Esiste, nella lingua italiana, un termine unico che designi l'aiuola
dell'orto? Qui in Friuli i parlanti dialetto dicono "ieche", ma nella lingua
di Dante?
Grazie per l'attenzione,
Davide
Mandi!
> Esiste, nella lingua italiana, un termine unico che designi l'aiuola
> dell'orto? Qui in Friuli i parlanti dialetto dicono "ieche", ma nella
> lingua di Dante?
Porca.
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Cingar
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> Mandi!
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Mandi!
>> Esiste, nella lingua italiana, un termine unico che designi l'aiuola
>> dell'orto? Qui in Friuli i parlanti dialetto dicono "ieche", ma nella
>> lingua di Dante?
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> Porca.
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> Cingar
>
Ti ringrazio per la segnalazione! Ho controllato "porca" nei dizionari
online De Mauro e Garzanti: a quanto sembra, il termine designa il terreno
rilevato tra un solco e l'altro post-aratura e zappatura, ma pare riferirsi
alla dimensione estesa del campo piuttosto che a quella raccolta dell'orto.
Sarebbe interessante esaminare qualche riscontro fraseologico...
Ciao,
Davide
Mah, io ho letto gli stessi dizionari ma non ci ho colto questa sfumatura.
Comunque, gli orti non sono solo quelli amatoriali suburbani dove si
coltivano quattro carotine: mio suocero aveva non so quante are di orto, e
ci ha mantenuto la famiglia per decenni.
> Sarebbe interessante esaminare qualche riscontro fraseologico...
Qui ci vuole uno zappatore fiorentino...
In piemontese chiamano "preus" [prös] proprio l'aiuola piccola
dell'orto, e i dizionari traducono tutti "porca" (lat. porca -ae).
k
> Esiste, nella lingua italiana, un termine unico che designi l'aiuola
> dell'orto? Qui in Friuli i parlanti dialetto dicono "ieche", ma nella
> lingua di Dante?
Màgolo?
> Davide
Roger
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"What's in a name? That which we call a rose
By any other name would smell as sweet."
> Ti ringrazio per la segnalazione! Ho controllato "porca" nei dizionari
> online De Mauro e Garzanti: a quanto sembra, il termine designa il terreno
> rilevato tra un solco e l'altro post-aratura e zappatura, ma pare riferirsi
> alla dimensione estesa del campo piuttosto che a quella raccolta dell'orto.
> Sarebbe interessante esaminare qualche riscontro fraseologico...
Mentre leggevo Le Femminelle di Pascoli, ho visto nella pagina
successiva "Arano", che fa parte de "L'ultima passeggiata":
Al campo, dove roggio nel filare
qualche pampano brilla, e dalle fratte
sembra la nebbia mattinal fumare,
arano: a lente grida, e uno le lente
vacche spinge; altri semina; un ribatte
le *porche* con sua marra paziente;
ché il passero saputo in cor già gode,
e il tutto spia dai rami irti del moro;
e il pettirosso: nelle siepi s'ode
il suo sottil tintinnio come d'oro.
Certo che anche qui, tra quello che ribatte le porche con la marra, e il
passero guardone che in cor già gode...:-))
Ma, torniamo IT! Qui Pascoli per porche intende quelle grandi del campo,
io resto convinta che possano essere anche piccole! :-))
k
> Certo che anche qui, tra quello che ribatte le porche con la marra, e
> il passero guardone che in cor già gode...:-))
[Questa ragazza è proprio andata... Che si può fare per recuperarla?]
Epimeteo