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Come si pronunciano le doppie consonanti?

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Anonymous

unread,
Jul 19, 1999, 3:00:00 AM7/19/99
to
Io studio italiano da sé 6 mesi (avevo studiato latino per 4 anni in
scuola, 8 anni fa!) Tutto va bene, ma il mio manuale dell' italiano
per gli stranieri dice che le doppie consonanti devono essere
pronunciate individualmente. Io non capisco quel concetto! (Sono
americano)

Può spiegarmi qualcuno come che uno dovrebbe pronunciare correttamente
le doppie consonanti? E può spiegarmi la differenza fra due parole
come:

mala - e - malla?

Grazie in anticipo,


-- J.R.

--------== Posted Anonymously via Newsfeeds.Com ==-------
Featuring the worlds only Anonymous Usenet Server
-----------== http://www.newsfeeds.com ==----------

Mary Cassidy

unread,
Jul 19, 1999, 3:00:00 AM7/19/99
to
Anonymous ha scritto:

> Io studio italiano da sé 6 mesi (avevo studiato latino per 4 anni in
> scuola, 8 anni fa!) Tutto va bene, ma il mio manuale dell' italiano
> per gli stranieri dice che le doppie consonanti devono essere
> pronunciate individualmente. Io non capisco quel concetto! (Sono
> americano)
>
> Può spiegarmi qualcuno come che uno dovrebbe pronunciare correttamente
> le doppie consonanti? E può spiegarmi la differenza fra due parole
> come:
>
> mala - e - malla?

Ciao J.R. (non ti farò la domanda ovvia :-) ),

Per dire che sono solo 6 mesi che studi l'italiano, stai andando molto
bene.
Non preoccuparti per le doppie consonanti - sono in Italia da quasi
vent'anni e ancora non ci riesco bene. E' molto difficile per gli
anglosassoni.

Nell'esempio che hai dato, in teoria dovresti dire: mal-la, quasi come se
fossero due parole.
A me non riesce, quindi aggiro il problema soffermandomi più a lungo sulla
"l".
Mi sembra che la "a" è anche un po' più corta che in "mala" (ma
sicuramente qualcuno mi correggerà).

Se conosci qualche italo-americano, ascolta come pronuncia le parole come
"Donatella" o "bella", e prova ad imitarlo. Comunque, ti conviene comprare
qualche cassetta per ascoltare la pronuncia.

Se vuoi scambiare due chiacchiere ogni tanto, vieni a trovarci anche su
it.cultura.linguistica.inglese, dove siamo un misto di italiani che
conoscono l'inglese e anglofoni che conoscono l'italiano.

Ciao,
Mary

---
baccalaureato: it. «baccalà» (v.): baccalà provvisto di titolo di studio
superiore; docente universitario scarsamente comunicativo.


Mariuccia Ruta

unread,
Jul 19, 1999, 3:00:00 AM7/19/99
to
Complimenti J.R.: per essere autodidatta scrivi molto bene in italiano
(a parte alcune comprensibilissime imperfezioni :-))

On Mon, 19 Jul 1999 17:19:35 GMT, Anonymous <nob...@newsfeeds.com>
wrote:

>Io studio italiano da sé 6 mesi (avevo studiato latino per 4 anni in
>scuola, 8 anni fa!) Tutto va bene, ma il mio manuale dell' italiano
>per gli stranieri dice che le doppie consonanti devono essere
>pronunciate individualmente.

Non vanno pronunciate individualmente, si pronunciano con suono
rafforzato; prova a dire: *rosa-rossa* *pina-pinna* *spesa-spessa*
*mole-molle* *sera-serra* *caro-carro* *casa-cassa* *pala-palla*
*faro-farro* *fato-fatto* *fata-fatta* *sete-sette* *tufo-tuffo*
*calo-callo* *vene-venne* *pane-panne* *pena-penna* etc.etc.
e vedrai che sentirai da te la differenza.

> Io non capisco quel concetto! (Sono americano)

Che testo usi? Sai che esistono anche video e musi-cassette con le
quali puoi esercitarti nella corretta pronuncia?
Se hai bisogno di aiuto scrivimi (togli ITALINVEN dall' e-mail): ti
darň una mano ben volentieri.
>
>Puň spiegarmi qualcuno come che uno dovrebbe pronunciare correttamente
>le doppie consonanti? E puň spiegarmi la differenza fra due parole


>come:
> mala - e - malla?

*Mala* č parola gergale e di uso poco comune (credo).
La parola *malla* non l'ho mai sentita in italiano e non la trovo
neppure nel mio dizionario; esiste *mallo*, termine con cui si
identifica il guscio verde delle noci e delle mandorle non ancora
mature.

Ciao
Mariuccia

Mary Cassidy

unread,
Jul 19, 1999, 3:00:00 AM7/19/99
to
Mariuccia Ruta ha scritto:

> >Può spiegarmi qualcuno come che uno dovrebbe pronunciare correttamente
> >le doppie consonanti? E può spiegarmi la differenza fra due parole


> >come:
> > mala - e - malla?

> *Mala* è parola gergale e di uso poco comune (credo).


> La parola *malla* non l'ho mai sentita in italiano e non la trovo
> neppure nel mio dizionario; esiste *mallo*, termine con cui si
> identifica il guscio verde delle noci e delle mandorle non ancora
> mature.

Oddio hai ragione.

Ero così presa con la storia della pronuncia che non mi ero accorta che
avesse scritto "malla" invece di "mallo", e l'ho pure copiato.

(Seguirà dotto intervento di F. Chiodo che ci spiega che la parola malla è
usatissima in certi campi, con tanto di etimologia.)

E' vero che "mala" viene usato poco da solo (tranne quando i giornalisti
parlano di Ornella Vanoni, e devono sempre chiamarla "la cantante della
mala"), ma si usa parecchio nelle parole composte tipo malavita e
malasanità.

Riproviamo con pala e palla :-)

Mary
(remove "nospam" to reply)

---
batterío: it. «batteria» (v.): creatura virtuale a forma di bastoncino,
invisibile ad occhio nudo, ipotizzata da alcuni A.A. come il maschio mai
identificato della pila.

Wilmer "Xelloss" Ricciotti

unread,
Jul 19, 1999, 3:00:00 AM7/19/99
to
Mariuccia Ruta ha scritto nel messaggio
<37937e0d...@news.interbusiness.it>...

>Non vanno pronunciate individualmente, si pronunciano con suono
>rafforzato; prova a dire: *rosa-rossa* *pina-pinna* *spesa-spessa*
Io cercerei di evitare la differenza tra S e SS, perché in italiano la
S singola intervocalica si pronuncia quasi sempre /z/ e pertanto si
accoppia male con SS (che è sempre /ss/).

Saluti
--
Wilmer Ricciotti
wi...@tin.it

Wilmer "Xelloss" Ricciotti

unread,
Jul 19, 1999, 3:00:00 AM7/19/99
to
Mary Cassidy ha scritto nel messaggio <7mvrm9$3k9$1...@serv1.iunet.it>...

>Nell'esempio che hai dato, in teoria dovresti dire: mal-la, quasi
come se
>fossero due parole.
>A me non riesce, quindi aggiro il problema soffermandomi più a lungo
sulla
>"l".
In realtà funziona proprio così: quando si pronuncia la L singola la
lingua tocca brevemente il palato, LL invece va pronunciato tenendo la
lingua attaccata al palato per un po' più di tempo (e continuando a
emettere la voce).
Difficile da spiegare, e forse anche da fare ;-)... ma ci si può
riuscire... l'italiano confrontato alla fonetica inglese è uno
zuccherino :-).

>Mi sembra che la "a" è anche un po' più corta che in "mala" (ma
>sicuramente qualcuno mi correggerà).

Non è un errore, ho consultato proprio ora un vocabolario che dà anche
la trascrizione fonetica dell'italiano: pronunciamo lunghe le vocali
accentate della penultima sillaba (come in "male" ['ma:le]) ma non se
sono seguite da due consonanti o da una consonante doppia (come in
"mallo" ['mallo] o in ['manto])... tutto questo naturalmente secondo
il mio vocabolario...
Comunque la questione delle vocali lunghe in italiano è totalmente
trascurabile: noi stessi non siamo in grado di distinguerle (e questo
può causare problemi quando si cerca di imparare l'inglese... parole
come "beach" e... "bitch" finiscono per assumere lo stesso suono
^^;;;).

Salvatore Menza

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
Wilmer "Xelloss" Ricciotti <wi...@tin.it> scritto nell'articolo
<7n055b$3pl$1...@nslave1.tin.it>...

> Mary Cassidy ha scritto nel messaggio <7mvrm9$3k9$1...@serv1.iunet.it>...
> >Mi sembra che la "a" è anche un po' più corta che in "mala" (ma
> >sicuramente qualcuno mi correggerà).
> Non è un errore, ho consultato proprio ora un vocabolario che dà anche
> la trascrizione fonetica dell'italiano: pronunciamo lunghe le vocali
> accentate della penultima sillaba (come in "male" ['ma:le]) ma non se
> sono seguite da due consonanti o da una consonante doppia (come in
> "mallo" ['mallo] o in ['manto])... tutto questo naturalmente secondo
> il mio vocabolario...

