>
> Purtroppo sono molto datati e purtroppo non riesco a trovare una regola
che
> mi spieghi perche' esistono moltissimi plurali con doppia "i" (invii,
> stantii, zii, etc per non parlare dei verbi ) mentre "ovvio" dovrebbe
essere
> una eccezione.
I nomi uscenti in -ìo con la "i" tonica, cioè accentata, formano, senza
eccezioni, il plurarle regolarmente in
-ìi.
I nomi uscenti in -io con la "i" atona, cioè non accentata, formano, invece
il plurale in -i- .
In taluni casi, infatti, la -i- del tema si fonde con la -i- della desinenza
plurale (il cambio / i cambi).
Il plurale con una sola "i" di alcuni di questi nomi può essere confuso con
il plurale di altri nomi che hanno la medesima grafia (principio, principe).
Perciò, per evitare equivoci, si suole differenziare i plurali di tali
coppie di nomi distinguendo quello dei nomi in -io o con la doppia "i"
finale, oppure segnando l'accento sulla sillaba tonica del nome o il segno
circonflesso sulla "i" finale, oppure ponendo l'accento sulla sillaba tonica
di entrambi i nomi.
Enoch Soames
>Salve!
>grazie in anticipo a chi mi rispondera', togliendomi il dubbio.
>
>Il corretto plurale della parola "ovvio" e' il mio dubbio che mi assilla da
>qualche ora...
>Hho trovato centinaia di citazioni , esempi e testi che contengono il
>plurale "ovvii" (che personalmente trovo corretto, ma senza alcun valido
>motivo o supporto per la mia tesi!) mentre le grammatiche, i testi di
>grammatica che ho consultato danno come unico plurale possibile "ovvi".
>
>Purtroppo sono molto datati e purtroppo non riesco a trovare una regola che
>mi spieghi perche' esistono moltissimi plurali con doppia "i" (invii,
>stantii, zii, etc per non parlare dei verbi ) mentre "ovvio" dovrebbe essere
>una eccezione.
>
>Tengo fuori dal discorso il verbo "ovviare" dato che in quel caso "ovvii" e'
>... ovviamente corretto.
>
>aspetto fiducioso e grazie a chi mi fornira' prove documentali !!!
>(non solo opinioni insomma) ;)
Non capisco quale possa essere una prova "documentale" se escludi le
grammatiche.
Leggo sulla grammatica (con cui concordo e di cui non ho nessun motivo per
dubitare):
I nomi che terminano in -io si comportano nel modo seguente:
- se la i non e' accentata il plurale esce in -i
p.e. beneficio > benefici, figlio > figli, aglio > agli:
- se la í e' accentata il plurare esce in -íi
p.e. fruscío > fruscíi, miagolío > miagolíi.
quindi: òvvio > òvvi
Se invece vuoi essere forbito puoi raddoppiare virtualmente ed adottare la
contrazione vocalica: ovvî, proprî, beneficî, .........
Per quanto riguarda il verbo ovviàre abbiamo io ovvío, tu ovvíi.....
(oppure dal latino, ma rarissimo: io òvvio, ti òvvi.....)
Ciao.
Sergio.
Evito di ripetere quanto detto (eppoi voi tutti sapete che sono uno dei
pochissimi che usa SEMPRE il segno circonflesso!). Però terrei a chiarire un
dettaglietto: "benefici" non dovrebbe portare il circonflesso (anche se
taluni lo usano, per analogia con altri plurali), dal momento che la "i" del
singolare è meramente diacritica: per formare il plurale togli tutto
quanto -io, non solo la -o, e poi aggiungi -i, quindi, non si tratta di
contrazione di due -i. Lo stesso dicasi per il plurale dei sostantivi
in -gio.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca)