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Ipostatizzare

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felix.

unread,
Oct 1, 2005, 1:29:48 PM10/1/05
to

Ovvero ipostatizzazione, ho incocciato questo termine e lo zingarelli
mi ha fornito la spiegazione.....chi mi fa qualche esempio pratico?
graziefelix:-)

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Lilith

unread,
Oct 1, 2005, 1:54:13 PM10/1/05
to
felix. ha scritto:

> Ovvero ipostatizzazione, ho incocciato questo termine e lo zingarelli
> mi ha fornito la spiegazione.....chi mi fa qualche esempio pratico?


"Non conosco il significato della parola ipostatizzazione".

Epimeteo

unread,
Oct 1, 2005, 2:03:28 PM10/1/05
to

"felix." <fdisc...@bbip.it> ha scritto nel messaggio
news:dhmh2c$vkd$1...@news.newsland.it...

>
> Ovvero ipostatizzazione, ho incocciato questo termine e lo zingarelli
> mi ha fornito la spiegazione.....chi mi fa qualche esempio pratico?

E che ci vuole?
Prendiamo a caso il primo riferimento di Google che ci passa per le mani (si
riferisce alla prevenzione del fumo nelle scuole):

---------------
Ci proponiamo in altre parole, non di parlare, ma di far parlare i ragazzi,
non di dire delle cose, ma di lanciare messaggi, trasmettere emozioni;
non di formalizzare un certo tipo di linguaggio, ma di proporre, di
ipostatizzare un metalinguaggio più puntuale ed emotivamente pregnante.
Praticamente ci muoveremo ai tre livelli ipotizzati secondo una strategia
preventiva, secondo un impianto "decostruttivo" centrato su un insieme di
messaggi devalorizzanti.
http://www.psicologiasalute.it/html/articolo_11022001.html
---------------

Chiarissimo, no?

[Chissà cosa intendono dire quando parlano di "fumo". Secondo me,
ipostatizzano anche quello...]

Ciao,
Ipometeo


Davide Pioggia

unread,
Oct 1, 2005, 2:10:01 PM10/1/05
to
felix. ha scritto:

> ...chi mi fa qualche esempio pratico?

Prendi un qualunque concetto astratto che definisce un processo o una
relazione, ci metti la maiuscola e cominci a concepirlo come qualcosa che
abbia una sua esistenza autonoma e reale.

Il Verbo, la Legge, lo Stato, la Scuola, la Scienza eccetera.

--
Ciao.
D.

Father McKenzie

unread,
Oct 1, 2005, 2:16:37 PM10/1/05
to
Epimeteo, para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
huellas de las gaviotas en las playas

> Ci proponiamo in altre parole, non di parlare, ma di far parlare i ragazzi,
> non di dire delle cose, ma di lanciare messaggi, trasmettere emozioni;
> non di formalizzare un certo tipo di linguaggio, ma di proporre, di
> ipostatizzare un metalinguaggio più puntuale ed emotivamente pregnante.
> Praticamente ci muoveremo ai tre livelli ipotizzati secondo una strategia
> preventiva, secondo un impianto "decostruttivo" centrato su un insieme di
> messaggi devalorizzanti.

Troppo lunga per farla diventare la mia signature. Pero', che peccato.

--
Freedom's just another word for nothing left to lose
(Janis Joplin)
01/10/2005 20.16.13

felix.

unread,
Oct 1, 2005, 4:04:50 PM10/1/05
to
Epimeteo ha scritto:


.................................................., ma di proporre, di


> ipostatizzare un metalinguaggio più puntuale ed emotivamente pregnante.
> Praticamente ci muoveremo ai tre livelli ipotizzati secondo una strategia
> preventiva, secondo un impianto "decostruttivo" centrato su un insieme di
> messaggi devalorizzanti.


http://web.bvu.edu/students/stretho/monkey.jpg :-)))))

Epimeteo

unread,
Oct 2, 2005, 1:39:09 AM10/2/05
to

"Father McKenzie" <nu...@mondo.int> ha scritto nel messaggio
news:v2k1txuefucx.138cqrvkyi81b$.dlg@40tude.net...

> Epimeteo, para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
> huellas de las gaviotas en las playas

>> Ci proponiamo in altre parole, non di parlare, ma di far parlare i
>> ragazzi, non di dire delle cose, ma di lanciare messaggi, trasmettere
>> emozioni; non di formalizzare un certo tipo di linguaggio, ma di
>> proporre, di ipostatizzare un metalinguaggio più puntuale ed emotivamente
>> pregnante.
>> Praticamente ci muoveremo ai tre livelli ipotizzati secondo una strategia
>> preventiva, secondo un impianto "decostruttivo" centrato su un insieme di
>> messaggi devalorizzanti.

> Troppo lunga per farla diventare la mia signature. Pero', che peccato.

Padre, di che cosa si preoccupa?
Già c'è Luciana con le sue belle "signature" venti o trenta volte più lunghe
del messaggio...
Che male c'è?

Epimeteo


Epimeteo

unread,
Oct 2, 2005, 1:39:35 AM10/2/05
to

"felix." <fdisc...@bbip.it> ha scritto nel messaggio
news:dhmq52$f9q$1...@news.newsland.it...

> Epimeteo ha scritto:
> .................................................., ma di proporre, di
>> ipostatizzare un metalinguaggio più puntuale ed emotivamente pregnante.
>> Praticamente ci muoveremo ai tre livelli ipotizzati secondo una strategia
>> preventiva, secondo un impianto "decostruttivo" centrato su un insieme di
>> messaggi devalorizzanti.

> http://web.bvu.edu/students/stretho/monkey.jpg :-)))))

Felix!

Epimeteo
http://stlcomics.com/gallery/felix119.jpg

felix.

unread,
Oct 2, 2005, 1:56:22 AM10/2/05
to
Davide Pioggia ha scritto:

> felix. ha scritto:

Ha senso usato in questa frase?

"Ciň chiarito, non intendo andare oltre nella discussione con coloro
che si identificano con la ipostatizzazione della xenofobia.
Addio, caro *non terrone*"

Tratto da un *mini-flame* su altro NG.
ciaofelix:-)

Davide Pioggia

unread,
Oct 2, 2005, 10:13:00 AM10/2/05
to
felix. ha scritto:

> Ha senso usato in questa frase?

> "Ciò chiarito, non intendo andare oltre nella discussione con coloro


> che si identificano con la ipostatizzazione della xenofobia.
> Addio, caro *non terrone*"

Beh, l'ipostatizzazione della xenofobia sarebbe appunto la Xenofobia,
ovvero, come si dice, "la xenofobia fatta persona", o anche
"la personificazione della xenofobia".

Direi che ci può proprio stare. Certo, se il termine viene usato come
sinonimo del più comune "personificazione" può essere considerato un inutile
sfoggio di cultura, tuttavia in certi contesti può assumere una sfumatura
ironica, quasi sarcastica, che il termine comune non ha.

Tieni presente infatti che storicamente il termine si diffonde nella
teologia cristiana per risolvere alcune complesse questioni trinitarie. Il
problema era questo: se Padre, Figlio e Spirito Santo sono tre espressioni
della stessa "sostanza", che è Dio, qual è l'essenza di quelle tre
espressioni?

Non possiamo dire che esse sono tre "sostanze" diverse, perché abbiamo
appena detto che esse sono costituite dalla stessa sostanza. Potremmo
ipotizzare che si tratti di tre forme diverse di una stessa sostanza, così
come tre diversi oggetti di marmo sono costituiti dalla stessa sostanza. Ma
ridurre la differenza fra quelle espressioni della divinità ad un puro
aspetto formale, superficiale, ai teologi cristiani sembrava assai
riduttivo. E' vero che comunemente si cominciò ad usare il termine
"persona", tuttavia questo termine come sappiamo deriva etimologicamente da
"maschera" (sia nel latino _persona_, sia nell'etrusco _phersu_, sia nel
greco _prosopon_) sicché ai teologi appariva un riferimento troppo diretto
all'aspetto formale ed esteriore.

