla «sdrucciolizzazione» di certe parole non si
limita alle forme rizotoniche dei verbi. Si osserva anche con dei
sostantivi, maggiormente neoformazioni dotte. Tanto per farne un
esempio, «telefono» è parola sdrucciola sebbene la radice greca
«phon-» si scriva con omega, lettera che in latino corrispondeva a
una «o» lunga, per la qual ragione la parola dovrebb'essere piana.
Da annotare che i bravi Portoghesi pronunciano davvero «telefone»
con l'accento sulla «o», mentre gli Spagnoli fanno come gli
Italiani.
Ora et làbora? Che schifo! Meno male che io da ateo e bighellone
non faccia né l'uno né l'altro. :)
Ciao, Wolfgang
> Perché "Eppure...eppure..."?
> Ho parlato di valutare?
No... era un "eppure" cosmico :-)
Ciao
Ale (grazie del link)
--
Namárië Valinor
: Infatti il comportamento dei verbi composti con «-rogare» è un po'
: strano, in quanto si dice, sí, «mi arrògo» e «surrògo», ma d'altra
: parte «dèrogo» e «intèrrogo».
In giuridichese si "sùrroga" quasi sempre.
Ciao
jacopo
--
www.ordet.it
> Be', no, su "crogiolare" non avrei proprio dubbi:
[...]
> ma non ci sono
> dubbi, la coniugazione è questa:
[...]
> essi crogiòlano.
Io direi "crògiolano"
--
Ciao
Frank