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Nedda: vezzeggiativo di..? in Pagliacci

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mariag

unread,
Jan 15, 2003, 6:32:46 PM1/15/03
to
Il gentile Webmaster di un sito sulla Calabria mi ha comunicato che il
nome Nedda e' il vezzeggiativo dei nomi propri "Rosa - Rosinedda'
oppure "Caterina-Catarinedda".

Qualcuno di voi sa dirmi se da qualche parte sia menzionato il nome
proprio di Nedda, la protagonista dell'opera Pagliacci?

Ringrazio anticipatamente.

MGG

Mariuccia Ruta

unread,
Jan 16, 2003, 5:57:15 AM1/16/03
to
"mariag" <mgg...@ntlworld.com> escribió en el mensaje
news:3E25EF9D...@ntlworld.com...
> [...]

> nome Nedda e' il vezzeggiativo dei nomi propri "Rosa - Rosinedda'
> oppure "Caterina-Catarinedda".
>
> Qualcuno di voi sa dirmi se da qualche parte sia menzionato il nome
> proprio di Nedda, la protagonista dell'opera Pagliacci?

Nedda come nome proprio a sé stante non credo sia molto diffuso,
almeno a quanto ne so io: mi risulta sia sempre diminutivo di altro
nome: dal dialettale Neddha (maschile: Neddhu), che si trasforma
nell'italiano Nella; credo che Nedda sia piú che altro letterario.
In numerose zone della Sicilia Nedda deriva da
Sebastiana=>SebastiaNeddha<==>Sebastiana=>Sebastianella=>Nella.

--
Ciao,
Mariuccia®

Ferdinando Chiodo

unread,
Jan 16, 2003, 10:40:55 PM1/16/03
to
In article <3E25EF9D...@ntlworld.com>, on Wed, 15 Jan 2003

23:32:46 +0000, mariag <mgg...@ntlworld.com> wrote:

>Qualcuno di voi sa dirmi se da qualche parte sia menzionato il nome
>proprio di Nedda, la protagonista dell'opera Pagliacci?

Nel libretto è chiamata sempre e soltanto Nedda, tranne naturalmente
durante la rappresentazione della commedia quando è indicata come
"Colombina".
Piuttosto, in Calabria, in Sicilia e in Basilicata, il diminutivo di
Antonio dovrebbe essere 'Ntoni, non Tonio.

Ciao,
Ferdinando
--
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Father McKenzie

unread,
Jan 17, 2003, 2:02:21 AM1/17/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
f.ch...@AUFERtiscalinet.it (Ferdinando Chiodo) saying:

# Piuttosto, in Calabria, in Sicilia e in Basilicata, il diminutivo di
# Antonio dovrebbe essere 'Ntoni, non Tonio.

Da queste parti mai sentito. Forse in Sicilia e a Reggio e paraggi, ma
daVibo in su prevalgono altre forme (Totonnu, Totò, Totuzzu,
Totareddhu, Toniceddhu, Tonino, ormai prevaricati dall'uniersale Toni)
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)

Sergio

unread,
Jan 17, 2003, 6:38:39 AM1/17/03
to
On Fri, 17 Jan 2003 07:02:21 GMT, vorrei...@buono.org (Father
McKenzie) wrote:

>Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
>f.ch...@AUFERtiscalinet.it (Ferdinando Chiodo) saying:
>
># Piuttosto, in Calabria, in Sicilia e in Basilicata, il diminutivo di
># Antonio dovrebbe essere 'Ntoni, non Tonio.
>
>Da queste parti mai sentito. Forse in Sicilia e a Reggio e paraggi, ma
>daVibo in su prevalgono altre forme (Totonnu, Totò, Totuzzu,
>Totareddhu, Toniceddhu, Tonino, ormai prevaricati dall'uniersale Toni)

Padre, fosse ch'avessi fatto una leggera confusione tra Antonio e
Salvatore? ;-))

--
Ciao.
Sergio®

Roscio

unread,
Jan 17, 2003, 9:12:59 AM1/17/03
to
"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:fbff2vcv74r1k1c5i...@4ax.com...

> >Da queste parti mai sentito. Forse in Sicilia e a Reggio e paraggi, ma
> >daVibo in su prevalgono altre forme (Totonnu, Totò, Totuzzu,
> >Totareddhu, Toniceddhu, Tonino, ormai prevaricati dall'uniersale Toni)
>
> Padre, fosse ch'avessi fatto una leggera confusione tra Antonio e
> Salvatore? ;-))

No, no... è proprio così.
In Sicilia Totò è Salvatore, mentre nel napoletano è Antonio.
Pensa ad Antonio De Curtis, in arte Totò.
--
Er Roscio.

Father McKenzie

unread,
Jan 17, 2003, 10:29:01 AM1/17/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
"Roscio" <ser...@libero.it> saying:

# > Padre, fosse ch'avessi fatto una leggera confusione tra Antonio e
# > Salvatore? ;-))
#
# No, no... è proprio così.
# In Sicilia Totò è Salvatore, mentre nel napoletano è Antonio.

In Calabria citeriore anche: Salvatore è Sasà, Tutù, Salvino, Turuzzu.

Roscio

unread,
Jan 17, 2003, 11:10:58 AM1/17/03
to
"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e2821c9...@news.virgilio.it...

>
> # > Padre, fosse ch'avessi fatto una leggera confusione tra Antonio e
> # > Salvatore? ;-))
> #
> # No, no... è proprio così.
> # In Sicilia Totò è Salvatore, mentre nel napoletano è Antonio.
>
> In Calabria citeriore anche: Salvatore è Sasà, Tutù, Salvino, Turuzzu.

Beh, anche in Sicilia Salvatore è Salvo, Salvino, Sasà, Totò, Turi,
Turiddu...

--
Er Roscio.

Father McKenzie

unread,
Jan 17, 2003, 11:23:05 AM1/17/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
"Roscio" <ser...@libero.it> saying:

# Beh, anche in Sicilia Salvatore è Salvo, Salvino, Sasà, Totò, Turi,
# Turiddu...

Si vede che voi avete più Salvatori.

Ferdinando Chiodo

unread,
Jan 17, 2003, 11:28:41 PM1/17/03
to
In article <3e27aa5...@news.virgilio.it>, on Fri, 17 Jan 2003

07:02:21 GMT, Father McKenzie wrote:

># Piuttosto, in Calabria, in Sicilia e in Basilicata, il diminutivo di
># Antonio dovrebbe essere 'Ntoni, non Tonio.
>
>Da queste parti mai sentito. Forse in Sicilia e a Reggio e paraggi, ma
>daVibo in su prevalgono altre forme

La Calabria non è una regione omogenea: Isnardi vi identificava ben
quattrordici subregioni divise da zone più o meno pianeggianti che
costituivano a loro volta un di ulteriore fattore di isolamento.

Per quel che mi riguarda, conosco quasi esclusivamente il territorio
della Sila Piccola e del Reventino, nella Calabria Citeriore quindi, e
non mi sono recato mai più a sud di S.Eufemia, sede di una stazione
ferroviaria. Nei dialetti del territorio che conosco (grosso modo i
comuni di Soveria, Decollatura, Colosimi, Pedivigliano e Scigliano), il
diminutivo di Antonio è 'Ntoni, come i personaggi siciliani dei
"Malavoglia". Non ho a portata di mano le poesie di Michele Pane in una
delle quali, se non ricordo male, è citato per l'appunto uno 'Ntoni. Ho
invece a portata di mano "Il dialetto calabrese parlato a San Donato di
Ninea" di Raffaele Bisignani, edito dalla Comunità montana "Unione delle
Valli" di Malvito (Cosenza) nel 1999 a pag. 46, fra gli esempi di
sincope elenca <mastu 'Ntoniu> (mastro Antonio). San Donato di Ninea è
situata nel nord della Calabria, vicino a Castrovillari. Michele Pane
era nato invece ad Adami di Decollatura.

>(Totonnu, Totò, Totuzzu,
>Totareddhu, Toniceddhu, Tonino, ormai prevaricati dall'uniersale Toni)

A Soveria e dintorni suffissi diminutivi sono <-ìallu> (maschile) ed
<-ella> (femminile), non <-eddhu>: 'Ntoniciallu, e non Toniceddhu. Cito
due versi di "Tora" (Salvatora?) una poesia di Michele Pane (cito a
memoria e spero che la grafia sia corretta):
fattìcce prievite, 'ca tu cce miari
ppecchì si biellu
(diventa sacerdote: faresti bella figura / perché sei bello).

Conosco una "Nella" di Soveria, il cui nome è modificato ulteriormente
in "Nellina". Un Antonio di Montalto Uffugo era chiamato dai familiari
"Tonino".

I vezzeggiativi bisillabi con raddoppiamento della sillaba iniziale,
differentemente da quanto affermi in un altro messaggio, li ho sentiti
attribuire solo a persone della Calabria Ulteriore. Fra i miei compagni
di università calabresi a Pisa ricordo un Cecè (Vincenzo) di Catanzaro,
un Totò (Antonio) di Nicastro, un Mimì (Domenico?) di Palmi o
Taurianova; ho conosciuto in altri tempi anche un Fofò (Rodolfo?) e un
Ninì (Giovanni Battista), entrambi di Catanzaro.

Father McKenzie

unread,
Jan 18, 2003, 2:49:42 AM1/18/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
f.ch...@AUFERtiscalinet.it (Ferdinando Chiodo) saying:

# La Calabria non è una regione omogenea: Isnardi vi identificava ben
# quattrordici subregioni divise da zone più o meno pianeggianti che
# costituivano a loro volta un di ulteriore fattore di isolamento.

E su questo non ci piove: non esiste dunque un calabrese "standard",
l'unica possibilità è, come giustamente fai, riferire delle varianti
locali, numerose quasi quanto lo sono i paesi, paesini e frazioni,
tutt'al piu' cercando qualche regolarità.

# A Soveria e dintorni suffissi diminutivi sono <-ìallu> (maschile) ed
# <-ella> (femminile), non <-eddhu>: 'Ntoniciallu, e non Toniceddhu.

Vero, anche nel lametino e nel vibonese ho avuto modo di ascoltare
desinenze e pronunce inconsuete per il resto della calabria. Tipica la
pronuncia della "LL" (con la lingua in posizione arretrata, la punta
a contatto col palato), sostitutiva dell'esito normale dd o ddh.

# I vezzeggiativi bisillabi con raddoppiamento della sillaba iniziale,
# differentemente da quanto affermi in un altro messaggio, li ho sentiti
# attribuire solo a persone della Calabria Ulteriore.

In effetti alcuni dei vezzeggiativi che citi sono tipici del
catanzarese: Fofò (Alfonso), Cecè, Fefè, Tutù (Salvatore o Arturo).
Molti di questi (Sasà, Totò) si ritrovano in tutta l'Italia
meridionale, prob. collegati all'analogo uso francese (Poupou, Pépé).
E comunque sono propenso a considerare CZ- città e dintorni- un po' un
cuscinetto, se non un'isola tra la C. citra e quella ultra. Esamina
alcuni esiti peculiari: -nd- per -nn-, -a finale al posto di -i
reggina e siciliana (e.g. mundu per munnu, pana per pani); la
pronuncia aspirata della f (fhigghji, fhicu) e talvolta della v
intervocaliva (fhaghora, per favore), oppure la tipica costruzione di
proposizioni subordinate (oggettive, finali, consecutive) con u
(=>ut), ma o mu ('on bogghjiu mu ti parru, vida nommu ti perdi, circa
ma ti mòtichi). E altre peculiarità.

Alex 5630

unread,
Jan 18, 2003, 3:15:13 AM1/18/03
to
On Sat, 18 Jan 2003 04:28:41 GMT, f.ch...@AUFERtiscalinet.it
(Ferdinando Chiodo) wrote:

>della Sila Piccola e del Reventino, nella Calabria Citeriore quindi,

[SNIP]
>sincope elenca <mastu 'Ntoniu> (mastro Antonio). San Donato di Ninea č


>situata nel nord della Calabria, vicino a Castrovillari.

[SNIP]


>attribuire solo a persone della Calabria Ulteriore.

Credo che Citeriore e Ulteriore si riferiscano a differenze
geografiche. Esistono confini fra le due zone?
Esistono differenze notevoli nel linguaggio delle due zone? Ho letto
che un dialetto della Calabria discende direttamente dal greco
classico. E' quello parlato nella Calabria Ulteriore? Faccio questa
domanda pero' la Calabria Ulteriore dovrebbe essere quella piu' vicina
alla Sicilia --visto che 'ulteriore' significa cio' che e' posto piu'
lontano a chi parla, e chi parla abita alla capitale Roma o Napoli--
ma Ninea e Castrovillari a orecchio mi sembrano nomi greci.

>Cito
>due versi di "Tora" (Salvatora?) una poesia di Michele Pane (cito a
>memoria e spero che la grafia sia corretta):

> fattěcce prievite, 'ca tu cce miari
> ppecchě si biellu


> (diventa sacerdote: faresti bella figura / perché sei bello).

Mi sembra un dialetto abbastanza comprensibile. Se non avessi visto la
tua traduzione, avrei pero' il primo verso, "fatticce prievite, 'ca tu
cce mieri", con "fatti prete perche' lo meriti"; ma ovviamente non
conosco il dialetto.

Ciao,
Alex (5630)

Father McKenzie

unread,
Jan 18, 2003, 3:32:32 AM1/18/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
alex56...@yahoo.it (Alex 5630) saying:

# Credo che Citeriore e Ulteriore si riferiscano a differenze
# geografiche. Esistono confini fra le due zone?

E' una denominazione storico-geografica che risale, a quanto ne so, al
Regno di Napoli (cfr: http://www.duesicilie.org/C-Ultra.html ). Il
cofine, in effetti, correva a nord di catanzaro.
Confini netti, oggi, soprattutto dal pdv linguistico, non è possibile
tracciarne, come detto.