Qual'è questo vocabolario che dà la trascrizione dell'italiano con
l'indicazione della lunghezza delle vocali?

Ciao
Salvo

Mariuccia Ruta

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
On Mon, 19 Jul 1999 20:45:49 +0200, Mary Cassidy <cas...@gvo.it>
wrote:
>Anonymous ha scritto:
>> [...]

>Ciao J.R. (non ti farň la domanda ovvia :-) ),
>[...]


>Nell'esempio che hai dato, in teoria dovresti dire: mal-la, quasi come se
>fossero due parole.

Mal_la_notte, mal_la_notte ... ^_^ Scusami, Mary, ma mi hai fatto
venire in mente Renzo Arbore (1986 o giů di lě?)

>[...]


>Se vuoi scambiare due chiacchiere ogni tanto, vieni a trovarci anche su
>it.cultura.linguistica.inglese, dove siamo un misto di italiani che
>conoscono l'inglese e anglofoni che conoscono l'italiano.

E siete tutti *fortissimi* *_*

Ciao
Mariuccia


Mariuccia Ruta

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
On Mon, 19 Jul 1999 23:26:16 +0200, "Wilmer \"Xelloss\" Ricciotti"
<wi...@tin.it> wrote:

>Mary Cassidy ha scritto nel messaggio <7mvrm9$3k9$1...@serv1.iunet.it>...

>>[...]


>In realtà funziona proprio così: quando si pronuncia la L singola la
>lingua tocca brevemente il palato, LL invece va pronunciato tenendo la
>lingua attaccata al palato per un po' più di tempo (e continuando a
>emettere la voce).
>Difficile da spiegare, e forse anche da fare ;-)...

Non più di tanto: basta rafforzare il suono della doppia consonante,
non ti pare?

>ma ci si può riuscire... l'italiano confrontato alla fonetica inglese è uno
>zuccherino :-).

Ed offre il vantaggio -non indifferente- che si legge così come è
scritto (e si scrive come si sente:-))

Ciao
Mariuccia

Mariuccia Ruta

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
Mary Cassidy ha scritto:
>Mariuccia Ruta ha scritto:
>>> [...]
>[...]
>(Seguirą dotto intervento di F. Chiodo che ci spiega che la parola malla č

>usatissima in certi campi, con tanto di etimologia.)

^_^ Aspettiamo e speriamo ^_^; ma sono certa che anche S.Menza e
R.Venturi daranno il loro prezioso contributo, sempre che tale
vocabolo esista. O sia esistito.

>[...] , ma si usa parecchio nelle parole composte tipo malavita e
>malasanitą.

Hai ragione! Non ci avevo pensato (rifiuto di un qualcosa che si
vorrebbe non esistesse?)


>
>Riproviamo con pala e palla :-)

E con *mola-molla* :-))

Ciao
Mariuccia

Mariuccia Ruta

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
"Wilmer \"Xelloss\" Ricciotti" ha scritto:
>Mariuccia Ruta ha scritto:

>>Non vanno pronunciate individualmente, si pronunciano con suono
>>rafforzato; prova a dire: *rosa-rossa* *pina-pinna* *spesa-spessa*

>Io cercerei di evitare la differenza tra S e SS,

Ma il problema esiste e non lo si elimina certo evitandolo, non credi?
Questa differenza cercheremo di spiegarla a J. R. se e quando lui la
richiederà ^_^.

> perché in italiano la S singola intervocalica si pronuncia quasi sempre /z/

Non direi "quasi sempre"; ma questo non è ciò che voleva sapere il
nostro amico J.R., anche se si tratta comunque di una difficoltà non
facile da superare -sia con la "S" che con la "Z"- quando si insegna
l'italiano come L2.
Personalmente affronto la questione solo quando i miei alunni mi
chiedono spiegazioni sulla pronuncia aspra o dolce delle due
consonanti; stessa cosa faccio con la "e" e con la "o" (aperte o
chiuse).

Ciao
Mariuccia

PS: Mi dispiace che il NG da te proposto non abbia ottenuto i voti
necessari. Ritenterai? Spero di sì, magari avendo l'accortezza
di *creare* la classica goccia che scava la roccia^_^.


Mariuccia Ruta

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
Salvatore Menza ha scritto:
>
>Qual'è
^^^^
Salvo!!!!! Ma che cosa combini !?! :-(

Ciao
Mariuccia


Salvatore Menza

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to

Mariuccia Ruta <ando...@ITALINVENmare.gol.grosseto.it> scritto
nell'articolo <379460b8...@news.interbusiness.it>...


> Salvatore Menza ha scritto:
> >
> >Qual'è
> ^^^^
> Salvo!!!!! Ma che cosa combini !?! :-(

Ma proprio sin da piccolo! :-)))))))))))


Salvatore Menza

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
> >In realtà funziona proprio così: quando si pronuncia la L singola la
> >lingua tocca brevemente il palato, LL invece va pronunciato tenendo la
> >lingua attaccata al palato per un po' più di tempo (e continuando a
> >emettere la voce).
> >Difficile da spiegare, e forse anche da fare ;-)...
>
> Non più di tanto: basta rafforzare il suono della doppia consonante,
> non ti pare?

Questa cosa che a te sembra così naturale risulta priva di senso al resto
dei parlanti di idiomi neolatini diversi dall'italiano. Ho capito che vivi
in Venezuela: sei hai provato a far pronunziare delle doppie italiane a dei
venezuelani ti dovresi essere accorta che non solo non riescono a fare la
differenza ma nemmeno a sentirla se invitati ad esaminare delle coppie
minime pronunziate da un italiano(pala-palla, cane-canne, belo-bello,
coma-comma ecc..)
Il motivo è che la lunghezza consonantica in moltissime lingue del mondo
(fra cui l'inglese, il portoghese e lo spagnolo) non ha valore contrastivo.
Anche in gran parte dell'Italia del nord non esiste il valore contrastivo
della lunghezza consonantica.
E nei dialetti della Sicilia manca la distinzione tra e ed o aperte e
chiuse: noi siciliani non solo non riusciamo a pronunziare correttamente le
vocali chiuse, ma non avvertiamo nemmeno la differenza tra le coppie minime
italiane basate su questi fonemi (pesca pesca, botte botte...).
E' vero però che con MOLTO studio e MOLTA fatica qualche risultato si
ottiene.
Ecco, è fondamentale non sottovalutare le condizioni di partenza.

Salvo.

Mariuccia Ruta

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
On 20 Jul 1999 15:07:19 GMT, "Salvatore Menza" <sam...@tin.it> wrote:

>> >[...]
>>
>> Non piů di tanto: basta rafforzare il suono della doppia consonante,
>> non ti pare?
>
>Questa cosa che a te sembra cosě naturale risulta priva di senso al resto


>dei parlanti di idiomi neolatini diversi dall'italiano. Ho capito che vivi
>in Venezuela: sei hai provato a far pronunziare delle doppie italiane a dei
>venezuelani

Eccome no! E con infinita, santa pazienza. E non solo ai venezolani:
agli spagnoli, ai siculi, agli americani (inglesi pochi), ai pugliesi,

ai francesi, ai veneti, ai tedeschi, ai bergamaschi, ai portoghesi,
ai ... e persino ai greci.

>ti dovresi essere accorta che non solo non riescono a fare la
>differenza ma nemmeno a sentirla se invitati ad esaminare delle coppie
>minime pronunziate da un italiano(pala-palla, cane-canne, belo-bello,
>coma-comma ecc..)

La sentono, la sentono! ^_^.

>[...]
>E' vero perň che con MOLTO studio e MOLTA fatica qualche risultato si
>ottiene.

Con MOLTISSIMI esercizi e tanta costanza, alimentata dal desiderio di
trasmettere e coltivare l'amore per la lingua italiana, si ottengono
degli ottimi risultati, te lo assicuro ^_^.

>Ecco, č fondamentale non sottovalutare le condizioni di partenza.

Mai dare nulla per scontato! ^_^

Ciao e grazie
Mariuccia


Wilmer "Xelloss" Ricciotti

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
Mariuccia Ruta ha scritto nel messaggio
<37945fe9...@news.interbusiness.it>...

>>Io cercerei di evitare la differenza tra S e SS,
>
>Ma il problema esiste e non lo si elimina certo evitandolo, non
credi?
>Questa differenza cercheremo di spiegarla a J. R. se e quando lui la
>richiederà ^_^.

Ma certo, l'intento non era evitare il problema... è che cominciare
proprio dalle "eccezioni" non è il massimo :-).

