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Pronuncia del friulano

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ADPUF

unread,
Aug 14, 2014, 5:03:00 PM8/14/14
to
Aprofittando del servizio di Forvo vorrei sapere come percepite
i peculiari suoni postpalatali trascritti con [cj] (sordo) e
[gj] (sonoro).

Qui trovate un po' di parole friulane che contengono tali
suoni, pronunciate da un certo Luciano (non sono io):
http://it.forvo.com/user/lucianoLT/


Come trascrivereste dopo l'ascolto le parole
spongje
cjamp
mangjᅵ
scjaipule
cjase
regjistrᅵ
cjavre
piᅵocje
cjaval
ducj
bocje


--
ᅵᅵᅵ

Davide Pioggia

unread,
Aug 14, 2014, 9:11:30 PM8/14/14
to
ADPUF ha scritto:

> Aprofittando del servizio di Forvo vorrei sapere come percepite
> i peculiari suoni postpalatali trascritti con [cj] (sordo) e
> [gj] (sonoro).

Direi che sono occlusive palatali.

Se ne trovano di simili anche in diversi dialetti romagnoli di montagna,
particolarmente conservativi (sono quelli che non hanno completato la
trasformazione dei nessi volgari /kj/ e /gj/ in /tS/ e /dZ/, com'� avvenuto
nei dialetti di pianura).

Ad esempio si trovano nei dialetti dell'area di Sarsina.
Io e altri trascriviamo <chj> e <ghj> queste due consonanti.
Ne trovi diverse ricorrenze quii:
http://www.dialettiromagnoli.it/opera.php?id=42
http://www.dialettiromagnoli.it/opera.php?id=124

Nello schema IPA:
http://www.yorku.ca/earmstro/ipa/consonants.html
sono pi� o meno le consonanti scritte "C" e "J" col taglietto.

--
Saluti.
D.







ADPUF

unread,
Aug 16, 2014, 5:29:17 PM8/16/14
to
Davide Pioggia 03:11, venerdᅵ 15 agosto 2014:
> ADPUF ha scritto:
>
>> Aprofittando del servizio di Forvo vorrei sapere come
>> percepite i peculiari suoni postpalatali trascritti con [cj]
>> (sordo) e [gj] (sonoro).
>
> Direi che sono occlusive palatali.


"Postpalatale" l'ho trovato nel vocabolario Faggin.

Mi pare che sia a metᅵ fra t/d e k/g, come la ᅵ (gn) ma non
nasale, inoltre ha come una piccola /j/ che segue l'occlusione
(il che spiegherebbe la grafia).


> Se ne trovano di simili anche in diversi dialetti romagnoli
> di montagna, particolarmente conservativi (sono quelli che
> non hanno completato la trasformazione dei nessi volgari /kj/
> e /gj/ in /tS/ e /dZ/, com'ᅵ avvenuto nei dialetti di
> pianura).


Infatti in friulano ci sono molti tratti conservativi.

A Udine era diventato le normali tS e dG.


> Ad esempio si trovano nei dialetti dell'area di Sarsina.
> Io e altri trascriviamo <chj> e <ghj> queste due consonanti.
> Ne trovi diverse ricorrenze quii:
> http://www.dialettiromagnoli.it/opera.php?id=42
> http://www.dialettiromagnoli.it/opera.php?id=124
>
> Nello schema IPA:
> http://www.yorku.ca/earmstro/ipa/consonants.html
> sono piᅵ o meno le consonanti scritte "C" e "J" col
> taglietto.


Grassie!

Davide Pioggia

unread,
Aug 16, 2014, 9:32:45 PM8/16/14
to
ADPUF ha scritto:

> "Postpalatale" l'ho trovato nel vocabolario Faggin.

A me sembrano proprio palatali, ma forse dovrei consultarmi con qualcuno che
ha pi� orecchio di me.

> inoltre ha come una piccola /j/ che segue l'occlusione
> (il che spiegherebbe la grafia).

Fa quell'effetto. Se sono pronunciate bene non c'� veramente la /j/, ma mi
capita anche di sentire delle parlate un po' "deteriorate" in cui quelle due
consonanti tendono effettivamente a ridursi alle sequenze /kj/ e /gj/

> Infatti in friulano ci sono molti tratti conservativi.
> A Udine era diventato le normali tS e dG.

Perch� dici "era"? Non si parla pi� il dialetto udinese?

--
Saluti.
D.



ADPUF

unread,
Aug 17, 2014, 3:58:24 PM8/17/14
to
Davide Pioggia 03:32, domenica 17 agosto 2014:
> ADPUF ha scritto:
>
>> "Postpalatale" l'ho trovato nel vocabolario Faggin.
>
> A me sembrano proprio palatali, ma forse dovrei consultarmi
> con qualcuno che ha piᅵ orecchio di me.


