Va a gusti: al nord con due b suona un po' romanesco; non ci sono
differenze di significato, e la cosa importante in queste cose è
adottare una grafia e seguirla per tutto il testo (non andrebbe bene
scrivere una volta con una b e la volta dopo con due).
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"Tutti hanno portato un po´ a casa la discussione sulla riforma e sono
tornati con i consigli delle mogli che, come tutte le donne, hanno
maggiore capacità di intuizione", S. Berlusconi, "La Stampa".
it.cultura.classica: http://digilander.iol.it/mmanca
>Va a gusti: al nord con due b suona un po' romanesco; non ci sono
>differenze di significato, e la cosa importante in queste cose č
>adottare una grafia e seguirla per tutto il testo (non andrebbe bene
>scrivere una volta con una b e la volta dopo con due).
Concordo al 100%. La grafia obiettivo č quella per cosě dire piů
etimologica, ma forse č anche meno quello corrente per quel che
riguarda invece la pronuncia effettiva della parola
> Concordo al 100%. La grafia obiettivo è quella per così dire più
> etimologica, ma forse è anche meno quello corrente per quel che
> riguarda invece la pronuncia effettiva della parola
Il mio dizionario a "obiettare" rimanda a "obbiettare" infatti.
Devo confessare che fino ad ora ho pensato che avessero due
significati completamente diversi. Mai avrei scritto "obbiettore
di coscienza" con due b, per esempio.
Grazie ICLI :-)
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Stardust®
> >Va a gusti: al nord con due b suona un po' romanesco; non ci sono
> >differenze di significato, e la cosa importante in queste cose è
> >adottare una grafia e seguirla per tutto il testo (non andrebbe bene
> >scrivere una volta con una b e la volta dopo con due).
ma mi potete confermare che non ci sia una differenza di significato?
ad esempio:
- lente della macchina fotografica = obiettivo
- scopo, fine = obbiettivo
o magari il contrario....
ciao
grazie
giuli
> ma mi potete confermare che non ci sia una differenza di significato?
> ad esempio:
> - lente della macchina fotografica = obiettivo
> - scopo, fine = obbiettivo
> o magari il contrario....
>
No! Penso che non ci sia. E di tale pensiero mi
dà conferma il Garzanti che presenta il lemma
'obiettivo' insieme con 'obbiettivo', come
'obiettore' insieme con 'obbiettore' e 'obiezione'
insieme con 'obbiezione'.
Quindi un qualsivoglia significato di 'obiettivo'
è perfettamente e completamente legittimo anche
per 'obbiettivo'.
ciao ciao,
Stefano.
>come si scrive la parola in oggetto?
>sul dizionario c'č scritto che si puň in tutti e due i modi, ma a me pare
>che ci sia anche una distizione per quanto riguarda il significato....
>mi sapete schiarire le idee???
Fino a qualche tempo fa si trovava piů spesso la forma con due b,
soprattutto nel senso di apparecchiatura ottica; oggi prevale la
forma con una b sola. Č un caso frequente, in parole di
derivazione latina o greca, che nel corso del tempo la voce piů
innovativa sia sostituita da una forma piů aderente
all'etimologia: cosě notomia > anatomia, cerusico > chirurgo.
Č da notare inoltre l'ormai definitiva divaricazione fra obiettivo
e i la serie oggetto, oggettivo ecc., che derivano dalla stessa
forma latina ob-iectum, supino di ob-icere. Invece subietto e
subiettivo sono scomparsi di fronte a soggetto e soggettivo.
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Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
mailto:scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
Humm... le idee di solito si chiariscono, non si schiariscono... :-)))
Stando agli scritti del grandi saggi, "obiettivo" nel senso di "scopo" o
nel senso di "dotato di onestà intellettuale" si scrive con una "b", mentre
"obbiettivo" nel senso di "sistema ottico di lenti che permette di
focalizzare
il soggetto", si scrive con due "b".
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Er Roscio.
Ehehehe... appunto... :-)))
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Er Roscio.
ho scritto così perchè me le sono già chiarite col garzanti, ora ho bisogno
di "schiarimenti"
> Stando agli scritti del grandi saggi
cos'è?
grazie
ciao
giuli
Influsso burocratico.
Il linguaggio della burocrazia è spesso (malamente) latineggiante.
Ciao,
Paolo