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Ancora serendipità

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El Bandolero

unread,
Dec 31, 1998, 3:00:00 AM12/31/98
to
salve

tutti sanno che *autoreferente* è un termine che si può applicare a se
stesso, come ad esempio polisillabo, che è, appunto, polisillabo. Si può
ragionevolmente supporre che l'essere autoreferente sia una proprietà
stabile delle parole? Parrebbe di no...

INTROVABILE è introvabile finchè non la si trova (sul vocabolario).

Serendipità è la proprietà di qualcosa di venire scoperta mentre si sta
cercando qualcos'altro, come già detto in un precedente post, e per me
SERENDIPITA' è autoreferente perchè l'ho trovato mentre cercavo un'altra
parola, ma per voi che leggete questo post non lo è!

curioso no?

ciao e ancora

felice anno nuovo

mario...@usa.net

unread,
Jan 4, 1999, 3:00:00 AM1/4/99
to
In article <76gc2k$dln$1...@hermes.iol.it>,
"El Bandolero" <p...@pp.pip> wrote:

> Serendipità è la proprietà di qualcosa di venire scoperta mentre si sta
> cercando qualcos'altro, come già detto in un precedente post, e per me
> SERENDIPITA' è autoreferente perchè l'ho trovato mentre cercavo un'altra
> parola, ma per voi che leggete questo post non lo è!
>

Salve. Serendipita' e' la qualita' di chi cerca , non delle cose, per cui la
parola serendipita' non puo' essere autoreferente.
Mi dispiace

Mario

-----------== Posted via Deja News, The Discussion Network ==----------
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lucia de santis

unread,
Jan 5, 1999, 3:00:00 AM1/5/99
to

mario...@usa.net ha scritto nel messaggio

>Serendipita' e' la qualita' di chi cerca , non delle cose, per cui la
>parola serendipita' non puo' essere autoreferente.
>Mi dispiace
>Mario

In quest'epoca in cui non esistono più né dèi né valori, non appena si
comincia a credere in qualcosa, a provare un'affezione, un richiamo da una
voce arcana, e la speranza sembra stia per risorgere dalle sue macerie...
...arriva subito il solito scettico a distruggere il gioco!
(BTW, visto il livello medio delle discussioni su it.cultura.ateismo, direi
che se spostassimo lì il thread sopravviveremmo ancora per anni e
anni...L'idea di "dio" è referenziale? La risposta dipende dal concepire un
dio in sé o in un altrove? E questo altrove è un altrove fisico o un
costrutto mentale? Dire "io credo" è lo stesso che dire "io credo di
credere?" "Io credo di credere" è un concetto referenziale o ricorsivo? ---
NON rispondete, per favore!!! )

Purtroppo anche il Dizionario (Garzanti 1987) che ho sottomano ti dà
ragione:
Serendipità, s.f. (non com.) lo scoprire qualcosa di inatteso e importante
che non ha nulla a che vedere con quanto ci si proponeva di trovare o con i
presupposti teorici sui quali ci si basava / l'attitudine a fare scoperte
fortunate e impreviste. // Dall'inglese "serendipity"; da "Serendip", antico
nome arabo di Ceylon; il significato del termine trae origine dalla fiaba
persiana "I tre principi di Serendip", nella quale gli eroi protagonisti
posseggono appunto il dono naturale di trovare cose di valore non cercate.

Ma, appunto, "non com.", poco usato: e una Lingua E' l'uso che ne fanno i
parlanti. Per dire: se un drappello di linguisti in erba e sondaggisti si
mettesse a contare le occorrenze delle parole nei NG, e ci stesse leggendo
in questo periodo, rileverebbe una cospicua frequenza della parola
"Serendipità", e magari quel "non com." comincerebbe a tremare...
Per dire: se uno di noi fosse un po' (più) maniaco, potrebbe scrivere un
ironico libretto scanzonato, o una rigorosa tesi di Dottorato, intorno al
concetto di Serendipità (lo ripeto qualche volta in più, hai visto mai le
occorrenze...), e usarlo, invece che, come dite tu e il mio Dizionario
(retrogradi! passatisti! increduli!) in riferimento alla persona che scopre
ecc., in riferimento all'oggetto: "Serendipità: proprietà di qualcosa, che
non ci si proponeva di trovare, di essere stata scoperta in modo inatteso e
casuale, e di rivelarsi in seguito importante o preziosa..." ...e se questo
libro fosse un discreto successo, per via del caso, o grazie al Destino, che
aiuta gli Audaci e i Raccomandati dalle Case Editrici... allora verrà
riconosciuto anche questo uso della parola Serendipità, sulla base del quale
io, precorrendo i tempi, posso affermare che:

Considerando le varie forme di autoreferenzialità (AR) proposte:
- AR "interna" al vocabolo (proprietà del vocabolo di essere
auto-descrittivo), es. SDRUCCIOLO;
- AR dipendente dal contesto, es. OBSOLETO, ULTIMO; bello INTROVABILE, che
normalmente si trova, ma in un piccolo vocabolario italiano-francese forse
no...
- verbi performativi, es. GIURO, ORDINO;
- (sentite questa): imparare la parola IMPARARE, scrivere SCRIVERE, dire
DIRE...
(ricordate "Godel, Escher, Bach" di Hofstadter?);

- forse, l'esperienza che un parlante comune ha del rivelarsi di una qualche
forma di AR si può descrivere come "una scoperta casuale di qualcosa di
inatteso e curioso, che poi risulta divertente o gradevole"..., cioè, come
una Serendipità.

Quindi:
- "Serendipità" è autoreferenziale (considerando il "nuovo" uso della parola
"Serendipità")
- "Autoreferenzialità" è serendipitale
(se qualcuno ha delle riserve sulla parte finale della parola, posso
proporre: serendipitevole, serendipante, serendiposo...)

Massimo Manca

unread,
Jan 5, 1999, 3:00:00 AM1/5/99
to
lucia de santis wrote:
>
>
> (BTW, visto il livello medio delle discussioni su it.cultura.ateismo, direi
> che se spostassimo lì il thread sopravviveremmo ancora per anni e
> anni...

Credo che là "serendipità" non saprebbero neanche come si scrive...

mario...@usa.net

unread,
Jan 6, 1999, 3:00:00 AM1/6/99
to
In article <76tlq5$ebr$1...@news.mclink.it>,

"lucia de santis" <i.za...@datainfosis.it> wrote:

> Purtroppo anche il Dizionario (Garzanti 1987) che ho sottomano ti dà
> ragione:

Perche' purtroppo? Cosi e' molto meglio; serendipita' e' una qualita'
umana, la capacita' di mantenere la mente aperta a tutte le scoperte anche
mentre si e' occupati a cercare qualcosa d'altro.
Trasferire questa qualita' alle cose e' un atteggiamento passivo.
In ogni modo non ha futuro come parola italiana, restera' non com.
(ci sono gia' parole piu' corte e piu' efficaci)

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