# Esistono differenze notevoli nel linguaggio delle due zone? Ho letto
# che un dialetto della Calabria discende direttamente dal greco
# classico. E' quello parlato nella Calabria Ulteriore?

A parlare grecanico è una piccola minoranza nella provoncia di Reggio:
Bova -"Chora tou Voua"- Roghudi Pentedattilo etc
http://digilander.libero.it/grecanici/

# ma Ninea e Castrovillari a orecchio mi sembrano nomi greci.

Di nomi greci ne abbiamo tanti, basta pensare a cognomi come
Papaianni, Nisticò, Nìcandro...
Tutto il meridione ne è pieno, ricordi Schillaci- Skyllakion?

Ferdinando Chiodo

unread,
Jan 18, 2003, 3:58:09 PM1/18/03
to
In article <3e2902a3...@news.virgilio.it>, on Sat, 18 Jan 2003

07:49:42 GMT, Father McKenzie wrote:

>E comunque sono propenso a considerare CZ- città e dintorni- un po' un
>cuscinetto, se non un'isola tra la C. citra e quella ultra.

Non conosco bene Catanzaro e la sua storia, ma quel poco che ne so mi fa
accettare la tua ipotesi.
Come ho detto nel messaggio indirizzato ad Alex, nei dialetti della
Calabria ulteriore viene riconosciuto un importante substrato greco. La
città di Catanzaro, considerata appartenente alla Calabria ulteriore,
non fa eccezione alla regola.

So che Catanzaro è stata fondata solo nel X secolo, dai bizantini, e che
nel secolo successivo venne conquistata da Roberto il Guiscardo. La
politica dei normanni era quella di favorire la lingua e la cultura
latina a scapito di quella greca; nei secoli successivi, tuttavia,
Catanzaro venne popolata quasi esclusivamente da profughi di lingua
greca, soprattutto siriani, che sfuggivano all'avanzata islamica nei
territori dell'impero romano d'oriente.
(BTW: i profughi portarono a Catanzaro l'arte di lavorare la seta e
Catanzaro rimase, per lo meno fino al XVIII secolo, la capitale europea
della lavorazione di eccellenza della seta).

Nell'attuale provincia di Catanzaro, il cui territorio è ormai molto
piccolo, è presente una zona il cui dialetto è pressoché privo di
elementi greci. In età napoleonica, nel 1806, gli abitanti di Soveria
--appartenente fino ad allora alla municipalità di Scigliano, un
"casale" (contado) di Cosenza--si ribellarono ai francesi; ne seguì una
rappresaglia feroce, con centinaia di morti, e il paese venne dato alle
fiamme. Caduto Napoleone, i Borboni cercarono di aiutare il paese con
dei provvedimenti legislativi: Soveria passò così dalla Calabria
Citeriore a quella Ulteriore e divenne sede di alcuni uffici statali
come la pretura o gli uffici del catasto o del registro, oltre quelli
municipali. Alcuni villaggi appartenenti da sempre alla Calabria
ulteriore (ad esempio S.Pietro Apostolo, Tiriolo, Serrastretta,
Marcellinara, Cicala) da allora in poi ebbero rapporti burocratici con
un paese di diversa tradizione linguistica.

> oppure la tipica costruzione di
>proposizioni subordinate (oggettive, finali, consecutive) con u
>(=>ut), ma o mu ('on bogghjiu mu ti parru,

Che io sappia, non è una struttura grammaticale neolatina, ma un calco
del greco.
Il greco moderno ha perduto l'infinito sostituendolo con il congiuntivo
preceduto dalla particella "na" (dal gr.classico "ína"). Nei dialetti
della Calabria Ulteriore il processo è lo stesso: sostituzione nelle
proposizioni oggettive dell'infinito con il congiuntivo preceduto dalla
particella "mu" (o "ma" o "mo"; latino "modo"). Nei dialetti della
Calabria citeriore il fenomeno è invece assente.

>Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)

(lux venit in mundum et dilexerunt homines magis tenebras) quam lucem
erant enim eorum mala opera...

Ferdinando Chiodo

unread,
Jan 18, 2003, 3:58:10 PM1/18/03
to
In article <3e290b99...@news.cis.dfn.de>, on Sat, 18 Jan 2003

08:15:13 GMT, Alex 5630 wrote:

>Credo che Citeriore e Ulteriore si riferiscano a differenze
>geografiche. Esistono confini fra le due zone?