>> perché in italiano la S singola intervocalica si pronuncia quasi
sempre /z/
>
>Non direi "quasi sempre"; ma questo non è ciò che voleva sapere il

(naturalmente sto parlando della /z/ come simbolo fonetico, che
equivale alla 's' di rosa /'roza/, mentre la z grafica si pronuncia
/ts/ o /dz/)
A me risulta che sia così, anche se in realtà non ho mai letto questa
regola da nessuna parte... solamente nei composti del tipo
'risoluzione' la 's' intervocalica si pronuncia /s/... o no? (se hai
altre eccezioni, ti prego dimmele :-))

>Personalmente affronto la questione solo quando i miei alunni mi
>chiedono spiegazioni sulla pronuncia aspra o dolce delle due
>consonanti; stessa cosa faccio con la "e" e con la "o" (aperte o
>chiuse).

Certamente, questi sono gli unici "punti oscuri" della fonetica
italiana (e spesso sbagliamo anche noi). :-)


>PS: Mi dispiace che il NG da te proposto non abbia ottenuto i voti
> necessari. Ritenterai? Spero di sì, magari avendo l'accortezza
> di *creare* la classica goccia che scava la roccia^_^.

Certamente ritenterò, ma dovrò fare una bella propaganda, visto che il
quorum da raggiungere sarà di 100 voti... comunque la prossima
possibilità di votazione dovrebbe essere a settembre...

Wilmer "Xelloss" Ricciotti

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
Salvatore Menza ha scritto nel messaggio
<01bed288$0048aa60$07e9d8d4@-->...

>Qual'è questo vocabolario che dà la trascrizione dell'italiano con
>l'indicazione della lunghezza delle vocali?
Un vocabolario italiano/tedesco... se non sbaglio il Langenscheidt, ma
qualche germanista senza dubbio dovrà correggere qualcosa :-).

Ferdinando Chiodo

unread,
Jul 20, 1999, 3:00:00 AM7/20/99
to
On Tue, 20 Jul 1999 11:39:14 GMT, Mariuccia Ruta wrote:

>Mary Cassidy ha scritto:


>>(Seguirą dotto intervento di F. Chiodo che ci spiega che la parola malla č
>>usatissima in certi campi, con tanto di etimologia.)
>
>^_^ Aspettiamo e speriamo ^_^; ma sono certa che anche S.Menza e
>R.Venturi daranno il loro prezioso contributo, sempre che tale
>vocabolo esista. O sia esistito.

Ovviamente tutto e` esistito. "Malla" poteva essere il plurale di
"mallum", un vocabolo del latino medioevale derivante dal francone
"mathl" (= assemblea). Presso gli antichi popoli germanici il "mallum"
era l'Assemblea degli uomini liberi e atti alle armi e si riuniva in
un luogo detto "malberg". Inizialmente il mallum svolgeva funzioni
politiche e militari, sotto la direzione di un princeps; in seguito il
mallum ebbe solo funzioni giudiziarie.
Ciao
Ferdinando Chiodo

Mariuccia Ruta

unread,
Jul 21, 1999, 3:00:00 AM7/21/99
to
Ferdinando Chiodo, puntuale come sempre e soddisfacendo in pieno le
nostre aspettative, ha scritto:

>On Tue, 20 Jul 1999 11:39:14 GMT, Mariuccia Ruta wrote:
>>Mary Cassidy ha scritto:

>>>(Seguirą dotto intervento di F. Chiodo [...])
>>^_^ Aspettiamo e speriamo ^_^; [...]

>Ovviamente tutto e` esistito.
Ovviamente per te, che sai tutto, ma non per noi! :-))

>"Malla" poteva essere il plurale di
>"mallum", un vocabolo del latino medioevale derivante dal francone
>"mathl" (= assemblea).

Ed ora nei dizionari troviamo questa definizione alla voce *mallo*.

>[...]
>Ciao
>Ferdinando Chiodo

Ciao anche a te e grazie ^_^.
Mariuccia


Mariuccia Ruta

unread,
Jul 21, 1999, 3:00:00 AM7/21/99
to
Wilmer \"Xelloss\" Ricciotti ha scritto:

>Mariuccia Ruta ha scritto nel messaggio
><37945fe9...@news.interbusiness.it>...
>>>[...]


