Confesso che a me queste espressioni sono sempre sembrate buffe e un
po' canzonatorie. Ho cercato per l'appunto "solo soletto" in alcuni
testi letterari. In alcuni casi --ad esempio, in una nota poesia di
Gozzano, "Piccolino, che fai solo soletto?" / "Sto giocando al Diluvio
Universale"-- sembrerebbe un bamboleggiamento. In altri casi mi pare
sia utilizzato laddove ci si aspetterebbe un superlativo o un
rafforzativo (spero che si dica cosi') del tipo "completamente solo",
"affatto solo". Un esempio: Nel diario della campagna garibaldina "Da
Quarto al Volturno" il 27 agosto 1861 Abba descrive il linciaggio del
generale borbonico Briganti sorpreso mentre "se ne andava solo soletto
a cavallo". L'espressione non è tuttavia di dileggio. Abba infatti
commenta: "di quel povero general Briganti non me ne posso dar pace!".
Ciao,
Alex (5630)
Quest'espressione non ha qualche analogia con quella, di manzoniana memoria
"bel bello", riferito a Don Abbondio?
Scusate, sto citando a memoria, e spero di non prendere cantonate.
Stellario.
Sě, e sono entrambi dei "bamboleggiamenti",
come giustamente ipotizzava Alex.
--
Er Roscio.
>Sì, e sono entrambi dei "bamboleggiamenti",
>come giustamente ipotizzava Alex.
"Soletto" non è semplicemente una forma diminutiva dell'aggettivo
"solo"; ne è anche (e soprattutto) la forma intensiva. Viene pertanto
attribuito esclusivamente a persone che vogliono appartarsi, separarsi
dagli altri, ovvero a persone che sono state abbandonate o emarginate
dagli altri. Dante, che di solito non bamboleggia, definisce ad esempio
"solo soletto" Sordello perché costui, "altero e disdegnoso", si teneva
lontano dagli altri defunti (Purg. VI:58-63):
Ma vedi là un'anima che, posta
sola soletta, inverso noi riguarda:
quella ne 'nsegnerà la via più tosta".
Venimmo a lei: o anima lombarda,
come ti stavi altera e disdegnosa
e nel mover de li occhi onesta e tarda!
Ugualmente, l'espressione viene utilizzata, assieme ad altre parole
anch'esse "toste", in una ballata di Francesco Landino su testo di
Alessio di Guido Donati (Ars nova, 1300 circa):
In pena vivo qui sola soletta
giovin rinchiusa da la madre mia,
la qual mi guarda con gran gelosia;
ma io le giuro a la croce di Dio
che, s'ella mi terrà qui più serrata,
ch'i' dirò: "Va' con Dio, vecchia arrabiata",
e gitterò la rocca, il fuso e l'ago, ecc.
Ciao,
Ferdinando
--
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eeeh, noi mantovani...:-)))