Come ti ha già risposto Father McKenzie, era una divisione
amministrativa del Regno di Napoli. La Calabria Ulteriore corrispondeva
all'attuale provincia di Cosenza, la Calabria Ulteriore alle rimanenti
province. Nel 1816, con la Restaurazione, la provincia della Calabria
Ulteriore venne divisa in due (Ultra I con capoluogo Reggio e Ultra II
con capoluogo Catanzaro). Vennero tuttavia rettificati anche i confini e
la Calabria citeriore perse, a favore della Ulteriore II, parte dei
territori appartenenti alla diocesi di Martirano fra cui Soveria,
Decollatura e la stessa Martirano.

Le differenze delle diverse province erano anche linguistiche. Nei
territori della Calabria ulteriore il linguaggio mostra un evidente
substrato greco.

> Ho letto
>che un dialetto della Calabria discende direttamente dal greco
>classico. E' quello parlato nella Calabria Ulteriore?

Il problema è complesso. Nell'attuale Calabria esistevano numerose
colonie greche, poste soprattutto lungo le coste (ad es. Crotone,
Sibari), mentre all'interno vi era la popolazione italica dei Bruzi. La
colonizzazione greca era iniziata a metà dell'VIII secolo a.C. e
raggiunse il massimo sviluppo VII ed il VI secolo a.C. Il prestigio
della lingua e della cultura greca presso i Romani era tale che il
processo di romanizzazione fu molto lento. I dialetti ellenici della
Magna Grecia erano in prevalenza di tipo dorico, e cominciarono assai
presto ad assimilare degli elementi latini. Ma, come ho già detto, la
romanizzazione fu molto lenta e si hanno prove della persistenza del
greco fino ad epoca abbastanza tarda.

Tranne piccole isole linguistiche greche di cui dirò fra poco, in
Calabria si parlano ovunque dialetti "italiani". Tuttavia, soprattutto
nella Calabria ulteriore, è evidente l'influsso greco sia nel lessico
che nella sintassi. Ad esempio, per il tempo passato nei dialetti della
Calabria citeriore si usa, come in italiano, il passato prossimo; nei
dialetti della Calabria ulteriore il passato remoto. Ugualmente, nei
dialetti della Calabria citeriore i verbi dovere, potere e volere sono
verbi servili, ossia si uniscono con altri verbi di modo infinito, come
in italiano; nei dialetti della Calabria ulteriore l'infinito viene
sostituito con il congiuntivo preceduto dalla particella "ma" (o "mo" o
"mu"). Ad es. la proposizione "voglio mangiare" a Soveria ( Calabria
citeriore) è "vuagliu mangiare", a Nicastro (Calabria ulteriore)
"vogghiu ma mangiu".

In alcuni villaggi dell'Aspromonte (ad es., Amendolea e Gallicianò, nei
pressi di Bova) si parla ancora un dialetto greco. O meglio, si parlava.
Negli anni '70 in quei paesi ci fu un'alluvione e la maggior parte degli
abitanti è emigrata in Germania. Gerhard Rohlfs sosteneva che in queste
piccole isole, come pure in altre piccole isole greche del Salento, tra
Lecce e Otranto, si parlerebbe un greco di singolare arcaicità, al pari
dello Zaconico greco (un dialetto del Peloponneso continuazione diretta
dell'antico Laconico) e, a giudizio di Rohlfs, discendente
*direttamente* dalla colonizzazione operata dagli Elleni in Magna
Grecia. ("Calabria e Salento. Saggi di Storia Linguistica -- Studi e
ricerche", Ravenna, Longo Editore, 1980). Accanto a questi caratteri
arcaici, i dialetti grecanici presentavano segni evidenti derivanti dal
contatto con i dialetti italiani circostanti.
Altri studiosi hanno tuttavia contestato l'ipotesi di Rohlfs, sostenendo
che il grecismo di queste isole linguistiche non sarebbe continuazione
diretta di quello dell'antichità, ma dovuto alla dominazione bizantina
(che in Calabria durò almeno cinque secoli, fino all'arrivo dei Normanni
nell'XI secolo).

>ma Ninea e Castrovillari a orecchio mi sembrano nomi greci.

Ninea era una città fondata dagli Enotri, una antichissima stirpe
stanziata per l'appunto dell'Italia meridionale, nella zona
corrispondente alla parte settentrionale dell'odierna Calabria e
all'odierna Lucania.
Castrovillari non è un nome greco, ma latino (Castrum Villarum).

Father McKenzie

unread,
Jan 18, 2003, 4:34:27 PM1/18/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
f.ch...@AUFERtiscalinet.it (Ferdinando Chiodo) saying:

Grazie per l'intervento come sempre puntuale e corposo :-)

# Calabria ulteriore viene riconosciuto un importante substrato greco. La
# città di Catanzaro, considerata appartenente alla Calabria ulteriore,
# non fa eccezione alla regola.