>
>(naturalmente sto parlando della /z/ come simbolo fonetico, che
>equivale alla 's' di rosa /'roza/, mentre la z grafica si pronuncia
>/ts/ o /dz/)
>A me risulta che sia così, anche se in realtà non ho mai letto questa
>regola da nessuna parte... solamente nei composti del tipo
>'risoluzione' la 's' intervocalica si pronuncia /s/... o no? (se hai
>altre eccezioni, ti prego dimmele :-))

Più precisamente:
* quando è iniziale del secondo componente di un vocabolo composto
(affittasi, ventisei, girasole), ma anche in vocaboli dove gli
elementi che li compongono non sono più evidenti come erano in origine
(preside, risorgere, desumere);
* nelle finali /oso/osa/ (e relativi plurali) quando sono suffissi di
aggettivi o sostantivi (curioso, ventosa, nuvoloso), anche se mi pare
vada sempre più diffondendosi l'abitudine di addolcire la S anche in
tali parole;
* quando è preceduta da un'altra consonante (elsa, immenso);
* spesso (non sempre), nei vocaboli terminanti con
/esa/ese/esi/eso/esero; osa/ose/osi/oso/, quando tali terminazioni
hanno funzione di suffisso o di desinenza verbale (e nei vocaboli
derivati).
Inoltre, per quanto ne so, è corretta la pronuncia aspra della S nei
seguenti vocaboli:
/asino/casa/chiuso/cosa/così/difesa/mese/naso/offesa/preso/riso/sorriso/.
Ce ne saranno anche molti altri, ma questi sono quelli che mi vengono
in mente adesso, fra quelli che uso con più frequenza.
Un'ultima curiosità:
S dolce: *fuso* (p.p. di 'fondere');
S aspra: *fuso* (arnese per filare).

Spero di non aver scritto dabbenaggini, ma se così fosse aspetto
fiduciosa i chiarimenti del caso ^_^.
Il guaio è che non esistono (credo) regole precise sulla corretta
pronuncia di S/Z, anche se penso la si possa ricercare -come sempre-
nell'etimologia delle relative parole; e comunque, la consultazione
del solito, caro, vecchio, buon vocabolario rimarrà sempre il modo
migliore per trovare risposta anche a questi dubbi.

>>[...]


>Certamente, questi sono gli unici "punti oscuri" della fonetica
>italiana (e spesso sbagliamo anche noi). :-)

Eccome! Sapessi quante volte devo rispondere "non lo so" alla domanda:
"si pronuncia aspra o dolce? aperta o chiusa?"; ma non mi perdo
d'animo: apro il fedele vocabolario e cerchiamo insieme; ovviamente
segue una fitta pratica per memorizzare la corretta pronuncia ^_^.

>>PS: Mi dispiace che il NG da te proposto non abbia ottenuto i voti
>> necessari. Ritenterai? Spero di sì, magari avendo l'accortezza
>> di *creare* la classica goccia che scava la roccia^_^.
>Certamente ritenterò, ma dovrò fare una bella propaganda, visto che il
>quorum da raggiungere sarà di 100 voti... comunque la prossima
>possibilità di votazione dovrebbe essere a settembre...

Non ci sarò, purtroppo, anche se spero ardentemente di riuscire quanto
prima ad avere nuovamente un computer mio per poter riprendere i
contatti con i NG.
Comunque, in bocca al lupo: vedrai che ce la farai ^_^.

Ciao
Mariuccia


Anonymous

unread,
Jul 22, 1999, 3:00:00 AM7/22/99
to
Salve amici!

Mille grazie per il discorso vivace ed informativo circa il mio
domanda piccola. Non ho aspettato tante risposte!

Sto leggendole ora e prometto che risponderò entro questa settimana.

Devo dirvi che mi sembra molto facile pronunciare le doppie consonanti
dopo la "e" e la "o"... realmente facile se le doppie siano "ll",
"mm", "nn", "rr", "ss", "tt".

Solitamente io pronuncio, per esempio, "bello" come [bél-lo] usando
una "e" puro aperta e corta e tenendomi a lungo la lingua sul palato
in imitare d'un accento italiano stereotipico.

Anch'io pronuncio, per esempio, "giotto" come [giót-to] usando una "o"
molto rotonda, aperta e corta e permettendo che la "t" prima finisca
sul palato prima di emettere rafforzatamente la "t" finale.

Questo risulta probailmente di tutti miei anni studiando il tedesco e
la linguistica dell' inglese britannico.

Ho comprato un po' CD-ROM Berlitz per imparare della pronuncia
corretta dell' italiano. Ho spedito anche un nastro della mia voce
registrato in italiano a un amico cagliaritano. Lui ho gradito
moltissimo la mia pronuncia dei suoni "gli", "gn", "r", e "z" intiale,
ma non ho provato di recitare moltissimo le doppie consonante.

Presumo che viaggerei a Sardegna la primavera siguente dove l'uso
dell' inglese non sia solitissimo... (il mio amico cagliaritano mi a
detto questo!)

Di nuovo, ringraziamenti a tutti per il aiuto!

Ciao,

-- J.R.

P.S. Non... non abito a Dallas o a Southfork! Per rispondermi per
la posta elettronica, usa <jrb...@bellatlantic.net> Il mio server
nasconde il indirizzo vero dalla settimana scorsa.


On Mon, 19 Jul 1999 17:19:35 GMT, Anonymous <nob...@newsfeeds.com>
wrote:

>Io studio italiano da sé 6 mesi (avevo studiato latino per 4 anni in
>scuola, 8 anni fa!) Tutto va bene, ma il mio manuale dell' italiano
>per gli stranieri dice che le doppie consonanti devono essere

>pronunciate individualmente. Io non capisco quel concetto! (Sono
>americano)
>


>Può spiegarmi qualcuno come che uno dovrebbe pronunciare correttamente
>le doppie consonanti? E può spiegarmi la differenza fra due parole
>come:
>
> mala - e - malla?
>

Salvatore Menza

unread,
Jul 23, 1999, 3:00:00 AM7/23/99
to


Wilmer "Xelloss" Ricciotti <wi...@tin.it> scritto nell'articolo

<7n2iu1$9u5$1...@nslave1.tin.it>...


> Mariuccia Ruta ha scritto nel messaggio
> <37945fe9...@news.interbusiness.it>...

> >>Io cercerei di evitare la differenza tra S e SS,
>

> >> perché in italiano la S singola intervocalica si pronuncia quasi
> sempre /z/
> >
> >Non direi "quasi sempre"; ma questo non è ciò che voleva sapere il

> (naturalmente sto parlando della /z/ come simbolo fonetico, che
> equivale alla 's' di rosa /'roza/, mentre la z grafica si pronuncia
> /ts/ o /dz/)
> A me risulta che sia così, anche se in realtà non ho mai letto questa
> regola da nessuna parte... solamente nei composti del tipo
> 'risoluzione' la 's' intervocalica si pronuncia /s/... o no? (se hai
> altre eccezioni, ti prego dimmele :-))

Un ottimo esame della questione si trova in M. Nespor, "Fonologia",
Bologna, Il Mulino, 1993 (non ricordo in quali pagine).
La sonorizzazione delle /s/ intervocaliche è caratteristica degli italiani
regionali dell'Italia del nord, diciamo dall'Emilia Romagna in su. Nei
dialetti (e quindi nelgi italiani regionali) del sud, invece, la
sonorizzazione dovrebbe essere un modo di imitare le parlate del nord.
Le regole fonologiche hanno però oltre che un contesto un dominio. Il
contesto (potremmo dire anche "condizioni di adiacenza") è definito dal
fatto che la regola si applica se il fonema in questione, /s/, si trova fra
due vocali.
Il dominio serve a spiegare perché la regola talvolta è bloccata nonostante
le condizioni del contesto siano soddisfatte, ad es. in risollevare,
vendesi, presentire, risuscitare, risanare, la /s/ rimane /s/ e non diventa
[z] anche a Milano, sebbene sia sempre preceduta e seguita immediatamente
da vocali.
Allora il dominio definito per la regola della sonorizzazione di /s/
intervocalica è la PAROLA FONOLOGICA: ovvero il fonema /s/ e le due vocali
adiacenti devono trovarsi tutti all'interno della stesso costituente
fonologico.
Il costituente "parola fonologica" è stato introdotto proprio per spiegare
fenomeni del genere, e costituiscono parola fonologica:
1) i prefissi che terminano per vocale (vd. ri-sollevare, pre-sentire ecc.)
2) ciascuno del componenti di una parola composta (es. portasigarette ->
[portasigarette] e non [portazigarette])
3) le enclitiche (vd. vendesi)
4) le parole non composte.

