"E' agglutinante una lingua in cui le parole hanno una struttura
complessa, sono formate dalla giustapposizione di piu' morfemi, che danno
luogo a una catena di morfemi anche lunga [...] Le parole si presentano
nelle frasi come stringhe di morfemi, ciascuno ben riconoscibile. Sono
lingue agglutinanti, per esempio: il turco, l'ungherese, il finlandese,
il basco, il giapponese, lo swahili e in genere le lingue bantu, il
kannada, ecc.e' agglutinante anche la piu' nota delle lingue ausiliarie
inventate, l'esperanto)."
tratto dal "Corso Elementare di Linguistica Generale" - G. Berruto - ed.
Utet
PS l'arabo e' una lingua introflessiva (che e' un sottotipo delle
flessive) perche' la flessione avviene anche dentro la radice lessicale.
Di solito le parole in arabo si formano da una radice triconsonantica
discontinua aggiunto ad uno schema vocale discontinuo accentato che va ad
alternarsi con le consonanti della radice. Per esempio, riprendo il
Berruto, dalla radice "k-t-b" con significato di "scrivere/scrittura"
possiamo formare [ki'ta:b] "libro" (schema vocalico "i-a": nome di
oggetto singolare) o ['kataba] "(lui) scrisse" con lo schema vocalico
"a-a-a" che ta per "III maschile singolare del perfettivo"
Come vedi la flessione si realizza all'interno della parola tramite
i morfemi 'transfissi' (oppure 'confissi' o 'interfissi').
Ho messo la grafia fonetica per ovvi motivi :)
Spero di esserti stato d'aiuto
ciao :)
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Night_Haw
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L'arabo proprio no - declinativo. Le lingue agglutinanti (come
menzionato, le famiglie del turco e del finlandese -cioe' l'altaica e
l'uralica ne fanno parte) hanno ricevuto questo nome gia' nel tardo
settecento, da Huervas y Panduro, se mi ricordo bene, perche' invece
di declinare come le indoeuropee, aggiungono diverse particole alla
fine delle parole, seguendo un ordine bern definito. Esempio dal
turco: per dire "dei creditori", prendi il radicale al-, che significa
prendere, aggiungi cak (leggi giak) per passivizzare, diventa "alacak"
per credito, poi -lI per indicare appaetenenza, ora diventa alacaklI =
creditore, appendi -lar per il plurale, poi -in per il genitivo:
alacaklilarin. Si possono facilmente costruire parole con 10 o piu'
modificanti.
>Adesso perň vorrei chiedervi dei chiarimenti sulle lingue agglutinanti. So
>che il turco e l'ungherese sono lingue di questo tipo, ma non riesco a
>capire perchč.
Ti hanno gia' risposto. Aggiungo qui che:
1) per quanto ne so, il criterio della triplice classificazione
morfologica delle lingue e' considerato antiquato e di scarso valore
scientifico.
2) il NG piu' adeguato per questo genere di quesiti e'
it.cultura.linguistica, piu' che it.cultura.linguistica.italiano.
Ciao,
Alex (5630)
Anche il cinese, allora...
E perfino il tedesco.
--
Er Roscio.
(e i celiaci? avranno delle difficoltà a parlare le lingue agglutinanti ?...
.-)))
Effettivamente, la definizione citata da Night Haw mi sembra
eccessivamente generica. Preferisco le definizioni del De Mauro:
"agglutinazione ag|glu|ti|na|zió|ne
s.f.
[...]
2a TS ling., sistema di formazione delle parole e di determinazione
del loro ruolo grammaticale e sintattico, caratteristico di alcune
lingue (per es., il turco), che consiste nell'unire al tema uno o più
suffissi, ognuno con una data funzione grammaticale
2b TS ling., fusione in un'unica unità di due parole (spec. articoli,
pronomi, congiunzioni con sostantivi) che in una fase linguistica
anteriore costituivano un sintagma (es. it. allora, ancora da all'ora,
anche ora, fr. monsieur "signore" da mon seigneur "mio signore")
[...]"
(http://www.demauroparavia.it/lemma.php?ID=3123)
L'agglutinazione che caratterizza le lingue agglutinanti è
naturalmente l'accezione 2a (l'attaccare affissi grammaticali alla
radice). L'accezione 2b (il fondere in una sola parola una locuzione
un tempo formata da più parole) è invece cosa che può succede in
qualsiasi lingua.
Ciao.
Marco
Mah... a me pare che succedano entrambe le cose in tutte
le lingue.
Ad esempio, aggiungere al verbo un pronome non è
"agglutinare" ?...
(cfr. "andandòvici" di Montesano... :-)
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Er Roscio.
In effetti, oggigiorno si distinguono almeno quattro classificazioni,
aggiungendovi le lingue polisintetiche, o anche di piú, se consideriamo le
introflessive come lingue a sé stanti (non come sottogruppo delle flessive),
e lo stesso si può dire delle fusive.
Meglio sarebbe, come fanno alcuni, considerare che TUTTE le lingue si
trovano da qualche parte nel continuum che ha nei due poli estremi le
condizioni (inesistenti all'atto pratico) di perfetto isolantismo e perfetta
agglutinazione. Le altre caratteristiche di una lingua non rientrano in
questo schema.
> 2) il NG piu' adeguato per questo genere di quesiti e'
> it.cultura.linguistica, piu' che it.cultura.linguistica.italiano.
Convengo.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]