Ignoro la differenza fra pre-, post- e palatali.

Dipende da dove (avanti o indietro) si tocca il palato?


>> inoltre ha come una piccola /j/ che segue l'occlusione
>> (il che spiegherebbe la grafia).
>
> Fa quell'effetto. Se sono pronunciate bene non c'ᅵ veramente
> la /j/, ma mi capita anche di sentire delle parlate un po'
> "deteriorate" in cui quelle due
> consonanti tendono effettivamente a ridursi alle sequenze
> /kj/ e /gj/


eh ma queste sono troppo indietro nel palato.


>> Infatti in friulano ci sono molti tratti conservativi.
>> A Udine era diventato le normali tS e dG.
>
> Perchᅵ dici "era"?
> Non si parla piᅵ il dialetto udinese?


Dicevo del friulano come era parlato a Udine,
molto "italianato" (o venetizzato), "ciase" invece di cjase"
etc.

La parlata del centro cittᅵ, di tipo veneto, sempre meno,
direi.

Mia mamma che abitava un paese poco fuori quando andava a
Udine, a piedi, chiacchierando con la sorella o con un'amica,
a un certo punto preciso "svicciava" automaticamente dal
friulano al veneto.

Davide Pioggia

unread,
Aug 17, 2014, 4:11:24 PM8/17/14
to
ADPUF ha scritto:

> Dicevo del friulano come era parlato a Udine,
> molto "italianato" (o venetizzato), "ciase" invece di cjase"
> etc.

Hai scritto ancora "era".
Quindi a Udine il dialetto non si parla pi�?

O forse ti riferisci alla parlata cittadina di qualche decennio fa,
sostituita nel frattempo da qualche parlata diversa?

> Mia mamma che abitava un paese poco fuori quando andava a
> Udine, a piedi, chiacchierando con la sorella o con un'amica,
> a un certo punto preciso "svicciava" automaticamente dal
> friulano al veneto.

� bellissima questa cosa. Ogni tanto mi � capitato di imbattermi in questi
fenomeni. Quando ci sono due o tre codici linguistici, ognuno dei quali �
collegato a un certo contesto (sociale, geografico ecc.) e i parlanti
passano spontaneamente da uno all'altro senza neanche volerlo (e talvolta
anche senza esserne consapevoli).

--
Saluti.
D.



ADPUF

unread,
Aug 18, 2014, 2:50:16 PM8/18/14
to
Davide Pioggia 22:11, domenica 17 agosto 2014:
> ADPUF ha scritto:
>
>> Dicevo del friulano come era parlato a Udine,
>> molto "italianato" (o venetizzato), "ciase" invece di cjase"
>> etc.
>
> Hai scritto ancora "era".
> Quindi a Udine il dialetto non si parla piᅵ?
>
> O forse ti riferisci alla parlata cittadina di qualche
> decennio fa, sostituita nel frattempo da qualche parlata
> diversa?


Come credo dapertutto, il centro si ᅵ spopolato e selezionato
per classe, non c'ᅵ piᅵ quel ceto popolare di una volta.
Si ᅵ mescolato un po' tutto fra cittᅵ e campagna piᅵ o meno
urbanizzata dei dintorni.

Quando parlavano tra loro i cittadini usavano il veneto, ma con
i "paesani" di fuori parlavano anche in friulano, perᅵ con
quelle caratteristiche che ho detto (non avendo appreso da
piccoli cj e gj dicevano ci e gi).


"Che bel putᅵl che gᅵlo!" dicevano a mia mamma certe conoscenti
del centro.
Io ero un po' seccato :-)

Con me tutti sempre in italiano, anche tra bambini; genitori e
altri loro coetanei tra loro in friulano, salvo che alle
figure sociali piᅵ eminenti: il dottore, il parroco, la
maestra ecc.
Infatti capisco bene ma parlo poco.


>> Mia mamma che abitava un paese poco fuori quando andava a
>> Udine, a piedi, chiacchierando con la sorella o con
>> un'amica, a un certo punto preciso "svicciava"
>> automaticamente dal friulano al veneto.
>
> ᅵ bellissima questa cosa. Ogni tanto mi ᅵ capitato di
> imbattermi in questi fenomeni. Quando ci sono due o tre
> codici linguistici, ognuno dei quali ᅵ collegato a un certo
> contesto (sociale, geografico ecc.) e i parlanti passano
> spontaneamente da uno all'altro senza neanche volerlo (e
> talvolta anche senza esserne consapevoli).


In Africa pare che sia una cosa comunissima, anche tra lingue
totalmente differenti. Poi qialcuno arriva qui e magari impara
facilmente anche il friulano o il romagnolo.
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