Infatti. Amiamo considerarci un po' greci, se non altro per eredità
storica e genetica.
In verità, i geni si sono un po' mischiat con quelli di tant'altri
dominatori, francesi (il "culistro"-cuistre di cui si discuteva),
spagnoli e quant'altri. Nota: a Cz, "io" si dice "eu" come in
portoghese, ed è un unicum nella regione. Un caso? Ti risulta di
soldati lusitani o galiziani?

# Che io sappia, non è una struttura grammaticale neolatina, ma un calco
# del greco.

Giusta osservazione. Il riferimento all'ut riguardava la forma breve
"u" (usata in molti comuni della provincia). Il "ma", tipico di CZ
centro, ricorda infatti l'uso greco. Considera inoltre che tale
costrutto non è usato solo per le oggettive, ma anche per le finali e
le consecutive, con qualche uso peculiare ("ti rinduciu màmmata nommu
ti ricanuscia", = ti cambio i connotati).

--

Father McKenzie

unread,
Jan 18, 2003, 4:41:45 PM1/18/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
f.ch...@AUFERtiscalinet.it (Ferdinando Chiodo) saying:


# "mu"). Ad es. la proposizione "voglio mangiare" a Soveria ( Calabria
# citeriore) è "vuagliu mangiare", a Nicastro (Calabria ulteriore)
# "vogghiu ma mangiu".

Si aggiunga l'uso, in molti comuni del catanzarese, della particella
"u" (vogghju u mangiu), di deirvazione incerta, ma che ricorda molto
l'ut latino, usata anche per esprimere fine (vinni u -o mu- ti trovu)
o conseguenza.

Alex 5630

unread,
Jan 19, 2003, 3:03:15 AM1/19/03
to
On Sat, 18 Jan 2003 07:49:42 GMT, vorrei...@buono.org (Father
McKenzie) wrote:

># I vezzeggiativi bisillabi con raddoppiamento della sillaba iniziale,
>

>In effetti alcuni dei vezzeggiativi che citi sono tipici del

>catanzarese: Fofň (Alfonso), Cecč, Fefč, Tutů (Salvatore o Arturo).

Se non inferisco male dai tuoi esempi e da quelli di Ferdinando,
questi diminutivi si formerebbero per un processo a due tempi:
1: troncamento
2: raddoppiamento della sillaba con la vocale tonica

Per cui:
Alfonso --> Alfo' --> Fofo'
Vincenzo --> Vince' --> Cece'
Arturo --> Artu' --> Tutu'
Antonio --> Anto' --> Toto'
Ma questi ultimi due determinano possibili ambiguita' con Salvatore /
Salvature.

Problema: A cosa corrispondono i Sasa' e i Fefe'? Per Sasa' mi
verrebbe in mente Alessandro, ma la doppia s mi disturba; a meno che
non si pronunci ssassa'. Per Fefe' ancora piu' complicato: direi
Raffaele, se non mi aspettassi un ffaeffae'.

Ciao,
Alex (5630)

Alex 5630

unread,
Jan 19, 2003, 3:03:16 AM1/19/03
to
On Sat, 18 Jan 2003 20:58:10 GMT, f.ch...@AUFERtiscalinet.it
(Ferdinando Chiodo) wrote:

>Come ti ha già risposto Father McKenzie, era una divisione
>amministrativa del Regno di Napoli. La Calabria Ulteriore corrispondeva
>all'attuale provincia di Cosenza, la Calabria Ulteriore alle rimanenti
>province. Nel 1816, con la Restaurazione, la provincia della Calabria
>Ulteriore venne divisa in due (Ultra I con capoluogo Reggio e Ultra II
>con capoluogo Catanzaro).

Devi aver fatto un errore di disattenzione che non dovrebbe
pregiudicare la comprensione, purche' si conosca la geografia della
Calabria. Il che potrebbe non essere.

Errato:


La Calabria Ulteriore corrispondeva all'attuale provincia di Cosenza,
la Calabria Ulteriore alle rimanenti province.

Corrige:
La Calabria Citeriore corrispondeva all'attuale provincia di Cosenza,


la Calabria Ulteriore alle rimanenti province.