Dunque è evidente come la regola venga bloccata se rappresentiamo alcune
delle parole prese in esame con delle parentesi indicizzate che isolano le
parole fonologiche ( w= parola fonologica, p=parola sintattica):

[[porta]w[sigarette]w]p
[[vende]w[si]w]p
[[ri]wf[salire]w]p

Esiste, un unica eccezione che Marina Nespor non è riuscita a spiegarsi: la
parola *preside*, in cui la regola viene bloccata pur non essendo *pre* un
prefisso e quindi una parola fonologica diversa da *side*, che a sua volta
non esiste. Ma in questo caso si potrebbe richiamare o l'analogia con
parole che iniziano per *pre* prefisso, o il fatto che in diacronia quel
*pre* era in effetti un prefisso (prae) e *sidens* era morfema
indipendente.
La diacronia dà la risposta anche ad un altro tipo di eccezione alla regola
sopra esposta in termini di contesto e dominio. Si sente sempre più spesso
pronunciare [vèndezi], [rizalire]. Il motivo è che il parlante, col tempo,
perde coscienza della composizione interna delle parole: se il parlante non
avverte più che *risalire* è un derivato di *salire* con la stessa
consapevolezza che ha , ad esempio, per, mettiamo, *riinnestare* o
*ristudiare*, allora anche il limite di dominio scompare: [[risalire]w]p.
Un po' quello che, forse, è successo a *preside*, ma all'inverso.

E' chiaro che il dominio della parola fonologica comprende quello della
parola normalmente intesa:
domani saliamo sul monte -> [domàni saljàmo sul mònte] e non [domàni
zaljàmo zul monte].
[[domani]w]p [[saliamo]w]p ...
Ecco, a nessuno di noi mai verrebbe in mente di pronunziare così:
appunto, i prefissi che finiscono per vocale sono, per il componente
fonologico (qualcosa che funziona senza chiederci il permesso, nel nostro
cervello) della parole distinte, un po' una cosa del genere:
devo ri salire...
vende si...
dobbiamo pre supporre...
ecco il porta sigarette... ...

Salvo Menza.

>
> >Personalmente affronto la questione solo quando i miei alunni mi
> >chiedono spiegazioni sulla pronuncia aspra o dolce delle due
> >consonanti; stessa cosa faccio con la "e" e con la "o" (aperte o
> >chiuse).

> Certamente, questi sono gli unici "punti oscuri" della fonetica
> italiana (e spesso sbagliamo anche noi). :-)
>
>

> >PS: Mi dispiace che il NG da te proposto non abbia ottenuto i voti
> > necessari. Ritenterai? Spero di sì, magari avendo l'accortezza
> > di *creare* la classica goccia che scava la roccia^_^.
> Certamente ritenterò, ma dovrò fare una bella propaganda, visto che il
> quorum da raggiungere sarà di 100 voti... comunque la prossima
> possibilità di votazione dovrebbe essere a settembre...
>

news

unread,
Jul 25, 1999, 3:00:00 AM7/25/99
to
per un'inglese il concetto delle doppie è difficile. Lo è anche per me doppo
20 anni di studio. Gli anglofoni dovrebbero pensare a come dire due parole
come "red door" o "foul language" senza staccarle l'una dall'altra. In
questi casi gli anglofoni dicono le doppie senza accorgersene. Solo che non
sappiamo dirle quando vengono nel mezzo di una parola.


Anonymous <nob...@newsfeeds.com> wrote in message
news:37955e23...@news2.newsfeeds.com...

ea

unread,
Jul 26, 1999, 3:00:00 AM7/26/99
to
>Comunque la questione delle vocali lunghe in italiano è totalmente
>trascurabile: noi stessi non siamo in grado di distinguerle (e questo
>può causare problemi quando si cerca di imparare l'inglese... parole
>come "beach" e... "bitch" finiscono per assumere lo stesso suono
>^^;;;).

Per questo pochi editori usano il circonflesso?

Giovanni Drogo

unread,
Aug 2, 1999, 3:00:00 AM8/2/99
to
On Mon, 19 Jul 1999, Mariuccia Ruta wrote:

> > mala - e - malla?
>

> *Mala* è parola gergale e di uso poco comune (credo).

Disaccordo. "mala" puo' essere gergale nel senso di "malavita", ma e' la
forma femminile dell'aggettivo "malo" (malvagio, cattivo), Posso concordare
che tale aggettivo sia oggi di uso poco comune ma in passato era piu' usato,
si confrontino i numerosi toponimi tipo "Via Mala".

> La parola *malla* non l'ho mai sentita in italiano e non la trovo

Qui concordo pienamente

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Giovanni Drogo

unread,
Aug 2, 1999, 3:00:00 AM8/2/99
to
On 20 Jul 1999, Salvatore Menza wrote:

> chiuse: noi siciliani non solo non riusciamo a pronunziare correttamente le
> vocali chiuse, ma non avvertiamo nemmeno la differenza tra le coppie minime
> italiane basate su questi fonemi (pesca pesca, botte botte...).

pesca pesca non lo avvertiamo nemmeno noi a Milano ...

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