La soluzione fu trovata prendendo spunto da Plotino, il quale definiva
_ipostasi_ le varie "emanazioni" dell'Uno. Da questo punto di vista
l'ipostasi viene ad essere una sorta di "sostanza individuale": non è la
sostanza tout court, non è la seplice forma esteriore, ma è appunto
l'essenza propria di ogni singola "emanazione", pur essendo le emanazioni
«della stessa sostanza» dell'Uno, o di Dio. Così mentre comunemente si
continuò a riferisi al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo come a delle
"persone" della Trinità, i teologi preferirono parlare di "ipostasi". Già il
Concilio di Calcedonia del 451 (che se non sbaglio è riconosciuto anche dai
protestanti e dagli ortodossi, oltre che, ovviamente, dai cattolici) nella
sezione "Definizione della fede" afferma «[...] all'unanimità noi insegniamo
a confessare un solo e medesimo Figlio [...] vero Dio e vero uomo, [...] da
riconoscersi in due nature, senza confusione, immutabili, indivise,
inseparabili, non essendo venuta meno la differenza delle nature a causa
della loro unione, ma essendo stata, anzi, salvaguardata la proprietà di
ciascuna natura, e concorrendo a formare una sola persona e *ipostasi*». In
questo senso il termine fu poi ripreso dalla scolastica medievale, e messo a
punto concettualmente da Tommaso d'Aquino.

Qui, per altro, il linguista potrà osservare che "sostanza" e "ipostasi"
derivano rispettivamente dai termini latini _substantia_ e _hypostasis_,
i quali a loro volta derivano entrambi dal termine greco di cui il secondo è
una traslitterazione, mentre il primo ne è un calco. Dunque a partire dal
termine greco che esprime il concetto di "sostanza" si ottiene il termine
corrispondente allo stesso concetto attraverso la latinizzazione, mentre
dalla semplice traslitterazione - che sembrerebbe un passaggio più diretto -
si ottiene un termine corrispondente ad un concetto diverso, che è appunto
più o meno quello di "sostanza individuale" e che, per così dire, è un po'
meno di "sostanza" ma un po' più di "persona", poiché quest'ultimo termine
sembra inadeguato ad esprimere la compartecipazione delle "emanazioni"
all'Uno.

Tornando al nostro caso, uno potrebbe dirti: «Guarda, tu sei la
personificazione della xenofobia. Anzi, ma che dico la personificazione, tu
sei la ipostatizzazione della xenofobia!» Sarebbe chiara, in questo
contesto, l'intenzionale ironia. Infatti prima il tuo interlocutore sostiene
che tu sei la personificazione della xenofobia - il che già non è poco -
dopodiché egli sembra quasi preso da un dubbio metafisico, parendogli la
"personificazione" un concetto troppo legato alla forma esteriore, incapace
di esprimere la tua totale "consustanzialità" con la xenofobia; così egli si
corregge e recupera un termine usato proprio a questo scopo nella teologia
cristiana. Per questa ragione quando il termine "ipostasi" viene usato fuori
dal contesto teologico che gli è proprio, ha solitamente una connotazione
negativa ed una sfumatura ironica, proprio perché vuole sottolineare
qualcosa di eccessivo, talmente eccessivo da richiedere l'impiego di termini
altisonanti messi a punto dalla teologia per investigare la natura della
divinità.

Ora, io non so se il tuo interlocutore abbia usato quel termine a ragion
veduta, consapevole di tutto questo retroterra teologico e delle sfumature
retoriche che esso implica nell'impiego "laico", o se invece egli abbia solo
orecchiato quel termine da qualche parte e abbia deciso di usarlo per
metterti in imbarazzo con uno sfoggio di cultura. Dovresti cercare di
scoprirlo :-)

--
Ciao.
D.

felix.

unread,
Oct 2, 2005, 11:48:49 AM10/2/05
to
Davide Pioggia ha scritto:


> Direi che ci puň proprio stare. Certo, se il termine viene usato come
> sinonimo del piů comune "personificazione" puň essere considerato un inutile
> sfoggio di cultura, tuttavia in certi contesti puň assumere una sfumatura


> ironica, quasi sarcastica, che il termine comune non ha.

Si lo scopo era quello...



> Ora, io non so se il tuo interlocutore abbia usato quel termine a ragion
> veduta, consapevole di tutto questo retroterra teologico e delle sfumature
> retoriche che esso implica nell'impiego "laico", o se invece egli abbia solo
> orecchiato quel termine da qualche parte e abbia deciso di usarlo per
> metterti in imbarazzo con uno sfoggio di cultura. Dovresti cercare di
> scoprirlo :-)

Lo ha usato correttante ed a ragion veduta, ma non ce l'aveva con me
anzi, era intervenuto prendendo le mie parti e, come normalmente
accade,
era stato per questo apostrofato a malo modo dal troll di turno.
grazie per la chiara spiegazione. ciaofelix:-)

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