Grazie per il resto.
Alex (5630)
P.S.
Qualcosa mi dice che sei originario di Soveria

Father McKenzie

unread,
Jan 19, 2003, 3:34:04 AM1/19/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
alex56...@yahoo.it (Alex 5630) saying:


# Problema: A cosa corrispondono i Sasa' e i Fefe'? Per Sasa' mi
# verrebbe in mente Alessandro, ma la doppia s mi disturba;

Sasà è solitamente un altro dei numerosi vezzeggiativi di Salvatore,
il che non esclude diverse possibilità. Per esempio Rosario, che qua è
normalmente abbreviato in "Saro" (e Sara). Tra le persone che ho
conosciuto, riferisco a titolo di curiosità, c'era un Bibì (Libero),
un Memè (Amedeo) e un Lolò (Carmelo). In questi ultimi casi, come puoi
vedere, la sillaba raddoppiata non era la tonica, ma le varianti sono
molte e variano da zona a zona.
Fefè è solitamente Federico, ma anche Raffaele (di solito Lello) puo'
essere compatibile.
Esistono naturalmente anche i diminutivi non accentati :-).
Tu che hai conoscenze belghe, puoi chiedere loro come si sono formati
questi diminutivi, credo che sia un uso francese. Il cinema ci ha
abituato a Fifi, Dédée (d'Anverse), Pépé le Moko...

Father McKenzie

unread,
Jan 19, 2003, 3:57:29 AM1/19/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
alex56...@yahoo.it (Alex 5630) saying:

# (Ferdinando Chiodo) wrote:
# >amministrativa del Regno di Napoli. La Calabria Ulteriore corrispondeva
# >all'attuale provincia di Cosenza, la Calabria Ulteriore

# Devi aver fatto un errore di disattenzione che non dovrebbe
# pregiudicare la comprensione,

Penso che si capisca benissimo, è una svista innocua. La Calabria
Citeriore era la parte nord, la Ulteriore quella a sud. Ad ogni buon
conto, trovate buone cartine qui
http://www.duesicilie.org/C-Citra.html
http://www.duesicilie.org/C-Ultra.html
(scrivere con le maiuscole, se no non si collega)
Già che ci siete, su quel sito filoborbonico c'è un corso di
napoletano per polentoni...
http://www.duesicilie.org/Nnapulitano.html

Epimeteo

unread,
Jan 19, 2003, 4:17:46 AM1/19/03
to

"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e29c6e4...@news.tin.it...

> In verità, i geni si sono un po' mischiat con quelli di tant'altri
> dominatori, francesi (il "culistro"-cuistre di cui si discuteva),
> spagnoli e quant'altri.

QUANT'ALTRI?

Quoque tu, McKenzie, pater mi! :' -((

Epimeteo

Father McKenzie

unread,
Jan 19, 2003, 4:24:50 AM1/19/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
"Epimeteo" <tr...@tin.it> saying:

# Quoque tu, McKenzie, pater mi! :' -((

Evvabbe, capirai. Quandoque bonus dormitat et Homerus (spero di non
haver sbaliato anche qquesta).
Libero apostrofo!

Father McKenzie

unread,
Jan 19, 2003, 4:32:34 AM1/19/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
vorrei...@buono.org (Father McKenzie) saying:

# Evvabbe, capirai. Quandoque bonus dormitat et Homerus (spero di non
# haver sbaliato anche qquesta).

Verum ubi plura nitent in carmine, non ego paucis
offendar maculis, quas aut incuria fudit,
aut humana parum cauit natura. Quid ergo est?
Vt scriptor si peccat idem librarius usque,
quamuis est monitus, uenia caret, et Citharoedus
ridetur, chorda qui semper oberrat eadem,
sic mihi, qui multum cessat, fit Choerilus ille,
quem bis terque bonum cum risu miror; et idem
indignor quandoque bonus dormitat Homerus; (.....)

Father McKenzie

unread,
Jan 19, 2003, 4:35:44 AM1/19/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
vorrei...@buono.org (Father McKenzie) saying:

# Verum ubi plura nitent in carmine, non ego paucis
# offendar maculis, quas aut incuria fudit,
# aut humana parum cauit natura. Quid ergo est?
# Vt scriptor si peccat idem librarius usque,
# quamuis est monitus, uenia caret, et Citharoedus
# ridetur, chorda qui semper oberrat eadem,
# sic mihi, qui multum cessat, fit Choerilus ille,
# quem bis terque bonum cum risu miror; et idem
# indignor quandoque bonus dormitat Homerus; (.....)

uerum operi longo fas est obrepere somnum.

Epimeteo

unread,
Jan 19, 2003, 4:45:18 AM1/19/03
to

"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e29c6e4...@news.tin.it...
>
> Infatti. Amiamo considerarci un po' greci, se non altro per eredità
> storica e genetica.

Scusi, Padre, siete anche un po' inglesi?
Per tornare in oggetto, pare infatti che esista un "Nedda" inglese, femminile di
Ned (diminutivo di Edward).

Epimeteo


Epimeteo

unread,
Jan 19, 2003, 4:50:11 AM1/19/03
to

"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e2a7252...@news.tin.it...

> Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
> vorrei...@buono.org (Father McKenzie) saying:
>
; et idem
> # indignor quandoque bonus dormitat Homerus; (.....)
>
> uerum operi longo fas est obrepere somnum.

Basta, Padre, mi arrendo!

Ho capito: voi calabresi siete romani de' Roma...

Epimetheus


Roscio

unread,
Jan 20, 2003, 4:02:43 AM1/20/03
to
"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e282e6b...@news.virgilio.it...

>
> # Beh, anche in Sicilia Salvatore è Salvo, Salvino, Sasà, Totò, Turi,
> # Turiddu...
>
> Si vede che voi avete più Salvatori.

E' vero. E più Marie... :-)))

--
Er Roscio.

Roscio

unread,
Jan 20, 2003, 4:02:44 AM1/20/03
to
"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3e2a616...@news.tin.it...

> Fefč č solitamente Federico, ma anche Raffaele (di solito Lello) puo'
> essere compatibile.

Raffaele passa da Rafč (Rafčle), per poi passare a Fefč.

--
Er Roscio.

Alex 5630

unread,
Jan 20, 2003, 8:55:18 AM1/20/03
to
On Mon, 20 Jan 2003 09:02:44 GMT, "Roscio" <ser...@libero.it> wrote:

>Raffaele passa da Rafč (Rafčle), per poi passare a Fefč.

Se non ricordo male il protagonista di Divorzio all'italiana
interpretato da Mastroianni si chiamava Fefe'. Era noto il nome di
battesimo non vezzeggiato?

Ciao,
Alex (5630)

Roscio

unread,
Jan 20, 2003, 9:43:55 AM1/20/03
to
"Alex 5630" <alex56...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:3e2bffbd...@news.cis.dfn.de...

>
> >Raffaele passa da Rafč (Rafčle), per poi passare a Fefč.
>
> Se non ricordo male il protagonista di Divorzio all'italiana
> interpretato da Mastroianni si chiamava Fefe'. Era noto il nome di
> battesimo non vezzeggiato?

Sě. Era il barone Ferdinando Cefalů.

--
Er Roscio.

Father McKenzie

unread,
Jan 20, 2003, 1:23:12 PM1/20/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
"Roscio" <ser...@libero.it> saying:

# Raffaele passa da Rafč (Rafčle), per poi passare a Fefč.

Oc. Da noi come diminutivo di Rafele č piu' comune Lelč (Lello), ma
qualche Fefč c'č. La confusione coi Federichi č totale.
Faccio ammenda su quanto affermai a proposito di Lolņ: il parroco in
questione si chiamava don Candeloro, il fratello Carmelo era Memč.
--
Drop Bu$h not bombs - No blood for oil: how many children for a gallon? -
No war without cause - Violence begets violence - Change of regime? Start from here -
Let's say a preventive no to war -

Father McKenzie

unread,
Jan 20, 2003, 1:23:43 PM1/20/03
to
Sitting on the dock of the bay, watching the tide roll away, I heard
"Roscio" <ser...@libero.it> saying:

# Sě. Era il barone Ferdinando Cefalů.

miii... anche i ferdinandi oltre rafeli e federici!

Alex 5630

unread,
Jan 21, 2003, 4:16:16 AM1/21/03
to
On Mon, 20 Jan 2003 18:23:12 GMT, vorrei...@buono.org (Father
McKenzie) wrote:

>Faccio ammenda su quanto affermai a proposito di Lolň: il parroco in


>questione si chiamava don Candeloro, il fratello Carmelo era Memč.

Oh, lo vedi che avevo ragione io? Si tratta di un processo a due
tempi:troncamento + raddoppiamento della sillaba con la vocale tonica.
Vuoi che non abbia tratto frutto dalla lettura di Carnap?

IMO, la genesi del fenomeno non dipende dalla lingua francese. Dagli
Angioini in Italia non e' venuto nulla di buono. La genesi e' il
linguaggio infantile, e i bambini si comportano allo stesso modo a
Parigi e a Catanzaro, come se i pargoli avessero letto Chomski e
volessero dargli ragione.
Per le vacanze di Natale sono venute da Liegi mia sorella con la
bambina di 13 mesi, mentre il marito era assente per lavoro. La
bambina mi chiamava tata (per imprinting paterno?), chiamava Lili mia
figlia Jacqueline, Mimi mia suocera Giacomina, Toto mio suocero
Antonio. Eccezione: chiamava Checco mio cognato Francesco.

Ciao,
Alex (5630)

The Nosisape Man

unread,
Jan 30, 2003, 6:22:37 AM1/30/03
to
Father McKenzie wrote:
>
> # Sě. Era il barone Ferdinando Cefalů.

ma chi, quello della canzone dei Gatti di Vicolo Miracoli?

Il barone Cefalů
relegato all'isola di Ponza,
divertivasi laggiů
a schiacciare le termiti con la pinza.
etc.

ciao
--
Sandro [CA]

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